Imp. Giannandrea AANNAALLIISSII SSEEDDIIMMEENNTTOOLLOOGGIICCAA DDEELL SSIINNTTEEMMAA DDII MMOONNTTEE.. SSIIRRIICCOO ((PPAARRTTEE AALLTTAA DDEELLLLAA SSUUCCCCEESSSSIIOONNEE DDEELL BBAACCIINNOO DDEELLLL’’OOFFAANNTTOO)),, AAPPPPEENNNNIINNOO MMEERRIIDDIIOONNAALLEE,, BBAASSIILLIICCAATTAA PPaaoolloo GGiiaannnnaannddrreeaa Dipartimento di Geologia e Geofisica, Università di Bari. RIASSUNTO Durante il Plio-Pleistocene l’evoluzione tettonica della catena sudappenninica ha determinato le condizioni per la formazione di bacini satellite documentate da spesse successioni terrigene, in alcuni casi ben esposte. Le unità attribuite al Bacino dell’Ofanto sono state, in recenti lavori, distinte in unità a limiti inconformi (UBSU), che rivelano il forte controllo tettonico sulla sedimentazione. Dal più antico al più recente sono stati definiti i supersintemi di Aquilonia, Ariano Irpino – Calitri e della Fiumara di Atella, a loro volta suddivisi in sintemi e subsintemi. Queste unità sono ben affioranti in sovrapposizione da ovest verso est. La successione del Supersintema della Fiumara di Atella affiora lungo il settore nod-est del bacino, in una struttura sinclinale successivamente fagliata. Il Supersintema della Fiumara di Atella è suddivisa nei Sintemi della Difesa e di Monte Sirico, il primo costituito da depositi di transizio- ne, il secondo da depositi continentali. In questa nota si riportano i risultati dell’analisi stratigrafico-sedimentologica dei depositi attribuiti al Sintema di Monte Sirico. Tale unità, corrisponde ad una fase di ulteriore deformazione del Bacino dell’Ofanto che determinò un nuovo depocentro separato dall’avanfossa, confinato a ridosso dei thrust esterni e caratterizzato da sedimentazione fluvio-palustre. I terreni del Sintema di Monte Sirico poggiano, in discordanza, sia sulle unità plioceniche deformate del Bacino dell’Ofanto, sia sul substrato pre-pliocenico; hanno una età compresa fra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore (sono sottostanti ai prodotti vulcanici del Monte Vulture di età compresa tra 674±7 ka e 132±12 ka). La successione stratigrafica del Sintema di Monte Sirico, spessa alcune centinaia di metri, è costituita da litofacies prevalentemente conglomeratiche lungo i margini del bacino, riferibili a sistemi alluvionali. La dispersione doveva essere di tipo centripeto: negli affiora- menti sud-occidentali gli apporti sono dalle unità plioceniche precedentemente deformate e dalle unità mesozoiche delle unità lagone- gresi, affioranti a San Fele; in quelli nord-orientali l’alimentazione è dalla dorsale appenninica in crescita. Nell’area depocentrale del bacino, invece, prevalgono i depositi siltoso-argillosi palustri, con intercalati conglomerati canalizzati. ABSTRACT Sedimentologic analysis of the Monte Sirico Synthem (uppermost unit of the Ofanto Basin succession), Southern Apennine, Basilicata - The tectonic evolution of the Southern Apennine chain, during Pliocene and Pleistocene allowed to develop satellite basins, testified by thick terrigenous succession, locally well exposed. The Ofanto basin is Pliocene to Pleistocene east-west elongated satellite basin, belonging to the outer Apennine chain domain. The basin fill is previously subdivided in UBSU. They testify the tectonic control during the sedimentary infill. From the oldest to the youngest three supersynthems are distinguished: Aquilonia, Ariano Irpino - Calitri and Atella. The Atella Supersyntem is subdivided in the Difesa and M. Sirico Synthems, composed of transitional and continental facies respecti- vely. The M. Sirico Synthem represent the separation phase of the Ofanto basin by foredeep basin; its sedimentation followed the uplift of the outer part of the chain. This unit, upper Pliocene-lower