












































Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

Clinical Management Issues

43

Mario Scartozzi 1, Eva Galizia 2, Maristella Bianconi 1, Rossana Berardi 1, Stefano Cascinu 1

CASO CLINICO

Un uomo di 63 anni, senza particolari 
patologie collaterali, eseguì a marzo 2008 
una gastroduodenoscopia. Da alcuni mesi 
lamentava anoressia e disfagia ingravescen-
te e, inoltre, aveva assistito a un vistoso calo 
ponderale, circa 8 kg rispetto al peso abituale. 
L’esame endoscopico evidenziò un processo 
espansivo, quasi completamente stenosante 
e non valicabile neanche dallo strumento 
sottile, a carico dell’esofago distale, esteso 
fino al cardias. Il processo venne biopsiato e 
l’esame istologico depose per adenocarcino-
ma ulcerato. Una TAC torace-addome (Fi-
gura 1) confermò la presenza di un diffuso 
ispessimento parietale dell’esofago distale, 
per circa 5 cm al di sopra del diaframma, 
del cardias e della piccola curvatura gastrica. 
Erano presenti, inoltre, tumefazioni linfono-
dali del diametro massimo di 1,6 cm circa a 

Ruolo di docetaxel  
nel trattamento del carcinoma 

gastrico avanzato

Abstract
With a median survival of 9-11 months, advanced gastric cancer represents one of the most 
aggressive neoplastic disease in western Countries. Radical surgery is considered the cornerstone 
for any curative procedure, however only a relatively small proportion of resected cases can be 
considered cured after surgery. In the last few years research data suggested that advanced gastric 
cancer can be classified into 2 distinct clinical categories: locally advanced (nonmetastatic, non 
resectable) and metastatic. While the therapeutic goal in the metastatic setting is palliation and 
survival improvement, in locally advanced cases one of the main goals of the treatment should 
be response with the aim to make resectable what was unresectable. The introduction of docetaxel 
for the treatment of advanced gastric cancer represented then a crucial step forward for the 
cure of this disease with an improvement in both survival and response rate. In this article we 
reviewed past and ongoing trials using docetaxel in gastric cancer with the aim to delineate a 
possible effective strategy for the treatment of this tumour

Keywords: gastric carcinoma, stomach, docetaxel, DCF schedule
Role of docetaxel in the treatment of advanced gastric carcinoma
CMI 2009; 3(1): 43-52

1 Clinica di Oncologia 
Medica, Azienda 
Ospedaliera Ospedali 
Riuniti, Università 
Politecnica delle Marche, 
Ancona

2 U.O. Oncologia Medica, 
Fabriano

Corresponding author
Stefano Cascinu
Clinica di Oncologia 
Medica, Azienda 
Ospedaliera Ospedali 
Riuniti, Università 
Politecnica delle Marche, 
Ancona 
Telefono: 071.59.64.171
Fax: 071.59.64.192
cascinu@yahoo.com

Perché descriviamo questo caso?
Per meglio comprendere come trattare il 
carcinoma gastrico, quali variazioni di 
combinazione e di dosi di farmaci che-
mioterapici siano possibili e quali possa-
no essere le loro conseguenze in termini 
di tossicità, di percentuali di risposta e di 
sopravvivenza mediana alla malattia

Caso clinico

livello della piccola curvatura e del tripode 
celiaco; alcuni linfonodi aumentati di vo-
lume vennero rilevati anche nella loggia di 
Barety. L’esofago medio-prossimale appariva 
diffusamente ectasico.

Il caso venne inizialmente inviato dal 
curante a valutazione chirurgica a seguito 
della quale non si ritenne indicata resezione 
chirurgica. Ad aprile 2008 il paziente iniziò 



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

44

Ruolo di docetaxel nel trattamento del carcinoma gastrico avanzato

trattamento di 391 ng/ml a 20 ng/ml. Il 
trattamento era stato, in generale, ben tol-
lerato. I principali effetti collaterali riferiti 
dal paziente erano risultati astenia da lieve 

Il paziente venne quindi nuovamente in-
viato ai colleghi chirurghi che eseguirono una 
esofagectomia subtotale con gastrectomia 
parziale per via laparotomica e toracotomi-

A B

A B

Figura 2
TAC torace-addome 
dopo la conclusione 
della chemioterapia 
neoadiuvante

pertanto un trattamento chemioterapico a 
scopo neoadiuvante (Tabella I) con sche-
ma DCF modificato (docetaxel 30 mg/m2 
giorni 1-8; cisplatino 60 mg/m2 giorni 1-8; 
5-fluorouracile 200 mg/m2 giorni 1-21; q 
21). Il trattamento venne eseguito per 4 ci-
cli e completato a luglio 2008. Durante il 
corso della terapia il paziente aveva riferito 
notevole miglioramento soggettivo della 
disfagia, tanto da poter tornare dopo due 
cicli all’alimentazione per os e recuperare 
l’abituale peso corporeo. 

Anche i marcatori tumorali mostravano 
una sostanziale diminuzione: il CEA in 
particolare era passato dal valore di inizio 

a moderata (NCI CTC grado 1) e sindro-
me emorroidaria persistente. La tossicità 
ematologica si era limitata ad anemia lieve 
(NCI CTC grado 1). La TAC torace-addo-
me eseguita a luglio 2008 (Figura 2) aveva 
mostrato una risposta parziale di malattia, 
con persistenza dell’ispessimento parietale 
a carico dell’esofago distale e del cardias 
(esteso per circa 4 cm) e riduzione di di-
mensioni (diametro < 1 cm) delle stazioni 
linfonodali precedentemente evidenziate. 
La ristadiazione venne completata da una 
gastroduodenoscopia, che rilevò una ridu-
zione delle dimensioni della lesione in sede 
sottocardiale. 

