Microsoft Word - 00_indice_06LM.docx Il Quaternario IT ISSN 039-3356 Italian Journal of Quaternary Sciences 24 (2), 2011 - 179-189 LA CATASTROFE IDROGEOLOGICA DEL 1581 NEI MONTI PICENTINI (SA) TRA EVIDENZE D’ARCHIVIO E INDAGINI GEOMORFOLOGICHE Giuseppe Esposito1 & Paolo Galli1,2 1 Dipartimento della Protezione Civile, Roma 2 CNR-IGAG, Montelibretti Corresponding author: Paolo Galli RIASSUNTO: Esposito G. & Galli P., La catastrofe idrogeologica del 1581 nei Monti Picentini (SA) tra evidenze d’archivio e indagini ge- omorfologiche. L’area occidentale dei Monti Picentini, a NE di Salerno, è storicamente interessata da fenomeni di colata rapida di fango o detrito (mud or debris flow). Nel presente studio sono state raccolte notizie storiche relative agli effetti provocati da un evento catastrofico quasi sco- nosciuto avvenuto nel 1581 negli attuali comuni di Castiglione del Genovesi, San Cipriano Picentino e Giffoni Sei Casali e ne sono state ricercate le cause geologico-morfologiche di innesco e sviluppo. Sono state condotte sia ricerche archivistiche su documenti dell’epoca che fotointerpretazione e rilevamento di campagna, identificando anche una serie di elementi naturali ed antropici che concorrono ad innalzare i valori di rischio attuali. I dati geologici sono stati informatizzati in ambiente GIS, evidenziando i fenomeni di dissesto (soil slip evolutisi in mud or debris flows) verosimilmente verificatisi nell’evento del 1581, ed il reticolo idrografico che potrebbe costituire la via preferenziale per il trasferimento di nuove colate da monte verso valle, attraverso aree abitate che risultano attualmente a rischio. È sta- ta cartografata, inoltre, la porzione del reticolo idrografico interessata da una colata avvenuta il 30 luglio 2010 durante le fasi di rileva- mento. I risultati dello studio indicano che ancora oggi sussistono tutti i fattori geologici e geomorfologici che già nel 1581 hanno predi- sposto l’area a fenomeni di particolare violenza ed estensione, con l’aggravante che nei centri abitati attuali vi sono condizioni urbanisti- che che possono amplificare notevolmente gli effetti di nuovi mud or debris flows. ABSTRACT: Esposito G. & Galli P., The 1581 hydrogeologic disaster in the Picentini Mounts (Campania, southern Italy) between arc- hive and geomorphological researches. The western slopes of the carbonate Picentini mountains have been historically affected by mud or debris flows involving the thick pyroc- lastic-derived soils mainly originated from the Vesuvius volcano tephra. In this paper we took both a historical and geomorphological approach to the revisiting of one of the most catastrophic hydrogeological events of the whole Campania region (Tyrrhenian southern Italy). We carried out researches in archives looking for original documents describing the effects of the poorly known 1581 alluvial flood, finding coeval reports which account for more than 700 victims and terrific damage to buildings and factories. We have also carried out aerophotos interpretation and field survey in the area affected by this historical storm and flood (i.e., in the municipalities of Castiglione del Genovesi, San Cipriano Picentino and Giffoni Sei Casali, NE of Salerno), finding conclusive evidence of ancient, recent and present flow-like mass movements, involving mainly distal volcanic deposits (reworked and pedogenized ashes and pumices) and slope debris. These features affect several inhabited settlements of the area, constituting a very high risk factor for the region. Parole chiave: Colata rapida di fango o detrito, rischio idrogeologico, Campania. Keywords: Mud flow, debris flow, hydrogeological risk, Campania. INTRODUZIONE Le colate rapide di fango o detrito (mud flows e debris flows, HUNGR et al., 2001) sono i fenomeni natu- rali più pericolosi in vaste aree della Campania, princi- palmente a causa della velocità dei flussi e della quasi totale assenza di segnali premonitori. Solo negli ultimi quattro secoli risultano essere avvenuti almeno 500 e- venti distruttivi, più della metà dei quali registrati negli ultimi 100 anni (BISSON et al., 2007). Le vittime causate da questi fenomeni sono migliaia (vedi in U.O. 2.38, 1998), in genere improvvidamente residenti in aree po- ste nelle zone di potenziale deflusso ed espansione dei depositi, quali conoidi o fasce pedemontane (p.e., le 160 persone a Sarno, Quindici, Siano e Bracigliano nel 1998). Le cause predisponenti di questa tipologia di dis- sesto sono insite nelle scadenti caratteristiche geomec- caniche delle potenti coltri incoerenti di ceneri e pomici vesuviane e flegree che mantellano i rilievi campani, nonché nella forte acclività di questi ultimi (CASCINI et al., 2005 e bibliografia ivi citata). A innescare i flussi so- no invece le precipitazioni piovose intense che determi- nano la saturazione delle coltri pedogenizzate; in par- ticolari situazioni morfologiche, queste possono scivola- re lungo il substrato roccioso determinando delle frane da soil slip che evolvono poi in colate (DE VITA & CELI- CO, 2006; GUADAGNO F.M., 2000; HUNGR et al., 2001). Un’ulteriore causa di innesco può essere costituita dal ruscellamento selvaggio delle acque meteoriche, capaci di prendere in carico detrito e sedimenti localizzati lungo le aste di drenaggio determinando lo sviluppo di debris flows che talvolta possono evolvere in flussi iperconcen- trati definiti debris floods (HUNGR et al., 2001), caratteriz- zati da una maggiore componente liquida. I flussi così generati possono incanalarsi negli impluvi lungo i versan- ti riversandosi nelle zone pedemontane con notevole e- Esposito G. & Galli P. 180 nergia, tracimando dagli alvei e investendo le aree limi- trofe, spesso abitate. Il presente studio interessa il settore sudocciden- tale dei Monti Picentini, nell’area di Castiglione del Ge- novesi, San Cipriano Picentino e Giffoni Sei Casali, a nordest di Salerno, dove nel 