DINAMICA RECENTE ED ATTUALE DEGLI ALVEI FLUVIALI IN ITALIA: STATO DELL'ARTE E PROSPETTIVE Nicola Surian1 & Massimo Rinaldi2 1Dipartimento di Geografia, Università di Padova, Via del Santo 26, 35123 Padova 2Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Università di Firenze, Via S. Marta 3, 50139 Firenze e-mail: nicola.surian@unipd.it RIASSUNTO: Surian & Rinaldi, Dinamica recente ed attuale degli alvei fluviali in Italia: stato dell'arte e prospettive. (IT ISSN 0394-3356, 2008). Lo scopo del presente lavoro è quello di fare il punto sulle ricerche che riguardano le variazioni morfologiche degli alvei in Italia, evi- denziando anche gli aspetti cruciali su cui le ricerche dovrebbero concentrarsi nell'immediato futuro. Il lavoro si basa su di un'analisi bibliografica di settanta pubblicazioni e sulle ricerche condotte nell'ambito di un progetto nazionale (PRIN 2005). Considerando la distribuzione temporale delle pubblicazioni riguardanti le variazioni morfologiche degli alvei in Italia si può notare un aumento del numero di pubblicazioni nel corso del periodo in esame (1963 - 2007), ma comunque un numero relativamente basso di pubblicazioni per anno. Dal punto di vista metodologico si osserva un prevalente approccio qualitativo fino alla fine degli anni '90, quindi l'impiego di approcci più quantitativi, in particolare per la ricostruzione della variazione temporale di parametri come la larghez- za dell'alveo o la quota del fondo. La maggior parte dei fiumi italiani è stata interessata da simili variazioni per quanto riguarda la sequenza temporale, mentre l'intensità delle variazioni è dipesa da vari fattori, come, ad esempio, la morfologia originale dell'alveo. Inizialmente si è verificata una fase d'inci- sione e restringimento, iniziata verso la fine del XIX sec. e particolarmente intensa fra gli anni '50 e gli anni '80-'90 del XX sec. Quindi, negli ultimi 15-20 anni, processi di allargamento dell'alveo sono stati osservati nella maggior parte dei casi. Queste modificazioni morfologiche sono imputabili principalmente ad una serie di interventi antropici, quali il prelievo di sedimenti, la costruzione delle dighe, interventi di canalizzazione e variazioni di uso del suolo. Un significativo miglioramento nella comprensione della dinamica degli alvei è derivato dalle ricerche più recenti, soprattutto attraver- so la ricostruzione delle variazioni temporali della larghezza dell'alveo e più specifiche analisi sulle cause delle variazioni, ma vari aspetti richiedono ad oggi delle indagini più approfondite. Un punto cruciale è rappresentato dalle variazioni altimetriche, sia nel medio che nel breve termine. Per le variazioni nel medio termine, in mancanza di adeguati rilievi topografici, è determinante ricorrere a specifici rilievi geomorfologici dell'alveo, mentre per le variazioni più recenti è auspicabile l'impiego di tecniche quali GPS, LiDAR e fotogrammetria digitale. Infine si sottolinea l'importanza di trasferire le conoscenze acquisite con queste ricerche nella gestione e riqualificazione degli alvei. ABSTRACT: Surian & Rinaldi, Present and recent dynamics of river channels in Italy: state of the art and perspectives. (IT ISSN 0394- 3356, 2008). During the last centuries, and particularly in the second half of the 20th century, many fluvial systems have been significantly affected by human interventions (e.g. dams, sediment mining and channelization). Such interventions have effects on flows, sediment regime and channel morphology, causing channel adjustments that are generally much larger than those that could be expected from natural channel evolution. For instance, most Italian rivers have experienced considerable channel adjustments in the last decades, e.g. chan- nel incision up to 10 m or more and channel narrowing up to 85-90 %. The aim of this work is to review the present state of knowledge on channel adjustments in Italian rivers and to analyse research needs and perspectives. The work is based on a review of published studies (seventy papers have been collected and analysed) and