Pleistocene in age, overlies unconformably both the marine Pliocene units of Ofanto basin, and pre-Pliocene Apennine units. It underlies the middle Pleistocene M. Vulture volcanic units (674±7 ka and 132±12 ka). The M. Sirico succession, a few hundred meters thick, consists of coarse-grained alluvial facies, outcropping near the marginal areas; the south-western ones received detritus from pliocenic formation and mesozoic and tertiary units (Lagonegrese Units of S. Fele area). The north-eastern ones received mainly arenaceous tertiary detritus. Paleocurrent data suggest a centripetal dispersal. In fact fine-grai- ned marsh deposits with interfingering channelized conglomerates characterize the depocenter area of the basin. Parole chiave: Appennino Meridionale, bacino satellite, supersintema, depositi alluvionali e palustri. Keywords: Southern Apennine Chain, satellite basin, Supersynthem, Alluvial and marsh deposits. Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 1166(2), 2003, 269-277 11.. IINNTTRROODDUUZZIIOONNEE I lavori di rilevamento geologico eseguiti nel Foglio n. 451 “Melfi” scala 1:50.000, nell’ambito del progetto CARG (Cartografia Geologica Nazionale a scala 1:50.000), hanno fornito la possibilità di studiare un’am- pia area della porzione frontale del prisma di accrezione della catena sud-appenninica (Fig. 1). In questo lavoro si presentano i risultati delle indagini stratigrafico-sedi- mentologiche condotte nell’area della valle del Fiume Ofanto a sud del Monte Vulture, in corrispondenza della Fiumara di Atella. I terreni studiati rientrano nella suc- cessione attribuita al Bacino dell’Ofanto (BO), di età plio–pleistocenica (Vezzani, 1968), suddivisa in un lavo- ro recente (Giannandrea & Schiattarella, 2002) in unità a limiti inconformi. Verranno analizzati in particolare i termini stratigraficamente più alti, sottostanti ai prodotti vulcanici del Monte Vulture, raggruppati nel Sintema di Monte Sirico (SMS). Questi sono costituiti da terreni di ambiente continentale (alluvionali e lacustri). L’analisi sedimentologica dell’SMS, eseguita attraverso lo studio di 1.274 m di sezioni misurate su 11 logs ha permesso di proporre una ricostruzione paleogeografica dell’area, durante il Pliocene superiore – Pleistocene inferiore. 270 P. Giannandrea 22.. IINNQQUUAADDRRAAMMEENNTTOO GGEEOOLLOOGGIICCOO Il Bacino plio-pleistocenico dell’Ofanto è un bacino satellite polifasico, interpretato da Hippolyte et al., (1992) come bacino di piggy back, (sensu Ori & Friend, 1984) formato sui thrust esterni dell ’Appennino Meridionale in evoluzione, con vergenza nei quadranti nord-orientali (Hippolyte et al., 1992 ; 1994; Patacca & Scandone, 2001) (Fig. 1). La successione sedimentaria in esso affiorante fa parte dell’Unità di Ariano Irpino (Pescatore & Ortolani, 1973), il quale comprende la maggior parte dei terreni sedimentati in discordanza sui thrust esterni dell’Appennino Meridionale. La catena sud-appenninica si struttura, a partire dall’Oligo-Miocene, a seguito della subduzione verso ovest della placca Adriatica (Pescatore & Ortolani, 1973; Mostardini & Merlini 1986; Casero et al., 1992; Patacca & Scandone 1989; 2001; Lentini et al., 1990; Patacca et al., 1990; Hippolyte et al., 1994; Finetti et al., 1996; Prosser et al., 1996; Pescatore et al., 1999). In questo settore dell’Italia si riconoscono tre elementi tet- tonici di primo ordine: la catena appenninica, l’avanfos- sa bradanica e l’avampaese pugliese (D’Argenio et al., 1973). Numerosi pozzi eseguiti per la ricerca petrolifera hanno messo in evidenza sotto le coltri appenniniche terreni appartenenti all’avanfossa e all’avampaese, coin- volti nel sistema a thrust che disegna una geometria a duplex (Finetti et al., 1996; Patacca & Scandone, 2001), in cui si