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Clinical  Management  Issues   2010; 4(3) 91

Clinical Management Issues

Troppo spesso la presenza dei disturbi de-
pressivi in pazienti oncologici, specialmente 
negli anziani, è sottostimata [10] e, anche 
quando vengono riconosciuti, solo una parte 
dei pazienti riceve un trattamento adeguato, 
sia che si tratti di una psicoterapia di soste-
gno oppure un farmaco antidepressivo.

Attualmente sono presenti 11 studi ran-
domizzati-controllati [11] che confrontano 
l’efficacia della terapia con antidepressivi vs 
placebo in pazienti oncologici che presen-
tano sintomi depressivi e d’ansia. Una delle 
possibili spiegazioni a tale carenza di studi 
controllati è la mancata aderenza di questo 
sottogruppo di pazienti e dei loro familiari 
ai trial che utilizzano placebo. A sua volta la 
scarsità di trial pubblicati potrebbe essere una 
delle cause dell’inadeguato e mancato tratta-
mento farmacologico dei disturbi depressivi 
nei pazienti oncologici. La scelta della mo-
lecola antidepressiva da somministrare non 

INTRODUZIONE

La prevalenza dei disturbi depressivi in 
pazienti affetti da patologie neoplastiche 
varia tra il 40% e il 60% [1-4]. L’esperienza 
della malattia neoplastica è associata a elevati 
livelli di distress psicologico in grado di pro-
vocare o aggravare alcuni sintomi frequente-
mente descritti da questi pazienti. Tra questi 
si annoverano l’insonnia, la cui prevalenza 
varia dal 30% al 50% [5], la perdita di appe-
tito, la nausea, il vomito e l’astenia [6], con 
prevalenza fino all’80% in alcune patologie 
oncologiche [7] e numerosi sintomi algici 
[8,9]. Identificare l’eziologia di tali sintomi 
non sempre risulta agevole: questi possono 
derivare dalla patologia neoplastica primaria, 
possono rappresentare sintomi di disturbi 
dell’umore e d’ansia oppure possono essere 
secondari all’eventuale trattamento chemio-
terapico o radioterapico in atto.

Corresponding author
Dott. Massimo Pasquini
massimo.pasquini@
uniroma1.it

Gestione clinica

Abstract
The rate of depression in the general population is estimated as high as 15% and is at least two 
to three times more common in patients with cancer. Due to the complexity and constraints of 
cancer care, depression is often under-recognised and under-treated. Antidepressants are the most 
commonly used medications, however among cancer patients there are few randomised trials 
comparing antidepressants to placebo. Mirtazapine is an effective antidepressant with unique 
and special mechanism of action characterised by high response and remission rates, relatively 
early onset of action and favourable side-effect profile. Several studies reported that mirtazapine 
has a receptor-binding profile that may be suitable for use in controlling appetite loss and nausea 
of cancer patients. We conducted a review of the literature on the use of mirtazapine in cancer 
patients. We evaluated the effectiveness of mirtazapine for the management of depressive and 
anxiety symptoms and for several distressing symptoms such as pain, nausea, appetite loss, and 
sleep disturbances.

Keywords: depression, cancer care, distressing symptoms, mirtazapine
Usefulness of mirtazapine in cancer patients
CMI 2010; 4(3): 91-95

1 Dipartimento di Scienze 
Psichiatriche e Medicina 
Psicologica, Sapienza 
Università di Roma

Massimo Pasquini 1, Isabella Berardelli 1, Ambra Craba 1

Impiego di mirtazapina  
in pazienti oncologici



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Clinical  Management  Issues   2010; 4(3)92

Impiego di mirtazapina in pazienti oncologici

macologiche dipendono dalla modulazione 
operata sia sulla trasmissione noradrenergica 
che su quella serotoninergica senza interfe-
rire con i meccanismi di ricaptazione delle 
monoamine [12]. L’azione di controllo sul 
rilascio di noradrenalina è mediata dal bloc-
co a livello degli auto- ed etero-recettori α2 
mentre l’azione sul sistema serotoninergico 
è in parte correlata alla modulazione del 
sistema noradrenergico e in parte mediata 
dall’elevata affinità per i recettori serotoni-
nergici 5HT2 e 5HT3. L’interazione con tali 
sistemi recettoriali è responsabile dell’effetto 
antidepressivo primario del farmaco e di al-
cuni effetti secondari quali le proprietà anti-
dolorifiche e antiemetiche [13]. In aggiunta 
il farmaco presenta una notevole affinità per 
i recettori istaminergici H, responsabili di 
alcune caratteristiche farmacologiche quali 
l’effetto sedativo, l’incremento dell’appetito e 
l’incremento ponderale [14,15]. Le suddette 
caratteristiche farmacologiche giustificano 
l’impiego di tale molecola nei pazienti on-
cologici [16] che frequentemente presentano 
complessi quadri psicopatologici.

