Imp.Ciaranfi_Calabriano IL PIANO CALABRIANO Neri Ciaranfi1*, Enrico Di Stefano2, Fabrizio Lirer3, Patrizia Maiorano1, Maria Marino1, Domenico Rio4, Rodolfo Sprovieri2, Simona Stefanelli1 & Gianbattista Vai5 * Autore corrispondente 1Dipartimento di Geologia e Geofisica, Università di Bari 2Dipartimento di Geologia e Geodesia, Università di Palermo 3IAMC-CNR, Napoli 4Dipartimento di Geologia, Paleontologia e Geofisica, Università di Padova 5Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-ambientali, Università di Bologna. ABSTRACT: N. Ciaranfi, E. Di Stefano, F. Lirer, P. Maiorano, M. Marino, D. Rio, R. Sprovieri, S. Stefanelli & G. Vai, The Calabrian Stage. The proposal of using the Calabrian Stage to indicate the Lower Pleistocene has been accepted by international community of Quaternary scientists: the base of this stage is coincident with the GSSP in the Vrica section in Calabria, almost coincident with the top of Olduvai paleomagnetic event at 1.81 M.y. B.P. The top of the Calabrian Stage is conventionally located at the Matuyama-Brunhes magnetic reversal, whose age is 0.78 M.y. B.P. The stratigraphic interval of the Calabrian is almost fully exposed in several stratigrahic sections outcropping in Southern Italy: in parti- cular Calabria and Sicily land sections show the lowest portion of the stage, including the GSSP; the youngest part of the Calabrian succession is well represented in two stratigraphic sections in Crotone area and in the Southern Apennine Foredeep (Lucania Basin). The same stratigraphic interval has been drilled in several ODP Sites in Southern Thyrrenian and Jonian seas. Parole chiave: Quaternario, depositi marini, cronostratigrafia. Keywords: Quaternary, marine sediments, chronostratigraphy. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 21(1A), 2008 - 23-28 Il termine Calabriano, introdotto nella letteratura geologica da GIGNOUX (1910), è stato usato a lungo per indicare l’intervallo stratigrafico più antico del Quaternario: come tale compare nelle scale cronologi- che di BERGGREN & VAN COUVERING (1974), di HAQ & EYSINGA (1987). Dopo l’approvazione del GSSP del limite Pliocene/Pleistocene nella sezione di Vrica in Calabria (INQUA, 1982; IUGS, 1984), l’uso del termine Calabriano, a causa della diacronia fra la base del Calabriano, nella località indicata da Gignoux, ed il GSSP del Pliocene-Pleistocene di Vrica, fu progressiva- mente abbandonato da numerosi stratigrafi italiani. Questi ultimi, per indicare la porzione inferiore del Quaternario, proposero di suddividere il Pleistocene inferiore – complessivamente denominato Selinuntiano (RUGGIERI & SPROVIERI, 1979) – utilizzando e rivisitando tre Unità cronostratigrafiche già antecedentemente defi- nite: Santerniano (RUGGIERI & SPROVIERI, 1975), Emiliano (RUGGIERI & SELLI, 1949) e Siciliano (DODERLEIN, 1872). Questa nomenclatura, seppur largamente accettata ed utilizzata dalla comunità scientifica italiana, non ha però ricevuto alcuna formalizzazione dalla Commissione Internazionale di Stratigrafia dell’IUGS; a livello interna- zionale si è proseguito ad usare il Calabriano per indica- re il Pleistocene inferiore, come è stato recentemente ribadito da G I B B A R D et al. (2005) nella Global Chronostratigraphic Correlation Table presentata nel 2004 al Congresso Geologico Internazionale di Firenze. La Commissione Italiana di Stratigrafia, sotto la guida di M.B. Cita, a partire dal 1994, si è prefissa l’o- biettivo di standardizzare la nomenclatura delle suddivi- sioni stratigrafiche delle successioni sedimentarie mari- ne del Quaternario (CITA & CASTRADORI, 1994); con que- sto scopo ha proposto la definizione dei piani marini del Pleistocene inferiore (Calabriano), medio (Ioniano) e superiore (Tarentiano) in Mediterraneo (CITA et al., 2006). La formalizzazione del Calabriano, che rappresen- ta il piano più antico della serie pleistocenica, è conte- nuta in una nota sottoposta alla stampa su Episodes nel settembre del 2007 (CITA et al., in press): il dibattito su questo tema è avvenuto nel corso del Workshop tenutosi a Rimini (FIST 2007) e la proposta è stata una- nimemente