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Clinical  Management  Issues   2011; 5(Suppl 4) 3

Clinical Management Issues

nale (GIST) di ansa del tenue ad alto rischio. 
Le indagini immunofenotipiche evidenziano 
l’espressione delle molecole KIT-CD117, 
mentre la desmina non è espressa e Mib-1 
(indice proliferativo) è positivo al 6%.

A ulteriori indagini di imaging il paziente 
è risultato non metastatico ed è stato sotto-

CASO CLINICO

Il nostro caso clinico riguarda un paziente 
di 68 anni. Ha svolto il servizio di leva. Non 
fuma, nega allergie a farmaci e alimenti, ri-
ferisce saltuaria nicturia e dieta ipocalorica 
per sovrappeso.

I genitori sono deceduti per cause car-
diorespiratorie. A 50 anni, a seguito della 
diagnosi di calcolosi renale sinistra, è sta-
to sottoposto a litotripsia ed è avvenuto il 
riscontro ecotomografico di fibroleioma 
prostatico.

Nel mese di giugno 2006 il paziente si 
reca in Pronto Soccorso per la comparsa im-
provvisa di intense algie addominali. Esegue 
un’ecotomografia addominale, che mostra 
una neoformazione proliferativa ileale extra-
luminale di 10 × 5 cm, per cui è sottoposto a 
intervento chirurgico di resezione ileale con 
diagnosi di tumore di stroma gastrointesti-

Corresponding author
Dott.ssa Mariangela Parodi
mariangelaparodi@asl3.liguria.it

Caso clinico

Abstract
Here we report a case of a man affected by metastatic GIST since march 2007. His oncologic 
history began in 2006 when he was submitted to ileal resection and diagnosis of abdominal 
GIST was made. He was free of disease at radiologic controls until march 2007, when peritoneal 
nodules were shown. He started imatinib as first line therapy at standard dose of 400 mg/day and 
he reached a partial response at 6 months according to Response Evaluation Criteria In Solid 
Tumors (RECIST). After 24 months he performed CT scan that showed progression disease. 
For this reason he increased imatinib dose to 800 mg/day. Imatinib was safely administered 
and radiologic analysis performed at 3 and 6 months demonstrated stable disease according to 
RECIST. 
The patient is continuing oral therapy with imatinib at 800 mg/day and the disease is still 
stable.

Keywords: Metastatic GIST; Imatinib; RECIST
Imatinib dose optimisation following the disease progression in a patient with metastatic 
GIST
CMI 2011; 5(Suppl 4): 3-6

1 UOS Oncologia Medica, 
Ospedale P.A. Micone, 
Genova Sestri Ponente

Mariangela Parodi 1, Monica Boitano 1, Luciano Canobbio 1

Ottimizzazione della dose 
di imatinib a seguito della 

progressione della malattia in un 
paziente con GIST metastatico

Perché descriviamo questo caso
Questo caso clinico conferma i dati se-
condo cui l ’aumento della posologia di 
imatinib a 800 mg/die nei pazienti 
adulti con tumori stromali del tratto 
gastrointestinale (GIST) maligni non 
operabili e/o metastatici positivi a KIT 
(CD117) e in progressione al trattamen-
to convenzionale determina controllo 
della malattia

Disclosure
Supplemento realizzato con il
contributo di Novartis S.p.A.



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Clinical  Management  Issues   2011; 5(Suppl 4)4

Ottimizzazione della dose di imatinib a seguito della progressione della malattia in un paziente con GIST metastatico

Domande da porsi
 y A seguito di una progressione di malattia 
a dosi convenzionali con imatinib, qual è 
la strategia terapeutica?

 y Qual è il profilo di tollerabilità di ima-
tinib?

DISCUSSIONE E CONCLUSIONI

I GIST sono i più frequenti tumori me-
senchimali del tratto gastrointestinale. Sono 
caratterizzati nel 95% dei casi da un’altera-
zione molecolare di una proteina, c-KIT 
tirosinchinasi (CD117) transmembrana, re-
sponsabile di un’incontrollata proliferazione 
cellulare [1-4].

