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Clinical Management Issues

Franco Mongini 1

Un social network per la 
prevenzione e l’abbattimento 
di cefalea e dolore cervicale 

nella popolazione: fondamenti di 
ricerca e sue caratteristiche

Editoriale

1 Sezione Cefalee e Dolore 
Faciale, Dipartimento 
Fisiopatologia Clinica, 
Università di Torino

Corresponding author
Dott. Franco Mongini
franco.mongini@unito.it

IntrodUzIonE

Cefalea e dolore cervicale rappresentano 
un problema estremamente diffuso nella po-
polazione di tutto il mondo [1-4]. Un’inda-
gine sui dati relativi alla prevalenza mondiale 
di cefalea condotta da Stovner e collaborato-
ri ha rilevato una presenza di cefalea del 46% 
[5]. Secondo la World Health Organization 
la cefalea rientra nelle dieci patologie più 
disabilitanti per ambedue i sessi e nelle cin-
que patologie più disabilitanti per le donne 
[5]. La cefalea comporta inoltre una forte 
spesa farmaceutica: è stato calcolato che la 
spesa annuale italiana in farmaci analgesici 
ammonta a circa 57 milioni di euro. Inoltre 
la cefalea assume spesso caratteristiche di 
cronicità e/o intermittenza tali da ridurre co-
spicuamente la qualità della vita dei pazienti 
e comportare, tra l’altro, una notevole perdita 
di ore di lavoro. Si stima che essa comporti 
annualmente la perdita di circa 25 milioni 
di giornate lavorative [6].

Questi dati verrebbero ulteriormente ag-
gravati qualora a essi si aggiungessero quelli 
relativi al dolore cervicale. Tale dolore può 
frequentemente associarsi a cefalee di vario 
tipo [7].

Questi temi vengono tuttavia general-
mente affrontati dalla comunità scientifica 
e dalla stampa limitatamente al profilo delle 
terapie di cura e raramente l’approccio è di 
tipo preventivo.

Specie nei casi di cefalea e dolore cervi-
cale cronici più fattori eziologici (di natura 
neurologica, psicogena, muscolare, articolare, 
ecc.) possono sovrapporsi nello stesso pa-
ziente. Inoltre possono essere presenti delle 

comorbilità, singole o associate, che devono 
essere individuate e convenientemente trat-
tate. Tali comorbilità possono essere a carico 
di diversi organi e sistemi. Due in particolare 
sono di frequente riscontro: la comorbilità 
psichiatrica e l’iper-parafunzione della mu-
scolatura cranio-cervico-faciale.

La presenza di disturbi d’ansia e/o de-
pressivi nelle diverse forme di cefalee, in 
particolare dell’emicrania, è stata dimostrata 
in numerosi studi epidemiologici e prospet-
tici [8-16]. Il rapporto tra depressione ed 
emicrania è bidirezionale [14] e la presenza 
di comorbilità psichiatrica in pazienti emi-
cranici influisce negativamente sulla storia 
naturale della malattia [15].

La possibile presenza di una comorbili-
tà psichiatrica in pazienti cefalalgici e, in 
particolare, in emicranici cronici è quindi 
un elemento ben noto e dibattuto. Ciò non 
avviene invece per l’iper-parafunzione mu-
scolare, che resta un problema ampiamen-
te sottovalutato se non del tutto ignorato 
nonostante essa sia di ancor più frequente 
riscontro nei pazienti cefalalgici.

L’IpEr-parafUnzIonE 
MUsCoLarE nELLE CEfaLaLgIE

Il termine “iper-parafunzione muscolare” 
definisce uno stato di eccessiva contrazio-
ne, persistente o frequentemente reiterata, 
di determinati gruppi muscolari. Tale con-
dizione è del tutto priva di un significato 
funzionale. Questo problema è particolar-
mente frequente a livello dei muscoli cranio-
cervico-faciali.



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Un tipico esempio di iper-parafunzione è 
rappresentato dal frequente e marcato strin-
gimento dei denti durante il giorno e/o la 
notte. Questo fenomeno comporta una ec-
cessiva e prolungata contrazione isometrica 
dei muscoli massetere e temporale. Anche 
in assenza di un contatto interdentario 
numerosi soggetti mantengono comunque 
tali muscoli in uno stato di prolungata ed 

mordicchiamento delle labbra, la prolungata 
contrazione dei muscoli frontali.

