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Clinical Management Issues

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Marco Masoni 1, Maria Renza Guelfi 1, Antonio Conti 1, Gian Franco Gensini 1

Gli Atenei e le Facoltà  
di Medicina e Chirurgia di fronte 

alla sfida dell’e-learning

IntroduzIone

Nel mese di marzo del 2000 il Consiglio 
Europeo si è riunito a Lisbona in una ses-
sione straordinaria in cui è stato definito 
l’obiettivo strategico dell’Unione per il nuovo 
decennio: «diventare l’economia basata sulla 
conoscenza più competitiva e dinamica del 
mondo, in grado di realizzare una crescita 
economica sostenibile con nuovi e migliori 
posti di lavoro e una maggiore coesione so-
ciale» [1]. A partire da questa matrice sono 
state avviate numerose iniziative da parte 
della Commissione Europea mirate a in-
tegrare le ICT (Information and Communi-
cation Technology) in ambito formativo nei 
Paesi dell’Unione, tra cui possiamo anno-
verare il progetto E-Learning and Univer-
sity Education (ELUE), avente l’obiettivo di 
fotografare la diffusione dell’e-learning in 
ambito universitario in Finlandia, Francia e 
Italia attraverso la somministrazione di un 
questionario online a cui hanno partecipa-
to 59 Atenei italiani su 77 totali [2]. Oltre 
ai dati derivanti dal progetto ELUE, per la 
presente analisi utilizzeremo una recente 
indagine CRUI (Conferenza dei Rettori 
delle Università Italiane) sulle modalità di 
diffusione e utilizzo dell’e-learning nelle 
Università italiane, che ha mostrato come 
gli studenti che fruiscono di insegnamenti 
basati sulle moderne tecnologie telematiche 
mostrino performance superiori rispetto a co-
loro che sono sottoposti alla sola didattica 
frontale [3].

Lo scopo di questo contributo costituisce 
occasione per qualche riflessione relativa-
mente alle problematiche derivanti dall’in-

troduzione delle ICT in ambito accademico 
e in particolare all’interno delle Facoltà di 
Medicina e Chirurgia. Intendiamo discutere 
il fenomeno individuando criticità e positivi-
tà, lasciando spazio a consigli per coloro che 
intendono intraprendere questo percorso.

e-leArnInG e AteneI

La risposta più comune delle Università di 
fronte all’incedere dell’e-learning è in genere 
l’adozione di metodologie didattiche di tipo 
blended, che cioè integrano in varia misura e 
modalità interventi in presenza e a distanza, 
in modo tale da stabilire una sorta di con-
tinuità tra le due modalità didattiche, con 
l’obiettivo prioritario di migliorare la flessi-
bilità di fruizione e la qualità delle attività 
formative [2]. Gran parte delle esperienze 
avviate riguardano al momento per lo più 
percorsi di formazione post lauream quali 
Corsi di Perfezionamento e Master, in cui 
l’e-learning trova maggiore facilità di inse-
rimento in regolamenti vigenti che consen-
tono maggiore autonomia [4].

Un concetto che sta lentamente ma 
progressivamente affermandosi è che l’e-
learning non è semplicemente un diverso 
mezzo di distribuzione di contenuti attra-
verso le tecnologie telematiche, ma presen-
ta anche nuove dimensioni pedagogiche e 
organizzativo-amministrative. L’e-learning 
consiste quindi di un mix in cui le compo-
nenti sopraelencate si devono compenetrare 
e raccordare e in cui l’assenza di una di que-
ste provoca il fallimento dell’intero processo 
didattico [5].

editoriale

1 Facoltà di Medicina  
e Chirurgia, Università  
di Firenze

 Corresponding author
 Dottor Marco Masoni
 Viale Morgagni 85, 50134 

Firenze
 m.masoni@med.unifi.it 



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Editoriale

Dati quantitativi provenienti dall’indagine 
ELUE, relativi alle singole dimensioni dell’e-
learning, evidenziano come le competenze 
tecnologiche, anche se con varia disponibili-
tà, sono in genere ubiquitariamente presenti 
all’interno degli Atenei italiani, quelle peda-
gogiche sono meno diffuse e di non facile 
reperibilità, mentre le più carenti sono quelle 
organizzative e gestionali [2]. 

