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Clinical Management Issues

1 UO Geriatria, Policlinico 
S. Orsola-Malpighi, Bologna

Corresponding author
Dott.ssa  
Maria Lia Lunardelli 
marialia.lunardelli@aosp.
bo.it

Editoriale

Emilio Martini 1, Maria Lia Lunardelli 1

Oral care in geriatria: un fattore 
determinante della salute  

e della qualità di vita

IntrOduzIOnE

I progressi della medicina e i migliora-
menti della condizioni di vita hanno porta-
to a un allungamento della vita media con 
un’attesa di vita a 65 anni che attualmente 
in Italia può raggiungere i 19 anni per le 
donne e circa 16 per gli uomini. Questi anni 
di vita guadagnati sono ancora in gran parte 
caratterizzati da un’alta prevalenza di malat-
tie cronico-degenerative, spesso coesistenti, 
con importanti ripercussioni sull’autonomia 
e sulla qualità della vita.

All’interno delle comorbilità che possono 
presentarsi nelle persone anziane, una del-
le condizioni che più influisce sulla qualità 
della vita è rappresentata dai disturbi del 
cavo orale.

La popolazione anziana, rispetto alla po-
polazione generale, ha una maggiore preva-
lenza di problemi orali e dentali. Questo è 
dovuto non tanto all’invecchiamento fisiolo-
gico in sé, come dimostra l’esistenza di molti 
casi di invecchiamento in buona salute in cui 
è mantenuta una condizione orale soddisfa-
cente, quanto alla maggiore incidenza di al-
cune patologie che interessano direttamente 
il cavo orale. In età geriatrica sono frequenti 
la perdita di denti, le lesioni della mucosa di 
natura neoplastica o infettiva e i sanguina-
menti. A queste condizioni si aggiungono gli 
effetti cumulativi delle malattie sistemiche 
tipiche dell’anziano (Tabella I) che, oltre ad 
avere una propria azione diretta sul cavo ora-
le, predispongono anche agli effetti secondari 
della polifarmacoterapia (Tabella II), di cui 
il cavo orale è un bersaglio frequente (xero-
stomia, infezioni da Candida).

La letteratura più recente ha evidenziato 
le importanti ripercussioni che le alterazio-
ni del cavo orale esercitano sullo stato di 
salute [1]. 

In primo luogo la bocca rappresenta una 
porta di entrata per infezioni che possono 
divenire sistemiche attraverso l’aspirazione 
polmonare (polmonite ab ingestis o da ina-
lazione) o per diffusione ematica (sepsi), 
con gravi conseguenze e aumentato rischio 
di mortalità [2].

Tra le patologie del cavo orale l’infiam-
mazione cronica del parodonto (parodon-
tite) è associata a un’aumentata incidenza 
di malattie cardiovascolari (cardiopatia 
ischemica e ictus) attraverso meccanismi di 
natura flogistica o autoimmunitaria (diffu-
sione di batteri dal cavo orale nel torrente 
sanguigno con danno all’endotelio vascolare 
diretto o mediato dalla formazione di auto-
anticorpi) [3].

La malattia parodontale rappresenta inol-
tre un fattore predisponente per il diabete e 
di aggravamento dei valori glicemici nei pa-
zienti già diabetici. È stato infatti dimostrato 
che un corretto trattamento della malattia 
parodontale determini un miglior controllo 
metabolico nei soggetti diabetici [4].

Il COnCEttO dI qualItà dI vIta 
COrrElatO alla salutE OralE

Per salute si intende, secondo la classica 
definizione dell’OMS del 1946, «uno stato di 
completo benessere fisico, psichico e sociale 
e non solo l’assenza di malattia o infermi-
tà», mentre la qualità della vita implica un 



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Editoriale

concetto multidimensionale della vita stessa 
correlato alla «percezione che gli individui 
hanno della loro posizione nella vita, nel 
contesto culturale e nel sistema in cui vivono 
e in relazione ai loro obiettivi, aspettative e 
interessi» (OMS 1993).

Nel 2001 con la nuova classificazione 
delle malattie (ICF, International Classifica-
tion of Functioning, Disability and Health) è 
stato meglio definito il rapporto tra salute e 
qualità della vita attraverso la puntualizza-
zione degli effetti e delle conseguenze delle 
patologie sull’attività e sulla sfera sociale 
dell’individuo [5].