Inoltre in molti soggetti si osserva pa-
rallelamente una tendenza a mantenere la 
muscolatura di collo e spalle in condizione 
di eccessiva contrazione (Figura 1). Questa 
attitudine è particolarmente pronunciata in 
quanti trascorrono lungo tempo di attività 
lavorativa o extra-lavorativa alla scrivania o 
al computer. Ciò può nel tempo condurre a 
una diminuzione o perdita della fisiologica 
lordosi cervicale.

Un caratteristico segno di iper-parafun-
zione muscolare è rappresentato dall’iper-
trofia del massetere o del temporale o di 
ambedue questi muscoli (Figura 2).

In presenza di iper-parafunzione la pal-
pazione dei muscoli interessati provoca do-
lenzia o dolore e può rivelare la presenza di 
siti di contrattura e punti grilletto. Infatti, la 
contrazione muscolare prolungata, specie se 
isometrica, provoca fatica muscolare e, suc-
cessivamente, dolore.

Le “parafunzioni” aumentano in situazioni 
di stress che possono conseguentemente sca-
tenare un dolore miogeno e facilitare l’insor-
genza di cefalea. È stato inoltre dimostrato 
che in soggetti sofferenti di cefalea o dolore 
faciale di vario tipo il livello di dolenzia dei 
muscoli cranio-cervico-facciali alla palpazio-
ne è significativamente più elevato se que-
sti soggetti soffrono di un disturbo d’ansia 
e/o depressivo [17-19]. Le due comorbilità, 
quella psichiatrica e l’iper-parafunzione mu-
scolare, possono quindi esaltarsi a vicenda.

Mentre la comorbilità psichiatrica è gesti-
ta anche con un corretto trattamento farma-
cologico, l’approccio al problema dell’iper-
parafunzione muscolare si avvale essenzial-
mente di un approccio non farmacologico, 
salvo l’eventuale aggiuntiva prescrizione di 
farmaci.

IL trattaMEnto dELL’IpEr-
parafUnzIonE: rIsULtatI dI 
rICErCa

Da lungo tempo applichiamo con soddi-
sfazione un programma comportamentale e 
di esercizi che, associato all’opportuna tera-
pia farmacologica, risulta di grande ausilio 
nei pazienti cefalalgici in cui si riscontri, 
tra le altre problematiche, la presenza di 
iper-parafunzione muscolare. Il nostro pro-
gramma possiede una componente cognitiva 
in quanto mira innanzitutto a far sì che il 
soggetto prenda coscienza delle situazioni 

figura 1. Paziente 
sofferente di emicrania 
frequente associata 
a intenso dolore 
cranio-cervico-faciale 
persistente. All ’ispezione 
è evidente una 
contrazione intensa e 
persistente dei muscoli 
cervicali

figura 2. Ipertrofia 
dei muscoli massetere 
e temporale sinistro 
conseguente a iper-
parafunzione in 
giovane donna con 
cefalea e dolore faciale 
prevalenti a sinistra

eccessiva contrazione. Una iperattività di 
questi muscoli insieme a quella dei muscoli 
pterigoidei laterali è anche presente nel bru-
xismo (digrignamento dentario), un proble-
ma estremamente frequente in soggetti di 
tutte le età. Tra le altre parafunzioni vanno 
ricordate: la pressione linguale, l’onicofagia, il 



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in cui i suoi muscoli sono soggetti a contra-
zione eccessiva.

Il programma prevede l’esecuzione di un 
semplice esercizio di rilassamento, di alcuni 
esercizi per il ricondizionamento dei musco-
li del collo e delle spalle, nonché di alcuni 
accorgimenti per abbattere o quantomeno 
ridurre l’espletamento di abitudini viziate. 
La validità dell’associazione del programma 
all’opportuna terapia farmacologica è stata 
comprovata da numerosissime osservazioni 
cliniche (un esempio in Figura 3).

Al fine di ottenere una conferma non 
semplicemente aneddotica dell’efficacia di 
tale programma sono stati eseguiti studi 
longitudinali condotti su larghe fasce di po-
polazione lavorativa.

Un primo studio longitudinale controlla-
to [20] ha coinvolto circa 400 lavoratori del 
Comune di Torino, suddivisi in due gruppi, 
gruppo di studio (gruppo 1) e gruppo di 
controllo (gruppo 2).

