A s p e t t i i n t e r n a z i o n a l i d e i p r o b l e m i d e l l e t e l e c o m u n i c a z i o n i s p a z i a l i ( * ) I . R A N Z I ( * * ) R i c e v u t o il 19 F e b b r a i o 1963 R I A S S U N T O . — Vengono esposti i p r o b l e m i che si p r e s e n t a n o sul p i a n o i n t e r n a z i o n a l e per l'organizzazione dei sistemi di comunicazioni f a c e n t i uso di satelliti artificiali della t e r r a come r i p e t i t o r i , e per lo svolgimento delle ricerche spaziali. I n p a r t i c o l a r e viene t r a t t a t o il p r o b l e m a dell'assegnazione delle f r e q u e n z e ai v a r i servizi spaziali e se ne pongono in rilievo le non lievi difficoltà. S U M M A R Y . — T h e p a p e r p r e s e n t s t h e p r o b l e m s t o be t a c k l e d 011 in- t e r n a t i o n a l level for t h e o r g a n i s a t i o n of c o m m u n i c a t i o n s y s t e m s b y using artificial satellites of t h e e a r t h as r e p e a t e r s a n d for t h e p e r f o r m a n c e of s p a c e r e s e a r c h . P a r t i c u l a r a t t e n t i o n is d e v o t e d to t h e p r o b l e m of t h e allocation of f r e q u e n c i e s t o t h e v a r i o u s space services, e m p h a s i z i n g its considerable dif- ficulties. M i p r o p o n g o di e s p o r r e i n s i n t e s i q u a l i s i a n o i p i ù i m p o r t a n t i p r o - b l e m i t e c n i c i d e l l e t e l e c o m u n i c a z i o n i s p a z i a l i i n g e n e r e , i q u a l i e s i g o n o p e r l a l o r o s o l u z i o n e u n a t r a t t a z i o n e sul p i a n o i n t e r n a z i o n a l e . F o r t u n a t a m e n t e e s i s t e g i à l a s e d e a d a t t a p e r t a l e t r a t t a z i o n e , c o s t i - t u i t a p r e c i s a m e n t e d a l l ' U n i o n e I n t e r n a z i o n a l e delle T e l e c o m u n i c a z i o n i ( U . I . T . ) , l a c u i f u n z i o n e è fiancheggiata d a i suoi d u e C o m i t a t i C o n s u l t i v i , l ' u n o p e r l a r a d i o c o m u n i c a z i o n e ( C . C . I . R . ) , l ' a l t r o p e r l a t e l e g r a f i a e l a t e l e f o n i a ( C . C . I . T . T . ) . I l g r a v e p r o b l e m a d e l l ' a s s e g n a z i o n e delle v a r i e f r e q u e n z e d e l l o s p e t t r o r a d i o e l e t t r i c o ai d i v e r s i s e r v i z i v i e n e t r a t t a t o e (*) N o t a p r e s e n t a t a al 2° Congresso I n t e r n a z i o n a l e Tecnico Scientifico dello Spazio. R o m a , 19-23 Giugno 1962. (**) P r o f e s s o r e o r d i n a r i o presso l ' I s t i t u t o Superiore delle P o s t e e Teleco- m u n i c a z i o n i - R o m a . P r e s i d e n t e della Commissione di S t u d i o per le Comunica- zioni Spaziali del C o m i t a t o Consultivo I n t e r n a z i o n a l e delle R a d i o c o m u n i - cazioni. 4 5 8 I . R A N Z I risolto in tale sede, e si può dire che l'importanza e l'efficienza dell'orga- nizzazione in parola si sono ormai validamente affermate. Una particolare Commissione di Studio del C.C.I.R., e precisamente la q u a r t a , è s t a t a creata per l'esame dei problemi delle telecomunicazioni spaziali; essa si è riunita per la p r i m a volta a Washington nel Marzo .1962, svolgendo i lavori preparatori per l'Assemblea Plenaria del C.C.I.R. che si t e r r à a Ginevra nel Gennaio-Febbraio 1963. Il primo e più i m p o r t a n t e problema che si presenta in questo nuovo e p r o m e t t e n t e campo della ricerca e della tecnica è quello dell'assegnazione delle bande di frequenza ai vari servizi spaziali; ad esso, come vedremo, sono s t r e t t a m e n t e legati in una interdipendenza a volte assai complessa i vari altri problemi tecnici dei sistemi di comunicazione spaziale. 