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Clinical  Management  Issues   2010; 4(4) 137

Clinical Management Issues

benefici dovuti a specifiche competenze del 
personale sanitario, alla convergenza di com-
petenze multidisciplinari e alla continuità 
assistenziale del paziente in contesti riabili-
tativi e a domicilio. Tuttavia, rimangono an-
cora da risolvere molti problemi correlati alla 
difficoltà di ottenere una diagnosi di malattia 
e un trattamento tempestivi e a come rendere 
più efficienti queste strutture dal momento 
che, in primo luogo, vi è ancora una scarsa 
consapevolezza di malattia nella popolazio-
ne generale, cosa che comporta un ritardo di 
accesso in ospedale e quindi nell’inizio delle 
cure. Sulla base dell’esperienza clinica è nata 
l’esigenza di identificare specifici indicatori 
di monitoraggio e di misura in termini di 
qualità e adeguatezza dei processi di cura 
delle Stroke Unit. In passato in Italia sono 
stati fatti diversi tentativi, attraverso la crea-
zione di registri di popolazione e ospedalieri, 
i quali sembrano rappresentare la modalità 
ideale per verificare la qualità di un servizio 
assistenziale. Tuttavia nessuno di questi si è 
mai focalizzato specificatamente sui proces-
si di cura, forse anche in considerazione del 

IntroduzIone

Lo stroke è la terza causa di morte e la pri-
ma di disabilità a lungo termine nella mag-
gior parte dei Paesi industrializzati, essendo 
responsabile di una considerevole quota della 
spesa sanitaria. Per la sua elevata incidenza, 
l’ictus costituisce un problema assistenziale, 
riabilitativo e sociale di rilevanti dimensioni. 
I risultati emersi da trial clinici, revisioni e 
meta-analisi condotti a livello internazionale 
indicano come l’accesso di un paziente con 
ictus in una Stroke Unit comporti un bene-
ficio per il paziente in termini di mortalità, 
istituzionalizzazione e dipendenza, con una 
riduzione del rischio assoluto di tali com-
plicanze pari al 3-5%; tale vantaggio è stato 
confermato anche sulla popolazione italiana 
dallo studio PROSIT (Project on Stroke Ser-
vices in Italy) [1]. 

Le Stroke Unit, infatti, si configurano nel 
contesto ospedaliero come aree altamente 
specializzate e “dedicate” alla cura del pa-
ziente con ictus, a prescindere dall’introdu-
zione di terapie particolari, e comportano 

Corresponding author
Dott. Giuseppe Micieli
giuseppe.micieli@
mondino.it

Caso clinico

Abstract
Stroke is the third cause of death and the first long-term disability cause in industrialised 
countries. It is therefore an important problem, not only from a clinical point of view, but 
also because of the high costs involved in its management. The results of clinical trials, reviews 
and meta-analysis highlight the importance of the Stroke Unit in the correct and adequate 
management of the patient with stroke. This article describes the Lombardia Stroke Unit and 
the related Stroke Registry. In 2010 this Registry includes 27 Centres and recruits patients with 
acute stroke or transient ischaemic attacks (TIAs). The Registry aims at measuring performance 
parameters, identifying guidelines, non-compliance causes, and analysing care processes.

Keywords: Stroke units, performance parameters, stroke registry, Lombardia
The Lombardia Stroke Unit Registry: a year experience
CMI 2010; 4(4): 137-143

1 Dipartimento di 
Neurologia d’Urgenza, SC 
Malattie Cerebrovascolari/
Stroke Unit, IRCCS 
Istituto Neurologico 
Nazionale C. Mondino, 
Pavia

2 Per i Collaboratori del 
Stroke Unit Network 
Lombardia (vedi box in 
calce all’articolo)

Giuseppe Micieli 1, Anna Cavallini 1, Michela Duè 1, Elena Tartara 1,2

Il registro Stroke unit della 
Lombardia: esperienza di un anno



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Clinical  Management  Issues   2010; 4(4)138

