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Clinical Management Issues

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Giulia M. Franchi 1, Chiara Cappelletti 1, Valentina V. Villa 1, Emanuele Bosi 1, Marco F. Manzoni 1

Caso ClInICo

Un uomo di 42 anni, sposato con due figli, 
giunge alla nostra osservazione presso l’Uni-
tà Funzionale di Endocrinologia nel dicem-
bre 2003, in seguito al riscontro, nel corso 
di esami ematochimici eseguiti per control-
lo di routine, di un quadro compatibile con 
iperparatiroidismo primitivo. Il paziente 
esegue un’ecografia tiroide-paratiroidi, che 
non identifica tumefazioni nelle sedi para-
tiroidee. Esegue quindi una TC total-body 
con mezzo di contrasto e una scintigrafia 
corporea con pentetreotide (octreoscan), che 
evidenziano la presenza di lesioni esprimenti 
i recettori per la somatostatina in corrispon-
denza della mucosa gastrica e del pancreas. 
Il paziente viene sottoposto ad asportazione 
endoscopica delle lesioni gastriche, che ri-
sultano compatibili con carcinoidi all’esame 
istologico. Nel marzo 2004 il malato viene 

Ruolo della terapia  
con octreotide laR ad alte dosi  
nei tumori endocrini del tratto 

gastro-entero-pancreatico

abstract
Neuroendocrine Tumours (NETs) are a heterogeneous group of rare neoplasms that account 
for 0,5% of all malignancies. The increased incidence observed in the last few decades may be 
accounted for by increased awareness, improved diagnostic tools and a revision in the definition. 
The main primary sites are the gastro-entero-pancreatic (GEP) tract (62-67%), and the lung 
(22-27%). In patients with GEP-NETs, the strongest predictor of 5-years survival is the 
staging. An adequate clinical management of GEP-NETs should be multidisciplinary and 
should aim at assuring a good quality of life. Somatostatin (sst) analogues are widely used in 
these tumours, which often express sst receptors, since they are demonstrated to reduce clinical 
symptoms and tumour growth. Herein we explore the usefulness of doubling octreotide LAR 
dose in selected patients after escaping from symptoms control and/or tumour stabilization in 
course of treatment with standard dose.

Keywords: gastro-entero-pancreatic neuroendocrine tumours, somatostatin analogues, high 
dose octreotide LAR, medical treatment, clinical management
Role of high dose octreotide LAR for the treatment of GEP-NETs
CMI 2009; 3(1): 7-14

1 Dipartimento di Medicina 
Interna e Specialistica. 
Unità Funzionale Tumori 
Endocrini. Istituto 
Scientifico Universitario 
San Raffaele

 Corresponding author
 Dott. Marco F. Manzoni
 Responsabile Unità 

Funzionale Tumori 
Endocrini

 Istituto Scientifico 
Universitario San Raffaele, 
Milano

 manzoni.marco@hsr.it

Perché descriviamo questo caso?
I NETs sono tumori relativamente rari 
che necessitano di un approccio multidi-
sciplinare. Tali caratteristiche rendono 
difficile la raccolta di ampie casistiche. Da 
un punto di vista terapeutico, il giusto iter 
viene stabilito solo dopo un’attenta sta-
diazione della malattia e una valutazio-
ne prognostica in base al tipo di biologia 
tumorale. In caso di NETs esprimenti 
recettori per la somatostatina, l ’impie-
go degli analoghi è ormai ampiamente 
documentato in letteratura. Viceversa, 
pochi sono gli studi che indagano l ’effetto 
degli analoghi della somatostatina ad alte 
dosi nei NETs che sfuggono, da un pun-
to di vista sintomatologico e di crescita 
tumorale, alle dosi standard. È dunque 
importante capire il razionale di questo 

Caso clinico



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Ruolo della terapia con octreotide LAR ad alte dosi nei tumori endocrini del tratto gastro-entero-pancreatico

nuovo approccio ai NETs e conoscere i 
dati che supportano tale atteggiamento 
terapeutico

sottoposto a ecoendoscopia del pancreas e 
delle vie biliari, che mostra, a livello della 
testa pancreatica, una lesione iperecogena, 
solida, a ecostruttura omogenea di 12 mm 
e, nel corpo, due lesioni cistiche plurisetta-
te, con pareti inspessite, delle dimensioni di 
circa 14 mm l’una. 