Recentemente è stato rivalutato il ruolo 
della salute orale sul benessere generale e 
sulla qualità della vita [6]. Questa interazione 
si realizza in particolare nell’anziano, in cui 
lo stato di salute e di funzionalità del cavo 
orale incide in maniera determinante sia 
sulle normali attività di vita quotidiana, sia 
sulle capacità relazionali e sociali. Una con-
dizione molto frequente nell’anziano come 
la perdita dei denti (edentulia) è responsabile 
infatti non solo di riduzione della funzione 
masticatoria, con mutamento delle abitudini 
alimentari, disfagia e difficoltà digestive, ma 
anche di cambiamento nelle relazioni per di-
sagio a parlare e sorridere fino all’isolamento 
e alla depressione. Il momento del pasto ha 
una grandissima importanza per l’anziano 
che viene gratificato dalla presenza dei fa-
miliari o degli altri commensali: la forzata 

rinuncia a questa quotidiana occasione di 
comunicazione assume un forte impatto nei 
confronti della qualità di vita [7].

anzIanI E prOblEMI dEl CavO 
OralE: qualI CrItICItà

Nonostante l’evidenza dell’importanza 
della salute orale nell’anziano, spesso i pro-
blemi del cavo orale sono sottovalutati sia 
dal personale sanitario sia dagli anziani e dai 
loro famigliari. Ciò accade principalmente 
per due ordini di motivi:

scarsa conoscenza del problema; y
difficoltà di accesso ai servizi. y

scarsa conoscenza del problema

Un lavoro svolto in ambito ospedaliero 
ha evidenziato che i medici ospedalie-
ri non esaminano di routine la bocca dei 
propri pazienti e pochi ritengono di avere 
una formazione sufficiente per eseguire un 
buon esame del cavo orale [8].

Un studio analogo sul personale infer-
mieristico e di assistenza in servizio presso 
reparti geriatrici acuti e di riabilitazione ha 
dimostrato che solo il 50% era in grado di 
fornire assistenza per l’igiene orale e che 
comunque spesso la loro conoscenza delle 
ragioni di questa pratica non era adeguata 
[9]. Questo gap tra conoscenze teoriche e 
applicazioni pratiche dovrebbe essere af-
frontato con la formazione specifica e con 
progetti finalizzati [10]. Un aspetto inte-
ressante emerso da questo studio e con-
fermato in altre ricerche è la correlazione 
positiva tra l’attitudine verso la propria cura 
orodentale del personale sanitario e il gra-
do di attenzione che questi mostrava per 
l’igiene orale dei pazienti anziani che aveva 
in carico [11].

Demenza di Alzheimer e altre forme di demenza y
Malattia di Parkinson e altre malattie degenerative del sistema nervoso  y
centrale
Esiti di ictus cerebrale con grave disabilità e disfagia y
Comorbilità grave con limitazione funzionale y
Patologie neoplastiche y
Fragilità (malnutrizione, disturbi dell’equilibrio, cadute, sarcopenia, osteopenia,  y
disabilità, ecc.)

tabella I
Condizioni 
dell ’anziano che 
predispongono 
a problemi 
odontostomatologici

Classe terapeutica Molecole

Ansiolitici Benzodiazepine
Anticonvulsivanti Carbamazepina
Antidepressivi Fluoxetina, fluvoxamina, imipramina
Antinfiammatori Naprossene, ibuprofene, piroxicam
Antiparkinson L-dopa
Antipertensivi Captopril, cloridina, reserpina
Antipsicotici (tipici e atipici)
Antispastici
Antistaminici Terfenadina, prometazina
Diuretici Furosemide, idroclorotiazide, amiloride

tabella II
Farmaci con eventi 
avversi a carico del cavo 
orale



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E. Martini, M. L. Lunardelli 

difficoltà di accesso ai servizi

È documentata una diffusa difficoltà di 
accesso alle cure dentarie da parte della 
popolazione disabile in generale e di quella 
anziana in particolare. Innanzi tutto esiste 
un problema culturale per cui gli anziani 
stessi e i loro familiari tendono a sottosti-
mare i problemi relativi alla bocca e ai denti; 
spesso hanno un atteggiamento fatalistico 
riguardo al problema orale, come se fosse 
normale arrivare all’anzianità sdentati, con 
denti rotti o con protesi non adeguate. Esi-
ste poi una obiettiva difficoltà nel reperire 
specialisti odontoiatri che si occupino della 
bocca degli anziani e spesso anche la di-
stanza dai centri odontoiatrici e la difficoltà 
di spostamento di anziani con disabilità o 
difficoltà fisiche possono rappresentare un 
serio problema di accesso ai servizi. Non 
ultimo esiste il problema dei costi elevati 
delle prestazioni odontoiatriche, costi che 
spesso gli anziani non hanno la possibilità 
di sostenere.

Per ovviare a quest’ultimo problema, nel 
Regno Unito fin dal 1996 sono state pub-
blicate specifiche linee guida per garanti-
re l’accesso alle cure dentali da parte delle 
persone disabili, ulteriormente aggiornate 
nel 2001 [12].

