Imp.Rossi& STUDIO MACROSISMICO DEL TERREMOTO DELL’AQUILANO DEL 24 GIUGNO 1958 Antonio Rossi1, Andrea Tertulliani1, Maurizio Vecchi1 1INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma (e-mail:a.rossi@ingv.it, tertulliani@ingv.it, vecchi@ingv.it) RIASSUNTO: A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi, Studio macrosismico del terremoto dell’Aquilano del 24 giugno 1958. (IT ISSN 0394- 3356, 2005). Questo lavoro presenta lo studio di revisione del terremoto che colpì la Media Valle dell’Aterno il 24 giugno 1958 con magnitudo pari a 5.0. Scopo della ricerca è quello di completare il quadro delle conoscenze su questo evento poco noto, ed inquadrarlo nel contesto della sismicità di area e in un possibile schema sismotettonico della Valle dell’Aterno. La revisione dei dati macrosismici ha contribuito a incrementare largamente il numero di località del piano quotato conosciuto dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, portandolo da 14 a 223, ed a proporre nuovi parametri di sorgente del terremoto. L’intensità massima è lievemente diminuita rispetto a quanto noto finora, mentre risulta aumentato il numero delle località oltre la soglia del danno. ABSTRACT: A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi, Macroseismic study of the June 24, 1958 earthquake, L’Aquila (Central Italy). (IT ISSN 0394-3356, 2005). This paper deals with the macroseismic review of the June 24, 1958 event, that struck the Middle Aterno Valley, near L’Aquila, with M=5.0 and epicentral intensity of VII-VIII MCS. The main goal of the study was to enlarge the knowledge about this event, comparing it to the historical seismicity in the area and to the seismotectonic context. Research in public archives allowed us to retrieve unpubli- shed documents useful in deepening the earthquake knowledge. Following the revision the number of intensity points passes from 14, as in recent catalogues, to 223. The number of damaged localities increases from 12 to 19. The greatest contribution to the increasing of the knowledge of this earthquake comes from the re-appraisal of the Seismic Cards, hold in the INGV macroseismic archive. After the revision new source parameters have been computed according to Gasperini and Ferrari (1995) and Gasperini et al. (1999): the epi- central intensity results VII MCS, and the Me (macroseismic magnitude) remains fixed to 5.0 . Parole chiave: terremoto, macrosismica, Media Valle dell’Aterno, sismotettonica, sismicità storica. Keywords: earthquake, macroseismics, Middle Aterno Valley, seismotectonics, historical seismicity. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 18(2), 2005 - 101-112 1. INTRODUZIONE Il 24 giugno 1958 alle ore 06:07 GMT una forte scossa di terremoto interessò la Media Valle dell’Aterno (Appennino Abruzzese) con una magnitudo pari a 5.0, calcolata all’epoca sulla registrazione della stazione di Roma-ING (DI FILIPPO e PERONACI, 1964). Questo evento, che interessò una zona dove le conoscenze storiche sulla sismicità sono abbastanza incomplete, produsse danni in una limitata area a SE della città de L’Aquila e fu risentito fino a una distanza di oltre 90 km, a Roma ed in vaste aree delle Marche, Umbria e Lazio. L’interesse per questo terremoto risie- de quindi nel fatto di costituire un elemento interpretati- vo importante per l’approfondimento delle problemati- che sismiche di tutta la conca aquilana. Infatti è l’unico evento di un certo rilievo nell’area negli ultimi 150 anni e presenta, come illustrato in seguito, chiare similitudini con il terremoto del 1461, massimo evento storico del- l’area stessa (X grado). Scopo del presente lavoro è la revisione macrosi- smica del terremoto del 24 giugno 1958, nel quadro della sismicità della Media Valle dell’Aterno ed alla luce del notevole incremento dei punti di intensità apportato nel corso della ricerca, rispetto alla letteratura di riferi- mento. 2. INQUADRAMENTO SISMOTETTONICO DELLA MEDIA VALLE DELL’ATERNO L’attuale regime tettonico dell’Appennino Abruzzese è principalmente caratterizzato da faglie nor- mali con attività quaternaria, generalmente orientate NWSE e NS. Durante l’evoluzione della catena appenni- nica l’attività delle faglie normali principali ha portato, a partire dal Pliocene, alla formazione di bacini intermon- tani, che ospitano sedimenti continentali plio-quaternari (fra gli altri: CARRARO & GIARDINO, 1992; CALAMITA & PIZZI, 1994; GALADINI & GALLI, 2000; GALADINI et al., 2003). La sismicità di questo settore di catena è frequen- te ed elevata in energia, come ci documentano i grandi terremoti avvenuti nel corso della storia. Possiamo ricordare i terremoti del 1349, 1703, 1706 e 1915 tutti eventi, secondo il Gruppo di Lavoro CPTI, 2004 (d’ora in avanti CPTI, 2004), con Ix ≥ 10 (Fig. 1). A questa sismicità possono essere associate diverse strutture sismogenetiche attive, come evidenziato da numerosi lavori pubblicati recentemente (vedi tra gli altri: GIRAUDI & FREZZOTTI, 1995; PANTOSTI et al. 1996; CELLO et al., 1997; CE L L O et al., 1998; GA L A D I N I & GA L L I, 2000; D’ADDEZIO et al., 2001) (Fig. 1). Focalizzando l’attenzione sull’area aquilana dobbiamo citare