Il paziente, che si presenta obiettivamente 
e soggettivamente in ottime condizioni ge-
nerali, inizia ad assumere terapia con analo-
ghi della somatostatina a lento rilascio (30 
mg im ogni 28 giorni) mostrando un’ottima 
compliance alla terapia.

Discusso il caso collegialmente, insieme 
ai colleghi gastroenterologi, radiologi, me-
dici nucleari, chirurghi e genetisti, viene 
posto il sospetto di sindrome di MEN1 
(Multiple Endocrine Neoplasia Type 1): si 
tratta di una rara sindrome ereditaria a 
trasmissione autosomica dominante, con 
una prevalenza stimata tra 1 e 10 casi per 
100.000 abitanti. Il gene MEN1, mappato 
sul cromosoma 11q13, codifica per una pro-
teina chiamata menina, con il ruolo di gene 
oncosoppressore; mutazioni di questo gene 
inducono disregolazione del ciclo cellulare 
e della proliferazione cellulare. La sindro-
me è dunque caratterizzata dallo sviluppo 
di neoplasie endocrine, che interessano 
principalmente le paratiroidi (90-97%), le 
isole pancreatiche, il duodeno (30-80%) e 
l’ipofisi anteriore (15-50%). I tumori en-
docrini gastro-entero-pancreatici sono in 
genere benigni, di piccole dimensioni, non 
funzionanti e clinicamente silenti, ma con 
la tendenza spesso a recidivare dopo aspor-
tazione chirurgica.

Nel 2005 il paziente viene ricoverato per 
essere sottoposto ad accertamenti in merito 
al sospetto di sindrome MEN1. Gli esami 
ematochimici evidenziano un incremento 
del valore di cromogranina A (> 500 ng/
ml; vn = 20-150 ng/ml), di enolasi neuro-
no-specifica (20,1 µg/l; vn = 0-12,5 µg/l) 
e confermano la presenza di iperparatiroi-
dismo primitivo; l’ecografia del collo non 
riconosce tumefazioni nelle usuali sedi pa-
ratiroidee. Viene inoltre eseguita un’ecoen-
doscopia operativa di controllo che eviden-
zia, a livello pancreatico, la presenza di due 
lesioni tondeggianti, lievemente ipoecogene 
di 13 e 10 mm e la comparsa di numerose 

altre microlesioni iperecogene (< 3 mm). 
L’agoaspirato della lesione di 13 mm risulta 
compatibile con neoplasia neuroendocrina 
all’esame citologico (indice di proliferazione 
Ki-67 < 1%). Previa sospensione della tera-
pia con analoghi della somatostatina, viene 
ripetuta una scintigrafia con pentetreotide, 
che mostra la presenza di localizzazioni di 
malattia a livello addominale (testa pancre-
atica) e polmonare (sede medio-basale del 
polmone destro). Il paziente viene quindi 
sottoposto a una TC total-body con mezzo 
di contrasto, che conferma la presenza di 
due formazioni nodulari, rispettivamente 
al lobo polmonare inferiore di destra e al 
lobo polmonare inferiore di sinistra, e di 
lesioni ipervascolari puntiformi a livello di 
corpo, coda e processo uncinato del pancre-
as, compatibili con lesioni neuroendocrine. 
Viene intrapresa nuovamente la terapia con 
analogo della somatostatina a lento rilascio 
(30 mg im ogni 28 giorni). Infine, viene 
eseguita l’analisi genetica della MEN1, che 
risulta positiva per mutazione del gene; viene 
pertanto indicata l’esecuzione di una consu-
lenza genetica per i figli del paziente per la 
ricerca della medesima mutazione (1 figlio 
ne risulta essere portatore).

Nel dicembre 2005 il paziente viene sotto-
posto a rivalutazione diagnostico-terapeuti-
ca, attraverso l’esecuzione di un’ecoendosco-
pia pancreatica e di una TC total-body con 
mezzo di contrasto, che mostrano un quadro 
di stazionarietà di malattia.

