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Clinical Management Issues

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Marina Conese 1, Maria Teresa Laura Abbruzzese 2, Grace Massiah 3, Piero Oberto de Cavi 4

IntroduzIone

Negli ultimi anni i disturbi del compor-
tamento alimentare (DCA) sono stati og-
getto di attenzione per l’aumento dei casi 
rilevati nella pratica clinica. I DCA sono 
meglio definiti come persistenti disturbi del 
comportamento alimentare e/o di compor-
tamenti finalizzati al controllo del peso, che 
danneggiano la salute fisica o il funziona-
mento psicologico e che non sono secondari 
a nessuna condizione medica o psichiatri-
ca conosciuta [1]. L’eccessiva importanza 
attribuita al peso, alle forme corporee e al 
controllo dell’alimentazione costituiscono 
la psicopatologia nucleare di tutti i disturbi 
dell’alimentazione, che, in aggiunta, presen-
tano delle caratteristiche peculiari:

anoressia ner vosa y : è caratterizzata dal 
mantenimento attivo di un basso peso 
corporeo (BMI < 17,5 kg/m2) e dalla pre-
senza di amenorrea;
bulimia nervosa y : presenta abbuffate ri-
correnti e comportamenti del controllo 
del peso estremi, e viene riconosciuta in 

Studio multidisciplinare:  
metodo dCd applicato a pazienti 
con disturbi del comportamento 

alimentare (dCA)

Abstract
Eating disorders are quite common in clinical practice and can include out-of-control behaviours 
and thoughts that powerfully reinforce unhealthy eating patterns. They include anorexia 
nervosa and bulimia nervosa and Binge Eating Disorder. We conducted a trial on 102 patients 
(89 females and 13 males) to investigate the efficacy of “DCD method ” (appropriate dietary 
education associated to New-Electrosculpture) on patients with obesity and eating disorders. 
The study underlines the efficacy of “DCD method ”, especially when supported by behavioural 
therapy, in obese and overweight patients.

Keywords: DCD method, New-Electrosculpture, eating disorders
Multidisciplinary study: DCD method applied to patients with eating disorders
CMI 2009; 3(2): 71-80

1 Medico Chirurgo, 
specialista in Dermatologia 
e Venereologia. DCD Bari

2 Psicologa. DCD Bari
3 Medico Chirurgo, 

specialista in Chirurgia 
Plastica. DCD Roma

4 Medico Chirurgo e 
Farmacista. DCD Roma

Corresponding author
Dott.ssa Marina Conese
dottmarinaconese@tiscali.it

Gestione clinica

caso di non soddisfacimento dei criteri 
diagnostici dell’anoressia nervosa;
disturbi dell’alimentazione incontrol- y
lata (BED): sono caratterizzati da un 
elevato introito di cibo sia durante i pasti 
sia fuori pasto, e dalla presenza di episodi 
ricorrenti di abbuffate, che però non sono 
accompagnate da strategie per compensa-
re l’ingestione di cibo in eccesso. I soggetti 
affetti sono spesso in sovrappeso o obesi, 
e, oltre alle complicanze tipiche dell’obe-
sità, presentano frequentemente disturbi 
depressivi e di ansia;
disturbi dell’alimentazione non altri- y
menti specificati (NAS): si tratta di quei 
disturbi non ben conosciuti che non sod-
disfano i criteri diagnostici principali né 
dell’anoressia nervosa né della bulimia 
nervosa né del disturbo dell’alimentazione 
incontrollata.
I DCA vengono più frequentemente dia-

gnosticati, in concomitanza con il loro esor-
dio, nell’adolescenza e tra gli adulti nella pri-
ma fascia d’età compresa tra i 30 e i 40 anni: 
in genere la maggior parte di questi ultimi 



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Studio multidisciplinare: metodo DCD applicato a pazienti con disturbi del comportamento alimentare (DCA)

pazienti presenta già dei disordini alimen-
tari attorno ai 20 anni d’età. L’incidenza nel 
sesso femminile e in quello maschile si pone 
in un rapporto di 3:2. 