Figura 1
TAC torace-addome di 
stadiazione iniziale



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

45

M. Scartozzi, E. Galizia, M. Bianconi, R. Berardi, S. Cascinu

ca destra, con ricostruzione intratoracica del 
canale alimentare. L’esame istologico mostrò 
la giunzione gastroesofagea sostituita da una 
lesione neoplastica di circa 2,5 cm di diame-
tro, che risultò essere un adenocarcinoma 
ben differenziato, infiltrante il tessuto fibro-
adiposo periviscerale e il tessuto muscolare 
striato. Vennero repertate, inoltre, metastasi 
linfonodali e perilinfonodali in 6 dei 50 lin-
fonodi asportati. I margini di sezione appa-
rivano liberi da malattia, per cui la neoplasia 
venne classificata come ypT4ypN1M0R0. Il 
tessuto neoplastico presentava un grado di 
regressione 4 secondo Mandard (neoplasia 
prevalente sulla fibrosi). Il decorso post-ope-
ratorio era stato regolare, pertanto a ottobre 
2008 il paziente era tornato nuovamente alla 
nostra osservazione per eseguire un tratta-
mento chemioterapico adiuvante (Tabella I) 
con cisplatino e 5-fluorouracile in cicli di 28 
giorni (cisplatino 75 mg/m2 giorno 1; 5-fluo-
rouracile 1.000 mg/m2 in infusione continua 
per 96 ore; q 28), di cui eseguì 2 cicli. L’ul-
teriore trattamento chemioterapico venne 
discretamente tollerato, dopo una riduzione 
delle dosi al secondo ciclo per la comparsa di 
leucopenia con NCI-CTC grado 2. 

Una nuova rivalutazione strumentale ese-
guita a dicembre 2008 non ha mostrato im-
magini di recidiva locale o di lesioni secon-
darie a carico degli organi parenchimatosi, 
per cui sono iniziati controlli ambulatoriali. 
Il paziente è in buone condizioni cliniche e 
a sei mesi dall’intervento appare libero da 
malattia.

Domande da porsi
Quale obiettivo ha il trattamento chemio- y
terapico (palliativo o neoadiuvante)?
Il profilo di tossicità eventuale è compati- y
bile con le caratteristiche del paziente?
Quale compliance al trattamento ci possia- y
mo aspettare dal nostro paziente?

DISCUSSIONE

Introduzione

Nonostante nel corso di questi ultimi de-
cenni l’epidemiologia del cancro gastrico si sia 
profondamente modificata, soprattutto come 
conseguenza di un calo significativo di inci-
denza e mortalità in molti Paesi occidentali, 
esso rappresenta ancora una delle neoplasie 

più frequenti nei Paesi in via di sviluppo. Pre-
senta un’incidenza e una mortalità inferiori 
nella razza caucasica, e negli Stati Uniti rap-
presenta la 12° causa di morte per neoplasia, 
rendendosi responsabile di circa l’1,92% di 
tutti i decessi legati a neoplasia. Inoltre pre-
senta una bassa sopravvivenza, pari a circa il 
24% a cinque anni (solo altri quattro tipi di 
cancro si comportano peggio: il tumore al 
pancreas, al fegato, all’esofago e al polmone) 
[1]. Nonostante i progressi conseguiti negli 
ultimi anni nel trattamento delle neoplasie 
gastriche, la prognosi risulta ancora severa: 
la durata della sopravvivenza mediana, anche 
con gli schemi chemioterapici più recenti, si 
attesta intorno a 9-11 mesi [2,3]. 

La chirurgia rimane la sola vera chance 
di guarigione per i pazienti affetti da car-
cinoma gastrico; tuttavia circa i 2/3 dei pa-
zienti si presentano con una malattia non 
resecabile alla diagnosi. Inoltre, circa il 60% 
dei pazienti resecati andrà incontro a ricadu-
ta di malattia, locale o a distanza.

La chemioterapia sistemica, nei pazienti 
affetti da carcinoma gastrico avanzato, ha 
dunque un ruolo importante, anche se con 
finalità palliativa (controllo dei sintomi, 
mantenimento della qualità di vita, miglio-
ramento della sopravvivenza).

Purtroppo, nonostante la disponibilità di 
numerosi farmaci chemioterapici attivi, da 
soli o in combinazione, non esiste ancora 
uno standard terapeutico chiaramente 
identificabile [4]. 

Alcuni nuovi regimi chemioterapici con 
farmaci di terza generazione hanno mostrato 
una buona attività, con percentuali di rispo-
sta elevata e miglioramento della sopravvi-
venza. 5-fluorouracile (5-FU) è da sempre 
il farmaco di riferimento nel trattamento di 
questa malattia, ed è parte integrante dei vari 
schemi chemioterapici maggiormente in uso. 
Le percentuali di risposta con 5-FU come 
singolo agente, somministrato sia in bolo 
che in infusione continua (ic), si attestano 
intorno al 20% [5]. 

Tabella I
Schemi di terapia 
utilizzati
ic = infusione continua;

CDDP = cisplatino;

5-FU = 5-fluorouracile

Schema mg/m2 Tempo

Chemioterapia neoadiuvante: DCF modificato
Docetaxel 30 Giorni 1-8
Cisplatino 60 Giorni 1-8
5-fluorouracile 200 Giorni 1-21
Resezione chirurgica
Chemioterapia adiuvante: CDDP/5-FU
Cisplatino 75 Giorno 1
5-fluorouracile 1.000 ic per 96 ore



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

46

Ruolo di docetaxel nel trattamento del carcinoma gastrico avanzato

L’impiego di altri farmaci in monoche-
mioterapia, come mitomicina, le antraci-
cline (adriamicina, epirubicina), cisplatino 
o etoposide, ha prodotto risposte obiettive 
nel 16-30% dei casi. Altri farmaci, come i 
taxani (paclitaxel e docetaxel), irinotecan, 
UFT (per lo più usato in Giappone) sem-
brano offrire migliori risultati al prezzo di 
una maggiore tossicità. 

La scelta del trattamento dotato di maggio-
re efficacia risulta cruciale nei pazienti che si 
presentano con malattia localmente avanzata 
non resecabile. Per questi casi l’obiettivo del 
trattamento chemioterapico è portare alla 
resezione chirurgica quanti più pazienti 
possibile in modo da ottenere un significati-
vo miglioramento prognostico. I pazienti con 
carcinoma gastrico avanzato inoperabile 
che divengono operabili grazie al trattamen-
to chemioterapico presentano infatti una 
sopravvivenza sovrapponibile, a parità di 
stadio chirurgico, a quella dei pazienti ope-
rabili all’esordio. Come conseguenza il tasso 
di risposta ottenibile col trattamento diventa 
cruciale molto più che nel setting metastatico 
dove altri elementi, quali la palliazione dei sin-
tomi e l’incremento di sopravvivenza legati al 
trattamento acquisiscono grande rilievo.

