Imp.Bonci& GEOSITI E GSSP - LE ATTIVITÀ DEL DIPARTIMENTO DIFESA DELLA NATURA DELL'APAT Luciano Bonci, Tiziana Mezzetti & Gabriella Rago APAT - Dipartimento Difesa della Natura - Servizio Aree Protette e Pianificazione Territoriale ABSTRACT: L. Bonci, T. Mezzetti & G. Rago, Geosites and GSSP - APAT's activities. The Italian Agency for Environmental Protection (APAT) is the Italian body responsible for the protection of the environment and for the collection and management of environmental data, and develops an important activity on Geosites. APAT is setting up a working group within Geological Coordination Committee between State, Regions and Autonomy Provinces (Comitato di Coordinamento Geologico tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome C.C.S.R.) to validate geosites and to insert it in The National Geosites Atlas, and a working group within Italian Commision on Stratigraphy (Commissione Italiana di Stratigrafia) to protect and to valorize the GSSP. Parole chiave: Geositi, GSSP, Italia. Keywords: Geosites, GSSP, Italy. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 21(1A), 2008 - 75-80 PREMESSA A seguito del II° Symposium Internazionale sulla protezione del patrimonio geologico, tenutosi a Roma nel 1996, si è costituito il gruppo ProGEO Italia il cui compito principale è quello di promuovere la diffusione dell'informazione sul patrimonio geologico e la sua con- servazione ed al quale hanno aderito docenti e ricerca- tori delle Università, del CNR, dell'ENEA e del Servizio Geologico Nazionale. In tale ambito è maturata l'idea di realizzare un censimento nazionale dei geositi ed il Servizio Geologico Nazionale, anche in conseguenza del ruolo storico istituzionale ricoperto, è stato indicato quale candidato ideale per il coordinamento delle diverse ini- ziative che in tale ambito, a livello locale, erano già state da tempo avviate in Italia. Il Servizio Geologico Nazionale curava, infatti, a livello nazionale la raccolta, gestione e pubblicazione dei dati e della cartografia geologica e geotematica, compresa quella ufficiale dello Stato, realizzata ai sensi della Legge 68/1960, ponendosi in qualità di Organo Cartografico dello Stato, quale struttura tecnico scienti- fica centrale e di coordinamento tra la comunità scienti- fica e le realtà istituzionali regionali e locali. L'APAT L'8 ottobre 2002, in attuazione del dettato norma- tivo contenuto nel D.P.R. 207 del 8.8.2002, diviene operativa l'APAT, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici. A seguito dell' art.38 del D.L.vo 300 del 30.7.1999, l'APAT eredita le competenze istituzionali dell'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) e del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali ed in particolare del Servizio Geologico e del Servizio Idrografico e Mareografico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DSTN), svol- gendo i compiti e le attività tecnico-scientifiche di inte- resse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo. Nell'ambito di questo nuovo assetto organizzativo tutte le attribuzioni proprie del Servizio Geologico Nazionale, sono confluite all'interno del Dipartimento Difesa del Suolo ad eccezione del progetto “Carta della Natura” (Legge 394/91) e del progetto “Tutela del Patrimonio Geologico” attribuiti al Dipartimento Difesa della Natura istituendo contemporaneamente il Servizio Carta della Natura e all'interno dell'ex Servizio “Parchi e Risorse Naturali", ora Servizio “Aree Protette e Pianificazione Territoriale“, il Settore “Tutela del Patrimonio Geologico”. Con questa nuova assegnazione di competenze la tutela del patrimonio geologico viene più strettamen- te correlata alla tutela degli altri aspetti del patrimonio naturalistico ed ambientale di cui la geologia è substra- to fisico e aspetto morfologico- paesistico permanente. I GEOSITI ED IL CONTESTO NORMATIVO “I geositi sono aree del territorio di rilevante inte- resse geo-morfologico e valore naturalistico, risorse non rinnovabili, ed importanti testimoni della storia della Terra (W.A. WIMBLEDON, 1995). Essi rendono “peculiari” i luoghi e le aree territoriali in cui sono inseriti per i loro specifici fattori fisici, morfologici, climatici e strutturali, e necessitano pertanto di un'azione di tutela e valorizza- zione affinché non vada persa per sempre traccia della storia della Terra. Dal