Il registro Stroke Unit della Lombardia: esperienza di un anno

all’esigenza di creare un percorso comune tra 
le numerose strutture sanitarie che si occu-
pano di malattie cerebrovascolari, ed è volto 
al miglioramento dei processi di cura in tale 
ambito in fase acuta e post-acuta mediante 
l’identificazione dei bisogni dell’assistito e 
lo scambio di informazioni sui trattamen-
ti proposti e ricevuti, le terapie in atto e gli 
eventi di rilevanza clinica, tramite:

la descrizione del percorso diagnostico- y
terapeutico del paziente con ictus in Re-
gione Lombardia, quantificando risorse e 
tempi di intervento;
la quantificazione della gravità degli esiti  y
funzionali nella fase post-acuta, al fine di 
ottenere un’adeguata descrizione dei bi-
sogni riabilitativi dei pazienti;
la quantificazione della gravità degli esiti  y
a tre mesi, al fine di ottenere un’adegua-
ta descrizione dei bisogni assistenziali a 
lungo termine;
la quantificazione dell’impatto delle pro- y
cedure diagnostico-terapeutiche attual-
mente effettuate sul rischio di recidiva di 
stroke al fine di identificare possibili in-
terventi di correzione dello stesso.
La Regione Lombardia, grazie ai contri-

buti dei programmi sanitari regionali, ha 
promosso, specie negli anni tra il 2000 e il 
2004, la realizzazione delle Unità di Cura 
Cerebrovascolari (UCV ), ovvero di Stroke 
Unit con livello di assistenza subintensivo e 
geograficamente definite nell’ambito disci-

fatto che l’Italia, attualmente, non sembra 
garantire un’offerta assistenziale adeguata; 
infatti, ad oggi, solo l’8,5% delle strutture 
sanitarie nazionali ha le caratteristiche mi-
nime richieste per configurare una Stroke 
Unit e solo il 27% delle UO di Neurologia 
ha a disposizione letti di degenza dedicati 
alla cura dell’ictus cerebrale [2].

Lo Stroke unIt network (Sun) 
LoMbArdIA

Il progetto Stroke Unit Network Lombar-
dia (SUN) [3] nasce nel 2006 per rispondere 

Figura 1
Il Network Lombardo 
delle Stroke Unit. 
Attualmente (2010) 
sono presenti 38 Unità 
Operative

Criteri
Livello  
di uCV

numero  
di Stroke unit

Team multidisciplinare 1,2,3 28
Personale sanitario specializzato dedicato 1,2,3 28
Riabilitazione precoce 1,2,3 28
TC encefalo 24 ore e 7 giorni 1,2,3 28
Trombolisi ev 1,2,3 28
Diagnostica strumentale (doppler tronchi 
sovraortici, transcranico, ecocardiografia)

2,3 25

Neurochirurgo disponibile/neurochirurgia 2,3 25/13
Neuroradiologia 3 10
Neuroradiologia interventistica 3 5
Chirurgia vascolare 3 26
Trombolisi Ia 3 5
UCV I livello 3
UCV II livello 20
UCV III livello 5

tabella I
Livelli di Unità di 
Cura Cerebrovascolari 
(UCV ) delle Stroke 
Unit partecipanti al 
Registro



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G. Micieli, A. Cavallini, M. Duè, E. Tartara

personali e inseriti in un database anonimo, 
utile per le successive analisi statistiche. Il 
Registro diviene quindi un esempio di sintesi 
della cartella clinica informatizzata, accessi-
bile ai coordinatori dei Centri e loro collabo-
ratori. È stato concordato che il responsabile 
dell’inserimento dei dati sia sempre un me-
dico, anche se studenti o personale esperto in 
stroke o raccolta dati possono partecipare in 
qualità di operatori nell’inserimento dati. Il 
progetto è stato sottoposto all’attenzione dei 
Comitati Etici dei singoli Centri, con l’una-
nime approvazione del trattamento dei dati 
dei pazienti ospedalizzati anche in assenza 
di consenso esplicito, mentre tale consenso è 
stato obbligatoriamente richiesto per il trat-
tamento dei dati dei pazienti che avrebbero 
aderito al follow-up. La Banca Centrale dei 
dati è ubicata presso il Dipartimento di In-
formatica e Sistemistica della Università di 
Pavia, che è anche responsabile dell’integrità 
e sicurezza degli stessi.