Ruolo di docetaxel nel carcinoma 
gastrico avanzato

Come agente singolo, docetaxel è stato lar-
gamente studiato nel trattamento di pazienti 

con carcinoma gastrico avanzato, sia in pri-
ma che in seconda linea, con tassi di risposta 
del 26-55% e sopravvivenza mediana tra 9 e 
11 mesi, se usato in prima linea. Sulla base di 
tali incoraggianti risultati, sono stati condotti 
diversi studi di fase II, allo scopo di testare 
l’efficacia di docetaxel in combinazione con 
altri agenti chemioterapici.

Percentuali di sopravvivenza interessanti 
sono state raggiunte combinando docetaxel 
con cisplatino. Questi regimi risultano essere 
ben tollerati, avendo come principale tossi-
cità la neutropenia non complicata. Il tasso 
di risposta in prima linea si aggira attorno al 
33-55%, con sopravvivenza mediana di circa 
9-10 mesi [6-12] (Tabella II).

Uno studio italiano in particolare si è pro-
posto di valutare l’efficacia e la tollerabilità 
della combinazione di epirubicina, cispla-
tino e docetaxel in pazienti con carcinoma 
gastrico avanzato; 46 pazienti con carcinoma 
gastrico metastatico hanno ricevuto epirubi-
cina (50 mg/m2) + docetaxel (60 mg/m2) al 
giorno 1 e cisplatino (60 mg/m2) al giorno 
2, in cicli ogni 3 settimane [11]. Tutti i pa-
zienti sono risultati valutabili per la rispo-
sta e per la tossicità: sono state osservate 
2 risposte complete e 21 risposte parziali, 
con un tasso di risposta del 50%. Il tempo 
mediano alla progressione (TTP) è stato di 
6 mesi e la sopravvivenza mediana (OS) di 
11,2 mesi. Il tipo di tossicità più frequen-
temente rilevata è stata quella ematologica, 
con il 46% dei pazienti che ha presentato 

Autore N° pz Trattamento Risposte (%) OS (mesi)

Kettner et al, 2001 [6] 46 Docetaxel + CDDP 33 9
Ridwelski et al, 2001 [7] 39 Docetaxel + CDDP 37 10,4
Park et al, 2004 [8] 41 Docetaxel + CDDP (II linea) 17 5,8
Kim et al, 2005 [9] 37 Docetaxel + CDDP 32,4 235 giorni
Ajani et al, 2005 [10] 76

79
Docetaxel + CDDP
Docetaxel + CDDP + 5-FU

26
43

10,5
9,6

Di Lauro et al, 2005 [11] 46 Docetaxel + CDDP + epirubicina 50 11,2
Park et al, 2005 [12] 47 Docetaxel + CDDP + 5-FU 40 9,7
Thuss-Patience et al, 2005 [13] 43

43
Docetaxel + 5-FU ic
Epirubicina + CDDP + 5-FU

40
44,4

9,5
9,7

Murad et al, 2006 [14] 37 Docetaxel + epirubicina + 5-FU 35 10,7
Papakostas et al, 2006 [15] 39 Docetaxel + 5-FU + LV 26 9
Nguyen et al, 2006 [16] 50 (II linea)

36 (I linea)
Docetaxel + epirubicina
Docetaxel + epirubicina

15,5
19,4

5
12

Jeung et al, 2006 [17] 66 Docetaxel + 5-FU + LV 34,2 9,7
Hee et al, 2003 [18] 35 Docetaxel + capecitabina 67 17,2
Kim et al, 2005 [19] 32 Docetaxel + capecitabina 43,8 8,4
Chun et al, 2005 [20] 55 Docetaxel + capecitabina 40,4 12
Hawkins et al, 2003 [21] 42

43
Docetaxel + irinotecan
Docetaxel + 5-FU

37,5
33

9
9,4

Tabella II
Studi di fase II di 
regimi di combinazione 
comprendenti docetaxel 
nel carcinoma gastrico 
avanzato
pz = pazienti; 

OS = sopravvivenza 
mediana; 

CDDP = cisplatino; 

5-FU = 5-fluorouracile;

ic = infusione continua; 

LV = leucovorin



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

47

M. Scartozzi, E. Galizia, M. Bianconi, R. Berardi, S. Cascinu

una neutropenia di grado 3-4; inoltre in 4 
pazienti sono stati rilevati cinque episodi di 
neutropenia febbrile. Altre tossicità di grado 
3 sono state: mucosite (6,5%), vomito (8,7%) 
e diarrea (2%) [11]. 

Uno studio condotto da Murad e colleghi  
ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un 
regime di combinazione contenente doceta-
xel, epirubicina e 5-FU (schema DEF) nel 
trattamento di 37 pazienti con carcinoma 
gastrico localmente avanzato o metastatico. 
Lo schema chemioterapico comprendeva 6 
cicli di docetaxel (75 mg/m2 giorno 1), 5-FU 
(500 mg/m2 giorni 1-3) ed epirubicina (50 
mg/m2 giorno 1) in cicli ogni 3 settimane 
[14]. Dei 13 pazienti (35%) che hanno ot-
tenuto una risposta obiettiva, il 3% ha avuto 
una risposta completa e il 32% una risposta 
parziale. Un vantaggio in termini di clinical 
benefit (valutazione basata su performance 
status, guadagno di peso e consumo di anal-
gesici) è stato osservato nel 30% dei pazienti. 
Neutropenia febbrile è stata riportata in 8 
pazienti, ma le tossicità di grado 3-4 più fre-
quentemente osservate sono state di tipo non 
ematologico: alopecia, diarrea e vomito. Gli 
Autori hanno concluso che lo schema DEF 
fosse efficace nel trattamento di pazienti af-
fetti da carcinoma gastrico avanzato, con un 
buon profilo di tossicità [14]. 

Papakostas e colleghi hanno valutato la 
tollerabilità di 6 cicli di un regime conte-
nente docetaxel (75 mg/m2 giorno 1), 5-FU 
(50 mg/m2 giorni 1-3) e leucovorin (30 mg/
m2 giorni 1-3) (schema TFL) in cicli ogni 
3 settimane, nel trattamento di prima linea 
in pazienti con carcinoma gastrico avanza-
to [15]. A un’analisi intent-to-treat è stato 
osservato un tasso di risposte obiettive del 
26% (7% risposte complete e 19% parziali) in 
tutte le sedi metastatiche. Con un follow-up 
mediano di 55 mesi, si è osservata una OS 
di 9 mesi, una TTP di 5,9 mesi e una dura-
ta mediana di risposta di 10 mesi, al prezzo 
di un soddisfacente profilo di tossicità. La 
neutropenia è stato l’effetto collaterale più 
frequente (30% dei pazienti); le principali 
tossicità non ematologiche sono state alope-
cia (76%), diarrea (30%) e stomatite (30%). I 
risultati di questo studio di fase II sembrano 
suggerire che il TFL sia uno schema dota-
to di discreta efficacia in pazienti affetti da 
carcinoma gastrico avanzato, con un profilo 
di tossicità accettabile [15]. 