punto di vista normativo il valore del patrimo- nio geologico culturale è stato riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale: 76 L. Bonci et al. - Dalla Convenzione per la protezione del patrimo- nio mondiale, culturale e naturale adottata dall' UNESCO nell'ambito della conferenza generale svoltasi a Parigi il 16 novembre 1972 e recepita dal nostro ordinamento con la legge 6 aprile 1977, n.184, il cui scopo è conservare il patrimonio mondiale di interesse universale eccezionale, attraverso la stesura di una lista di siti culturali e naturali (World Heritage List), in particolare l'art.2 che individua nell'ambito del patrimonio naturale “i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali for- mazioni di valore universale eccezionale dall'aspetto estetico o scientifico, le formazioni geologiche e fisio- grafiche e le zone strettamente delimitate costituenti l'habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall'aspetto scientifico o conservativo, i siti naturali o le zone naturali stretta- mente delimitate di valore universale eccezionale dal- l'aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale […]”. Il concetto di Patrimonio Geologico viene dun- que a far parte del patrimonio naturale e definito in base a quanto stabilito dal documento risultante dal I° Simposio internazionale per la protezione del patri- monio geologico tenutosi a Digne nel 1991: “Dichiarazione internazionale dei diritti della memoria della Terra” come l'insieme delle risorse non rinnova- bili, di valore scientifico, culturale o educativo, quali formazioni o strutture geologiche, forme del paesag- gio o giacimenti paleontologici e mineralogici che permettono di riconoscere, studiare ed interpretare l'evoluzione della storia geologica della Terra ed i processi che l'hanno interessata; - Dalla Direttiva Habitat del 21 maggio 1992 n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna sel- vatiche, che integra la legislazione comunitaria sulla conservazione della natura, proteggendo in un qua- dro unitario habitat naturali (zone terrestri o acquati- che che si distinguono per le loro caratteristiche geo- grafiche, abiotiche e biotiche interamente naturali e seminaturali). In particolare nell'Allegato I alla direttiva vengono individuati tra i vari tipi di habitat naturali di interesse comunitario “dune marittime e interne, tor- biere e paludi, habitat rocciosi (grotte marine som- merse e semisommerse, campi di lava e cavità natu- rali, ghiacciai permanenti), ghiaioni, zone rilevanti per avere delle caratteristiche biogeografiche e geologi- che particolari o uniche”; - Dalla Convenzione Europea del paesaggio firmata a Firenze il 20 ottobre del 2000, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 9 gennaio 2006 n.14, relativa alla salvaguardia, gestione e pianificazione dei paesaggi europei, in particolare il Cap.II, art.1 lett. a, d) volto alla salvaguardia dei “paesaggi ed alle azioni di conservazione e di mantenimento degli aspetti significativi o caratteristici di un paesaggio giustificate dal suo valore di patrimonio derivante dalla sua configurazione naturale e/o dal tipo di inter- vento umano; l'art.5, lett.a) in cui il paesaggio viene ad assumere un ruolo fondamentale nel consolida- mento dell'identità europea in quanto “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimo- nio culturale e naturale[…]”. - Dalla Raccomandazione Rec(2004)3, documento sulla conservazione del patrimonio geologico e delle aree di speciale interesse geologico adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. - Dall'art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana riguardante la promozione e lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione; - Dalla Legge quadro sulle aree protette L.394/1991 in particolare l'art.1 comma 2), che indica tra le fina- lità del regime di tutela e di gestione delle aree pro- tette, quella della conservazione e tutela delle “forma- zioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologi- che, o gruppi di esse che abbiano rilevante valore naturalistico e ambientale”; l'art.1 comma 3 lett. a) che sottopone a regime di tutela allo scopo di evi- denziarne i valori naturali e i profili di vulnerabilità ter- ritoriale le “singolarità geologiche, formazioni paleon- tologiche, valori scenici e panoramici, processi natu- rali, equilibri