Nel novembre 2006, la successiva riva-
lutazione diagnostico-terapeutica mostra 
stazionarietà del quadro ematochimico, ma 
progressione radiologica della malattia pan-
creatica. Viene inoltre eseguita la scintigra-
fia delle paratiroidi (MIBI), che identifica 
la presenza di un adenoma paratiroideo ec-
topico in sede mediastinica; per il persistere 
del quadro ematochimico di iperparatiroidi-
smo primitivo, il paziente viene sottoposto a 
MOC (mineralometria ossea computerizza-
ta) radiale, femorale e vertebrale, che risul-
tano nei limiti di norma per età e sesso. Si 
decide pertanto di non intraprendere nessuna 
terapia. In considerazione della progressione 
della malattia pancreatica, si decide di au-
mentare il dosaggio dell’analogo della soma-
tostatina a lento rilascio da 30 mg im ogni 28 
giorni a 30 mg im ogni 14 giorni.

Ai successivi controlli di follow-up e 
all’ultimo del giugno 2008, gli esami ema-
tochimici confermano il quadro di iperpa-
ratiroidismo primitivo e mostrano valori di 
cromogranina A in lieve riduzione e valori 



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G. M. Franchi, C. Cappelletti, V. V. Villa, E. Bosi, M. F. Manzoni

di enolasi neurono-specifica nei limiti di 
norma; gli esami strumentali evidenziano 
una stazionarietà di malattia sia a livello 
polmonare che pancreatico. Viene pertanto 
proseguita la terapia con alte dosi di soma-
tostatina a lento rilascio, ben tollerata dal 
paziente.

Domande da porsi
È stata effettuata un’approfondita va- y
lutazione anamnestica e clinica del pa-
ziente?
Sono state seguite le linee guida interna- y
zionali per la diagnosi e la stadiazione 
della patologia tumorale?
È stata stabilita una valutazione pro- y
gnostica sulla base anche della biologia 
di malattia prima di formulare ipotesi 
terapeutiche?
La diagnosi e la valutazione prognostica  y
effettuate coincidono con il performance 
status del paziente?
Abbiamo stabilito l ’iter terapeutico tenen- y
do in considerazione in primis il rispetto 
della qualità di vita del paziente?
Qual è la compliance del paziente al nostro  y
processo di cura?
Il caso è stato valutato in modo multidi- y
sciplinare?
La terapia scelta sta ottenendo i risultati  y
aspettati?
In caso di scarsa risposta terapeutica sono  y
state valutate terapie alternative o di as-
sociazione?

DIsCussIone

I neTs

I tumori neuroendocrini (NETs) sono 
neoplasie a bassa incidenza (mediamente 
0,5-1 caso/100.000/anno), caratterizzate da 
un fenotipo comune che consiste nell’espres-
sione di marcatori generali (enolasi neurono-
specifica, cromogranina A, sinaptofisina) 
e di prodotti di secrezione ormonale e da 
un’aggressività clinica e biologica relativa-
mente modesta.

I NETs si dividono in funzionanti e non 
funzionanti in relazione alla capacità di pro-
durre e secernere sostanze ormonali. 

Nel 60% dei casi sono non funzionanti, 
espressione di una mancata secrezione or-
monale o di un’inadeguata o patologica se-

crezione di precursori peptidici clinicamente 
incapaci di evocare una sintomatologia. In 
questi casi, il tumore (o più frequentemen-
te le sue metastasi) viene diagnosticato per 
sintomi da “effetto massa” o come inciden-
taloma nel corso di accertamenti radiologici 
eseguiti per altri motivi. Viceversa, i NETs 
sono funzionanti nel 40% dei casi, con ri-
svolti clinici del tutto eterogenei e sindromi 
complesse che variano a seconda del pro-
dotto di secrezione ormonale. Per i NETs 
digestivi funzionanti, le manifestazioni cli-
niche di più frequente osservazione sono le 
seguenti:

gastrite, gastro-duodenite, patologia ul- y
cerosa peptica recidivante e resistente alla 
terapia farmacologica convenzionale nel 
caso di tumori secernenti gastrina (ga-
strinoma sporadico, sindrome di Zollinger 
Ellison, gastrinoma nell’ambito di sindro-
mi ereditarie quali la MEN1);
diarrea cronica ref rattaria nel caso di  y
carcinoide intestinale o bronchiale, car-
cinoma midollare della tiroide, VIPoma, 
gastrinoma, glucagonoma, somatostati-
noma e altri tumori secernenti peptidi 
diarrogeni;
flushing y  nel caso di carcinoide intestina-
le, carcinoide gastrico, alcuni carcinomi 
neuroendocrini indifferenziati e alcuni 
VIPomi;
ipoglicemia e sintomi correlati nel caso di  y
tumori secernenti insulina;
iperglicemia e franco diabete mellito nel  y
caso di tumori secernenti glucagone;
ipokaliemia severa e sindrome di Cushing  y
nel caso di tumori secernenti cortisolo o 
ACTH.
La chirurgia è la principale terapia per i 

tumori endocrini poco aggressivi; viceversa, 
nel caso in cui il paziente presenti estensio-
ne di malattia alla diagnosi e/o i marcatori 
di biologia tumorale indichino una malattia 
aggressiva, è necessario affiancare alla tera-
pia chirurgica, il più delle volte incapace di 
raggiungere la radicalità, una terapia medica 
biologica e/o chemioterapica antineoplastica 
e sintomatologica ed eventuali approcci di 
medicina nucleare e radiologia interventi-
stica secondo le corrette indicazioni (tera-
pia radio-metabolica e radio-recettoriale, 
chemioembolizzazione, termoablazione 
mediante radiofrequenza).

I principali farmaci biologici utilizzati 
nella terapia standard dei tumori endocrini 
sono l’interferone-α e gli analoghi della so-
matostatina [1].



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Ruolo della terapia con octreotide LAR ad alte dosi nei tumori endocrini del tratto gastro-entero-pancreatico

la storia della somatostatina

La somatostatina è un ormone ipotalami-
co in grado di inibire la secrezione di altri or-
moni dalle cellule endocrine. Inoltre è ormai 
noto che diversi altri meccanismi biologici 
sono mediati dalla somatostatina. 

Nei primi anni ’90 sono stati caratterizzati 
5 sottotipi di recettori per la somatostatina 
(sst1-5), in grado di mediare differenti path-
way cellulari; in particolare, il legame della 
somatostatina ai recettori sst2 e sst5 inibi-
sce la secrezione ormonale, il legame a sst1, 
sst2 e sst5 induce in vitro l’inibizione della 
crescita cellulare, mentre l’attivazione dei 
recettori sst2 e sst3 può indurre, ad alte dosi, 
apoptosi [2].

I meccanismi d’azione della 
somatostatina

Il meccanismo d’azione della somatostati-
na e dei suoi analoghi è complesso, essendo il 
risultato sia di effetti “diretti” che “indiretti” 
quali [2,3]:

il controllo della secrezione del GH  y
(Growth Hormone), che inibisce per via 
riflessa l’azione di numerosi fattori di 
crescita, quali l’Insulin Growth Factor 1 
(IGF1), l’Epidermal Growth Factor (EGF), 
il Platelet-Derived Growth Factor (PDGF), 
il Transforming Growth Factor (TGF), il 
Fibroblast Growth Factor (FGF) e l’Endo-
thelial Cell Growth Factor (ECGF);
l’inibizione dell’ECGF, che provoca un  y
effetto inibitorio sulla neoangiogenesi 
neoplastica;
il legame dell’ormone con i suoi recettori  y
ad alta affinità, che determina un’inibi-
zione della produzione di AMP ciclico 

intracellulare e una protratta caduta dei 
flussi transmembrana di ioni calcio, inter-
ferendo inoltre con il processo di fosfori-
lazione dei residui tirosinici dei recettori 
di membrana. Vi è inoltre un effetto ini-
bitorio sulla separazione centrosomica del 
fuso mitotico, che inibisce la stabilità dei 
microfilamenti. L’insieme di questi mec-
canismi sembra avere un effetto antimi-
totico diretto;
il legame dell’analogo coi sottotipi recet- y
toriali 2 e 5, che inibisce direttamente il 
pathway di proliferazione e crescita cellu-
lare mediato da mTOR;
il legame dell’analogo col sottotipo re- y
cettoriale 3, che, ad alte dosi, sembra 
responsabile di un effetto “diretto” pro-
apoptotico;
infine, la somatostatina sembra essere in  y
grado di esercitare un effetto di stimolo 
sui linfociti Natural Killer (dotati di recet-
tori specifici per l’ormone), modulandone 
l’attività immunitaria.
I principali meccanismi d’azione ed effetti 

molecolari mediati dalla somatostatina sono 
riassunti nella Tabella I.