accettata. La base del Calabriano è posta in coincidenza del GSSP del Pleistocene nella sezione di Vrica (Calabria), al tetto del livello sapropelitico e (età 1,806 Ma, LOURENS et al., 2004), al passaggio tra gli stadi isotopici 65 e 64, circa a tetto dell’evento paleomagnetico Olduvai a 1,81 Ma B.P. Il suo tetto è proposto in corrispondenza del- l’inversione paleomagnetica Matuyama/Brunhes, a 0,78 Ma B.P., in coincidenza con la base del sovrastante piano Ioniano (CITA et al., in press). La scelta di usare parametri fisici come le inversioni di polarità magnetica per individuare i limiti di Piani, operata dalla comunità scientifica internazionale, è motivata dalla facilità di identificazione di questi limiti isocroni sia in successioni costituite da sedimenti marini, che rappresentate da depositi continentali, rendendo così più agevoli le cor- relazioni tra ambienti diversi anche a livello globale. Il record sedimentario marino del Pleistocene infe- riore, è stato oggetto di numerosi studi condotti da dif- 24 Ciaranfi et al. ferenti Aa. sui depositi pelagici affioranti in varie località del crotonese e di diverse aree siciliane (SELLI, 1967; SELLI, 1970; PASINI et al., 1975; PASINI & COLALONGO, 1982; AGUIRRE & PASINI, 1985; BASSETT, 1985; HILGEN, 1991; SPROVIERI, 1993; VAN COUVERING, 1995; LOURENS et al. 1996; RIO et al., 1996a; 1996b; VAI, 1996; 1997; LOURENS et al., 2004; CITA et al., 2006; CITA et al., in press), come anche su successioni sedimentarie marine rappresentative della parte alta del Pleistocene inferiore al passaggio con il Pleistocene medio (C I T A & CASTRADORI, 1994; 1995; CIARANFI et al., 1996; CIARANFI et al., 1997; CIARANFI et al., 2001; D’ALESSANDRO et al., 2003; MAIORANO et al., 2004; CAPRARO et al., 2005; STEFANELLI et al., 2005). La massima parte delle sezioni a terra (Vrica, Le Castella, S. Maria di Catanzaro, Singa, Monte S. Nicola e Capo Rossello, Santerno e Stirone) (Fig. 1), storica- mente rappresentative del Pleistocene inferiore, contie- ne solo una parte della successione calabriana, con intervalli stratigrafici di vario spessore tutti caratterizzati dall’affiorare della base di questa Unità cronostratigrafi- ca. La parte superiore del Calabriano è rappresentata nelle sezioni siciliane della Valle del Belice e di Ficarazzi, che però mancano della parte più recente dell’unità cro- nostratigrafica, e da due sezioni (Valle di Manche nel crotonese, Montalbano Ionico nella parte meridionale dell’avanfossa appenninica, in Basilicata) nelle quali è invece esposto il tetto del Calabriano unitamente alla base del sovrastante Ioniano. L’intervallo Calabriano è stato attraversato in numerose carote recuperate nel Mediterraneo (ODP Leg 107, 160, 161, Carota KC01B) alcune delle quali sono rappresentate in Fig. 1. Gran parte delle sezioni a terra ora ricordate, come pure tutte le carote ODP, sono state sottoposte ad accurate indagini biostratigrafiche a plancton calca- reo (foraminiferi e nannofossili), di stratigrafia isotopica dell’ossigeno, stratigrafia a sapropel, tefrostratigrafia, magnetostratigrafia e di ciclostratigrafia orbitale (RIO et al., 1990a, 1990b; CASTRADORI, 1993; LOURENS et al., 1996a; 1996b; 1998; SPROVIERI et al., 1998; DI STEFANO, 1998; HOWELL et al., 1998; KROON et al., 1998; DE KAENEL et al., 1999; RAFFI, 2002; MAIORANO & MARINO, 2004; M A I O R A N O et al., 2004; C A P R A R O et al., 2005). L’integrazione di questi metodi stratigrafici permette una precisa calibrazione temporale di queste succes- sioni e una loro affidabile correlazione a scala globale. Le due sezioni che presentano una ideale conti- nuità stratigrafica tra la base ed il tetto del Calabriano sono la Sezione di Vrica e la Sezione di Montalbano Ionico. Nelle due successioni sono stati riconosciuti numerosi eventi biostratigrafici e diversi livelli tefra e sapropel che, unitamente ad un’accurata stratigrafia isotopica, oltre che magnetica nella sezione di Vrica, consentono di apprezzarne l’estensione e la continuità stratigrafica (Fig. 2). La sezione di Ficarazzi, che colma il piccolo gap rilevato tra le sezioni di Vrica e di Montalbano Ionico, e la sezione di Valle di Manche in cui è stato riconosciuto il limite Matuyama/Brunhes, integrano il record sedimentario in terra dell’intero inter- vallo Calabriano (Fig. 2). Fig.1 - Ubicazione delle principali sezioni mediterranee del Calabriano. Location of the main calabrian mediterranean sections. 