Imp.Antonioli 93 INTRODUZIONE Questa breve nota scaturisce dal dibattito richiesto dal Consiglio di Presidenza dell’AIQUA al Dipartimento Difesa del Suolo, Servizio Geologico d’Italia, e svolto a Roma nel Marzo del 2007 pres- so la sede dell’APAT. ll dibattito scientifico è sca- turito con la pubblicazione del Foglio geologico 557 Cagliari (distribuito a partire da Novembre 2006) dove i depositi fossiliferi marini di età Tirreniana (125 ka) risultavano ringiovaniti all’Olocene. Queste note vogliono evidenziare come la differenza tra l’attribuzione cronologica Tirreniana e quella Olocenica implichi una serie di ricadute e problematiche non discusse né approfondite nella Legenda della carta. Qui ven- gono riassuntivamente esposti i motivi per i quali, questi depositi fossili non possono essersi sedi- mentati nel corso dell’ultima trasgressione, quella Olocenica. 1.1 Dati sui depositi fossiliferi di Is Arenas L’area costiera in oggetto occupa con i “de- positi di spiaggia e dei cordoni dunari antichi” fos- siliferi una vasta estensione del Foglio 557 (Fig. 1). Numerosi sono stati i lavori pubblicati su riviste Nazionali ed Internazionali che hanno preso in considerazione questi depositi fossiliferi marini I DEPOSITI TIRRENIANI NELL’AREA DI MONTELARGIUS (CAGLIARI) Fabrizio Antonioli Via A. Millos 37, Roma Fig. 1 - L’area costiera nella quale si trovano I depositi di Is Arenas. Viene evidenziata da una freccia la massima distanza (5,2 Km) dal- l’attuale linea di riva. 94 circostanti gli stagni di Quartu e di Montelargius, area denominata “Is Arenas”. Tra tutti spicca per incisività, chiarezza e contenuti, quello firmato da ULZEGA e HEARTY (1986) e da HEARTY, 1986. Gli Autori hanno descritto i depositi e li hanno datati con tecniche incrociate (U\Th e aminostratigrafie). Tutte le analisi concordano nell’assegnare i depo- siti di Is Arenas all’ultimo interglaciale (MIS 5.5, 125 ka). Si rimanda per qualsiasi dettaglio ai lavori in oggetto, di cui viene riportata la tabella (Fig. 2). Sempre per l’area di Is Arenas gli Autori riportano anche il ritrovamento di Strombus bubonius. Per meglio dettagliare questa ultima informazione, è stato contattato il Prof. Ulzega e da lui abbiamo avuto conferma sia del ritrovamento (lo Strombus b. è ancora conservato presso l’Archivio dell’Università) che della quota (+ 4 metri) di rinve- nimento, le coordinate sono 39°13’28’’59N, 09°10’36’’ 21E. Tutti i lavori pubblicati successi- vamente (vedi anche bibliografia contenuta nelle Note Illustrative della carta) concordano con que- sta interpretazione. Non è questo l’unico ritrova- mento di fauna calda: alcuni Strombus b., rinve- nuti nell’area a quote intono al l.m. vengono citati nelle Note Illustrative e interpretati dagli Autori della carta come “rimaneggiati”. 1.2 Variazioni di livello del mare nel Tirreno ed in Sardegna Molti sono i lavori che illustrano i meccanismi di risalita del livello dei mari Italiani nel corso del- l’ultimo ciclo climatico (ALESSIO et al., 1996; ANTONIOLI e SILENZI 1998; ANTONIOLI e LEONI 1998; ANTONIOLI, 2000; LAMBECK e BARD 2000; LAMBECK e CHAPPEL, 2001; BARD et al., 2002; ANTONIOLI 2004; LAMBECK et al. 2004 a, b) tutti concordano che nelle aree considerate stabili il livello del mare più alto mai registrato da 100 ka sia quello odierno. Depositi Olocenici vengono descritti e rinvenuti fino a 4 metri sopra il livello del mare solamente in aree in attuale sollevamento (ANTONIOLI et al., 2003; ANTONIOLI et al., 2004; ANTONIOLIet all., 2006, FERRANTI et al., 2007) o fino a qualche metro sotto il livello del mare in aree subsidenti sulla costa del NE (LAMBECK et al., 2004a). Il Prof. Paolo Orrù, direttore del rilevamento dell’area marina del Foglio Cagliari, nelle Note Illustrative riporta il risultato dell’analisi di 3 sondaggi carotati a meno di 2 km dai depositi di Is Arenas: le radiodatazioni sui fossili lagunari campionati nei sondaggi (ORRÙ et al., 2004), se paragonate con le stesse quote della curva di risalita calcolata per Cagliari (LAMBECK et al., 2004a) evidenziano stabilità tetto- nica per gli ultimi 10 ka BP. Infine una recente ricerca (ANTONIOLI et al., 2007) prende in conside- razione numerosi markers archeologici oggi som- mersi nel mare in molte aree della Sardegna, prendendo in esame anche siti molto vicini all’a- rea di Is Arenas. Questi dati archeologici confer- mano la sostanziale stabilità delle coste Meridionali Sarde e delle lagune circostanti l’area di Cagliari durante gli ultimi 2700 anni. Uno dei siti studiati nel lavoro si trova nella Laguna di Santa Gilla (meno di 2 km da Is Arenas) ed indica molto chiaramente stabilità tettonica. Fig. 2 - Tabella con le datazioni di ULZEGA e HEARTY, 2006. 