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Clinical Management Issues

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Alessandra Bearz 1, Arben Lleshi 1, Lucia Fratino 1, Silvia Venturini 1, Massimiliano Berretta 1, Umberto Tirelli 1

CASO CLINICO

In ottobre 2007 un paziente di sesso ma-
schile, LG, di 80 anni, giungeva alla nostra 
attenzione con una storia di due mesi di tos-
se, dispnea ingravescente e astenia; non c’era 
stato calo ponderale. Dall’anamnesi patolo-
gica emergevano svariate comorbilità: dia-
bete insulino dipendente dal 1971; BPCO 
e cardiopatia ipertensiva con tachiaritmia 
sinusale dal 2000. Nel 2003 c’era stato un 
episodio di ischemia cerebrale transitorio, 
risolto senza sequele. 

Il paziente era un attivo fumatore, con una 
storia di 20 sigarette/die dall’età di 16 anni; 
non consumava bevande alcoliche se non 
occasionalmente. L’anamnesi familiare era 
negativa per neoplasie. 

L’esame obiettivo evidenziava un lieve sof-
fio verosimilmente da insufficienza mitralica 
e Performance Status (PS) pari a 2. Le prove 
di funzionalità respiratoria evidenziavano 
un severo deficit ostruttivo con FEV1 pari a 
1,55 l (50% del volume predetto, 3,7 l). Il pa-
ziente veniva studiato con Rx del torace, che 
evidenziava ipodiafania del lobo superiore 

Trattamento  
del microcitoma del polmone con 
differenziazione neuroendocrina 

nel paziente anziano

Abstract
We describe the case of a 80-year-old patient with lung microcytoma and comorbidity (diabetes, 
COPD and hypertensive cardiomiopaty). To manage the complexity of the elderly patient with 
comorbidity, he was evaluated by a Comprehensive Geriatric Assessment (CGA). Radiotherapy 
and chemotherapy were excluded because of the low Performance Status of the patient. A 
treatment with octerotide LAR was administered, allowing a good clinical benefit. 

Keywords: lung microcytoma, octreotide, Comprehensive Geriatric Assessment (CGA), elderly 
patient
Treatment of lung microcytoma with neuroendocrine differentiation in elderly patient
CMI 2010; 4(Suppl. 1): 27-31 

1 CRO-IRCCS, Aviano (PN)

Corresponding author
Dottoressa Alessandra Bearz
e-mail: abearz@cro.it

Caso clinico

del polmone sinistro (Figura 1); la tomogra-
fia assiale computerizzata di torace, addome 
e cervello confermava l’atelettasia del lobo 
superiore di sinistra, null’altro degno di nota 
in altri distretti. La broncoscopia eviden-
ziava una vegetazione tumorale facilmente 
sanguinante e ostruente il lume del bronco 
superiore di sinistra; e la biopsia di tale vege-
tazione poneva diagnosi di tumore a piccole 
cellule neuroendocrino, poco differenziato, 
G3. L’analisi immunoistochimica rivelava 

Perché descriviamo questo caso?
A causa dell ’invecchiamento comples-
sivo della popolazione e dell ’aumento 
dell ’aspettativa di vita, anche in ambito 
oncologico diventa sempre più frequente 
dover assistere pazienti anziani con co-
morbilità. In questi casi, in cui chemio-
terapia e radioterapia possono rivelarsi 
troppo aggressive, gli analoghi della so-
matostatina possono rappresentare un’op-
zione alternativa

Disclosure
Supplemento realizzato con il
contributo di Novartis S.p.A.



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Trattamento del microcitoma del polmone con differenziazione neuroendocrina nel paziente anziano

positività per sinaptofisina e cromogranina 
e negatività per CKAE1/AE3.

Il paziente veniva quindi sottoposto a scin-
tigrafia con octreotide marcato con 111Indio 
(octreoscan, SPECT), che evidenziava due 
accumuli di tracciante all’emitorace di sini-
stra, rispettivamente al lobo superiore e in 
regione ilare di sinistra. La TC cerebrale e ad-
dominale risultavano negative, la scintigrafia 
ossea evidenziava deboli captazioni a carico 
di D11, D12 e L5, più probabilmente compa-
tibili con patologia infiammatoria degenera-
tiva che con localizzazioni neoplastiche. 

