Imp.Lugli& COMPOSIZIONE DEI SEDIMENTI SABBIOSI NELLE PERFORAZIONI LUNGO IL TRACCIATO FERROVIARIO AD ALTA VELOCITÀ: INDICAZIONI PRELIMINARI SULL’EVOLUZIONE SEDIMENTARIA DELLA MEDIA PIANURA MODENESE Stefano Lugli, Simona Marchetti Dori, Daniela Fontana & Filippo Panini Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Largo S. Eufemia 19, 41100 Modena. E-mail: lugli.stefano@unimore.it, marchettidori.simona@unimore.it, fontana.daniela@unimore.it, panini.filippo@unimore.it RIASSUNTO: Lugli S. et al., Composizione dei sedimenti sabbiosi nelle perforazioni lungo il tracciato ferroviario ad alta velocità: indica- zioni preliminari sull’evoluzione sedimentaria della media pianura Modenese. (IT ISSN 0394-3356, 2004). Le perforazioni effettuate lungo il tratto modenese del tracciato ferroviario ad Alta Velocità hanno fornito numerosi campioni di sabbie prelevate in profondità fino a 40-50 m dal piano campagna, per un intervallo temporale che presumibilmente copre il Pleistocene som- mitale e l’Olocene. L’esame composizionale di 28 campioni di sabbie prelevati da 6 perforazioni ha permesso di evidenziare come la sedimentazione fluviale nella media pianura modenese sia drasticamente mutata a partire da circa 10-12 ka. La composizione dei sedimenti sabbiosi più recenti sembra riconducibile a quella dei corsi d’acqua minori che attraversano oggi la pianura nel tratto com- preso tra i fiumi Secchia e Panaro. I sedimenti sabbiosi più antichi presentano invece composizioni diverse, particolarmente arricchite in feldspati. Tali differenze composizionali possono riferirsi a combinazioni di vari fattori quali: a) variazioni nella litologia del substrato per fenomeni tettonici e/o per variazioni nello sviluppo del reticolo idrografico, b) fenomeni di riciclo di sedimenti fluviali antichi, c) effetti di alterazione per variazioni climatiche. I dati composizionali acquisiti, uniti a dati di tipo stratigrafico, suggeriscono che tra i sedimenti tardo-pleistocenici e quelli olocenici sia presente una significativa discontinuità stratigrafica di importanza regionale. ABSTRACT: Lugli S. et al., Composition of sands in cores along the high-speed rail (TAV): preliminary indications on the sedimentary evolution of the Modena plain. (IT ISSN 0394-3356, 2004). The Modena alluvial plain has been geologically investigated in great detail and is characterized by a spectacular abundance of archaeological sites of various age. For this reasons the area may be considered a natural laboratory for the reconstruction of the recent sedimentary evolution of the Po Plain. The alluvial plain area examined for this study has an approximate extent of 150 km2 and is located at the northern side of the Northern Apennines thrust- and fold-belt, where streams draining the chain flow toward the north- east into the Po river. Detailed modal analyses by point-counting of thin sections show that modern stream sands in the Modena plain show similar overall compositional fields, but can be discriminated on the base of key-components, such as quartz, feldspar, carbonate and lithic fragments. The study of sand sediments indicates that the compositional fields have not varied significantly since the Neolithic. The only major diagenetic process is the formation of carbonate concretions (caliche), which can be easily recognized as secondary particles during point counting of thin sections. These results indicate that the reconstruction of the recent evolution of the local drainage system is possible by comparing ancient with modern fluvial sand compositions. The drilling of numerous wells along the new high speed train tract (TAV) provided us with new insight on the sedimentary evolution of the plain through time. The samples recovered from 6 wells reaching depths up to -50 m show that the sand sediments older than 10- 12 kyr, have a significant shift in composition from the modern ones. This compositional change consists in a marked overall increase of quartz and feldspar components. The compositional variations can be explained by the combination of various factors: a) significant change in the bedrock lithology through time induced by tectonics and/or change in the local drainage pattern, and b) recycling of older fluvial sediments enriched in feldspar. Because the sands older than 10-12 kyr compared to the overlaying olocenic and modern sediments are enriched in feldspar, which is considered a particularly alterable component, the compositional differentiation can be related to effects induced to glacial-interglacial climate changes but not to post-depositional diagenetic processes. The considerable change in sand composition and the stratigraphy of the deposits suggest dramatic geographical, environmental and depositional variations supporting the observation that a regional unconformity separates the Late Pleistocene from the Olocene sedi- ments. Parole chiave: Depositi fluviali, Quaternario, pianura Padana, composizione sabbie. Keywords: Fluvial sediments, Quaternary, Po plain, sand composition. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 17(2/1), 2004, 379-389 1. INTRODUZIONE La pianura modenese, per la particolare abbon- danza di siti archeologici e di sondaggi geognostici, rappresenta un laboratorio naturale per lo studio dell’e- voluzione sedimentaria della Pianura Padana. Alla ricca documentazione già disponibile, si aggiunge la notevole mole di dati di sottosuolo acquisita recentemente in occasione della realizzazione del tracciato ferroviario ad Alta Velocità. Il presente lavoro illustra i primi dati com- posizionali ottenuti analizzando campioni di sabbie pro- venienti da perforazioni effettuate lungo tale tracciato. Lo scopo è quello di fornire un contributo alla compren- sione della complessa evoluzione sedimentaria del set- tore modenese della Pianura Padana (Fig.1). Indagini di dettaglio da noi recentemente effettua- te (LUGLI et al., 2003), hanno permesso di individuare specifiche petrofacies caratterizzanti le sabbie attuali e recenti dei principali corsi d’acqua modenesi in funzio- ne di alcuni parametri composizionali (quarzo+feldspati, 380 S. Lugli et al. carbonati totali, frammenti litici). Tale studio ha inoltre dimostrato che la composizione delle sabbie si è man- tenuta pressoché costante a partire dal Neolitico. Questi risultati hanno fornito uno strumento importante per l’indagine dei sedimenti sabbiosi nel sottosuolo modenese, per l’identificazione degli apparati fluviali di pertinenza e della loro evoluzione. Le perforazioni lungo il tracciato TAV si sono rive- late una utile occasione per effettuare un confronto con i dati già in nostro possesso sulle composizioni delle sabbie dei corsi d’acqua modenesi, al fine di ottenere informazioni più complete sull’evoluzione della sedi- mentazione fluviale nel settore meridionale della pianu- ra Padana. 2. INQUADRAMENTO STRATIGRAFICO DELL’ALTA E MEDIA PIANURA Le alternanze di peliti e di depositi conglomerati- co-sabbiosi di ambiente alluvionale che caratterizzano la pianura emiliano-romagnola sono il risultato di cicli deposizionali che si sviluppano a partire dal Pleistocene medio (da circa 650 ka) su di una superficie di disconti- nuità stratigrafica che li separa dai più antichi depositi di ambiente litorale. Lo sviluppo di questa superficie è legata ad un sollevamento regionale che, nei settori prossimi al margine appenninico, ha il carattere di una superficie di erosione subaerea (R E G I O N E E M I L I A - ROMAGNA & ENI-AGIP, 1998). A scala regionale, all’inter- no dei depositi continentali quaternari sono stati ricono- sciuti due principali cicli, corrispondenti a due unità, o a unità a limiti inconformi (sintema emiliano-romagnolo inferiore e superiore (AMOROSI & FARINA, 1994; 1995; REGIONE EMILIA-ROMAGNA & ENI-AGIP, 1998; GASPERI & PIZZIOLO, in stampa) separate da una discontinuità stra- tigrafica collocabile tra 350 e 450 ka (REGIONE EMILIA- ROMAGNA & ENI-AGIP, 1998), connessa ad un ulteriore episodio di sollevamento della catena (Fig. 2). Questi due sintemi sono stati ulteriormente suddivisi in unità di rango inferiore la cui organizzazione verticale riflette lo sviluppo di un ciclo trasgressivo-regressivo. Il ricono- scimento di queste unità di rango inferiore è agevole nell’alta pianura, dove sui depositi grossolani sono pre- senti paleosuoli più o meno sviluppati. Nella media e bassa pianura invece, l’assenza di interruzioni prolun- gate nella sedimentazione, oltre al mancato o limitato sviluppo di pedogenesi ed un minor contrasto litologi- co, rendono difficile la loro definizione (GASPERI & PIZZIOLO, in stampa). A scala regionale, il più recente ciclo trasgressivo- regressivo completo (Subsintema di Villa Verucchio) è suddiviso in una porzione pelitica (unità di Niviano), deposta durante la penultima fase interglaciale alla quale segue, nelle aree a ridosso del margine appenni- nico, e fino all’altezza della Via Emilia (Fig. 3), una potente porzione grossolana (unità di Vignola), corri- spondente alla successiva fase glaciale e deposta durante un intervallo cronologico antecedente 15-18 ka. Esso è ritenuto genericamente più antico di 30 ka (GASPERI & PIZZIOLO, in stampa), anche se la possibile correlazione con un orizzonte grossolano presente nell’Appennino bolognese fa supporre una età della base non più antica di 20-23 ka (AMOROSI et al., 1996). Nella pianura emiliana, la sedimentazione tardo- Fig. 1 - Idrografia principale dell’alta e media pianura modene- se e traccia del percorso della linea TAV. E’ illustrata la distri- buzione dei corpi ghiaiosi che costituiscono le conoidi pede- montane tardo-pleistoceniche dei fiumi Secchia e Panaro e del T. Tiepido (modificata da PELLEGRINI & ZAVATTI, 1979). I = sezio- ne geologica di Fig. 4; II = sezione geologica di Fig. 5; III = sezione geologica di Fig. 6. Schematic hydrography of the Modena alluvial plain crossed by the new high speed train tract (TAV). The Late Pleistocene piedimont gravel fans of the Secchia, Panaro and Tiepido streams are illustrated (modified from PELLEGRINI & ZAVATTI 1979). I = geological section of Fig. 4; II = geological section of Fig. 5; III = geological section