Il database comprende informazioni 
estratte dalle cartelle cliniche, si trova at-
tualmente nell’area riservata del sito http://
sunlombardia.unipv.it e ha raccolto, soltanto 
nel primo anno di attività (2007), poco più 
di 7.000 casi di stroke o TIA ospedalizzati 
presso le UCV regionali. Di tutti i pazienti 
arruolati sono stati raccolti i dati anagrafi-
ci (sesso, età, razza) e dati relativi a quattro 
ulteriori campi di informazione riguardanti 
l’intero processo di cura dello stroke acuto, 
dall’esordio dei sintomi, al trattamento e al 
follow-up; in particolare:

dati relativi alla valutazione e al tratta- y
mento in emergenza, per valutare il tem-
po di inizio del trattamento trombolitico, 
informazioni sui tempi della valutazione 
neurologica ed esecuzione di neuroimma-
gini in Pronto Soccorso;
dati relativi alla valutazione e al trattamen- y
to in ospedale, per monitorare la qualità 
dell’assistenza durante il ricovero, e l’omo-
geneità dei processi di cura negli ospedali 
della Lombardia;
dati relativi alla dimissione ospedaliera,  y
come l’esito (paziente vivente o decedu-
to), punteggio NIHSS (National Institute 
of Health Stroke Scale), scala Rankin, Bar-
thel Index, tipo di trattamento consigliato 
alla dimissione, codice ICD-9-CM per la 
diagnosi principale e le diagnosi seconda-
rie, classificazione TOAST (Trial of Org 
10172 in Acute Stroke Treatment);
dati relativi al post-ricovero e al follow- y
up.

plinare della Neurologia, per il ricovero e il 
trattamento di almeno il 70% dei pazienti 
ospedalizzati per stroke [4]. A tale periodo 
risale la creazione del SUN (Stroke Unit 
Network), un collegamento operativo tra 
le UCV della Regione fondato nel 2001 
dalle sezioni regionali della SIN (Società 
Italiana di Neurologia) e della SNO (So-
cietà Neuroscienze Ospedaliere), con il 
principale obiettivo di coordinare e otti-
mizzare i processi di cura di queste unità 
per meglio gestire le risorse e migliorare 
gli esiti dei pazienti con ictus. Il progetto 
relativo al Registro SUN è stato avviato nel 
2006, con la partecipazione di 36 Centri 
(31 Stroke Unit autorizzate al trattamento 
trombolitico per via sistemica, 5 ancora in 
fase di definizione organizzativo-logistica), 
identificati tra tutti gli ospedali della Lom-
bardia, sulla base del numero di pazienti 
(almeno 50) dimessi con diagnosi di stroke 
acuto nel corso del 2005. La selezione dei 
Centri si è quindi avvalsa della conformità a 
criteri di base, definiti da indicatori dell’or-
ganizzazione della struttura ospedaliera 
(presenza di Pronto Soccorso, possibilità 
di cure intensive, reparti di Neurochirur-
gia, Chirurgia Vascolare, Riabilitazione e 
Neuroradiologia), della Stroke Unit stessa 
(numero e percentuale di letti monitorati), 
dell’organizzazione del personale dell’unità, 
dei processi di cura (adozione di protocolli 
scritti e delle linee guida italiane SPREAD 
– Stroke Prevention and Educational Awa-
reness Diffusion, numero di incontri multi-
disciplinari) e sulla disponibilità di servizi 
diagnostici strumentali (TC e RM encefalo, 
ecocardiografia, angiografia, diagnostica ad 
ultrasuoni e Holter ECG).

CArAtterIStIChe deL regIStro

Il Registro è stato studiato per raccogliere 
dati relativi a pazienti ricoverati con diagnosi 
di stroke ischemico acuto, attacco ischemi-
co transitorio (TIA), emorragia cerebrale 
ed emorragia subaracnoidea. Gli indicatori 
di processo di assistenza e cura al paziente 
con stroke sono stati redatti da un Comitato 
Scientifico, il cui coordinatore è uno degli 
Autori del SUN (GM), sulla base delle li-
nee guida SPREAD [5], e successivamente 
discussi e approvati dai coordinatori di tutti 
i Centri aderenti al progetto, con la creazio-
ne finale di una guida di definizioni stan-
dardizzate descrittive dei dati trattati. I dati 
vengono raccolti, trasmessi e memorizzati 
nel rispetto delle leggi sulla privacy dei dati 



