i : E C E N S I O N I E S P I N O S I DE COS MONTEHOS J O S É MARIA - H i EI.IN G U I L L E R H I O S A N S : Red de ob- servaciones con gravimetro eli la pro- vincia de linei va " Investigacion gravi- metrica en la zona minerà del Caslil- 10 de las Guardas - P u b i ) . dell'Istituto ' G e o g r a f i c o e Catastale di Madrid, p p . 32, carie 3. figg. 7. 11 servizio geodelico dell'Istillilo Gco- grafico e catastale spagnolo ha compiu- to recentemente una vasta campagna gra- vimetrica con il gravimetro elettromec- canico « Askania A . 25 » di proprietà del- l'Istillilo stesso, nella provincia di l l u e l - va, mentre l ' I s t i t u t o Geologico e Mine- ralogico spagnolo ha effettuato con i l proprio gravimetro uno studio di inve- stigazione geofisica nella zona minera- ria di « Castillo de las Guardas » nella provincia di « Sevilla ». Nella prima campagna l e stazioni ven- nero distribuite con u n i f o r m i t à lungo una maglia rettangolare di lati variabi- li da cinque ad otto chilometri. C o m e base gravimelrica di riferimento venne- ro considerale l e località A r a c e n a (par- tenza) e Cortegana (arrivo) dove in pre- cedenza erano state eseguite misure pen- dolari. La differenza gravimetrica fra queste due località determinala col gravimetro è risultata in perfetta corrispondenza con quella determinata col metodo pendola- re, ciò che prova la bontà delle osserva- zioni eseguite. S i ottenne infatti: Aracena pend. Cortegana » d i f f . 979.902gal grav. 0.0 979.899 » -2.1 limai 1 vari anelli osservati sono affetti di errori inferiori a 1 mgal. Vennero complessivamente osservate 79 stazioni. I risultati conseguili sono rac- colti in opportune tabelle, dove al n o m e della stazione è aggiunta la indicazione della ubicazione della stazione stessa, i valori delle latitudini delle stazioni, ne- cessarie per il calcolo delle gravità nor- mali (Yo) calcolale con la formula in- ternazionale. le altezze delle stazioni (ot- tenute con il barometro o con i dati della triangolazione esistente), le gravità normali, quelle osservale, l e correzioni di F a y e d i ' quelle ili B o u g u e r ( B i e l e anomalie ( A l . La correzione di B o u g u e r venne al so- lilo determinata con la formula B - - •I I-I (-1 „ , li dove è la densità del terreno circo- stante la stazione e (~>m la densità m e d i a . P e r <"> e per <">ln vennero sempre assunti 5,52, sicché si e b b e co-valori 2.65 t anteniente 3 -l B 2 65 : - 0 , 3 6 I I -3mgal - 2 . 1 m g a l e poiché II = 3086.Q (con Q quota della stazione) cosi le anomalie sono definite dalla : A = g + 11 + B — y „ = g + 0 . 6 1 I I — Y „ =-g + 0 , 1 9 8 . Q—Y„ . P e r tutte le stazioni si ottennero ano- malie positive variabili da un minimo di 12 ad un massimo di 57 milligal. Nella seconda campagna furono inve- ce osservate 211 stazioni lungo una ma- 656 RECENSIONI glia rettangolare, con 12 profili paralle- li da .Nord a Sud. ricoprenti la zona di studio. I risultati ottenuti furono com- pensati dato che le maglie parziali erano chiuse. I valori hanno permesso, su una carta in scala 1 : 5 0 0 0 . il tracciamento del- le curve isoanomale con la equidistanza di 0.2 m i l l i g a l . Da quesla carta risulta che le anomalie vanno crescendo da 0 - vcst ad Kst della regione, da un mini- mo di 1,4 mgal (parte occidentale) ad un massimo ili 4,2 mgal ( o r i e n t a l e ) . Mancano nella M e m o r i a in esame cenni sulla interpretazione geofisica dei risulta- li conseguili. Sono invece riportati per tutte l e stazioni in opportuni specchi n u m e r i c i , l e latitudini delle stazioni, le quote, le riduzioni per le latitudini, per l e altezze, per le densità terrestri. ì va- lori ottenuti con il gravimetro. Per 0 venne assunto il valore 2.7. La riduzione di latitudine venne fatta con r i f e r i m e n t o al valore <( = 37 J 41" 4 9 " . ( G . B.) \ I L E I . I N G U I I . I . E R V I O S A N S - E S P I N O S A DE I.OS M O N I EROS J O S É M A R I A : Determi- naciòn rie per/iles con ci gravimetro electro-mecanico « Askania mini. 25 » en la zona l.inares - Baiteli - Jabah quinio - P u h b . dell'Istituto Geogra- fico e Catastale ili Madrid, p p . 15. earte 6. \ cimerò eseguite quattro serie di os- seivazioni (profili) lungo le strade che uniscono le l o c a l i t à : L i n a r e s - B a i l e n (lun- go un parallelo geografico). L i n a r e s - R i o Guailalimar (lungo una direttiva Nord- ( Ivest, Sud-Est), Linares-Tobarnela-'Cru- ce fino a B a i l e n (lungo una direttiva .Nord-Est, Sud-Ovesl) ed infine B a i l e n - 1 errocarril (lungo a l l ' i n c i r c a un meri- diano I. In que.-'i profili vennero rispettivamen- te eseguite n . 24, n. 25, n. 4 4 , n . 55 stazioni (complessivamente n. 148 sta- zioni) col gravimetro « Askania n . 