












































Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

Clinical Management Issues

63

Rita De Sanctis 1, Igina D’Antoni 1, Ester Del Signore 1, Bruno Gori 1, Flavia Longo 1

INTRODUZIONE

Dagli anni Trenta l’incidenza del carci-
noma polmonare è progressivamente au-
mentata fino a diventare la prima causa di 
morte per neoplasie maligne negli uomini 
e nelle donne, seppure con un ritardo di 
qualche decennio a causa della diffusione 
dell’abitudine al fumo tra le donne nel se-
condo dopoguerra [1]. D’altronde, il fumo 
di sigaretta è il principale agente eziologico 
nella patogenesi del carcinoma polmonare, in 
quanto è responsabile di oltre il 90% dei casi 
di carcinoma polmonare nei Paesi industria-
lizzati [2]. Esiste una precisa correlazione tra 
la quantità di sigarette fumate e il rischio di 
sviluppare una neoplasia broncopolmonare: 
questo rischio aumenta di circa 10 volte, 
rispetto alla popolazione dei non fumatori, 
per i fumatori di 20 sigarette al giorno, e di 
almeno 20 volte per coloro che fumano in 
media 40 sigarette al giorno per venti anni 
o più, tendendo a ridursi notevolmente nei 
soggetti che smettono di fumare, senza tut-
tavia riportarsi ai valori presenti tra i non 
fumatori [3].

Ruolo di docetaxel  
nel trattamento multimodale  

del tumore del polmone  
non a piccole cellule

Abstract
We report the case of a 53-year-old woman with brain metastatic Non-Small Cell Lung Cancer 
(NSCLC). Diagnosis was made during brain surgery. Brain metastases were treated both with 
surgery and radiotherapy. The chemotherapy schedule was cisplatin 75 mg/m2 and docetaxel 
75 mg/m2 1q21 for up to six cycles. Toxicities encountered were easily manageable. Subsequent 
thoracic radiotherapy improved tumor response and quality of life.

Keywords: Non-Small Cell Lung Cancer, brain metastases, concurrent chemoradiotherapy, 
docetaxel
The role of docetaxel in the multimodal treatment of non-small cell lung cancer
CMI 2009; 3(2): 63-69

1 Day Hospital Oncologia A,  
Policlinico Umberto I, 
Università “Sapienza” di 
Roma, viale Regina Elena 
324

Corresponding author
Dott.ssa Rita De Sanctis
Policlinico Umberto I 
Istituto di Radiologia 
Centrale
Viale Regina Elena 324 
00161 Roma
rita.desanctis@yahoo.it

Perché descriviamo questo caso?
L’articolo fornisce un esempio paradig-
matico di trattamento del tumore pol-
monare non a piccole cellule metastatico. 
Attualmente sono possibili trattamenti 
integrati, spesso anche concomitanti (in 
quanto sinergici tra loro), che possono 
condurre a un buon controllo della ma-
lattia con miglioramento della qualità 
di vita e incremento conseguente della 
sopravvivenza in una neoplasia a pro-
gnosi così infausta

Caso clinico

Alla diagnosi, il carcinoma polmonare si 
presenta in forma localmente avanzata (III 
stadio) in circa il 30% dei casi e in forma me-
tastatica (IV stadio) in circa il 40%. In questi 
pazienti, in assenza di trattamento, la soprav-
vivenza mediana è di 4-5 mesi, con meno 
del 10-15% di sopravviventi a un anno. Con 
un’adeguata terapia medica, la sopravvivenza 
mediana raddoppia (8-9 mesi), la sopravvi-
venza globale a 1 e 2 anni è rispettivamente 
del 30-40% e del 10-15% [4]. 



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

64

Ruolo di docetaxel nel trattamento multimodale del tumore del polmone non a piccole cellule

A 5 anni non sopravvive più dell’1% dei 
casi; si tratta dei casi di malattia oligome-
tastatica, in cui coesistono metastasi so-
litarie e una lesione polmonare primitiva 
tecnicamente resecabile [5]. Nel 1995, una 
metanalisi di studi clinici randomizzati ha 
indicato che nei pazienti in stadio avanza-
to la chemioterapia basata sull’impiego di 
cisplatino è in grado di indurre un mode-
sto ma significativo vantaggio in termini di 
sopravvivenza rispetto alla sola terapia di 
supporto [6].