il fatto che diversi autori mettono in relazione il forte terremoto del 2 feb- 102 A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi braio 1703 (X MCS) con le strutture del sistema di faglie dell’Alta Valle dell’Aterno; MORO et al., (2002) associano questo evento alla faglia di M.te Marine, che borda il segmento settentrionale dell’Alta Valle dell’Aterno, mentre CELLO et al., (1998) propendono per un settore un po’ più meridionale dello stesso sistema di faglie. Nessun terremoto può essere ancora associato alle faglie che bordano il sovrascorrimento del Gran Sasso, nonostante siano state recentemente studiate anche con analisi paleosismologiche (fra gli altri GIRAUDI & FREZZOTTI, 1995; GALADINI et al., 2003). In particolare GALADINI et al. (2003) hanno evidenziato un potenziale alto livello di hazard relativo alla faglia di Campo Imperatore, considerata “silente” in quanto non asso- ciabile storicamente ad alcun evento sismico. La Media Valle dell’Aterno, oggetto del presente lavoro, è caratterizzata da sistemi en-echelon di faglie normali con direzione circa appenninica che hanno generato una serie di depressioni disposte a NWSE dove si riconoscono tracce di attività tardo-pleistoceni- ca (BERTINI & BOSI, 1993) sviluppatesi in più fasi defor- mative a carattere “pulsante”. Il sistema di faglie della Media Valle dell’Aterno (CALAMITA et al., 2000) ad attività quaternaria viene definito con una lunghezza dell’ordine dei 23 km. Una ipotesi di collegamento tra le strutture dell’area e i terremoti era stata fatta da DI FILIPPO & PERONACI (1964) i quali sottolineavano l’esistenza di un “campo fagliato”, dovuto al recente sollevamento degli altopiani aquilani, responsabile della sismicità locale. Se analizziamo la sismicità storica di quest’area, notia- mo che risulta essere meno energetica che nelle aree circostanti, come l’Alta Valle dell’Aterno, la Maiella e il Fucino, con l’unica eccezione del forte terremoto aqui- lano del 1461 (X MCS), (BARATTA, 1901; CPTI, 2004). Il resto della sismicità, come citata nel CPTI (2004), sem- bra dovuta a terremoti minori, i più significativi dei quali avvenuti soprattutto nel XVII secolo, la cui ubicazione resta tuttavia abbastanza incerta causa la scarsità di informazioni. Questi eventi, 1762, 1786, 1791, 1889 citati in letteratura come terremoti aquilani, probabil- mente anche per il ruolo di accentramento culturale di L’Aquila, restano infatti misconosciuti e scarsamente documentati, come descritto nel paragrafo successivo. Il carattere di una sismicità più moderata rispetto ai set- tori di catena circostanti, è altresì confermato dall’anali- si della sismicità recente per quel settore di Appennino centrale, mostrata in Figura 1 per il periodo 1983-2003 (M>3.5), che appare piuttosto contenuta, sia in frequen- za che in energia, e sembra quasi ignorare la Media Valle dell’Aterno. 3. DESCRIZIONE DEI TERREMOTI STORICI DELLA MEDIA VALLE DELL’ATERNO Fra i terremoti conosciuti nei cataloghi e nei repertori sismici (vedi ad es. BARATTA, 1901; POSTPICHL, 1985; BOSCHI et al., 2000) si annovera come evento più Fig. 1 - Inquadramento generale dell’area studiata. In figura sono mostrati i terremoti storici, come riportati nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI, 1999); lo schema semplificato delle strutture tettoniche, limitato al settore centrale dell’Appennino Abruzzese; la sismicità recente, 1983-2003 e l’epicentro del terremoto del 1958. Nel riquadro è evidenziata la Valle dell’Aterno. General sketch of the study area. Historical seismicity is reported as quoted in CPTI (CPTI, 1999). A simplified tectonic framework is shown, together with recent seismicity and 1958 epicentre. Aterno Valley is evidenced in the big square. antico nell’Aquilano il terremoto del 1315, la cui defini- zione, sia come localizzazione che come effettiva con- sistenza è tutt’altro che chiarita. Secondo CPTI (2004) l’epicentro dell’evento è localizzato nella zona del Sulmonese a circa 50 km a SE di L’Aquila. Questa loca- lizzazione non è condivisa dagli scriventi, in quanto le informazioni che supportano la revisione (BOSCHI et al., 1997), derivano da una sola fonte peraltro vaga. A nostro avviso, considerando tutte le informazioni dispo- nibili per questo evento (contenute principalmente in: POSTPISCHL 1985; BOSCHI et al., 1997; BOSCHI et al., 2000), il terremoto del 1315 trova una sua più giustifica- ta localizzazione nell’Aquilano, con una intensità epi- centrale dell’ VIII grado MCS. Più consistenti sono le notizie riferite al terremoto del 26 novembre 1461 che è il più forte terremoto della zona in studio (X MCS). Questo evento, composto da due scosse principali nella stessa giornata, sembrereb- be localizzabile nella Media Valle dell’Aterno (Fig. 2). Le fonti primarie sono cronache coeve, ritrascritte dall’Antinori nel XVIII secolo (ANTINORI, sec. XVIII; CASTI, 1887). Tali cronache narrano con grande dettaglio i danneggiamenti subiti dalla città de L’Aquila, facendo però pochi cenni ai paesi dei dintorni. Il piano quotato mostrato in CPTI (2004) risulta essere limitato a 10 località, di cui 5 con I0 ≥ IX. Queste località sono la città di