on the research carried out within a national project (PRIN 2005) over the last two years. The first studies on channel adjustments in Italian rivers date back to the beginning of the 1960s. Considering the distribution of publi- cations from such a period to the present (2007), an increase can be observed in the number of publications through time, however the number of publications remains quite low in each year (the highest value, 7 papers, was reached in 1994). Concerning the methodolo- gies used in these studies, a qualitative approach was dominant up to the end of the 1990s, then a more quantitative approach. The latter has implied, for instance, the reconstruction of temporal trends for channel parameters such as channel width and bed elevation. Most Italian rivers have experienced almost the same processes as for temporal trends, though the magnitude of adjustments varies according to several factors (e.g. initial channel morphology). Initially, river channels underwent a long phase of narrowing and incision, which started in the late 19th century and was very intense after the 1950s. Then, during the last 15-20 years, channel widening has become the dominant process in several cases. Such channel changes have been induced mainly by a range of human interventions, specifically sediment mining, dam construction, channelization works and land use changes (e.g. reforestation). A significant advance in the understanding of channel adjustments was obtained recently as for the reconstruction of evolutionary trends (in particular trends of channel width) and causes of channel adjustments, but several issues will require more efforts in the futu- re. One crucial point will be, for instance, the analysis of past and present bed level adjustments. Reconstruction of past trends, in the absence or scarcity of topographic surveys, will need specific geomorphological field surveys, whereas the analysis of present trends should be supported by recent topographic technologies, such as GPS, LiDAR and digital photogrammetry. Last, but not least, there should be an increasing transfer and application of the results to river management. In fact, it is becoming more and more established among fluvial scientists and practitioners that knowledge of channel evolution in the medium-short term is a key ingredient for the sustainable management of fluvial systems. Parole chiave: Alvei fluviali, variazioni morfologiche degli alvei, impatto antropico. Keywords: Alluvial channels, channel adjustments, human impact. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 21(1B), 2008 - 233-240 234 N. Surian & M. Rinaldi 1. INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi secoli, ed in particolar modo negli ultimi 50-60 anni, la morfologia e la dinamica della maggior parte dei fiumi italiani hanno subito delle profonde modificazioni, soprattutto a causa di vari interventi antropici (ad esempio costruzione di dighe, prelievo di sedimenti dagli alvei, interventi di canalizza- zione, variazioni di uso del suolo). Tali interventi hanno infatti modificato il regime dei deflussi e delle portate solide, oltre ad altri aspetti, come la mobilità laterale, fondamentali nella dinamica di un alveo fluviale. L'entità delle variazioni subite dagli alvei è stata considerevole, in quanto in molti casi ha comportato una vera e pro- pria trasformazione morfologica, ossia una modificazio- ne della configurazione planimetrica (ad esempio da un alveo a canali intrecciati ad un alveo di tipo “wande- ring” o, addirittura, a canale singolo). I processi più dif- fusi sono stati il restringimento e l'incisione dell'alveo. La larghezza dell'alveo ha subito generalmente una riduzione superiore al 50 %, fino a valori dell' 85-90 %, mentre l'abbassamento del fondo è stato dell'ordine di alcuni metri ma, localmente, anche di 10-12 m (SURIAN & RI N A L D I, 2003; SU R I A N et al., 2008a). Generalmente queste modificazioni si sono realizzate nel corso di pochi decenni. Simili variazioni morfologiche dell'alveo si sono verificate anche in corsi