25 ». L e stazioni vennero collegate fra loro ad una distanza massima ili 500 m e t r i e me- dia di 200 m e t r i . Come di consueto ai valori osservati sono state apportate le riduzioni per la latitudine, (assumendo per latitudine di r i f e r i m e n t o il valore •18° 06'i per la altitudine (riduzione di Faye) e per le densità (riduzione di B o u g u e r ) assumendo costantemente per densità superficiale il valore 2..'S, e per densità media 5,52. I valori ottenuti so- no raccolti profilo per profilo in oppor- tune tavole numeriche, dove sono pure riportate le differenze gr av ime tr iche os- servate e ridotte. P e r lutti i profili que- ste ultime risultano positive, di valori non molto dissimili fra l o r o . Si ha difatti per i profili dianzi con- siderati: profilo ililf. massima diti, minima I 13-98 mgal 37.01 mgal I I 33.12 I I I 36.58 I V 41.27 29.86 » 31.07 » 25.06 P e r ognuno ili questi profili gli Au- tori riportano un grafico sul quale, con linee continue, sono riportate le curve corrispondenti alle altitudini delle sta- zioni (ottenute con una livellazione geo- m e t r i c a adoperando 1111 livello Zeiss) alle differenze di gravità, osservate, alle dif- ferenze di gravità ridotte. Sull'asse del- l e ascisse vengono segnate le distanze progressive delle singole stazioni. Con molta approssimazione queste ultime curve risultano a l l ' i n c i r c a parallele al- l'asse delle ascisse per i p r i m i tre profili, m e n t r e per il quarto profilo l a curva è sempre ascendente da 25 a 40 m i l l i g a l . P e r ogni profilo poi le altre due curve risultano a l l ' i n c i r c a f r a loro simmetri- che. Questo fatto secondo gli Autori è d'accordo con la costituzione geologica della r e g i o n e . ( G . B.) I T A RECENSIONI FISCHER V IL.: The Caselle Peninsula, ì\ew' Brìtaiii Earlhquak-e of Jniiiiary 34, 1941 - B u l l . Sci sin. S o r . A n i . X X X I V , 1-12 ( 1 9 4 1 ) . I I t e r r e m o t o avvenne alle 21' 27'". 6 ( o r a locale) del 11 gennaio 1911 lift'1 27"', () T . M . G . del 1 3 - 1 - l l j e fu sen- tito in tutta la penisola di Gazelle a est della Nuova B r i l a n n i a in A u s t r a l i a . L a scossa p r i n c i p a l e fu seguita nel p r i m o giorno da 222 sco.-se, c h e raggiunsero talvolta anche il grado \ della scala R o s - s i - F o r e l , succedendosi ad intervalli di pochi minuti per m o l t e o r e di seguito e n e l l e successive 4 settimane e b b e r o ri- spettivamente 323, 78. -I 1 e 33 scos.-e re- gistrate alla stazione sismica di R a b a u l . tulle provenienti da una distanza di cir- ca 15-21) miglia a .-ud-est di R a b a u l . Dai dati macrosismiei raccolti in gran nume- ro nella r e g i o n e l ' a u t o r e ha potuto sta- b i l i r e l ' e p i c e n t r o p r e - - o il villaggio di W a n g a 21 miglia a sud-ovest di R a b a u l . L ' a u t o r e descrive gli effetti più note- voli prodotti dal terremoto elio p r o v o c ò f r a n e e slittamenti e quindi fa a l c u n e considerazioni circa l'attività sismica del- la r e g i o n e messa in relazione con quella \ uleaniea. I 1/. G . i I.INBBMAN l'ini.T.ii's MARCEI.I.A: Issocia- tìon of large ions ami fog - T e r r . magli, a t m . electr. 4 7 . 295-299 « 19421. D u r a n t e una ricerca effettuala nel 1941 allo scopo di misurare i grossi ioni me- diante un apposito contatore, lu notala una p e r c e n t u a l e di tali ioni eccezional- m e n t e alla durante la notte dal 3 al 1 d i c e m b r e : questa anorinalilà precedeva una ampia f o r m a z i o n e di n e b b i a lungo tutta la costa Nord A t l a n t i c a . I n a tabella riassume le o-serv azioni eseguile di ora in ora dalle 151' del 3 die. alle IO1' del 1 d i e . : sono posti a c o n f r o n t o la c o n c e n t r a z i o n e dei grossi ioni e la visibilità, l.a concentrazione 6 5 5 raggiunge valori insolitamente alti sette ore p r i m a della formazione della neb- bia. diminuisce durante e aumenta ili nuovo dopo la scomparsa della n e b b i a . F u r o n o fatte altre r i c e r c h e per v e d e r e -e effettivamente esiste una q u a l c h e re- l a z i o n e ira i due f e n o m e n i : le indagini sembrano c o n f e r m a r e tale ipotesi. Si di- scutono le eventuali cause, i l . , l/.i W UT G . R . : Effecl of smoke on tlie al- mosplieric-eleelric elements al the II n- llieroo Magnetic Observalory - T e r r . Magli, alni, e l e e l r . . 18. 49*63 (1943i I. Durante i mesi .'stivi, per varie c a u - e . n e l l Australia o c c i d e n t a l e viene p r u d o n o parecchio fumo elle spesso ,-i addensa an- che sull'Osservatorio Magnetico di 'Vi-'a- i b e r o o . 1 giorni in cui si nota il f u m o -OMO frammisti più o meno irregolar- m e n t e agli a l t r i . Dalle registrazioni -lil- la c o n d u c i b i l i t à dell'aria effettuate net 1922 risulta che il f u m o provoca lilla notevole d i m i n u z i o n e della conducibili- tà, m e n t r e m i s u r e sul gradiente di poten- ziale f a l l e ilei 1924 hanno m o s t r a l o i o- ine, in presenza di f u m o , tale gradien- te aumenti s e n s i b i l m e n t e . Constatato d u n q u e che la presenza (li f u m o perturba gli elementi elettrici d. 1- l'almo.