I pazienti affetti da BED (Binge Eating 
Disorder) presentano uno stile alimentare 
“caotico”: un elevato introito di cibo sia du-
rante i pasti sia fuori pasto porta i soggetti 
affetti a manifestare episodi ricorrenti di 
abbuffate (assunzione di quantità di cibo 
superiore rispetto a quella che la maggior 
parte di persone mangerebbe nello stesso 
periodo di tempo e in circostanze simili), 
non accompagnati, però, da strategie per 
compensare l’ingestione di cibo in eccesso, 
come avviene nella bulimia nervosa. Ne ri-
sulta che le persone che soffrono di questo 
disturbo sono in sovrappeso o obese, a diffe-
renza del paziente bulimico che risulta essere 
nella massima parte dei casi in normopeso. 
Le conseguenti complicanze organiche pos-
sono essere: diabete di tipo 2 (non insulino-
dipendente), ipertensione arteriosa, malattie 
cardiovascolari, disturbi del sonno e del re-
spiro. Inoltre è importante sottolineare che 
il BED presenta comorbidità con disturbi 
depressivi e disturbi di ansia. 

Le abbuffate vengono classicamente sud-
divise dagli Autori in:

soggettive y : la quantità di cibo è soggetti-
vamente elevata;
oggettive y : la quantità del cibo è effetti-
vamente esagerata (es. il paziente svuota 
il frigorifero).

deSCrIzIone dello StudIo

Presentazione dello studio

Secondo gli ultimi studi condotti nel 
2007 dall’Associazione Italiana di Dieteti-

ca e Nutrizione Clinica (ADI, http://www.
adiitalia.net), la Puglia, regione nella quale 
si è svolto il trial descritto in questo articolo, 
risulta essere terza dopo Sicilia e Campania 
per numero di abitanti in sovrappeso. Più in 
dettaglio 50 pugliesi su 100 hanno problemi 
di peso: di questi, 38 sono in sovrappeso e 12 
obesi. Questa statistica riguarda soprattutto 
le fasce giovani di età e incide indifferente-
mente sui due sessi.

Spesso i pazienti affetti da BED, pur non 
conoscendo esattamente la natura della 
loro patologia, si rivolgono ai centri per la 
cura dell’obesità piuttosto che ai centri per 
la cura dei disturbi del comportamento ali-
mentare. 

Anche i centri DCD per il dimagramento 
corporeo rappresentano un valido aiuto per 
questa tipologia di paziente. In particolare il 
metodo DCD di Bari prevede l’associazione 
di quattro diverse componenti, di seguito 
descritte (New-Electrosculpture, crono-
alimentazione dissociata normocalorica, te-
rapia cognitivo-comportamentale e colloqui 
di sostegno psicologico, vedi Tabella II).

La New-Electrosculpture è una metodi-
ca indolore che si basa sul principio della 
elettroforesi: il paziente viene avvolto in un 
apposito bendaggio e collegato all’apparec-
chio che emette corrente elettrica continua 
di bassa intensità galvanica (5,5-6,5 mA) 
avente lo scopo di favorire gli scambi inter-
cellulari e la dismissione del grasso disciol-
to nella cellula stessa, senza veicolazione di 
farmaci e/o creme.