l’utilizzo clinico degli analoghi della 
somatostatina

L’utilizzo in clinica della somatostatina 
è stato reso possibile dallo sviluppo degli 
analoghi sintetici (octreotide, lanreotide e 
vapreotide), caratterizzati da un’emivita più 
lunga (di 2 ore circa) e dall’assenza di effet-
to rebound di ipersecrezione ormonale tipico 
della somatostatina nativa. Un importante 
ulteriore progresso è stato poi lo sviluppo di 
formulazioni sintetiche a lento rilascio, che 

attività  
della somatostatina

Recettori 
implicati

Possibili pathway di trasduzione 
del segnale implicati

Anti-secretoria 2, 3, 5 Adenilatociclasi
Canali del K+

Canali del Ca2+

Anti-angiogenetica 2, 3 MAPK 
eNOS
ECGF

Inibizione della proliferazione cellulare

Inibizione di  y pathway patologici over-espressi 2, 5 PI3K-Akt-mTOR
Inibizione della secrezione autocrina di ormoni e  y
fattori di crescita tumorali

2 Fosfotirosina fosfatasi
MAPK

Adenilatociclasi

Inibizione della progressione del ciclo cellulare  y
indotta dai fattori di crescita

1, 2, 4, 5 ERK2

Induzione dell’apoptosi 2, 3 -

Tabella I
Principali meccanismi 
d ’azione ed effetti 
molecolari mediati dalla 
somatostatina
ECGF = Endothelial Cell 
Growth Factor

eNOS = endotelial NO 
Synthase

ERK2 = Extracellular signal-
Regulated Kinase 2

MAPK = Mitogen Activated 
Protein Kinase

PI3K = Phosphatidylinositol-
3-Kinase



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G. M. Franchi, C. Cappelletti, V. V. Villa, E. Bosi, M. F. Manzoni

non necessitano di multiple iniezioni giorna-
liere: gli analoghi a lento rilascio attualmente 
presenti in commercio sono octreotide LAR 
e lanreotide autogel, somministrati ogni 4 
settimane, in grado di garantire un controllo 
sintomatologico sovrapponibile, se non su-
periore, a quello ottenuto con gli analoghi a 
breve durata d’azione.

Il presupposto per utilizzo degli analoghi è 
la dimostrazione della presenza dei recettori 
per la somatostatina sulle cellule tumorali 
attraverso metodiche quali la scintigrafia 
corporea con pentetreotide (octreoscan) 
o la ricerca dei recettori direttamente sul 
pezzo operatorio. Tali determinazioni rap-
presentano i principali predittori di efficacia 
terapeutica.

Gli analoghi della somatostatina hanno 
assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo 
sempre più importante nella terapia dei pa-
zienti con tumori endocrini e hanno il loro 
principale razionale di impiego nelle forme 
endocrine funzionanti dove, approssimati-
vamente, il controllo della sintomatologia è 
possibile nel 70% dei casi [2,4,5].

Tuttavia, l’inibizione della secrezione 
ormonale da parte delle cellule del tumo-
re non rappresenta l’unico risultato atteso 
dalla terapia con analoghi. Numerosi studi 

hanno infatti ormai dimostrato un’attività 
antiproliferativa di queste molecole, con 
percentuali di stabilizzazione di malattia 
del 40-68% dei casi e risposte obiettive 
parziali dallo 0 al 31%, dove le percentuali 
più elevate sono state raggiunte con dosaggi 
particolarmente elevati (6.000 µg/die), av-
valorando l’ipotesi di una possibile risposta 
dose-dipendente [6].

Razionale del trattamento con alte dosi 
di somatostatina

Negli ultimi anni sono stati eseguiti alcuni 
studi, effettuati su casistiche ridotte di pa-
zienti, in cui veniva valutata l’utilità della te-
rapia con analoghi della somatostatina a dose 
più elevata di quella comunemente utilizzata, 
con lo scopo di verificare l’ipotesi che l’in-
cremento del dosaggio potenziasse l’effetto 
antiproliferativo del farmaco [7-9].

