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Alfredo Butera 1

CASO CLINICO 

Il paziente che si presenta alla nostra os-
servazione è un uomo di 63 anni, con diplo-
ma di scuola media superiore, pensionato 
della pubblica amministrazione, fumatore di 
circa 20 sigarette al dì e padre di tre figli. Ha 
normali abitudini alimentari e non presenta 
disturbi alle normali funzioni fisiologiche.

All’anamnesi patologica remota emergono 
i seguenti dati:
 y da 10 anni è portatore di un aneuri-
sma dell’aorta addominale sottorenale e 
dell’arteria iliaca comune destra;

 y soffre di diabete mellito da cinque anni; è 
in trattamento con ipoglicemizzanti orali.
Nel dicembre 2003, per il persistere di algie 

alla base dell’emitorace di destra, il paziente 
esegue una Rx del torace che evidenzia una 
neoformazione, di sospetta natura neoplasti-
ca, alla base del polmone di destra.

Una TC del 22 dicembre 2003 riporta il 
seguente referto: «Nel lobo polmonare infe-

Terapia protratta con 
octreotide LAR nel carcinoma 

neuroendocrino a larghe  
cellule del polmone

Abstract
In this article we report a case of a patient with large cell neuroendocrine carcinoma (LCNEC) 
of the lung. Patients with LCNEC usually have poor prognosis and the benefit of adjuvant 
chemotherapy for these patients has not been fully established. This case suggests that octreotide 
LAR, a somatostatine analogue (SSA), can be useful in the treatment of neuroendocrine 
carcinoma also as maintenance therapy in association with chemotherapy. Further studies, 
regarding individual tumour biological behaviour and SSAs optimal dosage, could be useful to 
optimise treatment and to add new insights into the mechanisms of action and the role of SSAs 
in the therapy of NETs.

Keywords: octreotide LAR, large cell neuroendocrine carcinoma (LCNEC) of the lung
Long lasting octreotide LAR therapy in large cell neuroendocrine carcinoma (LCNEC) of 
the lung
CMI 2010; 4(Suppl. 1): 15-18

1 U.O.C di Oncologia 
Medica. Azienda 
Ospedaliera S. Giovanni di 
Dio, Agrigento 

Corresponding author
Dott. Alfredo Butera
e-mail: butera.alfredo@tiscali.it

Caso clinico

riore di destra formazione espansiva solida, 
disomogenea, a margini policiclici, con dia-
metri di circa 6,5 x 7 cm che si addossa alla 
pleura margino costale posteriore senza ver-
samento pleurico […]. Alcuni linfonodi di 
circa 1 cm sono presenti in sede ilare destra e 
sottocarenale […]. Presenza di millimetrico 
nodulo periferico, subpleurico in corrispon-
denza del segmento laterale del lobo medio. 

Perché descriviamo questo caso?
Il carcinoma neuroendocrino a larghe 
cellule del polmone è una patologia rara 
per la cui gestione esistono scarse indica-
zioni dalla letteratura. Il caso desidera 
quindi fornire un esempio di gestione di 
tale patologia in cui l ’impiego di octreo-
tide LAR in associazione con la chemio-
terapia ha consentito un buon controllo 
dei sintomi

Disclosure
Supplemento realizzato con il
contributo di Novartis S.p.A.



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Terapia protratta con octreotide LAR nel carcinoma neuroendocrino a larghe cellule del polmone

Aumento volumetrico del surrene di sinistra 
di non sicura origine metastatica. Nulla da 
segnalare in sede polmonare sinistra, negli 
organi viscerali addominali e nell’encefalo».

In data 13 gennaio 2004 il paziente viene 
sottoposto a un intervento chirurgico di to-
racotomia destra con lobectomia inferiore, 
linfoadenectomia ilo-mediastinica e rese-
zione atipica del lobo polmonare medio per 
asportare due noduli metastatici presenti a 
livello del lobo medio e visualizzati in corso 
di intervento.

L’esame istologico eseguito in tale oc-
casione evidenzia «carcinoma non small a 
grandi cellule di cm 8,5 di asse maggiore a 
sede subpleurica e peribronchiale; 26 linfo-
nodi ilomediastinici esaminati erano sede di 
iperplasia linfatica reattiva».

Il malato viene sottoposto a trattamento 
chemioterapico post-chirurgico con gemci-
tabina 1.000 mg/mq giorno 1 e giorno 8 e 
vinorelbina 25 mg/mq giorno 1 e giorno 8 
ogni 21 giorni.