distingue un elemento pellicolare alloctono com- posto dalla catena appenninica sovrapposta tettonica- mente alla catena apula. Il substrato pre-pliocenico del BO è costituito pre- valentemente da successioni argillose, calcaree e are- nacee di età compresa tra il Cretaceo e il Miocene superiore appartenenti al le Unità Lagonegresi (Scandone, 1972) ed Irpine (Cocco et al., 1972). Il BO ha una forma allungata in direzione E-W con larghezza media di 7 km e lunghezza 45 km circa. La successione sedimentaria plio-pleistocenica mostra i termini più recenti nel settore orientale del bacino (Hippolyte et al.. 1994; Giannandrea & Schiattarella, 2002) (Fig. 2), dove sono sormontati dai prodotti vulca- nici del Monte Vulture di età compresa tra 674±7 ka e 132±12 ka (Giannandrea et al., 2002). In tale successione vengono distinte numerose discontinuità (Giannandrea & Schiattarella, 2002) che consentono di individuare unità separate da limiti di inconformità (UBSU, Salvador, 1987; 1994). Il quadro stratigrafico che ne deriva (Tab. 1) è costituito dai supersintemi di Aquilonia, di Ariano Irpino – Calitri e della Fiumara di Atella. Il Supersintema di Aquilonia è il più antico (Pliocene inferiore) ed è costituito da conglo- merati, sabbie e subordinatamente argille di fan-delta marino. Il Supersintema di Ariano Irpino – Calitri (Pliocene inferiore – superiore), suddiviso nei Sintemi di Andretta e di Ruvo del Monte, è costituito prevalente- mente da depositi argillosi di prodelta e piattaforma e subordinatamente, ai margini del bacino, da sabbie e conglomerati (Giannandrea & Schiattarella, 2002). Il Supersintema della Fiumara di Atella è il più recente (Pliocene superiore – Pleistocene inferiore) ed è ben rappresentato sul bordo orientale del BO. Si è for- mato dopo una intensa attività tettonica, che modificò l’aspetto fisiografico del bacino determinando il solleva- mento del settore esterno (orientale) delle coltri appen- niniche, attualmente occupato dai prodotti vulcanici del Monte Vulture (Fig. 3). Il progressivo isolamento della dorsale esterna causò prima un rapido abbassamento del livello del mare che consentì l’accumulo di una spes- sa successione di conglomerati, sabbie e argille di fan- delta marino (Sintema della Difesa), poi il progressivo isolamento del BO dall’Avanfossa Bradanica. È questo il momento in cui si formò il Sintema di Monte Sirico (SMS), il quale risulta confinato a ridosso dei thrust esterni, ed è interpretato come un sistema fluvio-palu- stre riferito ad un bacino endoreico (Giannandrea & Schiattarella, 2002). Nei sedimenti fini, costituiti da sabbie, silt e argille del Sintema della Difesa si distingue, tra le associazioni a Nannofossili calcarei, la Zona a Discoaster brouweri (MNN18) per la presenza di Discoaster spp. e tra le associazioni a Foraminiferi planctonici la Zona MPL5b (Giannandrea & Schiattarella, 2002), che consentono di riferire questa unità al Pliocene superiore (Tab. 1). I rapporti di discontinuità esistenti tra i Sintemi di Ruvo del Monte, della Difesa e di Monte Sirico sono rappresentati e visibili in Figura 2 e Figura 4. Fig. 1 - Carta geologica schematica del settore orientale dell ’Appennino Meridionale e ubicazione del Bacino dell’Ofanto. Schematic geological map of the southern Apennines, and location of Ofanto Basin. 271Analisi sedimentologica del Sintema ... Fig. 2 - Carta geologica schematica del settore orientale del Bacino dell’Ofanto Schematic geological map of the eastern part of the Ofanto basin. Fig. 3 – Sezione geologica schemati- ca del Bacino del Sintema di Monte Sirico (vedi figura 2 per ubicazione). Gli spessori e la superficie inferiore del sintema sono ricavate dalle geo- metrie dei corpi affioranti studiati. Schematic cross-section of Monte Sirico Synthem (location in fig. 2). The the lower surface of Monte Sirico Synthem and the overall thickness are speculative, obtained from geo- metries and facies relationships. 