L’Aquila, di cui si conoscono le descrizioni dei danni ed una stima delle vittime, e alcuni paesi siti a SE de L’Aquila lungo la Media Valle del fiume Aterno (Fig. 2), Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant’Eusanio Forconese. Dalle fonti coeve note sembra emergere che quest’ultime località subirono danni molto gravi. Nel corso della ricerca è emersa inoltre una storia loca- le (GIANNANGELI, 1974), ignota ai repertori tradizionali, che rifacendosi alla Corografia degli Abruzzi dell’Antinori, permette di aggiungere la località di Bariscianello, antico sobborgo di Barisciano, nel piano quotato con una intensità pari al IX grado MCS. Non si hanno notizie di danni da altre località nei dintorni, all’infuori di Rocca Calascio: una informazione consoli- data nella tradizione locale attribuirebbe ad Antonio Piccolomini, verso il 1480, la ricostruzione di parte del paese e della rocca distrutti dal terremoto del 1461. Non avendo trovato conferma di questa notizia nelle fonti consultate, abbiamo assegnato una intensità incerta a Rocca Calascio (Fig. 2). Ai due eventi princi- pali del 26 novembre seguì una sequenza caratterizzata da molte scosse che durò circa due mesi, con forti repliche come quelle del 4 e del 17 dicembre e del 4 gennaio 1462, che aggravarono sensibilmente il quadro di danneggiamento. Studi sismologici specifici su que- sto terremoto non esistono; esso viene tuttavia consi- derato nei repertori sismici e nei più moderni cataloghi (vedi ad es: BARATTA, 1901; BOSCHI et al., 1995), che però non ne hanno di fatto mai ampliato lo stato delle conoscenze che restano ferme a quanto scritto da BARATTA (1901). E’ questo un caso abbastanza emble- matico, nel panorama dei cataloghi sismici italiani, dove alcuni forti terremoti sono stati registrati soltanto da una o pochissime fonti, dalle quali derivano in seguito tutte le altre fonti, peraltro poco significative dal punto di vista dell’apporto alle conoscenze. I motivi di ciò, ben illustrati da CASTELLI e CAMASSI (2000), sono senz’altro legati al periodo storico e alla localizzazione dell’evento. Il terremoto cade infatti in un’area molto lontana dal 103Studio macrosismico del terremoto ... centro amministrativo del Regno di Napoli (Napoli per l’appunto), e vicino all’unico centro subalterno (L’Aquila), che avrà catalizzato l’interesse per il terremo- to, portando a oscurare i fatti avvenuti nelle contrade più isolate, e lontane da un centro amministrativo rile- vante. Queste considerazioni, unitamente allo stato delle conoscenze, ci portano ad affermare che il terre- moto del 1461 potrebbe aver causato un danneggia- mento sicuramente più esteso di quello ad oggi cono- sciuto, limitato alla Media Valle dell’Aterno. Altro terremoto dell’area (CPTI, 2004) con una intensità rilevante è quello del 6 ottobre 1762 (vedi Fig. 2), IX-X a Castelnuovo, IX a Poggio Picenze e VII a L’Aquila. Il terremoto pur essendo documentato da materiali di archivio (BOSCHI et al., 1995), mostra un piano quotato molto scarno, composto da sole 6 loca- Fig. 2 - Piani quotati dei terremoti del 1461 (a) e del 1762 (b) aggiornati dopo il presente lavoro. Per quanto riguarda il terre- moto del 1461 il piano quotato è arricchito di due località non presenti nel CPTI, Barisciano e Calascio, quest’ultima con intensità dubbia. Updated intensity maps of the 1461 (a) and 1762 (b) earth- quakes. In the map of 1461 two new localities (Barisciano and Calascio), are present, in respect with CPTI (CPTI, 1999). However Calascio is indicated very doubtful. 104 lità. Nel corso della presente ricerca è emersa una ulte- riore fonte di archivio1 che riporta notizia di gravi danni nel paese di Barisciano e sue frazioni permettendoci di modificare l’intensità di Barisciano nel piano quotato del CFTI (BOSCHI et al., 1995), passando da Felt a VIII grado. Altri eventi sono segnalati nell’Aquilano alla fine del 1700, precisamente 1786 e 1791, le cui fonti uniche sono alcune Gazzette del tempo che descrivono danni nella città dell’Aquila (GU, 1786; GF, 1786; GB, 1786; GU, 1791). In Tabella 1 sintetizziamo i terremoti di probabile origine locale con intensità maggiore o uguale al VII grado. 4. STATO DELLE CONOSCENZE SUL TERREMOTO DEL 24 GIUGNO 1958 Secondo il Catalogo parametrico dei terremoti ita- liani (CPTI, 2004) l’intensità epicentrale (Io) dell’evento è del VII grado MCS con una magnitudo (MAW) pari a 5.2. CPTI indica come elaborato di riferimento il Database di osservazioni macrosismiche (DOM4.1) di terremoti di area italiana al di sopra della soglia del danno (M O N A C H E S I & S T U C C H I , 1997) collegato al Catalogo parametrico di terremoti di area italiana al di sopra della soglia del danno (CAMASSI & STUCCHI, 1997). Il database DOM4.1 riporta un elenco di 14 località di risentimento con la relativa intensità espressa in gradi della scala MCS, con una Imax di VII-VIII grado. L'unico studio specifico pubblicato su questo ter- remoto è quello di DI FILIPPO & PERONACI (1964) che riporta i valori di intensità per 14 località e solo per 4 di queste le descrizioni degli effetti. Nell’articolo tuttavia viene riportata una carta delle isosisme relativa all’inte- ro