of Fig. 6. Fig. 2 - Schema stratigrafico dei depositi continentali quater- nari della pianura emiliano-romagnola (modificata da REGIONE- EMILIA-ROMAGNA & ENI-AGIP, 1998; GASPERI & PIZZIOLO, in stam- pa). Le sigle A0-4 si riferiscono alle unità idrostratigrafiche distinte in REGIONE-EMILIA-ROMAGNA & ENI-AGIP (1998). Stratigraphic sketch of the Quaternary continental deposits in the Emilia Romagna plain (modified from REGIONE-EMILIA- ROMAGNA & ENI-AGIP, 1998; GASPERI & PIZZIOLO, in press). The abbreviations A0-4 refer to the hydrostratigraphic units of REGIONE-EMILIA-ROMAGNA & ENI-AGIP (1998). pleistocenica ed olocenica è rappresentata da depositi di piana alluvionale (Subsintema di Ravenna), ad esclu- sione delle aree prossime al margine appenninico, dove sono presenti corpi ghiaioso-sabbiosi (depositi di canali intrecciati, Fig. 3). Nella media pianura modenese questa unità a limiti inconformi è caratterizzata da una parte inferiore, tra 15 ed 25 m di profondità dal piano campagna, ricca di materia organica (depositi di palude o di piana allu- vionale mal drenata) con una età radiometrica tra 15 e 10 ka (GASPERI & PIZZIOLO, in stampa). Un altro orizzonte ricco di materia organica, si rinviene al di sopra del pre- cedente, tra 7,5 e 11 m di profondità ed ha fornito età radiometriche intorno a 4 ka. Gli scavi e le perforazioni eseguite nell’area citta- dina hanno documentato la presenza entro il Subsintema di Ravenna di una unità stratigrafica supe- riore (unità di Modena) costituita dai sedimenti alluvio- nali pelitici deposti dopo l’età romana, ed in prevalenza durante la crisi climatica databile all’alto medioevo (Fig. 3). L’unità, potente 5-8 m si sovrappone ad una superfi- cie pedogenetica poco sviluppata e si ritiene sia stata prodotta dalle esondazioni di un corso d’acqua minore (T. Fossa-Cerca o Formigine) che scorreva nei pressi della città in epoca storica (GA S P E R I et al., 1989; CREMASCHI & GASPERI, 1989; FAZZINI & GASPERI, 1996; GASPERI & PIZZIOLO, in stampa). Nelle zone a nord di Modena, l’identificazione delle unità a limiti inconformi precedentemente citate risulta più difficile a causa della mancanza di orizzonti ghiaiosi correlabili a quelli della media ed alta pianura. I profili geologici trasversali lungo la media pianura modenese attualmente disponibili sono illustrati in Fig. 4 e 5. Dal loro esame è possibile determinare l’orizzon- te ghiaioso corrispondente all’unità di Vignola e sepa- rarlo dai depositi sovrastanti dove le ghiaie passano alle alternanze di sabbie e limi del Subsintema di Ravenna. Come si evince dalla estensione delle conoidi ghiaiose tardo-pleistoceniche (Fig. 1), le ghiaie presenti nel sot- tosuolo cittadino sono probabilmente attribuibili al F. Secchia. Solo un corso d’acqua con un considerevole bacino idrografico e con una efficienza di trasporto ele- vata può infatti aver trasportato depositi ghiaiosi fino a molti chilometri oltre lo sbocco vallivo. Più a nord gli episodi grossolani non sono presenti e l’intero record stratigrafico è dominato da depositi pelitici di piana alluvionale (Fig. 6). 2.1. Un nuovo profilo trasversale: il tracciato TAV L’esecuzione dei sondaggi penetrometrici ed i carotaggi per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Bologna, alcuni chilometri a nord di Modena, ha permesso di acquisire un nuovo profilo stratigrafico che si spinge fino a 40-50 m di profondità dal piano campagna, orientato trasversalmente alla direzione dei corsi d’acqua appenninici (Fig. 1 e 7) (VALLONI et al., 2003). Dal profilo si può osservare come la sezione strati- grafica sia grosso modo suddivisibile in due parti. Nei primi 25-30 m della sezione, i corpi sabbiosi sono rari e discontinui, suggerendo una correlazione con i depositi limosi e sabbiosi sovrastanti le ghiaie dell’unità di Vignola, (Pleistocene sommitale e dell’Olocene del Subsintema di Ravenna). A conferma di ciò, sono dispo- 381Composizione dei sedimenti sabbiosi ... nibili due datazioni radiometriche di un livello continuo di torbe rinvenuto nella parte basale di questa unità più superficiale. Le datazioni sono state eseguite su cam- pioni ubicati esternamente all’area studiata (BAIO, comu- nicazione personale) e hanno fornito un’età di 11,8 e 11,2 ka. Tali età radiometriche consentono anche di cor- relare questo orizzonte pelitico con l’unità sommitale distinta nella pianura ad est del F. Reno (unità B2: Fig. 3 - Colonna stratigrafica schematica del sottosuolo nel centro urbano di Modena secondo i dati di CREMASCHI & GASPERI (1989) e GASPERI & PIZZIOLO (in stampa). Legenda: 1) peliti prevalenti con orizzonti sabbiosi; 2) corpi ghiaioso-sab- biosi; 3) livelli con resti organici; 4) orizzonte pedogenizzato. Schematic stratigraphic column of the Modena urban area (data from CREMASCHI & GASPERI 1989 and GASPERI & PIZZIOLO, in press). Legend: 1) pelites with sand horizons; 2) grave-sand bodies; 3) organis-rich layers; 4) pedogenetic horizons. 