Imp.Ciaranfi.Ioniano IL PIANO IONIANO DEL QUATERNARIO MEDITERRANEO Neri Ciaranfi 1*, Fabrizio Lirer2, Patrizia Maiorano1, Maria Marino1 & Simona Stefanelli1 * Autore corrispondente 1Dipartimento di Geologia e Geofisica, Università di Bari 2IAMC-CNR, Napoli ABSTRACT: N. Ciaranfi, F. Lirer, P. Maiorano, M. Marino & S. Stefanelli, The Ionian Stage in the Mediterranean Quaternary. The Ionian, that corresponds to the Middle Pleistocene chronostratigraphic time span, is a new Stage that extends from Matuyama- Brunhes reversal, at 0.78 My near to the Marine Isotope Stage 19, up to the Middle-Late Pleiestocene boundary at 0.13 My in corre- spondence with the base of MIS 5. The Ionian stratigraphic interval consists in two different parts: the lowest outcrops are well repre- sented on land in two stratigraphic Sections in the Crotone Basin in Calabia and in the Montalbano Ionico area in Basilicata. The por- tion younger than MIS 15 is well represented in a Core continuosly drilled in the Sicily Channel ( KC 01B). Parole chiave: Quaternario, depositi marini, cronostratigrafia . Keywords: Quaternary, marine deposits, chronostratigraphy. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 21(1A), 2008 - 29-34 Lo Ioniano, la cui denominazione è stata proposta nel corso del Workshop organizzato tra il 29 settembre ed il 4 ottobre 1994 dal Gruppo di Studio sul Quaternario della Commissione Italiana di Stratigrafia, rappresenta l'intervallo cronostratigrafico corrisponden- te al Pleistocene medio (CITA & CASTRADORI, 1994; 1995; VAN COUVERING, 1995; CITA et al., 2006). In accordo con l'uso informale di questo termine, che è ormai stato ampiamente utilizzato nella letteratura sia italiana che internazionale, il Piano Ioniano si estende dal limite Matuyama-Brunhes, pressoché coincidente con il MIS (Marine Isotope Stage) 19, fino alla base del MIS 5, che corrisponde all'inizio del Pleistocene superiore (VAI, 1996; CITA et al., 2005; CITA et al., 2006): copre quindi un intervallo di tempo compreso fra circa 0.78 Ma e circa 0.13 Ma. Il termine Ioniano, seppur proposto da pochi anni, è riportato in alcune delle più recenti scale cronostrati- grafiche (GIBBARD & KOLFSCHOTEN, 2004; GIBBARD et al., 2004; 2005; 2007). Il suo uso è stato ribadito al recente Congresso Internazionale dell'INQUA (Pillans, 2007), sebbene non sia stata ancora formalmente individuata la sezione stratigrafica nella quale definire il GSSP di questo Piano. A tale scopo, sia in occasione del Congresso INQUA 2007 che del Workshop della Commissione Italiana di Stratigrafia (FIST 2007), sono state proposte la sezione di Valle di Manche, nel bacino crotonese, e la sezione di Montalbano Ionico, nell'a- vanfossa sudappenninica in Basilicata. L'intervallo stratigrafico compreso fra 0.78 Ma e 0.13 Ma è rappresentato nelle due successioni in terra sopra citate e in diversi pozzi (Figs. 1 e 2) perforati durante le crociere Ocean Drilling Program nel Mediterraneo (ODP Leg 107, 160, 161); in particolare solo la parte inferiore dello Ioniano è esposta nelle sezioni affioranti di Valle di Manche e di Montalbano Fig. 1. Ubicazione delle sezioni in terra e di alcuni dei pozzi perforati nel Mediterraneo che meglio rappresentano il Piano Ioniano. Modificata da CITA et al. (2006). Location of the land sections and of some well drilled in the