












































Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

Clinical Management Issues

69

Mario Eandi 1

La prescrizione  
e l’uso dei farmaci “equivalenti”

IntroduzIone 

Vengono descritti tre casi clinici emble-
matici che serviranno come pretesto per 
analizzare criticamente i principali aspetti 
tecnico-scientifici e normativi del mercato 
italiano dei farmaci “equivalenti”, più comu-
nemente detti “generici”,  e soprattutto quale 
debba essere l’approccio corretto del medico 
nel prescriverli e nell’utilizzarli [1].

I casi clinici sono immaginari e vengono 
descritti in modo sintetico evidenziando 
quasi esclusivamente gli aspetti della storia 
clinica rilevanti ai fini della prescrizione e 
dell’uso dei prodotti generici.

Caso CLInICo 1
una donna ansiosa  
con reflusso esofageo

Donna di 55 anni, sposata con 2 figli, im-
piegata, sedentaria e in sovrappeso, lamen-
ta da tempo bruciori di stomaco, frequenti 
rigurgiti acidi dopo i pasti, soprattutto se 
abbondanti, e talvolta sensazione di diffi-

abstract
Three case reports, where an “equivalent” drugs is prescribed, are described: a patient treated 
with lanzoprazole, a man with acute myocardial infarction and a young man with epilepsy. 
These reports are emblematic of the doubts and problems that doctors have to afford in the choice 
of a generic drug instead of a branded drug. The Author  examines not only clinical, legislative 
and economical aspects of prescription of generic drugs in the Italian context, but also common 
questions that patients may ask when a generic drug is prescribed.

Keywords: generic drugs, therapeutic efficacy, drugs prescription

Prescription and use of “equivalent” drugs. CMI 2007; 1(2): 69-87
1 Dipartimento di 

Farmacologia clinica, 
Università di Torino

coltà a deglutire cibi solidi come il risotto. 
Inoltre saltuariamente soffre di faringodinia 
e di tosse notturna. Il medico curante pone il 
sospetto diagnostico di esofagite da reflusso 
e richiede una visita gastroenterologica con 
eventuale endoscopia.

Eseguita una esofagogastroduodenoscopia 
(EGDS), viene diagnosticata una esofagite 
da reflusso di grado 2 (moderato) e viene in-
dicato un trattamento con inibitore di pom-
pa, nello specifico Lansox (lansoprazolo) 30 
mg/die [2-6]. 

Il medico curante inizia il trattamento 
consigliato dallo specialista e fornisce alla 
paziente le indicazioni per una corretta ali-
mentazione e per ridurre il comportamen-
to sedentario. Dopo circa 2 mesi, essendo 
nettamente migliorata la sintomatologia, 
decide di ridurre la dose di Lansox da 30 
a 15 mg/die con la previsione di attuare un 
trattamento prolungato. 

La paziente si dimostra molto disponibile 
a seguire tutte le indicazioni del medico, si 
presenta regolarmente ai controlli periodici, 
riesce a modificare la sua alimentazione, eli-
minando cibi e bevande che possono favori-

Gestione clinica

	 Corresponding	author
  Prof.  Mario Eandi 

mario.eandi@unito.it



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

70

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

re il reflusso, riesce persino a modificare in 
qualche misura il suo stile di vita sedentario, 
obbligandosi a camminare ogni giorno per 
almeno 15 minuti. 

I fastidiosi bruciori di stomaco e i rigur-
giti sono praticamente scomparsi, la signora 
non ha più notato difficoltà a deglutire i suoi 
gustosi risotti, e per lungo tempo non ha più 
avuto mal di gola e tosse notturna.

Nell’ottobre 2006 si presenta in ambula-
torio dal suo medico curante e riferisce, con 
un notevole stato d’ansia, che le sono ricom-
parsi i bruciori di stomaco e i rigurgiti e che 
durante la notte precedente aveva avuto un 
accesso di tosse notturna. 

Il medico inizia a svolgere una piccola 
indagine per capire cosa potesse essere suc-
cesso: le chiede se avesse cambiato abitu-
dini alimentari, se si fosse lasciata andare a 
consumare cioccolato o caffè, se ogni gior-
no avesse assunto la sua dose di Lansox. A 
questo punto la paziente riferisce che, dopo 
l’ultima prescrizione risalente al mese prece-
dente, il farmacista non le aveva consegnato 
Lansox ma un prodotto diverso denominato 
Lansoprazolo XXX, dicendole che era equi-
valente a quello prescritto pur essendo meno 
costoso per il Sistema Sanitario Nazionale 
(SSN) e che questo era il tipo di prodotto 
che d’ora in poi le poteva consegnare senza 
farle pagare una certa differenza di prezzo 
rispetto a Lansox. La donna in un primo 
tempo si era fidata del farmacista e aveva 
accettato lo scambio, ma poi, una volta a 
casa, confrontandosi anche con il marito, 
aveva incominciato ad avere qualche dubbio, 
le erano venute alcune paure che il nuovo 
prodotto non facesse lo stesso effetto, si era 
anche pentita di non aver sborsato qualche 
euro di tasca sua per avere Lansox cui si era 
affezionata. «A ben pensarci» riferisce la pa-
ziente al suo medico «qualche sera non ho 
preso la medicina».

