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Clinical Management Issues

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Marina Conese 1, Grace Massiah 2, Piero Oberto de Cavi 3

IntroduzIone

L’obesità, particolarmente comune in tutti 
i Paesi industrializzati, sta raggiungendo una 
prevalenza piuttosto elevata anche in Euro-
pa, dove è stato stimato che la percentuale di 
soggetti sovrappeso (ovvero con Body Mass 
Index, BMI > 25 kg/m2) sia circa del 40%, 
mentre il numero di obesi (BMI > 30 kg/
m2) si aggira intorno al 15%.

L’obesità è stata definita dalla World Health 
Organization ( WHO) come “epidemia 
globale”: essa va infatti intesa come una vera 
e propria patologia ad andamento cronico; 
inoltre rappresenta uno dei principali fattori 
di rischio per molte altre malattie gravi, quali 
il diabete mellito non-insulino dipendente 
e le patologie cardiovascolari. La WHO ha 
inoltre fornito una classificazione dei livelli 
di sovrappeso sulla base del BMI, riportata 
in Tabella I [1].

È ormai appurato che una dieta equi-
librata è fondamentale per il trattamento 
del sovrappeso. Tuttavia, nel caso in cui la 

Valutazione clinico-
epidemiologica in pazienti 

in sovrappeso e obesi dopo 
applicazione del “metodo dCd”

Abstract
The article describes an experimental observation performed for 2 years on 200 patients: 
150 female and 50 male between 25 and 65 years old, overweight with class I, II and III 
obesity ( WHO classification). Patients with overt diabetic pathology and with “borderline” 
hyperglycemia, hypertriglyceridemia and hypercholesterolemia are subjected to “DCD method ” 
(appropriate dietary education associated to New-Electrosculpture) in Bari (DCD office). The 
aim of the study is weight loss, with patients’ life quality improvement. What we have obtained 
is an ideal body weight recover without anti-obesity drug use, with maintenance of the results 
obtained for 18 months.

Keywords: DCD method, New-Electrosculpture, obesity, diet
Clinical-epidemiological evaluation in overweight and obese patients after “DCD method” 
application
CMI 2009; 3(1): 33-41

1 Medico Chirurgo, 
specialista in Dermatologia 
e Venereologia, DCD Bari

2 Medico Chirurgo, 
specialista in Chirurgia 
Plastica, DCD Roma

3 Medico Chirurgo e 
Farmacista, DCD Roma

Corresponding author
Dott.ssa Marina Conese
dottmarinaconese@tiscali.it

Gestione clinica

dieta da sola non sia sufficiente, è possibile 
associarla a metodiche complementari; una 
di queste metodiche è rappresentata dalla 
New-Electrosculpture. 

La New-Electrosculpture, considerata in 
un certo senso l’evoluzione della Electro-
sculpture elaborata all’inizio degli anni ’80 da 
André Lapasset, è una metodica che si basa 
sul principio dell’elettroforesi: il paziente, 
avvolto in un bendaggio apposito, viene col-
legato all’apparecchio che emette corrente 
elettrica continua di bassa intensità galvanica 
(da 5,5 a 6,5 mA). Detta emissione ha lo sco-
po di ripolarizzare la membrana dell’adipocita 
aprendo i canali di membrana e favorendo 
in tal modo sia gli scambi intercellulari (con 
una più efficace eliminazione di tossine) sia la 
dismissione del grasso disciolto nella cellula 
stessa. Grazie a questo metodo le cellule ini-
ziano a funzionare in maniera più fisiologica, 
smaltendo meglio i prodotti del loro metabo-
lismo e le tossine (effetto “anti-age”).

Durante il trattamento non vengono vei-
colati alcun tipo di farmaci e/o creme di qual-



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Valutazione clinico-epidemiologica in pazienti in sovrappeso e obesi dopo applicazione del “metodo DCD”

siasi genere; la metodica non presenta effetti 
collaterali ed è completamente indolore. 