campo macrosismico con 135 punti, basata eviden- temente su informazioni relative al risentimento in molte località non citate nel testo, ma in possesso degli auto- ri, come ad esempio le Cartoline Sismiche (DI FILIPPO & PERONACI, 1964). Purtroppo aver pubblicato la sola mappa senza il riferimento del piano quotato non rende giustizia allo scrupoloso lavoro di DI FILIPPO & PERONACI (1964), e soprattutto non è di molto aiuto agli studi successivi. Nella Tabella 2 sono sintetizzati i para- metri del terremoto come riportati dalle principali fonti esistenti in letteratura. Da quanto illustrato risulta che lo stato delle conoscenze sugli effetti del terre- moto presenti nei cataloghi è basato su informazioni disponibile per 14 località, non essendo stato possibile per gli autori successivi utilizzare tutti i dati usati da DI FILIPPO & PERONACI (1964) per la loro interpretazione. Tale numero di località appare decisamente mode- sto per poter valutare correttamente sia l'area dei massimi effetti, sia la distri- 1 Archivio Stato Aquila, Affari Speciali, II serie, Barisciano, Busta III bis, in Giannangeli 1974. ”.. Nel 1762 (*) alle ore 10 del 6 ottobre una violentissima scossa di terremoto distrugge quasi un terzo del paese. Non conosciamo il numero delle vitti- me. La casa di 9 stanze adiacente alla chiesa di Collerotondo è rovinata quasi completamente, danneggiata la chiesa di Valleverde. Si provvede a ripristinare il campanile. Secondo una relazione di Giannandrea Giardini i danni sopportati dal paese ammontano a 39.339 ducati. L'università di Barisciano invia una supplica al Re per l'esenzione temporanea dei tributi sottoscritta da Antonio Salomone, Giacchino Giannangeli e Francesco Saverio De Angelis notaio. ...”. Anno Me Gi Ho Mi Area epicentrale Ix Mm Me 1315 12 03 09 30 Italia Centrale 100 6.0 - 1461 11 26 21 30 AQUILANO 100 6.6 6.1 1762 10 06 12 10 POGGIO PICENZE 95 6.0 5.4 1786 07 31 L`AQUILA 70 4.8 4.8 1791 01 L`AQUILA 75 5.1 - 1958 06 24 06 07 AQUILANO 75 4.8 5.0 Tab. 1 - Eventi con probabile origine nella Media Valle dell’Aterno come citati nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI, 2004). List of events with probable location in the Middle Aterno Valley. The quotation of events is from the Parametric Catalogue of Italian Earthquakes (CPTI, 2004). a b c d e f To (GMT) = 06:07 06:07:03,15 06:07:04 06:07 06:07 Coord. Epicent. = = 42.349 - 13.440 42.350 – 13.433 42.333 – 13.467 42.340- 13.477 Io (MCS) = VII = = VII VII Imax (MCS) VII = VII-VIII VIII VII-VIII VII-VIII H (Km) = = 10 10 = = Magnitudo = = M = 4.96 Ml = 5.0 Ms = 4.8 Ms = 4.8 Località di risentimento 2 2 14 * = 14 14 Eventi periodo sismico 6 6 = = = = Tab. 2 - Parametri del terremoto del 24 giugno 1958, ore 06.07, come riportati nei principali cataloghi e nelle altre fonti conosciute. a) ING, 1958; b) MARCELLI & PANNOCCHIA, 1963; c) DI FILIPPO & PERONACI, 1964; d) POSTPISCHL, 1985; e) MONACHESI & STUCCHI, 1997; f) CPTI, 2004. * Il numero 14 si riferisce solo alle descrizioni esplicitamente riportate da DI FILIPPO e PERONACI nel lavoro, e non tiene conto delle località riportate nella mappa. Synthesis of the epicentral parameters related to the 1958 earthquake, as quoted in the current seismic catalogues and other known sources. a) ING, 1958; b) MARCELLI & PANNOCCHIA, 1963; c) DI FILIPPO & PERONACI, 1964; d) POSTPISCHL, 1985; e) MONACHESI & STUCCHI, 1997; f) CPTI, 2004. Number 14 is only referred to the descriptions quoted by Di Filippo and Peronaci (1964) in their work, and not to the points in the map. A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi 105 buzione dell'intensità sul territorio. Appare infine quan- tomeno singolare che nei lavori precedenti, tranne in Di FILIPPO & PERONACI (1964) che però non esplicitano i dati, non vi sia traccia della consultazione delle Cartoline Sismiche, che venivano spedite da corrispon- denti accreditati, all’indomani di un terremoto, all’Ufficio Centrale di Meteorologia ed Ecologia Agraria (UCMEA, 1958). Queste rappresentavano infatti l’unica procedura di raccolta sistematica di dati macrosismici usata in quel periodo. 5. RICERCA DEI DATI E ASSEGNAZIONE DELLE INTENSITÀ Uno degli scopi principali di questo lavoro è quel- lo di allargare il più possibile la base dei dati di riferi- mento. Le indagini, finalizzate allo studio macrosismico di questo evento, si sono svolte inizialmente attraverso la consultazione dei cataloghi e bollettini sismici, e della letteratura scientifica, in verità piuttosto scarsa; in secondo luogo attraverso la ricerca e la raccolta delle informazioni in archivi e biblioteche. Essendo infatti il terremoto avvenuto in epoca abbastanza recente, abbiamo esaminato in primo luogo gli atti amministrati- vi, reperibili negli archivi pubblici, che si riferiscono alla corrispondenza tra le autorità del luogo e il Governo. Inoltre sono stati analizzati i quotidiani dell’epoca, spe- cie per quanto riguarda le cronache locali, come fonti di notizie inedite per completare il quadro della conoscen- za degli effetti. Di seguito viene illustrato il contributo di ciascuna categoria di fonti consultate oltre a quello della letteratura