Gli esami di laboratorio evidenziavano:
 y lieve anemia, emoglobina: 10 g/dl (valori 
di laboratorio normali: 13-17 g/dl);

 y lieve rialzo della creatininemia: 1,7 mg/dl 
(valori normali: 0,6-1,3 mg/dl);

 y lieve iperglicemia: 126 g/dl (valori nor-
mali: 70-110 mg/dl).
Nessun marcatore tumorale era risulta-

to alterato e la cromogranina era risultata 
negativa; la lattico deidrogenasi era elevata, 
pari a 557 IU/ml (valori normali: 230-460 
IU/ml). La diagnosi finale era compatibile 
pertanto con neoplasia del polmone a piccole 
cellule con differenziazione neuroendocrina 
con interessamento del polmone sinistro e 
della regione linfonodale ilare omolaterale, 
T4N1M0 secondo la classificazione TNM 
(Tumour Nodes Metastases), con T4 dato 
dall’atelettasia. Il paziente veniva sottoposto 
anche a Valutazione Geriatriva Multidimen-
sionale e classificato fragile, per le comorbi-
lità, l’età e l’anemia.

Trattamento

Date le condizioni cliniche e l’età aveva-
mo tre possibilità terapeutiche: solo terapia 
di supporto; solo radioterapia; terapia siste-
mica. La chirurgia veniva esclusa per l’ele-
vata possibilità di diffusione sistemica del 
microcitoma, oltre che per l’età e la fragilità 
del paziente nonché la compromessa funzio-
nalità ventilatoria. Per queste stessa ragione 
era stata esclusa l’ipotesi della radioterapia. 
La terapia sistemica standard prevede il 
trattamento con platino ed etoposide, che 
in un paziente sopra i 70 anni è proponibile 
solo se a dosi ridotte, adattate per età, e se 
il paziente è in ottime condizioni generali 
(fit); d’altra parte il paziente rifiutava il trat-
tamento con chemioterapia. Ciò nonostante, 
data la sintomaticità, decidemmo comunque 
di trattare il paziente. Sulla base della po-
sitività neuroendocrina della malattia alla 
SPECT, decidemmo di iniziare, a partire da 
novembre 2007, la terapia con analogo della 
somatostatina (octreotide a lento rilascio, 30 
mg im ogni 28 giorni). Il paziente riportava 
già dopo un mese un beneficio sintomatico 
per riduzione della dispnea, dell’astenia e 
della tosse. Dopo due mesi, alla radiogra-
fia del torace si evidenziava una risoluzione 
completa dell’atelettasia del polmone di si-
nistra (in Figura 2 è riportata la radiografia 
del torace dopo tre mesi di trattamento con 
octreotide). Il trattamento con octreotide 
è proseguito senza alcun effetto collaterale 
fino a giugno 2009, quando vi è stata un’evi-
denza di progressione della neoplasia per 
nuova ricomparsa di parziale atelettasia del 
polmone di sinistra. Con il trattamento con 
octreotide si è ottenuto un beneficio clinico 
in termini sia radiologici che di qualità di 
vita, per 19 mesi. 

Domande da porsi
 y Qual è il ruolo del trattamento con inibi-
tori della somatostatina nei casi di tumore 
del polmone a piccole cellule con caratteri-
stiche neuroendocrine?

 y Qual è il ruolo dell ’inquadramento geria-
trico in oncologia?

DISCUSSIONE

I tumori neuroendocrini del polmone con-
dividono molte caratteristiche morfologiche 

Figura 1
Rx del torace alla 
diagnosi



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A. Bearz, A. Lleshi, L. Fratino, S. Venturini, M. Berretta, U. Tirelli

e cliniche dei tumori neuroendocrini di al-
tri organi. I tumori neuroendocrini (NET) 
del polmone non sono un’unica entità, ma 
costituiscono uno spettro di lesioni varia-
mente differenziate associate a caratteristi-
che patologiche e comportamento clinico 
più o meno aggressivo. I carcinoidi tipici e 
atipici sono le varianti meglio differenziate, 
mentre le forme meno differenziate sono il 
carcinoma neuroendocrino a grandi cellule 
e il microcitoma [1,2].

Chiaramente l’impatto sulla prognosi 
del paziente è diversa, e può variare da un 
andamento indolente nelle forme più diffe-
renziate (carcinoide tipico e atipico), all’ag-
gressività delle forme meno differenziate, 
quali il tumore a grandi cellule e il tumore 
a piccole cellule.