1 . - S I S T E M I DI T E L E C O M U N I C A Z I O N E A MEZZO D I S A T E L L I T I . Iniziamo il nostro esame dal campo delle telecomunicazioni a grande distanza, facenti uso di satelliti artificiali della terra, quali ripetitori attivi o passivi. Le caratteristiche di tali sistemi sono s t a t e così largamente divulgate in questi ultimi tempi, ed anche nel corso di questo Convegno esse hanno f o r m a t o oggetto di così approfondito esame, che ritengo del t u t t o inutile ritornare su di esse. Le più accreditate previsioni che oggi si fanno circa la larghezza totale delle bande di frequenza che verranno richieste dai sistemi in questione sono di 1000 MHz entro il 1970 e di altri 1000 MHz entro il 1980; è inutile forse precisare che tali cifre si riferiscono ai satelliti ri- petitori attivi, gli unici che, allo stato a t t u a l e della tecnica, appaiono a t t i a soddisfare le esigenze di un efficiente sistema per comunicazioni transcontinentali. Se si confrontano tali esigenze con i 127 MHz complessivi delle varie bande assegnate per t u t t i i servizi spaziali (comprese quindi le ricerche spaziali) dalla Conferenza Radio Amministrativa di Ginevra del .1959, e se si tiene inoltre conto della completa saturazione dello spettro delle microonde specie f r a 1000 e 10.000 MHz, il problema sembra a prima vista di soluzione particolarmente difficile. F o r t u n a t a m e n t e , si è ben presto dimostrata la possibilità di condi- videre le bande richieste con quelle già assegnate ai ponti radio di piccola potenza in visibilità diretta. Sono proprio le frequenze f r a 2000 e 10.000 MHz, cioè quelle che comprendono i ponti radio, che appaiono come le A S P E T T I I N T E R N A Z . D E I P R O B L E M I D E L L E T E L E C O M U N I C A Z . S P A Z I A L I -403 più a d a t t e per le comunicazioni spaziali; infatti, il limite inferiore a 2000 M H z o poco al disotto è imposto dal rumore di origine cosmica, la cui intensità cresce rapidamente al disotto di tali frequenze; verso i 4000 M H z l'intensità di tale rumore si riduce a valori inferiori a quelli relativi al r u m o r e dovuto alla emissione di onde elettromagnetiche per mecca- nismo termico da p a r t e del vapor acqueo atmosferico; anche la radia- zione dei corpi posti alla superficie terrestre o quella dello stesso suolo, d a t a la sua intensità relativamente elevata, può contribuire, intorno e al disopra della suddetta frequenza, al rumore del ricevitore, anche se l ' a n t e n n a non è p u n t a t a all'orizzonte, e ciò per effetto dei cosidetti lobi secondari dell'antenna stessa- li rumore dovuto al vapor acqueo atmosferico s'accresce poi con la f r e q u e n z a al disopra di quella b a n d a intorno ai 4000 MHz, a cui cor- risponde così il minimo del rumore di origine esterna; si progetta per- t a n t o di assegnare tale b a n d a (precisamente f r a 3700 e 4200 MHz) alle comunicazioni dirette dal satellite verso terra, tenuto conto della limi- t a t a potenza dei t r a s m e t t i t o r i posti a bordo dei satelliti, e della necessità quindi dell'impiego di sistemi riceventi a terra di elevata sensibilità. È poi previsto l'uso delle due bande f r a 1750 e 2250 MHz e f r a 5925 e 6425 MHz per le trasmissioni dalle stazioni a terra verso i satelliti; u n ' a l t r a b a n d a f r a 6500 e 7000 MHz potrà essere necessaria per gli ul- teriori sviluppi dei sistemi di telecomunicazioni a mezzo di satelliti (verso il 1980). I n linea di massima, t u t t i i Paesi occidentali appaiono d'accordo su t a l i assegnazioni; nella riunione di Washington, la delegazione del- l'Unione Sovietica ha espresso il parere che sia per ora sufficiente asse- gnare ai servizi in questione solo t r e bande, u n a di 100, u n a di 400 e u n a di 500 MHz, f