idraulici ed idrogeologici; - Dal Codice dei beni culturali e del paesaggio D. Lvo. 42/2004, in particolare l'art. 2 che definisce il patrimonio culturale “costituito dai beni culturale e dai beni paesaggistici […] sono beni paesaggistici gli immobili e le aree […] costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio”, l'art. 10 che identifica tra i beni culturali “le cose immobili e mobili […] che interessano la paleontologia, i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico”, l'art. 136 che elenca tra gli immobili di notevole interesse pubblico le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica; Tale elenco non ha carattere di esaustività ma vuole dare un quadro sintetico delle principali normati- ve per la tutela del patrimonio geologico. LE ATTIVITÀ SVOLTE E IL “CENSIMENTO NAZIONA- LE DEI GEOSITI” L'idea di realizzare un censimento nazionale dei geositi prende corpo nell'anno 2000 attraverso l'attiva- zione del progetto “Conservazione del Patrimonio Geologico Italiano". Il progetto diviene operativo grazie a numerosi accordi di collaborazione e convenzioni con istituti scientifici ed università tra cui (nel 2002 e 2003) quelle con il Dipartimento Polis - Centro di Documentazione Geositi dell'Università degli Studi di Genova volte alla “Costituzione di un inventario dei geositi italiani finalizzato alla realizzazione di una banca dati nazionale sul patrimonio geologico italiano” allo scopo di costituire un centro nazionale di raccolta sistematica di dati e metadati sui siti di interesse geolo- gico e di fornire uno strumento per la Pubblica Amministrazione nella pianificazione territoriale (D'ANDREA, 2000; D'ANDREA & ANGELELLI, 2001). Le convenzioni hanno portato ad un prima indivi- duazione e localizzazione dei geositi sull'intero territorio nazionale, ed alla realizzazione di una “Carta di prima attenzione dei siti di interesse geologico in Italia” pre- sentata in occasione del 32° International Geological Congress (Firenze 2004). Nel 2005 viene pubblicato un Rapporto Tecnico APAT, frutto della cooperazione di alcuni fra i più rappresentativi attori delle Pubbliche Amministrazioni, delle Università e dei Centri di Ricerca nelle iniziative di conservazione e valorizzazione del patrimonio geologico, dal titolo “Patrimonio Geologico e Geodiversità, esperienze ed attività dal Servizio Geologico d'Italia all'APAT ”, scaricabile dal sito APAT all'indirizzo: http://www.apat.gov.it/site/itIT/APAT/ P u b b l i c a z i o n i / R a p p o r t i / D o c u m e n t o / r a p p o r t i _2005_51.html. Lo studio sul territorio nazionale dei geositi è stato messo in relazione con il sistema di aree naturali protet- te (L.394/1991). Dalla sovrapposizione del livello dei geositi su quello delle aree naturali protette, presenti nel sistema informativo territoriale “GIS NATURA” del MATTM, si evince una forte concentrazione dei siti geo- logici sul territorio al di fuori del perimetro delle aree suddette. Al fine quindi di conservare e valorizzare il patrimonio geologico su tutto il territorio nazionale, occorre far rientrare i geositi nella pianificazione territo- riale. In vista di ciò, nell'ambito di una collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), sono state fornite le informazioni contenute nella banca dati, per l'inserimento dei geositi nella pianificazione urbanistica, considerato che entro il 2008 tutte le Regioni che hanno redatto il Piano Paesaggistico dovranno procedere ai necessari adeguamenti così come previsto dall'art.156 del Dlgs. 42/2004. VERSO IL REPERTORIO NAZIONALE DEI GEOSITI L'istituzione di un “Repertorio nazionale dei geosi- ti” che selezioni i siti di maggiore interesse geologico, è un passo necessario per le successive azioni di tutela e conservazione nella pianificazione del territorio. Il censimento dei geositi è un mezzo, uno stru- mento per approdare al Repertorio Nazionale dei Geositi. Il primo è un raccolta di dati e informazioni, il secondo è un Atlante all'interno del quale rientreranno solo i geositi certificati da una commissione creata ad hoc. Attualmente il Censimento Nazionale dei Geositi conta circa 3700 segnalazioni, molte regioni ed enti locali hanno posto in essere diverse azioni, ognuna adottando dei propri criteri di valutazione e gerarchizza- zione, per la realizzazione di censimenti dei siti di inte- resse geologico che