d'acqua di altri paesi europei ed extra-europei, ma raramente l'intensità dei processi è stata così elevata come nei corsi d'acqua italiani (WI L L I A M S , 1978; WI L L I A M S & WO L M A N, 1984; SI M O N, 1989; XU JI O N G X I N, 1997; SE A R & AR C H E R, 1998; WINTERBOTTOM, 2000; LIEBAULT & PIEGAY, 2001; LU et al., 2007). Infatti se non sono rari fenomeni di restringimen- to come quelli osservati nei fiumi italiani, sono poco fre- quenti fenomeni di incisione dell'ordine di 10-12 m. Le ricerche condotte in ambito nazionale ed inter- nazionale sulle variazioni morfologiche degli alvei hanno lo scopo di quantificare queste variazioni, ma soprattut- to di comprenderne i processi e le cause. Alcuni aspetti cruciali in queste ricerche sono: a) la ricostruzione tem- porale delle modificazioni, che implica non solo una valutazione quantitativa della modifica- zione morfologica, ma anche una valuta- zione dell'evoluzione temporale del pro- cesso; b) l'individuazione delle cause, ossia una dettagliata analisi delle possi- bili cause, naturali ed antropiche, e dei loro effetti sulle portate liquide, sulla por- tata solida e sulla morfologia dell'alveo; c) l'analisi delle relazioni spazio-tempo- rali fra cause e variazioni morfologiche. Un ulteriore obiettivo della ricerca deve essere quello di fare delle previsioni sul- l'evoluzione futura di un alveo fluviale instabile. Tali previsioni, che si basano sulla conoscenza della dinamica fluviale nel breve e medio periodo, sono infatti fondamentali per la gestione e riqualifi- cazione di un corso d'acqua (DO W N S & GREGORY, 2004; RINALDI, 2006; HABERSACK & PIEGAY, 2008). Lo scopo del presente lavoro è quello di fare il punto sulle ricerche che riguardano le variazioni morfologiche degli alvei in Italia, evidenziando anche gli aspetti cruciali su cui le ricerche dovrebbero con- centrarsi nell'immediato futuro. Le considerazioni espo- ste di seguito si basano sull'analisi bibliografica di set- tanta pubblicazioni e sulle ricerche condotte nell'ambito di un progetto nazionale (PRIN 2005 “Dinamica recente ed attuale di alvei fluviali in Italia centro-settentrionale: tendenze evolutive, cause ed implicazioni applicative”) conclusosi recentemente (gennaio 2008). Il lavoro pren- de spunto da una precedente sintesi sull'argomento (SURIAN & RINALDI, 2003), alla quale si rimanda per alcuni approfondimenti, e vuole pertanto mettere in evidenza anche i progressi di questi ultimi anni. 2. STATO DE LL'ARTE: LA RIC ERCA IN ITAL IA SULLE VARIAZIONI MORFOLOGICHE DEGLI ALVEI Le seguenti considerazioni derivano dall'analisi dei lavori esistenti sull'argomento. Sono state reperite e consultate 70 pubblicazioni che comprendono un inter- vallo di oltre 40 anni (1963-2007). L'elenco completo delle pubblicazioni consultate è riportato in bibliografia. La distribuzione temporale di queste pubblicazioni mostra come, a partire dagli '60 del secolo scorso (si veda ad esempio RO V E R I, 1965; PE L L E G R I N I & RO S S I, 1967) fino ad oggi, ci sia stato un crescente numero di ricerche (Fig. 1). Negli anni '60 e '70 le pubblicazioni sono state molto limitate, rispettivamente 4 e 5, quindi 11 negli anni '80, 33 negli anni '90 e 17 nel periodo 2000-2007. Nonostante l'incremento di pubblicazioni registrato negli ultimi 15-20 anni, il numero complessivo di pubblicazioni nell'intero periodo indica che si tratta di un tema di ricerca che ha suscitato un certo interesse, senza però raggiungere un vera e propria affermazione e collocazione in ambito nazionale. L'analisi bibliografica consente anche alcune con- siderazioni sui gruppi di ricerca (o i singoli ricercatori) coinvolti e sulla tipologia dei progetti nei quali si inseri- scono le indagini sulle variazioni morfologiche degli alvei. Alcune sedi universitarie (Camerino, Firenze, Modena, Padova, Parma, Pavia, Perugia) ed il CNR- Fig.1 - Distribuzione temporale delle pubblicazioni riguardanti le variazioni morfologi- che degli alvei in Italia. Temporal distribution of the publications regarding channel adjustments in Italian rivers. IRPI