272 33.. FFAACCIIEESS SSEEDDIIMMEENNTTAARRIIEE L’area di affioranmento del SMS, occupa approssimativamente una superficie larga 9 km e lunga circa 16 km. Si configura sul margine orientale del BO (Fig. 2) alla fine del Pliocene superiore, in seguito al sollevamento della parte esterna della Catena sud- appenninica. Inferiormente il sintema poggia, con un rapporto di discordanza angolare ed erosivo sui sintemi della Difesa e di Ruvo del Monte e sul bordo orientale (Fig. 2), a sud della Fiumara di Atella, sul substrato pre-pliocenico. La sua storia deposizionale probabil- mente prosegue fino al Pleistocene inferiore, poiché i suoi sedimenti risul- tano ricoperti dai prodotti vulcanici del Monte Vulture di età compresa tra 674±7 ka e 132±12 ka, Giannandrea et al., (2002). L’area di affioramento del SMS è coperta da intensa vegetazione e viene attraversata in direzione SE-NO dalla Fiumara di Atella. Tuttavia è stato pos- sibile descrivere la parte alta dell’unità per uno spessore di circa 250 m, men- tre lo spessore complessivo, di circa 550 m, è stato ricavato dall’interpreta- zione della sezione geologica di Figura 3. Sono stati descritti complessivamen- te 1.274 m di sezioni rilevate in 11 logs (Fig. 5 e Fig. 6). I maggiori affioramenti sono visibili sul versante sud-occiden- tale del bacino, in corrispondenza dei Fronti di Ruvo del Monte e lungo alcu- ne incisioni vallive. In Tabella 2 sono riportati i codici delle litofacies descritte e le relative interpretazioni secondo i criteri di Miall (1992), Ridgway & Decelles (1993) e Bridge (1993). Tab. 1 - Schema biostratigrafico del Bacino dell’Ofanto. Analisi integrata dei bio-oriz- zonti a Nannofossili calcarei e Foraminiferi planctonici del Pliocene. (in Giannandrea & Schiattarella, 2002) Integrated Biostratigraphic scheme of the Ofanto Basin, based on the analysis of Pliocene Nannofauna and planktonic Foraminifera (in Giannandrea & Schiattarella, 2002) CODICE LITOFACIES PROCESSO DEPOSIZIONALE Gcm Ghiaia clasto-sostenuta, massiva, Flusso ad alta energia, incanalato con o senza ciottoli embriciati (colata di detrito) Gch Ghiaia clasto-sostenuta a stratificazione Flusso ad alta energia non incanalato orizzontale, con o senza ciottoli embriciati (Barra longitudinale, lobi setaccio) Gct Ghiaia clasto-sostenuta a stratificazione Flusso ghiaioso incanalato (riempimento incrociata concava di canali minori) Gcp Ghiaia clasto-sostenuta a stratificazione Accrescimento laterale di barre ghiaiose planare obliqua (barra longitudinale) Sm Sabbia massiva Flussi sabbiosi di alta energia, disorganizzati St Sabbia da media a molto fine a stratificazione Riempimento di docce di erosione, incrociata concava migrazione di dune Sh Sabbia da molto fine a grossolana a Letti planari di regime di flusso superiore, laminazione orizzontale sheet flood Fsl Sabbia, silt, fango a laminazione sottile, piana Flusso di tracimazione o di piena calante e a ripples, con resti vegetali e tracce di radici Fmm Fango massivo Decantazione in paludi o aree di inondazione Tab. 2 – Clas- sificazione delle litofacies e loro interpretazione (Miall, 1992; Ridgway & De- celles, 1993; Bridge, 1993). Litofacies clas- sif ication and interpretat ion (Miall, 1992; Ridgway & De- celles, 1993; Bridge, 1993). P. Giannandrea 273 L’analisi di facies condotta nelle sezioni sedimen- tologiche riportate in Figura 5 e in Figura 6 ha consenti- to di raccogliere numerose informazioni sulla distribuzio- ne verticale ed areale delle litofacies, di dedurre le prin- cipali associazioni di facies, e di risalire alle aree di ali- mentazione e al modello generale