La stessa esigenza è stata avvertita anche 
in Italia. La normativa nazionale in materia 
è costituita principalmente dal D.lgs. 229/99 
che definisce i criteri per la determinazione 
dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e 
disciplina il funzionamento dei fondi in-
tegrativi del SSN, e dal DPCM (Decreto 
del Presidente del Consiglio dei Ministri) 
29/11/2001 “Definizione dei livelli essenziali 
di assistenza” [13]. Tali indicazioni nazionali 
limitano la competenza del SSN ai «pro-
grammi di tutela della salute odontoiatrica 
in età evolutiva e l’assistenza odontoiatrica 
e protesica verso soggetti in condizione di 
particolare vulnerabilità», affidando ai fondi 
integrativi del SSN l’assistenza odontoiatrica 
per i servizi complementari. Su questa ma-
teria alcune Regioni (Valle d’Aosta, Veneto, 
Liguria, Umbria, Marche, Calabria e Puglia) 
individuano condizioni specifiche di eroga-
zione. In generale, l’assistenza odontoiatrica 
è limitata ai minori, agli invalidi gravi, ai sog-
getti in condizioni economiche gravemente 
disagiate e (solo in Veneto e in Calabria) ai 
soggetti con specifiche patologie.

Le protesi dentarie sono escluse dai LEA 
e il loro costo è a totale carico del cittadino; 
l’erogazione gratuita a specifiche categorie 
di soggetti determina l’individuazione di un 

livello assistenziale aggiuntivo da finanziarsi 
con risorse proprie da parte delle Regioni.

A tale proposito, per esempio, il Servizio 
Sanitario Regionale della Toscana garanti-
sce gratuitamente protesi dentarie a soggetti 
residenti, appartenenti a nuclei familiari a 
bassissimo reddito e in condizioni di disa-
gio sociale.

La Regione Emilia Romagna ha posto 
in essere un complesso di azioni (Delibera 
n. 2678 del 20/12/2004: “Programma assi-
stenza odontoiatrica nella regione Emilia 
Romagna: programma regionale attua-
zione Lea e definizione livelli aggiuntivi”) 
nell’ambito delle quali va annoverata anche 
la copertura delle spese per i manufatti di 
tipo odontoiatrico necessari a coloro che 
presentano disturbi alla masticazione e alla 
popolazione anziana.

La Provincia autonoma di Trento garan-
tisce ai soggetti di età superiore ai 60 anni e 
in precarie condizioni di reddito del nucleo 
familiare la concessione di un contributo 
per l’applicazione di protesi mobili secondo 
quanto stabilito dalla legge provinciale n. 20 
del 31 agosto 1991.

la nOstra EspErIEnza

Presso l’Azienda Ospedaliero-Univer-
sitaria di Parma dal 2004 è stato attuato 
un progetto definito “Prevenzione e cura 
del cavo orale del paziente ricoverato in 
reparto geriatrico per acuti”. Il progetto è 
nato con la finalità di migliorare la qualità 
assistenziale del paziente anziano ospeda-
lizzato attraverso la riduzione dei rischi 
da ricovero (infezioni locali e sistemiche, 
miglioramento dello stato nutrizionale) e 
l’individuazione di quel bisogno di cure 
odontostomatologiche, generalmente igno-
rato e trascurato.

Il progetto ha coinvolto tutto il perso-
nale del reparto di geriatria (operatori so-
ciosanitari, infermieri, medici) ed è stato 
preceduto da un periodo di formazione te-
orico e pratico specifico sui problemi orali 
dell’anziano; successivamente sono stati 
coinvolti il paziente e il suo caregiver con 
un intervento di sensibilizzazione sui pro-
blemi orali. Il progetto, grazie alla collabo-
razione tra le Unità Operative di Geriatria e 
Odontostomatologia, prevedeva periodiche 
e strutturate consulenze odontoiatriche nel 
reparto di geriatria finalizzate ad affronta-
re i problemi orali rilevati durante la visita 
quotidiana [14]. 



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Editoriale

All’interno di questo progetto è stato suc-
cessivamente eseguito uno studio allo scopo 
di chiarire le possibili relazioni tra le princi-
pali sindromi geriatriche (comorbilità, poli-
farmacoterapia, deficit cognitivo, depressio-
ne, malnutrizione, perdita dell’autonomia) 
e la patologia del cavo orale. 103 pazienti 
selezionati in modo randomizzato con età 
media di circa 83 anni sono stati valutati in 
cieco da un geriatra che ha applicato una 
serie di scale validate per la rilevazione del-
le sindromi geriatriche sopra citate e da un 
odontoiatra che ha applicato una scala tra-
dotta e adattata alla lingua italiana (OHAT; 
Oral Health Assessment Tool) per la rilevazio-
ne dei problemi orali. I risultati finali (dati in 
pubblicazione) hanno indicato che demenza, 
malnutrizione ed elevata comorbilità sono 
altamente correlate allo sviluppo di proble-
mi orali, ma che la variabile maggiormen-
te significativa è risultata essere la perdita 
dell’autonomia soprattutto nelle manovre di 
igiene orale quotidiana. Da questi dati, così 
come da molte osservazioni della letteratu-
ra, emerge un’indicazione molto importante 
sulla necessità che le persone non autonome 
vengano aiutate a svolgere una corretta igie-
ne orale da parte del personale di assistenza 
e dai caregiver. La maggiore attenzione ad 
aspetti relativamente semplici della cura del-
la persona quali l’igiene orale può tradursi 
in risultati significativi come la prevenzione 
delle patologie orali e il miglioramento della 
qualità della vita anche nei pazienti più com-
promessi. Ne consegue che la formazione 
del personale di assistenza su questi aspetti 
diventa un investimento di grande valore per 
un’assistenza qualificata ed efficace.