L’assenza di normative nazionali di rife-
rimento, che, di fatto, sottovalutano o non 
attribuiscono ai docenti e ai tutor il dovuto 
riconoscimento legato alle specificità del loro 
ruolo, sono ulteriori fattori responsabili della 
rallentata introduzione dell’e-learning nelle 
attività didattiche istituzionali. Il processo di 
diffusione delle nuove metodologie didatti-
che che ricorrono all’uso di ICT sta evol-
vendo in massima parte attraverso processi 
di tipo bottom-up che danno vita all’interno 
dell’Università a una pluralità di esperienze 
spesso scaturite dalla spinta innovatrice di 
singoli docenti [2]. Ciò genera una diso-
mogeneità nella penetrazione e nell’utilizzo 
delle nuove tecnologie telematiche all’inter-
no di un’organizzazione, situazione che può 
essere attenuata pianificando e progettando 
in modo esplicito e sistematico l’integra-
zione con l’esistente adottando per esem-
pio una politica di Ateneo per l’e-learning. 
Questa condotta sta diventando sempre più 
frequente tra la maggior parte delle Uni-
versità italiane, come mostrano i risultati 
derivanti dal progetto ELUE. In questi casi 
è fondamentale la presenza di una strategia 
di fondo che miri a ottenere un consenso 
ampio tra tutte le componenti di governo 
di Ateneo, accompagnata a una mission e a 
una strategia operativa che possa garantire 
un appropriato sviluppo istituzionale capace 
di trasformazione.

Oltre a interventi sistemici che coinvolga-
no l’organizzazione nel suo complesso, sono 
necessarie attività mirate al coinvolgimento 
diretto del personale docente.

e-leArnInG e doCentI 

Il docente gioca un ruolo cruciale nell’in-
trodurre metodologie e-learning all’interno 
dell’offerta formativa di una organizzazio-
ne universitaria e nel garantirne il successo. 
L’insegnante deve infatti riprogettare la pro-
pria offerta didattica, il percorso formativo 
e gli strumenti docimologici in funzione di 
nuovi approcci didattici [6]. L’e-learning 
arricchisce inoltre l’insegnamento di nuovi 
ruoli, che solo in parte possono essere assunti 

dal docente, ma che da quest’ultimo devo-
no comunque essere conosciuti, organizzati 
e coordinati: il tutor, il mentor, l’esperto di 
comunicazione, il produttore multimedia-
le, ecc. 

Esiste inoltre una scarsa comprensione 
da parte degli organi di governo e di am-
ministrazione degli Atenei dell’importanza 
del ruolo di queste nuove figure professio-
nali senza le quali l’e-learning difficilmente 
andrà a regime. Per esempio il tutor online, 
ritenuto una figura centrale per il buon esito 
di un progetto e-learning, è raramente inse-
rito negli organici del personale strutturato 
di Ateneo e a lui si ricorre mediante forme 
contrattuali alternative e temporanee [3]. 

Numerosi articoli pubblicati in letteratu-
ra hanno affrontato il tema della formazio-
ne degli educatori in istituzioni scolastiche 
di ogni ordine e grado e numerosi progetti 
sono stati attivati negli ultimi anni al fine di 
indirizzare il problema con risultati spesso 
non soddisfacenti. 

L’attivazione di un progetto di formazione 
dei formatori, avente lo scopo di educare i 
docenti all’utilizzo delle tecnologie e-lear-
ning e di fornire loro non solo conoscen-
ze e abilità di tipo tecnologico, ma anche 
e soprattutto concetti riferibili all’uso di 
nuovi approcci pedagogici, potrebbe essere 
particolarmente utile per facilitare la pia-
nificazione, la produzione e l’erogazione di 
corsi forniti in modalità e-learning all’in-
terno di una organizzazione universitaria. 
Numerosi esperti concordano che, in que-
sti casi, una soluzione efficace è quella di 
usare la telematica in modo autoreferen-
ziale, cioè giovarsi della rete per formare i 
docenti all’uso di internet a fini formativi, 
acquisendo quest’ultima una doppia veste di 
strumento e contenuto dell’intervento didat-
tico. In questi casi, la letteratura specialistica 
sull’argomento consiglia spesso di:

connotare la formazione erogata ai docenti  y
di una valenza fortemente operativa;
proporre modelli didattici trasferibili e  y
contestualizzare i concetti appresi; 
misurare e valutare il  y Return on Investment 
(ROI) a livello istituzionale.

e-leArnInG e FAColtà dI 
MedICInA 

L’introduzione dell’e-learning all’interno 
delle varie Facoltà di un Ateneo non può 
esimersi da considerazioni relative al domi-
nio di applicazione. 



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M. Masoni, M. R. Guelfi, A. Conti, G. F. Gensini

La Medicina è una scienza che da sem-
pre utilizza pesantemente le immagini, non 
solo a fini diagnostici e terapeutici, ma anche 
per scopi didattici: immagini di anatomia 
umana, normale e patologica, macroscopica 
e microscopica e schematizzazioni di pro-
cessi biologici sono usati assai frequente-
mente nelle lezioni in presenza per favorire 
l’apprendimento di concetti complessi. Lo 
sviluppo delle ICT ha consentito la produ-
zione di contenuti biomedicali multimediali 
e interattivi, quali video di condizioni pa-
tologiche, casi clinici e simulazioni di pro-
cedure chirurgiche, che hanno consentito 
la sperimentazione di nuove metodologie 
formative; in più la natura digitale delle 
opere multicodicali ha offerto la possibilità 
di condividere il materiale prodotto tra le 
varie istituzioni scolastiche. 