EFFICACIA E TOLLERABILITÀ DI 
MIRTAZAPINA NEI PAZIENTI 
ONCOLOGICI

Mirtazapina, al pari di diversi farmaci an-
tiemetici [17], agisce come antagonista dei 

sempre risulta agevole: alcune variabili, quali 
l’effetto anticolinergico degli antidepressivi 
triciclici (TCA), l’effetto pro-emetico de-
gli inibitori selettivi della ricaptazione della 
serotonina (SSRI), le potenziali interazioni 
farmacocinetiche con altri farmaci, rendono 
difficile la scelta del farmaco che deve essere 
prescritto. Pertanto in questi casi viene at-
tuata la strategia della tailored therapy, ovve-
ro della terapia personalizzata. Questa stra-
tegia prescrittiva tiene conto non solo delle 
dimensioni psicopatologiche prevalenti, ma 
anche delle interazioni farmacodinamiche e 
farmacocinetiche, e tende a trarre vantaggio 
da alcuni effetti collaterali dei farmaci. Un 
farmaco che ben si presta a questo tipo di 
strategia terapeutica è mirtazapina. Scopo di 
questa rassegna è quello di fornire al clinico 
le più recenti informazioni sull’impiego di 
mirtazapina in questo gruppo di pazienti.

CARATTERISTICHE 
FARMACOLOGICHE DI 
MIRTAZAPINA

Mirtazapina, introdotta in commercio 
alla fine degli anni Novanta per il tratta-
mento dei disturbi depressivi, è un farmaco 
appartenente alla classe degli antidepressivi 
noradrenergici e serotoninergici specifici 
(Noradrenergic and Specif ic Serotoninergic 
Antidepressant, NaSSA), le cui proprietà far-

Autore n. pazienti Tipo di studio Misure di esito Outcome primario
Outcome 
secondari

Kim et al, 
2008 [20]

42 Studio in aperto Clinical Global Impression (CGI) scale 
for nausea/vomiting (N/V), Chonnam 
National University Hospital-Leeds Sleep 
Evaluation Questionnaire (C-LSEQ) 

Miglioramento 
significativo della nausea 
e dell’insonnia

Miglioramento della 
sintomatologia algica, 
sulla qualità di vita e 
sui sintomi depressivi

Cankurtaran  
et al, 2008 
[21]

20 Studio 
mirtazapina vs 
imipramina

Hospital Anxiety Depression Scale 
(HADS)

Miglioramento 
significativo HADS 
gruppo mirtazapina

Miglioramento 
dell’insonnia nel 
gruppo mirtazapina

Ersoy  
et al, 2008 
[22]

21 Studio in aperto Hamilton Rating Scale for Depression 
(HAM-D-17)

Miglioramento 
significativo sintomi 
depressivi anche nel 
tempo

Theobald  
et al, 2002 
[23]

20 Studio in aperto Zung self-rating Depression Scale, 
the Functional Assessment of Cancer 
Therapy – General Measure, Memorial 
Pain Assessment Card

Miglioramento 
significativo sintomi 
depressivi

Miglioramento 
sintomatologia algica 
riferita, insonnia, 
perdita di appetito e 
nausea

Biglia et al, 
2007 [24]

40 
(neoplasia 
mammella)

Studio in aperto Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), 
the Menopause Rating Scale (MRS) 
and the SF-36 Health Survey

Miglioramento 
frequenza e intensità 
vampate di calore

Miglioramento 
insonnia

Perez et al, 
2004 [25]

16 
(neoplasia 
mammella)

Studio pilota Miglioramento 
frequenza e intensità 
vampate di calore

Miglioramento 
insonnia e qualità 
di vita

Tabella I
Studi sull ’efficacia 
di mirtazapina su 
depressione e sintomi 
accessori



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M. Pasquini, I. Berardelli, A. Craba

della concentrazione ematica del metabolita 
attivo endoxifen, che ha come conseguenza 
una diminuzione dell’efficacia sulla preven-
zione delle recidive [32].

Risultati incoraggianti sembrano emer-
gere per il trattamento della nausea, della 
perdita di appetito e dell’insonnia [33,34]. 
Mirtazapina è stata impiegata con successo 
anche per la disassuefazione da benzodiaze-
pine [35], frequentemente usate in eccesso 
da questi pazienti. L’effetto collaterale più 
comune riportato di mirtazapina è la son-
nolenza mattutina nei primi giorni di assun-
zione del farmaco, meno frequente è la pia-
strinopenia (> 1/10.000), mentre sono stati 
riportati alcuni casi di iponatriemia [36,37] 
e peggioramento della sindrome delle gambe 
senza riposo in pazienti anziani [38].