-fera, fu eseguita una serie di o - - servazioni durante tulio il periodo 1926- 1934. limitando però tali osservazioni ai mese di f e b b r a i o , mese ili cui la pre- senza di f u m o è più frequente e di no- tevole intensità. In vari grafici sono ri- portati i risultati delle osservazioni : quelli relativi ai giorni in cui c ' e r a pre- senza di f u m o separatamente da quelli in cui il f u m o era c o m p l e t a m e n t e a-- sente. R i s u l t a da tali grafici come il fu- mo provochi un aumento nel gradiente di potenziale ' a c o n f e r m a dei risultati conseguiti nel 192 II. una diminuzione, nella somma delle c o n d u c i b i l i t à positiva e negativa ' ' • ) , u n . aumento piut- tosto piccolo nel rapporto tra queste due 6 5 6 R E C E N S I O N I conducibilità < '•) e un abbassamen- to della corrente aria-terra. L ' e f f e t t o del fumo, inoltre, è più pro- nunciato durante la notte che non duran- te il giorno. S i lenta di dare una spie- gazione di questo fallo supponendo che la maggior presenza di fumo durante le ore notturne sia collegato con la velo- cità e la direzione del vento, e si fan- no ricerche in questo s e n s o ; ma sembra invece, dopo tali r i c e r c h e , clic tra i due falli non ci sia relazione di sorta. In uno studio preliminare fatto dal- l ' a u t o r e in collaborazione con T o r r e s o n . si era trovalo che la cor r e nte aria-terra era sensibilmente la stessa con o senza f u m o . Ciò è in disaccordo con quanto l ' A u t o r e trova in questa ricerca, giacché risulla o r a che la presenza di fumo a \\ atheroo tende a ridurre il valore di tale corrente. La evidente contradizione è dovuta ail una inopportuna ed insuf- ficiente scelta dei giorni falla nella pre- cedente ricerca. I risultati ora invece conseguili permettono di dedurre che il f u m o si distribuisce lungo uno spessore verticale sufficiente ad interessare in mo- do apprezzabile la resistenza totale del- la colonna d'aria verticale lungo cui pas- sa la corrente aria-terra. Questa ed al- tre prove indicano che il fumo si esten- de ad una altezza di circa 1 k m . La re- ristenza totale della colonna verticale d'aria al disopra d e l l ' O s s e r v a t o r i o , va- ria notevolmente durante il g i o r n o : sia queste variazioni, sia i valori medi ven- gono aumentali quando il f u m o è presi-li- te. Si ritiene c h e alle variazioni diurne di tale resistenza, contribuiscano anche altri fattori, oltre il n u m e r o dei nuclei di condensazione e le sostanze radioatti- ve che si trovano nell'atmosfera. A n c h e la velocità con cui vengono pro- dotti i piccoli ioni nella bassa atmosfe- ra non rimane costante, durante il gior- n o . in alcune stazioni a terra, e questo fallo sembra sia dovuto ad un accumulo di sostanze radioattive che si verifica nel- l ' a t m o s f e r a (piando la velocità del vento è piccola, e ad una conseguente disper- sione di tali sostanze quando la velocità del velilo aumenta. L ' a n d a m e n t o medio (li quesla variazione presenta un massi- mo n e l l e p r i m e ore del mattino e un mi- n i m o durante la sera, i ! . . M.) [ numerical integration melhods as applied to strong-niotion data - B u l l . Seism. Soc. A n i . . X X X I I I . 21-60 (1943). S i discutono i p r o b l e m i inerenti alla integrazione numerica delle curve oscil- lanti e si discute 1111 particolare metodo di integrazione applicandolo al caso del- l e registrazioni ottenute con accelero- metri d e l l ' I . S . C . G . S . sperimentati su una piattaforma oscillante [M. G.) RUCE A . C . : Discussion of principal re- stili* frinii the engineering sland point B u l l . S e i s m . S o c . A111., X X X ] I I , 13-20 (1943). S i studia il comportamento di un ti- po di accelerometro standard della U . S C. G. S . sperimentandolo con una piattaforma oscillante ed esaminandone l'efficienza nei riguardi delle applicazioni t e c n i c h e ; si conclude che esso risponde p e r f e t t a m e n t e ' a l l o scopo e si verifica che agli effetti pratici le tre componenti so- no abbastanza indipendenti. I n o l t r e gli spostamenti e l e velocità computate nu- m e r i c a m e n t e sono in accordo, più che 657 sufficiente anche in misure di precisio- n e , con gli spostamenti e le velocità rea- li. lutine 1 integrazione ottenuta median- te l'analizzatore differenizale M . 1. T . coincide nettamente con i risultati del- l'integrazione n u m e r i c a . ( M G.L RUCE A . € . : Inalysis oj aecelerograins by meiuis of the M.l.T. differeiitial analyzer - B u l l . Seism. S o c . A n i . , X X X I I I , 61-63 (1943). Si riportano in questa nota i risultati ottenuti mediante l'integrazione mecca- nica delle curve ottenute da accelero- metri sperimentati -11 una piattaforma oscillante. L ' i n t e g r a z i o n e meccanica è stata eseguila con un particolare ana- lizzatore differenziale già descritto da Buseh in una nota pubblicala nel Jour- nal of the Franklin Institute. voi. 212. 11. 4 . ( V . G . ) . GUTENBERC B . : Trave! tiines of princi- pal P and S phases, over snudi ili- stances in Southern California - B u l l . Seism. S o c . A n i . . X X X I V . 12-32 (1944). L autore ha condotto uno studio ac- curato su un abbondante ed ottimo ma- teriale costituito da numerosi sismogram- mi riferenti-i a 50 terremoti, opportuna- mente selezionati, registrati n e l l a Cali- fornia meridionale a distanze epicentra- li comprese entro gli 800 k m . 1 risultali relativi alle principali fasi hanno dato i seguenti valori per l e velocità a p p a r e n t i : \ ' p = 5 , 5 7 7 k m s e c Y P — 6 , 0 4 7 » Yi>„ =8.06 V s = 3 , 2 6 » Y s v = 3 . 