Imatinib è un farmaco a “bersaglio mo-
lecolare mirato” in grado di inibire CD117 
[5]. È indicato come trattamento adiuvante 
nei GIST operati a rischio significativo di 
ricaduta e nei casi avanzati non operabili e/o 
metastatici a dosi di 400 e 800 mg/die.

La posologia ottimale di imatinib nei pa-
zienti con malattia estesa è stata argomento 
di numerosi studi [6-10].

Le linee guida concordano nell’indicare 
imatinib 400 mg/die come dose iniziale 
ottimale nella maggior parte dei pazienti, 
con possibilità, in coloro che esprimono 
mutazione nell’esone 9 di KIT, di iniziare 
con 800 mg/die. Tale dosaggio ha infatti 
dimostrato di migliorare la sopravvivenza 
libera da progressione in questa categoria 
di pazienti. In generale il trattamento do-
vrebbe essere continuato per un periodo 
indefinito in quanto l’interruzione dell’as-
sunzione generalmente è seguito da pro-
gressione del tumore. Nei casi di progres-
sione del tumore in pazienti in trattamen-
to con imatinib 400 mg/die vi è accordo, 
in assenza di controindicazioni cliniche, 
nell’aumentare la dose del farmaco a 800 
mg/die [11]. L’efficacia della strategia te-
rapeutica è stata evidenziata nello studio 
EORTC-ISG-AGITG, in cui 133 dei 247 
pazienti in progressione di malattia nono-
stante il trattamento con imatinib 400 mg/
die, sono passati a imatinib al dosaggio di 
800 mg/die. In questi pazienti è stato evi-
denziato un controllo di malattia nel 29% 
dei casi, una PFS media di 11,5 settimane 
e circa 18% dei pazienti ancora in vita e 
senza progressione di malattia a un anno 
dall’incremento della dose [12].

posto a regolari controlli clinico-strumentali 
in assenza a suo tempo di un trattamento 
indicato nel setting adiuvante.

Nel mese di marzo 2007 il paziente ese-
gue una TAC torace-addome che eviden-
zia la comparsa di tre noduli addominali 
peritoneali di diametro variabile tra 1,5 e 3 
cm, che sono confermati a una successiva 
PET. Il quadro depone per progressione 
di malattia: lo stadio è metastatico e non 
operabile.

Il paziente è in buone condizioni ge-
nerali: è asintomatico, alvo e diuresi sono 
regolari. Gli esami ematici sono nella nor-
ma e non esistono comorbilità limitanti 
alcun trattamento, per cui si avvia a te-
rapia medica di prima linea con imatinib 
400 mg/die.

Imatinib risulta soggettivamente discre-
tamente tollerato per coliche addominali di 
grado 1 e diarrea di grado 1 secondo i criteri 
di tossicità della scala ECOG (evento rite-
nuto di correlazione sospetta con il farmaco 
e debitamente segnalato al responsabile di 
farmacovigilanza della struttura sanitaria di 
appartenenza).

Prosegue il follow-up clinico strumentale 
trimestrale.

La rivalutazione strumentale dopo sei 
mesi mostra i noduli addominali ridotti a 
1-2 cm di diametro massimo, quindi una 
risposta parziale secondo i criteri di valuta-
zione della risposta RECIST.

Il paziente prosegue il trattamento con 
imatinib 400 mg/die.

Nel mese di maggio 2009 a una TAC 
torace-addome risulta una progressione di 
malattia: i noduli preesistenti sono aumenta-
ti di dimensione, raggiungendo un diametro 
variabile tra 4 e 6 cm. Il paziente continua 
a essere asintomatico tranne per la diarrea 
di grado 1. Si concorda con il paziente di 
proseguire il trattamento con imatinib alla 
dose di 600 mg/die e, se la tollerabilità al 
trattamento è conservata, dopo un perio-
do di osservazione clinica di aumentare la 
dose a 800 mg/die. Quindi a luglio 2009 il 
paziente inizia il trattamento con imatinib 
a 800 mg/die.

I controlli strumentali a 3 e 6 mesi docu-
mentano la stabilità di malattia.