r a 3000 e 6000 MHz. La decisione finale spetterà alla Conferenza Eadio A m m i n i s t r a t i v a prevista per la fine del 1963, a Ginevra. La condivisione delle frequenze con i ponti radio presenta vari proble- mi, i cui aspetti hanno u n a diretta importanza nel campo internazionale. La possibilità di interferenze reciproche fra i due sistemi va atten- t a m e n t e esaminata. P r a t i c a m e n t e non avverrà m a i che l ' a n t e n n a a terra di un sistema di comunicazione a mezzo di satelliti e quella di un ter- minale di un ponte radio siano p u n t a t e direttamente l'una verso l'altra; t u t t a v i a l'esistenza dei lobi secondari delle stesse antenne, specie dei pri- mi lobi laterali, può far sì che p a r t e dell'energia emessa da u n ' a n t e n n a entri nell'altra, anche se gli angoli f r a gli assi siano dell'ordine di u n a diecina di gradi o più. Nel caso della interferenza p r o d o t t a in un ricevi- tore spaziale da p a r t e delle emissioni di un ponte radio, è l'elevata sen- 4 6 0 I . R A N Z I sibilità del ricevitore a definire le condizioni di protezione, e nel caso della interferenza inversa, è l'elevata potenza del t r a s m e t t i t o r e del siste- ma spaziale (dell'ordine di uno o più chilowatt) a definire i termini del problema. È ovvio che il valore limite massimo consentito, per quanto riguarda la potenza del segnale disturbante all'ingresso del ricevitore, dipende in alto grado dai tipi di modulazione del segnale desiderato e del segnale disturbante: nel caso di trasmissioni di telefonia, comprendenti un certo numero di canali (ad esempio, 900 canali a due vie, in u n a b a n d a base di 5 MHz), appare subito la convenienza di disporre nella stessa b a n d a di frequenza, i vari canali dei due sistemi di comunicazione, in modo tale che quelli di un sistema siano intercalati f r a i singoli canali dal- l'altro sistema. Poiché esistono dei precisi piani di canalizzazione raccomandati in sede internazionale dal C.C.I.R. per i ponti radio, sarebbe possibile u n a riduzione delle probabilità di interferenze a d o t t a n d o u n opportuno piano di canalizzazione per i sistemi a saltellite; vi sono, t u t t a v i a , oggi alcune difficoltà per un tale accordo, dato che per alcune bande di frequenza vi sono Paesi che, per ragioni tecniche ed anche finanziarie, non sono in grado di modificare i loro impianti di penti radio, così da adeguarsi alle norme del C.C.I.R. e m a n a t e dopo la messa in opera degli impianti stessi. Anche quando sia possibile u n a disposizione interlacciata dei canali, la protezione dalle interferenze può essere assicurata solo se viene inter- posta f r a le stazioni terminali dei due sistemi u n a notevole attenuazione di propagazione; questa attenuazione appare dell'ordine di 160 d B e dovrebbe salire a 180 dB circa nel caso in cui l'interlacciamento non sia possibile. Attenuazioni di quest'ordine si possono avere nella propagazione troposferica al di là dell'orizzonte, a mezzo del noto meccanismo della diffusione (scatter), oppure nel caso dell'interposizione di rilievi del ter- reno, quali catene montuose, che producano u n a efficiente azione di schermo; quest'ultimo effetto è oggi assai poco noto nei suoi dettagli e intense ricerche in tale campo sono s t a t e raccomandate dal C.C.I.R. Le distanze cui corrispondono le richieste attenuazioni di propaga- zione vanno dai 40 ai 150 e più chilometri; è ovvio come, anche nella previsione del caso di terminali dei due sistemi posti vicino a f r o n t i e r e f r a due Stati, sia necessaria u n a trattazione del problema in sede inter- nazionale. Il problema, comunque, va t r a t t a t o tenendo anche presente il f a t t o che le stazioni a terra dei sistemi