Il ruolo che il trattamento medico rico-
pre nella strategia terapeutica dei tumori 
polmonari si è progressivamente modificato 
nel corso degli ultimi anni. Infatti, principal-
mente per il tumore polmonare non-micro-
citoma, si è passati dal convinto astensioni-
smo, secondo cui la cura dei tumori polmo-
nari era unicamente affidata alla chirurgia e, 
in seconda istanza, alla radioterapia, alla fase 
attuale in cui l’utilizzo della chemioterapia 
ha assunto un ruolo ben preciso in tutti gli 
stadi della malattia [7].

Presentiamo il caso clinico di una donna 
affetta da tumore polmonare non-microcito-
ma (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC)
metastatico alla diagnosi in cui è stato per-
seguito un trattamento integrato efficace sia 
in termini di risposta che di miglioramento 
della qualità di vita.

CASO CLINICO

La paziente, R. B., era un’infermiera pro-
fessionale di 53 anni, ammalatasi di tuber-
colosi all’età di 27 anni, fumatrice di 40 si-
garette/die da circa 35 anni (equivalente a 
70 pacchetti/anno), ipertesa in trattamento. 
Dal novembre 2007 lamentava insonnia, epi-
sodi di iperfagia e insorgenza di un’intensa 
cefalea in regione nucale e temporale destra 
a carattere trafittivo persistente da circa due 
mesi e parzialmente responsiva ai FANS. Per 
il progressivo peggioramento di tale sinto-
matologia si recava presso lo specialista neu-
rologo che le prescriveva terapia domiciliare 
con clonazepam e aceclofenac, che la pazien-
te assumeva con beneficio da circa 5 giorni. 
In seguito alla comparsa di laterodeviazione 
della rima orale a sinistra, la paziente si re-
cava al Pronto Soccorso dove effettuava TC 
encefalo con mezzo di contrasto che mo-
strava presenza di tre formazioni espansive 
con discreta componente edemigena, con 
aspetto digitato in sede fronto-temporale 
(diametro massimo, DM = 37 mm), fronto-

basale destra e frontale sinistra; le lesioni in 
sede fronto-basale destra e frontale sinistra 
presentavano aspetto iperdenso compatibile 
con componente ematica, mentre la lesione 
in sede fronto-temporale destra appariva 
ipodensa con orletto periferico isodenso; 
si evidenziavano infine marcati fenomeni 
di compressione sul parenchima cerebrale 
fronto-temporale destro con shift a sinistra 
della linea mediana e aspetto compresso sul 
SVST (sistema ventricolare sopratentoria-
le). Per tale motivo eseguiva infusione ev di 
mannitolo e veniva inviata presso il repar-
to di neurologia per impostazione dell’iter 
diagnostico-terapeutico. 

Si procedeva quindi, per approfondimento 
diagnostico, a TC torace-addome che mo-
strava un ulteriore processo espansivo pa-
renchimatoso di tipo neoformato con com-
ponente necrotica nel contesto di 60 mm a 
livello del lobo superiore del polmone destro, 
coinvolgente il ramo segmentario del bronco 
lobare superiore. Il processo infiltrava la pala 
superiore della grande scissura e si sviluppa-
va nel segmento apicale del lobo inferiore 
del polmone destro con digitazioni verso la 
pleura paravertebrale. Si evidenziava, inol-
tre, la presenza di segni di diffusione verso 
l’ilo polmonare, con marcata aderenza alle 
pareti del tratto intra- ed extrapericardico 
dell’arteria polmonare destra. Concomita-
vano adenopatie con DM = 15 mm in sede 
ilare omolaterale e manifestazioni di enfise-
ma nel parenchima polmonare.