dovranno confluire all'interno del censimento nazionale gestito dall'APAT. L'istituzione di un “Repertorio nazionale dei geosi- ti” che selezioni secondo criteri condivisi a livello nazio- nale, i siti di maggiore interesse geologico, è un passo necessario per le successive azioni di tutela e conser- vazione nella pianificazione del territorio. Per questo, d'intesa con il Comitato di Coordinamento Geologico tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome (C.C.S.R.), è stato deciso di costi- tuire un gruppo di lavoro che per la valutazione-valida- zione dei geositi di interesse nazionale presenti in banca dati APAT. Le segnalazioni dei geositi, prodotte dai Servizi Geologici Regionali, dalle Agenzie per la protezione del- l'ambiente delle Regioni e delle Province autonome, dalle Università e dagli Enti di ricerca, raccolte e catalo- gate dalla segreteria tecnica del Settore Tutela del Patrimonio Geologico dell'APAT, verranno trasmesse al Comitato di coordinamento geologico tra lo Stato, le 77Geositi e GSSP - Le attività del dipartimento ... Regioni e le Province Autonome (C.C.S.R.) per la con- valida ed il successivo inserimento nel Repertorio Nazionale dei Geositi. Il complesso delle attività si articola nelle seguenti fasi: - la distribuzione della scheda di censimento1 disponi- bile su supporto cartaceo e informatico - la ricognizione dei dati sul campo, e compilazione della scheda di censimento da parte dei rilevatori; - la verifica delle informazioni contenute nella scheda (georeferenziazione su cartografia, bibliografia...) - l'archiviazione e l'organizzazione dei dati in un DB nazionale; - la gestione e l'aggiornamento dei dati inerenti i geosi- ti e loro restituzione su report e cartografia; - la valutazione-validazione dei siti segnalati attraverso il GdL all'interno del CCSR - il Repertorio Nazionale dei Geositi I GLOBAL BOUNDARY STRATIGRAPHIC SECTION AND POINT (GSSP) Grazie inoltre agli accordi di collaborazione con la Commissione Italiana di Stratigrafia della Società Geologica, con la Società Paleontologica e con il Museo di Storia Naturale di Firenze si sono intessute le basi per l'inserimento nella banca dati dei Global Stratotype (GSSP) e siti di interesse paleontologico e mineralogico. I Global boundary Stratigraphic Section and Point (GSSP) sono località mondiali in cui sono registrate il maggior numero di informazioni fisiche, chimiche e paleontologiche su un limite tra due ere geologiche e dove tale limite sia fisicamente presente Nella letteratura scientifica italiana i GSSP sono definiti da due termini, il primo, stratotipo, indica la suc- cessione litologica che caratterizza l'intervallo geologi- co che contiene il limite tra due ere; il secondo, chiodo d'oro, rappresenta invece il limite fisico tra due ere ed è il piano tra due strati che mette in contatto rocce di un'età con rocce dell'altra età. Le località che vengono definite GSSP, sono il punto di riferimento mondiale e devono essere prese in considerazione in qualsiasi caso si renda necessario valutare se una determinata roccia appartiene a un determinato intervallo geologico. I GSSP, selezionati da una Commissione Internazionale, la “International Union of Geology Sciences”, devono soddisfare requisiti di accessibilità e fruibilità, ed essere correlabili stratigraficamente con altre località nel mondo. Tali GSSP non sono eterni e possono essere rimpiazzati in qualsiasi momento da una successione geologica più completa presente in un'altra parte del mondo.Lo stato di conservazione per- tanto è fondamentale e legato alla valorizzazione e frui- bilità del bene. 1La scheda di censimento è scaricabile in formato pdf sul sito APAT all'indirizzo: h t t p : / / w w w . a p a t . g o v . i t / s i t e / i t - T/Progetti/Il_censimento_nazionale_dei_geositi/ Ad oggi, nella Banca Dati APAT, sono presenti sei dei sette GSSP italiani ufficialmente approvati da IUGS di cui di seguito si riporta un elenco sintetico: - REGIONE PIEMONTE: Sezione di Lemme - Carrosio (Alessandria) - Stratotipo del Limite Oligo- Miocene - Età: 23.8 Ma - Approvato da IUGS: anno 1996; - REGIONE MARCHE: Sezione di Massignano (Ancona) - Stratotipo del Limite Eocene-Oligocene - Età: circa 34 Ma - Approvato da IUGS: anno 1992; - REGIONE MARCHE Monte dei Corvi (Ancona) - Base Tortoniano - Approvato da IUGS: anno 2003; - REGIONE CALABRIA - Sezione la Vrica (Crotone) - Limite Plio-Pleistocene (fra Terziario e Quater- nario) - Approvato da IUGS: anno 1985; - REGIONE SICILIA Sezione di Monte San Nicola (Caltanissetta) - Stratotipo del Limite Piacenziano- Gelasiano (Pliocene medio-superiore) - Età: circa 2.6 Ma - Approvato da IUGS: anno 1996; - REGIONE SICILIA Sezione di Capo Rossello-Punta Piccola (AG). Stratotipo del Limite Zancleano- Piacenziano (Pliocene inferiore-Pliocene medio) - Età: circa 3.6 Ma - Approvato da IUGS: anno 1997; ed uno di quelli in corso di formalizzazione. - REGIONE MARCHE Sezione di Gorgo a Cerbara (Pesaro Urbino) Stratotipo del limite Aptiano-Albiano in corso di formalizzazione da IUGS. 78 Fig. 1 - Le fasi operative del Progetto “Il Censimento Nazionale dei Geositi”. “The national geosites' census”: the phases. Fig.2 - Carta di prima attenzione dei geositi e GSSP segnalati. Geosites and GSSP cartography L. Bonci et al. LE AZIONI DI TUTELA, VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE La conservazione e la tutela dei geositi può avve- nire soltanto attraverso un documentato ed impegnati- vo lavoro collegiale di individuazione, catalogazione, valutazione e divulgazione dei risultati. Le azioni da intraprendere per la tutela dei Geositi che saranno validati e dunque inseriti nel Repertorio Nazionale, dovranno essere mirate a sensibilizzare gli amministratori degli Enti Regionali, Provinciali e Comunali, affinché possano intraprendere le opportune iniziative di tutela e valorizzazione dei siti di interesse geologico. A tal fine il Servizio ha programmato una serie di attività quali: - la pubblicazione sul sito Web APAT del Repertorio Nazionale dei Geositi; - l'attivazione, presso APAT di un tavolo di lavoro con la partecipazione dei rappresentanti dei servizi geolo- gici regionali e dei rispettivi referenti scientifici in cui poter confrontare le criticità e le problematiche relati- ve ai geositi ed alla loro valutazione e gerarchizzazio- ne; - per i GSSP, la cui rilevanza scientifica è già stata riconosciuta a livello internazionale dalla International Union of Geological Sciences, si condivide la propo- sta della Commissione Italiana di Stratigrafia per la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro coordi- nato da APAT, con la partecipazione dei referenti scientifici per ciascun GSSP, avente l'obiettivo di pre- disporre specifici progetti per la valorizzazione, prote- zione e fruizione. Infine, tra le iniziative intraprese per l'Anno Internazionale del Pianeta Terra, APAT, insieme ad altre 53 organizzazioni nazionali e internazionali di 43 Paesi, partecipa al progetto OneGeology il cui obiettivo è quello di rendere pubblici e accessibili via internet i migliori dati di cartografia geologica disponibili a livello mondiale (scala 1:1.000.000), attraverso la conversione delle informazioni in una nuova lingua geologica univer- sale (GeoSciML). Nell'ambito di questo progetto si è deciso di ren- dere disponibile come strato informativo di interesse geo-turistico, collegabile quindi alle altre informazione geologiche, i dati presenti nel Repertorio, rendendoli accessibili a più utenti al fine di favorirne così una più ampia diffusione. BIBLIOGRAFIA GENERALE COWIE J. W. et alii (1986) - Guidelines and statutes of the international Commission on Strtigraphy (ICS), Cour. Forsch. Inst. Senckenberg, 83, pp. 1-14 D'ANDREA M. (2000) - Servizio Geologico nazionale: Progetto “Conservazione del patrimonio geologi- co italiano”. Nota informativa. Giornale di Geologia, Se 3, 62, Suppl., pp. 121-124. D'A NDREA M., A NGELELLI F. (2001) - Progetto “Conservazione del patrimonio geologico italiano. Invito alla Paleontologia, Paleoitalia, 5, pp. 9-15. D'ANDREA M., LISI A., MEZZETTI T. (2005) - Patrimonio geologico e geodiversità, esperienze ed attività dal Servizio geologico d'Italia all'APAT, APAT, Rapporti 51/2005, pp. 59-63 REMANE et alii (1996) - Revised guidelines for the establi- shment of global chronostratigraphic standards by the International Commission on Stratigraphy: Episodes, 19, pp. 77-81. SITI INTERNET ∗ http://www.apat.gov.it/site/it-IT/ ∗ http://www.deaprofessionale.it. ∗ http://www.onegeology.org/ 79 Ms. ricevuto il 2 aprile 2008 Testo definitivo ricevuto il 17 aprile 2008 Ms. received: April 2, 2008 Final text received: April 17, 2008 Geositi e GSSP - Le attività del dipartimento ...