di comunicazioni spaziali saranno in A S P E T T I I N T E R N A Z . D E I P R O B L E M I D E L L E T E L E C O M U N I C A Z . S P A Z I A L I -403 numero limitato su t u t t a la t e r r a e che, quindi, u n a volta fissati i criteri generali per la soluzione, le soluzioni singole a n d r a n n o studiate caso per caso. Soluzioni di carattere generale non possono ora essere date, anche perchè i sistemi di modulazione più convenienti per le comunica- zioni a mezzo di satelliti saranno definiti solo in base ai risultati delle esperienze in corso col satellite « Telstar » e delle varie altre progettate (satelliti « Relay » e « Syncom », in particolare). Non solo il tipo di modulazione, ma anche la potenza in gioco, t u t t i clementi questi che influiscono sulle possibilità di interferenze con altri sistemi, dipendono dal sistema a satellite che verrà in definitiva adottato. Allo stato a t t u a l e delle nostre conoscenze, sembra che i sistemi suscet- tibili di pratiche applicazioni nel campo delle telecomunicazioni siano i seguenti: a) sistema con numerosi satelliti, distribuiti casualmente, in or- bite ellittiche o circolari inclinate sul piano equatoriale, ad altezze da 2000 a 5000 km circa sulla superficie terrestre (tipo « Telstar »): b) sistemi con 12 o 20 satelliti in orbita circolare equatoriale ad altezza intermedia (intorno ai 12.000 km), dotati di dispositivi per la correzione dell'orbita e della velocità, così da mantenere l'equidistanza f r a di loro, e d o t a t i inoltre di dispositivi automatici per l'orientamento fisso verso t e r r a così da consentire l'uso di antenne direttive a elevato guadagno; c) sistemi con satelliti sincroni col moto della terra, su orbita equatoriale (alta circa 36.000 km) e quindi stazionari rispetto alla su- perficie terrestre, d o t a t i ili dispositivi per la correzione dell'orbita e per l'orientamento fisso (3 di tali satelliti sarebbero sufficienti). È evidente che nel caso del sistema b), in cui le orbite dei satelliti sono sempre le stesse per mia determinata stazione e ancor più nel caso del sistema stazionario, in cui le a n t e n n e delle stazioni a t e r r a m a n t e n - gono un p u n t a m e n t o fisso, le possibilità di interferenza con ponti radio sono più ridotte. Nel caso del sistema con satelliti stazionari vi è, però, da tener presente che forse il tipo di modulazione più conveniente nelle trasmis- sioni dalla terra verso il satellite potrà essere quello a b a n d a laterale unica; esso, i n f a t t i , consentirebbe u n a maggiore accessibilità al sistema da p a r t e delle stazioni a terra. Come già si è detto, solo l'esperienza fornirà gli elementi per la scelta del sistema; non è, però, da escludersi che risulti conveniente l'im- piego simultaneo di due diversi «sistemi. 4 6 2 I . R A N Z I Sempre per ciò che riguarda il problema della condivisione delle fre- quenze, sono oggetto di studio anche le possibilità di interferenza nei ricevitori dei ponti radio per effetto delle emissioni dai satelliti, e quella di interferenza nei ricevitori a bordo dei satelliti da p a r t e di t r a s m e t t i t o r i di ponti radio. Gli studi nel campo della fondi visione delle frequenze mirano ora a stabilire le condizioni generali e i modi di soluzione dei vari problemi, che potranno in seguito delinearsi con maggiore precisione. Oltre alle bande di frequenze destinate alle comunicazioni vere e proprie (telefoniche o televisive), altre più r i s t r e t t e bande sono richieste dai satelliti per comunicazioni: una b a n d a per il p u n t a m e n t o e l'insegui- mento (tracking) del satellite, e per la trasmissione dei d a t i sul funziona- mento degli a p p a r a t i di bordo, sulle radiazioni