Il tumore a piccole cellule, o microcitoma, 
cresce spesso rapidamente nelle vie respira-
torie principali ed è considerato la variante 
anaplastica dei NET del polmone. Il fattore 
di trascrizione tiroideo 1 (TTF-1) è di solito 
positivo sia nei tumori a piccole cellule che 
nelle neoplasie a grandi cellule. Le cheratine 
ad alto peso molecolare solitamente non sono 
presenti nel microcitoma, in contrasto con 
quanto accade in altri carcinomi non neuro-
endocrini [3]. Studi in vitro hanno dimostra-
to l’overespressione anche dei recettori per la 
somatostatina (SST) nei tumori neuroendo-
crini del polmone [4]. La loro presenza è sta-
ta occasionalmente dimostrata anche in vivo 
nei tumori microcitomi [5,6]. L’attività della 
somatostatina è dovuta alla sua interazione 
con la famiglia di recettori di transmembra-
na, la famiglia SST, che comprende cinque 
diverse proteine (da SST1 a SST5). Di re-
cente sono stati scoperti alcuni peptidi quali 
lanreotide e octreotide, con elevata affinità di 
legame ai recettori SST e attività simile alla 
somatostatina. La somministrazione cronica 
di questi analoghi della somatostatina a lento 
rilascio può avere – come già dimostrato in 
vitro – un’attività antiproliferativa nei tumori 
neuroendocrini, con controllo della crescita 
tumorale [7,8].

I trattamenti standard per le forme di mi-
crocitoma del polmone limitate al torace ri-
mangono la radioterapia, possibilmente ero-
gata all’inizio del trattamento, e la chemiote-
rapia a base di cisplatino ed etoposide [9].

Nonostante queste opzioni, la prognosi 
rimane molto severa: sebbene le risposte ini-
ziali siano ottenute nel 70-90% dei pazienti, 
la maggior parte dei soggetti va incontro a 
ricaduta. La sopravvivenza a 5 anni è pari 
al 4,8% nei pazienti con microcitoma, e per 

quelli con malattia limitata al torace è pari 
al 20-25%. 

Come già accennato, la terapia sistemica in 
un paziente con microcitoma del polmone ed 
età superiore ai 70 anni è proponibile solo se 
a dosi ridotte, adattate per età, con l’utilizzo 
di carboplatino anziché di cisplatino, e se il 
paziente è in ottime condizioni generali (fit) 
[10]. Nelle forme a differenziazione neuro-
endocrina, gli analoghi della somatostatina 
potrebbero aggiungersi alle forme di trat-
tamento standard allo scopo di migliorare 
la prognosi ancora molto severa di questa 
patologia, in particolare anche nei pazienti 
più fragili quali quelli con età avanzata o a 
cattivo Performance Status.

Poiché la popolazione anziana è altamente 
eterogenea e poco descritta dai soli crite-
ri cronologici, i pazienti anziani oncologici 
dovrebbero sempre essere studiati mediante 
una Valutazione Geriatrica Multidimensio-
nale (VGM), al fine di classificare i pazienti 
per individuare il trattamento più adeguato 
[11]. La VGM è uno strumento per valu-
tare lo stato dei pazienti anziani affetti da 
neoplasia, mediante l’applicazione di alcune 
scale di valutazione validate, comprendenti 
scale sulle attività giornaliere (Activities of 
Daily Living – ADL, Instrumental Activity 
of Daily Living – IADL) e scale cognitive 
(Mini-Mental State Examination – MMSE; 
Cumulative Illness Rating Scale for Geriatrics 
– CIRS-G). In questo modo è possibile sce-
gliere un trattamento più o meno aggressivo 
tenendo conto non solo di età e tipo di tu-
more, ma anche di tutte le altre variabili che 
caratterizzano il paziente anziano [12]. 

Negli studi clinici pubblicati in letteratu-
ra sono molto raramente inclusi i pazienti 
anziani (spesso proprio i criteri di selezione 

Figura 2
Rx del paziente dopo tre 
mesi di trattamento con 
octreotide



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Trattamento del microcitoma del polmone con differenziazione neuroendocrina nel paziente anziano

dei pazienti ne prevedono esplicitamente 
l’esclusione) e anche negli studi clinici spe-
cificatamente condotti sulla popolazione 
geriatrica i soggetti sono scelti con buon 
PS e poche morbilità, ovvero fit [10]. La 
Valutazione Geriatrica Multidimensionale 
ha pertanto lo scopo di orientare le scelte 
terapeutiche in tutte le tipologie di anziani, 
anche i più fragili, con la minore tossicità 
possibile.