6 5 k m s e c V S „ = 1 , 4 5 » L e velocità effettive delle l ' y e Sy ro- llo inferiori circa del 0,3".. rispetto alle velocità apparenti mentre per le l'n ed Sn la velocità effettiva è del 0.5 più piccola della velocità apparente. La ve- locità delle onde longitudinali e ira-ver- 656 RECENSIONI -,iii cresce con la p r o f o n d i l a nei p r i m i ."in AHI di c i r c a l ' u n o p e r c e n t o o g n i ili K m . I.o . - p o s o r e d e l l o strato del granito ili 18 K c a . con lievi v a r i a z i o n i lo- <:.li: gli strali s u p e r f i c i a l i n e l l e r e g i o n i i n - l i e r e d e l l a C a l i f o r n i a m e r i d i o n a l e rag- g i u n g o n o c o m p l e s s i v a m e n t e lo spessore .li 35 K m ; il loro spessore a u m e n t a •. i r-o l ' i n t e r n o lino a r a d d o p p i a r e sol- IN la S i e r r a N'evada. 1.1/. G. I. SAVAHENSKI 11. F . : Diagram for interpre- tatimi oj deep focus eurtliquakes - A c . des S e . rie l ' U . R . S . S . - P u b b l . de l ' I n , ! . S é i s m o l . de M o s c o u , 6 ( 1 9 4 6 ) . N e l l ' i n t e r p r e t a z i o n e dei t e r r e m o t i la disianza c p i c e n t r a l e è in g e n e r a l e consi- derala ( p e r i t e r r e m o t i s u p e r f i c i a l i ) qua- le a r g o m e n t o (ascissa) delle t a b e l l e (o d r o m o c r o n e ) . F." i m p o r t a n t e tuttavia po- ter d i s p o r r e ( p e r i t e r r e m o t i p r o f o n d i ) di d i a g r a m m i i o t a b e l l e ) in cui la disian- za c p i c e n t r a l e figuri q u a l e f u n z i o n o e i l t e m p o di tragitto, c o m e a r g o m e n t o . L a ben nota tarala ilei Iirunner è l ' e s e m p i o di un lale d i a g r a m m a . In que.-ta Nota l ' A . p r e s e n t a un a l t r o d i a g r a m m a in cui gli a r g o m e n t i s o n o gli i n t e r v a l l i S - P e s P - P ( p e r distanze epi- c e n t r a l i f r a I t e 2 2 " ) o p P - P ( p e r di- sianze fra 22" e UH)'): f u n z i o n i sono la disianza c p i c e n t r a l e e la p r o f o n d i t à ipo- et l i l i a l e , r i c a v a b i l i da una f a m i g l i a di curve (Ile r a p p r e s e n t a n o l ' e q u i d i s t a n z a uli 2 ' in 2"i e da una f a m i g l i a di iso- l a l e (di 50 in 50 k m . ila II a 750 k m ) . II d i a g r a m m a , disegnato MI carta m i l l i - m e t r a t a , può essere m o l t o c o m o d o qua- lora sia p o s s i b i l e i n d i v i d u a r e con suf- ficiente sicurezza o l t r e a l l e P e l e S , an- i he a l m e n o le p i ' ( o s P ) . O - s e r v a n d o le i s o b a t e . si nota c h e in conseguenza delle e t e r o g e n e i t à d e l l ' i n t e r - no della T e r r a , l e curve r e l a t i v e alla p r o f o n d i t à di 700, 600 e 500 km p r e s e n - tano a l c u n e o n d u l a z i o n i . L ' A . c o n s i g l i a i n o l t r e , q u a l o r a si di- sponga di un g r u p p o di stazioni e le p i o f o n d i t à r i c a v a t e da c i a s c u n a differi- scano s e n s i b i l m e n t e , di a s s u m e r e q u a l e più p r o b a b i l e il valore m e d i o d e l l e pro- f o n d i t à e di r i c a v a r e poi in b a s e a q u e - sta p r o f o n d i t à p e r ogni s t a z i o n e u n va- l o r e m i g l i o r e della distanza c p i c e n t r a l e . ( C . M.i. DEEI. S . A . : Magnolie Declination in ISA-1915. U . S . Coa.-t and G e o d e l i e S u r v c y . ser 6 6 4 , 67 ( 1 9 4 6 ) . I l lesto si r i f e r i s c e ad u n a m a g n i - fica carta d e l l a d e c l i n a z i o n e e della sua v a r i a z i o n e a n n u a negli S l a t i U n i t i al 1 9 4 5 . e c o m p r e n d e allo s c o p o a l c u n i cen- ni -oli;! natura della v a r i a z i o n e s e c o l a - r e . sulla v a r i a z i o n e m a g n e t i c a d i u r n a e c c . , con n u m e r o s e t a b e l l e . R i s p e t t o al- la p r e c e d e n t e e d i z i o n e del 1 9 4 0 , il te-Io d e s c r i v e più a m p i a m e n t e i n u o v i m e l o - di di r a p p r e s e n t a z i o n e c a r t o g r a f i c a e ta- b e l l a r e s e g u i t i . I n o l t r e spiega a b b a s t a n - za in dettaglio i m e t o d i p e r l a d e t e r m i - n a z i o n e del m e r i d i a n o g e o g r a f i c o , la cui c o n o s c e n z a è n e c e s s a r i a p e r la d e t e r m i - n a z i o n e della d e c l i n a z i o n e in un p u n t o . (C. MA. AI.I.EN C . \\ . : l arialion of tlic sun's ul- tra'vioìet radiatimi as revealed by io- nospheric and geomagnetic observa- lions - T e r r . M a g l i , and A l n i . E l e c t . , 51, 1, 1-18 ( 1 9 1 6 ) . S o n o r i p o r t a t i i r i s u l t a t i di u n o stu- dio d e l l e v a r i a z i o n i a b r e v e e l u n g o pe- r i o d o delle f r e q u e n z e c r i t i c h e p e r gli strati i o n i z z a l i l i . F „ F 2 a W a s h i n g t o n , H u a n e a y o ( P e r ù ) , W a l l i c r o o ( A u s t r a l i a o c c i d . ) e Moiinl S t r o m l o ( A u s t r a l i a o r i e n t . ) . p e r l ' e p o c a 1 9 3 7 - 4 4 . I f a t t o r i t e r r e s t r i sono slati e l i m i n a t i , affinchè le f r e q u e n z e r a p p r e s e n t a s s e r o l e v a r i a z i o n i d e l l a l u c e u l t r a v i o l e t t a i o n i z z a n t e . I no 656 R E C E N S I O N I -Indio analogo è slato compiuto anche -lille variazioni in ampiezza del campo magnetico S( ( ( dovuto all'attività solare n o r m a l e , cioè astrazione l'alia dalle per- lurbazionii ad Vpia i Samoa), W a l h e r o o e Cape Town per l ' e p o c a 1937-13. I.e variazioni annuali, mensili e giornalie- re sono stale confrontate con i dati so- lari a mezzo di grafici e melodi -ulle correlazioni. Le principali conclusioni .