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Clinical Management Issues

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Daniela Adua 1, Bruno Gori 1, Luciano Stumbo 1, Ester Del Signore 1, Flavia Longo 1

CASO CLINICO

Descriviamo il caso di una donna di 51 
anni che giunge alla nostra osservazione 
nel dicembre 2003 in buone condizioni 
generali.

In anamnesi patologica remota riferisce 
di essere forte fumatrice (30 sigarette/die 
da circa vent’anni). In pieno benessere ese-
gue Rx del torace che mostra slargamento 
dell’ilo polmonare di destra; la successiva 
TC total body dimostra una neoformazione 
solida ilo-sottoilare destra a “colata” lungo 
le strutture vascolobronchiali omolaterali, 
infiltrante l’arteria polmonare e inglobante 
i bronchi lobari, con grossolane adenopatie 
mediastiniche bilaterali (Figura 1). 

La fibrobroncoscopia con BAL (lavaggio 
broncoalveolare) porta a un esame istologico 
deponente per carcinoma neuroendocrino a 
piccole cellule con il seguente quadro im-
munoistochmico: NSE (enolasi neurone-
specifica), CD56 (o NCAM: molecola di 

Terapia combinata con cisplatino, 
VP-16 e octreotide LAR in una 

paziente affetta da  
microcitoma polmonare (SCLC)

Abstract
We report the case of a 51-year-old woman with limited Small Cell Lung Cancer (SCLC). 
Cytological diagnosis has been made by fibroscopy. Chemotherapy schedule was cisplatin 30 
mg/mq and VP-16 100 mg/mq days 1,2,3 q21 as first line treatment. The serum levels of 
cromogranine A and NSE (Neuron-Specific Enolase) were higher than normal; for this reason 
we prescribed, together with chemotherapy, octreotide LAR 30 mg every 28 days. Associated 
toxicity was easily manageable. Subsequent thoracic and panencefalic prophylactic radiotherapy 
improved tumour response and quality of life. We continued octreotide LAR 30 mg every 28 
days even after the end of chemotherapy, as a maintenance therapy, checking periodically serum 
levels of NSE and cromogranine A. No side effects were observed.

Keywords: small cell lung cancer limited stage, cromogranine A, Neuron-Specific Enolase, 
octreotide, prophylactic panencefalic radiotherapy
Octreotide therapy in a patient with lung microcytoma
CMI 2010; 4(Suppl. 1): 3-7

1 Reparto di Oncologia 
Medica “U.O.C. A” 
Policlinico Umberto I – 
Università “La Sapienza”, 
Roma

Corresponding author
Dottoressa Flavia Longo
e-mail: flavia.longo@virgilio.it

Perché descriviamo questo caso?
Il carcinoma polmonare a piccole cellule 
(SCLC) è una patologia la cui diagnosi è 
molto spesso tardiva quando la malattia è 
in fase estesa: encefalo, ossa e surreni sono 
le principali localizzazioni a distanza. 
Le opzioni terapeutiche sono limitate e 
il decorso della patologia è spesso rapido, 
con una mediana di sopravvivenza di 
14-18 mesi nella patologia in fase limi-
tata, come nel caso della nostra paziente, e 
9-11 mesi in quella estesa. L’origine isto-
logica dello SCLC lo riconduce al gruppo 
dei NETs (tumori neuroendocrini), per 
i quali octreotide LAR si è rivelata un 
buon presidio terapeutico. Nel nostro caso 
l ’utilizzo concomitante alla chemiotera-
pia, ma soprattutto quello negli intervalli 
liberi da questa, ci ha consentito un buon 
controllo della patologia polmonare, il 
tutto abbinato a un controllo periodico dei 

Caso clinico

Disclosure
Supplemento realizzato con il
contributo di Novartis S.p.A.



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Terapia combinata con cisplatino, VP-16 e octreotide LAR in una paziente affetta da microcitoma polmonare (SCLC)

per questo motivo si è deciso di associare la 
terapia con octreotide LAR 30 mg im 1 fl 
ogni 28 giorni. 

Avendo ottenuto una buona risposta al 
trattamento dopo 6 cicli di chemioterapia, 
e in considerazione delle buone condizioni 
generali, la paziente esegue radioterapia me-
diastinica con frazionamento convenzionale 
(33 sedute per un dosaggio complessivo di 
60 Gy) e radioterapia panencefalica profi-
lattica (10 sedute per una dose totale di 30 
Gy) [1]. La TC total body post-radioterapia 
dimostra una stabilità (SD) delle lesioni 
polmonari (Figura 2). 

