Imp.Resoconto LA STRATIGRAFIA IN ITALIA. INQUADRAMENTO STORICO, STATO DELL'ARTE, DIBATTITO SUI PROBLEMI EMERGENTI (BREVE RESOCONTO SUL WORKSHOP) Maria Bianca Cita ABSTRACT: M. B. Cita, Stratigraphy in Italy. GSSPs, Geosites, mapping problems, Quaternary definition. The second Workshop of the renovated Italian Commission on Stratigraphy, held during two days (September 10 and 11, 2007) at the 6th Italian Forum of Geological Sciences is here reported. After an initial historical introduction, special attention was given to the GSSPs defined or proposed in Italy, to the Geosites, to the relevance of stratigraphic principles in official geological maps. The newly published volumes of the Catalogue of Italian formations were commented and distributed. Finally, the present debate on the status of the Quaternary was discussed without reaching a consensus position. Parole chiave: Stratigrafia, piani standard definiti o proposti in Italia, geositi, Quaternario. Keywords: Stratigraphy, GSSPs, geosites, catalogue of Italian formations, Quaternary. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 21(1A), 2008 - 5-6 Questo è il titolo di un Workshop della durata di due intere giornate indetto dalla Commissione Italiana di Stratigrafia (CIS). Conveners, il Presidente M.B. Cita e il vice-Presidente B. D'Argenio, coadiuvati dai due Segretari M. Balini e F. Lirer. Si tratta del secondo workshop indetto in occa- sione dei convegni biennali della FIST. Il primo si era svolto a Spoleto due anni fa. Come quello, anche il secondo workshop è stato seguito assiduamente e con molto impegno da diverse decine di partecipanti appar- tenenti al mondo accademico, al Servizio Geologico, a enti di ricerca e professionisti. Notata la presenza occa- sionale anche di alcuni stratigrafi stranieri. Il Programma era stato studiato con cura in modo da presentare diversi temi con interventi tutti a invito. Il primo tema (Inquadramento Storico) è stato trat- tato da G.B. Vai, M.B. Cita e B. D'Argenio nell'ordine, illustrando sinteticamente la preistoria della Stratigrafia italiana (G.B. Vai), i Codici di nomenclatura stratigrafica (M.B. Cita) e l'influenza della Geologia Stratigrafica di Azzaroli e Cita (1963) sulla Stratigrafia italiana (B.D'Argenio). Il secondo tema (Stratotipi definiti/proposti in Italia) ha visto la presentazione mediante power points molto ben documentati delle seguenti sezioni in fase di studio avanzato: - Prati di Stuores (presso Pralongià nelle Dolomiti Am- pezzane) per il Carnico GSSP (presentazione M. Balini) - Pizzo Mondello (Sicilia) per il Norico (presentazione M. Balini e P. Di Stefano) - Sezione di Alano di Piave nel Trevigiano occidentale per il GSSP del Priaboniano e forse anche per il GSSP del Bartoniano (presentazione I. Premoli Silva e D. Rio) - Monte Conero per il GSSP del Cattiano (presentazio- ne I. Premoli Silva e R. Coccioni) - Infine F. Lirer e S. Iaccarino hanno presentato un ampio rapporto sull'attività della RCMNS (Regional Committee on Mediteranean Neogene Stratigraphy, di cui F. Lirer è il Segretario) sulla stratigrafia integrata e sul prossimo congresso che si terrà a Napoli nel 2009, organizzato da S. Iaccarino, B. D'Argenio e F. Lirer. Alla fine della sessione sono stati presentati i tre piani proposti per il Quaternario che sono stati illustrati e presi in seria considerazione anche nel congresso INQUA tenutosi recentemente a Cairns (Australia) (pre- sentazione di M. Coltorti e F. Antonioli) In assenza di E. di Stefano, il Calabriano è stato presentato da N. Ciaranfi. Sempre N. Ciaranfi ha pre- sentato anche lo Ioniano, il cui GSSP è stato correlato al limite Brunhes/Matuyama. Infine F. Antonioli e G.B. Vai hanno presentato la sezione del Mare Piccolo di Taranto, che potrebbe essere proposta come GSSP del Pleistocene superiore in sostituzione dell'Eemiano e/o del Tirreniano. Il terzo ed ultimo tema della prima giornata (GEO- SITI e GSSP) è stato di grande interesse per tutti. Degli otto GSSP definiti e ratificati finora in Italia, soltanto quello del limite Eocene/Oligocene che si trova all'interno del Parco del Conero risulta essere segnalato adeguatamente e protetto (relazione R. Coccioni e I. Premoli Silva). Sui siti che definiscono il limite Miocene/Pliocene e la base dello Zancleano, nonché il GSSP del Piacenziano che si trovano in provincia di Agrigento, riferisce ampiamente P. Di Stefano, che intrattiene otti- mi rapporti con le autorità locali, ma incontra grosse difficoltà nel raggiungere risultati concreti e definitivi a causa della mobilità delle autorità