ambientali, ecc. (tele- metria), banda che già è s t a t a assegnata, sia p u r e non in esclusiva, dalla Conferenza di Ginevra del 1959, f r a 136 e 138 MHz; u n ' a l t r a b a n d a , di pochi K H z , a t t o r n o ai 400 MHz sarà necessaria per la trasmissione di comandi da terra (telecomandi), comandi relativi a l l ' e n t r a t a in funzione dei vari a p p a r a t i o al loro silenziamento, all'eventuale funzionamento di dispositivi per la correzione dell'orientamento o del moto del satellite, ecc. Vi sono altri problemi relativi a l l ' e n t r a t a in funzione di u n sistema di comunicazioni intercontinentali a mezzo di satelliti, problemi che esigono u n a discussione in sede internazionale; ci limiteremo qui ad enunciarli: a) Diffusione dei d a t i orbitali dei vari satelliti cosi da consentire il p u n t a m e n t o delle a n t e n n e delle stazioni a terra. b) Assegnazione dei canali telefonici e televisivi ai vari Paesi. c) Dislocazione delle stazioni a terra, e interferenze f r a stazioni vicine. d) Metodi per la commutazione da u n satellite all'altro, specie nei sistemi a satelliti distribuiti casualmente in orbite relativamente basse. e) Metodi per la correzione dell'effetto Doppler. /) Interconnessioni f r a stazioni a t e r r a dei sistemi a satelliti e sistemi di comunicazioni terrestri. 2 . - T E L E C O M U N I C A Z I O N I S P A Z I A L I I N G E N E R E . Anche in questo campo, il problema fondamentale che si p r e s e n t a sul piano internazionale è quello dell'assegnazione delle frequenze. Consi- dereremo qui brevemente quali siano Jc esigenze nei vari casi. A S P E T T I I N T E R N A Z . D E I P R O B L E M I D E L L E T E L E C O M U N I C A Z . S P A Z I A L I - 4 0 3 2.1 Sonde spaziali (tipo ((Ranger)), « Mariner», ecc.).-— P e r q u a n t o riguarda il « tracking » normale p o t r à servire la stessa b a n d a 136-138 MHz già assegnata; il tracking di precisione che tali sonde esigono dovrà farsi su frequenze più alte f r a 1000 e 4000 MHz e con elevate larghezze di b a n d a (da 2 a 4 MHz), dato che si deve determinare con grande esat- tezza anche la distanza, e si deve f a r quindi uso di emissione e ricezione di impulsi (transponder); tali frequenze potranno essere condivise f r a le varie sonde spaziali se queste sono assai lontane f r a di loro. D a t a , però, la piccola potenza dei segnali ricevuti da sonde lontane, occorrerebbe provvedere all'assegnazione di almeno una b a n d a in uso esclusivo p e r l'esplorazione profonda dello spazio. L a telemetria e il telecomando potrebbero effettuarsi f r a 1000 e 4000 MHz, o, come proposto da taluni, secondo due bande, l'una f r a 300 e 600 MHz, e l'altra f r a 600 e 2000 MHz, per una larghezza totale di 1 MHz. La prima b a n d a appare come la più conveniente, poiché consente l'impiego, a bordo della sonda, di trasmettitori a t r a n s i s t o r , di peso e ingombro assai ridotto. 2.2. Satelliti per ricerche. — Anche per questi satelliti la banda f r a 136 e 138 MHz viene proposta per u n a definitiva assegnazione alle fun- zioni di tracking e telemetria. P e r il tracking di precisione, per la tra- smissione di d a t i a larga b a n d a e per particolari ricerche su fenomeni di propagazione, si prevede l'impiego di frequenze anche più elevate, sino a 10 GHz. L'Unione Sovietica tende a impiegare onde H . F . , f r a i 20 e i 90 M H z ; le frequenze più basse offrono il vantaggio di poter essere ricevute, in seguito a riflessioni multiple f r a la ionosfera e la superficie terrestre, anche quando il satellite si trova occultato dalla terra, il che può essere utile quando non si possa disporre di una rete mondiale di stazioni di ascolto; tali frequenze offrono però lo svantaggio di un elevato rumore di origine atmosferica e cosmica e della possibilità di interferenze. 