scientifica conosciuta precedentemen- te descritto. Quotidiani Sono stati consultati i giornali quotidiani nazionali più importanti e le testate locali (vedi elenco in bibliogra- fia) che riportano informazioni relative a un modesto numero di località di risentimento (22), di cui soltanto 8 non riportate da altre fonti; inoltre, la descrizione degli effetti è limitata a 7 località fra tutte quelle riportate, men- tre per le altre 15 la notazione è di un generico risenti- mento Da notare che il contributo dei quotidiani è relativo in gran parte a località distanti dall’area epicentrale. Documentazione d’archivio La consultazione dei materiali conservati negli archivi pubblici è stata focalizzata alla provincia dell’Aquila, in quanto l’area maggiormente interessata dall’evento è circoscritta alle vicinanze del capoluogo abruzzese. - Archivio di Stato de L’Aquila, fondo “Gabinetto Prefettura”. Sono stati consultati 29 documenti consistenti nella corrispondenza tra le diverse autorità (sindaci, prefet- to, carabinieri, ecc.), e sono emerse informazioni sul risentimento in 25 località della provincia de L’Aquila di cui 8 non sono riportate da altre fonti. - Archivio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Presso l’Archivio dell’INGV è stata esaminata la colle- zione delle Cartoline Sismiche pervenute all’Ufficio Centrale di Meteorologia ed Ecologia Agraria, ed ora conservate presso l’INGV. La consultazione ha consentito di incrementare in modo decisivo il numero delle località di risentimento conosciute e di migliorare nettamente la qualità dei dati attraverso più dettagliate descrizioni dei risenti- menti in moltissime località. E’ stato così possibile avere notizie sul risentimento a grandi distanze dall’e- picentro. Il numero finale di località individuate tramite le cartoline è di 204. Inoltre è stata reperita la “Relazione sulla sismicità delle zone inscritte nell’elenco…” di DE PANFILIS (1959), inedita, scritta per la Commissione ministeriale per le norme edilizie dell’epoca. Nel documento viene assegnata l’intensità a 18 località interessate dal ter- remoto del 1958 con una breve descrizione degli effetti. Al termine della ricerca il numero di località rappre- sentate nel piano quotato è decisamente cresciuto, pas- sando da 14 a 223, comprese anche 88 località con risentimento negativo, utili per circoscrivere l’area di risentimento. Dalla Tabella 3 si nota come il contributo decisivo venga dalla rilettura delle Cartoline Sismiche ed in misura minore da fonti di stampa e amministrative. Fonte Numero località Cartoline sismiche 204 Archivio di Stato L’Aquila 26 Giornali 23 De Panfilis (1959) 18 Di Filippo & Peronaci, 1964 14 Monachesi & Stucchi, 1997 14 Tab. 3 - Sono riportati i contributi dei diversi tipi di fonte utiliz- zati per l’individuazione delle località di risentimento. Numero di località è in relazione al tipo di fonte consultata. Per 35 loca- lità vi sono informazioni riportate in più fonti. Number of localities quoted in each kind of source that has been retrieved. 35 localities are quoted in more than one source. Dalla nostra ricerca emergono anche utili informa- zioni che consentono di prolungare il periodo sismico fino al 2 luglio 1958. Sono state infatti individuate altre scosse associate alla piccola sequenza sismica che hanno contribuito ad accrescere il numero totale delle scosse, portandolo da 6 (ING, 1958; MA R C E L L I & PANNOCCHIA, 1963) a 14. 5.1 Assegnazione dell’intensità L’intensità macrosismica è stata stimata utilizzan- do la scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) (SIEBERG, 1930). Tutte le informazioni provenienti dalle diverse fonti per ogni località hanno contribuito alla valutazione. In alcuni casi sulla Cartolina Sismica era riportata solo l’intensità, per cui, in mancanza di altre informazioni, abbiamo mantenuto il valore indicato. Sul retro della Cartolina Sismica era infatti stampata una sintesi della scala Mercalli a 10 gradi (MERCALLI, 1902), in modo che il corrispondente potesse confrontare direttamente le proprie osservazioni con la scala macrosismica e asse- Studio macrosismico del terremoto ... 106 gnare egli stesso il grado di intensità per la località in questione. La scala Mercalli a 10 gradi e la scala MCS a 12 corrispondono abbastanza univocamente almeno fino al VII grado, evitando così di apportare conversioni alla valutazione. Al termine dell’analisi delle fonti è stato possibile assegnare un valore di intensità a tutte le 223 località individuate (Appendice 1), migliorando decisamente il quadro delle conoscenze sul terremoto. In particolare si è potuto ricostruire il piano quotato completo, dalle intensità più alte fino a risentimenti negativi, con i quali si può chiaramente definire l’area di risentimento gene- rale dell’evento (vedi Tabella 4 e Figura 3). Le località con danneggiamento passano da 12 a 19. Il quadro del danneggiamento più grave è risultato limitato ad alcuni paesi, siti nella Valle dell’Aterno a SE di L’Aquila. L’intensità massima del VII grado MCS è stata assegnata alle località di Onna, Bazzano e S. Demetrio ne’ Vestini, dove si verificarono alcuni crolli parziali, qualche crollo totale e un danneggiamento lieve ma diffuso. Più leggero il danno riscontrato in una quindicina di altri centri, con piccole lesioni più o meno diffuse e occasionalmente crolli parziali, tale da far sti- mare intensità del V-VI e VI grado. Fra queste località anche la città dell’Aquila dove sono documentate lesio- ni e qualche caduta di cornicione. 