referenti. P. Di Stefano ritiene indispensabile un'azione coordinata a livello nazionale. L'intervento del vulcanologo L. Lirer evidenzia un altro aspetto del problema, ossia la fruibilità turistico- culturale di aree di straordinario significato geologico. Infine l'intervento dell'ingegnere L. Bonci del Dipartimento Difesa dell'Ambiente e della Natura dell'APAT mostra i risultati del censimento dei Geositi effettuato dopo il Workshop della Commissione Italiana di Stratigrafia svoltosi a Spoleto nel 2005 riguardanti i vari GSSP. Nel dibattito seguente si ravvisa l'opportunità di proporre concretamente al dott. A. Todisco, Direttore del Dipartimento Difesa dell'Ambiente e della Natura dell'APAT di gestire direttamente i Geositi dei GSSP, che rappresentano un punto di riferimento mondiale di uno standard accettato da tutti gli organi preposti (pro- posta di P. Di Stefano). La seconda giornata si è aperta con il tema La Stratigrafia nella Cartografia Geologica Italiana. Dopo una breve introduzione sul lavoro settennale svolto dalla Commissione Italiana di Stratigrafia per conto del Servizio Geologico d'Italia attraverso una serie di accor- di di programma e contratti gestiti dal Prof. P. Manetti, la Prof.ssa Cita annuncia la pubblicazione degli ultimi quattro fascicoli della serie (Quaderno 7) che illustrano formazioni definite in Italia e validate dalla Commissione Italiana di Stratigrafia nonché (negli ultimi due fascicoli) i cosiddetti nomi tradizionali. I fascicoli appena stampa- ti sono esposti allo stand del Servizio Geologico al GEOFORUM e tutti gli intervenuti sono invitati a ritirarne una copia durante il coffee break. I primi interventi, molto efficaci e convincenti, sono presentati da geologhe del Servizio Geologico. C. D'Ambrogi illustra problemi e potenzialità delle UBSU per l'interpretazione e rappresentazione carto- grafica dei depositi marini. E. La Posta tratta dei depositi plio-quaternari con- tinentali dell'Italia centro-meridionale. E. Chiarini tratta dei depositi dell'Arco Alpino, della Pianura Padana e Sardegna. Altri interventi sull'utilizzo delle UBSU sono stati presentati da: Giannandrea e Principe sui depositi vulcanici del Monte Vulture (Foglio Melfi, ora pubblicato in un volume speciale della regione Basilicata). G. Pappone e B. D'Argenio presentano il Foglio Salerno (cartografia terra e mare, raccolta dati durata oltre 10 anni). Seduta interessante con interventi di M. Coltorti e Miccadei, anche se il dott. Galluzzo, direttore del CARG, lamenta l'assenza di molti operatori del settore. Seguono gli interventi di L. Sagnotti sulle variazio- ni paleomagnetiche secolari in record sedimentari mari- ni e di G. Muttoni su esempi di applicazioni della Stratigrafia paleomagnetica alla definizione di GSSP triassici. Il tema più scottante all'interno del workshop avrebbe dovuto essere quello finale (La Querelle sul Quaternario). Le discussioni non sono mancate, e hanno talvolta raggiunto toni accesi. Al Congresso INQUA appena tenutosi a Cairns la votazione per abbassare il limite del Quaternario è passata senza voti contrari. Ma secondo alcuni fra i presenti non è suffi- ciente che il Quaternario venga riconosciuto come sistema e che la comunità internazionale sia incline o addirittura pronta ad adottare come sezioni-tipo quelle dell'Italia meridionale, ma considerano irrinunciabile mantenere il limite attuale. Questo atteggiamento ha fatto si che non si arrivasse a una posizione condivisa dalla comunità stratigrafica italiana. In conclusione il workshop è stato utilissimo per chiarire a che cosa serve veramente la Commissione Italiana di Stratigrafia, che non può certo coordinare o migliorare la produzione scientifica degli italiani. Essa ha due funzioni principali: 1) rappresenta l'interfaccia con la Commissione Internazionale di Stratigrafia; 2) interagisce con il Servizio Geologico d'Italia. La cartografia ha bisogno di una stratigrafia corretta, valida, aggiornata e la Commissione ha biso- gno del Servizio. Il nuovo legame con il Dipartimento per la Difesa dell'Ambiente e della Natura dell'APAT che ci si propo- ne di stabilire per la protezione dei GSSP rappresenta il trait d'union tra le due interfacce. Gli interventi programmati non avevano dato luogo alla presentazione di riassunti prima del work- shop. Essi sono stati raccolti e quelli presentati in tempo utile sono pubblicati in questo fascilo. Milano, 1° ottobre 2007 6 Maria Bianca Cita Ms. ricevuto il 2 aprile 2008 Testo definitivo ricevuto il 17 aprile 2008 Ms. received: April 2, 2008 Final text received: April 17, 2008