di Torino risultano aver affrontato queste ricerche con una certa continuità temporale. Per quanto riguar- da la tipologia di progetti, la maggior parte delle pubbli- cazioni sono il risultato di singole iniziative ad eccezio- n e d el le ri cer ch e ch e c on fl u iv an o n el P ro ge t t o Finalizzato “Conservazione del Suolo” (Sottoprogetto “Dinamica Fluviale”) (PELLEGRINI et al., 1979b; CASTIGLIONI & PE L L E G R I N I, 1981a; 1981b), finanziato dal CNR, e di quelle connesse al progetto nazionale sopra citato (PRIN 2005), del quale cominciano ora ad essere pub- blicati i primi risultati (SURIAN & CISOTTO, 2007; PELLEGRINI et al., 2008; RI N A L D I et al., 2008; SU R I A N et al, 2008a; 2008b). Da un punto di vista metodologico le ricerche si sono basate fondamentalmente su osservazioni in campo, analisi di cartografia storica, di fotografie aeree e di rilievi topografici. Il cambiamento più significativo, percepibile solo nei lavori più recenti (ad esempio RINAL- DI et al., 2005), è stato probabilmente l'impiego dei GIS che consentono un'analisi della cartografia storica e delle fotografie aeree molto più accurata e certamente più aggiornabile nel tempo. Come già evidenziato in un precedente lavoro di sintesi (SU R I A N & RI N A L D I, 2003), complessivamente le ricerche sono state poco quanti- tative, mancando ad esempio, nella maggior parte dei casi, ricostruzioni temporali delle variazioni morfologi- che. Ciò che emerse nel lavoro appena citato era la quasi totale assenza di ricostruzioni della variazione temporale di parametri come la larghezza dell'alveo o la quota del fondo e, pertanto, la definizione di precise relazioni fra le variazioni morfologiche e le relative cause. Alcuni recenti lavori di sintesi, nei quali sono stati analizzati i dati relativi a più corsi d'acqua, hanno messo in evidenza la presenza di modificazioni morfo- logiche e processi molto simili nei fiumi italiani (RINALDI, 2003; SU R I A N & RI N A L D I, 2003; 2004; SU R I A N, 2006). Le variazioni che accomunano gli alvei fluviali sono un restringimento (in alcuni casi anche dell' 85-90 %) ed un abbassamento del fondo (in alcuni casi oltre i 10 m) molto marcati. Tali processi si sono manifestati in alcuni corsi d'acqua a partire dal XIX secolo, ma sono stati molto intensi per un periodo relativamente breve, ossia tra gli anni '50 e gli anni '80-'90 del secolo scorso. Le cause di variazioni così intense nella morfologia degli alvei sono state individuate nel prelievo di sedimenti dagli alvei, generalmente il fattore più rilevante, nella costruzione di dighe, in vari interventi di canalizzazione, in variazioni di uso del suolo a scala di bacino (in parti- colare l'aumento della copertura boschiva) e nelle siste- mazioni idraulico-forestali. Mentre la fase principale di aggiustamento, che ha comportato il restringimento e l'incisione degli alvei, è stata documentata in tutti i lavori, la successiva fase, cominciata generalmente alla fine degli anni '80 o nei primi anni '90, è stata individuata ed analizzata solo nelle ultime ricerche (SU R I A N & RI N A L D I, 2004; RI N A L D I e t a l., 2005; SU R I A N, 2006; RI N A L D I & SI M O N C I N I, 2006; SU R I A N & CI S O T T O, 2007). Questa fase più recente (ultimi 15-20 anni) è stata caratterizzata in molti corsi d'acqua da un riallargamento dell'alveo e da stabilità del fondo o da aggradazione. Tali processi non hanno comunque “compensato” le variazioni indotte dalla fase prece- d e n t e . 235Dinamica recente ed attuale ... 3. RICERCHE RECENTI E PROSPETTIVE FUTURE Come accennato in precedenza, si è ultimamente concluso un progetto nazionale incentrato sulle varia- zioni morfologiche degli alvei in Italia (PRIN 2005 “Dinamica recente ed attuale di alvei fluviali in Italia centro-settentrionale: tendenze evolutive, cause ed implicazioni applicative”). Il progetto, che ha coinvolto tre sedi universitarie (Firenze, Padova e Pavia) ed il CNR-IRPI di Torino, si poneva i seguenti obiettivi: 1. Revisione delle metodologie comunemente impiega- te per l'analisi delle variazioni morfologiche degli alvei fluviali. Alla luce degli studi realizzati sui fiumi italiani, è infatti auspicabile definire quali parametri morfologici utilizzare e come questi debbano essere misurati, in modo tale da rendere omogenei i dati provenienti da differenti casi di studio. 