Un altro interessante studio di fase II è sta-
to condotto da Nguyen e colleghi [16], che 
hanno valutato il regime EPITAX (epirubi-
cina 60 mg/m2 + docetaxel 75 mg/m2, ogni 

3 settimane) come trattamento di II linea 
(dopo 5-FU e cisplatino) in 50 pazienti con 
carcinoma gastrico avanzato. Lo stesso regi-
me è stato successivamente valutato anche in 
36 pazienti come trattamento di I linea. In 
II linea, il tasso di risposte obiettive è stato 
del 15,5% con TTP e OS rispettivamente di 
2,4 e 5,0 mesi. Il trattamento è stato grava-
to da neutropenia nel 68% dei casi (febbrile 
nel 40% dei casi); l’utilizzo profilattico di 
fattori di crescita granulocitari ha ridotto 
l’incidenza di neutropenia di grado 3-4 al 
38,9%. In I linea le risposte obiettive sono 
state del 19,4%; successivamente 22 pazienti 
arruolati hanno ricevuto una II linea e 11 pa-
zienti una III linea. Il TTP e l’OS sono state 
rispettivamente di 4,5 e 12 mesi. Il regime 
EPITAX ha dunque mostrato una discreta 
attività nel carcinoma gastrico avanzato, con 
risposte obiettive che suggeriscono l’assenza 
di resistenza crociata con la combinazione 
5-FU/cisplatino [16].

Jeung e colleghi hanno studiato l’effica-
cia e la tollerabilità di una combinazione 
contenente docetaxel e 5-FU in infusione 
continua (ic) associato a leucovorin (FLT) 
in 66 pazienti affetti da carcinoma gastrico 
avanzato [17]. I pazienti ricevevano doce-
taxel (75 mg/m2) seguito da leucovorin (20 
mg/m2) e 5-F U (1.000 mg/m2 infusione 
continua giorni 1-3) in cicli ogni 3 setti-
mane. Su 57 pazienti valutabili, il tasso di 
risposte obiettive è stato del 25,7% (34,2% 
in I linea e 14,2% in pazienti pretrattati). Il 
TTP e la OS sono stati rispettivamente 5,2 
e 9,7 mesi. L’effetto collaterale di grado 3-4 
più frequente è stato la neutropenia, che si è 
inoltre rivelata la principale causa di interru-
zione del trattamento. Altri tipi di tossicità, 
ematologica e non, sono stati rari. Il regime 
FLT ha dunque mostrato un profilo di ef-
ficacia comparabile a quello di altri regimi 
di seconda generazione e, in considerazione 
della bassa incidenza di tossicità non ema-
tologica, potrebbe essere un’alternativa ai 
regimi contenenti cisplatino [17]. 

Risultati incoraggianti (RR 67%; OS 17,2 
mesi) sono stati ottenuti da Hee e colleghi 
con la combinazione di capecitabina e doce-
taxel [18]. Tuttavia questo studio ha messo 
in luce una notevole discrepanza tra il TTP 
(4,8 mesi) e la OS (17,2 mesi). Le tossicità 
principali sono state la hand-foot syndrome e 
la leucopenia [18]. 

Un altro studio di fase II, sempre com-
prendente la combinazione docetaxel + 
capecitabina, ha valutato l’efficacia di tale 
regime in I linea [19]. 32 pazienti affetti da 



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

48

Ruolo di docetaxel nel trattamento del carcinoma gastrico avanzato

carcinoma gastrico avanzato hanno ricevuto 
docetaxel (75 mg/m2 giorno 1) e capecita-
bina (1.000 mg/m2/bid giorni 1-14) in cicli 
trisettimanali. Il tasso di risposte obiettive 
è stato del 43,8%, il TTP e la OS sono stati 
rispettivamente 5,07 e 8,4 mesi. La neutro-
penia di grado 3-4 è stata riscontrata nel 
9,7% dei pazienti, la hand-foot syndrome di 
grado 2-3 nel 12,9% dei casi. Anche questo 
studio ha confermato che la combinazione 
docetaxel + capecitabina è ben tollerata ed 
efficace in pazienti affetti da carcinoma ga-
strico avanzato [19]. 

In un altro studio di fase II, Chun e col-
leghi hanno valutato il tasso di risposte e la 
tossicità di docetaxel + capecitabina (regime 
TX) in 55 pazienti con carcinoma gastrico 
metastatico. I pazienti hanno ricevuto do-
cetaxel (36 mg/m2 iv giorni 1 e 8) e cape-
citabina (1.000 mg/m2/bid giorni 1-14) in 
cicli trisettimanali fino a progressione, ot-
tenendo un interessante 40,4% di risposte 
obiettive [20]. A un follow-up mediano di 
15,9 mesi, il TTP e la OS sono risultati ri-
spettivamente 4,5 e 12,0 mesi. La tossicità 
ematologica è stata moderata e la tossicità 
non ematologica di grado 3 più frequente-
mente osservata è stata la stomatite, risultata 
ben gestibile [20]. 

Basandosi su questi risultati, il regime TX 
può essere considerato come un’interessante 
opzione nel trattamento di I linea di pazienti 
con carcinoma gastrico avanzato.