Nonostante questa tecnica sia utilizzata da 
svariati anni con buoni risultati in numerosi 
centri di dimagrimento (DCD), al momento 
non sono disponibili in letteratura veri e pro-
pri trial clinici mirati a valutarne l’efficacia 
da un punto di vista scientifico. 

In ambito italiano il primo lavoro effet-
tuato sull’uso dell’Electrosculpture risale al 
1985, anno in cui è stata condotta un’ana-
lisi da parte dell’Istituto di Terapia Medica 
Sistematica del Policlinico Umberto I di 
Roma. Lo studio, eseguito su 10 donne di 
età compresa tra 17 e 45 anni affette da li-
podistrofia distrettuale, aveva permesso di 
evidenziare la riduzione di massa grassa, 
misurata in termini di circonferenza di co-
scia, caviglia e polpaccio, dopo 15 sedute di 
trattamento di 30 minuti ciascuna. 

Successivamente, un’analisi più ampia 
(condotta su 30 pazienti) è stata svolta da 
Verna e coll. presso l’Università La Sapienza 
di Roma [2]. Lo studio, mirato a verificare 
efficacia e sicurezza del metodo, ha concluso 
che è innanzitutto essenziale, per ottenere un 
dimagrimento adeguato e duraturo, associare 
la New-Electrosculpture alla dieta CADN 
(ossia la Crono Alimentazione Dissociata 
Normocalorica, che sarà descritta meglio in 
seguito). L’analisi inoltre ha consentito di 
confermare che questo trattamento è privo di 
rischi e che non modifica in alcun modo né i 

segni vitali né l’ECG. Al contrario, è effica-
ce nel migliorare alcuni parametri connessi 
con la massa grassa, poiché determina una 
diminuzione dei trigliceridi, del colesterolo 
totale e del colesterolo-LDL e un aumento 
del colesterolo-HDL. Inoltre il suo utilizzo 
è legato a un decremento, seppur modera-
to, delle gamma-glutamil-transpeptidasi, il 
che mostra la sua azione positiva sul meta-
bolismo.

Al fine di fornire ulteriori dati sulla New-
Electrosculpture in associazione con la dieta 
CADN, abbiamo deciso di condurre il primo 
trial clinico su un numero più consistente 
(statisticamente significativo) di pazienti, in 
modo da verificare gli esiti del trattamen-
to e fornire un razionale scientifico alla sua 
efficacia.

MAterIAlI e MetodI

Il nostro studio è stato condotto su un cam-
pione di 200 pazienti trattati negli anni 2007-
2008 presso la DCD sede di Bari, di cui 150 
di sesso femminile (pari al 75% del numero 
totale dei pazienti) e 50 di sesso maschile 
(pari al 25%) di età compresa tra 25 e 65 anni 
(le caratteristiche principali del campione 
esaminato sono riportate in Tabella II). 

Questo campionamento è stato ottenuto 
tenendo presente i seguenti criteri di inclu-
sione/esclusione:

sono stati  y inclusi nello studio i pazienti 
in sovrappeso, con obesità di classe I, II e 
III (secondo la classificazione della World 
Health Organization, Tabella I), quelli con 
patologia diabetica franca e con ipergli-
cemie borderline, ipertrigliceridemie e 
ipercolesterolemie, pazienti con terapia 
tiroidea manifesta (in terapia sostitutiva 
ormonale) e borderline;
sono stati  y esclusi dallo studio tutti quei 
pazienti che assumevano sistematica-
mente farmaci antiepilettici, tranquillanti 
maggiori e minori, antidepressivi e stabi-
lizzanti dell’umore, cortisonici;

Classificazione BMI (kg/m2)

Sottopeso < 18,50
Magrezza grave y < 16,00
Magrezza leggera y 16,00-16,99
Magrezza moderata y 17,00-18,49

Valori normali 18,50-24,99
Sovrappeso ≥ 25,00

Pre-obesità y 25,00-29,99
Obesità ≥ 30,00

Classe I y 30,00-34,99
Classe II y 35,00-39,99
Classe III y ≥ 40,00

tabella I
Classificazione 
delle categorie di 
peso corporeo stilata 
dalla World Health 
Organization [1]
BMI = Body Mass Index