-ono l e seguenti: ai La parte variabile della radiazio- ne ultravioletta solare ha origine princi- palmente dalle regioni allive caratteriz- zate dall'apparizione di m a c c h i e . proLu- beranze e l a c o l c . h) Le sorgenti della radiazione ul- travioletta hanno un'esistenza più lunga delle macchie, e probabilmente anche delle l'acole. c) I tre strali ionosferiei E . 1- , ed !•., e il campo S<| sono influenzali dalle stesse fonti di luce ultravioletta. '/) L e fonti emettono una radiazio- ne ultravioletta considerevole quando so- no al centro del S o l e . ci La parte variabile del flusso ul- iraviolelto è proporzionale al numero di macchie solari. /1 Le l'acole p o l r c b b e r o produrre la radiazione ullraviolelta continua che è necessaria per spiegare le variazioni io- nosferiehe e geomagnetiche. (C. l/.i. 1ÌAHTEI.S J . : Geomagnetic dota on varia- tions solar radiatimi: Pari. I - u'ivn radiatimi - T e r r . Magli, and Alni. E - l e c i . . 51, 2. 181-242 ( 1 9 4 6 ) . . C o m ' è noto, dalle osservazioni geo- magnetiche si possono ricavare le varia- zioni nel tempo di due diverse specie di radiazione solare, una radiazione on- dulatoria Il ed una corpuscolare P. In questo lavoro, che è il primo di una serie. L A . ricava e discute serie omo- genee per II e P: questi dati, oltre al- 10 -Indio del magnetismo terrestre e ('el- la tisica solare, possono servire quale base n u m e r i c a per -ludi -u altre influen- ze solari in f e n o m e n i geofisici o biolo- gici. Distinguendo le variazioni « len- te 11 (espresse in medie mensili, trime- strali e annue) dalle variazioni « rapi- de » (nel corso di una rotazione del Sole), l ' A . trova che n e l l e prime le cor- relazioni fra l'attività solare li (espres- sa dai numeri relativi delle macchie so- lari i e II sono le più significative fino- ra trovale fra fenomeni solari e terre- stri, maggiori ancora di quelle trovate fra li e /'. Nelle seconde, viene stu- diala l'influenza delle variazioni in R su II e P, col seguente risultato: nu- merose analisi statistiche dimostrano che l e variazioni rapide ili R sono accom- pagnale — tranne che in prossimità del minimo delle macchie — da variazioni similari di II . con un ritardo di non più un giorno c i r c a . l ' e r contro, la relazione statistica fra R e P nelle variazioni rapide è stata trovata molto più debole che quella fra R e II . La tendenza al periodo di 27 giorni in I! è altrettanto marcala che in R . A iene infine discusso il significalo fisico di 11 : li è p r o b a b i l m e n t e una radiazio- ne solare assorbita piuttosto in b a - - o nella ionosfera, nello stesso stralo (o in prossimità di essol che è ionizzato dall'eccesso di radiazione ultravioletta emessa da u n ' e r u z i o n e solare. ( C . V . ) Snvi'l.Ev A. I L : The application of so- lar and geomagnetic data lo short- terni joreeasts of ionospheric eomii- tions ' T e r r . Magli, and Alili. Eb-et. 51. 2. 217-266 (1946). L ' A . descrive i procedimenti secondo i finali le tendenze ai ricorsi nell'atti- vità geomagnetica, i rapporti sull'atti- vità solare e varie relazioni solari-ter- restri sono adoperati nel preparare li- previsioni a breve scadenza ilei disturbi 656 RECENSIONI magnetici e i o n o s f e r i c i . l i programma per una raccolta sistematica dei dati so- lari e geomagnetici coordinati al Dipar- timento di Magnetismo T e r r e s t r e della Carnegie Institution di Washington i D M T C I W ) , in particolare per l'appli- cazione alla previsione sopra menziona- ta. è in funzione dal luglio 1912. Le previsioni diramate dall Interservice Ila- dio Propagation L a b o r a l o r y ( 1 R P L ) , in collaborazione col D M T C I W , vengono confrontate con l'attività magnetica per un periodo di 15 mesi, e mostrano che le previsioni sono soddisfacenti circa per il 70 per cento delle volte. Le analisi delle correlazioni f r a dati coronografici e spettroeliografici e attività magnetica mostrano che, oltre ad un periodo di due anni, è stata messa in evidenza una decisa tendenza dei disturbi a presen- tarsi quando le r e g i o n i solari identifi- cate da queste osservazioni si trovano ad est del meridiano centrale del S o l e . IC. M.) W E L L S H . W . E S H A P L E Y A . I L : Eelipse- ejjiei in FrI.ayer ni the lonosphere - T e r r . M a g n . and A l n i . E l e c t . 51, 3, 401-409 (1946). L e analisi delle osservazioni ionosfe- riehe durante gli eclissi parziali dal 4-5 f e b b r a i o 1913 e 25 gennaio 1911. effet- tuale agli osservatori ionosferici de] Di- partimento di Magnetismo T e r r e s t r e del- la Carnegie Institution di W a s h i n g t o n , mostrano che la ionizzazione dello stra- to F„ era in entrambi i casi inferiore alla normale prima dell'inizio dell'eclis- se, e rimase bassa più a lungo ilei pre- \ i s t o dopo l'eclisse. L ' e s a m e di questo effetto in relazione all'attività concor- rente del S o l e , specialmente di ampie legioni della corona, indica che radia- zioni provenienti da oltre il bordo del Sole possono contribuire alla ionizza- zione della regione. I valori del coefli- ciente di ricombinazione per lo strato F„ stimati dalle osservazioni di queste eclissi sono compresi fra I O - 9 e 2 . ] 0 ~ l u . I valori maggiori sono stati ottenuti quando le altezze apparenti, co- me pure le densità degli i o n i , erano m i n i m e . A Huaucavo ( P e r ù ) , durante l'eclisse del 25 gennaio 1911. lo strato F„ si spostò verso l'alto con velocità d e l l ' o r d i n e di 200 k m ora, e una nuo- va stratificazione nella regione F si svi- luppò all'altezza n o r m a l e . ( C . .1/.) WAI.DMEIEIÌ M - : I» attempi al an iden- tification nj the M-Regions - T e r r . Magn. and A l n i . E l e c t . , 51. 