L’aggredibilità della lesione encefalica di 
dimensioni maggiori, unitamente all’impor-
tanza del quadro clinico neurologico, poneva 
l’indicazione all’exeresi della lesione neofor-
mata in sede fronto-temporale destra, il cui 
esame istologico deponeva per metastasi di 
carcinoma con aspetti papillari di origine 
polmonare, TTF1 (Thyroid Transcription 
Factor 1) positivo ed EGFR (Epidermal 
Growth Factor Receptor) positivo. 

La RMN encefalo post intervento mo-
strava reazione edemigena fronto-insulare 
profonda con lieve shift controlaterale della 
linea mediana (circa 6 mm) mentre rimane-
vano invariate le altre due lesioni della stessa 
natura localizzate nel centro semiovale di si-
nistra (6 mm x 7 mm) e in sede fronto-basale 
destra (9 mm x 7 mm). A completamento 
della stadiazione, la paziente eseguiva inoltre 
scintigrafia ossea, risultata negativa.

Effettuava quindi videat radioterapico che 
poneva indicazione per trattamento whole 
brain in dieci applicazioni con frazionamen-
to di 300 cGy (eseguita nel gennaio 2008) e 



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

65

R. De Sanctis, I. D’Antoni, E. Del Signore, B. Gori, F. Longo

infusione di mannitolo e corticosteroidi con 
controllo della sintomatologia. 

Iniziava contemporaneamente trattamento 
chemioterapico secondo schema cisplatino 
75 mg/m2 giorno 1 e docetaxel 75 mg/m2 
giorno 1 ogni 21 giorni. 

Nel febbraio 2008, la TC total body di 
rivalutazione dopo tre cicli rilevava stabi-
lità delle lesioni encefaliche e polmonare, 
secondo i criteri RECIST (Response Eva-
luation Criteria in Solid Tumors). Al termine 
del terzo ciclo, la paziente presentava di-
scromia cutanea di grado 2 (G2), eritrodi-
sestesia palmo-plantare G3, parestesie agli 
arti superiori e inferiori asintomatiche non 
interferenti con le attività della vita quoti-
diana (grado moderato, G2). La paziente 
assumeva la profilassi con G-CSF pegilato 
e terapia antiemetica con aprepitant, evi-
tando così episodi di neutropenia febbri-
le e di vomito, ma presentando solamente 
rari episodi di nausea di grado lieve (G1). 
Le tossicità dermatologiche e neurologica 
rendevano necessaria la riduzione del do-
saggio del 20%.

La scarsa compliance verso le terapie anti-
comiziali e l’autogestione della terapia domi-
ciliare della paziente-infermiera rendevano 
necessario un nuovo ricovero presso il re-
parto di neurologia per crisi tonico-cloniche 
ricorrenti e ipertermia. Durante il ricovero 
eseguiva RMN encefalo che mostrava rispo-
sta parziale al trattamento, per cui proseguiva 
la chemioterapia mantenendo il dosaggio 
diminuito, anche in considerazione della 
risoluzione delle tossicità dermatologiche, 
in associazione con la nuova terapia antico-
miziale con clonazepam. 

Nel maggio 2008 la TC total body di riva-
lutazione dopo sei cicli mostrava una risposta 
parziale della lesione polmonare e regressio-
ne completa della lesione del centro semio-
vale parietale sinistro. In considerazione del 
down-staging della lesione polmonare (da 
T4N1 a T2N0) si richiedeva videat radiote-
rapico e la paziente veniva quindi sottoposta, 
da giugno ad agosto 2008, a trattamento lo-
cale suddiviso in 39 applicazioni con frazio-
namento di 180 cGy/die; le dosi complessive 

raggiunte sono state 5.040 cGy sulla regione 
mediastinica e 1.980 cGy in boost.

La TC total-body di ristadiazione ese-
guita nell’ottobre 2008 confermava stabilità 
di malattia polmonare e risposta completa 
cerebrale. In considerazione della risposta 
al trattamento, confermata da RMN ence-
falo, si è proposto e iniziato un trattamento 
chemioterapico di mantenimento con er-
lotinib riportando una stabilità di malattia 
(Tabella I).