1581 si verificò una vera e propria catastrofe idrogeologica, con diverse centinaia di morti. Il lavoro è stato sviluppato seguendo un ap- proccio multidisciplinare che ha comportato sia ricerche di ambito archivistico su documenti storici dell’epoca sia geomorfologiche. Queste ultime sono state condotte tramite fotointerpretazione e rilevamenti di campagna, contribuendo ad individuare i fenomeni che probabil- mente hanno caratterizzato l’evento in questione, e a fornire una valutazione in termini qualitativi dell’attuale suscettibilità all’innesco di mud or debris flows nei tre comuni citati. A tali ricerche è stato associato un rileva- mento delle criticità territoriali che potrebbero amplifica- re gli effetti di eventi futuri. CENNI SULLA GEOLOGIA E MORFOLOGIA DELL’A- REA DI STUDIO I Comuni di Castiglione del Genovesi, San Cipria- no Picentino, e la frazione Prepezzano di Giffoni Sei Casali sorgono alle pendici del Monte Monna, un mas- siccio costituito da una serie calcareo-dolomitica meso- zoica, appartenente all’Unità stratigrafico-strutturale “Monti Picentini-Monte Taburno” dell’Appennino meri- dionale (BONARDI et al., 1988). Tale unità è sovrascorsa sui sedimenti calcareo-silico-marnosi mesozoici lagone- gresi che affiorano in finestra tettonica nell’area di Giffo- ni sei Casali (SCANDONE et al., 1967). In contatto tetto- nico si ritrovano i depositi mesozoico-terziari del com- plesso Sicilide, costituiti da argilliti, marne e torbiditi cal- caree, in affioramento presso Castiglione e San Cipria- no (BONARDI et al., 1988). Le litologie più recenti sono costituite da conglomerati e brecce pleistoceniche affio- ranti sui versanti del Monte Monna. Tutte queste suc- cessioni sono mantellate da coltri pedogenizzate di de- positi piroclastici (andosuoli; Soil Survey Staff, 1999) derivanti dalle eruzioni del Pleistocene superiore-Olo- cene dei complessi vulcanici campani del Somma-Ve- suvio e dei Campi Flegrei, le cui caratteristiche chimico- fisiche e mineralogiche sono ritenute tali da costituire causa predisponente per l’innesco di frane superficiali nelle porzioni medio-alte dei versanti (TERRIBILE et al., 2000 e 2007; VINGIANI & TERRIBILE, 2007). È opportuno notare che rispetto ai tephra già in po- sto all’atto dell’evento del 1581, a seguito dell’eruzione sub pliniana del 1631 (ma anche di altre), molto materia- le di ricaduta si è accumulato sui versanti dei Picentini, ispessendo ulteriormente i depositi storici (p.e., quelli del 79 d.C.) e preistorici deposti ad est degli apparati cam- pani (p.e., AP, Mercato, Pomici di Base; vedi in Santa- croce et al., 2008) di cui sopra. Nelle coltri localizzate alla base dei rilievi, potenti oltre 10 metri, sono stati rico- nosciuti diversi suoli sepolti intercalati con livelli di mud or debris flows. È inoltre importante notare che i rilievi calcareo-dolomitici danno luogo a versanti particolarmen- te acclivi rispetto a quelli costituiti dalle formazioni lago- negresi (Calcari con selce, scisti silicei, flysch). Di fatto, il versante occidentale del Monte Monna è caratterizzato da forti acclività e da scarpate sub-verticali legate a pro- cessi di erosione differenziale tra bancate calcaree più resistenti e strati sottili più erodibili. Tutti i versanti, poi, sono caratterizzati da impluvi che, in alcuni casi, sono sedi di torrenti permanenti e possono rappresentare del- le vie preferenziali per il deflusso delle colate. METODOLOGIA DI LAVORO Lo studio ha seguito un approccio multidisciplina- re, con ricerche sia di carattere storico-archivistico che geomorfologico. I dati di carattere storico si sono rive- lati decisivi per conoscere e caratterizzare, seppur qualitativamente, la tipologia dei fenomeni d’instabilità che si sono verificati ripetutamente in passato nell’area di studio (p.e., in PERONACE et al., 2009). Il primo pas- so è consistito nel ritrovamento nell’Archivio di Stato di Napoli di un documento inedito relativo a un importan- te evento alluvionale avvenuto nel 1581 nel salernita- no. In seguito, la ricerca storica è stata approfondita presso l’Archivio di Stato di Salerno, dove sono state reperite ulteriori fonti riguardanti l’evento. Di concerto è stata condotta una ricerca bibliografica sulle frane e le alluvioni avvenute nell’area d’indagine nel corso dei secoli. Fig. 1 - Schema filologico dell'evento catastrofico del 1581. Gli ovali indicano le notizie primarie; il colore grigio indica la notizia inedita. I rettangoli indicano le notizie secondarie. Lo sfondo è costituito da una delle pagine della lettera rinvenuta nell’Archi- vio di Stato di Napoli. Philological tree of the historical sources describing the 1581 catastrophic flood. The ovals envelop the primary sources (gray, unpublished news). The background is one of the original page of the letter of the Partium of the Regia Camera della Sommaria (Naples Archive) which accounts in detail the event. La catastrofe idrogeologica del 1581 nei Monti Picentini … 181 La seconda parte della ricerca, invece, è stata fi- nalizzata all’analisi delle caratteristiche geomorfologiche e geologiche dell’area e all’individuazione dei probabili dissesti connessi con l’evento in questione. A valle dello studio foto-interpretativo sul volo IGM realizzato in oc- casione del terremoto irpino del 1980, è seguito il rile- vamento di campagna su base cartografica CTR alla scala 1:5000. Ciò ha permesso di riconoscere gli ele- menti geologici e morfologici tipici dei mud or debris flows pregressi, rappresentarli tramite cartografia tema- tica digitalizzata in ambiente GIS e identificare le zone interessate dai fenomeni che hanno verosimilmente ca- ratterizzato l’evento del 1581 e quelle in cui vi è un’at- tuale suscettibilità all’innesco e al transito delle colate. È importante sottolineare che la valutazione della suscet- tibilità non è stata realizzata mediante una metodologia quantitativa, ma bensì sul solo accertamento