4, 537-542 (1946). C o m ' è nolo, le regioni magneticamen- te attive del S o l e , costituite da aree ri- stri Ite dalle quali viene emessa la ra- diazione corpuscolare, sono state chia- mate da BurleIs regioni M. Esse si ma- nifestano in vicinanza dei grandi grup- pi di macchie solari dopo la sparizione, delle m a c c h i e ed a condizione che non si f o r m i n o nuove macchie nel posio con- siderato. Quest'ultima condizione è il motivo per cui l'apparizione delle re- gioni M è limitata alle epoche di gran- ile scarsità di macchie che precedono i m i n i m i dell'attività solare. U l t e r i o r i fe- nomeni che accompagnano l ' a p p a r i z i o n e di m a c c h i e sono le protuberanze, che nella regione delle m a c c h i e sopravvivo- no solamente finché in essa 11011 si for- mano nuove m a c c h i e . La velocità della radiazione corpuscolare è compresa f r a 300 e 600 km,'sec. P o i c h é , negli anni precedenti i m i n i m i , la sede dei distur- bi solari giace a basse latitudini elio- centriche, e p o i c h é d'altra parte la ve- locità angolare delle protuberanze, la cui latitudine è circa 10" maggiore di quella delle m a c c h i e , in cui hanno ori- gine. coincide con la velocità angolare delle macchie, ne risulta una connessio- ne molto stretta nello spazio e nel tem- po fra protuberanze e regioni M . Il caso speciale di 1111 centro di di- 656 RECENSIONI sturbo ad alta latitudine è stato studia- to dettagliatamente. 11 materiale presen- tato conferma l'ipotesi di lavoro, sug- gerita nel 1941 d a l l ' A . , secondo la qua- le con l ' a p p a r i r e di disturbi fotosferici le regioni M svaniscono, p r o b a b i l m e n - te c o m e conseguenza dei campi magne- tici elle accompagnano le m a c c h i e . ( C . 17.) HOACA G . : Lo stalo attuale della rete gra- vimetrica italiana - P u b b l . C o m m i s s . Geodetica Italiana, terza s., 4, 65 11917). Questa importante raccolta di tutte le misure pendolari effettuale in Italia dal 11125 al 1939. è stata compilata d a l l ' A . ancora nel 1911), ma gli eventi b e l l i c i ne hanno ritardato la pubblicazione alla (ine del 1917. l.a parte principale della Memoria è costituita da un catalogo or- dinato cronologicamente, in cui le serie di misure eseguite da uno slesso A . so- no raggruppate in ordine di latitudine crescente, l ' o r ogni stazione, oltre alle coordinate geografiche, quota e densità attorno alla stazione assunta per la cor- rezione di B o u g u e r . nome dell'Osserva- tore e anno, sono riportati il valore del- la gravità osservala, nonché il valore ri- dotto in aria l i b e r a , la correzione topo- grafica ed il valore ridotto secondo B o u - g u e r ; seguono infine i l valore n o r m a l e secondo la formula internazionale 1930- lionclié l e anomalie secondo F a y e e se- condo B o u g u e r . P e r 12 stazioni sono riportate anche le anomalie isostatiche (nell'ipotesi di I lavi oi di. L e tabelle sono precedute da un'este- sa sintesi storica, e corredate di una completa bibliografia e di un indice al- fabetico molto pratico. Comprendono complessivamente 620 misure su terra f e r m a , 21 nei porti e 136 in m a r e : in lutto quindi ben 777 misure pendolari. Una tabella mostra la suddivisione del- le m i s u r e in terra per regioni, e divise in ordine ali epoca nei seguenti grup- p i : 1825-1908; 1909-1926; 1927-1910. Le 302 misure del 1" gruppo risultano af- fette da notevoli errori, soprattutto per la mancanza della riduzione a supporto rinido e per le determinazioni di tem- ilo non rigorose per gli stati degli oro- logi; devono essere perciò o abbando- nale o trattate con speciali cautele. L e 48 misure del secondo gruppo, con la riduzione a supporlo rigido e determi- nazioni ili tempo effettuati per via astro- nomica. ballilo errori medi non supe- riori ai 5 mgal. Il 3" gruppo compren- de 270 stazioni con determinazioni di tempo effettuate mediante ricezioni ra- diotelegrafiche. In conclusione, osserviamo che -i trat- ta di un catalogo ragionalo, nel (pia- le buona parte dei calcoli sono slati ri- fatti o completali (soprattutto per (inali- lo riguarda la correzione topografica), che raccoglie e presenta in un insieme omogeneo, ben ordinato e in chiara ve- ste tipografica l ' i n s i e m e delle misure pendolari effettuate fino ad oggi in B a - lia. Ne risulla un contributo pratico no- tevole all'utilizzabilità della rete gravi- metrica italiana, nonché una sintesi del .-no stalo attuale e delle sue necessità. R i c o r d i a m o che questo vasto lavoro ha dato lo spunto ad altri, di cui uno in particolare riguarda l'utilizzazione del materiale qui ordinato, a scopo geo- tisico. ( C . M.) F U M I N O J . A . , J O I I N S T O N H . F . . FOR- M S I I S . E . . M C N I S H A . G . e SCOTT W . E . : Magnetic Resulta frolli II atheroo Observatory, Il estera Australia, 1919- 1935 and 1936-1944 - Carnegie Inst., R e s . I>epl. T e r r . \lagn.. v o i . Y 1 I - A e A I 1 - B . 