6. CONCLUSIONI Nel corso degli studi sulla sismicità della zona dell’Aquila, e in particolare della Media Valle dell’Aterno, è stata intrapresa una ricerca per approfon- Tab. 4 - In tabella sono elencate le classi d’intensità con il rela- tivo numero di località interessate. Mettendo a confronto il presente lavoro con quanto riportato in letteratura risulta evi- dente l’incremento del livello di conoscenza sugli effetti del terremoto. (DI-PE 1964 sta per DI FILIPPO & PERONACI, 1964; MO-ST 1997 sta per MONACHESI & STUCCHI, 1997). Number of localities vs intensities classes after the revision in the present work. The improvement in the number of intensity points is very significant, if compared with that one of the for- mer sources. (DI-PE 1964 is for DI FILIPPO & PERONACI, 1964; MO-ST 1997 is for MONACHESI & STUCCHI, 1997). Di-Pe 1964 Mo-St 1997 Presente lavoro Intensità MCS n. località n. località n. località VII-VIII 2 2 VII 6 5 3 VI-VII 1 VI 4 5 8 V-VI 7 V 1 12 IV-V 12 IV 30 III-IV 2 11 III 40 II-III II 11 NF 88 Totale 14 14 223 Fig. 3 - Campo macrosismico generale del terremoto del 25 giugno 1958. Intensity map of the June 24, 1958 earthquake. A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi 2000). Tuttavia non possiamo trascurare del tutto il fatto che la particolare morfologia della zona, costituita da bacini alluvionali orientati NWSE, abbia avuto un ruolo guida nella distribuzione del danneggiamento. Una considerazione importante riguarda le aree del danneggiamento dei terremoti del 1461 e 1762 (Figg. 3 e 4) che, seppur non ben definite, sembrano ricadere completamente nell’area di massima intensità del 1958. Non è da escludere quindi una connessione tra le faglie riconosciute attive nell’area, alle quali non è stato finora associato nessun evento per mancanza di elementi osservabili sul terreno, e gli eventi qui discussi. RINGRAZIAMENTI Ringraziamo V. Castelli, per le notizie storiche sui terremoti del 1786 e 1791; ringraziamo inoltre Fabrizio Galadini per le utili discussioni sui temi affrontati nell’ar- ticolo e Diego Molin i cui preziosi suggerimenti hanno contribuito al miglioramento del lavoro. 107 dire le conoscenze sul terremoto del 24 giugno 1958, il più recente tra i terremoti significativi della zona. I terre- moti antichi con probabile epicentro simile a quello in studio sono stati quelli del 1461 e del 1762, il primo dei quali particolarmente dannoso (X grado) per i paesi della Media Valle dell’Aterno. Tuttavia la scarsità di notizie su questi eventi non permette di vincolarne con precisione localizzazione e dimensione, e per questo il terremoto del 1958 diviene un buon elemento di para- gone per tutta la sismicità della Media Valle dell’Aterno. Durante la ricerca di nuove fonti, tuttavia, è stato possi- bile reperire notizie finora non note sui danni avvenuti nella località di Barisciano in occasione di entrambi i ter- remoti, il che ci ha permesso di assegnare alla suddetta località l’intensità del IX grado per il 1461 e VIII per il 1762 (Fig. 2), modificando i piani quotati finora noti. La ricerca oggetto del presente lavoro ha portato a un grande incremento della conoscenza degli effetti del terremoto del 1958 rispetto a quanto presente nei cataloghi più recenti; il numero delle località del piano quotato aumenta infatti a 223 (vedere Appendice 1). Dalla Figura 3 è possibile notare come l’evento abbia interessato una vasta regione dell’Italia cen- trale, con l’area del danneggia- mento limitata ad alcune località in provincia dell’Aquila. L’inten- sità massima, rispetto al CPTI, viene leggermente abbassata, e portata da VII-VIII a VII. Grazie al grande incre- mento di dati macrosismici e alla loro rivalutazione è stato possibile stimare nuovamente i parametri di sorgente relativi all’evento, utilizzando le proce- dure standard del CFTI e CPTI (G A S P E R I N I & F E R R A R I , 1995; GASPERINI et al., 1999) per i ter- remoti storici. I nuovi parametri, localizzazione, magnitudo e azi- muth della sorgente sono ripor- tati in Tabella 5. La distribuzione delle massime intensità (Fig. 4) ed anche la direzione dell’azimuth della ipotetica sorgente del ter- remoto ben si accorda con il quadro sismotettonico generale ed anche con quanto conosciu- to delle locali strutture attive (Bertini & Bosi, 1993; Calamita et al., 2000; Galadini & Galli, Fig. 4 - Distribuzione delle intensità relativamente all’area epicentrale. Con la stella è indicato l’epicentro proposto in questo lavoro. Intensity map of the epicentral area and main tectonic structures of the area. The star indicates the epicentre. DATA LAT LON ME Ntot Naz AZIMUTH RAYLEIGH KUIPER 06/24/1958 42.32 13.50 5.0 223 11 119± 23 <0.01 <0.01 Tab. 5 - Nuovi parametri proposti per il terremoto del 24 giugno 1958. Con ME è indicata la Magnitudo