prOspEttIvE futurE

L’interesse della geriatria verso uno degli 
aspetti della cura spesso sommerso è dimo-
strato dalle iniziative e dei percorsi assisten-
ziali di odontoiatria geriatrica che negli ul-

timi anni sono stati promossi dai geriatri in 
collaborazione con gli odontostomatologi in 
alcune Regioni d’Italia.

Il punto di partenza delle esperienze più 
significative svolte in vari setting assistenziali, 
dal reparto per acuti al domicilio, alle cure 
semiresidenziali e residenziali, è stato il rico-
noscimento di una difficoltà nell’accesso alle 
cure dentali in particolare per gli anziani più 
compromessi sul piano dell’autonomia fisica 
o cognitiva e quindi la necessità di colmare 
un gap tra bisogno e risposta.

La collaborazione con gli specialisti 
odontostomatologi è stata determinante sia 
nella fase di formazione degli operatori sia 
in quella della realizzazione di azioni spe-
cifiche a favore della valutazione del cavo 
orale e degli interventi di cura. Si è quindi 
sviluppata in tempi relativamente rapidi una 
cultura di odontoiatria geriatrica che, in 
parallelo con una maggiore sensibilità del 
servizio sanitario verso la fasce più deboli, 
ha permesso di sperimentare soluzioni in-
novative per portare più vicino all’anziano 
le cure odontoiatriche. Come è accaduto 
in altri campi della cura geriatrica, diverse 
professionalità – gli infermieri, gli igienisti 
orali, gli operatori sociosanitari e gli stessi 
pazienti o caregiver – sono stati a vario titolo 
coinvolti e addestrati.

Queste esperienze hanno posto all’atten-
zione dei geriatri il cavo orale come parte 
integrante della valutazione multidimen-
sionale, alla stessa stregua di altri aspetti 
della salute somatica, e hanno stimolato gli 
odontoiatri ad adattare le tecniche, i mate-
riali e gli interventi alla complessità polipa-
tologica e funzionale della persona anziana, 
con disabilità o con problematiche cognitive. 
Per quanto riguarda la necessità della valu-
tazione degli aspetti relativi alla salute orale 
e alla capacità di svolgere autonomamente 
l’igiene orale è stato necessario sviluppare 
strumenti di valutazione specifici nati dalla 
collaborazione tra geriatri e odontoiatri. In 
Tabella III sono elencati alcuni dei princi-
pali, tra cui l’OHAT che è stato ampiamente 
utilizzato nel progetto di Parma.

Infine, per dare piena attuazione a un pro-
gramma di odontoiatria geriatrica, la Società 
Italiana di Geriatria e Gerontologia, nel cor-
so del Convegno Nazionale 2009, ha costi-
tuito un gruppo di lavoro multidisciplinare 
formato da geriatri da tempo impegnati sul 
fronte della cura del cavo orale dell’anziano, 
dalla componente nursing, da rappresen-
tanti della Società Italiana di Odontoiatria 
Geriatrica (SIOG) e della Società Italiana 

acronimo scala

OAG Oral Assessment Guide
ROAG Revised Oral Assessment Guide
BOHSE Brief Oral Health Status Examination
OHAT Oral Health Assessment Tool
THROAT The Holistic and Reliable Oral Assessment Tool
MPS Mucosal Plaque Index
GOHAI Geriatric Oral Assessment Index
DIDL Dental Impact on Daily Living

tabella III
Principali scale di 
valutazione  
del cavo orale



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E. Martini, M. L. Lunardelli 

di Odontoiatria e Handicap (SIOH), fina-
lizzato alla promozione culturale e profes-
sionale attraverso la revisione delle migliori 

pratiche clinico-assistenziali, alla promo-
zione di progetti di cura e alla redazione di 
raccomandazioni assistenziali.

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www.forumpa.it/forumpa2004/sanita/cdrom/home/progetto/105.html (ultimo accesso: aprile 
2010)