2.3 Satelliti di navigazione. •— P e r la telemetria e il telecomando vengono proposte le bande di frequenza già indicate per gli altri satelliti e per le sonde spaziali. Le frequenze, su cui verranno effettuati i rilievi che conducono alla determinazione della posizione di chi riceve i segnali, variano a seconda del sistema usato. Come è noto, in t u t t i i sistemi si presumono conosciuti t u t t i i p a r a m e t r i dell'orbita del satellite. I n quei sistemi in cui il p u n t o viene f a t t o misurando l'angolo d'arrivo verticale 4 6 4 I . R A N Z I (oppure quello orizzontale) dei segnali emessi dal satellite, le frequenze dovranno essere nella g a m m a f r a 8 e 35 GHz. Nei sistemi basati invece sul metodo del « transponder » (emissione di impulsi del satellite, su co- mando da terra, e determinazione del tempo di percorso), la frequenza dovrà rimanere f r a i 300 e i 700 MHz. Nei sistemi, infine, basati sulla misura dell'effetto Doppler nei segnali ricevuti, le frequenze dovranno preferibilmente cadere f r a 100 e 1000 MHz. 2.4 Satelliti meteorologici. — Il successo dei vari satelliti meteoro- logici della serie « Tiros » lanciati dagli Stati Uniti, la preparazione della nuova serie dei satelliti « Nimbus », rendono di grande importanza, per lo sviluppo della meteorologia su scala mondiale, l'assegnazione di ade- guate bande di frequenza per tali ricerche. Mentre per il t r a c k i n g può b a s t a r e la consueta b a n d a f r a 13G e 138 MHz, la trasmissione dei dati (in particolare delle fotografie delle nubi) dovrebbe avvenire nella banda, sino ad oggi usata, f r a 1700 e 1710; questa b a n d a f u già assegnata dalla conferenza di Ginevra del 1959, m a non in uso esclusivo. Si progetta ora di dotare tali satelliti di piccoli r a d a r per l'osserva- zione delle nubi (su frequenze intorno ai 35 GHz) e delle precipitazioni (su frequenze vicine a 10 GHz); è prevista anche l'emissione di microonde di frequenze corrispondenti ai massimi di assorbimento da p a r t e del vapor acqueo (23 GHz) e dell'ossigeno atmosferico (60 GHz), ciò al fine di studiare la distribuzione di tali componenti atmosferici. 2.5 Veicoli spaziali pilotati. — Le comunicazioni fra veicoli spaziali pilotati e le stazioni a t e r r a comprendono, oltre al collegamento telefonico a due vie, la trasmissione dei dati di comando, controllo, guida, naviga- zione, la trasmissione televisiva, e inoltre uno speciale collegamento per i casi di emergenza. Si prevede che la fase sperimentale dei voli pilotati continuerà per almeno dieci anni, e in questa fase, m e n t r e alcune funzioni (come il tracking, i controlli, ecc.) p o t r a n n o essere svolte sui canali già proposti per i veicoli pilotati, occorre disporre (li u n a b a n d a per comunicazioni radiotelefoniche sotto i 25 MHz (così da assicurare la riduzione anche al di là dell'orizzonte visibile dal veicolo), e di u n a b a n d a f r a 100 e 600 MHz, avente u n a larghezza di circa 0,5 MHz, e con una elevatissima prote- zione dalle interferenze; praticamente, tale b a n d a dovrebbe essere as- segnata in uso esclusivo, dato che, in condizioni di emergenza, la vita del pilota dipende soltanto dalla possibilità di trasnettere al pilota istru- zioni o comandi diretti da terra al veicolo stesso. A S P E T T I I N T E R N A Z . D E I P R O B L E M I D E L L E T E L E C O M U N I C A Z . S P A Z I A L I -403 Specialmente nella fase di rientro le condizioni dei radiocollegamenti si fanno assai diffìcili, a causa della formazione di uno strato ili « plasma » a t t o r n o al veicolo, ossia di uno strato di gas atmosferici fortemente ionizzati a causa del calore che si svolge per l ' a t t r i t o incontrato dal veicolo nel suo rientro nell'atmosfera; soltanto onde di frequenza assai elevata, forse superiore ai 10 GIIz, p o t r a n n o sorpassare questo strato senza subire un assorbimento troppo elevato, ed è a p p u n t o in questa g a m m a di frequenze che occorrerà assegnare una delle bande di emer- genza per le comunicazioni con i veicoli spaziali pilotati. 