Sesso
Pazienti Fascia di età 

(anni)

Pazienti

n. % n. %

F 150 75 28-40 50 33
40-65 100 67

M 50 25 25-40 20 40
40-65 30 60

tabella II
Campione esaminato 
ripartito per sesso e fasce 
di età



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M. Conese, G. Massiah, P. O. de Cavi

sono stati  y esclusi i pazienti con epilessia, 
sindromi ansioso-depressive e turbe com-
portamentali, pazienti portatori di pace-
maker o che avevano subito cardioversione 
farmacologica o elettrica.
Per ogni paziente arruolato è stata compi-

lata una cartella clinica specifica (Figura 1). 
L’uso di tale cartella clinica ha garantito 
l’uniformità e la completezza della raccolta 
dei dati. Al momento della visita, prima di 
aderire al trattamento, sono stati richiesti per 
ogni paziente esami ematochimici di routi-
ne ed esami ormonali tiroidei: emocromo 
completo con formula e piastrine, sidere-
mia, protidogramma elettroforetico, proti-
demia, glicemia, Hb glicosilata, azotemia, 
creatininemia, uricemia, esame delle urine 
completo con sedimento, colesterolemia 
totale e frazionata, trigliceridi, GOT, GPT, 
γGT, bilirubina totale e frazionata, TSH, 
F T3, F T4, anticorpi anti-microsomiali, 
anticorpi anti-tireoglobulina, anti-TPO e 
insulinemia basale. 

Nel 7% dei casi, grazie alla capillarità de-
gli esami condotti, abbiamo reso evidente 
come, dietro all’incapacità di dimagrire di 
alcuni pazienti, si nascondessero proble-
matiche ormonali (pazienti del tutto ignari 
di essere portatori di tiroiditi autoimmuni, 

ipotiroidismi e/o iperglicemie o diabete 
franco!). Si sottolinea, quindi, ancora una 
volta l’importanza degli esami ematochi-
mici e ormonali, che vanno assolutamente 
condotti prima di iniziare ogni trattamento. 
In questa maniera si studia il paziente più 
approfonditamente, consigliando regole ali-
mentari adeguate e personalizzate per ogni 
caso clinico in esame. 

Nella scheda clinica opportunamente re-
datta sono stati registrati per ogni paziente 
alcuni parametri antropometrici quali statu-
ra, peso, misura della circonferenza polpac-
cio (pd), margine superiore della rotula (r1), 
circonferenza alla radice delle cosce (cd), 
diametro bitrocanterico (db), circonferenza 
della vita (v), circonferenza dell’ombelico (o), 
circonferenza del seno all’altezza dei capez-
zoli (cir-se), lunghezza margine superiore 
clavicola-capezzolo (sd). 

Ciascuno dei pazienti è stato sottoposto 
al cosiddetto “metodo DCD”, consistente 
nell’associazione tra New-Electrosculpture 
e dieta dissociata specifica. Ogni soggetto è 
stato sottoposto a un minimo di 20 sedute 
di trattamento New-Electrosculpture, del-
la durata di 30 minuti l’una, seguendo un 
protocollo ben preciso: per le prime due 
settimane le sedute erano eseguite tre volte 

Data di nascita s

Data archivio Figlist

Psicolabile

Mestruazioni

Pillola Sindrome premestruale Difficoltà digestive

Alimentazione

Digestione

Acqua

vbCo Fumo

Fegato ca CaffèEpatite

Colite Gastrite Altezza

Circolazione Taglia

Sedentarietà

Sport Lavoro

Diete passate

Pressione sistolica

Pressione diastolica

Note

Dolce

Salato

Peso max raggiunto

Peso forma

Interventi chirurgici

Hps Cort

Allergie Intolleranze

Terapia in corso

ID

Cd

R1

Pd

Bd

Db

O

V

Sd

Cir-se

Peso visita Peso alla 5 Peso alla 15 Peso alla 20 Peso alla 31

Cd 20

R1 20

Pd 20

Bd 20

Db 20

O 20

V 20

Sd 20

Cir-se 20

Cd 31

R1 31

Pd 31

Bd 31

Db 31

O 31

V 31

Sd 31

Cir-se 31

Paz. diabetico

Paz. ipotiroideo

Dieta dissociata

Dieta vegetariana

Dieta per diabetici

Figura 1
Fac-simile cartella 
clinica dei pazienti
pd = misurazione della 
circonferenza polpaccio; 