A novembre 2004 una scintigrafia total 
body per i recettori della somatostatina (oc-

treoscan) non mette in evidenza aree di cap-
tazione patologica del tracciante. La paziente 
inizia perciò uno stretto follow-up clinico 
strumentale con dosaggi seriati di CgA e 
NSE, mantenendo la terapia con octreotide 
LAR al dosaggio iniziale. 

Nel marzo 2005 una PET dimostra sta-
bilità di malattia; parallelamente i livelli 
sierici della CgA si mantengono nei limiti 
della norma. A novembre 2005 si evidenzia 
una ripresa di malattia con aumento volu-
metrico della lesione polmonare (diametro: 
3 cm) e delle linfoadenopatie mediastiniche, 
sia di numero sia di dimensioni (diametro: 
2 cm). Si inizia pertanto una chemioterapia 
di II linea secondo lo schema gemcitabina/
carboplatino gg 1-8 ogni 21 giorni; dato il 
controllo dei livelli sierici di CgA (45 ng/
ml), viene mantenuta la terapia concomi-
tante con octreotide LAR.

livelli sierici di enolasi neurone-specifica 
e cromogranina A, e a periodiche riva-
lutazioni radiologiche; la sopravvivenza 
dalla prima diagnosi è stata di 5 anni

Figura 1
Referto TC total body 
pre-trattamento
A. Formazione espansiva 
solida presente a livello del 
segmento apico-posteriore 
del lobo superiore a sinistra 
dove è presente una piccola 
quota di tessuto residuo che 
misura 40 mm x 25 mm e 
si estende in senso cranio-
caudale per circa 15 mm 
(diam prec. 74 mm x 32 mm 
x 40 mm)

B. Formazioni solide di 
origine linfonodale a livello 
dell’ilo polmonare di sinistra 
e delle principali stazioni 
mediastiniche difficilmente 
parametrabili dal punto di 
vista dimensionale

BA

adesione alle cellule nervose), sinaptofisina 
e TTF1 (fattore di trascrizione della tiroide) 
diffusamente positivi; LCA (antigene leuco-
citario comune umano) negativo. 

In considerazione della diagnosi istologica 
e del buon Performance Status (PS), nel gen-
naio 2004 la paziente inizia la chemioterapia 
secondo lo schema CDDP (cisplatino) 30 
mg/mq ed etoposide 100 mg/mq gg 1-2-3 
ogni 21 giorni, con G-CSF (fattore di cre-
scita granulocitario) pegilato per prevenire 
la neutropenia febbrile. Il dosaggio sierico 
della cromogranina A (CgA) risulta pari 
a 510 ng/dl (valore normale < 90 ng/ml); 

La paziente esegue 6 cicli di terapia con 
un buon controllo radiologico della malat-
tia; a giugno 2006 una TC total body mostra 
una risposta parziale a livello polmonare e 
linfonodale. La paziente inizia il follow-up 
clinico-strumentale con dosaggi mensili di 
CgA e NSE e periodiche valutazioni radio-
logiche, continuando octreotide LAR come 
terapia di mantenimento. A gennaio 2007 
una TC mostra nuovamente progressione 
di malattia a livello polmonare e linfono-
dale, con un rialzo della CgA (295 ng/ml). 
In considerazione del buon PS si inizia un 
trattamento di III linea secondo lo schema 
topotecan 4 mg/mq ev settimanale, prose-
guendo octreotide LAR 30 mg im 1 fl ogni 



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D. Adua, B. Gori, L. Stumbo, E. Del Signore, F. Longo

Figura 2
Referto TC total body 
post-trattamento
A. Al controllo la 
formazione espansiva solida 
localizzata al segmento 
apicale del lobo superiore 
del polmone di sinistra 
appare sostanzialmente 
invariata per dimensioni 
(DAP, diametro antero-
posteriore = 18 mm; DT, 
diametro trasverso = 30 mm) 
ove si eccettui la presenza 
nel suo contesto di una 
piccola area cavitata

B. Non è più visualizzabile 
il tessuto adenopatico 
localizzato in sede ilare 
sinistra; si documenta 
un diffuso ispessimento 
perivasale all’ilo sinistro

28 giorni. I controlli radiologici confermano 
stabilità di malattia, associata a una norma-
lizzazione dei livelli sierici di CgA.

Nel marzo 2008 la paziente va in pro-
gressione di malattia linfonodale a carico 
del tripode celiaco e a livello polmonare. Le 
sue condizioni generali risultano sensibil-

Tabella I
Classificazione di 
Travis dei tumori 
neuroendocrini 
polmonari [2]
Ki67 = marker di 
proliferazione;  
N/C = rapporto  
nucleo/citoplasma

mente deteriorate, per cui viene sospeso il 
trattamento chemioterapico continuando 
con la somministrazione mensile di octreo-
tide LAR (fino ad agosto 2008) associata a 
terapia medica di supporto (BSC). 