Il medico le chiede se per caso ha con sé 
la medicina e la paziente prontamente tira 
fuori dalla borsa una confezione praticamen-
te intatta di Lanzoprazolo XXX (mancava 
solo una compressa).

«Le avevo prescritto due confezioni di 
Lansox per coprire la cura di un mese, ma, 
a quanto vedo, lei in poco meno di un mese 
ne ha consumata una sola» osserva il me-
dico con tono interrogativo. A quel punto 
la paziente deve ammettere che in effetti 
talvolta non si era ricordata di prenderlo e 
altre volte, pur ricordandosi, aveva finito per 
non assumere questo lanzoprazolo generico 
nel quale aveva poco fiducia. Ora, però, che 

aveva ripreso ad avere bruciori di stomaco, 
rigurgito dopo i pasti e anche accessi di tos-
se notturna, si era spaventata, ricordandosi 
anche di quanto le aveva detto il medico sui 
rischi di degenerazione dell’esofagite in tu-
more dell’esofago.

A questo punto il medico curante si rende 
conto che è opportuno fare qualche accerta-
mento diagnostico per escludere una even-
tuale evoluzione dell’esofagite (una nuova 
EGDS, una pHmetria esofagea per 24 ore 
o una manometria esofagea) e soprattutto 
che è necessario ripristinare un elevato livello 
di compliance della paziente nei confronti 
della terapia antireflusso, rassicurandola sui 
dubbi che le creano ansia nei confronti dei 
farmaci generici.

Per prima cosa il medico si scusa con la 
sua paziente per non averla avvertita, durante 
il precedente controllo, che erano stati im-
messi in commercio prodotti generici di lan-
soprazolo, equivalenti a quelli con marchio 
Lansox, e che, in base alle attuali normative 
vigenti in Italia, il SSN avrebbe rimborsato 
solo il prezzo del generico, mentre l’eventua-
le differenza di prezzo sarebbe stata a carico 
del paziente. Il farmacista si era comportato 
in modo corretto secondo legge, aveva av-
vertito la cliente che non poteva consegnare 
gratuitamente il prodotto prescritto perché 
ora esisteva un analogo prodotto generico 
equivalente e che la consegna di Lansox po-
teva essere fatta solo se la paziente accettava 
di pagare la differenza tra prezzo della spe-
cialità di marca e prezzo di riferimento del 
generico. Il farmacista aveva anche rassicura-
to la cliente che i due prodotti erano equiva-
lenti sia come efficacia sia come tollerabilità 
e che l’uso di Lansoprazolo XXX consentiva 
di ottenere un sensibile risparmio sulla spesa 
farmaceutica a carico del SSN.

In realtà il medico avrebbe potuto preci-
sare in ricetta che non intendeva accettare il 
principio di sostituibilità tra Lansox che ave-
va prescritto e lansoprazolo generico che il 
farmacista era tenuto a consegnare in assenza 
di una frase tipo “non sostituibile” accom-
pagnata da una seconda firma. D’altra parte 
lansoprazolo generico era stato immesso in 
commercio da poco e sulla ricetta del Lan-
sox il medico si era già dovuto preoccupare 
di apporre la sigla “nota 48”.

Dopo aver esposto alla paziente tutte 
queste regole previste per la dispensazione 
e la rimborsabilità dei farmaci equivalen-
ti, il medico la rassicura fornendole alcune 
spiegazioni tecniche elementari circa questa 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

71

M. Eandi

categoria di prodotti farmaceutici e nello 
specifico circa lansoprazolo generico. 

Queste le informazioni che fornisce:
«Il brevetto che proteggeva il farmaco 

lansoprazolo è scaduto in Italia nel 2006; 
in altri Paesi il brevetto era già scaduto da 
qualche anno. Il titolare del brevetto, in que-
sto caso la ditta farmaceutica che produce il 
farmaco di marca Lansox, terminato il pe-
riodo di protezione brevettuale stabilito per 
legge, non può più rivendicare l’esclusività 
dello sfruttamento dell’invenzione e altre 
aziende farmaceutiche possono produrre e 
commercializzare prodotti a base dello stesso 
principio attivo (in questo caso lansoprazo-
lo) dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalle 
competenti autorità regolatorie (in Europa 
è l’EMEA e per l’Italia è l’AIFA).

Pertanto, a partire dal 24 febbraio 2006, 
data della scadenza del brevetto e del certifi-
cato protettivo complementare di lansopra-
zolo, diverse altre ditte farmaceutiche con-
correnti, specializzate in prodotti generici, 
hanno iniziato a commercializzare in Italia 
prodotti considerati equivalenti al Lansox 
o agli altri due identici prodotti distribui-
ti in co-marketing sotto i marchi Zoton e 
Limpidex. 

I prodotti equivalenti, detti anche generici, 
sono praticamente riproduzioni o copie del 
prodotto originatore, sono costituiti dalla 
medesima composizione quali-quantita-
tiva in principi attivi e da una equivalente 
forma farmaceutica, hanno superato il test 
di bioequivalenza realizzato per verificare 
sperimentalmente che possano produrre ri-
sultati terapeutici equivalenti quando som-
ministrati ai pazienti, e pertanto possono 
rivendicare le stesse indicazioni terapeutiche 
del prodotto originatore [1].