Prima dell’avvento delle nuove tecnologie, 
nonostante la notevole sovrapponibilità tra 
i curricula, il naturale isolamento induceva 
spesso il docente a “reinventare la ruota” 
ogniqualvolta produceva materiale didat-
tico, con ovvio spreco di tempo e di risorse 
finanziarie. Questa potenzialità di riutilizzo 
delle risorse offerta dalle ICT costituisce una 
novità assoluta, poiché il materiale didattico 
sviluppato dai docenti per le lezioni in pre-
senza raramente veniva condiviso [7]. 

Pur riconoscendo evidenti potenzialità alle 
tecnologie telematiche, la condivisione delle 
risorse didattiche digitali incontra spesso re-
sistenze tra i docenti, dovute essenzialmente 
a due ragioni: una di tipo tecnico, e cioè che 
le opere digitali per loro natura sono facil-
mente riproducibili e quindi teoricamente 
riutilizzabili da chiunque senza l’esplicito 
permesso del proprietario; la seconda cau-
sa è di tipo non tecnologico e deriva dalla 
scarsa conoscenza da parte dei docenti delle 
attuali leggi sul copyright e di come queste 
ultime possano proteggere le opere digitali 
da utilizzi impropri. Queste due motivazioni 

sono spesso responsabili di un allungamen-
to dei tempi necessari alla produzione e re-
alizzazione di corsi e-learning e quindi di 
un rallentamento nell’adozione delle nuove 
tecnologie telematiche in ambito formati-
vo da parte degli Atenei e delle Facoltà di 
Medicina e Chirurgia in generale. Queste 
problematiche vengono inoltre raramente 
affrontate a livello di Ateneo, come dimostra 
la recente indagine CRUI [3], che evidenzia 
come solo il 16% delle Università italiane 
abbia adottato specifiche misure in materia 
di copyright. 

Una deduzione che possiamo utilmente 
trarre da quest’ultima riflessione è che ogni 
Facoltà di Medicina che intende attivare in 
un’ottica sistemica corsi erogati in modalità 
e-learning può trarre notevole giovamento 
dalla consulenza di un esperto in diritto e 
nuove tecnologie che possa rapidamente ri-
solvere le incertezze che possono incontrare 
i docenti relativamente alle problematiche di 
diritto d’autore.

ConClusIonI

Nonostante esistano ampi margini di mi-
glioramento per quanto riguarda l’ingresso 
delle tecnologie ICT nell’offerta formativa 
della maggior parte degli Atenei, emerge 
una notevole soddisfazione tra le Facoltà che 
sono passate a una fase operativa. I docen-
ti riferiscono infatti un miglioramento dei 
processi formativi e performance superiori da 
parte degli studenti fruitori della didattica 
online rispetto a quelli che utilizzano solo 
quella in presenza. Questi risultati dovreb-
bero rappresentare uno stimolo per le istitu-
zioni scolastiche di ogni ordine e grado che 
indugiano a intraprendere percorsi forma-
tivi in cui sia presente una maggiore inte-
grazione tra didattica tradizionale e nuove 
tecnologie.

BIBlIoGrAFIA

Parlamento Europeo. Consiglio Europeo Lisbona. Marzo 2000. Disponibile su: http://www.1. 
europarl.europa.eu/summits/lis1_it.htm
ELUE. University towards e-learning: a focus on Finland, France and Italy. European 2. 
Commission, 2006. Disponibile su: http://www.fondazionecrui.it/elue/31_may_2006.htm
Fondazione CRUI. Indagine sull’e-learning nelle università italiane – Anno 2007. Disponibile 3. 
su: http://www.fondazionecrui.it/e-learning/link/?ID=4362
Calvani A. E-learning: tipologie e criticità nel contesto universitario. 4. Form@re. 2002: 9/10 
marzo/aprile



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Editoriale

Calvani A. E-learning nelle Università: quale strada percorrere?5.  Je-LKS 2005; 1: 341-50
Ferri P. Teorie e tecniche dei nuovi media. Milano: Guerini e Associati, 20026. 
Aharpour A, Meucci A, Guelfi MR, Masoni M, Conti A, Gensini GF. Database Oggetti 7. 
Didattici per la Medicina utilizzabili per produrre corsi e-learning. Macerata: IV Congresso 
SIE-L, 2007. Abstract Book; pp. 128-9