delle cau- se predisponenti per l’innesco e lo sviluppo dei fenome- ni e sulla localizzazione di quelli pregressi. In base a questi elementi e alle informazioni storiche raccolte so- no state poi formulate le relative conclusioni. La parte finale dello studio è stata dedicata al- l’individuazione delle criticità territoriali che in caso di nuovo evento possono incrementare il rischio che gra- va sugli abitanti dei tre Comuni oggetto della ricerca, già quantificato dagli studi dell’Autorità di Bacino De- stra Sele (ADB) con i quali è stato fatto un opportuno confronto. Fig. 2 - Estrazione da progetto GIS di elementi relativi al dissesto idrogeologico dell’area investigata su modello digitale del terreno (DTM) a 10 metri. Si noti come molte aree di colata rapida di fango o detrito interessino i centri abitati della zona a conferma degli effetti devastanti che si verificarono nell’alluvione del 1581. I riquadri A-B-C delimitano le aree delle Figg.10-12, rispettivamente. Digital terrain model (10-m-grid) reporting the main landslides features of the investigated area. Note that many rapid mud or debris flows presently affect the inhabited zones, accounting for the devastating effects of the 1581 alluvial flood. Dashed frames A-B-C indicate the areas of Figs.10-12, respectively. 182 Fig.3 - Affioram Debris flow ou L’EVENTO D Questo specializzata GALE & MILO un’area disas e da Porfido d’acqua inter la, Bonea, P (Sistema Info CNR-GNDCI nell’anno 158 foni Vallepian fine di appro ne e gravità delle fonti de una ricerca s Napoli e Sale Napoli ed in sono state rin tera scritta p del Vasto alla ria del Regno evince che l’e domenica 1 più di 700 v baronia di S morti è piutto to al numero aveva al mom stima effettua censito nel 15 poi i danni e v le a fronte de abitanti. In pa ne di “una inf “valchere, ten con annesse cati lungo i c tavano la pa baronesche”. mente eleva rimasto alla “castagne” e lii convicini”. rarsi come f vento, unitam zionati da E l’Archivio di S del notaio Ge menti dei depositi tcrops observed w DEL 1581 o evento è parz a ed è nominato ONE, 1998), ch strata estesa to o et al. (2009 ressati dalle es Picentino, Fuorn ormativo sulle C ) l’evento è 80 per i Comun na, con un num fondire le cono degli effetti e escrittive dello s storico archivis erno, nelle Bibl numerose altre nvenute notizie pochi giorni do a Regia Camer o di Napoli (Fig evento è avven ottobre 1581 e ittime nelle “t[e San Cipriano”. osto elevato, spe di abitanti che G mento del disas ata in base al n 561). Nella lette viene richiesta l ella perdita tota articolare è ripo finità di case”, ch ntere, saponere” e tintorie), proba corsi d’acqua e rte più cospicu . Il grado di di ato che l’unico popolazione è negli aiuti prov Tale document fonte primaria mente ai protoco SPOSITO et al. Stato di Salerno eronimo Fiore, n di debris flows in within three differ ialmente noto a o da Amarotta he lo pone nel out cour a Giffo 9), che eviden ondazioni (i.e., ni, e loro afflue Catastrofi Idrog classificato c ni di Giffoni Sei mero di vittime im oscenze sulla re ricostruire l’alb stesso (Fig. 1) è stica negli arch ioteche Nazion e di ambito loca e inedite all’inter opo l’alluvione d ra della Somma g. 1). Dal testo s uto nella notte d ed ha provocat err]e di Gifuni e Tale numero d ecie se rapporta Giffoni Sei Casa stro (circa 5000 numero di fuoch era si descrivon ’esenzione fisca ale dei beni deg rtata la distruzio hiese, mulini e d ” (i.e., gualchier abilmente dislo che rappresen ua delle “intrate struzione è tal sostentamento è indicato nelle venienti dai “ba to è da conside e coeva all’e olli notarili men (2004) presso o. Uno di essi è nel quale si con ndividuati all'intern rent talwegs in the alla letteratura (1994; in MI- l 1580 e con oni Vallepiana, nziano i corsi Irno, Cavaio- enti). Nel SICI geologiche del come “frana” i Casali e Gif- mprecisato. Al eale estensio- bero filologico è stata avviata ivi di Stato di nali di Roma e ale. Nel primo rno di una let- dal Marchese a- si di to et di a- ali 0, hi no a- gli o- di re o- - e - o e a- e- - - o è - Fig. 4 - Conf del 30 luglio Comparison after (right pa Fig. 5 - Gli ef nalone "Isca L Isca Longa st no di tre distinti ca e studied area. ferma la tobre 158 vittime “i novesi, p oltre che Ogliara d di Baron che in tu temente seguente evincono che hann fiumi Irno spettivi L’accadim zione de menta, p tivi di leg distrutti, al mare. 700 del ronto dello stesso 2010. Si nota la n of the same stra anel) the July 30, ffetti provocati da Longa". tream; erosional/d analoni data l’ora d’iniz 81 alle 21.00 ci in partibus Cast presso Giffoni S e a Salerno stes di Salerno, e da nissi e nella città utta la zona si s posti nelle vicin e carestia di pa o anche le tipo no caratterizzato o e Picentino c bacini, e le co mento di queste ei danni che inc ponti crollati ed gna ed altro ma unitamente a c Il notaio Fiore Marchese del V o tratto del torren notevole quantità and of the Prepe 2010 flood. Note ll’azione erosiva depositional effec zio del nubifrag rca. Le notizie d tilionis Gifoni” (C Sei Casali) ed a ssa (p.e., 7 vittim anni presso la fr à di Salerno). I sono avuti dann nanze dei corsi ane. Dalla lettur ologie dei feno o l’evento, cioè con i loro afflue olate rapide d e ultime è desu clude case abb alberi abbattuti, ateriale derivant arcasse di anim riporta, infine, Vasto. È possib te Prepezzano, p di detrito deposit ezzano stream, be e the debris infillin della colata del 3 cts of the July 30, Esposito G. & Ga io, cioè il primo descrivono dann Castiglione del G nche in altre zo me nella frazione razione Acquam noltre, si ribadi ni ai mulini, evid d’acqua, con c ra del protocollo meni idrogeolo le esondazioni enti, le frane ne i fango o detr mibile dalla des battute dalle fon , e grossi quant te dai centri ab mali, trasportati 300 morti, cont bile, tuttavia, ch prima e dopo la co tato in alveo. efore (left panel) ng of the talweg. 