A essa viene associata una dieta partico-
lare, la crono-alimentazione dissociata nor-
mocalorica (CADN): si tratta di un regime 
alimentare “dissociato”, che consiste nel 
frazionare il pasto nell’arco della giornata 
riservando prevalentemente carboidrati a 
mezzogiorno e proteine alla sera, insieme a 
generosi quantitativi di fibra alimentare.

tabella I
Distribuzione 
dei disturbi 
dell ’alimentazione  
nel mondo

Anoressia nervosa Bulimia nervosa

Distribuzione mondiale Società occidentali in modo 
predominante

Società occidentali in modo 
predominante

Età Adolescenza (alcuni giovani adulti) Giovani adulti (alcuni adolescenti)
Sesso 90% femmine Femmine in modo predominante 

(proporzione incerta)
Classe sociale Possibile maggior prevalenza nelle 

classi sociali elevate
Distribuzione simile in tutte le classi

Prevalenza 0,3% nelle adolescenti 1% nelle donne tra 16 e 35 anni
Incidenza (per 100.000 
abitanti/anno)

19 nelle femmine, 2 nei maschi 29 nelle femmine, 1 nei maschi

Modificazione secolare Possibile incremento Incremento 



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M. Conese, M. T. L. Abbruzzese, G. Massiah, P. Oberto de Cavi

Il metodo DCD, di validità ed efficacia 
testate [2,3], consta soltanto delle due fasi 
appena citate. A Bari, però, vengono ag-
giunte due ulteriori componenti: la terapia 
cognitivo-comportamentale (TCC, oppure 
CBT per gli anglosassoni) e i colloqui di 
sostegno psicologico.

La terapia cognitivo-comportamentale 
implica l’attenzione ai pensieri (cognitivo) 
e ai comportamenti (comportamentale) 
coinvolti nello sviluppo e nel mantenimen-
to del disturbo psicologico. Già adottata nel 
trattamento di depressione, ansia, attacchi di 
panico, disturbi ossessivo-compulsivi e fobie, 
la TCC e si è rivelata anche molto efficace 
nella cura dei disturbi del comportamen-
to alimentare. Si tratta di una psicoterapia 
sviluppata negli anni ’60 da Aaron Temkin 
Beck che è:

str utturata y : si articola secondo una 
struttura ben definita e non in maniera 
rigida;
direttiva y : il terapeuta istruisce il pazien-
te;
di breve durata y ;
orientata al presente y : volta a risolvere i 
problemi attuali.
Tale terapia è finalizzata a modificare i 

pensieri distorti, le emozioni disfunzionali 
e i comportamenti di “disagio” del paziente, 
riducendo in modo duraturo il sintomo fino 
all’eliminazione.

Il metodo cognitivo-comportamentale che 
è stato applicato nel centro DCD di Bari 
per il suddetto studio è quello di Fairburn, 
caratterizzato dall’approccio interdiscipli-
nare integrato (il paziente viene seguito 
da un’équipe formata da medico, psicologo 
e dietista) con modello trans-diagnostico 
(applicabile con minime modifiche a tutti i 
disturbi alimentari). 

Per i disturbi dell’alimentazione incontrol-
lata nei pazienti in sovrappeso e obesi, oltre 
alla terapia cognitivo-comportamentale di 
Fairburn (che mira a interrompere i fatto-
ri del mantenimento del DCA), sono stati 
associati colloqui di sostegno psicologico 
basati sui principi della terapia sistemico-fa-
miliare (assessment familiare), coinvolgendo, 
cioè, le famiglie dei pazienti con BED.

obiettivi dello studio

In concomitanza con la perdita di peso 
attraverso il metodo DCD, per ogni pa-
ziente affetto da disturbi dell’alimentazio-
ne incontrollata si sono proposti i seguenti 
obiettivi:

sviluppare uno schema di autovalutazione  y
funzionale;
valutare l’importanza del sostegno psico- y
logico nei pazienti che seguivano il per-
corso DCD;
valutare quanto il sostegno psicologico  y
abbia aumentato la motivazione del pa-

Metodo dCd di Bari

New-Electrosculpture y
Dieta CADN (crono-alimentazione dissociata normocalorica) y
TCC (terapia cognitivo-comportamentale) y
Colloqui di sostegno psicologico y

tabella II
Schematizzazione della 
terapia per il BED e 
altri disturbi alimentari 
utilizzata al DCD di 
Bari