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Il registro Stroke Unit della Lombardia: esperienza di un anno

mare tale dato su un campione più ampio e 
su vasta scala, come quello costituito dalle 
Stroke Unit della Lombardia. Utilizzan-
do item specifici per le singole linee guida 
SPREAD, è possibile evidenziare le aree di 
non-compliance, e cercare di ottimizzare il 
processo di cura su più livelli di specificità. 
In linea con il carattere sintetico del Regi-
stro, possono essere attualmente verificate 28 
raccomandazioni sul totale, di cui 20 riguar-
danti la fase acuta e 8 quella di prevenzione 
secondaria. Più in generale la compliance può 
essere correlata all’insieme dei valori forniti 
dalla Scala di Rankin, prima dell’evento acu-
to, al momento della dimissione ospedaliera 
e al follow-up, unitamente ai dati riguardanti 
la mortalità e la recidiva di stroke. Il Regi-
stro consente inoltre di ricavare informazioni 
circa l’andamento temporale del processo 
di cura del paziente con stroke, in quanto la 
maggior parte dei dati sugli interventi medi-
ci è corredata da informazioni di tempistica, 
come ad esempio, l’ora di esordio dei sintomi, 
l’arrivo in Pronto Soccorso, il momento della 
valutazione neurologica e dell’esecuzione di 

Attraverso lo strumento di monitoraggio 
dell’arruolamento dei pazienti si possono 
produrre analisi statistiche sull’attività dei 
vari Centri: ad esempio è possibile estrapo-
lare un numero target di pazienti da reclutare 
in un dato periodo di tempo, e consentire 
quindi, sulla base di un confronto con gli 
altri Centri, di adottare opportune misure 
di correzione, volte al miglioramento della 
performance.

In quest’ottica, il Registro in rete diviene 
una sorta di strumento di competizione co-
struttiva fra i vari Centri. Allo stesso modo, 
i Centri si possono confrontare a più livelli 
e su specifici obiettivi. In particolare, è stata 
dimostrata un’associazione significativa tra 
l’ottemperanza alle linee guida SPREAD e 
l’esito del paziente con stroke, come risultato 
da uno studio scientifico condotto presso la 
Stroke Unit dell’Istituto Neurologico Na-
zionale C. Mondino di Pavia, dove è stata 
adottata una cartella clinica informatizzata 
comprensiva di specifici item con le racco-
mandazioni delle linee guida [6]. L’obiettivo 
del Registro diviene quindi quello di confer-

Figura 2
Esempio di applicazioni 
statistiche sui dati del 
Registro



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G. Micieli, A. Cavallini, M. Duè, E. Tartara

tono una percentuale di pazienti con stroke 
acuto (30%) e TIA (10%) della Lombardia e 
pertanto possono essere considerati un indi-
ce del processo di cura corrente dello stroke 
acuto in Lombardia. È stato registrato un 
elevato grado di completezza delle informa-
zioni, anche grazie all’utilizzo di definizioni 
chiare e codificate delle variabili inserite nel 
software. Da questa prima analisi sono inol-
tre emerse alcune criticità. In primo luogo, 
5 Centri non hanno mai iniziato il recluta-
mento dei pazienti e altri 6 hanno avuto un 
tasso di arruolamento molto basso, a causa di 
mancanza di personale per l’inserimento dei 
dati, pertanto il 30% dei Centri non è stato 
incluso nel Registro. Il problema economico 
emerso, in parte sottovalutato anche per la 
difficoltà di quantificare la raccolta dei dati 
e il miglioramento della qualità, nonché di 
predire la domanda assistenziale, pone l’esi-
genza di una collaborazione anche da parte 
dei ricercatori scientifici, degli amministra-
tori sanitari e delle aziende sanitarie regio-
nali, per concorrere alla realizzazione di una 
realtà operativa efficace, economicamente 
sostenibile, nell’ottica di un miglioramen-
to del processo di cura e senza prescindere 
dall’obiettivo primario costituito dalla salute 
del paziente.

Allo scopo di permettere lo studio dei 
processi di cura sono state recentemente 
sviluppate tecniche, chiamate genericamen-
te process mining, che vengono utilizzate per 
estrarre dai dati “grezzi” informazioni uti-
li a ricostruire il processo che ha prodotto 
quei dati stessi. Più precisamente, il process 
mining descrive una famiglia di algoritmi 
che sfruttano le informazioni registrate nei 
cosiddetti event logs, ovvero documenti elet-
tronici contenenti tutti i dati registrati dal 
sistema informativo e corredati di tag tem-
porali. Il registro SUN è appunto una fonte 
di questi event logs e quindi rappresenta una 
eccellente banca dati per l’applicazione di 
modelli di process mining. Tecniche più re-
centi si focalizzano anche su altri elementi 
come gli aspetti organizzativi e le perfor-
mance. Per esempio, avere l’informazione 
su chi ha eseguito le varie procedure rende 
possibile l’estrazione dai dati della rete degli 
agenti che collaborano al processo di cura, 
per analizzarla attraverso tecniche di social 
network analysis. Questo processo permette 
alle organizzazioni di monitorare il modo 
nel quale persone, gruppi, o componenti o 
sistemi software operano insieme. Inoltre, 
esistono approcci per visualizzare informa-
zioni relative alle performance: si possono 
per esempio visualizzare graficamente i colli 