1 1 2 2 e 5 2 0 ( 1 9 1 7 ) . S i tratta ili una raccolta completa dei (lati magnetici osservali a W a t h e r o o , Australia o c c i d . . dal 1919 al 1944. pre- ceduta da una descrizione dell'Osserva- I I K I K N H O N i Iorio, ili I programma generale (li ricer- l'iie. degli strumenti in esso adoperali e della relativa teoria, delle loro eostan- ti e tecnica o p e r a t i v a : il tutto corredato con nitide e Indie figure. Il testo, coni- po-lo per la massima parte di tabelle, comprende tutti i valori orari della de- clinazione. componente orizzontale e componente verticale, le medie mensili, annuali, e c c . . ed è corredalo dai grafi- ci delle principali tempeste magnetiche. •vi traila in definitiva di u n ' o p e r a c h e indubbiamente costituirà la base per m o l l e ricerche sul magnetismo terrestre, ed in particolare sulle - n e variazioni. I C . 17.1 l'ovvia.i. C. !•'. e Or.cniAi.iM G . P . S . : X liticar Pliysics in Pholographs - Ox- ford at Clarendon Press (1947). In questo l i b r o gli A A . presentano una serie di bellissime fotografie di lrac- cie di particelle elementari, ottenute con il metodo della emulsione fotografica, clic lui portalo 1111 contributo tanto con- siderevole nelle più recenti ricerche di Fisica -Nucleare. II testo è costituito da o r a limpida ed elegante esposizione del- le attuali cognizioni nel campo della Fisica Atomica e Nucleare. T a l e esposi- zione è illustrala dalle l'olografie delle quali costituisce a sua volta un commen- to. Inoltre è corredalo da una breve trattazione dei principi fondamentali della tecnica delle emulsioni fotografi- che. La semplicità e la efficienza di que- sto metodo, la «ali affermazione è sem- pre in aumento, rendono questo l i b r o particolarmente utile per tulli q u e l l i « he si dedicano a r i c e r c h e sulla radioat- tività della T e r r a . ( C . F.) C O I . T M A N N ^ . \ V . e M A I I S H A I . Ì . F . M . : Photomiilliplier Radiatimi Detector - Nucleonics. 1. 58-64 11917). H traila di un nuovo tipo di rivela- tore di particelle e di quanti di radia- zione che ha un campo di applicazione analogo a quello del conlatore di Gei- ger-MiilIer e presenta alcuni vantaggi, lutt'altro che trascurabili, nei confron- ti di q u e s t ' u l t i m o . Con questo dispositivo si possono re- gistrare le particelle « |'s i n e u t r o n i , i raggi \ e V. Esso sfrutta il fenomeno ('(die scintillazioni su cui si fondava il metodo adottalo da Lord R u l h e r f o r d nelle prime ricerche sulla Radioattività. Tale metodo, molto faticoso, serv iv a so- lo per la rivelazione delle particelle <*•• Nel rivelatore a fotonioltiplicazione la sensibilità del metodo è accresciuta di parecchi ordini di grandezza, in manie- ra da consentire la rivelazione dei vari lipi di radiazione poc'anzi citali. L ' a p p a r e c c h i o è costituito da un co- mune f o t o m o l t i p l i c a t o r e , uno schermo fluorescente ed un opportuno sistema ottico. L e schermo fluorescente, colpi- to dalla radiazione in esame emette un quanto che viene localizzalo su un ca- todo fotosensibile. P o i c h é l ' e n e r g i a del quanto è piuttosto considerevole, esso provoca l ' e m i s s i o n e di 1111 numero ri- levante di foloeleltroili. i quali vengo- no poi moltiplicali -11 nove elettrodi ad emissione secondaria, di modo che al- l'uscita del tubo compaiono circa IO" e- letlroni come risultato di 1111 singolo l'o- l o e l e t t i o n e . Conseguenleniciile 1 impulso di uscita può c - s e r e inviato direttamen- te all'oscilloscopio e al sistema di con- leggio. 11 potere risolutivo dello stru- mento è di circa I O - 8 sec. ( C . /'.) TWIAI.A LLV. : Electric enrrent as a proba- ble cause oj dolly magnetic vitriations - T e r r . M a g n . and A l n i . E l e c t . . 52, 2. 189-200 (19171. L ' A . ha ricavato delle f o r m u l e sem- plici che consentono il calcolo ti elle cor- renti elettriche esterne ed i n t e r n e he sono la causa della variazione magneti- ca diurna. Questi sistemi di correlili so- 656 R E C E N S I O N I no in lnion accorilo con quelli trovali per via puramente matematica da Bar- ici-;. \ iene dimostrato che il metodo semplice qui proposto può essere appli- calo senza notevoli e r r o r i , l.a conclusio- ne è che l e correnti elettriche sono p r o b a b i l m e n t e la causa della variazione magnetica diurna circolare nello strato E o nelle sue adiacenze. Le correnti (indotte) interne dovrebbero invece cir- colare a profondità fra 600 e 800 k m . L a nota qui riportata è mi estratto, limitato solo ad alcuni argomenti fisici con l ' o m i s s i o n e degli sviluppi matema- tici dettagliati e dei dati n u m e r i c i , di altro lavoro letto nel 1941 all'Universi- tà di H i r o s h i m a e pubblicato, pure par- zialmente. n e l J o u r n a l of M e l e o r . Soc. (Sez. I I . 20. 353-369, 1 9 1 2 : e 21, 171- 178. 1913). ( C . M.) GUTENHEHI; B . : Micrnseisms and wealher lorecastiny: - T h e J o u r n a l of Meteoro- logy. I V . 1. 21-28 (1947). 