Allo scopo di studiare l’effetto dell’ag-
giunta di docetaxel al regime di riferimento 
cisplatino + 5-FU (schema CF) sull’outcome 
dei pazienti con carcinoma gastrico avanza-
to, è stato disegnato uno studio di fase II/
III randomizzato, multicentrico, open-label 
(studio V325) [22]. Nella fase II dello studio 
(condotta su 155 pazienti) si è esaminato 
quale delle due combinazioni contenenti 
docetaxel (DCF cioè docetaxel + cisplatino 
+ 5-FU; oppure DC, cioè docetaxel + cispla-
tino) dovesse essere ulteriormente indagata 
nella fase III dello studio. Un comitato in-
dipendente, basandosi sui dati rappresentati 
dal tasso di risposte e dalla tollerabilità, ha 
selezionato lo schema DCF come braccio 
sperimentale da confrontare con lo schema 
CF [10]. L’endpoint primario della fase III 
dello studio era il TTP, mentre la sopravvi-
venza globale (OS) era uno degli endpoint 
secondari. 445 pazienti affetti da carcinoma 
gastrico avanzato sono stati randomizzati 
a ricevere docetaxel (75 mg/m2 giorno 1) 
+ cisplatino (75 mg/m2 giorno 1) + 5-FU 
(750 mg/m2/die giorni 1-5) ogni 3 settimane 

(DCF = 221) o cisplatino (100 mg/m2 gior-
no 1) + 5-FU (1.000 mg/m2/die giorni 1-5) 
ogni 4 settimane (CF = 224). Il TTP (5,6 
vs 3,7 mesi; p = 0,0004): il tasso di risposta 
(37% vs 25%; p = 0,0106) e la sopravvivenza 
globale (9,2 vs 8,6 mesi; p = 0,0201) sono ri-
sultati significativamente superiori nel brac-
cio DCF rispetto al CF. La sopravvivenza a 
2 anni è stata del 18% con il DCF e del 9% 
con il CF. D’altra parte, tossicità di grado 
3-4 sono state più frequenti nel gruppo di 
pazienti trattato con il regime DCF (69% 
vs 59%). Le maggiori tossicità di grado 3-4 
sono state: neutropenia (82% vs 57%), sto-
matite (21% vs 27%) e diarrea (19% vs 8%). 
È importante sottolineare comunque che la 
qualità di vita era mantenuta per un perio-
do di tempo superiore con il regime DCF 
rispetto al CF. Gli Autori hanno concluso 
che l’aggiunta di docetaxel a cisplatino e a 
5-FU migliorava significativamente il TTP, 
la sopravvivenza e il tasso di risposta in pa-
zienti affetti da carcinoma gastrico avanzato, 
anche se a prezzo di una maggiore tossicità 
[22]. Sulla base dei risultati dello studio 
V325 (o TAX325), la Food and Drug Admi-
nistration (FDA) ha approvato l’utilizzo di 
docetaxel, in combinazione con cisplatino 
e 5-FU, nel trattamento in prima linea di 
pazienti affetti da carcinoma gastrico (o 
della giunzione esofago-gastrica) avan-
zato. Vale la pena ricordare che lo schema 
DCF è stato il primo trattamento a dimo-
strare un vantaggio sulla sopravvivenza 
dopo più di un decennio.

È interessante notare che, in uno studio di 
fase II, Park e colleghi (Tabella 2) hanno im-
piegato, in uno schema settimanale, una dose 
minore di docetaxel (50 mg/m2 invece di 75 
mg/m2) in combinazione a 5-FU e cisplatino 
nel trattamento di prima linea di pazienti 
con carcinoma gastrico avanzato, osservando 
un profilo di tollerabilità migliore rispetto al 
classico schema trisettimanale [12]. 

All’ASCO (American Society of Clini-
cal Oncology) del 2006, Tebbutt e colleghi 
hanno presentato uno studio di fase II in 
cui 79 pazienti erano randomizzati a rice-
vere docetaxel (30 mg/m2 giorni 1 e 8), ci-
splatino (60 mg/m2 giorno 1) e 5-FU (200  
mg/m2/die ic) ogni 3 settimane o doceta-
xel (30 mg/m2 giorni 1 e 8) e capecitabina 
(1.600 mg/m2/die giorni 1-14) ogni 3 setti-
mane. Lo studio ha dimostrato che l’attività 
del docetaxel era mantenuta a prezzo di una 
tossicità minore [23]. 

Uno studio di fase II randomizzato che ha 
incluso 106 pazienti, ha confrontato l’utiliz-



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

49

M. Scartozzi, E. Galizia, M. Bianconi, R. Berardi, S. Cascinu

zo di docetaxel settimanale (30 mg/m2) in 
associazione a cisplatino e a 5-FU (wTCF) 
con il classico DCF. Le risposte obiettive 
ottenute dal braccio sperimentale sono state 
del 49%, a prezzo di una tossicità ematologi-
ca e non significativamente inferiore rispetto 
al DCF classico [24]. 

Roth e colleghi hanno recentemente 
pubblicato i risultati di uno studio di fase 
II randomizzato che ha confrontato il re-
gime ECF con la combinazione docetaxel 
e cisplatino con o senza l’associazione di 
5-F U infusionale (ECF vs TC vs TCF) 
[25]. Il tasso di risposta ottenuto dal TCF 
(37%) era maggiore rispetto al TC (18%) o 
all’ECF (25%), anche se le sopravvivenze 
mediane erano sovrapponibili. Questo fatto 
solleva perplessità sulla scelta del braccio di 
controllo nello studio V325 [25].

Uno studio di fase III ha confrontato la 
combinazione docetaxel + carboplatino + 
5-FU (DCbF) con il regime ECF e ha con-
fermato il valore di docetaxel nel carcinoma 
gastrico avanzato [26]. 64 pazienti sono sta-
ti randomizzati a ricevere lo schema DCbF 
(docetaxel 75 mg/m2 giorno 1; carboplatino 
AUC 6 giorno 2 e 5-FU 1.200 mg/m2/die per 
3 giorni, ogni 3 settimane) o il regime ECF. 
Tutti i pazienti hanno ricevuto il supporto di 
fattori di crescita granulocitari a ogni ciclo 
di trattamento. Il regime DCbF è risultato 
significativamente più attivo, con un mag-
gior tasso di risposte (67% vs 47%), miglior 
sopravvivenza mediana (12,4 vs 8,7 mesi) e 
a 2 anni (20% vs 14%) rispetto all’ECF. Pur-
troppo, il basso numero di pazienti arruolati 
non permette di trarre conclusioni definitive 
sullo studio [26]. 

Una nuova strategia in corso di studio 
prevede l’utilizzo di combinazioni conte-
nenti oxaliplatino e docetaxel. Il razionale 
di tale combinazione risiede nel distinto (e 
complementare) meccanismo d’azione dei 2 
farmaci, nell’assenza di resistenza crociata e 
nel differente profilo di tossicità; inoltre in 
recenti studi oxaliplatino ha dimostrato un 

profilo di attività sovrapponibile a quella di 
cisplatino [27,28]. 