Domande da porsi
Quanto la complicanza della broncopneu- y
mopatia cronica ostruttiva nei fumatori, 
specialmente nei forti fumatori come nel 
caso descritto, può mascherare i sintomi 
(inizialmente respiratori) di una neopla-
sia polmonare?
La comparsa di cefalea persistente, scarsa- y
mente controllabile con la terapia medica, 
e/o sintomi neurologici a carico dei ritmi 
circadiani o del controllo dell ’appetito in 
un paziente a elevato rischio di svilup-
pare una neoplasia polmonare deve por-
tare a individuare una migliore terapia 
sintomatica oppure a un adeguato iter 
diagnostico che conduca alla patologia 
sottostante?
Qual è il proprio ruolo nella gestione in- y
tegrata della cura del paziente? 
È possibile superare il problema della scar- y
sa compliance della paziente alla terapia 
mediante la comunicazione? 

DISCUSSIONE

Nell’anamnesi fisiologica si osserva la pre-
senza del più importante fattore di rischio 
per lo sviluppo del tumore polmonare, il 
fumo di sigaretta, in associazione alla dia-
gnosi di patologia tubercolare in età giovane-
adulta, anch’essa fattore di rischio. L’espo-
sizione al fumo di sigaretta viene calcolata 

Step Terapia

1 Chirurgia: exeresi della lesione encefalica di dimensioni maggiori
2 Radioterapia whole brain: in 10 applicazioni con frazionamento di 300 cGy

Chemioterapia: cisplatino + docetaxel
3 Radioterapia: in 39 applicazioni con frazionamento di 180 cGy
4 Chemioterapia di mantenimento: erlotinib 

Tabella I
Schema riassuntivo che 
illustra la sequenza dei 
vari tipi di trattamenti 
terapeutici che sono 
stati somministrati alla 
paziente



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

66

Ruolo di docetaxel nel trattamento multimodale del tumore del polmone non a piccole cellule

come quantità di sigarette fumate, che viene 
standardizzata con la formula dei pacchet-
ti/anno. Il suo rischio relativo rispetto a un 
non fumatore risulta pertanto aumentato di 
circa 20 volte. È ormai noto che l’abitudine 
protratta del fumo porta allo sviluppo di una 
broncopneumopatia cronica ostruttiva che, 
a sua volta, costituisce un fattore di rischio 
aggiuntivo. 

Come nel 32% dei soggetti affetti da neo-
plasia polmonare, la paziente ha manifestato 
sintomi legati alla malattia metastatica (pre-
sentazione tardiva), con emiparesi del faciale 
e cefalea di nuova insorgenza e refrattaria 
alla terapia medica. 

Nel caso clinico presentato è stato seguito 
un approccio diagnostico di tipo sequenziale 
nel quale sono state previste una TC encefalo 
con mezzo di contrasto che ha evidenziato 
tre lesioni espansive escludendo la possibilità 
di una primitività cerebrale, una TC torace-
addome con mezzo di contrasto al fine di 
individuare la sede della primitività e una 
scintigrafia ossea. L’evidenza di una neofor-
mazione polmonare con margini spiculati, le 
secondarietà encefaliche e le adenopatie ilari 
sono fortemente indicative di neoplasia pol-
monare. La paziente è stata infine sottoposta 
a valutazione della funzionalità respiratoria, 
cardiovascolare e metabolica.

Nei tumori metastatici, soprattutto in 
quelli polmonari con prognosi rapidamente 
infausta, il primo obiettivo terapeutico è il 
miglioramento della sintomatologia. Pertan-
to si è ritenuta prioritaria l’asportazione della 
lesione encefalica di maggiori dimensioni al 
fine di ridurre i sintomi neurologici e al con-
tempo di valutare l’istotipo della neoplasia. 
Il referto anatomopatologico ha deposto per 
un adenocarcinoma papillare. 