Nel mese di novembre 2008 la paziente 
muore.

BA

Classificazione  
del tumore

Tumore 
corrispondente

Caratteristiche  
del tumore

Tumore a 
morfologia 
neuroendocrina

Carcinoide tipico Morfologia del carcinoide, fino a 2 mitosi per 
campo. Non necrosi, Ki67 basso, basso grado di 
malignità

Carcinoide atipico Morfologia del carcinoide, mitosi tra 2-10 per 
campo, aree focali di necrosi, Ki67 moderato, 
grado di malignità intermedio

Carcinomi neuroendocrini a grandi 
cellule 

Morfologia neuroendocrina, basso rapporto N/C, 
mitosi ≥ 10 campo, Ki67 moderato, grado di 
malignità alto

Microcitoma polmonare Morfologia del microcitoma, isolotti irregolari di 
cromatina, nucleoli assenti o rari, elevato rapporto 
N/C, mitosi ≥ 10 per campo, Ki67 elevato, grado 
di malignità alto

Carcinomi non 
microcitomi a 
differenziazione 
neuroendocrina

Carcinomi con differenziazione 
neuroendocrina non a piccole 
cellule

Basso rapporto N/C, cromatina finemente 
dispersa, nucleoli assenti, mitosi ≥ 10 per campo, 
Ki67 elevato, grado di malignità alto

Iperplasia 
delle cellule 
neuroendocrine 
e tumourlets

Iperplasia delle cellule 
neuroendocrine associate a fibrosi 
e/o infiammazione e iperplasia 
adiacenti a un carcinoide

Non lesioni precancerose

Carcinoid tumourlets Piccoli aggregati di cellule senza alcuna atipia e 
morfologicamente simili ai carcinoidi; non sono 
lo stadio iniziale del carcinoide e sono del tutto 
analoghe ai carcinoid tumourlets del tratto 
gastrointestinale

Iperplasia delle cellule 
neuroendocrine idiopatica diffusa 
con o senza fibrosi o occlusione 
delle vie aeree

Lesione precancerosa, tende a degenerare in 
carcinoide



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Terapia combinata con cisplatino, VP-16 e octreotide LAR in una paziente affetta da microcitoma polmonare (SCLC)

DISCUSSIONE

I tumori neuroendocrini polmonari 
(LNET) rappresentano il 2-3% delle neo-
plasie del polmone e sono suddivisi, secondo 
la classificazione di Travis del 1999 (Tabella 
I), in carcinoidi bronchiali tipici e atipici, tu-
mori neuroendocrini a grandi cellule e car-
cinomi a piccole cellule (microcitomi) [2]. 
Tale classificazione prende in considerazione 
criteri morfofunzionali e clinico-biologici, in 
particolare la sede, la popolazione cellulare di 
origine, il grado di differenziazione e l’indice 
proliferativo (Ki67).

I NET sono un gruppo eterogeneo di 
tumori che prendono origine da cellule 
appartenenti al sistema neuroendocrino 
diffuso (DNES) o confinato (CNES). Esse 
originano a loro volta da cellule staminali 
pluripotenti o cellule neuroendocrine diffe-
renziate, caratterizzate da un pattern istolo-
gico particolare e dalla presenza di prodotti 
di secrezione e di specifiche proteine cito-
plasmatiche. Nonostante il loro compor-
tamento clinico sia assai differente, questi 
tumori sono accomunati dalla presenza di 
recettori per la somatostatina. Essi sono fi-
siologicamente presenti nella maggioranza 
della popolazione neuroendocrina norma-
le, su cui la somatostatina svolge un’azio-
ne modulante la secrezione, l’angiogenesi, 
la proliferazione e la neurotrasmissione. I 
NET possono presentare un’elevata densità 
recettoriale che ne consente l’individuazio-
ne tramite l’uso di analoghi radiomarcati 
della somatostatina [3,4]. Nel gruppo dei 
NET la cromogranina A (CgA) e l’enolasi 
neurone-specifica (NSE) rappresentano 
due marker importanti. La CgA è un mar-
ker aspecifico la cui espressione può essere 
ricercata sia in circolo che sul tumore me-
diante tecniche immunoistochimiche. La 
NSE è un isomero di un enzima glicoliti-
co prodotto dalle cellule neuroendocrine, 
prodotto selettivamente nei tumori meno 
differenziati. Dati clinici indicano che tale 
marker può correlare con la malignità e con 
l’estensione del tumore.