Sono stati sinora condotti diversi studi di 
fase II, che hanno fornito risultati incorag-
gianti: la Tabella III riassume i principali. 
Vale la pena sottolineare la recente esperien-
za di Al-Batran e colleghi che con lo schema 
FLOT (5-FU, LV, oxaliplatino e docetaxel) 
hanno ottenuto un interessante tasso di ri-
sposta di oltre il 57% con una sopravvivenza 
libera da progressione e globale rispettiva-
mente di 5,2 e 11,1 mesi [29]. Il trattamento 
è stato ben tollerato, con una neutropenia di 
grado 3-4 nel 48% dei pazienti, che era feb-
brile solo nel 3,8% dei casi, con un profilo di 
tollerabilità nettamente superiore al regime 
DCF anche per ciò che riguarda le tossicità 
non ematologiche. È importante sottoline-
are inoltre che la percentuale di neuropatia 
sensoriale è stata relativamente bassa (9,3% 
dei pazienti) indicando che l’aggiunta di 
docetaxel non aumentava la tossicità neuro-
logica dose-limitante di oxaliplatino. Inoltre 
il regime FLOT contiene le stesse dosi cu-
mulative di docetaxel contenute nello sche-
ma DCF (50 mg/m2 q 14 vs 75 mg/m2 q 21 
rispettivamente). 

Sulla base di tali incoraggianti risultati è 
in corso uno studio di fase III che confron-
ta il FLOT con il regime FLO in pazienti 
con carcinoma gastrico localmente avanzato 
o metastatico.

È inoltre in corso un ulteriore studio 
di fase II (GATE) che analizza 3 diverse 
combinazioni chemioterapiche come trat-
tamento di I linea in 270 pazienti affetti da 
carcinoma gastrico avanzato. I regimi testati 
comprendono l’utilizzo della combinazione 
oxaliplatino-docetaxel a dosi progressiva-
mente minori. L’endpoint primario dello stu-
dio è il tempo a progressione.

La combinazione oxaliplatino-docetaxel è 
inoltre utilizzata in uno studio dell’EORTC 
(ancora in corso di pianificazione) nel set ne-
oadiuvante in pazienti affetti da carcinoma 
gastrico localmente avanzato: lo studio si 

Autore N° pz Trattamento Risposte (%) OS (mesi) Setting

Al-Batran et al, 2008 [29] 54 FLOT 57,7 11,1 I linea metastatico

Richards et al, 2006 [30] 71 Docetaxel (60 mg/m2) +  
oxaliplatino (130 mg/m2) q 21

38 9,2 I linea metastatico

Barone et al, 2006 [31] 20 Docetaxel (75 mg/m2) +
oxaliplatino (80 mg/m2) q 21

15 6,0 II linea metastatico

Dima et al, 2006 [32] 16 Docetaxel (50 mg/m2) +
FOLFOX6 q 21

44 - I linea localmente avanzato o 
metastatico

Tabella III
Studi di fase II 
sull ’utilizzo di 
combinazioni contenenti 
oxaliplatino e docetaxel 
in pazienti affetti da 
carcinoma gastrico in 
fase avanzata
FOLFOX6 = oxaliplatino 
85 mg/m2, 5-FU 400 mg/m2 
bolo + 3.000 mg/m2 ic 48 ore, 
leucovorin 400 mg/m2 giorni 
1 e 14 ogni 21 giorni

FLOT = oxaliplatino (85 
mg/m2) + LV (200 mg/m2) + 
5-FU (2.600 mg/m2 ic 24 ore) 
+ docetaxel (50 mg/m2) q 14



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

50

Ruolo di docetaxel nel trattamento del carcinoma gastrico avanzato

propone di indagare l’effetto della combina-
zione docetaxel + oxaliplatino + 5-FU + LV 
seguita da oxaliplatino + 5-FU + radioterapia 
e successiva chirurgia.

Docetaxel e altri agenti biologici

Sia l’EGFR (Epidermal Growth Factor 
Receptor) che il VEGF (Vascular Endothe-
lial Growth Factor) risultano iperespressi nel 
carcinoma gastrico e possono dunque rap-
presentare potenziali target per trattamenti 
biologici. Purtroppo attualmente esistono 
soltanto dati preliminari sull’impiego dei 
farmaci biologici clinicamente già in uso: 
trastuzumab, cetuximab, bevacizumab, gefi-
tinib, erlotinib e imatinib.

Solo uno studio di fase II sta valutando il 
ruolo di bevacizumab in combinazione con 
docetaxel (Tabella IV ) [33].

CONCLUSIONI

La chemioterapia in pazienti affetti da 
carcinoma gastrico avanzato è largamente 
utilizzata, allo scopo di ottenere risposte 
obiettive, miglioramento dei sintomi e del-
la qualità di vita e prolungare la sopravvi-
venza [34]. 

Sulla base dei buoni risultati ottenuti in 
termini di tassi di risposta, le combinazio-
ni contenenti cisplatino e 5-FU sono state 
considerate come standard nel trattamento 
dei pazienti affetti da carcinoma gastrico 
avanzato [35]. 

Le combinazioni contenenti docetaxel 
hanno mostrato di possedere un buon pro-
filo di attività e di tollerabilità; particolar-

mente interessante per la sua efficacia è il 
regime DCF (docetaxel, cisplatino e 5-FU) 
che sta iniziando a essere ritenuto un nuo-
vo standard terapeutico nel trattamento dei 
pazienti con carcinoma gastrico avanzato, 
avendo mostrato che l’aggiunta di doce-
taxel a cisplatino e a 5-FU determina un 
vantaggio in termini di qualità di vita, ri-
sposte obiettive, tempo alla progressione 
e sopravvivenza globale rispetto al solo 
cisplatino + 5-FU [22,36,37]. 

Questi vantaggi tuttavia sono stati otte-
nuti al prezzo di una maggiore tossicità, 
con il verificarsi di neutropenia di grado 
3-4 nell’82% dei pazienti (29% dei casi con 
neutropenia febbrile). Il regime DCF dun-
que dovrebbe essere riservato a pazienti in 
buone condizioni generali e a quelli in cui è 
importante ottenere la palliazione dei sinto-
mi e una buona risposta obiettiva. 

Visto l’interessante tasso di risposta ot-
tenuto, il regime DCF dovrebbe avere il 
suo impiego preferenziale in pazienti con 
carcinoma gastrico localmente avanzato, 
allo scopo di migliorare la possibilità di re-
sezione radicale.