In questo caso sono stati valutati l’espres-
sione del TTF1 e dell’EGFR. L’immunoi-
stochimica viene in aiuto all’anatomopato-
logo dal momento che i marcatori nucleari 
p63 e TTF1 sono altamente specifici e 
permettono una diagnosi differenziale tra 
squamoso e non-squamoso. In presenza di 
positività per TTF1 siamo di fronte a un 
adenocarcinoma [9] mentre la positività per 
p63 è diagnostica per un’istologia squamo-
sa [10]. Mutazioni cromosomiche acquisite 
giocano un importante ruolo nello sviluppo e 
nella progressione dei tumori; tali alterazio-
ni genetiche si realizzano in un significativo 
numero di neoplasie polmonari non-micro-
citoma e comprendono l’amplificazione della 
regione 14q13.3, che contiene il gene TTF1, 
amplificazione che induce un incremento 

nell’espressione della proteina TTF1. Inoltre, 
elevati livelli di TTF1 sono associati a una 
dimensione minore della neoplasia, al genere 
femminile e a una sopravvivenza maggiore 
per gli adenocarcinomi [11].

In assenza di ulteriori sospetti alla sta-
diazione ed essendo le lesioni secondarie 
esclusivamente a livello cerebrale, la paziente 
non è stata sottoposta a esame PET, tecnica 
con cui si ottengono immagini tomografiche 
dopo la somministrazione di un radiofar-
maco che emette positroni (2-F-2-deossi-
D-glucosio). 

Le metastasi cerebrali sono molto fre-
quenti nei pazienti affetti da neoplasia 
polmonare e spesso rappresentano un’im-
portante causa di morbosità e mortalità. 
L’incidenza delle metastasi cerebrali per le 
neoplasie polmonari è del 10% al momento 
della diagnosi, e il 35-50% dei pazienti le 
svilupperanno nel corso della storia naturale 
della malattia [12]. La prognosi per pazienti 
affetti da carcinoma polmonare con meta-
stasi cerebrali varia notevolmente in base 
alle strategie terapeutiche messe in atto: 
passando da 1-2 mesi con la sola terapia di 
supporto, a 3-6 mesi con la radioterapia who-
le brain (WBRT, Whole-Brain RadioTherapy 
o radioterapia panencefalica) fino a 10-12 
mesi con la chirurgia o la radiochirurgia [13]. 
D’altronde non esiste un trattamento univo-
co dei pazienti affetti da carcinoma polmo-
nare con metastasi cerebrali, ma deve essere 
dettato dal quadro clinico complessivo. La 
maggior parte dei pazienti, come la signora 
R. B., si presenta già con metastasi multiple: 
in questi casi, il trattamento è finalizzato alla 
palliazione dei sintomi e alla preservazione 
di una buona funzione neurologica. La ra-
dioterapia convenzionale (WBRT) è stata 
per anni lo strumento cardine delle terapie 
palliative, eppure in una popolazione se-
lezionata di pazienti è stata dimostrata la 
maggiore efficacia della resezione chirurgica 
di una singola lesione metastatica seguita da 
radioterapia standard [14]. 

Le linee guida prevedono un trattamento 
radioterapico e chirurgico, non chemiotera-
pico, per le metastasi cerebrali da NSCLC. 
L’impiego della chemioterapia nel tratta-
mento delle metastasi cerebrali è stato limita-
to perché la barriera ematoencefalica (BEE) 
è stata ritenuta responsabile della mancanza 
di efficacia di una terapia sistemica a tale li-
vello: in effetti la BEE impedisce l’ingresso 
nel liquido interstiziale di qualunque sostan-
za incapace di diffondere liberamente attra-
verso le membrane. Tuttavia la sua importan-



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

67

R. De Sanctis, I. D’Antoni, E. Del Signore, B. Gori, F. Longo

za è probabilmente sovrastimata nel caso di 
metastasi macroscopiche, poiché la barriera 
è stata già interrotta a questo stadio e i suoi 
capillari sono stati sostituiti da neovasi privi 

delle sue proprietà fisiologiche. Pertanto gli 
agenti chemioterapici in tali condizioni pos-
sono penetrare nell’encefalo e così agire sulla 
biologia delle cellule tumorali [15]. 