Principali fattori di rischio  
nei disturbi alimentari

Generici
Sono condizioni presenti 

anche in altri disturbi 
psichiatrici

Generali
Sono condizioni non 

modificabili che aumentano 
la probabilità di 

sviluppare un disturbo del 
comportamento alimentare

Specifici
Sono condizioni presenti 

solo nei disturbi del 
comportamento alimentare

ziente e facilitato il superamento delle 
difficoltà del paziente stesso nel seguire le 
regole alimentari;
valutare quanto la terapia cognitivo-com- y
portamentale di Fairburn abbia interrotto 
i comportamenti disfunzionali che crea-
vano “disagio” nel paziente.

Materiali e metodi

La nostra ricerca è stata condotta su un 
campione di 102 pazienti (89 femmine e 
13 maschi) di età compresa tra 18 e 65 anni 
(Tabella III), seguiti nell’anno 2008 presso la 
sede DCD di Bari. Tutti i pazienti sono stati 
sottoposti a 30 sedute di New-Electrosculp-
ture della durata di 30 minuti l’una, come da 
protocollo DCD (per le prime 2 settimane 
le sedute erano eseguite 3 volte a settimana, 
e dalla terza settimana in poi con frequenza 
bisettimanale), associate a regole alimenta-
ri adeguate e personalizzate per ogni caso 
esaminato. Infatti la classica dieta dissociata 
normocalorica è stata consegnata ai pazienti 

Figura 1
Principali fattori di 
rischio nei disturbi 
alimentari



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Studio multidisciplinare: metodo DCD applicato a pazienti con disturbi del comportamento alimentare (DCA)

Sesso
Pazienti

terapia
Pazienti

n° % n° %

F 89 86,3 Con TCC 44 49,4
Senza TCC 45 50,6

M 13 12,7 Con TCC 8 61,5
Senza TCC 5 38,5

tabella III
Campione esaminato 
per lo studio clinico 
del DCD di Bari: 
i pazienti, di età 
compresa tra 18 e 65 
anni, sono stati ripartiti 
per sesso e percorso 
terapeutico

Sesso terapia n. pazienti
Fascia di età 

(anni)

Pazienti

n. %

F Con TCC 44 18-40 24 54,5
40-65 20 45,5

Senza TCC 45 18-40 20 44,4
40-65 25 55,6

tabella IV
Campione femminile 
esaminato ripartito per 
percorso terapeutico e 
fascia di età

Sesso terapia n. pazienti Fascia di età (anni) n. pazienti

M Con TCC 8 18-40 6
40-65 2

Senza TCC 5 18-40 2
40-65 3

tabella V
Campione maschile 
esaminato ripartito per 
percorso terapeutico e 
fascia di età

Sesso terapia n° pazienti
livello di peso 
iniziale (BMI)

Pazienti

n° %

F Con TCC 44 Sovrappeso 11 25,0
Obesità I classe 9 20,4
Obesità II classe 16 36,4
Obesità III classe 8 18,2

Senza TCC 45 Sovrappeso 5 11,1
Obesità I classe 10 22,2
Obesità II classe 25 55,6
Obesità III classe 5 11,1

tabella VI
Campione femminile 
esaminato ripartito per 
percorso terapeutico e 
livello di peso iniziale

Sesso terapia n° pazienti livello di peso iniziale (BMI) n° Pazienti

M Con TCC 8 Sovrappeso 2
Obesità I classe 3
Obesità II classe 2
Obesità III classe 1

Senza TCC 5 Sovrappeso 2
Obesità I classe
Obesità II classe 3
Obesità III classe

tabella VII
Campione maschile 
esaminato ripartito per 
percorso terapeutico e 
livello di peso iniziale

parte, lievemente ipocalorico con riduzione 
dei carboidrati a discapito di generose quan-
tità di fibre. Dei 102 pazienti, 52 sono stati 
seguiti col metodo DCD + colloqui di so-

che avevano tutti gli esami ematochimici nei 
parametri della norma; ai pazienti diabetici 
o con ipertrigliceridemie o iperglicemie si 
è consigliato invece uno schema dietetico a 



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M. Conese, M. T. L. Abbruzzese, G. Massiah, P. Oberto de Cavi

stegno psicologico e 50 pazienti, che hanno 
costituito il campione di casi-controllo, solo 
col metodo DCD.