Da questi studi preliminari è emerso che 
il trattamento con analoghi della somatosta-
tina ad alte dosi determina:

una stabilizzazione della malattia a un  y
anno nel 70% dei pazienti, una riduzio-
ne delle dimensioni della massa tumo-
rale nel 5% dei pazienti e una risposta 
biochimica, intesa come riduzione dei 

Figura 1
Titolazione della dose 
di octreotide nei GEP-
NETs

Diagnosi di GEP-NET

Esecuzione di 
octreoscan

Negativo

Positivo

Prescrizione
Octreotide  

0,2 mg im 3 volte die

Valutazione degli
effetti collaterali

Octreotide 30 mg im 
ogni 28 giorni

Aggressività
biologica. Categoria 

isto-prognostica WHO 
e criteri associati: 
dimensione, indice 
proliferativo (Ki-67 

o MIB-1), numero di 
mitosi per campo

Inadeguato controllo 
della sintomatologia 

clinica. Aumento 
o persistenza dei 

segni e sintomi legati 
all’ipersecrezione 

ormonale

Progressione di 
malattia

Octreotide 30 mg im 
ogni 14 giorni



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Ruolo della terapia con octreotide LAR ad alte dosi nei tumori endocrini del tratto gastro-entero-pancreatico

livelli plasmatici di cromogranina A, nel 
68% dei casi;
un controllo della sintomatologia correlata  y
all’ipersecrezione ormonale e della prolife-
razione tumorale nei pazienti non respon-
sivi al trattamento convenzionale;
una riduzione dei valori dell’indice di  y
proliferazione Ki-67 nelle malattie in 
progressione;
un incremento del numero di cellule tu- y
morali apoptotiche, correlato con la ri-
sposta biochimica e con la riduzione della 
massa tumorale e verosimilmente mediato 
dall’attivazione dei sottotipi recettoriali 2 
e 3, che si verifica solo a dosaggi di far-
maco elevati.
L’utilizzo del trattamento con analoghi 

della somatostatina ad alte dosi sembra quin-
di rappresentare uno strumento utile, inno-
vativo e relativamente ben tollerato, che con-
sente di associare l’effetto di riduzione della 
sintomatologia da ipersecrezione all’effetto 
antineoplastico in pazienti non responsivi 
alle terapie con dosaggi convenzionali.

Discussione del caso clinico

Analogamente a quanto descritto nel caso 
clinico, abbiamo trattato 9 pazienti con tito-
lazione della dose di octreotide.

Abbiamo selezionato pazienti affetti da 
tumori endocrini del tratto gastro-entero-
pancreatico, confermati istologicamente, 
ben differenziati, a sede variabile, già sotto-
posti nella maggior parte dei casi a plurimi 
trattamenti sia di tipo medico che nucleare 
e interventistico e già in terapia con analo-

ghi della somatostatina ai dosaggi comune-
mente utilizzati nella pratica clinica, con un 
inadeguato controllo della sintomatologia da 
ipersecrezione ormonale o con evidenza di 
progressione di malattia.

La titolazione della dose è stata ottenuta 
riducendo l’intervallo di tempo tra le som-
ministrazioni (30 mg ogni 14 giorni), per 
consentire il raggiungimento di una con-
centrazione plasmatica stabile del farmaco 
ed evitare picchi plasmatici del farmaco nei 
giorni successivi all’iniezione.

Il trattamento è stato ben tollerato in tutti 
i pazienti trattati, risultando privo di effetti 
collaterali significativi; il principale effetto 
collaterale riferito occasionalmente dai pa-
zienti è stata una sintomatologia gastroin-
testinale di lieve entità (diarrea) nei giorni 
successivi alla somministrazione del farma-
co; non abbiamo riscontrato una differente 
incidenza di colelitiasi rispetto ai casi trattati 
con dosaggi standard.

Da un punto di vista della risposta tera-
peutica, i pazienti hanno riferito, complessi-
vamente, un miglioramento della sintomato-
logia legata alla sindrome da ipersecrezione 
nel caso di tumori endocrini funzionanti e 
un miglioramento soggettivo della qualità 
della vita. 