95 1.3 Considerazioni I depositi fossiliferi (spiaggia sommersa) di Is Arenas, raggiungono una quota di circa 4.5 metri sul livello del mare mentre la distanza dalla costa degli stessi depositi arriva a 5,2 km (Fig. 1). Una quota così alta ed una distanza così rilevante dal- l’attuale linea di riva sono facilmente spiegabili solo con un livello del mare di 6 metri più alto (L A M B E C K et al., 2004c), come occorso nel Mediterraneo circa 125 ka BP. Situazioni molto simili a questa sono descritte per l’Italia in Ferranti et al., 2006, dove vengono illustrati 244 siti di età Tirreniana. La quota di depositi Tirreniani in Sardegna (Fig. 3) varia da 2 a 10.5 metri. Nel Foglio 557 Cagliari, i sedimenti fossiliferi di Is Arenas vengono attribuiti alla trasgressione Olocenica. Per giustificarne la quota e la distanza dalla costa si potrebbero invocare grandiosi feno- meni di tsunami, ma la sedimentologia (spiaggia sommersa) dei depositi di Is Arenas esclude que- sta possibilità. Nel corso della discussione il responsabile della Stratigrafia del Quaternario del Foglio 557 (Prof. Mauro Coltorti) ha giustificato la quota dei depositi fossiliferi correlandola ad un recente sollevamento dell’area costiera. Anche questa eventualità sembra poco verosimile, sia per motivi topografici che per motivi geodinamici. Alla luce infatti del profilo batimetrico del prolun- gamento a mare dell’area costiera di Is Arenas e dei tassi di risalita del mare negli ultimi 6 ka (LAMBECK et al., 2004a), anche con (improbabili) sollevamenti di 2-3 mm\anno la linea di costa non potrebbe trovarsi oggi a più di 5 km di distanza dalla costa. Da un punto di vista geodinamico molti sono i motivi che escludono un sollevamen- to occorso durante l’Olocene: Fig. 3 - Quota della massima trasgressione Tirreniana in Sardegna da FERRANTI et al., 2006. 96 • assenza di faglie attive presenti sia nelle Note illustrative che nel territorio costiero compreso tra Is Arenas e Cala Mosca dove affiorano a circa 4 metri s.l.m. i depositi fossiliferi interpre- tati da Gignoux (1913) come Tirreniani; • assenza di eventi sismotettonici storici nell’area costiera di Cagliari; • assenza di terrazzi sollevati o dei presunti depositi marini del Pleistocene superiore; • assenza di riscontri di sollevamento su qualsia- si dato strumentale, sia osservando il mareo- grafo di Cagliari (PSMSL) che numerosi lavori che analizzano dati GPS (CAPORALI et al., 2003; SERPELLONI et al., 2006). • presenza del solco di battente attuale, contra- riamente a quanto avviene su litologie carbona- tiche in aree in sollevamento (ANTONIOLI et al., 2003) vedi Fig. 4. Gli Autori del Foglio Cagliari hanno effettuato sui molluschi fossili di Is Arenas numerose data- zioni utilizzando tecniche di radiocarbonio; tutte queste datazioni indicano inequivocabilmente che i depositi non sono Olocenici. La presenza di depositi marini Olocenici rin- venuti in sondaggi prossimi ad Is Arenas e datati con 14C (ORRÙ et al., 2004) e archeologici sommer- si, di sicura attribuzione cronologica (SOLINAS 1997, SOLINAS ORRÙ 2004, ANTONIOLI et al., 2007), markers archeologici che si trovano alla quota eustatica alla quale si devono trovare (Fig. 5), esclude sollevamenti nel corso dell’Olocene. CONCLUSIONI Come ampiamente discusso non c’è un solo dato che possa fare pensare che i depositi marini fossili di Is Arenas possano essere ascritti all’Olocene. Prassi consolidata è quella che i Fogli geologici riportino un aggiornato riassunto di quanto scientificamente noto e pubblicato fino al momento della edizione della carta stessa. Questo non è accaduto per il foglio Cagliari, nella carta infatti è stata scelta una nuova interpretazio- ne (Fig. 6a) assai ardita e non suffragata da dati, contro il parere di tutta la bibliografia esistente (Fig. 6b). Come affermato dal prof. Corselli nel corso del dibattito, si attende che gli Autori della carta possano inviare a Nature una nota che dimostri il sollevamento Olocenico della Sardegna meridio- nale, o, alternativamente, che il Servizio Geologico riveda quello che appare come una interpretazione personale degli Autori. RINGRAZIAMENTI Si ringrazia il Dr. Leone Serva per la grande disponibilità dimostrata e l’organizzazione dell’in- contro. Fig. 4 - Il solco di battente attuale scolpito sui carbonati del M. Sant’Elia (Cagliari) 97 REFERENCES ALESSIO M., ALLEGRI L., ANTONIOLI F., BELLUOMINI G., IMPROTA S., MANFRA L., PREITE M. (1996) - La curva di risalita del Mare Tirreno negli ultimi 43 ka ricavata da datazioni su speleotemi sommersi e dati archeologici. 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