r1 = margine superiore della 
rotula; 

cd = circonferenza alla radice 
delle cosce; 

db = diametro bitrocanterico; 

v = circonferenza della vita;

o = circonferenza dell’ombelico; 

cir-se = circonferenza seno 
all’altezza dei capezzoli; 

sd = lunghezza margine 
superiore clavicola-capezzolo



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Valutazione clinico-epidemiologica in pazienti in sovrappeso e obesi dopo applicazione del “metodo DCD”

a settimana, e dalla terza settimana in poi 
con frequenza bisettimanale. 

Inoltre, nel corso della prima seduta sono 
state consegnate a ogni paziente delle “regole 
alimentari” da seguire nell’arco dei tratta-
menti. Si è proceduto in questo modo: se il 

corporea: «Dottoressa questa è la nostra ulti-
ma spiaggia» era la frase ricorrente all’inizio 
della visita): le regole alimentari associate 
all’incremento dell’attività fisica sono state 
molto vantaggiose per sbloccare questo stato 
d’animo. Ai pazienti diabetici con ipertri-
gliceridemie è stato consigliato uno schema 
dietetico a parte, lievemente ipocalorico (di 
circa 1.625,3 kcal), che prevede la riduzio-
ne dei carboidrati in presenza di generosi 
quantitativi di fibra alimentare. Raggiunto 
l’obiettivo del calo ponderale fissato alla pri-
ma visita, si è consigliato il “mantenimento” 
cioè l’introduzione graduale di tutti gli ali-
menti, e soprattutto la graduale associazione 
di carboidrati + proteine + lipidi al consumo 
dei pasti principali. 

AnAlISI deI dAtI

Nei 200 pazienti arruolati in questo stu-
dio sono stati presi in esame i seguenti pa-
rametri: 

il calo ponderale correlato al sesso;  y
il calo ponderale correlato a patologie;  y
la perdita di peso medio; y
il blocco o l’aumento del peso correlato ai  y
farmaci assunti durante il trattamento;
l’influenza dell’assunzione del contrac- y
cettivo orale; 
l’ influenza del metodo DCD nei pazienti  y
con ipertensione arteriosa.
Esaminiamo di seguito i diversi parametri.

Calo ponderale correlato al sesso

Dalla nostra casistica è possibile eviden-
ziare come un calo ponderale più rapido in 
seguito al metodo DCD (a parità di dieta 
impartita ed età dei soggetti presi in esame), 
interessi più il sesso maschile e meno quello 
femminile (Tabelle III e IV ). Questa va-
riazione è da rapportarsi quasi sicuramente 
a una diversificazione ormonale. Tenendo 
presente le schede delle donne in età fertile 
trattate, si è notato che quasi tutte (eccetto 
quelle che assumevano contraccettivi orali) 
avevano dei picchi di aumento del loro peso 
(fino a 1,5-2 kg!) in periodo periovulatorio e 
preciclo (ossia qualche giorno prima di avere 
le mestruazioni). 

Calo ponderale correlato a patologie

I pazienti diabetici e/o con tireopatie e/o 
con sindrome metabolica hanno un calo 

tabella III
Risultati ottenuti 
per i pazienti di sesso 
femminile

Sesso
Fascia 
di età 
(anni)

n.

Pazienti che hanno raggiunto il peso forma

dopo 20 sedute dopo 30 sedute

n. % n. %

F 28-40 50 38 76 48 96
40-65 100 50 50 95 95

Sesso
Fascia 
di età 
(anni)

n.