Per quanto riguarda invece la crescita tu-
morale, nei 9 pazienti posti in terapia con 
octreotide ad alte dosi al momento della 
progressione di malattia, abbiamo osserva-
to 3 stabilizzazioni di malattia a 18 mesi, 4 
stabilizzazioni di malattia a 6 mesi, nessuna 
regressione di malattia, 2 progressioni di 
malattia (con 1 exitus).

Punti chiave 
In considerazione della rarità e dell ’eterogeneità di comportamento clinico di queste pa- y
tologie, è consigliabile rinviare la gestione dei pazienti affetti da NETs ai Centri di Ri-
ferimento 
È fondamentale ricordare la multidisciplinarietà di approccio ai pazienti affetti da  y
NETs
Per il management clinico dei pazienti affetti da NETs è indispensabile una corretta  y
stadiazione del tumore con caratterizzazione della biologia di malattia e successiva in-
dicazione prognostica [10]
In base a tali informazioni, è possibile stabilire l ’approccio terapeutico, il più delle volte  y
di tipo multidisciplinare appunto, al paziente affetto da NET
La terapia con analoghi della somatostatina a lunga durata d ’azione si è dimostrata essere  y
sicura ed efficace nel trattamento sintomatologico e antiproliferativo dei NETs
Nel caso di indicazione al trattamento dei NETs con analoghi della somatostatina a lunga  y
durata d ’azione e mancata risposta, dati preliminari indicano l ’efficacia di tali farmaci 
ad alte dosi, ottenute raddoppiando la dose in un’unica somministrazione o dimezzando 
il tempo tra le somministrazioni



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G. M. Franchi, C. Cappelletti, V. V. Villa, E. Bosi, M. F. Manzoni

Formulazione della diagnosi clinica: valutazione accurata  
della storia anamnestica e dei segni e sintomi del paziente

Formulazione della diagnosi biochimica: ricerca ematica  
dei marcatori aspecifici e specifici ed esecuzione dei test dinamici

Formulazione della diagnosi strumentale

Formulazione della diagnosi istologica preoperatoria  
tramite esami endoscopici ed ecoendoscopici/bioptici

Formulazione della valutazione prognostica

Formulazione delle decisioni terapeutiche (terapia medica, biologica o chemioterapica, terapia 
chirurgica, terapia interventistica, terapia radiometabolica o radiorecettoriale)

Follow-up biochimico e strumentale

Rivalutazione terapeutica

algoRITMo DIagnosTICo-TeRaPeuTICo DeI geP-neTs

ConClusIonI e ConsIglI PRaTICI

Nella nostra esperienza l’utilizzo degli 
analoghi della somatostatina a lento rilascio 
ad alte dosi, ottenuto con iniezioni im di 
octreotide LAR 30 mg ogni 14 giorni, si è 
rivelato privo di effetti collaterali importanti 
e ben tollerato dai pazienti, che hanno mo-
strato un’ottima compliance alla terapia.

In considerazione della documentata os-
servazione del fenomeno di escaping dall’ef-
ficacia degli analoghi della somatostatina 
col tempo alle dosi standard, è auspicabile 
la titolazione della loro dose in seguito al 
riscontro di progressione biochimica e/o 
radiologica di malattia in pazienti già in 
terapia con l’analogo a dosi standard e per-

sistenza di evidenza di positività alla scinti-
grafia con pentetreotide (Figura 1).

Ulteriori studi, eseguiti su casistiche di 
maggiori dimensioni, saranno necessari per 
confermare l’efficacia di tale atteggiamento 
terapeutico.

Sarà inoltre interessante valutare la pos-
sibilità di associazione degli analoghi della 
somatostatina ad alte dosi con nuovi farmaci 
che agiscono sugli stessi pathway intracellu-
lari, quale everolimus, e l’utilizzo di analoghi 
della somatostatina a più ampio spettro di 
legame, quale SOM230, nei pazienti in tera-
pia con analoghi della somatostatina a lento 
rilascio in progressione di malattia, per il 
possibile addizionale effetto pro-apoptotico 
di tale farmaco.



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
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Ruolo della terapia con octreotide LAR ad alte dosi nei tumori endocrini del tratto gastro-entero-pancreatico

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