Nel suo caso, Lansoprazolo XXX è stato 
ritenuto equivalente a Lansox e pertanto in-
serito nelle liste di trasparenza predisposte 
dall’AIFA per indicare la sostituibilità del 
prodotto di marca con il generico. Lansopra-
zolo XXX che il farmacista le ha consegnato 
in sostituzione di Lansox da me prescritto, 
contiene lo stesso principio attivo (lanso-
prazolo) e la stessa quantità di 15 o 30 mg 
per capsula. Deve sapere che entrambi i pro-
dotti, originatore e generico, devono essere 
conformi alle normative di Farmacopea che 
prevedono che, nei controlli entro lotto e tra 
lotti diversi, siano stabiliti dei valori soglia 
dai quali il peso reale misurato della quantità 
di farmaco non si possa discostare.

La materia prima lansoprazolo può esse-
re acquistata sui mercati internazionali da 

diversi produttori i quali, per commercia-
lizzarla, devono aver prodotto e depositato 
un Drug Master File, un documento tecnico 
che descrive i processi produttivi di sintesi o 
estrazione e di purificazione, le caratteristi-
che chimico-fisiche e chimiche del principio 
attivo, i residui e le impurezze. Il grado di 
purezza della materia prima non deve essere 
inferiore ai valori stabiliti dalle Farmacopee 
per ciascun tipo di sostanza. La presenza del 
Drug Master File, oltre a essere obbligatoria, 
è anche soprattutto garanzia che la materia 
prima corrisponda ai requisiti di qualità 
prescritti e ai livelli di tossicità stabiliti dagli 
studi di tossicologia effettuati sul farmaco 
dalla ditta che lo ha sviluppato.

Lansoprazolo XXX, come tutti gli altri 
prodotti equivalenti a base di lansoprazolo, 
è preparato in forma di capsule rigide ga-
stroresistenti che possono essere conside-
rate analoghe alle capsule rigide di Lansox. 
È importate che lansoprazolo per via orale 
venga assunto in capsule gastroresistenti da 
deglutire senza romperle in bocca. Infatti, 
lansoprazolo è una molecola che viene de-
gradata dall’acido cloridrico dello stomaco e 
perciò deve essere protetto dal succo gastri-
co, deve poter superare indenne lo stomaco 
e raggiungere l’intestino tenue dove viene 
assorbito. Le capsule rigide gastroresistenti 
hanno appunto questa funzione: resistono, 
cioè non si sciolgono, a contatto dell’acidità 
dello stomaco e proteggono la molecola dal-
l’essere inattivata prima che venga assorbita. 
Lansox e gli identici prodotti Zoton e Lim-
pidex sono disponibili anche in una diversa 
formulazione orale, le compresse orodisper-
sibili, che non le ho mai prescritto perché 
costano un poco di più e svolgono la stessa 
funzione delle capsule rigide. Si tratta di 
compresse costituite da tanti piccoli granuli 
rivestite da una membrana gastroresistente: 
le compresse devono essere sciolte in bocca 
o in un bicchiere prima di essere deglutite, 
e questa caratteristica può facilitarne l’as-
sunzione da parte dei pazienti che hanno 
difficoltà a deglutire capsule intere; ma lei 
non ha questo problema.

Le compresse orodispersibili sono nella 
stessa lista di trasparenza accanto alle cap-
sule rigide; quindi viene loro riconosciuta 
la sostituibilità con i prodotti equivalenti, 
sebbene non abbiano esattamente la stessa 
forma farmaceutica. Ma questo criterio di 
considerare equivalenti forme orali a rila-
scio pronto, indipendentemente dal fatto 
che siano capsule compresse o granulati, 
oggi è comunemente accettato perché non 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

72

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

si ritiene possa modificare sensibilmente il 
risultato terapeutico.

Per quanto riguarda lansoprazolo, la sua 
efficacia terapeutica dipende principalmen-
te dalla quantità di farmaco che riesce a 
raggiungere per via ematica le cellule della 
mucosa gastrica deputate a secernere acido 
cloridrico. Questo farmaco agisce inibendo 
irreversibilmente una proteina di membrana 
(pompa protonica) che trasporta i protoni 
(H+) dalla cellula parietale alla cavità gastri-
ca. Lansoprazolo, via via che arriva a con-
tatto con queste cellule, contrae un legame 
covalente con le proteine che funzionano da 
pompa protonica, inattivandole irreversibil-
mente. Pertanto l’inibizione della secrezione 
acida che ne consegue permane a lungo, an-
che dopo l’eliminazione del farmaco dall’or-
ganismo, finché le cellule non provvedono a 
sintetizzare altre proteine pompa [2].

Questo meccanismo spiega perché l’ef-
fetto del lansoprazolo e degli altri analoghi 
inibitori di pompa protonica (PPI) duri a 
lungo, molto più del tempo di permanenza 
del farmaco nell’organismo, ovvero perché 
sia sufficiente una sola dose al giorno per 
controllare l’ipersecrezione acida per tut-
te le 24 ore della giornata, quando tutto il 
farmaco viene eliminato dall’organismo in 
meno di 10 ore.

Deve sapere che, pur usando sempre la 
stessa dose dello stesso preparato, la quan-
tità di lansoprazolo che raggiunge le cellule 
dello stomaco, e soprattutto la velocità se-
condo cui ciò avviene, può variare molto da 
una somministrazione all’altra, anche nello 
stesso paziente. Ciò è dovuto a diversi fat-
tori che possono incidere sulla velocità di 
assorbimento e di metabolismo del farmaco, 
come il tempo di svuotamento dello stoma-
co, l’ora di assunzione del farmaco o mille 
altre variabili che non possono esser poste 
sotto controllo.