382 Fig. 4 - Sezione geologica traversale alla pianura modenese passante a sud del centro urbano che evidenzia la distribuzione in profondità dei corpi ghiaiosi (da GASPERI et al., 1989). La linea tratteggiata in grassetto divide la parte superiore, con scarsi corpi ghiaiosi (Subsintema di Ravenna) da quella inferiore, caratterizzata da un notevole sviluppo di depositi grossolani. La linea tratteggiata inferiore rappresenta il limite dei dati. Geological section transversal to the Modena plain showing the distribution of the gravel bodies at depth, south of the urban area (from GASPERI et al., 1989). The hatched thick line separates the upper gravel-poor portion (Ravenna Subsyntem) from the lower gravel-rich part. The lower hatched line mark the data limit. Fig. 5 - Sezione geologica attraverso l’area urbana di Modena (a nord della Via Emilia) nella quale è evidenziata (linea tratteggiata) il limite tra la porzione superiore costituita da peliti e corpi sabbiosi discontinui (Subsintema di Ravenna) e la porzione sottostante ricca in corpi ghiaioso-sabbiosi (unità di Vignola). In corrispondenza del centro cittadino è evidenziata l’unità di Modena (puntinato) con depositi di epoca post-romana (modificata da FAZZINI & GASPERI, 1996). Geological section along the Modena urban area (north of Via Emilia) showing the limit (hatched line) between the upper gravel-poor portion (Ravenna Subsyntem) and the lower gravel-rich part (Vignola unit). Below the urban area is present the Modena unit (dotted), characterized by post-Roman age deposits (modified from FAZZINI & GASPERI, 1996). Fig. 6 - Sezione stratigrafica trasversale della pianura modenese all’altezza di Carpi e Ravarino. La sezione è ubicata circa 7 km a nord del tracciato della linea TAV. Sono messi in evidenza i rari e discontinui corpi sabbiosi intercalati a peliti (da: GRUPPO DI STUDIO SULLE FALDE ACQUIFERE DELLA PIANURA PADANA, 1979). Geological section transversal to the Modena plain near Carpi and Ravarino. The section is located about 7 km north of the TAV track. Notice the rare and discontinuous sand bodies intercalated into the pelites (from GRUPPO DI STUDIO SULLE FALDE ACQUIFERE DELLA PIANURA PADANA, 1979). S. Lugli et al. 383 AMOROSI et al., 1996). VALLONI et al. (2003) collegano i livelli torbosi con età di circa 12 ka, alla fase di disattivazione delle conoi- di fluviali legato alla trasgressione Flandriana. Ulteriori dati cronologici potranno provenire dalle indagini su alcuni campioni di materia organica da noi prelevati durante l’esecuzione dei sondaggi. Lungo il profilo corrispondente alla linea TAV, l’o- rizzonte sottostante 25-30 m di profondità è più ricco di corpi sabbiosi e può essere correlato con l’unità di Vignola (Fig. 7). Tra le due porzioni dovrebbe essere presente una superficie di discontinuità corrispondente ad una prolun- gata interruzione della sedimentazione posteriore alla fase di costruzione delle conoidi pedemontane; la sezio- ne studiata ne rappresenta l’area esterna, di transizione alla vera e propria pianura alluvionale. La deposizione delle conoidi si sviluppò, come accennato, durante o subito dopo l’ultima fase glaciale tardo-pleistocenica, od in corrispondenza di una fase particolarmente inten- sa di sollevamento della catena, come suggerito dalle ricerche in aree adiacenti (AMOROSI et al., 1996). La possibilità di prelevare campioni di sabbie durante l’esecuzione dei lavori di perforazione per la linea ferroviaria ha fornito un nuovo strumento indipen- dente di verifica del quadro stratigrafico e del modello interpretativo di riferimento. L’analisi composizionale può permettere infatti di verificare, anche lungo una tra- sversale più distale e meno definita dal punto di vista litologico se, come ipotizzato per il sottosuolo dell’area urbana, i depositi alluvionali appartenenti all’unità di Vignola e quelli sovrastanti di pertinenza del Subsintema di Ravenna, presentino un’alimentazione dovuta a differenti apparati fluviali. Gli orizzonti sabbiosi infatti, diversamente da quelli pelitici che derivano da esondazioni che interessano potenzialmente vasti tratti di pianura, sono legati a forme ed ambienti deposizio- nali strettamente connessi all’alveo fluviale (barre di canale, barre di meandro, depositi di argine, depositi di rotta) e dunque possono documentare le divagazioni spaziali e temporali di singoli corsi d’acqua. Questa possibilità di verifica presuppone che vi sia stata, alme- no durante il Pleistocene sommitale e l’Olocene, una sostanziale stabilità nel segnale composizionale relativo ai vari corsi d’acqua. 