30 luglio 2010, ne 2010 flood. alli P. o ot- ni e Ge- one, e di mela sce den- con- o si ogici dei ei ri- rito. scri- nda- tita- bitati fino tro i he il olata and el ca- La catastrofe idro primo si riferis re di Castiglio nata esplicita mento, ment di sua giurisd Sei Casali. N tizzare che l mente quasi A corre vi sono quell Costo (1613) bre del 1581 tano con num cati. In partico glione del Ge tempesta… l gandovi da q con quanto ri Comple dimostrano raggiunte dal ti che frane e suto antropic muni interess Al fine d eventi nell’are te anche fon MILONE, 1998 quali si è evin verificato il 2 sia come fra dendo quindi dell’epoca (Il riere della Se far intendere fango o detrit time a Giffoni del Genovesi anche dalle i abitanti del po riferito che tut luoghi limitro Monte Monna SW), cioè dov transitate opp testimoni han volto nelle fr Oltre agli eve sono stati ind termedio (Tab Dalle no l’elevata susc l’area di studi dicazione per Tab. 1 - Catast 1581 al 1966 ( Hydrogeologic from year 158 et al., 2009). ogeologica del 1581 sca a quanto ac one del Genove amente al prin re il secondo tr dizione, ovvero Nel qual caso, l’evento provoc 1000 vittime. do e sostegno le riportate dal , il quale narra vi fu un nubifra merosi danni e m olare, l’autore a enovesi, dicend lo rovinò e distr quattrocento pe portato dal nota essivamente, le le notevoli pro ll’evento e la gr e alluvioni hann co presente al sati dalla ricerca di individuare ult ea di studio, son nti specifiche re 8; PORFIDO et nto che l’ultimo g 5/10/1966, clas na che come p i la ricerca su Mattino, Il Mes era) sono emers l’accadimento d to che hanno pr Sei Casali ed u i. Tale fatto è s interviste realizz osto (estate 201 tte e tre le vittim ofi ai canaloni a, su entrambi ve probabilment pure si sono es nno riferito che i rane era sia fa enti catastrofici d dividuati anche b.1). otizie storiche s cettibilità a colate io. Tali notizie h r lo studio geomo trofi idrogeologich Migale e Milone, cal disasters occu 1 to 1966 (from M 1 nei Monti Picentini ccaduto nelle ter esi, da lui nom ncipio del docu ratti solo le terr quelle di Giffon è possibile ipo cò complessiva di queste notizi contemporane che nel settem agio nel napole molti alberi srad accenna a Cast do che tale “fier russe tutto, affo ersone”, in line aio Fiore. e notizie storich oporzioni area ravità degli effet no avuto sul tes ll’epoca nei co a. teriori e/o simila no state consulta ecenti (MIGALE & al., 2009), dall grave evento si ssificato nel SIC piena. Approfon alcuni quotidian ssaggero, Il Cor se notizie tali d di colate rapide d rovocato due vit una a Castiglion stato confermat zate ad hoc ag 10), i quali hann me si trovavano i che incidono i versanti (NE te le colate son spanse. Inoltre, il materiale coin ngo che detrito del 1581 e 1966 quelli occorsi n sopra descritte a e rapide di fango hanno costituito orfologico di seg he occorse nell’ar 1998; Porfido et a urred within the inv Migale and Milone … r- i- u- e ni o- a- e o m- e- i- i- ra o- a e ali t- s- o- ari a- & e è CI n- ni r- a di t- e o gli o n il e o i n- o. 6, nel periodo in- appare palese o o detrito nel- una valida in- guito illustrato. rea di studio dal al., 2009). vestigated area, e, 1998; Porfido Fig. 6 - Il po depositato da abitazioni alle The bridge ac 30, 2010 alluv Fig. 7 - (Sini sinistra è cos que provenie Lined canal a es (left pane opening of th LE CRIT I r dall’inter rilievi di rapprese pregress detrito, a Success reticolo i nuove co ma da p di evolv HUNGR e sporto in perché p riale soli categoria onte situato al ce alla colata del 30 e sponde del torre cross the Prepezza vial flood. Note the stra) Una delle c stituita interamen enti dal versante, across the Sieti B el). Lined canal un he bridge (right pa TICITÀ ATTUAL risultati dello s rpretazione aer terreno sono s entate le aree se (soil slip), ev alcune delle qu sivamente è st idrografico che olate, non nece articolari condiz vere in flussi i et al., 2001). Q n massa che s presentano una do, portate di p a dei fenomen entro di Prepezza 0 luglio 2010 sul f ente. zano stream in the e amount of mud-d canalizzazioni che te da abitazioni. sotto la strada ch Basso village; not nder the Sieti Alt anel). LI studio geomorf rofotogeologica sintetizzati in F interessate da volute in colate uali riferibili all tata evidenziata potrebbe esse essariamente al zioni idrologich perconcentrati uesti ultimi son si differenziano a minore conce picco minori, e n ni franosi; i loro ano di Giffoni Se fondo alveo. Si n village of Giffoni S debris infilling and e attraversa Sieti (Destra) Il passa he collega Sieti ba te the excessive t-Sieti Basso road 1 fologico deriva e dai succes Fig. 2, ove si so a frane superfic rapide di fang ’evento del 15 a la porzione ere attraversata imentate da fra e e con possib (debris floods no fenomeni di o dai debris flo ntrazione di ma non rientrano n o depositi, inol i Casali, con il d nota la vicinanza Sei Casali after the the big boulders. basso, la cui sp ggio riservato alle asso con Sieti alto proximity of the h d; note the insuffi 183 ante ssivi ono ciali o o 581. del a da ane, ilità s in tra- ows ate- ella ltre, etrito delle e July onda e ac- o. hous- ficient 184 risultano me (HUNGR et al Il dato studio – utile 1581 – è ch duate nei Co Cipriano Pice mentre per G Fig. 9 - In sequ sa la frazione V struzzo a mont C il successivo cedente con qu Different segm Picentino villag segments insid Fig. 8 - Due ca ne del Genove Two entombed Note the insuff eno spessi e l., 2001). geomorfologico anche per la c e gran parte d omuni di Castig entino attravers Giffoni Sei Cas uenza, da A a D, Vignale di San C te dell’abitato. In o tratto tombato. uello esterno all’a ments of the lined ge. A, concrete de the village. analoni tombati so esi. d canals under ficient opening of di granulome o più evidente comprensione d delle colate pre glione del Geno sano tout cour i sali gli insediam