Nei primi due mesi tutti i soggetti si sono 
limitati a compilare giornalmente appositi 
diari relativi alla cefalea e al dolore cervi-
cale, compilazione che è poi continuata per 
tutta la durata dello studio. Nel terzo mese 
al gruppo di studio è stato impartito il pro-
gramma mentre al gruppo di controllo non 
è stata impartita alcuna istruzione ma tutti 
i soggetti hanno continuato a compilare i 
diari.

A conclusione della sperimentazione (ot-
tavo mese) il gruppo di studio presentava 
valori significativamente più bassi (del 40% 
circa) di frequenza di cefalea e dolore cervi-
cale (Figure 4 e 5). Si sono inoltre osservati 
una significativa riduzione del consumo di 

farmaci e un aumento dell’efficacia dei far-
maci antiemicranici sintomatici. L’analisi per 
sottogruppi ha dimostrato che tali risultati 
si riscontravano nelle varie forme di cefalea: 
emicrania, cefalea di tipo tensivo e loro so-
vrapposizione.

Nella seconda fase della sperimentazione 
(mesi 9-14) le istruzioni sono state imparti-
te al primitivo gruppo di controllo (gruppo 
2) mentre i soggetti appartenenti al gruppo 
di studio (gruppo 1) nella prima fase non 
hanno più ricevuto istruzioni. Tutti i parte-
cipanti hanno continuato a compilare i diari 
giornalieri della cefalea e del dolore al collo 
e spalle fino a conclusione dello studio, 14 
mesi dopo il suo inizio. I dati raccolti al ter-
mine della seconda fase hanno dimostrato 
che i benefici del programma si erano man-
tenuti intatti nel gruppo 1 [21] mentre il 

figura 3. Stessa 
paziente della Figura 
1. Dopo 6 mesi di 
applicazione del 
programma cognitivo 
e di esercizi associata 
a blanda terapia 
farmacologica, la 
diminuzione del grado 
di contrattura muscolare 
è evidente all ’ispezione

figura 4. Giorni di 
mal di testa al mese 
nel gruppo di studio e 
nel gruppo di controllo 
durante la prima fase 
della sperimentazione. 
Il programma è stato 
somministrato al gruppo 
di studio nel maggio 
2005 dopo due mesi di 
baseline



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di testa cronici e rilevanti dovrebbe essere 
rimodulato tenendo conto delle comorbilità 
frequentemente presenti in questi soggetti e 
associando all’opportuna terapia farmacolo-
gica il programma descritto.

Inoltre i risultati ottenuti hanno posto 
le basi per la programmazione di un inter-
vento a più ampio raggio sulla comunità, in 
considerazione anche del rapporto costo/
beneficio estremamente positivo.

A un primo sito web per i residenti in 
Piemonte ha fatto seguito il lancio di un 
social network internazionale (in italiano e 
inglese) che rappresenta la logica espansio-
ne, in misura potenzialmente illimitata, delle 
precedenti iniziative. Chiunque al mondo 
può gratuitamente accedervi digitando uno 

figura 5. Andamento 
del dolore cervicale e 
alle spalle nel gruppo 
di studio e nel gruppo 
di controllo durante 
la prima fase della 
sperimentazione

figura 6. La homepage 
del social network  
www.nomalditesta.it

gruppo 2 aveva beneficiato di un migliora-
mento analogo [22].

Tali dati sono stati confermati in un suc-
cessivo studio longitudinale controllato e 
randomizzato applicato a circa 2.000 dipen-
denti comunali [23].

nasCE Un soCIaL nEtwork 
dEdICato

I dati da noi ottenuti, unitamente alle nu-
merose osservazioni aneddotiche condotte 
sui pazienti da noi trattati, permettono di 
avanzare con forza l’ipotesi che l’approccio al 
trattamento dei pazienti sofferenti di dolori 



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di questi tre indirizzi: www.nomalditesta.it, 
www.nocervicale.it, www.noheadneckpain.
com (Figura 6).

A quanti accedono viene richiesto, oltre 
che di comunicare i dati anagrafici, di com-
pilare delle schede relative a caratteristiche 
della cefalea (Figura 7) e del dolore cervicale, 
abitudini di vita, assunzione di farmaci e pre-
senza di altre patologie. Essi devono inoltre 
compilare un questionario per la valutazione 
della frequenza del dolore nell’ultimo mese, 
del suo impatto sulla qualità della vita e 
sull’eventuale perdita di ore lavorative negli 
ultimi tre mesi.

