F o t o g r a f i e r i p r e s e a d a l t a q u o t a p e r m e z z o d i p a l l o n i d u r a n t e l ' e c l i s s e t o t a l e d i s o l e d e l 1 5 - 2 - 1 9 6 1 R . C I A L D E A - M . C I M I N O - G . F E A R i c e v u t o il 15 Giugno 1961 In occasione dell'eclisse totale di sole del 15 Febbraio 1961, l'Istituto Nazionale di Geofìsica, l'Osservatorio Astronomico di Roma su M. Mario ed il Ministero della Difesa Aeronautica hanno elaborato un piano di ricerche allo scopo di rilevare la luce diffusa da parte dell'atmosfera e di eseguire fotografìe della corona esterna del sole ad alta quota. La ricerca è stata effettuata inviando nell'alta atmosfera un apparato foto- grafico dello stesso tipo all-sky di quello già adoperato in occasione dell'eclisse totale di sole del 1952 (l). L'apparato consiste in una macchina da ripresa, diretta verso il basso, che riprende l'intera volta celeste riflessa da uno specchio con- vesso (2). La macchina adoperata, del formato di 16 mm, ha una velocità di ripresa di due fotogrammi al secondo con un tempo di esposizione di 1/8 di secondo; un tempo di esposizione così elevato è necessario per poter eseguire valutazioni fotometriche della luce diffusa anche da p a r t e del- l'alta atmosfera durante la fase di totalità. Davanti all'obiettivo una serie di quattro filtri ruota sincronicamente alla pellicola allo scopo di ottenere delle serie successive di fotogrammi con esposizioni diverse: in t a l modo si può ottenere una più accurata misura fotometrica. Un sistema ad orologeria assicura l'inizio della ripresa (dopo 45' di volo) e lo sgancio del pallone dopo un'ora e mezza dal lancio. Dal momento dello sgancio (che in occasione dell'eclisse doveva avvenire intorno ai 20-25 km di altezza) l'apparato scende in caduta libera fino a quota 3000, dove un meccanismo barometrico f a aprire un paracadute per poter permettere il recupero di t u t t i gli apparati. Allo scopo di proteggere i delicati meccanismi di orologeria e di avanzamento del film dalle bassis- sime temperature dell'alta atmosfera, l'apparato è protetto da una op- portuna scatola formata da materiale ad elevato isolamento termico. 8 0 R. C I A L D E A - M . C I M I N O - G . F E A La quota è registrata su ogni fotogramma, fotografando un a l t i m e t r o sistemato vicino allo specchio. Nella Fig. 1 è rappresentato t u t t o l'appa- rato: si individua a p a r t i r e dall'alto il paracadute, la scatola isolante, e internamente ad essa il meccanismo ad orologeria, le batterie, la mac- china da ripresa, ed esternamente, la scatola dei filtri, lo specchio e l'altimetro. Fig. i L'apparecchiatura, dato il suo notevole peso, è s t a t a affidata a due palloni in parallelo: essa è p a r t i t a il 15 m a t t i n a alle 7,17 (T.M.E.C.) dall'aeroporto di Pisa. Il volo si è svolto regolarmente e si è raggiunta la quota massima di 24.000 metri; la discesa è a v v e n u t a l e n t a m e n t e senza paracadute, in quanto a questa quota uno di due palloni è scoppiato mentre l'altro ha funzionato da freno nella discesa. La velocità di salita dell'apparato è s t a t a però più bassa del previsto, cosicché al momento della totalità i palloni si trovavano alla quota di 9.500 metri. L ' a p p a r a t o ha funzionato regolarmente e la fase di t o t a l i t à è s t a t a integralmente ripresa. I tempi di esposizione, di necessità lunghi, sono risultati t r o p p o F O T O G R A F I E R I P R E S E D U R A N T E L ' E C L I S S I D E L S O L E D E L 1 5 - 2 - 1 9 0 1 8 1 grandi in relazione ai periodi medi degli irregolari moti oscillatori del- l ' a p p a r a t o , moti dovuti alla turbolenza atmosferica, che è risultata in quel giorno piuttosto forte; di conseguenza l'immagine della corona non è risultata molto nitida. La luce diffusa dell'alta atmosfera è stata invece rilevata con suffi- ciente precisione: infatti gli spostamenti angolari nell'immagine nelle migliori fotografie sono stati dell'ordine di una decina di primi in media. N I risultati che si possono ottenere da questo tipo di rilevamenti fotografici sono t u t t o r a in esame, in quanto