sono rappresenta ipriano Picentino B il tratto iniziale In D la tubatura abitato. d canal crossing canal uphill from otto la Strada pro the Calvanico ro the bridges. etria inferiore emerso dallo dell’evento del egresse indivi- ovesi e di San i centri abitati, menti ne sono ati i vari tratti del . In A vi è la cana e all’interno dell’a di by-pass che ra through the Vign m the settlement ovinciale Calvanic oad, near Castig tizie nel debris fl pure dal senti ne in conse presenza delle ast foto aere canale che attrav alizzazione in cal bitato (cerchiato) accorda il tratto p nale di San Cipria t. B-C-D, entomb co, presso Castig glione dei Genov solo parz parte del spondenz che la su zione per spondenz Esse degli impl la coltre flussi rapi gli stessi stigata in duati depo Essi sono calcareo-d limoso-sa volta, nell sono stat vrapposte stratificazi ricoperto precedent è stata ri attraversa contigue, espansi. T to dalle n riazione d contrato a demontan Per tali aree s rimento co la & Nigro (2004) ha comprese volumi tot singoli im picco di d (Del Prete dezza dim molto rapi demontan rale cana cità insuff limitrofe. N possono come già Campania probabilm l’evento d colate ind possibile d quanto ri- deposti op posto in a Con invece, so le quali è poss lows che si pos la mobilizzazio gli alvei (i.e., a eguenza di part a di detrito e s te torrentizie è ee e con il rilev ver- lce- . In pre- ano bed glio- vesi. ialmente intere le frane è loc za degli impluv uscettibilità di i r i soil slip è m za di tali elemen endo spesso le uvi caratterizza superficiale, c idi che si incan fino al fondova molti canaloni ositi tipici dei de o costituiti da d dolomitico, ing bbiosa con tess ’ambito delle co te rilevate varie e di detrito, a d ione storica di ogni volta i su ti. La gran parte nvenuta all’inte ano i centri ab dove i flussi Tale effetto può notevoli portate di pendenza che al sopraggiunge ne, rallentando b l’evento di Sarn sono state stima omprese tra 1.5 o, 2001), mentr anno stimato e tra 0.6 x103 e tali di materiale mpluvi, hanno r diverse centinai e et al., 2006). mostrano che si idi ed energetic ni, possono abb lizzazione sopr ficiente ed espa Nel caso in cui causare ingen à accaduto in a (Sarno 1998 mente nell’area del 1581. Tuttav dividuate nello s delimitare i corp -erosi nei talw ppure rielabora aree fortemente n l’analisi del re ono state tracci sibile il transito ssono sviluppa ne di detrito e accumulati da c ticolari condizio sedimenti mobi stata accertata vamento di cam Esposito G. & Ga essati. La magg calizzata in co i, a testimonian nnesco ed evo maggiore in co nti geomorfolog e testate o i fian ati dal distacco d con formazione nalano e seguo alle, nell’area in i sono stati ind ebris flows (Fig. etrito eteromet lobato in mat situra caotica. T oltri di ricoprime e generazioni imostrazione d colate che han uoli sviluppati s e degli affiorame erno dei tratti c bitati e nelle a pregressi si so ò essere giustif solide e dalla e i flussi hanno ere nelle aree bruscamente. no, ad esempio ate velocità di sc 5 e 20.8 m/s (Fa re Zanchetta et portate mass e 3.4 x 103 m3 s e mobilizzato, p raggiunto valor a di migliaia di Tali ordini di gr tratta di fenom ci che, nei tratti bandonare la na attutto se di ca andersi nelle a esse siano abit ti danni e vitt altre aree d 8, Ischia 2006 di studio dura via, per molte d studio non è st pi deposizional weg dove si era ati perché mess urbanizzate. eticolo idrograf iate le aste torr o di futuri mud are da soil slip sedimenti già p colate precede oni idrologiche. ilizzabili all’inte a con l’analisi de mpagna, mentr alli P. gior orri- nza olu- orri- ici. nchi del- e di ono nve- divi- . 3). rico rice Tal- ento so- ella nno ulle enti che aree ono ica- va- o in- pe- o, in cor- ael- t al. ime s1; i per i i di m3 ran- meni pe- atu- apa- aree tate ime ella ) e ante elle tato i, in ano si in ico, ren- d or op- pre- enti) La erno elle re il La catastrofe idrogeologica del 1581 nei Monti Picentini … 185 probabile innesco di soil slip è stato ipo- tizzato considerando la localizzazione dei fenomeni pregressi, e dove non ricono- sciuti, in base alle caratteristiche pedolo- giche e geomorfologiche rilevate. In tutta l’area di studio, inoltre, si è verificato che un carattere predisponente all’innesco dei fenomeni di soil slip con- cerne l’uso del suolo. Infatti, i versanti so- no caratterizzati prevalentemente da spe- cie vegetazionali le cui radici non esercita- no un’azione di ancoraggio della copertura pedologica al substrato (castagneti, noc- cioleti ed uliveti), costituendo un peso ulte- riore nel caso in cui i suoli raggiungano una condizione di saturazione (IOVINO, 2007). Ulteriori elementi destabilizzanti so- no risultate le numerose mulattiere che tagliano le coltri piroclastiche, i cui muri a secco di contenimento sono ormai spesso mal manotenuti o crollati. Attraverso il rilevamento di campa- gna sono state rilevate anche una serie di criticità territoriali riscontrate presso gli abitati e legate ad aspetti relativi alla piani- ficazione territoriale. Alcune di esse sono state evidenziate su tre stralci cartografici ricavati dalle carte inventario dei fenomeni franosi, realizzate dall’Autorità di Bacino Destra Sele nell’ambito del piano per l’assetto idrogeo- logico (PAI) disciplinato dalla legge n. 267/98. A valle dello studio, inoltre, sono state consultate le cartografie del rischio prodotte dall’ADB ed è stato verificato come si collocano le zone analizzate in tali elaborati. Si rimanda al sito web dell’Autorità di bacino De- stra Sele (www.autoritabacino destrasele.it) per la visua- lizzazione delle cartografie citate. Giffoni Sei Casali In questo Comune ricadono i sottobacini idrografici dei torrenti Prepezzano e Sieti. Il primo si presenta più ampio (ca. 20 km2) con una gerarchizzazione delle aste del quinto ordine, contro il terzo raggiunto da quello del Sieti. In diverse aste secondarie del