Dopo 4 cicli, una TC del 7 giugno 2004 
evidenzia una recidiva polmonare ovalare 
di cm 3,5 lungo la pleura diaframmatica e 
quella costo-mediastinica destra, contraente 
stretti rapporti con l’esofago e l’atrio sinistro; 
in sede sottocarenale si evidenziava un lin-
fonodo di 3 x 2 cm di diametro. L’indagine 
PET conferma, con una ipercaptazione con 
SUV di 8,5 cm, le sedi di malattia.

In considerazione della precoce ricaduta 
della malattia, viene eseguita una revisione 

dei vetrini istologici. Tale analisi determi-
na un cambiamento radicale del progetto 
terapeutico in quanto il risultato di tale re-
visione è stato di «carcinoma polmonare a 
grandi cellule neuroendocrino, molto attivo 
mitoticamente (fino a 7 mitosi in un unico 
campo ad alto ingrandimento)».

Per tale motivo il paziente inizia un nuovo 
trattamento chemioterapico con carboplati-
no AUC 5 giorno 1 ed etoposide 100 mg/
mq giorni 1, 2, 3 ogni tre settimane.

Dopo 4 cicli di tale trattamento viene 
eseguita una TC di rivalutazione (il 14 set-
tembre 2004), che evidenzia una remissione 
parziale della malattia con dimezzamento 
dei diametri delle due lesioni note; la PET 
si è negativizzata.

Il paziente ha proseguito il trattamento 
chemioterapico per altri 4 cicli ottenendo 
un’ulteriore riduzione volumetrica delle le-
sioni sempre con PET negativa. 

Alla fine del trattamento chemioterapico 
(otto cicli) viene iniziata, nel gennaio 2005, 
la terapia con octreotide LAR, dopo terapia 
di induzione; viene quindi eseguito un fol-
low-up semestrale che evidenzia un quadro 
clinico strumentale invariato (che è rimasto 
invariato a tutt’oggi).

In particolare il paziente gode di un buon 
Performance Status; nonostante la terapia 
con octreotide LAR sia ormai protratta da 
quattro anni, non si sono verificati effetti 
collaterali. Non sono presenti disturbi del 
metabolismo glucidico, né alterazione del-

Figura 1
Probabile meccanismo 
d ’azione di octreotide 
a livello dei sistemi 
Ras-Raf-MEK-
ERK e PI3K-AKT-
mTOR. In particolare 
octreotide sembra agire 
sull ’attività degli 
enzimi ERK e AMPK, 
come evidenziato 
dai due segni “?”. 
Modificata da [1] 
70S6K, =70 kDa S6 protein 
kinase; AKT/PKB = Protein 
Kinase B; AMPK = AMP-
activated protein kinase; 
ERK = Extracellular signal-
Regulated Kinases; MAPK 
= Mitogenactivated Protein 
Kinase; MEK = MAPK/ERK 
kinase; mTOR, = mammalian 
Target Of Rapamycin; PI3K 
= Phosphoinositide-3-Kinase; 
PKC = Protein Kinase C; 
Rheb = Ras homologue 
enriched in brain; RSK = p90 
Ribosomal S6 Kinase 

Ras

Raf

MEK 1/2

ERK 1/2Octreotide
?

Cell proliferation and growth  
Tumorigenesis

cPKC

PI3K

AKT/PKB

Tuberin

Rheb 1/2

Apoptosis

AMKB
AMP

ATP

Octreotide

?

mTOR

p706SK

RSK 1/2

↑

Tyrosine kinase receptor
(Cell membrane)



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A. Butera

la densità biliare. Le TC successivamente 
eseguite sono sempre risultate stazionarie 
(persistono le due lesioni note di circa 2 cm) 
e le PET sono sempre negative.

In assenza di dati scientifici, dopo discus-
sione con il paziente sull’opportunità di pro-
seguire la terapia, visto il lungo periodo di 
tempo intercorso, si è ottenuto il consenso 
alla prosecuzione del trattamento.

DISCUSSIONE

Una non precisa definizione istologica 
di una neoplasia condiziona le scelte tera-
peutiche che possono rivelarsi inadeguate e 
compromettere il risultato atteso.

Oggi più che mai, con l’avvento delle tera-
pie target, è necessaria una descrizione sem-
pre più dettagliata degli aspetti istobiologici 
di una neoplasia polmonare che condiziona-
no le strategie terapeutiche. Nel trattamento 
dei tumori neuroendocrini il sistema Ras-
Raf-MEK-ERK (Mitogen activated protein 
kinase, MAPK) e il sistema PI3K-AKT-
mTOR rappresentano dei target molecolari 
promettenti su cui agire come trattamento. 
Octreotide, un analogo della somatostatina, 
sembra agire su tali percorsi metabolici, così 
come mostrato in Figura 1 [1]. 