Esame del caso clinico

Il caso clinico ci ha portato a trattare un 
paziente oncologico, fortemente sintomatico 
per dispnea, anziano, e con molte comorbili-

tà. La diagnosi è stata di microcitoma limi-
tato al polmone, con differenziazione neuro-
endocrina. In base ai criteri della Valutazione 
Geriatrica Multidimensionale il paziente 
veniva definito fragile e pertanto inadatto 
a un programma di trattamento chemiote-
rapico a base di platino ed etoposide, quale 
trattamento standard per microcitoma del 
polmone. Il paziente peraltro rifiutava l’op-
zione della chemioterapia. La radioterapia 
come opzione terapeutica veniva scartata 
per la presenza di atelettasia del polmone, e 
per severa BPCO concomitante.

In letteratura non ci sono casi riportati 
di efficacia di trattamento di pazienti con 
microcitoma con analoghi della somatosta-
tina; vengono tuttavia riferite possibilità di 
riduzione della crescita tumorale di cellule 
NET in vitro. Nel caso osservato, in cui le 
opzioni terapeutiche risultavano piuttosto 
scarse, si è scelto il trattamento con analoghi 
della somatostatina allo scopo di controlla-
re la malattia, senza rischio di peggiorare 
le condizioni di un paziente già fragile di 
partenza. Il trattamento è stato efficace, 
permettendo un controllo della malattia, e 
soprattutto un’ottima qualità della vita per 
un lungo periodo (19 mesi).

BIBLIOGRAFIA
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distribution in lung neuroendocrine tumours: a clinicopathologic and immunohistochemical 
study of 218 “clinically aggressive” cases. Ann Oncol 2009 (Epub)

 y Stima di massima dell’aspettativa di vita
 y Stima di massima della riserva funzionale e della tolleranza alla chemioterapia
 y Riconoscimento delle comorbilità reversibili che potrebbero interferire con il 

trattamento antitumorale
 y Riconoscimento dei bisogni di tipo socio-economico che potrebbero interferire 

con il trattamento antitumorale
 y Gestione dell’alimentazione e delle terapie
 y Adozione di un linguaggio comune nella gestione dei soggetti anziani 

con tumore, essenziale sia per le valutazioni retrospettive della qualità 
dell’assistenza sia per la valutazione prospettica degli outcome clinici

Tabella I
Vantaggi della 
Valutazione 
Multidimensionale 
Geriatrica nei soggetti 
anziani con patologie 
oncologiche [12]

Risposte alle domande emerse nel corso del caso clinico 
 y Il ruolo dell ’inquadramento geriatrico di un paziente anziano oncologico è fondamentale 
per poter scegliere il trattamento più adatto tenendo conto non solo del tumore ma anche 
delle caratteristiche del paziente

 y Il trattamento del microcitoma del polmone con analoghi della somatostatina può essere 
efficace e sarebbero utili studi prospettici ampi per averne una conferma e per capire in 
quale setting di pazienti possa essere applicato



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	Terapia con octreotide in una paziente affetta da microcitoma polmonare (SCLC)
	Daniela Adua1, Bruno Gori1, Luciano Stumbo1, Ester Del Signore1, Flavia Longo1

	Caso clinico
	Efficacia della terapia con analoghi della somatostatina sulla sopravvivenza e qualità di vita in una paziente “frail” con NET scarsamente differenziato delle vie biliari
	Marco Alì 1, Antonino D’Agostino 2, Alfio Todaro 2, Andrea Girlando 2, Marcello Ferrara 3, Rosanna Aiello 1


	Caso clinico
	Terapia protratta con octretide acetato LAR nel carcinoma neuroendocrino a larghe cellule del polmone
	Alfredo Butera 1


	Caso clinico
	Un caso di neoplasia endocrina non funzionante del pancreas trattato con analogo della somatostatina
	Ivan Lolli1, Antonio Logroscino1, Simona Vallarelli1, Maria A. Monteduro2, Antonella Gentile1, Giuseppe Troccoli1


	Caso clinico
	Trattamento del microcitoma del polmone con differenziazione neuroendocrina nel paziente anziano
	Alessandra Bearz 1, Arben Lleshi 1, Lucia Fratino 1, Silvia Venturini 1, Massimiliano Berretta 1, Umberto Tirelli 1