bacino di Prepez- zano sono stati individuati depositi di colate recenti, così come nello stesso alveo principale del torrente. In parti- colare, esso è stato interessato da un debris flow nella notte tra il 30 e 31 luglio 2010, durante il periodo di rile- vamento (Fig. 4). Questo fatto ha permesso di osserva- re de visu gli effetti della colata, come la deposizione di fango e detrito su intere aree golenali in successivi tratti dell’alveo (Fig. 4). I depositi hanno provocato la devia- zione del corso d’acqua ed il danneggiamento della strada di fondovalle che lo costeggia fino al centro abita- to della frazione Prepezzano, causando la rottura dei muri di calcestruzzo adibiti alla difesa di sponda. Lo scheletro del detrito depositato è compreso tra le ghiaie ed i blocchi (sino a 10 m3), sostenuti in matrice sabbiosa calcarea. Il deposito, inoltre, ingloba rami ed alberi sra- dicati dalla colata alimentata dal trasporto attivatosi in diversi impluvi che drenano il versante NE del Monte Monna, ed in particolare da quello denominato “Isca Longa” (Fig. 2). Il rilevamento di tale impluvio ha per- messo di appurare che l’evento è stato caratterizzato da processi di erosione di sponda e di fondo che hanno interessato il substrato calcareo-dolomitico (Fig. 5). In particolare, l’erosione di sponda ha provocato numerose frane da crollo (CRUDEN & VARNES, 1996), i cui depositi stessi hanno costituito la componente più grossolana della colata, compresi i massi di svariate tonnellate. Una notevole quantità del detrito prodotto è rimasta incassa- ta nell’alveo stesso del canalone, senza essere trasferi- ta al torrente Prepezzano. Tale situazione comporta che in occasione di un futuro evento pluviometrico sostenu- to, tutto questo detrito può essere rimobilizzato in ulte- riori colate. Per comprendere le dinamiche dell’evento, presso l’abitato di Prepezzano sono stati intervistati nu- merosi testimoni oculari della notte del 30 luglio 2010 che hanno confermato la notevole energia del flusso detritico, la cui altezza è giunta ad 1 metro dalla superfi- cie dei ponti che collegano le due sponde del torrente (Fig. 6). Anche per quanto riguarda il bacino del Sieti, in molte aste è stato individuato detrito eterometrico insta- bile così come i depositi di colate pregresse. In tale ba- cino i versanti sono ricoperti da coltri piroclastiche spes- se e numerose sono le frane pregresse che caratteriz- zano la testata del bacino (Fig. 11). In particolare, sono state notate sia da fotografie aeree che dal rilevamento di campagna diverse nicchie di distacco presso la testa- ta dei valloni che caratterizzano Sieti Alto. In località “Madonna del Carmine”, invece, sono state individuate numerose colate i cui depositi risultano coalescenti, for- mando un unico corpo de posizionale (Fig. 2). Le criticità territoriali più importanti sono state rileva- te nelle frazioni di Prepezzano, Sieti alto e Sieti basso. La prima è attraversata dal torrente omonimo, le cui sponde ed il fondo alveo sono cementati, mentre numerosi sono gli attraversamenti stradali che collegano le zone abitate tra le due sponde (Fig. 10). Dal centro abitato, inoltre, ini- Fig. 10 - Stralcio modificato della carta inventario dei fenomeni franosi realizzata dall’Autorità di Bacino Destra Sele, relativa alla frazione Prepezzano del Comune di Giffoni Sei Casali. Nello zoom sono stati evidenziati gli attraversamenti stradali nell’area abitata, sotto cui sono stati individuati i depositi dei recenti debris flows. Le aree in grigio sono colate cartografate dall’Autorità di Bacino Destra Sele. Quelle delimitate dalle linee a tratteggio sono colate pregresse individuate nel presente stu- dio. La linea scura è il torrente Prepezzano. Modified map from the landslide inventory map of the Autorità di bacino Destra Sele (area of Propezzano, Giffoni Sei Casali municipality). Note the road-crossing within the inhabited area, under which recent debris flows have been individuated. Gray, flows reported by Autorità di Bacino Destra Sele. Dashed lines envelop previous mud/debris flows identified in this study. Bold line indicated the Prepezzano torrent. Esposito G. & Galli P. 186 zia la strada che costeggia il torrente fino all’interno del relativo bacino, già danneggiata dalla colata del 30 lu- glio 2010. La criticità principale è rappresentata dalla vicinanza delle abitazioni alle sponde del torrente (Figg. 6, 10) e dalla presenza dei ponti, la cui luce può essere ostruita da eventuali massi ed alberi che possono esse- re trasportati dalle colate. Sieti basso condivide le stes- se problematiche, oltre al fatto che alcuni canaloni di ridotte dimensioni attraversano direttamente l’abitato (Fig. 7). Per quanto riguarda Sieti alto, l’abitato risulta più rilevato rispetto al torrente e quindi in una condizio- ne di relativa sicurezza, mentre la strada che collega tale frazione con Sieti basso attraversa uno dei canali che drenano i versanti per mezzo di un ponte; esso po- trebbe costituire un pericoloso sbarramento al deflusso a causa della sua luce (Fig. 7) evidentemente insuffi- ciente per il drenaggio di flussi viscosi ca- ratterizzati da elevate portate solide. Per quanto riguarda il confronto con la cartografia ADB realizzata nell’ambito del piano per l’assetto idrogeologico, tutto l’abi- tato di Prepezzano rientra nelle aree a ri- schio frana (R1, R2, R3). Per il rischio i- draulico sono state definite a rischio (R1, R2, R3, R4) alcune fasce ristrette immedia- tamente a ridosso del torrente Prepezzano che includono la strada di fondovalle, alcuni attraversamenti e qualche edificio ad uso pubblico o privato, mentre gran parte del- l’abitato è escluso da tale rischio. Riguardo al rischio colate, invece, nessuna porzione di Prepezzano risulta classificata. Gli abitati di Sieti alto e Sieti basso non risultano interessati dal rischio colate e nemmeno da quello idraulico, mentre lo sono per quel che