Importanza dell’istologia nel trattamento del NSCLC
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è costituito da un numero elevato di 
sottotipi istologici diversi, come emerge dalla classificazione dell ’Organizzazione Mondiale 
della Sanità ( World Health Organization, WHO) [20]. 

I. Carcinoma squamoso
 Varianti: papillare, a cellule chiare, a piccole cellule, basaloide y

II. Adenocarcinoma
Acinare y
Papillare y
Carcinoma bronchiolo-alveolare  y

Non mucinoso y
Mucinoso y
Misto mucinoso non mucinoso o indeterminato y

Adenocarcinoma solido con formazione di mucina y
Misto y
Varianti: adenocarcinoma mucinoso (“colloide”), cistoadenocarcinoma mucinoso, ad  y
anello con castone, a cellule chiare

III. Carcinoma a grandi cellule
Varianti: carcinoma neuroendocrino a grandi cellule, carcinoma neuroendocrino a  y
grandi cellule combinato, carcinoma basaloide, carcinoma linfoepitelioma-like, carci-
noma a cellule chiare, carcinoma a grandi cellule con fenotipo rabdoide

IV.  Carcinoma adenosquamoso
V.  Carcinoma con elementi pleomorfi, sarcomatoidi o sarcomatosi
VI.  Carcinoma non classificabile (indifferenziato)

L’istologia è diventata uno dei più importanti fattori prognostici dopo che per anni è stato 
quasi del tutto ignorata. Infatti, le metanalisi e le revisioni degli studi di fase II-III condotti 
negli ultimi 25 anni hanno messo in evidenza un chiaro rapporto tra istologia e prognosi 
soltanto in pochissimi casi [8]. Oggi, con l ’avvento di nuove combinazioni di chemioterapia 
e dei nuovi farmaci a bersaglio molecolare, la situazione è radicalmente cambiata poiché vi 
è la necessità di informazioni sempre più precise riguardo al tipo istologico di ogni singola 
neoplasia per poter personalizzare il trattamento. Il patologo deve usare i mezzi a sua dispo-
sizione per distinguere tra istologia squamosa e non squamosa, per non rischiare di negare al 
paziente una terapia potenzialmente più efficace. Il NSCLC è una patologia estremamente 
eterogenea e non è sempre facile ottenere un dato preciso; tuttavia bisogna cercare di ridurre 
al minimo quel 30% di diagnosi di “non altrimenti specificato” (NOS, Not Otherwise Spe-
cified) a cui ci si trova di fronte ancora oggi: il loro trattamento espone il paziente a inutili 
rischi di tossicità e con tutta probabilità gli nega un trattamento efficace. Bisogna quindi 
iniziare a ragionare come per il tumore della mammella, nella cui gestione il clinico è gui-
dato dall ’anatomopatologo non solo da un punto di vista diagnostico ma anche prognostico 
e terapeutico. Uno dei problemi maggiori per raggiungere questo obiettivo è di tipo metodo-
logico-pratico. In presenza di malattia avanzata l ’anatomopatologo si trova spesso a fare 
diagnosi su citologia di essudati pleurici o su piccoli frammenti bioptici. Questo aspetto può 
creare non poche difficoltà, soprattutto perché i criteri morfologici convenzionali per distin-
guere i tumori squamosi dai non squamosi possono essere inficiati dalla scarsa quantità del 
materiale a disposizione. Nonostante la classificazione istologica delle neoplasie polmonari 
sia fondamentalmente basata su criteri morfologici, studi ancillari con l ’immunoistochimica 
e la FISH (Fluorescent In Situ Hybridization, tecnica eseguita in caso di risultato dubbio 
all ’immunoistochimica) possono fornire ulteriori informazioni di ordine prognostico



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

68

Ruolo di docetaxel nel trattamento multimodale del tumore del polmone non a piccole cellule

Non è ancora definitivamente stabilito 
se la sola chemioterapia sia superiore alla 
WBRT oppure se la combinazione delle due 
modalità terapeutiche sia da preferire: ulte-
riori studi sono pertanto necessari. 

