R I S U L T A T I D I U N A N N O D I M I S U R E E S E G U I T E A P A V I A , A C I E L O S E R E N O , C O N I L D O S I M E T R O P E R L ' U L T R A V I O L E T T O G . ALIVERTI - G . PANNOCCHIA Dall'ottobre 1944 al settembre 1945 è stato possibile eseguire a Pavia, presso l'Osservatorio Geofisico, una serie di osservazioni con il dosimetro per l'ultravioletto, osservando ogni ora circa, durante le giornate perfettamente serene verificatesi in quell'epoca; in totale durante 41 giorni. Il dosimetro, di proprietà dell'Istituto di Fisica ter- restre e Geodesia dell'Università di Torino, è un apparecchio della I. G. Farbenindustrie Aktiengesellscbaft a tubo di quarzo, ultimo mo- dello, ed è molto diffuso per scopi climatici e bioclimatici; le sue indicazioni si possono ritenere esatte entro il 10%. Lo scopo che vo- levamo raggiungere era appunto quello di precisare uno dei carat- teri del clima di Pavia che finora non era stato preso in considera- zione. Per ogni misura eseguita è stata calcolata la corrispondente al- tezza di sole e tutte le misure di un mese sono state rappresentate, in funzione dell'altezza del sole, sopra un unico foglio millimetrato, così clie per ciascun mese si è poi potuto tracciare, f r a i punti osser- vati, una linea rappresentante la media intensità della radiazione UV (diretta -f- diffusa) segnalata dal dosimetro, in funzione dell'altezza del sole. Una unica ascissa è stata attribuita a intensità osservate nella mattina o nel pomeriggio con la medesima altezza di sole; e ciò in considerazione del fatto che il grado di precisione delle misure non è molto elevato come già si è detto. L'insieme dei risultati è sinte- tizzato dai numeri della tabella I, numeri letti sulle curve medie suddette. Dalla tabella I si ricavano gli andamenti annui per altezza di sole costante, leggendo i numeri delle colonne verticali, e gli anda- menti mensili per altezza variabile, leggendo i numeri delle righe orizzontali. Ciascuna curva media mensile è stata planimetrata per calcolare l'energia diurna totale, relativa a ciascun mese, della radiazione UV 2 0 8 C . A L I V E R T I - C . P A N N O C C H I A giungente al suolo a P a v i a ; la fig. 1 rappresenta in unità arbitrarie i risultati del calcolo in questione; essa indica un valore massimo, della energia UV ricevuta, in corrispondenza al mese di maggio. Ma a pro- posito di questo andamento della curva dell'energia è da notare clic al variare dell'altezza del sole si sposta il baricentro dello spettro UV giungente al dosimetro. E allontanandosi di poco da A = 0,3 |i verso valori maggiori di lamda, l'energia portata dalla radiazione solare diventa anche 100 e più volte maggiore e quindi il massimo dell'ener- T A B E L L A I Intensità della radiazione UV in unità arbitrarie (anno 1944-45, Pavia) A l t e z z a d e l s o l e 1 0 ° 1 5 » 20" 25" 30" 3 5 ° 4 0 " 4 5 " 50" 55" 60" 65" G e n n a i o 2 , 7 3 , 9 5 , 2 6 , 3 F e b b r a i o 1 , 4 2 , 4 3 , 6 5 , 3 7 , 4 8 , 4 M a r z o 1 , 0 1 , 8 3 , 0 4 , 6 6 , 6 1 0 . 1 1 5 , 8 2 1 , 4 A p r i l e 1 . 0 1 , 6 2 , 6 4 , 4 6 , 6 9 , 6 1 4 , 1 2 0 , 4 2 8 , 4 3 2 , 8 M a g g i o 0 , 8 1 , 2 2 , 4 4 , 0 6 , 8 9 , 4 1 3 , 1 1 7 , 6 2 2 , 6 2 8 , 7 3 4 , 4 3 7 , 7 G i u g n o — 1 , 3 2 , 4 3 , 6 5 , 9 8 , 6 1 2 , 2 1 6 , 4 2 0 , 7 2 4 , 4 2 7 , 0 2 8 , 6 L u g l i o 0 , 5 1,4 2 , 8 3 , 9 5 , 8 8 , 3 1 1 . 1 1 4 , 6 1 8 , 2 2 1 , 8 2 5 , 5 2 7 , 4 A g o s t o 0 . 8 1 , 8 2 , 8 3 , 8 6 , 0 9 , 2 1 3 , 4 1 7 , 8 2 2 , 8 2 7 , 4 2 9 , 6 S e t t e m b r e 1 , 4 1 , 7 2 , 6 4 , 7 7 , 8 1 0 , 8 1 3 , 1 1 4 , 5 1 5 , 4 O t t o b r e 1 , 4 2 , 1 3 , 7 5 , 4 7 , 6 9 , 3 1 0 , 4 N o v e m b r e 1 , 8 2 , 2 3 , 3 4 , 3 m e d i a 1 , 3 1 , 9 3 , 1 4 , 6 6 , 6 9 , 3 1 2 , 9 1 7 . 5 2 1 , 3 2 7 . 