neuroimmagini, mentre per molte altre pro-
cedure non viene inserita la data/ora esatta, 
ma viene riportato, in un campo codificato, 
se la procedura è stata eseguita entro le 3 ore, 
entro le 6 ore, e così via fino a “entro 7 gior-
ni”, “oltre 7 giorni”, in modo tale da seguire 
passo a passo il percorso di cura, ed eviden-
ziare inefficienze nel tempo di esecuzione 
degli interventi medici. Inoltre il Registro 
è provvisto di applicazioni che consentono 
un controllo in tempo reale dell’immissio-
ne dei dati per la verifica di eventuali errori 
di inserimento, e in generale i dati raccolti 
sono controllati mensilmente in termini di 
completezza e congruità.

La valutazione dei dati immessi nel Regi-
stro è stata effettuata mensilmente e poi a un 
anno dall’inizio del progetto, per evincere i 
punti critici più verosimilmente attribuibili a 
reali cambiamenti nei modelli di pratica cli-
nica adottati. In tal modo si è voluto imple-
mentare una strategia di miglioramento della 
qualità dei processi di cura, che allo stesso 
tempo escludesse il rischio di influenzare la 
pratica operativa, essendo il principale obiet-
tivo a un anno di tale retrospettiva quello di 
descrivere l’andamento del processo di cura 
e garantire la qualità del Registro.

dISCuSSIone

Il principale obiettivo del Registro SUN 
Lombardia è quello di raccogliere dati relativi 
alle misure di qualità clinicamente importan-
ti e di migliorare la distribuzione dei processi 
di cura dello stroke basati sull’evidenza scien-
tifica. Il Registro è stato sviluppato alla luce 
di precedenti esperienze in ambito interna-
zionale, come ad esempio il Registro Paul 
Coverdell National Acute Stroke negli Stati 
Uniti [7], che ha mostrato come ci sia ampio 
spazio di miglioramento anche in relazione a 
misure di intervento meno complesse, come 
lo screening della disfagia, la misurazione dei 
valori del profilo lipidico, il counselling per la 
cessazione dell’abitudine al fumo, che in quel 
caso sono state effettuate solo in un terzo dei 
pazienti candidati a ricevere tali SPREAD, 
un software tecnologico in grado di control-
lare in tempo reale la non-compliance alle li-
nee guida, e l’analisi dei differenti processi di 
cura, ha permesso di contribuire alla defini-
zione di migliori modelli di diagnosi e terapia 
per i diversi tipi di Stroke Unit, e aiutare i 
medici che si occupano di stroke ad acquisi-
re maggior consapevolezza sull’importanza 
dell’aderenza alle raccomandazioni delle li-
nee guida SPREAD [8]. I dati raccolti riflet-



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Clinical  Management  Issues   2010; 4(4)142

Il registro Stroke Unit della Lombardia: esperienza di un anno

condivisione del database, che rappresenta 
lo strumento di lavoro del registro SUN 
Lombardia, da parte di altre Stroke Unit 
come quelle di Regione Piemonte e Veneto, 
propongono Regione Lombardia al centro 
di un percorso virtuoso anche di aggregazio-
ne e sviluppo di nuovi ed originali modelli 
assistenziali estendibili anche al resto del 
nostro Paese [9], dove attualmente coesi-
stono realtà sanitarie molto diverse tra loro 
in termini di assistenza e prevenzione, con 
reti ospedaliere non attuali e sostenibili, per 
carenza di organizzazione o di attuazione 
dei modelli assistenziali.

dISCLoSure

Gli Autori dichiarano di non avere con-
flitti di interesse di natura finanziaria in 
merito agli argomenti trattati nel presente 
articolo.

di bottiglia e diversi tipi di indicatori di ef-
ficienza, quali ad esempio media e varianza 
del tempo di esecuzione dell’intero processo 
o del tempo che intercorre tra due attività 
selezionate. L’utilizzo di queste tecnologie 
di ICT (Information and Communication 
Technology) rappresenta il core del proget-
to di ricerca sugli indicatori di processo 
e di esito nel percorso di cura dell’ictus 
nelle Stroke Unit regionali (STILO: Stro-
ke Lombardia Indicatori) che la Regione 
Lombardia e Pfizer hanno finanziato alle 
ASL di MI2, Pavia, Lodi, Monza-Brianza 
e di cui è responsabile scientifico uno degli 
autori (GM). I risultati di tale approccio, 
assolutamente innovativo per la conoscen-
za, l’analisi, la verifica continua della qualità 
della cura in questo capitolo così importante 
della Sanità regionale, sembrano sin da ora 
molto promettenti anche per lo sviluppo 
dei modelli organizzativi del prossimo fu-
turo in questo campo. Inoltre la possibile 