È importante sottolineare comunque che 
la somministrazione settimanale o bisetti-
manale di docetaxel o la sua combinazione 
con farmaci di nuova generazione (come 
oxaliplatino) mantiene una buona attività 
al costo di una tossicità significativamente 
inferiore rispetto alla formulazione triset-
timanale.

Il caso clinico descritto, pur nella sua pe-
culiarità, dimostra come nella pratica clini-
ca l’uso di un trattamento potenzialmente 
aggressivo, come il DCF, possa essere mo-
dulato nel suo profilo di tossicità variando 
la modalità di somministrazione, rendendo 
lo schema più tollerabile rispetto al DCF 
“classico”. Questo mantenendo ovviamente 
l’efficacia, che è l’obiettivo di ogni trattamen-
to e in particolare nella malattia localmente 
avanzata non operabile.

BIBLIOGRAFIA
Jemal A, Siegel R, Ward E, Hao Y, Xu J, Murray T et al. Cancer Statistics, 2008. 1. CA Cancer J 
Clin 2008; 58: 71-96
Nitti D, Marchet A, Olivieri M, Ambrosi A, Mencarelli R, Farinati F et al. Lymphadenectomy 2. 
in patients with gastric cancer a critical review. Suppl Tumori 2003; 2: S35-S38
Bouvier AM, Haas O, Piard F, Roignot P, Bonithon-Kopp C, Faivre J. How many nodes must 3. 
be examined to accurately stage gastric carcinomas? Results from a population based study. 
Cancer 2002; 94: 2862-6

Autore N° pz Trattamento OS (mesi)
Risposte 

obiettive (%)
Enzinger et al, 
2006 [33]

20 Bevacizumab + 
docetaxel

In fase di studio 27

Tabella IV
Uno studio di fase II 
sull ’utilizzo di farmaci 
biologici in pazienti 
affetti da carcinoma 
gastrico in fase 
avanzata



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

51

M. Scartozzi, E. Galizia, M. Bianconi, R. Berardi, S. Cascinu

Wohrer SS, Raderer M, Hejna M. Palliative chemotherapy for advanced gastric cancer. 4. Ann 
Oncol 2004; 15: 1585-95
Fenogilo-Preiser C, Carneiro F, Correa P. Gastric carcinoma. In Hamilton S, Aaltonin L (a 5. 
cura di). Pathology and genetics. Tumors of the digestive system. Vol. 1. Lyon: Lyon Press, 
2000; pp. 37-52
Kettner E, Ridwelski K, Keilholz U, Gallkowski U, Gebauer T, Kröning H et al. Docetaxel and 6. 
cisplatin combination chemotherapy for advanced gastric cancer: results of two phase II studies. 
Proc Am Soc Clin Oncol 2001; 20: 657a
Ridwelski K, Gebauer T, Fahlke J, Kröning H, Kettner E, Meyer F et al. Combination 7. 
chemotherapy with docetaxel and cisplatin for locally advanced and metastatic gastric cancer. 
Ann Oncol 2001; 12: 47-51
Park SH, Kang WK, Lee HR, Park J, Lee KE, Lee SH et al. Docetaxel plus cisplatin as second-8. 
line therapy in metastatic or recurrent advanced gastric cancer progressing on 5-fluorouracil-
based regimen. Am J Clin Oncol 2004; 27: 477-80
Kim H, Park JH, Bang SJ, Kim DH, Cho HR, Kim GY et al. A phase II study of docetaxel and 9. 
cisplatin in patients with gastric cancer recurring after or progressing during 5-FU/platinum 
treatment. Jpn J Clin Oncol 2005; 35: 727-32 
Ajani JA, Fodor MB, Tjulandin SA, Moiseyenko VM, Chao Y, Cabral Filho S et al. Phase II 10. 
multi-institutional randomized trial of docetaxel plus cisplatin with or without fluorouracil in 
patients with untreated, advanced gastric, or gastroesophageal adenocarcinoma. J Clin Oncol 
2005; 23: 5660-7
Di Lauro L, Belli F, Arena MG, Carpano S, Paoletti G, Giannarelli D et al. Epirubicin, cisplatin 11. 
and docetaxel combination therapy for metastatic gastric cancer. Ann Oncol 2005; 16: 1498-502 
Park SR, Chun JH, Kim YW, Lee JH, Choi IJ, Kim CG et al. Phase II study of low-dose docetaxel/12. 
fluorouracil/cisplatin in metastatic gastric carcinoma. Am J Clin Oncol 2005; 28: 433-8
Thuss-Patience PC, Kretzschmar A, Repp M, Kingreen D, Hennesser D, Micheel S et al. 13. 
Docetaxel and continuous-infusion fluorouracil versus epirubicin, cisplatin, and fluorouracil for 
advanced gastric adenocarcinoma: a randomized phase II study. J Clin Oncol 2005; 23: 494-501
Murad AM, Skare NG, Vinholes J, Lago S, Pecego R; Brazilian Gastric Cancer Study Group, 14. 
Belo Horizonte, MG, Brazil. Phase II multicenter trial of docetaxel, epirubicin, and 5-fluorouracil 
(DEF) in the treatment of advanced gastric cancer: a novel, safe, and active regimen. Gastric 
Cancer 2006; 9: 99-105
Papakostas P, Tsavdaridis D, Kosmidis P, Kalofonos HP, Sakantamis A, Janinis D et al. 15. 
Combination docetaxel (Taxotere), fluorouracil, and leucovorin (TFL), as first-line chemotherapy 
in advanced gastric cancer: a Hellenic Cooperative Oncology Group phase II study. Gastric 
Cancer 2006; 9: 26-31
Nguyen S, Rebischung C, Van Ongeval J, Flesch M, Bennamoun M, André T et al. Epirubicin-16. 
docetaxel in advanced gastric cancer: two phase II studies as second and first line treatment. 
Bull Cancer 2006; 93: E1-E6
Jeung HC, Rha SY, Kim YT, Noh SH, Roh JK, Chung HC. A phase II study of infusional 17. 
5-fluorouracil and low-dose leucovorin with docetaxel for advanced gastric cancer. Oncology 
2006; 70: 63-70
Hee PY, Choi S-J, Ryoo BY, Kim HT; Korea Cancer Center Hospital, Seoul, Korea. A prospective 18. 
phase II study of capecitabine and docetaxel combination chemotherapy in patients with advanced 
gastric cancer. Proc Am Soc Clin Oncol 2003; 22: 307
Kim JG, Sohn SK, Kim DH, Baek JH, Sung WJ, Park JY et al. Phase II study of docetaxel and 19. 
capecitabine in patients with metastatic or recurrent gastric cancer. Oncology 2005; 68: 190-5 
Chun JH, Kim HK, Lee JS, Choi JY, Hwangbo B, Lee HG et al. Weekly docetaxel in combination 20. 
with capecitabine in patients with metastatic gastric cancer. Am J Clin Oncol 2005; 28: 188-94
Hawkins R, Cunningham D, Soerbye H, Adenis A, Canon J-L, Lopez-Vivanco G et al. 21. 
Randomized phase II trial of docetaxel plus irinotecan versus docetaxel plus 5-fluorouracil 
(5FU) in patients with untreated advanced gastric adenocarcinoma (AGAC). Proc Am Soc Clin 
Oncol 2003; 22: 257
Van Cutsem E, Moiseyenko VM, Tjulandin S, Majlis A, Constenla M, Boni C et al; V325 Study 22. 
Group. Phase III study of docetaxel and cisplatin plus fluorouracil compared with cisplatin and 
fluorouracil as first-line therapy for advanced gastric cancer: a report of the V325 Study Group. 
J Clin Oncol 2006; 24: 4991-7
Tebbutt N, Gebski V, Strickland A, Gibbs D, Walpole E, Ganju V et al. Randomised phase II 23. 
study evaluating weekly docetaxel in combination with cisplatin and 5FU or capecitabine in 