Una volta fornite queste informazioni il 
soggetto può accedere, tramite password, al 
programma di istruzioni. In tal modo è pos-
sibile fruire del programma di istruzioni già 
applicato con successo a un gran numero di 
soggetti. Vengono messi a disposizione video 
e materiale stampabile (Figura 8). Il servizio 
viene continuamente arricchito con nuove 
informazioni e iniziative.

Ciascun afferente può, se lo desidera, in-
teragire con il sito, descrivere il proprio pro-
blema (come è insorto e come si è evoluto), 
porre quesiti, scambiare esperienze.

Il network comprende anche un’area ri-
servata ai medici dove essi possono acqui-
sire informazioni, esprimere pareri e discu-
tere i risultati di loro esperienze cliniche o 
di ricerca. In questo spazio possono altresì 
accedere al materiale didattico e scientifico 
che viene progressivamente messo a loro 
disposizione (Figura 8). Scopo del social 
network è dunque anche quello di fornire un 

supporto strategico al medico per aiutarlo a 
gestire in prima persona almeno una parte 
di queste patologie.

Il medico può invitare il proprio paziente 
che soffre di mal di testa e/o di dolore cer-
vicale a iscriversi al programma fornendo 
tutte le indicazioni richieste e sollecitarlo 
a eseguire coscienziosamente le istruzioni 
impartite e a compilare il diario giornaliero 

figura 7. Scheda 
relativa alla 
localizzazione e 
caratteristiche della 
cefalea

figura 8. I video a 
disposizione degli 
iscritti. La croce rossa 
indica quelli riservati 
ai medici



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del dolore messo a sua disposizione dal pro-
gramma (Figura 9).

Sarà sufficiente che il paziente fornisca al 
medico di fiducia i suoi username e password 
perché questi possa esaminare le risposte date 
dal paziente sulle caratteristiche del suo do-
lore e sull’eventuale presenza di altri sintomi 
concomitanti. In questo modo egli potrà farsi 
un’idea abbastanza precisa del tipo di cefalea 
e dolore di cui il paziente soffre. Esaminando 
i diari compilati dal paziente può altresì ac-
certare la misura in cui questi abbia beneficia-
to dell’applicazione del programma. A questo 
punto il medico può integrare la terapia nel 
modo che più ritiene opportuno.

A settembre 2011 risultavano iscritti al so-
cial network 6.107 soggetti, con la seguente 
distribuzione per patologie:

emicrania (M) = 660 (10,8%); y
cefalea di tipo tensivo (TTH) = 256  y
(4.2%);

dolore miogeno cervicale e alle spalle  y
(MP) = 263 (4,3%);
M + TTH = 152 (2,5%); y
M + TTH + MP = 1.020 (16,7%); y
M + MP = 2.455 (40,2%); y
TTH + MP = 1.301 (21,3%). y
La prevalenza è significativamente più 

alta nelle donne in tutti i gruppi salvo TTH. 
La sovrapposizione di MP aumenta signi-
ficativamente la prevalenza di ogni tipo di 
cefalea.

Si è inoltre riscontrata la presenza di 
dolore faciale uni- o bilaterale in sede zi-
gomatica e geniena con una prevalenza 
variabile da un minimo di 6,8% in M e 
un massimo di 19,9% in M + TTH + MP. 
Tale prevalenza è comunque significativa-
mente più alta nelle donne in tutti i gruppi 
di cefalea, salvo M + TTH e TTH. Il dato 
ha una particolare rilevanza in considera-
zione del fatto che la presenza di dolore 
faciale può essere a volte erroneamente 
attribuita a un disturbo dell’articolazione 
temporo-mandibolare distogliendo l’at-
tenzione dalle reali problematiche di cui 
il paziente soffre.

In conclusione è possibile affermare che 
il social network rappresenta un mezzo di 
prevenzione a espansione potenzialmente 
illimitata nonché un supporto dell’attività 
clinica del medico. Esso può altresì venire 
utilizzato per indagini epidemiologiche su 
larga scala.

rIngrazIaMEntI

Un particolare ringraziamento va alla mia 
collaboratrice Dott.ssa Chantal Milani per 
l’indefesso e fondamentale lavoro che ha 
svolto e svolge per l’elaborazione, lo sviluppo 
e la gestione del social network.

figura 9. Una pagina 
del diario compilabile 
per via telematica

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