di dispersione degli apporti detritici. Conglomerati clasto-sostenuti con intercalazioni di sab- bia, silt e argilla (A) Questa associazione presente ai margini del baci- no del SMS è la più diffusa ed è osservabile in tutte le sezioni rilevate (Fig. 5 e Fig.6). É costituita prevalentemente da conglomerati cla- sto-sostenuti, con stratificazione incrociata concava (Gct) e da conglomerati scarsamente organizzati (Gcm). La matrice è generalmente costituita da sabbia media. I ciottoli sono ben arrotondati, prevalentemente tabulari (60%) e in minore percentuale sferici (30%) e a lama (10%). Il diametro medio dei ciottoli si aggira normal- mente intorno ai 10÷15 cm, ma sono anche presenti isolati ciottoli di 50÷60 cm. Ciottoli embriciati e pebble clusters sono frequentemente visibili. Internamente sono presenti sotti l i intercalazioni di sabbie da medie a grossolane a stratificazione incro- ciata (St). A più altez- ze stratigrafiche sono intercalate lenti spesse qualche metro e larghe da pochi metri a 10÷20 m di sabbia, si l t e fango a laminazione sottile, con resti vege- tali (Fsl) e strati spessi qualche metro di con- glomerato clasto- sostenuto, con mode- rato a poco grado di selezionamento, strati- ficazione planare obli- qua con ciottoli embri- ciati e pebble clusters (Gcp). Le lamine della litofacies Fsl possono essere piano-parallele, leggermente ondulate e modellate da ripples. Lungo il margine sud- occidentale del bacino, in località Fronti di Ruvo del Monte (logs A t 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 B G , Ru31BG, Ru9BG, Ru10BG e Ru32BG di Fig. 5 e Fig. 6), preval- gono i conglomerati clasto-sostenuti massi- vi o con stratificazione interna grossolana e basso grado di sele- zione (Gcm) a cui si intercalano strati metri- ci di conglomerato cla- sto sostenuto con stratificazione incrociata sia concava (Gct) che piana (Gcp) e stratificazione orizzontale (Gch). Generalmente queste facies sono organizzate in sequenze fining upward (FU) spesse da pochi metri a 15÷20 m. La facies Gch è dominante nei log At1,2,3,4,5,6BG. L’associazione di facies è riconducibile a una piana alluvionale con corsi d’acqua braided dominata da sedimentazione ghiaiosa e flussi di alta energia (Gcm) che determinavano frequenti inondazioni della piana, per la frequente presenza delle litofacies Gcm, Sm e Fsl. Spesso si sono distinte sequenze metriche, con alla base conglomerati massivi o lag deposits e a tetto la litofacies Gcp. Queste sequenze possono essere riferite all’accrescimento laterale di barre longitudinali (Nemec & Postma, 1993; Miall 1996). Lungo il versante sud- occidentale del bacino la sedimentazione ghiaiosa è caratterizzata da sequenze deposizionali in cui preval- gono flussi di alta energia dominati, alla base, da colate di detrito incanalato, (Ridgway & Decelles, 1993), ten- denti, verso l’alto, a flussi non incanalati (barra longitudi- nale e lobi setaccio Miall, 1996) riconducibili ad un’area relativamente prossimale di conoide alluvionale. Fig. 4 – Profilo schematico e foto panoramiche del settore sud-occidentale del Sintema di Monte Sirico (vedi figura 2 per ubicazione). Sono ben visibili le discontinuità che separano il Sintema di Monte Sirico da quelli della Difesa e di Ruvo del Monte. Schematic cross-section and panoramic vews (location fig. 2) of Monte Sirico Synthem in the south- western sector. Unconformites are outlined in the drawing. Analisi sedimentologica del Sintema ... 