riguarda il rischio frana (R1, R2, R3). Castiglione del Genovesi e San Cipria- no Picentino In questi due Comuni non sono pre- senti sottobacini, ma soltanto singoli impluvi che caratterizzano il versante occidentale del Monte Monna. In essi, nei tratti terminali prossimi alla rottura di pendenza a ridosso delle aree abitate, sono stati individuati gli affioramenti dei depositi di debris flows pre- gressi (Fig. 3), oltre a detrito eterometrico sul fondo alveo. Inoltre, nella zona pede- montana sono stati individuati anche depo- siti molto recenti franati lungo le strade du- rante gli ultimi eventi. Molti blocchi sul fondo dei canaloni sono stati individuati anche più a valle del piede del versante, nei tratti più pianeggianti, a dimostrazione delle notevoli energie di trasporto che caratterizzano i flussi in arrivo dal Monte Monna. A Castiglione del Genovesi sono stati individuati due canaloni che all’intersezione con la strada provinciale Calvanico subi- scono restringimenti ad imbuto delle spon- de (Fig. 8). Ma, di fatto, l’intero centro abi- tato costituisce uno sbarramento alle pos- sibili colate a monte; l’impluvio principale che drena il Monte Monna attraversa l’abitato orientale in prossimità del palazzo Comunale e dopo aver superato la suddetta provinciale passa sotto al paese (Fig. 12) tramite una condotta di esclusiva funzio- nalità idraulica, ma non certamente adatta al drenaggio di colate detritiche o fangose. A questo si aggiunga la presenza di numerosi edifici sulle sponde dei canaloni, realizzati senza nessun margine di sicurezza dagli stessi. Dalla consultazione della cartografia relativa al ri- schio colate contenute nel PAI, l’abitato di Castiglione del Genovesi non è caratterizzato da tale rischio, men- tre lo è interamente per quel che riguarda il rischio frane (R1, R2, R3). Nel Comune di San Cipriano Picentino, la frazione più esposta all’invasione di mud or debris flows è quella di Vignale, posta in corrispondenza della rottura di pen- denza del versante occidentale del Monte Monna. Qui Fig. 11 - Stralcio modificato della carta inventario dei fenomeni franosi realizzata dall’Autorità di Bacino Destra Sele, relativa alle frazioni Sieti basso e Sieti alto del Comune di Giffoni Sei Casali. Nello zoom sono stati evidenziati i tratti tombati del torrente Sieti. Le aree in grigio sono colate cartografate dall’Autorità di Bacino Destra Sele. Quelle delimitate dalle linee a tratteggio sono colate pregresse individuate nel presente studio. La linea scura è il torrente Sieti. Modified map from the landslide inventory map of the Autorità di bacino Destra Sele (area of Sieti basso and sieti alto, Giffoni Sei Casali municipality). Note the entombed segments of the Sieti torrent. Gray, flows reported by Autorità di Bacino Destra Sele. Dashed lines envelop previous mud/debris flows identified in this study. Bold line indicated the Sieti torrent. La catastrofe idrogeologica del 1581 nei Monti Picentini … 187 sono stati analizzati i tratti finali dei canalo- ni che drenano il rilievo, riscontrando la presenza di depositi tipici da colata, anche recenti, e di detrito grossolano in alveo. La criticità più importante è la canalizzazione in calcestruzzo che è stata realizzata per incanalare le acque provenienti dal Monte Monna (Figg. 9, 12). Essa subisce un re- stringimento proprio a ridosso della zona abitata mentre, all’interno di essa, risulta tombata. Da un sopralluogo fatto all’interno del tratto tombato, sono state rilevate ad oltre 2 metri di altezza le tracce del fango che ha attraversato il canale in tempi re- centi. Tale tratto sfocia in una tubatura me- tallica che convoglia i flussi in una canaliz- zazione di calcestruzzo, sulla cui sponda sinistra sono presenti dei condomini di re- cente costruzione. Essa prosegue in locali- tà “Inserteta” dove risulta tombata in corri- spondenza degli attraversamenti stradali. Dalla consultazione del PAI non ci sono porzioni dell’abitato definite a rischio cola- te, mentre tutta la frazione Vignale è a ri- schio frane (R1, R2, R3). Come si evince dalle analisi delle car- tografie del PAI, in nessuno dei tre Comuni ci sono aree definite a rischio colate mentre in tutti e tre sono state definite quelle a rischio frane. Per determinare tale rischio, l’ADB ha considerato la classifi- cazione delle frane di Cruden & Varnes (1996), che inclu- de anche quelle da colata rapida di fango o detrito. Ciò implica che è stato definito il rischio di colate che si posso- no evolvere da movimenti franosi e non di quelle innescate da particolari condizioni idrologiche, come la colata del 30 luglio 2010 a Giffoni Sei Casali, che possono rivelarsi al- trettanto distruttive. CONCLUSIONI L’approccio storico-geologico con cui è stato condot- to lo studio ha evidenziato che l’area investigata è stata ed è attualmente esposta all’attraversamento ed espansione di mud or debris flows. I risultati ottenuti dalle ricerche sto- rico-archivistiche hanno consentito di circostanziare gli effetti devastanti dell’evento del 1581 sugli abitati di Casti- glione del Genovesi, San Cipriano Picentino e Giffoni Sei Casali, con la morte di 700-1000 persone e la distruzione di gran parte dei manufatti e degli opifici. A caratterizzare l’instabilità dei versanti dell’epoca, ma a maggior ragione di quelli odierni, sono le coltri di ricoprimento costituite da ceneri e pomici variamente pe- dogenizzate e rimaneggiate. Le loro caratteristiche tessi- turali e mineralogiche permettono l’assorbimento di note- voli quantitativi di acqua, anche in tempi rapidi, con la conseguente diminuzione della resistenza al taglio dei materiali. Ciò spiega l’accadimento delle frane in conco- mitanza di precipitazioni piovose intense, di breve o lun- ga durata, che nell’area di studio sono favorite dalla con- formazione orografica del territorio. Anche le caratteristi- che geomorfologiche dell’area ne condizionano il mec- canismo di