Il ruolo di octreotide LAR nella gestione 
dei tumori neuroendocrini (NET) è del resto 
emerso da svariati studi [2], come riassun-
to in Tabella I [3]. In particolare la terapia 
con analoghi della somatostatina può risul-
tare molto utile per il miglioramento della 
sintomatologia e dei parametri biochimici. 
Nonostante la maggior parte degli studi 
riguardino pazienti con NET gastroente-
ropancreatici, l’impiego del farmaco sem-
bra poter essere esteso anche alle neoplasie 

neuroendocrine polmonari, come nel caso 
del nostro paziente.

Le neoplasie neuroendocrine polmonari 
sono una patologia oncologica rara, traggo-
no origine dalle cellule neuroendocrine della 
mucosa bronchiale e possono mostrare un 
comportamento clinico e biologico molto 
vario. La classificazione della World Health 
Organization dei NET polmonari include i 
carcinoidi tipici di grado basso, i carcinoidi 
atipici di grado intermedio, i carcinoidi a 
piccole cellule di grado elevato e i carcinomi 
neuroendocrini a grandi cellule [8].

L’efficacia di octreotide nel trattamento 
dei carcinoidi bronchiali è prevalentemen-
te sintomatica [9]; è stato tuttavia rilevato 
che possa avere un ruolo se impiegata in 
associazione con la chemioterapia [10]. Ad 
esempio Yao e colleghi hanno recentemen-
te pubblicato i risultati di uno studio di fase 
II che hanno evidenziato una sinergia tra 
everolimus e octreotide nel trattamento dei 
NET in stadio avanzato [11].

L’utilità di octreotide nei trattamenti bio-
logici dei tumori neuroendocrini anche per il 
mantenimento di una risposta alla chemio-
terapia viene evidenziata anche nel caso qui 
illustrato, nel quale la terapia con octreotide è 
stata mantenuta per molto tempo, causando 
un sollievo dai sintomi nel paziente e senza 
effetti collaterali di rilievo. 

Ulteriori studi potrebbero quindi essere 
utili per ottimizzare l’impiego degli analoghi 
della somatostatina negli specifici pazienti, 
definendo i dosaggi ottimali anche sulla base 
della progressione del tumore, chiarendo nel 
contempo il loro meccanismo d’azione. Ri-
mane inoltre aperta la domanda su quanto 
debba durare una terapia di mantenimento, 
anche a causa della mancanza di studi ad hoc 
sull’argomento. 

Tabella I
Studi clinici relativi 
all ’efficacia di octreotide 
LAR nei NETs [3]
CR = Complete Response; 
CT= Carcinoid Tumor; 
EPT = Endocrine Pancreatic 
Tumors; OCT = octreotide;  
PR = Partial Response;  
SD = Stable Disease

Studio N. pazienti Dose
Risposta  

sintomatologica 
(%)

Risposta biochimica (%) Risposta tumorale (%)

SD PR CR BR SD PR CR

Garland [4] 27 (13 con 
prima OCT sc)

20-30 mg q 28 d 77 (prima OCT sc)
92,8 (OCT naïve)

31 19 12,5 31 - - -

Ricci [5] 15 (7 CT, 8 EPT) 20 mg q 28 d 75 33 8 33 41 40 7 0
Rubin [6] 18

15
22

10 mg
20 mg q 28 d

30 mg

66,7
71,4
61,9

- - - - - - -

Tomassetti 
[7]

16: 10 CT 20 mg q 28 d 87,5
90

100 87,5



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Terapia protratta con octreotide LAR nel carcinoma neuroendocrino a larghe cellule del polmone

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	Terapia con octreotide in una paziente affetta da microcitoma polmonare (SCLC)
	Daniela Adua1, Bruno Gori1, Luciano Stumbo1, Ester Del Signore1, Flavia Longo1

	Caso clinico
	Efficacia della terapia con analoghi della somatostatina sulla sopravvivenza e qualità di vita in una paziente “frail” con NET scarsamente differenziato delle vie biliari
	Marco Alì 1, Antonino D’Agostino 2, Alfio Todaro 2, Andrea Girlando 2, Marcello Ferrara 3, Rosanna Aiello 1


	Caso clinico
	Terapia protratta con octretide acetato LAR nel carcinoma neuroendocrino a larghe cellule del polmone
	Alfredo Butera 1


	Caso clinico
	Un caso di neoplasia endocrina non funzionante del pancreas trattato con analogo della somatostatina
	Ivan Lolli1, Antonio Logroscino1, Simona Vallarelli1, Maria A. Monteduro2, Antonella Gentile1, Giuseppe Troccoli1


	Caso clinico
	Trattamento del microcitoma del polmone con differenziazione neuroendocrina nel paziente anziano
	Alessandra Bearz 1, Arben Lleshi 1, Lucia Fratino 1, Silvia Venturini 1, Massimiliano Berretta 1, Umberto Tirelli 1