2. In riferimento al punto precedente, messa a punto di una metodologia di rilevamento sul terreno che con- senta, soprattutto in assenza di dati altimetrici, di valutare le tendenze evolutive nel breve e medio ter- mine. 3. Disponibilità di un maggior numero di casi di studio ben documentati rispetto a quelli esistenti (SURIAN & RINALDI, 2003; 2004), ossia di casi di studio per i quali si disponga delle variazioni temporali di alcuni para- metri morfologici dell'alveo, quali quota del fondo, larghezza, ecc. 4. Monitoraggio e analisi della dinamica recente (ultimi 15-20 anni) ed in atto negli alvei fluviali. 5. Affinamento e sviluppo degli schemi/modelli evolutivi recentemente proposti da SU R I A N & RI N A L D I ( 2 0 0 3 ; 2004), al fine di definire un modello concettuale in grado di descrivere le tendenze evolutive dei fiumi italiani. 6. Individuazione delle cause, antropiche o naturali, che hanno determinato le variazioni morfologiche degli alvei e dei rapporti temporali di causa-effetto. 7. Previsione, seppure qualitativa, dell'evoluzione futura degli alvei fluviali; ciò sulla base sia delle tendenze evolutive passate ed in atto, sia di differenti scenari di gestione delle risorse (in particolare dei sedimenti e di uso del suolo) e di cambiamenti climatici. 8. Valutazione delle ricadute applicative della dinamica fluviale recente ed in atto; in particolare i riflessi sulla gestione dei corsi d'acqua (manutenzione degli alvei) e sui possibili interventi di riqualificazione fluviale. Sulla base dei lavori finora pubblicati o in corso di pubblicazione (RI N A L D I & SI M O N C I N I, 2006; SU R I A N & CI S O T T O, 2007; PE L L E G R I N I et al., 2008; RI N A L D I et al. , 2008; RINALDI, 2008; SURIAN et al., 2008a; 2008b) si ritie- ne che per alcuni degli aspetti appena elencati c'è stato un sostanziale avanzamento nelle conoscenze, mentre per altri il contributo del progetto è stato più limitato. Riguardo agli aspetti metodologici sono stati fatti pro- gressi su vari fronti (analisi storica da cartografia, foto aeree e immagini satellitari, analisi dei rilievi topografici, rilevamento geomorfologico in campo). Ad esempio si è posta molta attenzione nella valutazione degli errori associati alla stima dei vari parametri (ad esempio lar- ghezza dell'alveo, grado d'intrecciamento, quota del fondo), e si è giunti alla definizione di procedure che debbono essere non solo accurate ma anche riproduci- bili. Novità importanti sono state introdotte anche per il rilevamento geomorfologico in campo, in quanto sono state definite una serie di misure ed osservazioni finaliz- zate alla definizione delle tendenze evolutive di un alveo. Questi aspetti relativi al rilevamento geomorfolo- gico e all'utilizzo di apposite schede, sono illustrati in un articolo contenuto in questo volume (RINALDI, 2008). Da parte dei ricercatori coinvolti nel progetto PRIN 2005 è prevista comunque una pubblicazione comples- siva che riassuma tutti questi aspetti metodologici, in modo tale da fornire delle “linee guida” per lo studio delle variazioni morfologiche degli alvei. Il numero di casi di studio affrontati nel progetto amplia in modo significativo le conoscenze pregresse sulla dinamica recente ed attuale degli alvei (si veda in proposito PE L L E G R I N I et al., 2008; RI N A L D I et al. 2008; SU R I A N et al. 2008a; 2008b). Per alcune caratteristiche degli alvei, in particolar modo per la larghezza, si dispo- ne infatti di accurate ricostruzioni temporali, mentre rimangono più problematiche le ricostruzioni delle variazioni altimetriche per vari corsi d'acqua. Ad esem- pio per quanto riguarda le variazioni di larghezza, non solo è ben documentata la fase principale di restringi- mento generalmente verificatasi tra gli anni '50 e