La nostra paziente, valutata da un team 
multidisciplinare, ha eseguito un trat-
tamento integrato chemioradioterapico 
(chemioterapia con cisplatino e docetaxel, 
secondo lo schema terapeutico di Fossella, 
in concomitanza con la WBRT) preceduto 
dalla resezione della maggiore delle lesioni 
encefaliche.

L’associazione di cisplatino (o carbopla-
tino, in caso di funzionalità renale com-
promessa) con una molecola di ultima 
generazione quale docetaxel, paclitaxel, 
gemcitabina o vinorelbina costituisce lo 
schema chemioterapico di riferimento, con 
un tasso di risposte obiettive del 25-35%, 
una mediana di sopravvivenza di circa 8-9 
mesi e un miglior profilo di tossicità [16]. In 
numerosi studi randomizzati i nuovi sche-
mi a due farmaci contenenti platino hanno 
evidenziato la loro superiorità rispetto alla 
monochemioterapia o alla combinazione a 
tre farmaci [17]. Dove indicata, la chemio-
terapia ottiene generalmente la massima ri-
sposta dopo tre cicli e va somministrata, in 
relazione al profilo di sicurezza e all’efficacia, 
per un massimo di 4-6 cicli. Da un’attenta 
analisi della letteratura appare evidente che 
docetaxel, appartenente alla famiglia dei 
taxani, è il farmaco che dà migliori risulta-
ti in associazione a cisplatino, rispetto alle 
altre doppiette, in termini di sopravvivenza, 
di qualità di vita, di controllo dei sintomi e 
di radiosensibilizzazione, con un profilo di 
tossicità accettabile [18,19].

Dopo sei cicli di chemioterapia la paziente 
ha presentato risposta completa a livello ce-
rebrale e risposta parziale della lesione pol-
monare (T2N0), inizialmente aderente alle 
pareti del tratto intra- ed extrapericardico 

dell’arteria polmonare destra, senza sicuro 
piano di clivaggio (T4N1). In questo caso 
la chemioterapia è risultata un’utile strategia 
d’induzione per il controllo locale della neo-
plasia polmonare, rendendo così possibile 
un successivo approccio radioterapico a tale 
livello in assenza di tossicità cardiaca.

Gli eventi avversi manifestati dalla pazien-
te sono stati di ordine dermatologico e neu-
rologico: discromia di grado moderato, eri-
trodisestesia palmoplantare di grado severo e 
neurotossicità periferica di grado moderato. 
La riduzione di dose del 20% è stata imposta 
dall’impatto negativo di tali effetti collaterali 
sulla qualità di vita della paziente.

La chemioterapia cui è stata sottoposta 
la paziente, come nei pazienti con malat-
tia loco-regionale, è stata parte integrante 
di un programma terapeutico multimodale 
comprendente radioterapia e chirurgia con 
l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e 
di prolungare la sopravvivenza. La chemio-
terapia concomitante con la radioterapia 
encefalica e toracica potrebbe essere presa 
in considerazione nei pazienti con NSCLC 
con sole metastasi cerebrali, buone condi-
zioni cliniche generali e senza versamento 
pleurico maligno, migliorando il controllo 
della malattia a livello cerebrale e toracico. 
La ricerca clinica attuale è quindi orientata 
a identificare programmi di cura “persona-
lizzati” utilizzando valutazioni prospettiche 
dei problemi clinico-biologici dei vari sot-
togruppi di pazienti al fine d’identificare 
nuove procedure terapeutiche personalizzate 
dotate di maggior efficacia e minori effetti 
collaterali. 

DISCLOSURE

Lo studio è da considerarsi indipendente 
e non sponsorizzato. Gli Autori non dichia-
rano alcun conflitto di interessi.