274 Sabbie con intercalazioni di conglomerati (B) Viene descritta nei logs Ru32BG, Ru33BG, e At9BG (Fig. 5 e Fig. 6) ed è costituita da sabbie siltose massive in strati spessi 1÷2 m (Sm) e da sabbie da grossolane a fini con stratificazione incrociata concava (St) e piano parallelo (Sh). Le superfici di separazione degli strati sabbiosi (Sm) sono evidenziate dalla presen- za di sottili livelli di silt laminati. Intercalate alle facies sabbiose sono osservabili lenti di conglomerati canaliz- zati, clasto-sostenuti, con stratificazione incrociata (Gct e Gcp). L’embriciamento dei ciottoli è ben visibile. Le lenti di conglomerato sono di spessore e larghezza molto variabile da alcune decine di centimetri a qualche metro. Tale associazione viene attribuita ad un’area rela- tivamente distale di piana a corsi d’acqua braided. Sabbie, silt e argilla con inercalazioni di conglomerato (C) L’associazione, osservabile nel settore orientale del bacino (logs At7BG, At1,2,3,4,5,6BG e parte centra- le del log At8BG) (Fig. 5), è dominata dalla presenza di Fig. 5 – Profilo verticale, delle sezioni Ru31BG-Ru34BG e Ru37BG del Sintema di Monte Sirico e ubicazione dell’area studiata. Sono visibili la distribuzione verticale delle associazioni di facies (A e B) e la dispersione delle paleocorrenti. Per le sigle delle facies vedi Tab. 2 Vertical logs Ru31BG-Ru34BG and Ru37BG of the Monte Sirico Synthem and location map of the logs studied. The picture shows ver- tical facies associations distributions (A and B), and palaeocurrents dispersal. For facies classification see Tab. 2. P. Giannandrea sabbie, silt e fango sottilmente laminati (Fsl) e da argille massive con resti vegetali e bioturbazioni da radici (Fm); le due litofacies si presentano in strati metrici e in alter- nanza. Intercalati si osservano spesso conglomerati canalizzati massivi (Gcm). I canali hanno uno spessore dell’ordine del metro e larghezza di alcuni metri. A circa 15 m dalla base del log At7BG sono visibili alternate alla facies a grana fine canali sovraimposti e colmati da con- glomerati clasto-sostenuti, con stratificazione incrociata (Gct e Gcp). L’associazione di facies può essere attribuita ad una piana alluvionale distale caratterizzata da estese paludi e interessata da frequenti eventi di piena, durante i quali sedimentano le facies conglomeratiche massive (Gcm). A luoghi sono riconoscibili facies riferibili a canali tipo multistorey a sedimentazione conglomeratica. 44.. AANNAALLIISSII DDEELLLLEE PPAALLEEOOCCOORRRREENNTTII EE RRIICCOOSSTTRRUUZZIIOONNEEPPAALLEEOOGGEEOOGGRRAAFFIICCAA Le paleocorrenti ricavate dall’embriciatura dei ciot- toli e dalla stratificazione incrociata delle facies conglo- meratiche (Fig. 5 e Fig. 6), sono state inserite in dia- grammi di dispersione e riportate in una carta schemati- ca dell’area di affioramento del SMS (Fig. 7). Le aree di provenienza possono essere collocate nei quadranti meridionale, occidentale e settentrionale. Il settore depocentrale del bacino, potrebbe essere indi- cato dalle sezioni At7BG e At8BG. Tale dato è confer- mato anche dall’analisi petrografica dei ciottoli e dai rap- porti geometrici tra le associazioni di facies (Fig. 3). Nelle sezione At1,2,3,4,5,6BG, Ru10BG e Ru9BG pre- valgono i ciottoli arenacei erosi dalle unità plioceniche e 275 Fig. 6 – Profilo verticale, delle sezioni At1BG-At9BG, Ru9BG e Ru10BG del Sintema di Monte Sirico. Sono visibili la distribuzione verti- cale delle associazioni di facies (A, B e C) e la dispersione delle paleocorrenti. Per l’ubicazione delle sezioni vedi Fig. 5, per le sigle delle facies vedi Tab. 2 Vertical logs At1BG-At9BG, Ru9BG and Ru10BG of the Monte Sirico Synthem. The picture showing vertical facies associations distri- butions (A, B and C), and palaeocurrents dispersal. For logs location see Fig. 5, for facies classification see Tab. 2. Analisi sedimentologica del Sintema ... quelli calcareo-marnosi, calcarei micritici e calcarei con selce e silicei, provenienti dalle unità lagonegresi (Serie Calcareo-silico-marnosa della facies di San Fele; Scandone, 1972). In