3. COMPOSIZIONE DEI SEDIMENTI SABBIOSI NELLE PERFORAZIONI TAV 3.1. Metodi Le perforazioni effettuate lungo il tratto modenese del tracciato ferroviario ad Alta Velocità hanno fornito numerosi campioni di sabbie prelevate in profondità fino a 40-50 m dal piano campagna. Le perforazioni realizzate per il tracciato TAV hanno attraversato preva- lentemente sedimenti pelitici con intercalazioni sabbio- se di modesta entità, per un intervallo temporale che presumibilmente copre il Pleistocene sommitale e l’Olocene. Per il presente studio sono stati presi in esame 28 campioni di sabbie prelevati da 6 perforazioni nella porzione del tracciato TAV che corre tra i fiumi Secchia e Panaro, a nord dell’abitato di Modena, per uno sviluppo complessivo di 5,5 km (Fig. 8, 9). Fig. 7 - Sezione stratigrafica lungo il tracciato della linea TAV (modificata da VALLONI et al., 2003). La linea tratteggiata indica il limite fra la porzione superiore (Subsintema di Ravenna) e la porzione sottostante (unità di Vignola), Sono indicate le perforazioni dalle quali sono stati prelevati i campioni di sabbie analizzati. Geological section along the TAV track (modified from VALLONI et al., 2003). The hatched line shows the limit between the upper Ravenna Subsyntem and the lower Vignola unit. The sampled wells are also shown. Fig. 8 - Ubicazione delle perforazioni studiate lungo il tracciato ferroviario ad Alta Velocità. Location of studied wells along the new high speed train tract (TAV). Composizione dei sedimenti sabbiosi ... 384 La frazione sabbiosa di tali campioni è stata sepa- rata nei diversi intervalli granulometrici mediante setac- ciatura. La frazione fine (0,250-0,125 mm) è stata impregnata attraverso resina epossidica per la realizza- zione di sezioni sottili, colorate per il riconoscimento dei feldspati (HOUGHTON, 1980). Sulle sezioni è stata condotta l’analisi modale al microscopio ottico mediante conteggio di circa 300 granuli, secondo la metologia GAZZI-ZUFFA (GAZZI, 1966; DICKINSON, 1970; ZUFFA, 1985), che permette di calcola- re, partendo dai dati ottenuti, i vari parametri dei princi- pali diagrammi classificativi proposti in letteratura. Lo schema classificativo utilizzato (CIBIN & DI GIULIO, 1996), mostrato in Tab.1, comprende anche componenti intra- bacinali e antropici, quali laterizi, bioclasti penecontem- poranei e concrezioni carbonatiche diagenetiche, esclusi in fase di elaborazione dei dati in quanto non diagnostici della provenienza dei sedimenti fluviali. L’errore che viene compiuto utilizzando il conteg- gio al tavolino integratore di 300 granuli corrisponde a 2 σ = 2% per un componente presente al 5% (5% ± 2) al 95% di confidenza. Un componente presente al 50% è invece caratterizzato da 2 σ = 5,7 % (50% ± 5,7) al 95% di confidenza (HOWARTH, 1998). Per semplicità di lettura tali errori non sono riportati nei diagrammi classi- ficativi presentati. 3.2. Risultati I risultati composizionali ottenuti dai conteggi al tavolino integratore sono stati confrontati con i dati ottenuti da LUGLI et al. (2003) sulle sabbie oloceniche e attuali dei corsi d’acqua che solcano il territorio mode- nese (Secchia, Panaro, Tiepido, Grizzaga e Cerca) e sono sintetizzati nella Tabella 1 e in Fig. 10 e 11. L’analisi dei sedimenti fluviali attuali ha evidenzia- to campi composizionali distinti per i diversi fiumi, sulla base del contenuto in quarzo, feldspati, litici carbonatici e ofiolitici. In particolare il sistema fluviale Secchia- Grizzaga-Cerca mostra al suo interno una certa affinità e registra la prevalenza della componente silicoclastica su quella carbonatica terrigena. I depositi dei fiumi Panaro e Tiepido registrano invece prevalenza dei litoti- pi carbonatici all’interno della frazione terrigena. La maggior parte dei campioni analizzati in questo lavoro provenienti dai sondaggi TAV mostra composi- zioni affini a quelle caratteristiche dei corsi d’acqua Cerca e Grizzaga, mentre soltanto tre campioni risulta- no simili a quelli del fiume Panaro e nessuno a quelli del fiume Secchia (Fig. 10 e 11). Più in dettaglio, i campioni analizzati possono essere suddivisi in due gruppi principali: quelli al di sopra e quelli al di sotto dei livelli di torba riferibili ad una età di circa 12 ka (sensu VALLONI et al., 2003) posta a circa 19-20 m dal piano campagna. Nei diagrammi ternari Q+F-Carb-Litici la maggior parte dei campioni presenti al di sopra dei livelli di torba mostra composi- zioni affini a quelle caratteristiche del Torrente Cerca (Fig. 10). La quasi totalità dei campioni con età maggiore di Fig. 9 - Stratigrafie delle perforazioni TAV esaminate (non in scala). Le frecce indicano i campioni di sabbie analizzati. Stratigraphic columns of the studied wells along the TAV track (not to scale). Arrows point to the analyzed sand samples. S. Lugli et al. 385 T a b . 1 , p a g . 1 - C o m p o si zi o n e m o d a le d e i c a m p io n i a n a liz za ti p re le va ti d a lle p e rf o ra zi o n i T A V . M o d al c o m p o si ti o n o f sa n d s fr o m t h e s tu d ie d w e lls a lo n g t h e T A V t ra c k. S 7 2 -1 4, 5 S 7 2 -1 9, 5 S 7 2 -2 1, 5 S 7 2- 22 P 1 43 - 23 P 1 43 - 24 P 1 83 - 14 ,5 P 1 81 - 32 ,5 P 1 81 - 39 P 1 90 - 30 ,5 P 1 90 - 31 P 1 90 - 32 P 2 16 - 38 P 2 16 -4 1 N C E Q Q m o n o c ri st a lli n o 1 3 ,6 1 8 ,1 1 3 ,0 1 1 ,2 1 1 ,6 1 6 ,3 1 5 ,4 1 7 ,1 1 3 ,1 1 7 ,8 1 8 ,5 1 5 ,6 1 3 ,3 1 8 ,4 Q p o lic ri st a lli n o a t e ss it u ra g ro s. 1 ,6 2 ,8 2 ,0 1 ,6 1 ,3 1 ,3 1 ,3 0 ,3 0 ,6 3 ,3 2 ,6 1 ,2 3 ,0 1 ,6 Q p o lic ri st a lli n o a t e ss it u ra f in e 0 ,9 1 ,3 1 ,0 1 ,0 0 ,3 1 ,0 0 ,9 1 ,5 0 ,9 0 ,8 2 ,3 0 ,6 1 ,7 0 ,3 S e lc e 0 ,6 - - 0 ,3 0 ,3 - 0 ,3 0 ,6 0 ,6 1 ,7 1 ,4 1 ,5 0 ,3 - Q