25Il Piano Calabriano F ig . 2 - S e z io n i s tr a ti g ra fi c h e d e ll ’i n te ro i n te rv a ll o C a la b ri a n o c o rr e la te c o n i l re c o rd i s o to p ic o i n O c e a n o A tl a n ti c o ( B IC K E R T e t a l. , 1 9 9 7 ) e O c e a n o P a c if ic o ( S H A C K L E T O N e t a l. , 1 9 9 5 ; M IX e t a l. , 1 9 9 5 a , b ) e c o n q u e ll o i l re c o rd a s tr o n o m ic o d i L A S K A R e t a l. (2 0 0 4 ). È i n o lt re r ip o rt a ta l a s tr a ti g ra fi a a s a p ro p e l e d i c ic li d i in s o la z io n e d a L O U R E N S e t a l. (2 0 0 4 ) e d a L O U R E N S (2 0 0 4 ). S o n o i n fi n e in d ic a te l a s tr a ti g ra fi a i s o to p ic a d i V ri c a d a L O U R E N S e t a l. ( 1 9 9 6 a ); q u e ll a d i F ic a ra z z i d a V E R G N A U D -G R A Z Z IN I e t a l. ( 1 9 9 4 ), q u e ll a d i V a ll e d i M a n c h e d a C A P R A R O e t a l. ( 2 0 0 5 ) e d i n fi n e q u e ll a d i M o n ta lb a n o I o n ic o d a C IA R A N F I e t a l. (2 0 0 1 ). L a l it o s tr a ti g ra fi a e g li e v e n ti b io s tr a ti g ra fi c i d i V ri c a s o n o d i L O U R E N S e t a l. ( 1 9 9 6 a ) e d i L O U R E N S e t a l. ( 1 9 9 8 ); q u e ll i d i F ic a ra z z i s o n o r ip re s i d a D I S T E F A N O & R IO (1 9 8 1 ) e d a S P R O V IE R I (1 9 9 3 ); q u e ll i d i V a ll e d i M a n c h e d a M A S S A R I e t a l. (2 0 0 2 ), C A P R A R O e t a l. ( 2 0 0 5 ); i n fi n e q u e ll i d i M o n ta lb a n o I o n ic o d e ri v a n o d a C IA R A N F I & D ’A L E S S A N D R O e t a l. (2 0 0 5 1 ) e d a M A IO R A N O e t a l. ( 2 0 0 4 ). L e g e n d a - F O : fi rs t o c c u rr e n c e , L O : la s t o c c u rr e n c e , F C O : fi rs t c o m m o n o c c u rr e n c e , L C O : la s t c o m m o n o c c u rr e n c e , R E : ri e n tr o ; td : te m p o ra n e a a s s e n z a . T h e s tr a ti g ra p h ic s e c ti o n s o f th e C a la b ri a n S ta g e a re c o rr e la te d w it h t h e i s o to p ic r e c o rd o f A tl a n ti c O c e a n ( B IC K E R T e t a l. , 1 9 9 7 ) a n d o f P a c if ic O c e a n ( S H A C K L E T O N e t a l. , 1 9 9 5 ; M IX e t a l. , 1 9 9 5 a , b ) a n d w it h t h e a s tr o n o m ic r e c o rd ( L A S K A R e t a l. , 2 0 0 4 ). T h e s a p ro p e l s tr a ti g ra p h y a n d i n s o la ti o n c y c le s ( L O U R E N S e t a l. , 1 9 9 6 b ; L O U R E N S e t a l. 2 0 0 4 ) a re a ls o r e p o rt e d . In a d d it io n t h e is o to p ic s tr a ti g ra p h y o f V ri c a S e c ti o n ( L O U R E N S e t a l. ,1 9 9 6 b ), F ic a ra z z i s e c ti o n ( V E R G N A U D -G R A Z Z IN I, e t a l. , 1 9 9 4 ), V a ll e d i M a n c h e S e c ti o n ( C A P R A R O e t a l. , 2 0 0 5 ) a n d M o n ta lb a n o I o n ic o S e c ti o n ( C IA R A N F I e t a l. , 2 0 0 1 ) a re s h o w n . L it h o s tr a ti g ra p h y a n d b io s tr a ti g ra p h ic e v e n ts a re f ro m L O U R E N S e t a l. (1 9 9 6 a ) a n d f ro m L O U R E N S e t a l. (1 9 9 8 ) in V ri c a S e c ti o n , fr o m D I S T E F A N O & R IO (1 9 8 1 ) a n d S P R O V IE R I (1 9 9 3 ) in F ic a ra z z i S e c ti o n , fr o m M A S S A R I e t a l. ( 2 0 0 2 ) a n d f ro m C A P R A R O e t a l. (2 0 0 5 ) in V a ll e d i M a n c h e S e c ti o n a n d fr o m C IA R A N F I & D ’A L E S S A N D R O (2 0 0 5 ) a n d f ro m M A IO R A N O e t a l. (2 0 0 4 ) in M o n ta lb a n o I o n ic o S e c ti o n . L e g e n d a - F O : fi rs t o c c u rr e n c e , L O : la s t o c c u rr e n c e , F C O : fi rs t c o m m o n o c c u rr e n c e , L C O : la s t c o m m o n o c c u rr e n c e , R E : re e n tr y ; td : te m p o ra ry d is a p p e a ra n c e . REFERENZE BIBLIOGRAFICHE A G U I R R E E. & P A S I N I G. (1985) - The Pliocene - Pleistocene Boundary. Episodes, 8, 116-120. BASSETT M. G. 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