minore percentuale sono presenti ciottoli calcarenitici ed arenacei. Nelle sezioni Ru33BG, Ru32BG, Ru31BG, Ru34BG e Ru37BG prevalgono, oltre ai ciottoli arenacei provenienti dalle unità plioceni- che, anche quelli calcarei, calcarenitici e calcareo-mar- nosi; sono praticamente assenti i diaspri e i calcari con selce. Infine nella sezione At8BG sono presenti: arena- rie dei flysch miocenici affioranti a nord dell’affioramento del SMS, calcari neri, calcareniti e calcari marnosi. L’analisi delle sezioni misurate e della distribuzio- ne delle paleocorrenti, quindi, consente di tentare una ricostruzione del paleopaesaggio durante il Pliocene superiore - Pleistocene inferiore (Fig. 8). La facies domi- nante è quella riconducibile a depositi alluvionali tipo braided. Pertanto il modello ricostruito prevede un’am- pia piana alluvionale orientata in direzione NO-SE, con deflusso generale dei canali verso i quadranti sud-orien- tali in direzione di un’area paludosa. Apporti laterali dovevano provenire sia dai quadranti sud-occidentali che da quelli nord-orientali. Gli apporti meridionali erano ali- mentati da torrenti, che attraversavano i terreni pliocenici meno elevati, provenienti dall’alto di San Fele. Le aree di alimentazione nord-orientali, probabilmente più vicine al depocentro, dovevano alimentare un’area pedemontana caratterizzata da tipiche conoidi alluvionali. La vasta area paludosa posizionata sul margine orientale del bacino (Fig. 8) era caratterizzata dalla sedi- mentazione di depositi fini dell’associazione C, domina- te da depositi di piene improvvise, da facies di tracima- zione e in minore percentuale da depositi di decantazio- ne e da conglomerati canalizzati (sezioni At1,2,3,4,5,6BG e At7GB). Tali associazioni sono indi- cative di un’area soggetta a frequenti inondazioni e flut- tuazioni del livello delle acque. Probabilmente si alterna- vano periodi di piena, con ampie aree paludose inonda- te, a periodi di minor apporto durante i quali le aree umide si restringevano notevolmente. BBIIBBLLIIOOGGRRAAFFIIAA Bridge J.S., (1993) – Description and interpretation of f luvial deposits: a crit ical perspective. Sedimentology, 4400, 801-810. Casero P., Roure F., Endignoux L., Moretti I., Muller C., Sage L., & Vially R. (1992) – Neogene Geodynamic Evolution of the Southern Apennines. Mem. Soc.Geol. It. 4411, 109-120. Cocco E., Cravero E., Ortolani F., Pescatore T., Russo M., Sgrosso I. & Torre M., (1972) – Les facies sedimentaires du Bassin Irpinien (Ital ie Meridionale). Att. Acc. Pontaniana, Napoli, 2211, 307-322. D’Argenio B., Pescatore T. & Scandone P. (1973) – Schema geologico dell’Appennino meridionale (Campania e Lucania). Acc. Naz. Lincei, Quad., 118833: 49-72. Finetti I., Lentini F., Carbone S. 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Palaeocurrents dispersal diagrams map of the Monte Sirico Synthem, showing southern, western and northern source areas. Moreover the eastward directed palaeoflow is inferred. Fig. 8 – Tentativo di ricostruzione paleogeografica del sistema alluvionale del SMS. Palaeogeographic reconstruction of the alluvial plain synthem of SMS. P. Giannandrea Dip.Serv. Tec. Naz., Serv. Geol. Naz., CNR. In stampa. Hippolyte J.C., Angelier J. & Roure F., (1992) – Paleostress analyses and fold-and-thrust belt kine- matics in the Southern Apennines. In: F. Roure, N Ellouz, V.S. Shein & I.I. Skvortsov (Eds.): “Geodinamic Evolution of Sedimentary Basins”. International Symposium, 157-169. Hippolyte J.C., Angelier J., Roure F. e Casero P., (1994) – Piggyback basin development and thrust belt evoution: structural and palaeostress analyses of Plio-Quaternary basins in the Southern Apennines. Journ. Struct.Geol., 1166: 159-173. 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