Nello specifico (Tabelle III-VII):
32 pazienti (31 femmine e 1 maschio)  y
di età compresa tra 18 e 60 anni hanno 
effettuato la terapia cognitivo-comporta-
mentale (a richiesta del paziente);

50 pazienti (45 femmine e 5 maschi) casi- y
controllo di età compresa tra 25 e 65 anni 
sono stati seguiti solo col metodo DCD, 
senza la TCC.
A tutti i pazienti erano stati consegnati 

in prima seduta di trattamento le regole 
alimentari adeguate, il diario della piani-
ficazione alimentare e il diario emotivo 

data:___________ Cognome:________________________________ nome:__________________________

ora
Cibi e 
liquidi 

consumati
luogo

Abb. sogg/ogg 
normale 

restrizione

Food 
checking

Body 
checking, 

evitamento

Vomito, 
lassativi, 
diuretici

Attività 
fisica

Commenti

Figura 2
Il diario alimentare 
giornaliero fornito a 
tutti i pazienti che 
partecipavano allo 
studio clinico

Figura 3
Esempio di diario 
emotivo, fornito solo ai 
pazienti dello studio 
clinico che seguivano la 
TCC

data:__________ Giorno:__________ ora:__________

Situazione
Sensazione 
corporea

emozione
Comportamento 
disfunzionale

Pensiero o  
preoccupazione

Strategia usata per 
gestire la crisi*

Descrivere 
l’evento 
attuale

Quale 1. 
sensazione ho 
provato?
Quanto 2. 
intensa era? 
(1-100%)

Quale 1. 
emozione ho 
provato?
Quanto 2. 
intensa era?  
(1-100%)

Che tipo di 
comportamento 
ho avuto?

Che cosa mi è passato per la 1. 
mente?
Che tipo di errore di 2. 
ragionamento ho fatto?
Quanto credo al pensiero?  3. 
(0-100%)

Quale strategia ho 
usato per gestire la 
crisi?

Parlando al 
telefono con 
Gianni, che mi 
ha detto che 
non possiamo 
vederci il fine 
settimana

Sensazione di 1. 
essere grassa
90%2. 

Tristezza1. 
90%2. 

Mi sono pizzicata 
per 20 minuti le 
pieghe delle cosce 
(body checking)

Io non gli piaccio (pensiero 1. 
automatico), sono grassa, ho 
le gambe grosse. È per questo 
che non gli piaccio, perché sono 
grassa (preoccupazione per 
peso e forme corporee), Devo 
fare merenda (preoccupazione 
per l’alimentazione)
Generalizzazione2. 
95%3. 

Decentramento 
(sono pensieri dovuti 
al mio disturbo 
dell’alimentazione, 
ho etichettato in 
modo non accurato 
un evento avverso). 
Distanziamento dal 
comportamento (sono 
riuscita a fare merenda)

* Decentramento, distanziamento del comportamento dei pensieri, risposte di coping (cose da fare, cose da pensare), risoluzione dei 
problemi, ristrutturazione cognitiva, mindfulness, fare l’opposto

20 pazienti (13 femmine e 7 maschi) di età  y
compresa tra i 18 e 59 anni sono stati se-
guiti solo inizialmente con terapia cogni-
tivo-comportamentale, e poi per svariati 
motivi hanno abbandonato gli incontri ma 
non il metodo DCD. In più della metà di 
questi casi (12 pazienti), dopo i primi col-
loqui informativi con la psicologa riguardo 
i disturbi del comportamento alimenta-
re, i pazienti hanno acquisito coscienza 
e autoconsapevolezza del loro problema 
e hanno continuato le sedute solo con i 
colloqui di controllo;

(quest’ultimo solo nei pazienti che segui-
vano la TCC).