in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a 0 ,6 1 ,3 - 1 ,0 1 ,6 1 ,3 0 ,3 1 ,2 0 ,6 1 ,4 1 ,4 0 ,6 0 ,7 0 ,3 Q in f .r . m e ta m o rf ic a - - - - - 0 ,7 0 ,3 - 0 ,3 0 ,6 0 ,6 0 ,9 0 ,3 - Q in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - - - - - - - - Q in f .r . c la st ic a 3 ,8 0 ,6 1 ,3 1 ,3 1 ,0 2 ,3 0 ,3 1 ,8 0 ,9 1 ,1 1 ,2 1 ,8 1 ,0 0 ,3 F K m o n o c ri st a lli n o 0 ,6 - 2 ,0 3 ,6 5 ,1 6 ,8 3 ,1 3 ,0 3 ,0 3 ,3 0 ,3 4 ,8 0 ,7 3 ,9 K in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a - - - 0 ,7 1 ,6 1 ,0 0 ,9 0 ,3 0 ,9 - - 0 ,3 0 ,3 - K in f .r . m e ta m o rf ic a - - - - - - - - - - - - - - K in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - - - - - - - - K in f .r . c la st ic a 0 ,3 - - - - 0 ,3 - - - - - - - - P m o n o c ri st a lli n o 1 5 ,2 1 7 ,2 1 4 ,3 9 ,9 1 3 ,5 1 1 ,1 9 ,1 1 2 ,5 1 3 ,7 1 8 ,9 2 0 ,2 1 2 ,9 1 5 ,0 1 0 ,7 P in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a 1 ,3 - 0 ,7 0 ,7 0 ,6 0 ,7 0 ,3 2 ,1 1 ,2 0 ,8 2 ,6 1 ,8 0 ,7 1 ,3 P in f .r . m e ta m o rf ic a - - - - - - - 0 ,3 0 ,3 - - - - - P in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - - - - - - - - P in f .r . c la st ic a 1 ,6 - 1 ,0 0 ,3 - 0 ,3 - - 0 ,3 0 ,6 0 ,9 0 ,3 0 ,7 - L L it ic o m e ta m o rf ic o 0 ,6 - - 0 ,3 - 0 ,7 - 0 ,9 - 0 ,6 0 ,6 0 ,3 - - L it ic o v u lc a n ic o - - - - - - - - - 0 ,0 - - - - L it ic o ip o a b is sa le 0 ,3 1 ,6 2 ,3 0 ,3 1 ,3 0 ,3 0 ,6 1 ,8 0 ,6 0 ,8 0 ,9 0 ,6 1 ,0 0 ,3 S p ili te 0 ,9 - 0 ,0 0 ,7 1 ,0 0 ,7 - 0 ,6 - 0 ,6 0 ,3 0 ,6 0 ,3 0 ,3 S e rp e n ti n it e 1 ,3 2 ,2 2 ,3 2 ,3 0 ,6 0 ,3 0 ,3 4 ,3 0 ,3 1 ,7 1 ,7 - 0 ,3 1 ,3 L it ic o c la st ic o S h a le 9 ,5 8 ,8 8 ,5 6 ,9 8 ,7 6 ,2 6 ,6 6 ,4 9 ,1 8 ,4 5 ,2 5 ,4 6 ,3 1 0 ,4 S ilt it i 7 ,3 8 ,1 1 4 ,3 1 2 ,5 1 2 ,5 1 0 ,4 9 ,7 1 0 ,7 1 0 ,1 6 ,4 1 0 ,4 1 0 ,2 1 0 ,0 9 ,4 M ic h e e c lo ri ti m o n o c ri st a lli n e 1 ,3 2 ,2 0 ,7 0 ,3 0 ,3 - 0 ,9 0 ,3 0 ,3 2 ,8 0 ,6 0 ,3 - - M ic h e e c lo ri ti in f .r . - - - - - - - - - 0 ,3 - - - - M in e ra le p e sa n te m o n o c ri st - - - 0 ,3 - 0 ,7 - - - - - - - - M in e ra le p e sa n te in f .r . - - - - - - - - - - - - - - O ss id i f e rr o - - 0 ,3 - 0 ,3 - - - - - - - - 0 ,3 C E C C a lc it e s p a ti c a 1 9 ,9 1 5 ,3 1 6 ,9 1 5 ,8 1 6 ,7 1 7 ,3 2 3 ,6 1 3 ,1 1 9 ,8 1 4 ,2 1 2 ,1 1 7 ,1 2 1 ,3 1 4 ,6 C a lc a re s p a ti c o 5 ,1 4 ,4 2 ,9 7 ,6 4 ,5 3 ,6 4 ,1 3 ,0 4 ,3 1 ,9 3 ,8 5 ,1 8 ,0 5 ,8 C a lc a re im p u ro 2 ,5 1 ,3 1 ,6 2 ,3 1 ,3 1 ,6 1 ,6 2 ,4 5 ,5 1 ,9 1 ,4 2 ,4 2 ,0 2 ,9 M u d st o n e -W a c ke st o n e 1 1 ,1 1 4 ,4 1 5 ,0 1 8 ,8 1 5 ,8 1 5 ,3 1 8 ,6 1 4 ,6 1 1 ,6 9 ,7 1 0 ,7 1 5 ,0 1 3 ,0 1 7 ,8 P a c ks to n e -G ra in st o n e - - - - - - - - - - - - - - B io c la st o ( te rr ig e n o ) - 0 ,3 - 0 ,3 - - 0 ,9 - 0 ,6 0 ,3 - 0 ,6 - - N C I A lt ri N C I (la te ri zi ) - - - - - - - - - - - - - - C I B io c la st o ( p e n e c o n te m p o ra n e o ) - - - - - - - - - - - - - - A lt ri C I (c a lc in e lli ) - - - - - - - - - - - - - - G ra n o in d e te rm in a to - 0 ,3 - - - - 0 ,6 0 ,9 1 ,2 - 0 ,3 - - - T o ta le 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 Composizione dei sedimenti sabbiosi ... 386 T a b . 1 , p a g . 2 - C o m p o si zi o n e m o d a le d e i c a m p io n i a n a liz za ti p re le va ti d a lle p e rf o ra zi o n i T A V . M o d al c o m p o si ti o n o f sa n d s fr o m t h e s tu d ie d w e lls a lo n g t h e T A V t ra c k. P 2 4 -3 2 P 2 4 -3 5 P 2 7 -1 4 P 2 7 -1 6 P 2 7 -1 8 P 2 7 -2 5 P 2 7 -2 6 P 2 7 -2 7 P 2 7 -2 9 P 2 7 -3 1 P 2 7 -3 3 P 2 7 -3 5 P 2 7 -3 7 P 2 7 -4 1 P 2 7 -4 9 N C E Q Q m o n o c ri st a lli n o 1 8 ,4 1 6 ,4 1 0 ,8 1 3 ,5 1 5 ,4 1 5 ,8 1 5 ,5 1 6 ,3 2 0 ,3 2 4 ,2 1 7 ,6 1 8 ,6 1 5 ,8 2 6 ,0 2 6 ,5 Q p o lic ri st a lli n o a t e ss it u ra g ro s. 1 ,4 3 ,2 1 ,5 2 ,4 1 ,3 5 ,0 1 ,8 3 ,3 4 ,3 2 ,7 5 ,8 2 ,5 2 ,3 2 ,4 2 ,2 Q p o lic ri st a lli n o a t e ss it u ra f in e 1 ,9 1 ,4 0 ,9 1 ,2 0 ,6 1 ,6 3 ,3 2 ,4 1 ,8 1 ,5 1 ,2 0 ,3 0 ,6 2 ,4 0 ,3 S e lc e 1 ,1 0 ,9 0 ,6 1 ,2 0 ,3 - 1 ,5 0 ,3 0 ,3 - 0 ,3 1 ,2 0 ,6 1 ,2 0 ,9 Q in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a 0 ,3 0 ,9 1 ,5 0 ,6 0 ,6 1 ,6 1 ,5 2 ,1 0 ,9 1 ,8 1 ,8 0 ,3 0 ,6 0 ,3 1 ,5 Q in f .r . m e ta m o rf ic a 1 ,1 0 ,6 0 ,3 - - 1 ,3 0 ,3 - 0 ,3 0 ,6 0 ,6 1 ,5 0 ,0 0 ,3 0 ,0 Q in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - 0 ,3 - - - 0 ,3 0 ,3 0 ,0 0 ,0 Q in f .r . c la st ic a 1 ,4 1 ,7 1 ,8 2 ,1 1 ,0 1 ,6 0 ,3 0 ,9 0 ,9 1 ,2 1 ,8 1 ,5 1 ,9 0 ,9 0 ,9 F K m o n o c ri st a lli n o 6 ,5 6 ,6 - 0 ,3 1 ,9 8 ,5 2 ,4 6 ,2 8 ,3 5 ,2 2 ,4 - 3 ,5 1 ,2 2 ,8 K in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a 1 ,1 1 ,2 - - - 0 ,6 0 ,9 0 ,3 0 ,3 0 ,6 0 ,3 - 0 ,6 - - K in f .r . m e ta m o rf ic a - - - - - - - - - - - - - - - K in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - - - 0 ,3 - - - - - K in f .r . c la st ic a 0 ,3 - - - - - - - 0 ,6 0 ,0 - - - - 0 ,6 P m o n o c ri st a lli n o 7 ,9 1 0 ,1 1 4 ,8 1 0 ,7 1 5 ,4 1 0 ,7 1 8 ,8 1 4 ,5 1 8 ,5 1 0 ,0 1 9 ,1 1 4 ,9 1 0 ,6 1 9 ,0 1 6 ,7 P in f .r . p lu to n ic o -g n e is si c a 1 ,1 1 ,2 - 