Pazienti che hanno raggiunto il peso forma

dopo 20 sedute dopo 30 sedute

n. % n. %

M 25-40 20 17 85 19 95
40-65 30 20 67 29 97

tabella IV
Risultati ottenuti 
per i pazienti di sesso 
maschile

paziente visitato aveva tutte le analisi ema-
tochimiche richieste nei limiti, si consigliava 
di seguire un regime alimentare “dissociato” 
(CADN) frazionando, cioè, il pasto nell’arco 
della giornata: prevalentemente carboidrati 
a mezzogiorno e proteine la sera a cena con 
generosi quantitativi di fibra alimentare. 
Si tratta di un regime normocalorico per-
ché pari a circa 1.794,9 kcal (di cui 23% di 
proteine, 25% di lipidi e 52% di carboidrati 
delle calorie totali), che rispetta a ogni pa-
sto la biochimica della digestione (separare 
gli alimenti, e quindi separare carboidrati e 
proteine in base alle leggi biochimiche del 
nostro organismo), basandosi sulla conce-
zione che gli alimenti che formano la nostra 
nutrizione devono essere considerati sia dal 
punto di vista quali-quantitativo che della 
loro combinazione. 

Ai pazienti è stato raccomandato di bere 
almeno 2 litri al giorno di acqua oligo-mi-
nerale, avente un minimo di residuo fisso 
(e quindi più diuretica). Si è inoltre cercato 
di modificare il loro stile di vita comporta-
mentale per favorire un progressivo recupero 
delle abitudini all’attività fisica, consigliando 
loro di camminare a passo veloce almeno 
mezz’ora al giorno e di fare le scale a piedi. 
L’85% dei nostri pazienti viveva una situa-
zione di “stallo, disagio psico-fisico” (con 
deflessioni dell’umore, e quindi scarsa auto-
stima e distorsione della propria immagine 



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M. Conese, G. Massiah, P. O. de Cavi

ponderale più lento rispetto ai pazienti nel-
le medesime condizioni di età e di sesso in 
assenza di patologie.

Perdita di peso medio

Sesso femminile
Delle 150 pazienti trattate (75% del tota-

le) il 33% tra 28 e 40 anni risultano avere un 
calo ponderale maggiore a parità di sedute 
e tempo di inizio della dieta rispetto al 66% 
delle pazienti di fascia di età tra 40 e 65 anni, 
giustificabile per i medesimi motivi (assun-
zione maggiore di farmaci nelle pazienti di 
età superiore a 40 anni e metabolismo basale 
più lento rispetto alle pazienti più giovani) 
(Tabella III).

Sesso maschile
Nei 50 pazienti trattati (25% dei pazienti 

totali) il 40% tra 25 e 40 anni risultano avere 
perdita di peso molto più marcata rispetto al 
restante 60% dei pazienti di fascia di età tra 
40 e 65 anni; questo molto probabilmente 
è dipeso dal fatto che nel corso dei tratta-
menti i pazienti di “prima fascia” (25-40 
anni) hanno assunto meno farmaci rispetto 
agli altri e/o semplicemente perché i più 
giovani hanno un metabolismo più attivo 
(Tabella IV ).

Blocco o aumento del peso con 
l’assunzione di farmaci durante 
il trattamento (antinfiammatori, 
antistaminici e antibiotici)

Spesso nel corso dei trattamenti i pazienti, 
per svariati motivi (febbre, influenza, tonsil-
liti, allergie, ecc.), hanno dovuto far ricorso a 
uno o più farmaci appartenenti alle seguenti 
categorie: FANS (soprattutto nimesulide), 
antibiotici, antistaminici di ultima genera-
zione e anti-leucotrienici. In particolare, in 
seguito a interventi di chirurgia orale con 
anestesia e pratiche chirurgiche varie (usu-
razione di impianti e/o gengivectomie e/o 
estrazioni, ecc.) successivamente associate 
ad antinfiammatori e/o antibiotici, abbia-
mo assistito ad aumenti di peso da 1,5-2 
kg protratti oltre la fine dell’assunzione dei 
farmaci stessi. 