Va ricordato che, se si impiega tale farmaco 
avendo come obiettivo primario l’insonnia, 
la dose da utilizzare è di 15 mg; incremen-
tando la dose generalmente si riduce l’effetto 
ipnoinducente ma si potenzia l’effetto anti-
depressivo. La latenza di efficacia di mirta-
zapina sui diversi sintomi target è illustrata 
nella Figura 1.

In conclusione, tra i vari antidepressivi 
utilizzati in ambito oncologico, mirtazapina, 
oltre all’effetto sull’umore, ha dimostrato di 
avere notevoli vantaggi su altri sintomi quali 
nausea, dolore e insonnia.

DISCLOSURE

Gli Autori dichiarano di non avere con-
flitti di interesse di natura finanziaria.

recettori serotoninergici 5HT3 e può essere 
utilizzata per le sue proprietà antiemetiche 
in pazienti affetti da patologia neoplastica; 
tuttavia pochi sono i trial che indagano l’effi-
cacia di tale strategia terapeutica [18,19].

Alcuni studi hanno valutato l’efficacia di 
mirtazapina (Tabella I) in pazienti affetti da 
patologia neoplastica maligna che presen-
tavano sintomi depressivi, nausea, vomito, 
perdita dell’appetito, insonnia e numerosi 
sintomi algici [20-22].

Tre studi in aperto e uno di confronto con 
imipramina hanno evidenziato una buona 
efficacia sui sintomi depressivi, anche se 
al momento ancora mancano studi rando-
mizzati controllati vs placebo. Tra i sintomi 
frequentemente associati alla patologia ne-
oplastica si evidenziano, inoltre, l’anoressia e 
la cachessia. Questa sindrome colpisce l’87% 
circa dei pazienti affetti da patologia neopla-
stica ospedalizzati causando un significativo 
peggioramento della qualità della vita, una 
minor risposta alle terapie farmacologiche 
e un aumento degli effetti collaterali da ra-
dioterapia e da chemioterapia. L’utilità di 
mirtazapina nei pazienti affetti da patolo-
gia neoplastica avanzata che presentavano 
cachessia e anoressia è stato valutato positi-
vamente da quattro lavori [26-29].

Circa il 30-40% di tutti i pazienti onco-
logici presenta sintomi algici in grado di 
interferire con la percezione della qualità di 
vita dei pazienti stessi. L’efficacia del trat-
tamento del dolore da cancro rimane uno 
tra i più importanti e pressanti problemi 
medici. Pochi sono gli studi randomizzati 
controllati che hanno dimostrato l’efficacia 
di mirtazapina nella riduzione dei sintomi 
algici (Tabella I).

Tre trial condotti su pazienti affette da 
neoplasia mammaria hanno valutato l’effi-
cacia di mirtazapina sulle vampate di calore 
[24,30,31]. Lo studio condotto da Perez e 
collaboratori ha dimostrato una riduzione 
significativa della frequenza e della severità 
delle vampate di calore in pazienti affette da 
patologia neoplastica [25]. A questo propo-
sito va ricordato che l’utilizzo di alcuni SSRI 
è sconsigliato in pazienti che assumono ta-
moxifene, a causa dell’induzione enzimatica 
citocromiale che determina una riduzione 

Figura 1
Latenza di efficacia 
di mirtazapina per i 
singoli sintomi target

Abuso di 
benzodiazepine 
(7 giorni circa)

Sintomi d’ansia 
(7 giorni circa)

Insonnia
(1 giorno circa)

Iporessia
( 2 settimane circa)

Sintomi
depressivi

(2-3 settimane)



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Impiego di mirtazapina in pazienti oncologici

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	Dire e sapere: il dilemma medico-paziente
	Annalisa Giacalone 1

	Impiego di mirtazapina in pazienti oncologici
	Massimo Pasquini 1, Isabella Berardelli 1, Ambra Cabra 1

	Problematiche attuali nel trattamento di I linea del carcinoma della mammella metastatico: focus sul ruolo di docetaxel
	Filippo Montemurro 1

	Caso clinico
	Uso di rosuvastatina per l’ipercolesterolemia da inibitori della proteasi in un paziente con infezione da HIV e alto rischio cardiovascolare
	Leonardo Calza 1


	Caso clinico
	Osteoporosi maschile: un caso clinico
	Ligia J. Dominguez 1, Simona Miraglia 1, Mario Barbagallo 1