Questo tipo di variabilità è abbastanza ele-
vata per lansoprazolo, ma ciò ha una scarsa 
rilevanza pratica perché il risultato terapeu-
tico finale è principalmente correlato al gra-
do di inibizione della secrezione acida a sua 
volta dipendente dalla percentuale di pompe 
protoniche messe fuori uso dal farmaco. In 
altri termini, il meccanismo di inibizione 
irreversibile, tipico dei farmaci PPI, mentre 
produce un effetto antiacido stabile e pro-
lungato, funziona anche da ammortizzatore 
delle variabilità dovute ad assorbimento e 
biodisponibilità del principio attivo. 

Questo fatto è importante da considerare 
anche in relazione alle eventuali differenze 

esistenti tra le formulazioni dei prodotti 
equivalenti e quelle dei prodotti di marca. I 
prodotti generici non sono infatti identici, 
ma solo equivalenti a quelli di marca, con i 
quali possono essere scambiati. Ciò significa 
che, in una popolazione di pazienti, la bio-
disponibilità di un prodotto generico, ossia 
la quantità di farmaco che raggiunge il ber-
saglio e la velocità con cui ciò avviene dopo 
somministrazione di una dose di generico, 
può essere mediamente superiore o inferio-
re a non più del 20% rispetto alla biodispo-
nibilità del prodotto di marca preso come 
confronto. Questo range di variabilità della 
biodisponibilità tra due prodotti, in base al 
quale viene stabilita la loro bioequivalenza, 
può sembrare troppo ampio, ma secondo gli 
esperti internazionali è ritenuto adeguato per 
garantire che vi sia mediamente anche una 
equivalente efficacia terapeutica e una equi-
valente sicurezza nell’impiego clinico. 

Vorrei che avesse ben capito. Quando in 
un gruppo di pazienti si usa Lansoprazolo 
XXX invece di Lansox, dobbiamo atten-
derci che vi sia mediamente un risultato te-
rapeutico equivalente, anche se la quantità 
di farmaco che raggiunge la mucosa dello 
stomaco dopo l’assorbimento del prodotto 
generico può essere inferiore o superiore 
anche fino al 20% rispetto a quanto si può 
verificare con Lansox. In altri termini, queste 
differenze tra le formulazioni sono ritenute 
ininfluenti sul risultato terapeutico come si 
può verificare mediamente su una popola-
zione di pazienti. Ciò non esclude che singoli 
pazienti possano registrare qualche differen-
za nella risposta terapeutica ai due farmaci, 
quando il prodotto di marca che viene usato 
abitualmente sia sostituito con un generico. 
Questo tipo di equivalenza individuale non 
è garantita dai normali test di bioequivalenza 
che vengono eseguiti sui generici. Tuttavia, 
spesso alla base della differente risposta te-
rapeutica vi sono fattori che nulla hanno a 
vedere con le differenze di formulazione tra 
due prodotti.

Nel caso specifico di lansoprazolo, poi, è 
molto improbabile che differenze di com-
portamento delle formulazioni entro il range 
consentito dalla bioequivalenza possa mo-
dificare il risultato terapeutico nel singolo 
paziente, risultato che dipende, come le ho 
spiegato, dalla quantità di pompe protoniche 
inibite. Per garantire il risultato terapeutico 
è molto più importante la dose assunta gior-
nalmente e la continuità della cura, soprat-
tutto nel caso della sua malattia, l’esofagite, 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

73

M. Eandi

che dipende in gran parte dal reflusso di 
succo acido dallo stomaco.

La devo rassicurare: può prendere tran-
quillamente Lansoprazolo XXX, perché fun-
ziona come Lansox. Piuttosto non deve mai 
smettere di prenderlo ogni mattina, come le 
avevo prescritto.

Mi chiede perché, se sono equivalenti, 
non possa continuare a prendere Lansox. Le 
rispondo in modo semplice e spero convin-
cente: perché risparmia lei e fa risparmiare il 
SSN italiano e quindi tutti noi cittadini che 
contribuiamo a finanziare il SSN.

Per convincerla le faccio vedere la Tabella 
dove sono elencati tutti i prodotti a base di 
lanzoprazolo, sia quelli di marca che quelli 

generici (Tabella I). Come vede, i prodotti 
equivalenti non usano normalmente nomi 
di fantasia, ma sono identificati dalla Deno-
minazione Comune Internazionale (DCI) 
del principio attivo (es. lansoprazolo) o, in 
mancanza di questa, dalla denominazione 
scientifica del medicinale, seguita dal nome 
del titolare dell’Autorizzazione all’Immis-
sione in Commercio (AIC) (es. Doc, EG, 
Teva, ecc.). 