Mediterranean in which the Ionian Stage is better exposed. Modified by CITA et al. 82006). Ionico, le quali includono rispettivamente i MIS dal 22 al 18 (CAPRARO et al., 2005) e i MIS dal 22 al 15 (CIARANFI et al, 2001) (Fig. 3). La parte più recente dello Ioniano, a causa della cessazione del ruolo di Avanfossa subsi- dente nel corso del Pleistocene medio (CIARANFI, 2004) 30 N. Ciaranfi et al. Fig. 2. Successioni stratigrafiche maggiormente significative per gli intervalli Calabriano e Ioniano nell'area mediterranea (da CITA et al., 2006, modificata). The detailed studied stratigraphic successions of the Mediterranean area in which Calabrian and Ionian Stages are well rprsented. From CITA et al. (2006), modified. dell' area bradanico-ionica e dell' emersione subita nel corso dello stesso Pleistocene medio/ Pleistocene superiore, non è osservabile in affioramento, salvo alcu- ne sezioni stratigrafiche di spessore assai modesto che affiorano nell'entroterra del Golfo di Taranto e che rap- presentano la parte sommitale di questo Piano, al pas- saggio con il sovrastante Tarentiano (CITA & CASTRADORI, 1995). L'intervallo stratigrafico compreso fra gli Stadi isotopici MIS 15 e MIS 5e è invece ben rappresentato nei Site 653, 963, e 964 e, in particolare, nella carota KC01B (Figs. 2 e 3) che è stata recentemente ricalibrata su base astronomica (LOURENS, 2004). Un'accurata stra- tigrafia integrata basata su biostratigrafia del plancton calcareo (foraminiferi e nannofossili), stratigrafia isotopi- ca dell'ossigeno e stratigrafia a sapropel, è disponibile per le successioni in pozzo (R I O et al ., 1990; CASTRADORI, 1993; SPROVIERI et al., 1998; DI STEFANO, 1998; D E KA E N E L et al., 1999; KR O O N et al., 1998; ROSSIGNOL-STRICK & PATERNE, 1999; LOURENS, 2004; Maiorano & Marino, 2004; Raffi et al., 2006). Inoltre, anche le successioni in terra risultano ben inquadrate in un preciso schema biocronostratigrafico, come docu- mentato da recenti lavori sia per la sezione di Valle di Manche (RIO et al., 1996; MASSARI et al, 2002; CAPRARO 31Il Piano Ioniano del quaternario Mediterraneo et al., 2005), che per la sezione di Montalbano Ionico (CIARANFI et al., 2001; CIARANFI & D'ALESSANDRO, 2004; MAIORANO et al, 2004; STEFANELLI et al., 2005). La sezione di Valle di Manche (Fig. 3) è parte di una successione composita caratterizzata da sedimenti che mostrano una complessiva tendenza alla superfi- cializzazione, da mudstones di scarpata a depositi da marini marginali a continentali (MASSARI et al., 2002; CAPRAROet al, 2005); la sezione, in particolare, contiene un livello tefra (Pitagora ash) in prossimità del quale è stato riconosciuto il limite paleomagnetico Matuyama/ Brunhes (Rio et al., 1996; MASSARI et al., 2002). La sezione di Montalbano Ionico è rappresentata da sedimenti che mostrano una tendenza regressiva da piattaforma esterna fino a spiaggia sommersa (CIARANFI et al., 1997; CIARANFI et al., 2001) come evidenziato anche dalle associazioni di organismi macrobentonici (D'ALESSANDRO et al., 2003) e di foraminiferi bentonici (STEFANELLI, 2003), ed include diversi livelli vulcanocla- stici (Fig. 3). L'insieme dei dati stratigrafici disponibili, ossia il record del δ18O, la biostratigrafia a nannofossili calcarei e i livelli sapropelitici correlati con la stratigrafia a sapropel di LOURENS (2004) hanno consentito di otte- nere una calibrazione astronomica della successione Fig. 3. Caratteri stratigrafici delle sezioni di Valle di Manche e di Montalbano Ionico e correlazione con la carota KC01B per l'intervallo Ioniano. Valle di Manche da CAPRARO et al. (2005); Montalbano Ionico da CIARANFI et al. (2001); carota KC01B da LOURENS (2004) Main stratigraphic features of the Valle di Manche and Montalbano Jonico sections, and their correlation with the Ionian succession in the KC01B Core. Valle di Manche from CAPRARO et al. (2005); Montalbano Ionico from CIARANFI et al. (2001); KC01B Core from LOURENS (2004). 32 F ig . 4 . C a li b ra z io n e a s tr o n o m ic a d e ll a s e z io n e d i M o n ta lb a n o I o n ic o e c o rr e la z io n e c o n l a c u rv a d i ri fe ri m e n to d e l δ1 8 O d e l M e d it e rr a n e o d i L O U R E N S e t a l. ( 2 0 0 4 ): V 1 -V 9 = l iv e ll i v u lc a n o c la s ti - c i; i -5 6 /i -1 1 8 = c ic li d i in s o la z io n e s e c o n d o L O U R E N S e t a l. ( 2 0 0 4 ); b io s tr a ti g ra fi a a n a n n o fo s s il i c a lc a re i d a M A IO R A N O e t a l. ( 2 0 0 4 ); F O = f ir s t o c c u rr e n c e ; F C O = f ir s t c o m m o n o c c u rr e n c e ; L C O = l a s t c o m m o n o c c u rr e n c e ; td = t e m p o ra n e a a s s e n z a d i G e p h y ro c a p s a o m e g a ; “ in fl u x G . c ra s s a fo rm is ” . A s tr o n o m ic a l c a li b ra ti o n o f M a o n ta lb a n o J o n ic o S e c ti o n a n d c o rr e la ti o n w it h t h e δ1 8 ° M e d it e rr a n e a n r e fe re n c e c u rv e o f L O U R E N S e t a l. (2 0 0 4 ): V 1 -V 9 = v o lc a n ic la s ti c l a y e rs ; i- 5 6 /i -1 1 8 = in s o - la ti o n c y c le s a c c o rd in g t o L O U R E N S e t a l. ( 2 0 0 4 ); c a lc a re o u s n a n n o fo s s il b io s tr a ti g ra p h y f ro m M a io ra n o e t a l. ( 2 0 0 4 ); F O = f ir s t o c c u rr e n c e ; F C O = f ir s t c o m m o n o c c u rr e n c e ; L C O = l a s t c o m - m o n o c c u rr e n c e ; td = t e m p o ra rr y d is a p p e a ra n c e o g G e p h y ro c a p s a o m e g a ; “ in fl u x G . c ra s s a fo rm is ” . N. Ciaranfi et al. 33Il Piano Ioniano del quaternario Mediterraneo (Fig. 4) ed una cronologia dei livelli tefra (CIARANFI et al., submitted). In particolare alcuni dei livelli vulcanoclastici sono stati correlati, sulla base della loro età, con livelli di tefra già riconosciuti nel Bacino del Mediterraneo e con la loro cronologia come proposta da Lourens (2004): V8 (592,29 ka) con il tefra VDd-3 (596±6 ka, KARNER et al., 1999) e I 29 (595,3 ka, LOURENS, 2004), V6 e V5 (rispettivamente 618,06 ka e 627,34 ka) sono inve- ce entrambi correlabili con I 30 (622,8 ka, Lourens, 2004). Inoltre, il livello vulcanoclastico V4, riconosciuto in corrispondenza dello stadio isotopico 19 e probabil- mente correlabile con il Pitagora ash del bacino croto- nese (Fig. 3), è stato datato a 785.38 ka, età prossima a quella del limite M/B (Fig. 4). BIBLIOGRAFIA CAPRARO L., ASIOLI A., BACKMAN J., BERTOLDI R., CHANNELL J.E.T., MASSARI F. & RIO D. (2005) - Climatic pat- terns revealed by pollen and oxygen isotope records across the Matuyama/Brunhes Boundary in central Mediterranean (Southern Italy). Geol. Soc. of London, Spec. Publ., 247, 159-182. 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