equivalente, Ntot è il numero totale di dati macrosismici disponibili, Naz è il numero di dati usati per il calcolo dell’azimuth di faglia. Raylegh e Kuiper rappresentano il livello di significatività degli omonimi tests. Per i dettagli vedere GASPERINI & FERRARI, (1995) e GASPERINI et al., (1999). New source parametres of the June 24, 1958 earthquake as proposed in the present work. ME is the “equivalent magnitude”, that is assumed to represent the moment magnitude, Ntot is the total number of macroseismic data, Naz the number of data used for com- puting the source azimuth. Last two columns show the significance levels of the Raylegh and Kuiper tests. For details see GASPERINI E FERRARI, (1995) and GASPERINI et al., (1999). Studio macrosismico del terremoto ... BIBLIOGRAFIA ANTINORI A. L. (Sec. XVIII) - Annali degli Abruzzi, vol. XV manoscritto. BARATTA M. (1901) - I terremoti d’Italia, ristampa anasta- tica A. Forni Editore, Bologna. BERTINI T. & BOSI C. (1993) - La tettonica quaternaria della conca di Fossa (L’Aquila), Il Quaternario, 6, 293-314. BOSCHI E., FERRARI G., GASPERINI P. 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Lettera del Sindaco di Tione degli Abruzzi all’Ufficio del Genio Civile de L’Aquila in data 26 giugno 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Lettera del Questore de 109Studio macrosismico del terremoto ... Località PROV LAT LONG I Bazzano AQ 42.337 13.454 70 Onna AQ 42.327 13.479 70 San Demetrio ne' Vestini AQ 42.288 13.558 70 Ocre AQ 42.287 13.475 65 Poggio Picenze AQ 42.32 13.541 65 Barisciano AQ 42.325 13.592 60 Calascio AQ 42.325 13.696 60 Camarda AQ 42.391 13.494 60 Fossa AQ 42.296 13.488 60 L'Aquila AQ 42.356 13.396 60 Paganica AQ 42.358 13.473 60 Prata d'Ansidonia AQ 42.277 13.609 60 Sant'Eusanio Forconese AQ 42.288 13.524 60 Cocullo AQ 42.030 13.776 55 Rocca di Cambio AQ 42.233 13.492 55 Santo Stefano di Sessanio AQ 42.343 13.644 55 Sassa AQ 42.352 13.299 55 Scoppito AQ 42.372 13.256 55 Tione AQ 42.203 13.636 55 Aielli AQ 42.081 13.591 50 Bugnara AQ 42.022 13.862 50 Capestrano AQ 42.266 13.769 50 Località PROV LAT LONG I Castelnuovo AQ 42.295 13.628 50 Gagliano Aterno AQ 42.126 13.701 50 Isola del Gran Sasso TE 42.501 13.661 50 Molina Aterno AQ 42.148 13.735 50 Montorio al Vomano TE 42.582 13.629 50 Ortona de' Marsi AQ 41.997 13.728 50 Ovindoli AQ 42.136 13.516 50 Pescina AQ 42.025 13.657 50 Rocca di Mezzo AQ 42.205 13.521 50 Basciano TE 42.595 13.74 45 Borgorose RI 42.193 13.234 45 Campli TE 42.726 13.686 45 Castel di Ieri AQ 42.114 13.743 45 Castelli AQ 42.489 13.712 45 Civitella Casanova PE 42.364 13.889 45 Cugnoli PE 42.308 13.933 45 Farindola PE 42.441 13.824 45 Fontecchio AQ 42.229 13.606 45 Paganico Sabino RI 42.190 12.997 45 Spoltore PE 42.454 14.138 45 Villetta Barrea AQ 41.776 13.935 45 Antrodoco RI 42.415 13.076 40 L’Aquila a S. E. il Prefetto de L’Aquila in data 25 giugno 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Lettera del Questore de L’Aquila a S. E. il Prefetto de L’Aquila in data 25 giugno 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Fonogramma del Questore de L’Aquila a S. E. il Prefetto de L’Aquila in data 24 giugno 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Fonogramma del Questore de L’Aquila a S. E. il Prefetto de L’Aquila in data 24 giugno 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Fonogramma della tenenza dei CC di Tagliacozzo alla Prefettura de L’Aquila in data 24 giugno 1958 ore 14. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Lettera del Commissario Prefettizio di Cocullo al Provveditorato alle OO.PP. de L’Aquila in data 4 luglio 1958. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Fonogramma della Questura de L’Aquila al Genio Civile de L’Aquila in data 24 giugno 1958 ore 17,40. Archivio di Stato de L’Aquila, Gabinetto Prefettura, b. 146.XXI.3B.AG. 1950-1958, fasc. Scosse di terre- moto del 24 giugno 1958. Fonogramma dalla sezione CC di S. Demetrio nei Vestini alla Prefettura de L’Aquila in data 24 giugno 1958 ore 21,10. DE PANFILIS M., (1959). Relazione sulla sismicità delle zone inscritte nell’elenco allegato al RDL del 22- 11-1937, n.2105. Capitolo VI. Commissione per il riesame e l’aggiornamento delle norme tecniche concernenti l’edilizia antisismica. Dattiloscritto dell’Archivio INGV UCMEA, (1958). “Cartoline sismiche”. Ufficio Centrale di Meteorologia ed Ecologia Agraria, presso Archivio INGV. 110 Ms. ricevuto il 25 gennaio 2005 Testo definitivo ricevuto il 30 giugno 2005 Ms. received: January 25, 2005 Final text received: June 30, 2005 APPENDICE I Tabella a - Piano quotato delle località interessate dal terremoto del 24 giugno 1958 A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi 111 Località PROV LAT LONG I Avezzano AQ 42.032 13.426 40 Campo di Giove AQ 42.011 14.045 40 Cansano AQ 42.004 14.013 40 Cappadocia AQ 42.006 13.282 40 Castel Castagna TE 42.543 13.717 40 Catignano PE 42.346 13.951 40 Celano AQ 42.084 13.546 40 Civitella Roveto AQ 41.914 13.425 40 Collarmele AQ 42.059 13.628 40 Collepietro AQ 42.221 13.780 40 Corfinio AQ 42.124 13.843 40 Luco dei Marsi AQ 41.959 13.471 40 Montereale RM 42.522 13.246 40 Monterotondo LT 42.054 