sono state scattati un mi- gliaio di fotogrammi durante t u t t a l'eclisse. Ma fin d'ora si può senz'altro prevedere un notevole interesse sia dal p u n t o di vista di rilevamento fotografico degli oggetti celesti, in particolar modo della corona solare, sia dal p u n t o di vista delle osservazioni della luce diffusa da p a r t e del- l'atmosfera. I n f a t t i tali rilevamenti, qualora vengano eseguiti a quote superiori ai 15-20 k m con l'apparato sopra descritto, hanno i seguenti vantaggi: 1) è inutile il puntamento dell'apparecchio fotografico, dato che si t r a t t a di u n sistema di ripresa all-sky; 8 2 R . C I A L D E A - M . C I M I N O - G . F E A 2) è quasi totalmente annullato l'effetto p e r t u r b a t o r e dell'atmo- sfera sulle immagini degli oggetti celesti; 3) è ridotto notevolmente l'assorbimento delle radiazioni, specie nell'u.v. prossimo; 4) è ridotta la brillanza del cielo diurno, ciò che fa sperate con qualche piccola modifica all'apparato, di poter riprendere la corona so- lare al difuori dell'eclisse. P e r quanto riguarda le osservazioni della luce diffusa da p a r t e del- l'alta atmosfera, u n tale metodo, se da u n a p a r t e presenta le note dif- ficoltà proprie della fotometria fotografica, dall'altra presenta l'indubbio vantaggio di poter rilevare la brillanza di t u t t a la volta celeste contem- poraneamente e in ogni direzione. Il problema particolare della diffusione della luce d u r a n t e l'eclisse, da noi studiato, presuppone la conoscenza della geometria dell'ombra della luna istante per istante. Nel nostro caso l'intersezione del cono d'ombra con un piano orizzontale era un'ellisse con u n a forte eccentri- cità (i semiassi avevano una lunghezza di 200 e di 43 km rispettivamente. Nella Fig. 2 è riportata questa ellisse orientata con la direzione del me- ridiano geografico e con la linea centrale di totalità, che è r a p p r e s e n t a t a da u n a r e t t a ; essa può essere considerata come la traiettoria a p p a r e n t e di u n osservatore al suolo d u r a n t e la totalità (i valori si riferiscono alla località di Pisa). Nelle Figg. 3 e 4 sono riportate due fotografie prese con un intervallo di qualche m i n u t o l ' u n a dall'altra, ma la prima ripresa d u r a n t e la fase parziale e la seconda d u r a n t e la fase di totalità. Da un semplice esame si può osservare che durante la fase parziale l'atmosfera è n e t t a m e n t e più luminosa nel piano verticale del sole: i n f a t t i predomina ancora l'il- luminamento diretto della fotosfera solare. D u r a n t e la t o t a l i t à invece si ha solo la luce che proviene dalle zone dell'atmosfera al difuori del cono d'ombra. È nettissima la differenza t r a l'illuminamento nel piano verticale del sole (dove la zona luminosa raggiunge l'altezza minima) e l'illuminazione nel piano normale (dove l'altezza è massima). I n f a t t i se si osserva il percorso apparente del pallone nel cono d'ombra, si vede che nella po izione a) (al centro del cono, cioè nella fase massima del- l'eclisse) la fascia luminosa dell'atmosfera si trova a u n a distanza di circa 43 k m nel piano normale al verticale del sole; ciò significa che l'al- tezza della fascia luminosa è di circa 15° (se si suppone che l'atmosfera sia sensibilmente diffondente fino a quote di 10-15 k m ) ; nella direzione F O T O G R A F I E R I P R E S E D U R A N T E L ' E C L I S S I D E L S O L E D E L 1 5 - 2 - 1 9 0 1 8 3 del sole invece lo stesso angolo vale circa 3°, in quanto la fascia luminosa si trova a una distanza di circa 200 km. L'altezza di questa fascia lu- minosa, indipendentemente dal valore numerico si presenta perciò minima nel piano verticale del sole e massima nel piano ad esso normale. Fig. 3 Fig. 4 I n u n a posizione intermedia per es. in b) la situazione è diversi!,. Nella Fig. 5 è riportata u n a fotografia ripresa in questa posizione. Si osserva a n z i t u t t o che le altezze della fascia sono essenzialmente diverse, m a è notevole il f a t t o che la fascia luminosa non ha l'altezza minima nel piano verticale del sole, ma in una direzione