gli anni '80-'90 del XX sec., ma anche le variazioni avvenu- te nel XIX sec., nella prima metà del XX sec., e quelle più recenti. Per gli ultimi 15-20 anni, come già anticipa- to, si è riscontrata in vari casi una tendenza all'allarga- mento dell'alveo, anche se non mancano tratti fluviali che cont in uan o in un processo di rest ringiment o (SURIAN et al., 2008a). Anche sui fattori che hanno indot- to l'instabilità degli alvei il grado delle conoscenze è progredito in modo significativo, sia attraverso l'acqui- sizione di maggiori informazioni sugli interventi antropici in alveo e a scala di bacino, che attraverso analisi delle serie idrologiche (precipitazioni e portate). Le cono- scenze acquisite nel corso del progetto permetteranno quindi di affinare i modelli evolutivi attualmente esistenti (SURIAN & RINALDI, 2003; 2004). Sulla base del contesto nazionale ed internaziona- le della ricerca (a questo ultimo si è fatto cenno nel capit olo in t ro dut t iv o, ma s i v eda an ch e J A M E S & MA R C U S, 2006; BR A S I N G T O N & RI C H A R D S, 2007; HA B E R- SACK et al., 2008) gli aspetti sui quali dovrebbe mirare la ricerca nei prossimi anni sono, a nostro avviso, quelli qui di seguito elencati. 1. Tendenze evolutive in atto. Considerando che la fase principale di aggiustamento, ossia l'intenso restringi- mento ed incisione verificatisi generalmente fino agli anni '80-'90 del XX sec., è ormai generalmente esau- rita, ed anche abbastanza bene documentata, è importante concentrare l'attenzione sull'ultima fase di aggiustamento in atto da alcuni anni. Le variazioni più recenti, molto probabilmente indotte da una forte riduzione dell'attività di prelievo di sedimenti in alveo, sono state analoghe in vari casi (allargamento e sedimentazione) ma è plausibile aspettarsi dinami- che d'alveo differenti in relazione anche ad altre con- dizioni esistenti a scala di bacino e lungo i corsi d'acqua stessi (ad esempio la presenza o meno di dighe), nonché alla sequenza ed intensità degli even- ti di piena. 2. L'impiego del telerilevamento e di tecniche quali LiDAR e GPS. Per la ricostruzione delle tendenze evolutive più recenti e per il monitoraggio della dina- mica in atto gli strumenti più idonei appaiono le foto- grafie aeree a grande scala, tecniche topografiche quali LiDAR, GPS e fotogrammetria, oltre al rileva- mento geomorfologico in campo (per quest'ultimo aspetto si rimanda al punto successivo). Mentre l'im- piego delle fotografie aeree è consolidato e consente un'accurata quantificazione delle caratteristiche pla- nimetriche dell'alveo, LiDAR, GPS e fotogrammetria sono state impiegate nello studio della dinamica flu- viale solo recentemente (LA N E et al., 2003; HI C K S e t al., 2008; LOLLINO et al., 2008; RUMSBY, et al., 2008), ma hanno notevoli potenzialità. La possibilità di acquisire modelli digitali del terreno (DEM), non tra- scurando i problemi associati alla presenza di aree emerse e sommerse, rappresenta senz'altro un gran- de salto di qualità nella valutazione dei processi di erosione/sedimentazione in alveo, ma anche per la costruzione di bilanci di sedimenti (FU L L E R et al. , 2003; BR A S I N G T O N et al., 2003) e quindi per una migliore comprensione dei processi in atto. 3. Il rilevamento geomorfologico dell'alveo. Il rilevamen- to sul terreno, con l'impiego di schede specifiche (RINALDI, 2008), è un aspetto cruciale soprattutto per la valutazione delle variazioni altimetriche. Il metodo è essenziale per la ricostruzione delle variazioni pas- sate, infatti raramente si dispone di una documenta- zione completa di rilievi topografici, ma anche per la valutazione delle tendenze attuali. Riguardo quest'ul- timo aspetto, il rilevamento geomorfologico può affiancarsi ai rilievi topografici (ad esempio GPS e LiDAR) oppure sostituirsi completamente a questi quando non sussistano le condizioni per poterli rea- lizzare. 