Complessivamente abbiamo stimato in 
10-15 giorni l’influenza negativa sul calo 
ponderale di queste pratiche endo-orali. Ab-
biamo notato quanto queste classi di farmaci 
svolgano un’azione fortemente “sodio-riten-
tiva”. Alla seduta successiva alla loro assun-

zione, infatti, si è evinto un netto aumento 
del peso (anche di 2 kg), che regrediva poi 
lentamente alla sospensione degli stessi far-
maci. Anche gli inalanti tipo spray o puff al 
cortisone usati per pazienti asmatici hanno 
inciso negativamente sulla perdita momen-
tanea di peso.

Influenza dell’assunzione del 
contraccettivo orale

Nello studio le 23 pazienti che assume-
vano contraccettivi orali non hanno avu-
to una differenza di diminuzione di peso 
statisticamente significativa rispetto alle 
pazienti della stessa fascia di età che non li 
assumevano. Possiamo pertanto concludere 
che, per quanto concerne i soggetti inclusi 
nel nostro studio, l’uso di contraccettivi orali 
non ha avuto influenza nel decorso del calo 
ponderale.

Influenza del metodo dCd nei pazienti 
con ipertensione arteriosa

Il 55% dei pazienti arruolati seguivano già 
una loro terapia anti-ipertensiva. Abbiamo 
monitorato in questi pazienti i valori pressori 
e abbiamo assistito a una normalizzazione 
fino a una netta discesa dei valori pressori 
sia di massima che di minima. In accordo 
con il curante o con lo specialista cardio-
logo, si è proceduto, in alcuni di loro, a una 
riduzione della posologia farmacologica fino 
addirittura a una sospensione della terapia 
anti-ipertensiva stessa, con la raccomanda-
zione ai pazienti di monitoraggio costante 
della loro pressione arteriosa. 

rISultAtI 

Dalle misurazioni effettuate al termine 
del ciclo delle 20 sedute di New-Electro-
sculpture confrontate con le misurazioni 
antropometriche prese alla prima visita del 
paziente, si è evinto che la riduzione degli 
stessi parametri è stata più che soddisfa-
cente. Nei casi che si sono sottoposti a più 
sedute (fino a 30), i risultati ottenuti sono 
stati sicuramente più evidenti, in quanto 
accompagnati da un’ulteriore riduzione dei 
volumi e delle taglie. Obiettivamente questi 
dati sono andati di pari passo con un’atte-
nuazione marcata della patologia cellulitica 
(PEFS) con corrispondente miglioramento 
del microcircolo, del tono e dell’elasticità 
cutanei e conseguentemente un importante 
rimodellamento dell’armonia delle forme. È 



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Valutazione clinico-epidemiologica in pazienti in sovrappeso e obesi dopo applicazione del “metodo DCD”

doveroso sottolineare che nella gran parte dei 
pazienti (92%) non si sono evidenziati effetti 
collaterali durante tutto il ciclo. Solo nell’8% 
dei pazienti con fototipo II e III, con capelli 
chiari, occhi chiari, cute chiara e pallida (di 
cui 3% con anamnesi positiva per diatesi al-
lergica) sono state evidenziate manifestazio-
ni orticariodi-simili (dermografismo) nelle 
zone fasciate, per altro regredite dopo alcune 
ore dalla seduta di New-Electrosculpture. 
In questi casi è bastato ridurre l’intensità 
dell’apparecchio nella seduta successiva (por-
tandolo a 3,5 mA) perché il problema non si 
ripresentasse. Il regime dietetico instaurato 
nel metodo DCD è stato facilmente accet-

tato dai nostri pazienti al fine di raggiungere 
alcuni scopi fondamentali:

recupero del peso ideale sia nel paziente  y
obeso sia nel paziente obeso affetto da 
diabete;
dieta equilibrata in tutti i casi seguiti con  y
rispetto dei quantitativi glicidici, proteici e 
lipidici ripartiti nell’arco della giornata;
mantenimento (con controlli bimensili  y
a distanza di un anno e mezzo dal peso 
ideale raggiunto) dei risultati con minime 
escursioni di peso. Infatti il recupero del 
peso perso risulta essere l’aspetto più delu-
dente e controverso di quasi tutte le diete, 
per non parlare poi del cosiddetto mecca-
nismo a elastico, altamente devastante sia 
dal punto di vista psicologico che fisico per 
questa tipologia di pazienti; 
migliore qualità di vita del paziente trat- y
tato col metodo DCD.
In particolare il miglioramento della 

qualità della vita tiene conto dei seguenti 
aspetti:

attenuazione o scomparsa del gonfiore  y
e senso di pesantezza degli arti inferiori 
lamentata nel 90% dei pazienti alla pri-
ma visita;
miglioramento della fase digestiva: ridu- y
zione o scomparsa dell’acidità, eruttazione, 
meteorismo, sonnolenza e senso di peso 
post-prandiale segnalato in prima visita 
dal 98% dei pazienti;
alvo regolarizzato (più dell’80% dei nostri  y
pazienti soffrivano di stitichezza);
riduzione dei valori pressori negli ipertesi  y
fino alla normalizzazione dei valori stessi. 
Nel 5% dei pazienti riduzione della terapia 
farmacologica e nel 2% eliminazione del-
la terapia anti-ipertensiva stessa che loro 
assumevano (decisione terapeutica presa 
in accordo col curante, con ovvio monito-
raggio costante dei valori pressori);
gratificazione e profonda soddisfazione  y
psicologica in quasi tutti i pazienti trattati; 
ciò ha portato a modificare radicalmente il 
loro stile di vita, incrementando l’attività 
fisica e modificando le loro iniziali scor-
rette abitudini alimentari.

ConCluSIonI

L’obesità e il sovrappeso rappresentano un 
problema che nei Paesi occidentali assume 
proporzioni sempre più importanti. Un’ali-
mentazione corretta previene l’obesità, che 

Figura 2
Risultati in due 
pazienti (A e B) 
partecipanti allo studio

A

B



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M. Conese, G. Massiah, P. O. de Cavi

è dimostrato essere uno dei maggiori fatto-
ri di rischio delle patologie cardiovascolari, 
per cui un corretto calo ponderale fino al 
raggiungimento di un normo-peso non può 
che ridurre significativamente tale fattore 
di rischio. 

Il metodo New-Electrosculpture, asso-
ciato alla dieta CADN, può rappresentare 
un ulteriore aiuto per i pazienti obesi o so-
vrappeso che si rivolgono ai centri di dima-
grimento. 

Il presente studio, che, rispetto alle altre 
analisi fino ad ora condotte per stimare l’ef-
ficacia di questa metodica, ha coinvolto un 
numero più elevato di pazienti (200 vs 10 e 
30 degli studi precedenti), ha consentito di 
evidenziare l’utilità dell’uso di questa me-
todica nel trattamento dei pazienti obesi. 

Questa valutazione clinico-epidemiologica, 
pertanto, consente di suggerire che l’uso 
del metodo DCD (New-Electrosculpture 
+ regole alimentari specifiche) può rappre-
sentare una valida alternativa in tutti quei 
casi in cui il paziente rifiuti un intervento 
più cruento (deviazione bilio-pancreatica, 
bendaggio gastrico, liposuzione, ecc.). Infatti 
i risultati ottenuti nella sede DCD di Bari, 
riguardanti sia il calo ponderale che il man-
tenimento successivo del risultato raggiunto 
nel tempo, l’assenza dell’uso dei farmaci e la 
notevole compliance dei pazienti, evidenziano 
l’efficacia del metodo DCD e il suo succes-
so protratto nel tempo. Questo trial clinico, 
dunque, può aprire la strada ad altri e più 
ampi studi che permettano di confermare 
ulteriormente la validità della metodica. 

BIBlIoGrAFIA
World Health Organization. Obesity: preventing and managing the global epidemic. Report of a 1. 
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