innesco, in particolar modo a causa delle pendenze elevate dei versanti calcareo-dolomitici del Monte Monna (35°-45°) e le diverse discontinuità che ne interrompono la regolarità. È stato accertato, inoltre, che in occasione di parti- colari condizioni idrologiche l’area di studio potrebbe es- sere interessata da debris flows non innescati da movi- menti franosi ma dal ruscellamento di grandi quantità di acqua che possono prendere in carico sedimenti fini e detrito localizzati lungo le aste di drenaggio, con la pos- sibilità di evolvere in debris floods nel caso in cui aumen- tassero le portate liquide. La frazione Prepezzano di Gif- foni Sei Casali è stata interessata da un tale fenomeno nella notte tra il 30 ed il 31 luglio 2010, rilevato attraverso il presente studio. A favorire l’invasione delle colate in aree urbaniz- zate vi è lo sviluppato reticolo idrografico che può funge- re da via preferenziale per il transito dei flussi, capaci di esondare qualora le aste fossero ostruite oppure così strette da non permettere il deflusso regolare. Dalla consultazione delle cartografie di dettaglio prodotte dall’Autorità di Bacino Destra Sele nell’ambito del PAI è emerso che gli abitati oggetto di studio non risultano caratterizzati dal rischio di colate mentre tutti sono in gran parte caratterizzati dal rischio frane; que- st’ultimo include anche le frane da colata rapida di fango o detrito. Da tale osservazione si può dedurre che è sta- to considerato soltanto il probabile accadimento di cola- te che si possono innescare da movimenti franosi e non quello di fenomeni di trasporto in massa che possono evolvere da particolari condizioni idrologiche. Durante lo studio, inoltre, sono state individuate nu- merose criticità territoriali che possono amplificare il ri- schio colate. Infatti, diverse sono le abitazioni, anche di recente costruzione, realizzate a ridosso dei canaloni che drenano i versanti e nei quali è molto alta la proba- bilità che colate provenienti da monte si incanalino con il rischio di disalveare, come testimoniato dai depositi anti- chi rinvenuti in tali aree, soprattutto nel caso in cui la massa di fango e detrito fosse di ingenti proporzioni. Il Fig. 12 - Stralcio modificato della carta inventario dei fenomeni franosi realizzata dall’Autorità di Bacino Destra Sele, relativa ai Comuni di Castiglione del Genovesi (sinistra) e San Cipriano Picentino, frazione Vignale (destra). Negli zoom sono evi- denziati i tratti tombati dei canaloni che attraversano i centri abitati. Le aree in grigio sono colate cartografate dall’Autorità di Bacino Destra Sele. Quelle delimitate dalle linee a tratteggio sono colate pregresse individuate nel presente studio. Modified map from the landslide inventory map of the Autorità di bacino Destra Sele (left, area of Castiglione del Genovesi; right Vignale of San Cipriano Picentino). Note the entombed segments of the torrents which cross the settlements. Gray, flows re- ported by Autorità di Bacino Destra Sele. Dashed lines envelop previous mud/debris flows identified in this study. Esposito G. & Galli P. 188 disalveamento potrebbe essere causato dal restringi- mento delle canalizzazioni artificiali realizzate a monte ed all’interno degli abitati, così come i tratti tombati su cui sono state costruite strade, condomini e piazze. Deter- minanti possono risultare anche i ponti aventi delle luci che il più delle volte potrebbero non essere idonee al passaggio di colate detritiche o fangose. Nel complesso sono state individuate diverse si- tuazioni di criticità simili a quelle di altri comuni della provincia già interessati da fenomeni idrogeologici cata- strofici, come Sarno, Siano, e Bracigliano. In tutta l’area sarebbero perciò necessari degli interventi di “messa in sicurezza”, sia in termini di difesa attiva che passiva. Dalla consultazione del programma degli interventi rea- lizzato dall’ADB si è appreso che nell’area di studio so- no previsti interventi strutturali e non strutturali volti alla mitigazione del rischio di frana e di quello idraulico. Alla luce del presente studio, però, sarebbe oppor- tuno valutare l’ipotesi di classificare come R4 le zone abi- tate caratterizzate dalle criticità rilevate, soprattutto quelle in cui sono presenti tratti tombati, dove la probabilità di transito e invasione delle colate è maggiore. Inoltre, po- trebbe essere rivista la pericolosità relativa alle colate che possono innescarsi da processi idrologici all’interno degli impluvi. Studi specifici sarebbero necessari per la realizza- zione e la messa a punto di una valida pianificazione di emergenza per la gestione degli eventi estremi che pos- sono interessare l’area (Esposito, 2009). In questo senso potrebbe essere realizzato un sistema di early warning per l’attivazione delle fasi di emergenza della pianifica- zione di Protezione Civile, attivando un monitoraggio con strumentazioni idonee a rilevare i parametri idrologici e geotecnici precursori dei mud or debris flows. RINGRAZIAMENTI Siamo grati al Sig. Catello Lubrino dell’Archivio di Stato di Napoli per averci aiutato nella lettura dei docu- menti originali. Grazie anche a Sabina Porfido del CNR- IAMC di Napoli per la documentazione fornitaci. Le criti- che e i commenti di due esperti referee hanno consentito di rinforzare l’impalcatura del lavoro e indirizzare in modo più convincente le conclusioni. BIBLIOGRAFIA AMAROTTA A.R. (1994) - L’alluvione nel Salernitano. Un’esperienza disattesa. Fuorni (Sa), Arti Grafiche Boccia Fuorni, Salerno. ASNA (1581) - Partium della Sommaria. 37 (v.n.), ff. 274-275. ASSA (1581) - Protocolli notarili di Salerno, notaio Ge- ronimo Fiore, 1581-1584. b. 4893. AUTORITÀ DI BACINO DESTRA SELE (2011) - Piano per l’as- setto idrogeologico, aggiornamento marzo 2011. www. autoritabacinodestrasele.it BISSON M., PARESCHI M.T., ZANCHETTA G., SULPIZIO R. & SANTACROCE R. 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