In Italia, a partire dal 2001, il prezzo dei 
generici è considerato prezzo di riferimento 
per il rimborso da parte del SSN e il farma-
cista, a fronte di una ricetta che prescrive un 
prodotto di marca, qualora esista un gene-
rico, ha l’obbligo di avvisare il cliente e deve 

Confezione denominazione ditta
Prezzo al 
pubblico

9/2/07 (€)

Prezzo 
riferimento al 

SSN 15/6/07 (€) 

differenza 
a carico del 
paziente (€)

Lansoprazolo

14 cpr orodispersibili 15 mg Lansox Takeda 7,04 4,61 2,43

14 cpr orodispersibili 15 mg Limpidex Sigma-Tau 7,04 4,61 2,43

14 cpr orodispersibili 15 mg Zoton Wyeth Lederle 7,03 4,61 2,42

14 cps rigide 15 mg Lansox Takeda 6,14 4,61 1,53

14 cps rigide 15 mg Limpidex Sigma-Tau 6,14 4,61 1,53

14 cps rigide 15 mg Zoton Wyeth Lederle 6,14 4,61 1,53

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Doc Doc Generici - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo EG EG - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Hexal Hexal - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Merck Merck Generics - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Pliva Pliva Pharma - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo 
Ratiopharm

Ratiopharm - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Sandoz Sandoz - 4,61 -

14 cps rigide gastroresistenti 15 mg Lansoprazolo Teva Teva Pharma - 4,61 -

14 cpr orodispersibili 30 mg Lansox Takeda 12,04 8,54 3,50

14 cpr orodispersibili 30 mg Limpidex Sigma-Tau 12,04 8,54 3,50

14 cpr orodispersibili 30 mg Zoton Wyeth Lederle 12,03 8,54 3,49

14 cps rigide 30 mg Lansox Takeda 11,13 8,54 2,59

14 cps rigide 30 mg Limpidex Sigma-Tau 11,13 8,54 2,59

14 cps rigide 30 mg Zoton Wyeth Lederle 11,13 8,54 2,59

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Doc Doc Generici - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo EG EG - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Hexal Hexal - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Merck Merck Generics - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Pliva Pliva Pharma - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo 
Ratiopharm

Ratiopharm - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Sandoz Sandoz - 8,54 -

14 cps rigide gastroresistenti 30 mg Lansoprazolo Teva Teva Pharma - 8,54 -

tabella I
Prodotti di marca 
e generici a base di 
lansoprazolo, prezzo 
al pubblico, prezzo di 
riferimento rimborsato 
dal SSN ed eventuale 
differenza a carico 
del paziente. Alcune 
Regioni hanno stabilito 
di non far pagare la 
differenza al paziente 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

74

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

procedere alla dispensazione del generico 
in sostituzione del prodotto di marca, se il 
paziente non accetta di pagare l’eventuale 
differenza e se il medico non ha specificato 
che non intende accettare la sostituzione 
della sua prescrizione con un equivalente 
generico.

Se lei insiste nel volere continuare con 
Lansox, io posso scriverlo in ricetta, ma 
lei dovrà pagare al farmacista una piccola 
differenza per ogni confezione. Non è una 
grande cifra, ma non vedo alcun motivo per 
cui non possa curarsi adeguatamente con 
Lansoprazolo XXX. 

Ora piuttosto le aumento la dose giorna-
liera e le prescrivo Lansoprazolo XXX cps 

30 mg. Mi prometta però di prenderne una 
capsula ogni mattina per un mese, poi la vo-
glio ricontrollare. Fra un mese, se avrà ancora 
avuto disturbi, bruciori e tosse notturna, le 
prescriverò nuovamente Lansox, ma vedrà 
che non ce ne sarà bisogno».

Caso CLInICo 2
un paziente con pregresso IMa in 
trattamento con clopidogrel 
e simvastatina 

Attore di 62 anni, obeso (BMI = 31) e 
sedentario, con familiarità per cardiopatia 
coronarica (padre deceduto per infarto all’età 

Confezione denominazione ditta
Prezzo al 

 ssn 
9/2/07(€)

Prezzo riferimento 
di classe*  

15/6/07 (€)

differenza  
(€)