0 2 9 , 1 3 1 , 5 già dedotto dalle misure in questione è di complicata interpretazione; inoltre va tenuto presente anche l'andamento della curva di sensibi- lità del dosimetro che cade rapidamente verso zero nei pressi di 1 = 0,32 u. Dai dati sperimentali non è possibile il calcolo di un fattore di trasmissione non soltanto per le ragioni ora citate ma anche perche i l dosimetro non misura soltanto la radiazione diretta ma anche la diffusa e per piccoli valori di h soprattutto il calcolo non ha senso; tuttavia, per le altezze maggiori, per le quali è da ammettere che l a R I S U L T A T I DI U N ANNO DI M I S U R E E S E G U I T E A PAVIA 2 0 9 radiazione diffusa sia piccola in confronto della diretta, questo cal- colo indica chiaramente un massimo della radiazione UV di lunghezza d'onda molto corta nei mesi primaverili, soprattutto in maggio poiché soprattutto in quei mesi e non d'estate si ottengono, per altezze del sole sopra i 40°, i valori più bassi del fattore di trasmissione e pre- cisamente dell'ordine di 0,05. A proposito di questi valori è da ricor- dare che per Washington, Coblenz e Stair danno 0,06 per X = 0,300 (x e 0,12 per A= 0,305 [i. Nella figura 2 sono rappresentati graficamente gli andamenti lun- 200 1 5 0 100 5 0 0 < / \ / / / / / / \ \ \ \ s N s s / / / / / N \ \ \ \ \ V / / / / / / \ \ * \ \ \ \ \ / f \ \ < \ \ s \ N Meìi 6 F M A M G L A 5 0 N D F i g . l go l'anno della intensità della radiazione UV a Pavia per altezze di sole 20°, 30°, 40°, 50° e 60". Come si vede la intensità della radiazione misurata con il dosimetro, per altezze superiori ai 40°, ha un minimo marcato in corrispondenza al mese di luglio (1945). Per i valori ele- vati dell'angolo di altezza, per i quali evidentemente la radiazione diffusa è meno importante in confronto di quella diretta, quel minimo di intensità non ha certamente relazione con i l massimo del conte- nuto di ozono degli alti strati atmosferici; infatti se si guardano gli andamenti annui del contenuto di ozono misurati dal 1939 al 1943 (*) nelle stazioni di Arosa, Potsdam, Aalirus e Tromso, una simile cor- 2 1 0 G. A L I V E R T I - G. P A N N O C C H I A rispondenza non si trova poiché i l massimo nel contenuto di ozono si verifica secondo quelle misure, come pure secondo quelle di Dohson, nei mesi primaverili. A spiegare il disaccordo in questione probabil- mente valgono ancora le considerazioni esposte prima. È tuttavia da segnalare il fatto che i risultati di recenti misure di radiazione so- lare UV diretta, fatta a Locamo Monti, con cellula fotoelettrica al Cd (A = 0,288 —0,366 n), f r a l'ottobre 1945 e la fine del 1947, danno pure andamenti delle intensità UV con l'altezza del sole che poco 3, u:a 3 0 25 2 0 15 10 0 Mesi 6 \ \ \ \ \ t \ \ \ \ \ \ \ / / / / / 6 0 ° \ \ N s / / \ \ \ \ s N / \ \ \ \ \ \ 50° * / / s' V N \ > 4 0 ° 3 0 ° * * 2 0 ° * * 2 0 ° M M N F i g . 2 hanno a che fare con gli andamenti del contenuto di ozono citati prima. D'altra parte anche altre misure di intensità dell'C/F solare al suolo eseguite con la cellula a Cd (campionata a Davos) ed elabo- r a t e da F. Lindhohn ( 2 ) indicano per ciascuna altezza del sole fino a 50° (misure svizzere) un minimo della radiazione durante l'estate, come appunto risulta dalle nostre misure con il dosimetro. Le misure calcolate da Lindliolm sono relative ai periodi 1916-18 e 1921-28. Nella sensibilità, dei diversi strumenti in questione, per lunghezze d'onda sensibilmente maggiori di 0,30 LI si dovrà verosimilmente trovare la R I S U L T A T I DI U N ANNO DI M I S U R E E S E C U I T E A P A V I A 2 1 1 spiegazione dell'andamento annuo della intensità UV misurata sia dal dosimetro sia dalla cellula a Cd. Napoli —• Istituto Universitario Navale. Istituto Naz. di Geo fisica — Osserv. di Pavia — Febbraio 1951. RIASSUNTO Si pubblicano i risultati di un anno di misure eseguite a Pavia, a cielo sereno, con il dosimetro per l'ultravioletto e si mette in rilievo come le nostre misure, d'accordo con quelle analoghe di altri speri- mentatori, denuncino un andamento annuo della radiazione UV che non si accorda con l'andamento annuo del contenuto in ozono osser- vato dalle stazioni che seguono regolarmente tale contenuto. Si met- tono pure in evidenza alcune condizioni sperimentali che potrebbero intervenire nel determinare il disaccordo. B I B L I O G R A F I A (!) Bericlite des Deutschen Wetterdienstes in der US-Zone. N . 1 1 , p a g . 3 5 , fig. 2 9 , 1 9 4 9 . ( 2 ) GUTENBERG V . : Handbuch der Geophysik. V o i . V I I I , fig. 2 , p a g . 3 1 3 , tal). 4 5 , e d i z . 1 9 4 3 .