Clinical  Management  Issues   2009; 3(1)
©SEEd Tutti i diritti riservati

52

Ruolo di docetaxel nel trattamento del carcinoma gastrico avanzato

metastatic oesophago-gastric cancer. J Clin Oncol 2006 ASCO Annual Meeting Proceedings 
Part I; 24: abstr 4067
Tebbutt N, Sourjina T, Strickland A, Van Hazel G, Ganju V, Gibbs D et al. ATTAX: Randomised 24. 
phase II study evaluating weekly docetaxel-based chemotherapy combinations in advanced 
esophago-gastric cancer, final results of an AGITG trial. J Clin Oncol 2007; 25: 4528a
Roth AD, Fazio N, Stupp R, Falk S, Bernhard J, Saletti P et al. Docetaxel, cisplatin, and 25. 
fluorouracil; docetaxel and cisplatin; and epirubicin, cisplatin, and fluorouracil as systemic 
treatment for advanced gastric carcinoma: a randomized phase II trial of the Swiss Group for 
Clinical Cancer Research. J Clin Oncol 2007; 25: 3217-23
Elsaid A, Elkerm Y. Final results of a randomized phase III trial of docetaxel, carboplatin, and 26. 
5FU versus epirubicin, cisplatin and 5FU for locally advanced gastric cancer. J Clin Oncol 2005; 
23: 311s
Al-Batran SE, Hartmann JT, Probst S, Schmalenberg H, Hollerbach S, Hofheinz R et al. Phase 27. 
III trial in metastatic gastroesophageal adenocarcinoma with fluorouracil, leucovorin plus either 
oxaliplatin or cisplatin: a study of the Arbeitsgemeinschaft Internistische Onkologie. J Clin 
Oncol 2008; 26: 1435-42 
Cunningham D, Starling N, Rao S, Iveson T, Nicolson M, Coxon F et al. Capecitabine and 28. 
oxaliplatin for advanced esophagogastric cancer. N Engl J Med 2008; 358: 36-46
Al-Batran SE, Hartmann JT, Hofheinz R, Homann N, Rethwisch V, Probst S et al. 29. 
Biweekly fluorouracil, leocovorin, oxaliplatin, and docetaxel (FLOT) for patients with 
metastatic adenocarcinoma of the stomach or esophagogastric junction: a phase II trial of the 
Arbeitsgemeinschaft Internistische Onkologie. Ann Oncol 2008; 19: 1882-7
Richards DA, Wilfong L, Reznick D, McCollum D, Boehm KA, Zhan F et al. Phase II 30. 
multicenter trial of docetaxel+oxaliplatin in stage IV gastroesophageal and/or stomach cancer. 
Proc ASCO 2006; 24: 18S
Barone C, Basso M, Quirino M, Cassano A, Astone A, Trigila N et al. Docetaxel and 31. 
oxaliplatin combination as second line treatment in patients with advanced gastric cancer. ASCO 
Gastrointestinal Cancer Symposium 2005: abstr 27
Dima G, Lucia M, Caputo A, De Simone R, Olivito V, Talarico R et al. Phase II study of 32. 
docetaxel, oxaliplatin, fluorouracil and folinic acid in locally advanced or metastatic gastric cancer 
patients. Ann Oncol 2005; 15: abstr E27
Enzinger PC, Fidias P, Meyerhardt J, Stuart K, Fuchs C, Huberman M et al. Phase II study of 33. 
bevacizumab and docetaxel in metastatic esophageal and gastric cancer. Gastrointestinal Cancers 
Symposium 2006: abstr 68
Glimelius B, Ekstrom K, Hoffman K, Graf W, Sjödén PO, Haglund U et al. Randomized 34. 
comparison between chemotherapy plus best supportive care with best supportive care in 
advanced gastric cancer. Ann Oncol 1997; 8: 163-8 
Foukakis T, Lundell L, Gubanski M, Lind PA. Advances in the treatment of patients with gastric 35. 
adenocarcinoma. Acta Oncol 2007; 46: 277-285
Ajani JA, Moiseyenko VM, Tjulandin S, Majlis A, Constenla M, Boni C et al. Quality of life 36. 
with docetaxel plus cisplatin and fluorouracil compared with cisplatin and fluorouracil from 
a phase III trial for advanced gastric or gastroesophageal adenocarcinoma: the V-325 Study 
Group. J Clin Oncol 2007; 25: 3210-6
Ajani JA, Moiseyenko VM, Tjulandin S, Majlis A, Constenla M, Boni C et al. Clinical benefit 37. 
with docetaxel plus cisplatin and fluorouracil compared with cisplatin and fluorouracil in a phase 
III trial for advanced gastric or gastroesophageal adenocarcinoma: the V-325 Study Group. J 
Clin Oncol 2007; 25: 3205-9