omeprazolo

14 cps 10 mg RM Antra AstraZeneca 11,15 4,61 6,54

14 cps 10 mg RM Losec AstraZeneca AB 11,15 4,61 6,54

14 cps 10 mg RM Mepral Bracco 11,15 4,61 6,54

14 cps 10 mg RM Omeprazen Malesci 11,15 4,61 6,54

14 cps 20 mg RM Antra AstraZeneca 23,59 8,54 15,05

14 cps 20 mg RM Losec AstraZeneca AB 23,59 8,54 15,05

14 cps 20 mg RM Mepral Bracco 23,59 8,54 15,05

14 cps 20 mg RM Omeprazen Malesci 23,59 8,54 15,05

esomeprazolo

14 cpr gastroresistenti 20 mg Axagon Simesa 18,20 4,61 13,59

14 cpr gastroresistenti 20 mg Esopral Bracco 18,20 4,61 13,59

14 cpr gastroresistenti 20 mg Lucen Malesci 18,20 4,61 13,59

14 cpr gastroresistenti 20 mg Nexium AstraZeneca 18,20 4,61 13,59

14 cpr gastroresistenti 40 mg Axagon Simesa 23,60 8,54 15,06

14 cpr gastroresistenti 40 mg Esopral Bracco 23,60 8,54 15,06

14 cpr gastroresistenti 40 mg Lucen Malesci 23,60 8,54 15,06

14 cpr gastroresistenti 40 mg Nexium AstraZeneca 23,60 8,54 15,06

Pantoprazolo

14 cpr gastroresistenti 20 mg Pantecta Abbott 10,41 4,61 5,80

14 cpr gastroresistenti 20 mg Pantopan Almirall 10,41 4,61 5,80

14 cpr gastroresistenti 20 mg Pantorc Altana Pharma 10,41 4,61 5,80

14 cpr gastroresistenti 20 mg Peptazol Recordati 10,41 4,61 5,80

14 cpr gastroresistenti 40 mg Pantecta Abbott 21,08 8,54 12,54

14 cpr gastroresistenti 40 mg Pantopan Almirall 21,08 8,54 12,54

14 cpr gastroresistenti 40 mg Pantorc Altana Pharma 21,08 8,54 12,54

14 cpr gastroresistenti 40 mg Peptazol Recordati 21,08 8,54 12,54

rabeprazolo

14 cpr gastroresistenti 10 mg Pariet Janssen Cilag 9,90 4,61 5,29

14 cpr gastroresistenti 20 mg Pariet Janssen Cilag 18,20 8,54 9,66

tabella II
Inibitori di pompa 
protonica (PPI) 
disponibili in Italia 
come prodotti di marca, 
esclusi quelli a base di 
lansoprazolo (aprile 
2007)
* Il SSN rimborserà il 
prezzo di riferimento di 
lanzoprazolo, assunto come 
valore per l’intera classe 
dei PPI, fatta eccezione 
per i pazienti che risultino 
documentatamene 
intolleranti o non-responders 
a lansoprazolo



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

75

M. Eandi

di 48 anni), iperteso (PA = 150/90 mmHg), 
presenta un quadro dislipidemico caratte-
rizzato da colesterolo totale = 280 mg/dl, c-
LDL = 165 mg/dl e c-HDL = 32 mg/dl.

Mediante le carte del Progetto Cuore vie-
ne stimato il suo rischio cardiovascolare a 10 
anni che risulta essere > 20%  (www.cuore.
iss.it/). Pertanto il paziente, adeguatamente 
informato che, oltre alla necessità di modifi-
care dieta e stile di vita, vi sono le indicazioni 
per una profilassi primaria con statine, viene 
avviato al trattamento con Sinvacor (simva-
statina) e, dopo 6 mesi di trattamento a dosi 
individualizzate, raggiunge il target previsto 
dalle linee guida ATPIII con una dose di 
mantenimento di 20 mg/die [7-20].

Il paziente diminuisce di peso, ma rimane 
ancora in sovrappeso (BMI = 28), modifica 
parzialmente le abitudini alimentari e rie-
sce a mantenere i livelli di colesterolo entro 
i target programmati.

Dopo circa due anni di terapia, nel gennaio 
2007 viene colto da crisi anginosa, ricoverato 
d’urgenza, sottoposto a cateterismo cardiaco 
con impianto di due stent coronarici medi-
cati. Viene posto in terapia antiaggregante 
con Plavix (clopidogrel) e Cardioaspirina 
(ASA). I controlli del quadro lipidico fatti in 
quell’occasione confermano una sostanziale 
stabilità e il cardiologo decide di continuare 
la terapia con Sinvacor 20 mg/die [21,22]. 
Il decorso è regolare e senza complicazioni 
e il paziente può riprendere rapidamente la 
sua attività. 

All’inizio di aprile 2007 effettua una visi-
ta di controllo che evidenzia un andamento 
clinico regolare e il mantenimento dei para-
metri lipidici entro i valori target. Pertanto il 
cardiologo consiglia di continuare la terapia 
con Plavix, Cardioaspirina e Sinvacor alle 
dosi di mantenimento.

Il paziente si presenta quindi al suo me-
dico curante per farsi prescrivere le medici-
ne e questi, nel predisporre l’attuazione del 
piano terapeutico consigliato dal cardiologo, 
si pone il problema della prescrizione della 
statina.

Infatti, dal 1 aprile 2007 la copertura bre-
vettuale di simvastatina è scaduta anche in 
Italia e diversi prodotti generici sono stati 
resi disponibili nella rete distributiva. Per-
tanto, in Italia a partire dal 1 aprile 2007 i 
prodotti a base di simvastatina sono dispen-
sati dal farmacista e rimborsati dal SSN se-
condo le regole stabilite per i farmaci gene-
rici; in particolare, il prezzo di simvastatina 
generica, inferiore di circa il 40% rispetto al 
prodotto di marca, diventa il prezzo di ri-

ferimento per la rimborsabilità e l’eventuale 
decisione di non accettare la sostituzione di 
Sinvacor con una simvastatina generica po-
trebbe richiedere il pagamento della diffe-
renza di prezzo da parte del paziente. In real-
tà, il prezzo di Sinvacor è stato prontamente 
allineato a quello del generico e il rischio per 
il paziente di pagare la differenza di prezzo 
in questo caso è subito svanito.