Il diario alimentare (Figura 2) ha avuto 
un duplice obiettivo:

autocontrollo dell’alimentazione del pa- y
ziente;
controllo da parte di medici e psico- y
logi per avere un quadro completo del 
comportamento alimentare di ogni pa-
ziente.
Il diario alimentare è risultato utile per 

effettuare un monitoraggio su alimenti pia-



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Studio multidisciplinare: metodo DCD applicato a pazienti con disturbi del comportamento alimentare (DCA)

nificati, alimenti effettivamente consumati 
e quantità, orari abituali del consumo di 
cibo da parte dei pazienti e in alcuni casi il 
luogo (lavoro, casa) e il tempo in cui veniva-
no consumati i pasti. Inoltre all’interno del 
diario abbiamo ritenuto opportuno inserire 
uno spazio per i commenti in cui il paziente 
ha potuto riportare riflessioni personali sui 
propri comportamenti alimentari o sulla 
dieta stessa, eventuali trasgressioni e far-
maci assunti. 

Il diario emotivo (Figura 3) è sostanzial-
mente finalizzato a interrompere i compor-
tamenti disfunzionali, quali abbuffate, nib-
bling (termine inglese che indica l’abitudine 
a spizzicare fuori pasto), digiuno, vomito 
autoindotto, esercizio fisico eccessivo, evi-
tamenti dell’esposizione del corpo, disper-
cezione corporea. Serve inoltre ad aiutare il 
paziente a comprendere e ad approfondire il 
proprio disagio e punti di debolezza.

Ai 52 pazienti che hanno seguito la tera-
pia cognitivo-comportamentale, oltre alla 
consegna del diario emotivo, è stato spiegato 
che cos’è lo schema di autovalutazione di-
sfunzionale e si è proceduto a progettare un 
intervento mirato a sviluppare uno schema 
di autovalutazione funzionale considerando 
per ogni singolo paziente i propri ambiti di 

vita (aspetti sociali, familiari, professionali e 
personali, come hobby e interessi).

Il lavoro è stato suddiviso in tre fasi:
fase iniziale y : è stato somministrato un test 
motivazionale in cui venivano valutate, su 
una scala da 0 (per niente) a 10 (moltissi-
mo), le motivazioni dei pazienti, la fiducia 
in se stessi, quanto impegno erano disposti 
a mettere e quanto erano concordi con gli 
obiettivi del metodo DCD. Il punteggio 
totale (score) ci ha fatto comprendere in 
quale stadio del cambiamento si trovava il 
paziente (Tabella VIII). Alla quarta seduta 
si è iniziato il lavoro motivazionale vero e 
proprio, per far maturare (e mantenere nel 
tempo) nel paziente la spinta necessaria 
per impegnarsi al massimo nel percorso 
DCD, rispettando le regole alimentari 
impartite, i controlli medici e i colloqui 
con la psicologa;
fase intermedia y : durante i colloqui veni-
vano valutati i fattori del mantenimento 
del disturbo alimentare. Dopo aver veri-
ficato la presenza di fattori di rischio e 
fattori precipitanti nel DCA si è iniziato 
a lavorare sullo schema di autovalutazione 
disfunzionale di ogni paziente (Figure 4 e 
5), cercando di sviluppare delle strategie 
(valorizzando le risorse del paziente e la-
vorando sui suoi punti di debolezza) che 
consentissero al soggetto di valutarsi in 
altri ambiti di vita che non fossero solo 
alimentazione, peso e forme corporee. Il 
lavoro veniva effettuato pianificando la 
giornata del paziente cercando di com-
prendere che cosa egli desiderasse cambia-
re. Durante i colloqui, quindi, si lavorava 
per la sospensione dei comportamenti 