4. I modelli e la previsione dell'evoluzione futura degli alvei. Le conoscenze acquisite sull'evoluzione pas- sata ed in atto degli alvei fluviali e sulle relative cause consentiranno di mettere a punto dei modelli che dovranno essere impiegati per prevedere l'evoluzio- ne futura degli alvei. Un primo passo sarà la messa a punto di modelli concettuali di evoluzione degli alvei, in grado di descrivere, seppure in termini di tenden- za e quindi non quantitativi, la dinamica degli alvei italiani. Tali modelli andrebbero quindi supportati da una quantificazione delle principali variabili che pos- sono avere influenza sulla dinamica fluviale (ad esempio pendenza del fondo, dimensioni granulo- metriche, ecc.), in modo da individuare risposte morfologiche diverse al variare di tali parametri. Oltre ai modelli concettuali, sarà importante l'utilizzo di modelli matematici, almeno per casi rappresentativi, per consentire una migliore comprensione dei rap- porti tra cause ed effetti e per simulare possibili sce- nari di evoluzione. Ad esempio i modelli cellulari, recentemente piuttosto diffusi nell'ambito della geo- morfologia fluviale (NICHOLAS et al., 2006; COULTHARD et al., 2007) potrebbero essere adatti a morfologie fluviali complesse (b r a i d e d o transizionali) come quelle presenti in molti corsi d'acqua italiani. In ogni caso le previsioni dovranno tener conto di possibili scenari di impatto antropico e di condizioni climati- che. 5. Applicazione delle conoscenze alla gestione e riquali- ficazione dei corsi d'acqua. Nell'ottica di una gestio- ne sostenibile dei corsi d'acqua e tenendo come ri fer ime n t o i co n t en u t i del la D ir et t iv a Qu a dr o 2000/60, è evidente l'importanza di trasferire le conoscenze acquisite con queste ricerche nella 236 N. Surian & M. Rinaldi gestione e riqualificazione degli alvei. Da una parte è importante che la gestione/riqualificazione si basi sulle tendenze evolutive dei corsi d'acqua (si veda ad esempio DO W N S & GR E G O R Y, 2004), dall'altra è essenziale che la gestione dei sedimenti assuma un ruolo più rilevante nei corsi d'acqua italiani conside- rando che l'alterazione nel regime del trasporto soli- do è stata una causa fondamentale delle modifica- zioni recenti ed in atto negli alvei fluviali. Una gestio- ne efficace e sostenibile dei sedimenti può realizzarsi anche attraverso l'adozione di nuovi approcci, come la definizione di una fascia di mobilità fluviale (PIEGAY et al., 2005; RI N A L D I, 2006; HA B E R S A C K & PI E G A Y, 2008). 4. CONCLUSIONI La presente analisi della ricerca sulla dinamica recente ed attuale degli alvei fluviali in Italia suggerisce le seguenti considerazioni conclusive. 1. La dinamica recente ed attuale degli alvei ha destato l'interesse di un certo numero di ricercatori sin a par- tire dagli anni '60 del secolo scorso, in relazione al fatto che gli alvei italiani hanno subito delle notevoli modificazioni morfologiche con rilevanti implicazioni da un punto di vista applicativo. 2. Nel corso degli anni si è giunti ad una buona cono- scenza delle variazioni morfologiche che hanno inte- ressato gli alvei italiani e delle relative cause, anche grazie ad approcci sempre più quantitativi. 3. I recenti sviluppi della ricerca suggeriscono che in futuro si dovrebbe puntare sull'impiego di tecniche quali GPS, LiDAR, e fotogrammetria digitale per il monitoraggio, sulla modellazione (da quella concet- tuale a quella numerica), ma anche sul rilevamento geomorfologico dell'alveo che, per quanto proble- matico, e talvolta non risolutivo, deve comunque mantenere un ruolo di riferimento. Infine la ricerca dovrà trovare sempre maggiore applicazione nel- l'ambito della gestione e della riqualificazione dei corsi d'acqua. RINGRAZIAMENTI Ricerca realizzata nell'ambito del progetto PRIN 2005 “Dinamica recente ed attuale di alvei fluviali in Italia centro-settentrionale: tendenze evolutive, cause ed implicazioni applicative” (coordinatore nazionale: N. Surian). Si ringraziano Luisa Pellegrini e Ornella Turitto per i loro commenti e suggerimenti che hanno permes- so di migliorare la stesura definitiva di questo articolo. BIBLIOGRAFIA ADAMOLI L. & BERTINI T. 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