Lo specialista cardiologo non si era posto 
il problema specifico dell’ingresso sul mer-
cato delle simvastatine generiche, ma sem-
plicemente aveva concluso che il paziente 
dovesse continuare la terapia precedente. Il 
medico curante, avendo presente le specifi-
che responsabilità nei confronti del SSN ed 
essendo stato tempestivamente informato 
della immissione in commercio di prodotti 
generici di simvastatina, si è invece posto 
alcuni problemi aggiuntivi:

devo informare il paziente che dal 1 
aprile 2007 anche in Italia sono com-
mercializzati alcuni prodotti equivalen-
ti di simvastatina: pertanto il farmacista 
dovrà proporre al paziente la sostituzione 
di Sinvacor con una Simvastatina XXX 
generica. Poiché vi sono diverse simva-
statine generiche in commercio e altre 
ancora ne verranno immesse, potrà ac-
cadere che il farmacista di volta in volta 
sostituirà la prescrizione di Sinvacor con 
un diverso generico. Questa probabilità 
aumenterà notevolmente se il paziente si 
rifornirà da farmacisti diversi e in diverse 
Regioni dell’Italia. Questa evenienza non 
è improbabile poiché il paziente è un at-
tore che per lavoro passa lunghi periodi 
in diverse città sparse per l’Italia, dove 
recita con la sua compagnia teatrale;
devo rassicurare il paziente che la sosti-
tuzione di Sinvacor prescritto con uno 
dei prodotti equivalenti di simvastatina 
oggi disponibili non avrà alcuna conse-
guenza negativa per la sua salute. Infatti, 
tutti i prodotti generici di simvastatina 
sono stati testati verso il prodotto di 
riferimento Sinvacor e sono risultati 
bioequivalenti. Pertanto si deve ritene-
re che mediamente la popolazione dei 
pazienti affetti da ipercolesterolemia 
debba attendersi un risultato equiva-
lente in termini sia di efficacia che di 
tollerabilità. D’altra parte la quantità di 
simvastatina presente in ogni compres-
sa è esattamente uguale nei prodotti di 
marca e in quelli equivalenti, salvo la 
tolleranza consentita secondo Farmaco-
pea da lotto a lotto. Le eventuali diffe-

1.

2.



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

76

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

denominazione ditta
Prezzo  
al ssn 

9/2/07 (€)

Prezzo 
riferimento ssn 

15/6/07 (€)

risparmio 
per il ssn e 
pazienti (€)

Confezione: 10 cpr 20 mg rivestite con film

Liponorm Istituto Gentili 12,63 5,48 7,15

Medipo Mediolanum Farmaceutici 12,63 5,48 7,15

Sinvacor Merck Sharp & Dohme 12,63 5,48 7,15

Sivastin Sigma-Tau 12,63 5,48 7,15

Zocor Neopharmed 12,63 5,48 7,15

Simvastatina Doc Doc Generici 5,48 5,48 -

Simvastatina EG EG 5,48 5,48 -

Simvastatina Merck Merck Generics 5,48 5,48 -

Simvastatina Ranbaxy Ranbaxy 5,48 5,48 -

Simvastatina Teva Teva Pharma 5,48 5,48 -

Confezione: 10 cpr 40 mg rivestite con film 

Liponorm Istituto Gentili 18,07 7,83 10,24

Medipo Mediolanum Farmaceutici 18,07 7,83 10,24

Sinvacor Merck Sharp & Dohme 18,07 7,83 10,24

Sivastin Sigma-Tau 18,07 7,83 10,24

Zocor Neopharmed 18,07 7,83 10,24

Simvastatina Doc Doc Generici 7,83 7,83 -

Simvastatina EG EG 7,83 7,83 -

Simvastatina Merck Merck Generics 7,83 7,83 -

Simvastatina Ranbaxy Ranbaxy 7,83 7,83 -

Simvastatina Teva Teva Pharma 7,83 7,83 -

Confezione: 28 cpr 20 mg rivestite con film

Liponorm Istituto Gentili 32,55 14,14 18,41

Medipo Mediolanum Farmaceutici 32,55 14,14 18,41

Sinvacor Merck Sharp & Dohme 32,55 14,14 18,41

Sivastin Sigma-Tau 32,55 14,14 18,41

Zocor Neopharmed 32,55 14,14 18,41

Simvastatina Doc Doc Generici 14,14 14,14 -

Simvastatina EG EG 14,14 14,14 -

Simvastatina Merck Merck Generics 14,14 14,14 -

Simvastatina Ranbaxy Ranbaxy 14,14 14,14 -

Simvastatina Teva Teva Pharma 14,14 14,14 -

Confezione: 28 cpr 40 mg rivestite con film

Liponorm Istituto Gentili 46,03 19,97 26,06

Medipo Mediolanum Farmaceutici 46,03 19,97 26,06

Sinvacor Merck Sharp & Dohme 46,03 19,97 26,06

Sivastin Sigma-Tau 46,03 19,97 26,06

Zocor Neopharmed 46,03 19,97 26,06

Simvastatina Doc Doc Generici 19,97 19,97 -

Simvastatina EG EG 19,97 19,97 -

Simvastatina Merck Merck Generics 19,97 19,97 -

Simvastatina Ranbaxy Ranbaxy 19,97 19,97 -

Simvastatina Teva Teva Pharma 19,97 19,97 -

tabella III 
Prodotti di marca ed 
equivalenti generici a 
base di simvastatina, 
disponibili in Italia 
dal 1 aprile 2007, loro 
prezzo di riferimento 
per il rimborso da parte 
del SSN, prezzo dei 
prodotti di marca prima 
dell ’ingresso dei generici e 
risparmio per confezione 
a beneficio del SSN e di 
eventuali pazienti che 
usano simvastatina fuori 
dai criteri della nota 
AIFA n. 13