BIBLIOGRAFIA

Jemal A, Chu KC, Tarone RE. Recent trends in lung cancer mortality in the United States. 1. J 
Natl Cancer Inst 2001; 93: 277-83
Peto R, Lopez AD, Boreham J, Thun M, Heath C Jr. Mortality from smoking in developed 2. 
Countries 1950-2000: indirect estimates from National Vital Statistics. Oxford: Oxford 
University Press, 1994
US Department of Health and Human Services (USDHHS). Public Health Service, Centers for 3. 
Disease Control and Prevention (CDC). Cigarette smoking: attributable mortality and years of 
potential life lost, United States, 1950-1990. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 1993; 42: 37-9



Clinical  Management  Issues   2009; 3(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

69

R. De Sanctis, I. D’Antoni, E. Del Signore, B. Gori, F. Longo

Spira A, Ettinger DS. Multidisciplinary management of lung cancer. 4. N Engl J Med 2004; 350: 
379-92
Martins R, Kelly K, Socinski MA, Lynch TJ. Management of metastatic non-small cell lung 5. 
cancer in 2006: innovations and unique clinical scenario. Alexandria, VA: Educational Book, 
ASCO 2006
The International Adjuvant Lung Cancer Collaborative Group. Cisplatin-based adjuvant 6. 
chemotherapy in patients with completely resecate non-small cell lung cancer. New Engl J Med 
2004; 350: 351-60
Molina JR, Yang P, Cassivi SD, Schild SE, Adjei AA. Non-small cell lung cancer: epidemiology, 7. 
risk factors, treatment, and survivorship. Mayo Clin Proc 2008; 83: 584-94
Hirsch FR, Spreafico A, Novello S, Wood MD, Simms L, Papotti M. The prognostic and 8. 
predictive role of histology in advanced non-small cell lung cancer: a literature review. J Thorac 
Oncol 2008; 3: 1468-81
Di Loreto C. TTF-1 protein expression in pleural malignant mesotheliomas and adenocarcinomas 9. 
of the lung. Cancer Lett 1998; 124: 73-8
Pelosi G. p63 immunoreactivity in lung cancer: yet another player in the development of squamous 10. 
cell carcinomas? J Pathol 2002; 198: 100-9
Perner S, Wagner PL, Soltermann A, LaFargue C, Tischler V, Weir BA et al. TTF1 expression 11. 
in non-small cell lung carcinoma: association with TTF1 gene amplification and improved 
survival. Pathol 2009; 217: 65-72
Johnson JD, Young B. Demographics of brain metastasis. 12. Neurosurg Clin N Am 1996; 7: 337-44
Brennum J, Kosteljanetz M, Roed HM. Brain metastases. 13. Ugeskr Laeger 2002; 164: 3522-6
Senan S, Lagerwaard FJ. The role of radiotherapy in non-small-cell lung cancer. 14. Ann Oncol 
2005; 16: II223-II228
Schuette W. Treatment of brain metastases from lung cancer: chemotherapy. 15. Lung Cancer 2004; 
45 (Suppl 2): S253-S257
Baggstrom MQ, Stinchcombe TE, Fried DB, Poole C, Hensing TA, Socinski MA. Third-16. 
generation chemotherapy agents in the treatment of advanced non-small cell lung cancer: a 
meta-analysis. J Thorac Oncol 2007; 2: 845-53
Delbaldo C, Michiels S, Syz N, Soria JC, Le Chevalier T, Pignon JP. Benefits of adding a drug 17. 
to a single-agent or a two-agent chemotherapy regimen in advanced non-small cell lung cancer: 
a meta-analysis. JAMA 2004; 292: 470-84
Fathi AT, Brahmer JR. Chemotherapy for advanced stage non-small cell lung cancer. 18. Semin 
Thorac Cardiovasc Surg 2008; 20: 210-6
Scagliotti G. Optimizing chemotherapy for patients with advanced non-small cell lung cancer. 19. 
J Thorac Oncol 2007; 2 (Suppl 2): S86-S91
Travis W, Brambilla E, Muller-Hermelink H, Harris C (a cura di). World Health Organization 20. 
classification of tumours. Pathology and genetics of tumours of the lung, pleura, thymus and 
heart. Lyon: IARC Press, 2004