Episodi intermittenti di coliche addomi-
nali e diarrea di grado 1 risultano essere gli 
effetti collaterali indotti dalla terapia a 800 
mg/die.

Il paziente è tuttora in buone condizioni 
cliniche e continua il trattamento con ima-
tinib a 800 mg/die.



©SEEd Tutti i diritti riservati
Clinical  Management  Issues   2011; 5(Suppl 4) 5

M. Parodi, M. Boitano, L. Canobbio

linea, oltre a essere supportata da diverse 
evidenze sperimentali, ha avuto esito posi-
tivo anche nel paziente oggetto del presente 
caso clinico il quale, in seguito a progressio-
ne di malattia nonostante il trattamento con 
imatinib 400 mg/die, è passato al dosaggio 
di 800 mg/die e si trova a oggi, dopo circa 
2 anni di trattamento, in buone condizioni 
cliniche.

DISCLOSURE
Gli Autori dichiarano di non avere conflit-

ti di interesse di natura finanziaria in merito 
ai temi trattati nel presente articolo.

Nel complesso l’incremento di dose risulta 
ben tollerato. È stato infatti riscontrato solo 
un lieve aumento della frequenza di anemia 
e astenia mentre le altre tossicità sono rima-
ste invariate [12]. Lo studio clinico valutava 
il confronto tra 400 mg/die e 800 mg/die e 
ha dimostrato nessun vantaggio in termini 
di sopravvivenza nel braccio 800 mg/die. 
L’approccio terapeutico ottimale pertanto 
prevede l’inizio del trattamento con imatinib 
a 400 mg/die con successivo incremento a 
800 mg/die in caso di progressione di ma-
lattia e buona tolleranza al farmaco.

Tale strategia terapeutica, che permette di 
sfruttare l’efficacia clinica di imatinib ritar-
dando il passaggio a un farmaco di seconda 

Risposte ai quesiti emersi
 y In seguito a progressione di malattia con il trattamento a dosi convenzionali di imatinib 
prima di passare ad altre strategie terapeutiche le linee guida sono concordi nell ’aumen-
tare il dosaggio a 800 mg/die

 y In seguito a esposizione a 400 mg/die, l ’incremento di dose di imatinib a 800 mg/die ri-
sulta ben tollerato con un aumento minimo o nullo della tossicità

BIBLIOGRAFIA
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Engl J Med 2002; 347: 472-80

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S0033. J Clin Oncol 2008; 26: 626-32



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Clinical  Management  Issues   2011; 5(Suppl 4)6

Ottimizzazione della dose di imatinib a seguito della progressione della malattia in un paziente con GIST metastatico

10. Verweij J, Casali PG, Zalcberg J, LeCesne A, Reichardt P, Blay JY et al. Progression-free 10. 
survival in gastrointestinal stromal tumours with high-dose imatinib: randomised trial. Lancet 
2004; 364: 1127-34

11. Casali PG, Blay JY. On behalf of the ESMO/CONTICANET/EUROBONET Consensus 
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diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol 2010; 21 (Suppl5): v98-v102

12. Zalcberg JR, Verweij, Casali PG, Le Cesne A, Reichardt P, Blay JY et al; EORTC Soft Tissue 
11. and Bone Sarcoma Group, the Italian Sarcoma Group; Australasian Gastrointestinal Trials 
Group. Outcome of patients with advanced gastrointestinal stromal tumors crossing-over to a 
daily Imatinib dose if 800 mg after progression on 400 mg. Eur J Cancer 2005; 41: 1751-7


	Ottimizzazione della dose di imatinib a seguito della progressione della malattia in un paziente con GIST metastatico
	Mariangela Parodi 1, Monica Boitano 1, Luciano Canobbio 1

	Caso clinico
	Imatinib adiuvante in paziente con GIST ad alto rischio di comportamento maligno definito in base a parametri clinici, istologici e genotipo tumorale
	Patrizia Lista 1, Agostino Ponzetti 1


	Caso clinico
	Considerazioni sull’appropriatezza della durata della terapia adiuvante con imatinib in un paziente con GIST ad alto rischio: la migliore scelta nell’anno 2010
	Lucia Tozzi 1