Stadio Spiegazione

Precontemplazione Non ho nessuna intenzione di iniziare una terapia
Contemplazione Da una parte vorrei iniziare una terapia, dall’altra no
Determinazione Sono determinato a iniziare una cura entro massimo un mese
Azione Sto già cercando di guarire dal mio disturbo 

dell’alimentazione

tabella VIII
Stadi del cambiamento 
nell ’atteggiamento del 
paziente nei confronti 
della malattia

Eccessiva importanza 
attribuita al peso

Eccessiva importanza attribuita 
alle forme

Eccessiva importanza attribuita 
al controllo alimentare

Crescita di lanugine  
sul corpo

Perdita di massa ossea

Diminuzione della 
temperatura corporea

Pelle secca che  
si screpola, spesso  

con colorito giallognolo 
 o grigiastro

Sviluppo di costipazione

I capelli diventano  
sfibrati e cadono

Rallentamento  
della funzione tiroidea

Diminuzione della 
frequenza cardiaca  
e respiratoria

Diminuzione della 
pressione sanguigna

Unghie fragili

Mani e piedi freddi

Figura 4
Schema di 
autovalutazione 
disfunzionale



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M. Conese, M. T. L. Abbruzzese, G. Massiah, P. Oberto de Cavi

disfunzionali e strategie usate dal pazien-
te. Durante la fase intermedia di terapia 
psicologica venivano prese in considera-
zione tutte quelle situazioni, prevedibili e 
non, che venivano definite ad alto rischio 
(Natale, Pasqua, cene, feste, ecc.) si faceva 
in modo che il paziente sviluppasse delle 
strategie di coping (fronteggiamento, capa-
cità di risolvere i problemi) per prevenire 
e gestire al meglio tali eventi. Ai pazienti 
venivano prescritti degli homeworks da ef-
fettuare a casa che erano via via concordati 
tra terapeuta e paziente. Inoltre, in alcune 
situazioni di stress, veniva associato un 
“training di rilassamento progressivo”, 
utilizzato anche per acquisire maggiore 
consapevolezza del proprio corpo;
fase conclusiva y : il paziente veniva segui-
to con colloqui bi-settimanali per essere 
sostenuto nella delicata fase del manteni-
mento del metodo DCD (progressiva in-
troduzione di tutti gli alimenti e graduale 
associazione di carboidrati + proteine + 
lipidi al consumo dei pasti principali) e 
per la prevenzione delle ricadute.

Analisi dei dati

Nei 102 pazienti DCD sono stati presi in 
esame i seguenti parametri:

calo ponderale correlato al sostegno psico- y
logico nei 52 pazienti (cioè quanto i col-
loqui con la psicologa hanno influito sulla 
diminuzione di peso dei nostri pazienti) 
versus i 50 pazienti casi-controllo. In que-
sti 52 pazienti abbiamo valutato:

analisi motivazionale. Nel colloquio il  y
paziente lavorava sulla motivazione fi-
nalizzata alla continuità e costanza del 
percorso DCD;
livello delle abbuffate, stress e ansia; y
controllo dei comportamenti di  y nib-
bling;
analisi dell’autostima e percezione della  y
propria immagine corporea;
schema di autovalutazione disfunzio- y
nale (cattiva valutazione di se stessi: 

Fattori di rischio 

Fattori precipitanti 

Fattori di 
mantenimento specifico

Schema di autovalutazione disfunzionale
Eccessiva importanza a peso, forme, controllo dell’alimentazione

Dieta ferrea: 
controllo del peso

Preoccupazione peso, 
forme, alimentazione

Food checking, body 
checking, evitamenti

Basso peso
↓

Sindrome da digiuno

Rinforzi positivi
Rinforzi negativi

Comportamenti 
di compenso

Abbuffate

Figura 5
Flow-chart per 
l ’autovalutazione 
disfunzionale

propria valutazione solo in base al peso, 
forme corporee e controllo dell’alimen-
tazione);

nei 50 casi-controllo abbiamo valutato il  y
calo ponderale nelle 30 sedute di New-
Electrosculpture e l’abbiamo raffrontato 
poi al calo del peso dei pazienti che du-
rante il trattamento DCD seguivano il 
sostegno psicologico.

risultati e conclusioni

Dalla nostra casistica si evince come il 
calo ponderale nei pazienti che seguivano 
i colloqui di sostegno psicologico versus i 
casi-controllo fosse costante e nettamente 
aumentato (Tabelle IX-X). 