ANALISI DEL CASO CLINICO

Nel caso clinico descritto il dosaggio della 
CgA è stato effettuato, oltre che nel plasma, 
anche sul pezzo istologico con metodica 
immunoistochimica. Questo dosaggio è 
più accurato nei tumori NE caratterizzati 
da un’intensa attività secretoria, anche se 
la sensibilità e la specificità rimangono alte 

anche nei tumori non secernenti. È soprat-
tutto in questo tipo di neoplasie, in cui non 
è quasi mai possibile fare riferimento a un 
marcatore specifico, che la valutazione dei 
livelli CgA si traduce in un eccellente aiuto 
nella diagnosi e nel follow-up della pato-
logia. Il monitoraggio seriato dei livelli di 
CgA ci ha permesso di seguire il decorso 
clinico della nostra paziente in maniera 
costante permettendoci di ottimizzare due 
aspetti:
 y controllare la patologia nell’intervallo di 
tempo tra le valutazioni radiologiche, for-
nendoci l’input per un intervento tempe-
stivo in caso di sospetta progressione;

 y fruire di un ulteriore presidio terapeutico, 
octreotide, in combinazione con la che-
mioterapia sistemica e in monoterapia 
negli intervalli di follow-up che si sono 
susseguiti nei 5 anni di storia della nostra 
paziente. 
La sopravvivenza globale della paziente è 

stata di circa 5 anni, in una patologia come 
il microcitoma in cui la mediana di soprav-
vivenza è compresa tra 14 e 18 mesi nei sog-
getti con malattia limitata al torace e tra 9 e 
11 mesi in quelli con malattia estesa (più del 
70% dei pazienti). L’attenzione alla compo-
nente neuroendocrina dello SCLC può rap-
presentare un valido elemento nella gestione 
di questo tipo di pazienti e fornire un pos-
sibile razionale per l’utilizzo di octreotide. 
Per un suo tempestivo impiego è importante 
determinare l’elevata densità recettoriale sul 
campione istologico, a cui si può associare la 
scintigrafia con octreotide prima e durante 
il trattamento chemioterapico [5]. Data la 
complessità e l’aggressività della patologia è 
indispensabile, per una corretta gestione del 
paziente, la collaborazione interdisciplinare 
tra specialisti: oncologo, radiologo, chirurgo 
toracico, anatomo-patologo, medico nuclea-
re e radioterapista.

CONCLUSIONI

Nel caso descritto la terapia con octreotide 
LAR ha determinato un controllo a lungo 
termine della malattia, sia in monoterapia sia 
in associazione alla chemioterapia. 

La formulazione a lento rilascio consente, 
grazie alla presenza di microsfere di poli-
DL-lattide-co-glicolide, di incrementare la 
compliance e la qualità di vita del paziente 
fornendo benefici sovrapponibili alla formu-
lazione standard a vantaggio di una maggio-
re semplicità di utilizzo.



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D. Adua, B. Gori, L. Stumbo, E. Del Signore, F. Longo

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of small intestinal and bronchopulmonary neuroendocrine cell lines by using peptide analogs 
targeting receptors. Cancer 2008; 112: 1404-14


	Terapia con octreotide in una paziente affetta da microcitoma polmonare (SCLC)
	Daniela Adua1, Bruno Gori1, Luciano Stumbo1, Ester Del Signore1, Flavia Longo1

	Caso clinico
	Efficacia della terapia con analoghi della somatostatina sulla sopravvivenza e qualità di vita in una paziente “frail” con NET scarsamente differenziato delle vie biliari
	Marco Alì 1, Antonino D’Agostino 2, Alfio Todaro 2, Andrea Girlando 2, Marcello Ferrara 3, Rosanna Aiello 1


	Caso clinico
	Terapia protratta con octretide acetato LAR nel carcinoma neuroendocrino a larghe cellule del polmone
	Alfredo Butera 1


	Caso clinico
	Un caso di neoplasia endocrina non funzionante del pancreas trattato con analogo della somatostatina
	Ivan Lolli1, Antonio Logroscino1, Simona Vallarelli1, Maria A. Monteduro2, Antonella Gentile1, Giuseppe Troccoli1


	Caso clinico
	Trattamento del microcitoma del polmone con differenziazione neuroendocrina nel paziente anziano
	Alessandra Bearz 1, Arben Lleshi 1, Lucia Fratino 1, Silvia Venturini 1, Massimiliano Berretta 1, Umberto Tirelli 1