2.0 Radio diff usione diretta dai satelliti. — Allo stato attuale, non si prevede certo prossima la realizzazione di emissioni ili radio diffusione da satelliti con potenza tali che la ricezione a terra possa avvenire con i normali apparecchi ili uso domestico. Quando si pensi che occorrerebbero t r a s m e t t i t o r i a bordo dei satelliti con potenze effettive irradiate che nel campo delle Y . H . F . dovrebbero superare i 100 kW, e si tiene presente che le potenze massime emesse ora dai satelliti sono dell'ordine di una diecina di w a t t , si vede quali difficoltà si incontrino in tale campo. E ciò senza tener conto delle non meno lievi difficoltà circa la scelta di p r o g r a m m i che devono interessare e risultare gradit i ad assiemi di po- polazioni diverse per lingua e s t r u t t u r a politica. 2.7 Radio Astronomia, —- L'impiego di sistemi riceventi di eleva- tissima sensibilità, dotati in genere di dispositivi di integrazione dei segnali nel tempo, rende assai difficile il problema della scelta delle fre- quenze per le osservazioni di radio astronomia, sia che si t r a t t i della ricezione delle radioonde emesse da sorgenti cosmiche, sia che si t r a t t i della ricezione delle onde dirette ila trasmettitori terrestri su corpi ce- lesti, e da questi retrodiffuse verso t e r r a (Astronomia « R a d a r » ) ; in quest'ultimo caso, l'elevatissima potenza ilei trasmettitori pone il pro- blema della interferenza nei sistemi di comunicazione terrestri. La Conferenza di Ginevra del 1959 aveva raccomandato la protezione di alcune bande di frequenza, e in particolare di quella relativa alla emissione da p a r t e dell'idrogeno cosmico (1420-1427) MHz; in pratica, t u t t a v i a , l'elevato livello delle interferenze rende in molti Paesi assai difficili le osservazioni radioastronomiche. La condivisione delle frequenze con altri servizi, specie nella b a n d a U . H . F . , appare assai difficile, a meno di non installare gli osservatori in località assai lontane dai trasmettitori dei servizi terrestri, e p r o t e t t e da catene montuose. I n alcuni casi si può pensare a u n a condivisione 86 I . R A N Z I nel tempo, ossia a una sospensione in certi periodi della giornata delle emissioni dannose per le osservazioni radioastronomiche. C O N C L U S I O N E . Il quadro sommario che si è cercato di dare delle esigenze dei vari sistemi di comunicazione connessi con le ricerche e le applicazioni delle nuove tecniche spaziali può dare un'idea della complessità dei problemi che sorgono sul piano internazionale, specie per quanto riguarda l'asse- gnazione delle frequenze e l'eliminazione delle interferenze. In particolare, i contrasti f r a le esigenze delle ricerche, specie di quelle radio astronomiche, e la pressante richiesta di bande di frequenze per servizi terrestri di estrema importanza sia nel campo civile che in quello militare, danno luogo a problemi che a volte sembrano insolubili. Mi sia consentito di formulare il voto che si trovi la possibilità di assicurare lo svolgersi anche di quelle ricerche che, p u r non offrendo ora alcuna possibilità di pratica applicazione, hanno t u t t a v i a il nobile intento di approfondire le nostre conoscenze sull'universo che ci circonda e di elevare il nostro spirito nella contemplazione delle meraviglie che l'universo stesso racchiude.