1 A. richiama i principali lavori at- torno a l l ' a r g o m e n t o , mettendo in rilie- vo i l progressivo contributo che essi hanno portato alla conoscenza della na- tura dei m i c r o s i s m i ; molte ricerche par- tono dalla intima relazione esistente fra perturbamenti meteorologici ed agita- zione microsismica, a cominciare dai primi tentativi ili I.inke (1909) tino ai più recenti lavori di T r o m m s d o r f l ' (19391. e Kaniirez (19-101 e finalmente quelli condotti dal M.S. Navy Depuri- meli! . I microsismi sono costituiti da o r n i ' elastiche superficiali più o meno rego- lari di periodo variabile fino a l()s c a . : essi possono propagarsi fino a grandi distanze, perché la loro energia si p i o paga entro uno strato dello spessore di una lunghezza d'onda Infiliti l e onde superficiali hanno ampiezze che decrescono essenzialmente con la pro- -.1(1 ìi l'ondila (hi secondo il fattore • >. dove a ;; u n a costante dipendente dal!.: natura del sottosuolo e l ' A . ha t r o v a i " per essa il valore di 0,3 ca. Natural- mente la distanza di propagazione ib-1- l ' e n e r g i a microsismica viene f o r l c m e n l e inflenzala dalle discontinuità geologiche. La geologia locale superficiale e pro- fonda della stazione di osservazione in- fluisce notevolmente nell'ampiezza dei m i c r o s i s m i . I m i c r o s i s m i sarebbero dunque onil.- superficiali, ma è noto che esistono due lini principali di onde a cai-alter - superficiale. le cosidette onde di L o v e , in cui le particeli)? si muovono tangen- zialmente alla superficie terrestre e in direzione ortogonale alla direzione di propagazione e quelle di R a y l e i g h . • il cui le particelle hanno traiettorie ellit- tiche con l'asse maggiore verticale e il minore nella direzione di propagazioni : i ricercatori elle hanno indagato sulla natura dei microsismi concordano nel ritenere clic in es-i prevalgono le orni, del secondo t i p o . Le misure fatte su registrazioni mi- crosi siniche ottenute nella B a i a di Guan- tanamo mostrano, per es., che la com- ponente est-ovest prevale su quella nord- sud in maniera molto sensibile nel ca- so di onde aventi una provenienza da Est e ciò conferma evidentemente una prevalenza del lipo R a y l e i g h nelle on- de costituenti i m i c r o s i s m i . Altre caratteristiche generalmente ri- scontrale da diversi r i c e r c a t o r i , sono li- seguenti: il periodo aumenta in genere con l ' a u m e n t a r e della distanza ili pro- v e n i e n z a ; il carattere delle onde divie- ne più regolare man mano d i e la di- stanza cresce, l'ampiezza tende ad au- mentare con il periodo, e c c . La vera causa dei microsismi non è ancora ben n o t a ; è peraltro mollo pro- babile che la loro energia provenga da 656 RECENSIONI quella delle perturbazioni temporale- s c h e ; è stato però ripetutamente osser- valo che i microsismi decrescono gene- ralmente (piando le burrasche atmosferi- che passano dal mare al c o n t i n e n t e ; e si deve tener conto anche del fatlo c h e in genere esse divengono meno violen- te -ul continente. R e s l a da spiegare il fatto che le tempeste c h e avvengono so- pra certe zone dell'oceano producono ampi microsismi in alcune stazioni di osservazioni, mentre le tempeste in zone a minore disianza non sono accompa- gnate da un aumento dell'agitazione m i - crosismica. T u t t o ciò lascia pensare che la sorgente r e a l e dei microsismi è in relazione con le burrasche n e l l ' o c e a n o e, con molta p r o b a b i l i t à , dell'alto oceano. L ' A . ricorda anche le ipotesi di al- cuni ricercatori clic pongono la proba- bile origine dei m i c r o s i s m i n e l l e oscil- lazioni b a r o m e t r i c h e , o dei scuotimenti provocali dallo infrangersi delle onde del mare sulle coste ripide e r o c c i o s e . E -e quest'ultime potrebbero spiegare una energia sufficiente a generare onde del tipo di quelle osservate nell'agita- zione microsisinica è pur vero che fre- quentemente si osservano microsismi di notevole entità pur avendosi nelle coste \ icine un mare c a l m i s s i m o . E" probabile che le alle onde oceani- che che si generano durante gli uragani siano la causa dei microsismi, pur non essendo mollo chiaro i l meccanismo con cui la energia si propaga fino al fondo d e l l ' o c e a n o . E ' quindi possibile dedurre dalle ca- ratteristiche di una agitazione microsi- smica elementi preziosi per la previsio- ne meteorologica, specialmente per l'in- dividuazione dei centri di violente per- 1 urbazioni atmosferiche. L ' A . richiama il metodo della stazio- ne tripartita usalo da G i h n o r e per la determinazione dell'azimut del centro di provenienza della perturbazione mi- crosismica, che coincide con la posizio- ne della zona tempestosa. E g l i richiama le condizioni teoriche a cui debbono soddisfare la distanza base dalla stazione e la velocità di scorrimen- to del registratore per ottenere un pre- fissalo grado di approssimazione n e l l a determinazione dell'azimut. D a l l e osser- vazioni e dalla teoria risulta che l e mi- gliori condizioni si dovrebbero ottenere con un m o v i m e n t o di 2mm/sec e con una distanza di ca. 1.5 k m . I l vantaggio che offrono i microsismi nella previsione è che es-i possono for- nire il punto origine o la direzione di avanzamento di un centro ciclonico u n o o due giorni prima di quanto non sareb- b e consentilo dagli attuali mezzi a ser- vizio della me te or ologia. (M. G.) P r o f . PIETRO CAI.OI - Responsabile Istituto Grafico T i b e r i n o - V i a Gaeta, 14 - R o m a (Officine Grafiche, T i v o l i )