* Centri SUN Lombardia e collaboratori 
Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Bergamo (B. Censori, R. Riva), Casa di Cura San Pietro, Ponte San 
Pietro (Bergamo) (F. Frediani), Azienda Istituti Ospedalieri di Cremona (G. Baietti, L. Zinno), Azienda Ospeda-
liera “Ospedale S. Anna” di Como (M. Arnaboldi, S. Vidale), Azienda Ospedaliera “Ospedale Civile” di Vimercate, 
Presidio Ospedaliero Complesso di Desio (A. Colombo), Azienda Ospedaliera “S:Antonio Abate” di Gallarate (D. 
Zarcone, M. Merello), Azienda Ospedaliera “G. Salvini” di Garbagnate Milanese (D. Cittani), Azienda Ospedaliera 
di Lecco, Presidio di Lecco (E. Agostoni, C. Scaccabarozzi), Azienda Ospedaliera “Ospedale Civile” di Legnano, Pre-
sidio di Legnano (M.V. Calloni, A. Giorgetti), Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, Presidio Ospedaliero di 
Lodi (M. Riva, A. Zilioli), Azienda Ospedaliera “Ospedale Civile” di Legnano, Presidio di Magenta (A. Romorini, 
S. Ruggerone), Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova (P. Previdi, G. Silvestrelli), Azienda Ospedaliera 
“Ospedale Predabissi” di Melegnano (G.E. molini, C. Marsile), Azienda Ospedaliera di Lecco, Presidio di Merate 
(E. Agostoni, C. Scaccabarozzi), Azienda Ospedaliera S. Carlo di Milano (P. Bassi, P. Lattuada), Azienda Ospe-
daliera Niguarda Ca’ Granda di Milano (R. Sterzi, M. Pozzi), Azienda Ospedaliera “Luigi Sacco” di Milano (P. 
Gambaro, S. Rosa), Azienda Ospedaliera S. Gerardo di Monza (C. Ferrarese, M. Brioschi), Azienda Ospedaliera 
“Ospedale di Circolo di Busto Arsizio”, Presidio Ospedaliero di Saronno (G. Grampa, A. Gomitoni), Azienda Ospe-
daliera Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese (M.L. De Lodovici, M. Mauri), Azienda Ospedaliera 
“Ospedale Civile” di Vimercate, Presidio Ospedaliero Complesso di Vimercate (P. Bazzi, S. Fermi), Azienda Ospe-
daliera della Provincia di Pavia, Stabilimento di Voghera (E. Magrotti, G. Borutti), Azienda Sanitaria Locale di 
Sondrio, Presidio Ospedaliero di Sondrio (S. Creta, G. Montecalvo), Casa di Cura Santa Rita di Milano (C.S. Ta-
deo), Casa di Cura Policlinico S. Marco di Zingonia (M. Camerlingo), Fondazione Poliambulanza di Brescia (E. 
Donati, E. Magni), Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (S. Ravaglia, M.T. Zaccone), IRCCS. Fondazione 
San Raffaele del Tabor di Milano (G. Comi, M. Sessa), IRCCS Istituto Auxologico Italiano San Luca di Milano 
(M. Stramba Badiale, V. Manzoni), IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano (S. 
Lanfranconi, ), IRCCS Istituto Neurologico C. Besta di Milano (E. Parati, G. Boncoraglio), IRCCS Istituto Neu-
rologico Fondazione C. Mondino di Pavia (A. Cavallini, M. Duè), IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozza-
no (S. Marcheselli, E. Coloberti), Ospedale Generale di Zona S. Orsola di Brescia (M.P. Piras, L. Giusti), Ospedale 
Valduce di Como (M. Guidotti, S. Leva), Spedali Civili di Brescia ( V. Vergani, A. Costa), Policlinico San Donato di 
San Donato Milanese (G. Meola, A. Costa).



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G. Micieli, A. Cavallini, M. Duè, E. Tartara

bIbLIogrAFIA
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