1 ,5 1 ,6 1 ,6 2 ,4 2 ,4 1 ,8 2 ,1 1 ,2 1 ,9 2 ,3 2 ,4 1 ,2 P in f .r . m e ta m o rf ic a - - - - - - - - - - - - - - - P in f .r . vu lc a n ic a - - - - - - - - - - - - - - - P in f .r . c la st ic a - 0 ,6 0 ,9 0 ,9 0 ,6 0 ,3 0 ,9 0 ,6 1 ,2 - 0 ,6 0 ,9 0 ,6 0 ,6 0 ,9 L L it ic o m e ta m o rf ic o 0 ,8 0 ,3 - 0 ,3 0 ,3 0 ,9 - 0 ,6 0 ,6 0 ,9 0 ,3 0 ,3 0 ,6 0 ,6 0 ,3 L it ic o v u lc a n ic o - - - - - - - - - 0 ,3 - - - 0 ,6 - L it ic o ip o a b is sa le 1 ,6 0 ,3 0 ,3 0 ,6 0 ,3 0 ,9 0 ,6 0 ,9 1 ,5 0 ,6 0 ,9 0 ,3 0 ,6 1 ,8 0 ,3 S p ili te 0 ,5 0 ,6 - - 0 ,3 - 0 ,9 0 ,3 - 0 ,9 - 0 ,3 0 ,6 - 0 ,9 S e rp e n ti n it e 1 ,1 1 ,4 0 ,3 0 ,6 0 ,6 1 ,3 0 ,9 0 ,9 1 ,2 1 ,2 1 ,5 1 ,9 1 ,0 0 ,3 0 ,3 L it ic o c la st ic o S h a le 7 ,0 2 ,9 8 ,0 6 ,7 5 ,1 8 ,5 4 ,0 6 ,2 4 ,3 4 ,2 7 ,0 7 ,7 4 ,2 2 ,8 6 ,2 S ilt it i 1 0 ,8 1 1 ,0 1 1 ,1 9 ,8 1 1 ,9 6 ,6 1 0 ,0 8 ,6 6 ,8 8 ,8 6 ,4 7 ,1 8 ,4 7 ,3 7 ,1 M ic h e e c lo ri ti m o n o c ri st a lli n e - 0 ,3 1 ,2 0 ,6 0 ,6 1 ,3 - - 0 ,9 1 ,2 0 ,3 0 ,3 - 0 ,3 2 ,5 M ic h e e c lo ri ti in f .r . - 0 ,3 - - - - - - - 0 ,3 0 ,3 - - 0 ,3 - M in e ra le p e sa n te m o n o c ri st 0 ,5 - - - - - 0 ,3 0 ,3 - - - 0 ,3 - - 0 ,3 M in e ra le p e sa n te in f .r . - 0 ,3 - - - - - - 0 ,3 - - - - - - O ss id i f e rr o 0 ,8 - 0 ,3 - 0 ,3 0 ,6 - 0 ,6 0 ,3 0 ,3 0 ,3 - - 0 ,3 - C E C C a lc it e s p a ti c a 1 4 ,9 1 6 ,4 1 8 ,2 1 7 ,4 1 8 ,3 7 1 3 ,2 1 3 ,4 1 3 ,1 1 0 ,2 1 2 ,1 1 5 ,2 1 4 ,6 1 7 ,7 1 1 ,6 1 3 ,9 C a lc a re s p a ti c o 5 ,7 5 ,2 4 ,9 5 ,2 3 ,5 4 ,1 5 ,5 5 ,0 2 ,8 3 ,3 3 ,3 5 ,6 4 ,2 2 ,4 3 ,1 C a lc a re im p u ro 1 ,9 1 ,2 4 ,3 3 ,1 3 ,2 3 ,2 3 ,6 3 ,9 2 ,5 3 ,3 2 ,7 1 ,9 1 ,3 2 ,1 1 ,2 M u d st o n e -W a c ke st o n e 1 1 ,4 1 5 ,3 1 7 ,5 2 0 ,8 1 6 ,1 9 ,8 1 1 ,9 8 ,6 7 ,7 1 1 ,2 8 ,8 1 4 ,9 2 0 ,6 1 1 ,0 8 ,0 P a c ks to n e -G ra in st o n e - - - - - - - - - - - - - - - B io c la st o ( te rr ig e n o ) 0 ,5 - 0 ,6 0 ,3 - 0 ,6 - 0 ,6 0 ,9 0 ,6 - 0 ,3 0 ,6 0 ,6 0 ,9 N C I A lt ri N C I (la te ri zi ) - - - - - - - - - - - - - - - C I B io c la st o ( p e n e c o n te m p o ra n e o ) - - - - - - - - - - - - - - - A lt ri C I (c a lc in e lli ) - - - - - - - - - - - - - - - G ra n o in d e te rm in a to - 0 ,3 - - 0 ,3 0 ,3 - 0 ,9 0 ,3 0 ,3 - 0 ,6 0 ,3 0 ,9 0 ,3 T o ta le 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 S. Lugli et al. 12 ka (Fig. 11) non ricade all’interno dei campi compo- sizionali individuati per i corsi d’acqua attuali, ma si alli- nea in posizione intermedia rispetto ai campi composi- zionali del Grizzaga, del Secchia e dell’Unità di Vignola (Pleistocene Sup.). Come si può notare nella Tab. 1, tali campioni sono caratterizzati da un contenuto in granuli feldspatici (13,5-30,8 %) maggiore rispetto a quelli dei corsi d’acqua attuali (6,9-21,3 %). 387 Fig. 10 - Composizione dei campioni prelevati nelle perforazioni TAV con età minore di 10-12 ka. Nel diagramma sono indicati i campi composi- zionali delle sabbie attuali e recenti (Neolitico) dei corsi d’acqua modenesi. Composition of samples from TAV wells with an age younger than 10-12 kyr. The diagram shows also the compositional fields of modern and recent (Neolithic) sands of the Modena plain streams. Fig. 11 - Composizione dei campioni prelevati nelle perforazioni TAV con età maggiore di 10- 12 ka. Nel diagramma sono indicati i campi composizionali delle sab- bie attuali e recenti (Neolitico) dei corsi d’ac- qua modenesi e dell’u- nità di Vignola (Plei- stocene Sup., presso Formigine). Composition of samples from TAV wells with an age older than 10-12 kyr. The diagram shows also the compositional fields of modern and recent (Neolithic) sands of the Modena plain streams and of the Vignola unit (Late Pleistocene, close to Formigine). Composizione dei sedimenti sabbiosi ... 388 3.3. Discussione dei dati composizionali I dati composizionali suggeriscono che l’alluvio- namento recente della media pianura modenese, di età inferiore a circa 12 ka, sia stato prevalentemente effet- tuato dai corsi d’acqua minori, mentre i fiumi maggiori, Secchia e Panaro, probabilmente contribuivano alla sedimentazione attraverso deposizione di sedimenti fini. Il rinvenimento di sabbie non attribuibili ai due fiumi maggiori nel sottosuolo in prossimità del loro attuale letto sembra confermare l’ipotesi che i tracciati del Secchia e Panaro abbiano iniziato a convergere nella zona a nord della città soltanto in epoca piuttosto recente, come evidenziato dalla distribuzione delle trac- ce dei paleoalvei ancora visibili in superficie (GASPERI & PIZZIOLO, in stampa). Altro dato significativo riguarda il Torrente Tiepido le cui sabbie presentano una composizione del tutto caratteristica e che non sono state identificate nel sot- tosuolo della media pianura. L’ipotesi più probabile è che anche in passato, così come oggi, esso confluisse nel Panaro a monte dell’area esaminata. I campioni prelevati al di sotto dei livelli torbosi riferibili ad un’età di circa 12 ka evidenziano una situa- zione complessa. Le sabbie hanno una composizione particolare, spostata verso il vertice quarzo-feldspati, che non