sensibilmente diversa. Ciò può essere facilmente interpretato con l'ausilio della Fig. 2 osservando che nella posizione b) la direzione nella quale la fascia deve avere l'altezza minima (cioè dove il limite dell'ombra è più distante) non coincide con il piano verticale del sole passante per il pallone. Le misure fotometriche, che si stanno ora eseguendo, tendono alla valutazione della diffusione della luce (la p a r t e dell'alta atmosfera. La situazione d u r a n t e l'eclisse può essere così schematizzata: in ogni p u n t o di un fotogramma ripreso durante la totalità si ha un annerimento che è funzione della brillanza dell'atmosfera nella direzione della volta celeste corrispondente. In ogni direzione questa brillanza è dovuta generalmente a due regioni dell'atmosfera ben distinte: 8 4 R . C I A L D E A - M . C I M I N O - G . F E A .1) u n a regione esterna al cono d'ombra, dove si può considerare prevalente l'illumin unento dovuto alla fotosfera solare; 2) u n a regione i n t e r n a al cono d'ombra, dove prevale l'illumina- mento dovuto alle regioni dell'atmosfera esterna al cono d'ombra, poiché si può considerare del t u t t o trascurabile l'illuminamento dovuto alla corona solare. Fig. 5 Le fotografìe riprese d u r a n t e la fase parziale sono s t a t e adoperate per la valutazione degli effetti secondari di diffusione dovuti all'atmosfera stessa ed all'albedo. U n esame preliminare ha già m o s t r a t o che, ad ec- cezione di u n a zona molto bassa vicino all'orizzonte, questi effetti se- condari, alle quote da 8.000 ai 10.000 m e t r i circa nelle condizioni del- l ' a t t u a l e eclisse, sono del t u t t o trascurabili. P e r t a n t o le misure sui foto- grammi f c a t t a t i d u r a n t e la totalità p e r m e t t e r a n n o di nisurare la dif- fusione secondaria come differenza t r a quella osservata e quella primaria dovuta alle regioni 1), e che si può calcolare in base alla geometria del cono d'ombra, alla densità dell'atmosfera alle diverse quote ed all'illu- minamento dovuto al sole d u r a n t e la fase parziale. P e r la realizzazione di questa ricerca, fase iniziale di u n programma, che si spera di sviluppare nel prossimo f u t u r o , è gradito ringraziare i Ministeri della Difesa e delle F O T O G R A F I E R I P R E S E D U R A N T E L ' E C L I S S I D E L S O L E D E L 15-2-1901 8 5 Finanze. Essi hanno dato u n a sostanziale collaborazione per il lancio e per l'inseguimento r a d a r delle apparecchiature, da p a r t e dell'Aeronautica Militare I.T.A.V. D.A.T. e Comando dell'Aeroporto (li Pisa e per il recupero delle stesse apparecchiature, effettuato appena due ore dopo il lancio dalla Sezione Elicotteri della Guardia di Finanza (li Pisa. RIASSUNTO Nel presente lavoro ali A.A. riferiscono su un lancio effettuato du- rante l'eclisse totale di sole del 15 Febbraio 1961 mediante palloni. Lo scopo della ricerca è quello di rilevare la luce diffusa da parte dell'atmosfera e di eseguire fotografìe della corona esterna del sole ad alta nuota. Gli A.A. descrivono l'apparato adoperato e riportano alcune fotografie ottenute, con una breve discussione sulla iUuminaHone della volta celeste durante le fasi dell'eclisse. SU M MARY On the occasion of the 1961 total solar eclipse a programme of research had been elaborated by the Istituto Nazionale di Geofisica, the Monte Mario Astronomica1 Observatory and the Italian Ministri/ of Air meant to measure the light diffused by the atmosphere and to talee photograplis of the corona of the sun from high altitudes. This research was carried out by sending info the upper atmosphere a photographic camera of the all-shy type. In this paper the apparatus are described and some results of tliis flight are reported with some photograplis taken during the eclipse. In order to study the secondari/ diffusion the illumination of the celestini vault during the eclipse are briefly discussed. B I B L I O G R A F I A (1) R. C I A L D E A , Ann. dì Geofis., V, 409, (1952). R. CIALDEA, P . Dominici, Ann. di Geofis., V, 581, (1952). (2) R. C I A L D E A , Ann. di Geofis. IX, 451. (1956).