Sesso terapia
n. 

pazienti
Fascia di 
età (anni)

n. 
pazienti

Pazienti che hanno raggiunto 
il peso forma dopo 30 sedute

n. %

F Con TCC 44 18-40 24 23 95,8
40-65 20 20 100

Senza TCC 45 18-40 20 18 90,0
40-65 25 23 92,0

tabella IX
Risultati ottenuti 
per i pazienti di sesso 
femminile



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Studio multidisciplinare: metodo DCD applicato a pazienti con disturbi del comportamento alimentare (DCA)

una quasi completa interruzione dei fattori 
di mantenimento del DCA (disturbo del 
comportamento alimentare) in questi pa-
zienti. Più in dettaglio:

nel 90% dei casi si è assistito a riduzione  y
delle abbuffate, maggiore autoconsapevo-
lezza, diminuzione dello stress e ansia con 
maggiore gestione degli eventi stressanti 
da parte del paziente;
nel 99% dei casi seguiti si sono verificate  y
riduzione e maggiore autoconsapevolezza 
dei comportamenti di nibbling;
nel 90% dei casi si è notato aumento  y
dell’autostima con gestione dei conflitti 
sulla percezione della propria immagine 
corporea;
nel 99% dei nostri pazienti si è assistito a  y
uno sviluppo di uno schema di autovaluta-
zione funzionale (cambiamento in positivo 
della valutazione di se stessi), rafforzato so-
prattutto dalla trasformazione fisica a cui 
erano andati incontro seguendo il percorso 
DCD (con il raggiungimento dell’obiettivo 
del loro peso forma). Ne sono conseguite 
anche una riduzione dell’evitamento della 
propria immagine corporea, una maggiore 
consapevolezza di sé con maggiore control-
lo degli impulsi (Figura 6). È risultato an-
che positivo in tutti i casi l’assessment fami-
liare, sostenendo la famiglia del paziente.
Il presente studio ha consentito di sotto-

lineare l’importanza che può avere un soste-
gno psicologico accostato a un percorso di 
dimagrimento in tutti i pazienti in sovrap-
peso e obesi, sia tra i portatori sia tra i non 
portatori di DCA. 

dISCloSure

Lo studio è da considerarsi indipendente 
e non sponsorizzato. Gli Autori non dichia-
rano alcun conflitto di interessi.

Sesso terapia
n. 

pazienti
Fascia di 
età (anni)

n. 
pazienti

Pazienti che hanno raggiunto 
il peso forma dopo 30 sedute

n. %

M Con TCC 8 18-40 6 5 83,3
40-65 2 2 100

Senza TCC 5 18-40 2 1 50,0
40-65 3 2 66,7

tabella X
Risultati ottenuti 
per i pazienti di sesso 
maschile

Figura 6
Schematizzazione 
grafica degli obiettivi 
raggiunti dai pazienti 
in esame in termini di 
importanza attribuita 
ad alcuni valori 
fondamentali

Questo dato sottolinea l’importanza del 
sostegno psicologico nei pazienti che affron-
tano questo percorso di dimagrimento. 

Il lavoro motivazionale condotto dalla 
nostra équipe ha dato esito positivo in tutti 
i nostri pazienti con sviluppo da parte degli 
stessi di strategie di coping da utilizzare nelle 
situazioni di rischio; si è assistito quindi a 



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