ha corrispondenza con le petrofacies indivi- duate per le sabbie oloceniche e attuali dei corsi d’ac- qua modenesi. In particolare, come evidenziato in pre- cedenza, le sabbie risultano arricchite in feldspati. La spiegazione di tale composizioni non è semplice. Queste sabbie appartengono probabilmente ad un ciclo sedimentario più antico rispetto a quello per il quale è stata dimostrata la validità del nostro schema interpre- tativo, basato sulla composizione dei sedimenti oloce- nici ed attuali (LUGLI et al., 2003). Le differenze composizionali riscontrate possono essere indotte da variazioni nella natura dei litotipi affio- ranti nel bacino di alimentazione, e potrebbero essere collegate all’erosione di successioni terrigene a compo- sizione francamente arcosica, come quelle presenti in successioni torbiditiche del Cretaceo superiore di unità Liguri interne, o ad unità epiliguri ricche in feldspati. L’erosione di porzioni di formazioni geologiche di com- posizione diversa rispetto a quelle attualmente affioranti potrebbe inoltre essere il risultato di variazioni nello svi- luppo ed estensione del reticolo idrografico. La variazione composizionale dei sedimenti tra- sportati dai corsi d’acqua potrebbe essere imputata a mutamenti climatici legati ai cicli glaciale-interglaciale in grado di indurre variazioni nell’entità e modalità dei fenomeni di alterazione ed erosione del substrato (effet- to climatico). Altro fattore che può aver contribuito alla differen- ziazione composizionale riscontrata nei sedimenti deposti intorno a 10-12 ka sono le alterazioni diageneti- che, che potrebbero aver in parte modificato i granuli di sabbia in condizioni di seppellimento. Tali effetti però non hanno modificato in misura importante i sedimenti fluviali olocenici (LUGLI et al., 2003). I fenomeni diagene- tici nelle sabbie oloceniche consistono infatti prevalen- temente nella formazione di concrezioni carbonatiche, e non possono quindi essere responsabili di arricchimenti in feldspati, minerali ritenuti particolarmente labili in tali condizioni diagenetiche. Non ultimo, il riciclo di successioni sedimentarie più antiche potrebbe aver contribuito alla produzione di sedimenti a composizione diversa rispetto a quelli oggi deposti. Tali fenomeni di riciclo dovevano comunque coinvolgere sedimenti caratterizzati da un contenuto in feldspati maggiore di quello attuale. Le differenze composizionali osservate tra la por- zione superiore e quella inferiore della successione stu- diata indicano cambiamenti drastici nel contesto geo- grafico, ambientale e deposizionale, avvalorando l’ipo- tesi di una significativa discontinuità stratigrafica tra le due porzioni. 4. CONCLUSIONI Le perforazioni TAV hanno permesso di evidenzia- re come la sedimentazione fluviale nella media pianura modenese sia drasticamente mutata a partire da circa 10-12 ka. La composizione dei sedimenti sabbiosi più recenti sembra ricalcare quella dei corsi d’acqua minori che attraversano oggi la pianura nel tratto compreso tra i fiumi Secchia e Panaro. I sedimenti sabbiosi più anti- chi di circa 10-12 ka presentano invece composizioni diverse, arricchite in feldspati. Queste differenze composizionali possono riferirsi a combinazioni di vari fattori quali: a) variazioni nella lito- logia del substrato per fenomeni tettonici e/o per varia- zioni nello sviluppo del reticolo idrografico, b) fenomeni di riciclo di sedimenti fluviali antichi. L’arricchimento in feldspati che caratterizza queste sabbie rende improba- bili effetti di alterazione per variazioni climatiche e/o modificazioni diagenetiche post-deposizionali. I dati composizionali acquisiti, la distribuzione dei sedimenti sabbiosi lungo la sezione studiata ed il con- fronto con le stratigrafie oloceniche e tardo-pleistoceni- che in settori più prossimali (area urbana di Modena e alta pianura) suggeriscono che tra i sedimenti tardo-plei- stocenici e quelli olocenici sia presente una significativa discontinuità stratigrafica di importanza regionale. I nuovi dati composizionali in corso di acquisizio- ne e le datazioni assolute attualmente in via di realizza- zione permetteranno di ottenere nuove informazioni utili per interpretare l’evoluzione spaziale e temporale dei corpi fluviali nel sottosuolo della pianura modenese. RINGRAZIAMENTI Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza la disponibilità delle ditte operanti nei cantieri della TAV. Un ringraziamento al consorzio Cepav Uno e in partico- lare a Maria De Vita per la gentilezza e la disponibilità dimostrata. Un ringraziamento a Mariangelo Baio e Renzo Valloni per le preziose informazioni e il diretto aiuto sul terreno. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI AMOROSI A. & FARINA M. (1994) - Sequenze deposizionali nei depositi alluvionali quaternari del primo sotto- suolo nell'area a est di Bologna, tra il T. Savena e S. Lugli et al. 389 il T. Idice - 1St. European Congress on Regional Geological Cartography and Information Systems. Bologna, June 13-16, 5, pp. 35-54. 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