12.623 40 Notaresco TE 42.658 13.894 40 Offida AP 42.935 13.691 40 Palena CH 41.984 14.138 40 Petrella Salto RI 42.294 13.068 40 Raiano AQ 42.102 13.814 40 Rocca Pia AP 41.932 13.977 40 Roccafluvione AQ 42.861 13.475 40 San Benedetto dei Marsi AQ 42.005 13.622 40 Scanno AQ 41.903 13.881 40 Sulmona AQ 42.047 13.929 40 Tagliacozzo AQ 42.069 13.250 40 Teramo TE 42.659 13.704 40 Torricella Sicura TE 42.658 13.656 40 Turrivalignani PE 42.262 14.029 40 Villa Celiera PE 42.381 13.859 40 Vittorito AQ 42.125 13.817 40 Amelia TR 42.558 12.413 35 Ascoli Piceno AP 42.853 13.578 35 Leonessa RI 42.566 12.962 35 Marcetelli RI 42.226 13.046 35 Moscufo PE 42.428 14.055 35 Penne PE 42.457 13.928 35 Picciano PE 42.474 13.991 35 Picinisco FR 41.645 13.868 35 Tolentino MC 43.21 13.283 35 Trasacco AQ 41.958 13.537 35 Vicoli PE 42.341 13.898 35 Alanno PE 42.296 13.972 30 Alvito FR 41.689 13.743 30 Ari CH 42.291 14.262 30 Arpino FR 41.648 13.610 30 Balsorano AQ 41.808 13.561 30 Bucchianico CH 42.304 14.181 30 Campotosto AQ 42.558 13.369 30 Casalincontrada CH 42.290 14.135 30 Castel di Lama AP 42.873 13.707 30 Castel di Sangro AQ 41.784 14.108 30 Località PROV LAT LONG I Chieti CH 42.351 14.168 30 Cittaducale RI 42.386 12.949 30 Civita Castellana VT 42.293 12.413 30 Collecorvino PE 42.458 14.015 30 Fara San Martino CH 42.090 14.206 30 Gioia dei Marsi AQ 41.953 13.693 30 Guardiagrele CH 42.190 14.222 30 Isola del Liri FR 41.680 13.579 30 Loreto Aprutino PE 42.433 13.988 30 Mandela RM 42.027 12.922 30 Manoppello PE 42.257 14.060 30 Monsampietro Morico AP 43.067 13.556 30 Nereto TE 42.819 13.817 30 Orsogna CH 42.219 14.283 30 Palata CB 41.890 14.785 30 Palestrina RM 41.839 12.891 30 Palombara Sabina RM 42.066 12.766 30 Penna in Teverina TR 42.493 12.355 30 Pereto AQ 42.059 13.101 30 Pescara PE 42.464 14.214 30 Rieti RI 42.404 12.867 30 Rivisondoli AQ 41.87 14.067 30 Roccaraso AQ 41.847 14.079 30 Roma RM 41.895 12.482 30 Settefrati FR 41.670 13.850 30 Sora FR 41.718 13.613 30 Tollo CH 42.339 14.319 30 Vacri CH 42.296 14.231 30 Villa Vallelonga CH 41.869 13.623 30 Zagarolo RM 41.839 12.831 30 Arsoli RM 42.041 13.019 20 Carpineto Romano RM 41.605 13.084 20 Cassino FR 41.489 13.831 20 Ferentino FR 41.691 13.254 20 Frosinone FR 41.636 13.341 20 Genzano di Roma RM 41.707 12.688 20 Lanciano CH 42.230 14.390 20 Paliano FR 41.805 13.057 20 Pescasseroli AQ 41.808 13.789 20 Vieste FG 41.882 16.18 20 Albano Laziale RM 41.728 12.659 0 Allerona TR 42.812 11.974 0 Altino CH 42.102 14.331 0 Alviano TR 42.59 12.297 0 Alvignano CE 41.245 14.338 0 Apice BN 41.118 14.931 0 Aprilia LT 41.594 12.65 0 Aquino FR 41.493 13.701 0 Atina FR 41.619 13.800 0 Aversa CE 40.974 14.207 0 Bagnoli del Trigno IS 41.703 14.457 0 Segue Tabella a Studio macrosismico del terremoto ... Località PROV LAT LONG I Bagnoregio VT 42.626 12.095 0 Baschi TR 42.699 12.217 0 Belforte del Chienti MC 43.163 13.238 0 Caianello CE 41.294 14.086 0 Caiazzo CE 41.177 14.367 0 Campoli Appennino FR 41.737 13.679 0 Canino VT 42.465 11.750 0 Caprarola VT 42.327 12.238 0 Casacalenda CB 41.740 14.849 0 Castel Campagnano CE 41.182 14.452 0 Castel Gandolfo RM 41.747 12.651 0 Castel Viscardo TE 42.755 12.002 0 Castelraimondo TR 43.209 13.057 0 Castiglione In Teverina VT 42.646 12.204 0 Castorano AP 42.898 13.727 0 Ceccano FR 41.568 13.334 0 Cerreto Sannita BN 41.285 14.560 0 Civitella d'agliano VT 42.293 12.188 0 Collelongo AQ 41.885 13.584 0 Contigliano RI 42.411 12.769 0 Corbara TR 42.705 12.228 0 Cori LT 41.642 12.916 0 Dragoni CE 41.273 14.304 0 Fabro TR 42.863 12.013 0 Faeto FG 41.324 15.162 0 Fermo AP 43.161 13.716 0 Filignano IS 41.544 14.055 0 Fondi LT 41.358 13.427 0 Formia LT 41.261 13.617 0 Gaeta LT 41.218 13.568 0 Gradoli VT 42.643 11.855 0 Guglionesi CB 41.912 14.914 0 Itri LT 41.29 13.532 0 Jelsi CB 41.518 14.796 0 Latina LT 41.467 12.903 0 Macerata MC 43.3 13.453 0 Maddaloni CE 41.038 14.387 0 Manfredonia FG 41.623 15.908 0 Località PROV LAT LONG I Massafra TA 40.589 17.113 0 Montaquila IS 41.566 14.113 0 Monte S. Biagio AP 41.353 13.352 0 Montefalcone Appennino AP 42.987 13.46 0 Montegallo AP 42.846 13.327 0 Montegiorgio AQ 43.130 13.537 0 Morcone BN 41.34 14.664 0 Norma LT 41.584 12.972 0 Orsara di Puglia FG 41.281 15.266 0 Orvieto TR 42.719 12.113 0 Pescocostanzo AQ 41.889 14.065 0 Pietrabbondante IS 41.747 14.386 0 Pioraco MC 43.178 12.986 0 Pontecorvo FR 41.456 13.667 0 Priverno LT 41.473 13.181 0 Riofreddo RM 42.06 13.000 0 Roseto Valfortore FG 41.372 15.096 0 San Giorgio la Molara BN 41.27 14.919 0 San Nicola Manfredi BN 41.071 14.825 0 San Severo FG 41.685 15.381 0 San Venanzo TR 42.869 12.267 0 S. Maria Capua Vetere CE 41.078 14.256 0 Sefro MC 43.146 12.949 0 Sepino CB 41.407 14.619 0 Sermoneta LT 41.549 12.985 0 Serrapetrona MC 43.176 13.189 0 Solopaca BN 41.192 14.549 0 Sparanise CE 41.190 14.097 0 Teano CE 41.251 14.068 0 Terracina LT 41.288 13.233 0 Torre S. Severo TR 42.671 12.063 0 Troia FG 41.361 15.309 0 Tuscania VT 42.420 11.870 0 Vallecorsa FR 41.444 13.405 0 Vallerotonda FR 41.549 13.914 0 Venafro IS 41.485 14.044 0 Villamagna AQ 42.332 14.237 0 Volturino FG 41.478 15.125 0 112 Segue Tabella a A. Rossi, A. Tertulliani & M. Vecchi