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

77

M. Eandi

renze tra formulazioni del generico e di 
Sinvacor, sebbene possano determinare 
differenze sensibili nella biodisponibilità 
del principio attivo, non devono tuttavia 
preoccupare perché possono influire sul 
risultato terapeutico molto meno di al-
tre variabili che condizionano i livelli di 
colesterolo e la prevenzione del rischio 
cardiovascolare, come il tipo di alimen-
tazione e lo stile di vita. Simvastatina 
riduce i livelli di colesterolo inibendo 
selettivamente un enzima chiave per la 
sintesi endogena di colesterolo. L’effetto 
terapeutico e soprattutto la riduzione del 
rischio cardiovascolare sono correlati in 
modo complesso con questa inibizione 
enzimatica [7-11]. La riduzione del co-
lesterolo e la riduzione del rischio car-
diovascolare dipendono soprattutto dalla 
dose giornaliera di simvastatina, che va 
individualizzata, e dalla continuità della 
somministrazione: dimenticarsi di pren-
dere la dose giornaliera o fare solo cicli 
di alcune settimane riduce moltissimo la 
possibilità di controllare adeguatamente i 
livelli di colesterolo (ottenere cioè il tar-
get previsto dalle attuali linee guida) e di 
ridurre il rischio cardiovascolare; perciò 
rappresenta un inaccettabile spreco di 
risorse sanitarie;
devo accertarmi che il paziente abbia 
compreso bene e che sia convinto che la 
sostituzione non avrà conseguenze ne-
gative. Per tranquillizzare ulteriormente 
il paziente gli confermo ancora che, nel 
caso le argomentazioni tecniche non 
l’abbiano convinto e continui ad avere 
fiducia solo nel farmaco di marca che 

3.

prende da oltre due anni, potrò indicare 
in ricetta che non accetto la sostituzione 
di Sinvacor con un generico. D’altra par-
te, il prezzo di Sinvacor è stato immedia-
tamente allineato a quello dei generici, 
con un abbattimento del 45% sul prezzo 
originario, a tutto vantaggio del SSN e di 
quei pazienti che devono pagare il farma-
co di tasca propria perché non rientrano 
nei parametri della nota 13;
devo esser pronto a giustificare l’obbligo 
della sostituzione, in assenza di una mia 
precisa disposizione contraria, dal mo-
mento che il prezzo di Sinvacor è stato 
allineato a quello del generico e quindi 
non c’è nessun vantaggio per il SSN nel 
rimborsare l’uno o l’altro. In realtà, riflet-
to, se non vi fossero i generici, il prezzo 
di Sinvacor sarebbe rimasto invariato e 
il SSN non avrebbe avuto l’opportunità 
di risparmiare il 45%. In Italia, l’impatto 
dei generici è soprattutto dovuto al fat-
to che i prodotti di marca “genericati” 
sono costretti ad abbattere i loro prezzi 
per conservare alte quote di mercato. 
Questo però riduce il mercato dei veri 
generici che non riescono a fronteggiare 
facilmente la concorrenza dei prodotti 
di marca. Incentivare l’uso dei generici, 
dove possibile, significa aiutare questo 
settore industriale a sopravvivere e a resi-
stere ai molteplici attacchi della concor-
renza dei prodotti “genericati”; significa, 
quindi, rendere possibile significativi ri-
sparmi sulla spesa farmaceutica pubblica 
e privata e con tali risparmi finanziare i 
farmaci innovativi;

4.

tabella IV 
Range di riduzione 
del livello di c-LDL e 
relativo costo giornaliero 
di terapia con le diverse 
statine disponibili in 
Italia (aprile 2007)
* Molecole utilizzabili fino 
a un dosaggio di 80 mg/die; 
per ogni raddoppio della 
dose è stimato una ulteriore 
diminuzione del livello c-
LDL del 6%
# Molecola utilizzabile fino 
al dosaggio di 40 mg/die; 
per ogni raddoppio della 
dose è stimato una ulteriore 
diminuzione del livello c-
LDL del 6%

++ Prezzo riferito a due 
compresse/die da 20 mg

Principio  
attivo

dose/die  
(mg)

riduzione %  
c-LdL

Costo giornaliero  
al SSN (€)

simvastatina* 20 38,3 Pre-generico: 1,16 Post-generico: 0,65
40 43,3 Pre-generico: 1,64 Post-generico: 0,92

Lovastatina* 20 29 0,80
40 37 1,60++

Fluvastatina 40 27 0,86

80 33 1,06

Pravastatina* 20 26,1 1,19
40 32,3 2,31

Atorvastatina* 10 39,8 0,98
20 42,5 1,54

40 48,5 1,54

Rosuvastatina# 5 38 0,88

10 44,8 1,01



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

78

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

a proposito di farmaci innovativi nel 
campo delle dislipidemie, non posso 
evitare di prendere in considerazione 
proposte alternative a simvastatina e di 
verificare se sia logico nel caso specifi-
co di questo paziente [21,22]. Infatti, 
simvastatina è stata la prima statina 
introdotta in terapia in Italia, ormai 
molti anni or sono. In seguito sono sta-
te introdotte altre statine, alcune più 
potenti, che hanno conquistato alte 
quote di mercato. Infine, da poco più di 
due anni è stato introdotto exetimibe, 
un farmaco che inibisce selettivamente 
l’assorbimento intestinale di colesterolo, 
in associazione fissa con simvastatina. 
Vi sono motivi plausibili per cui dovrei 
modificare la terapia del mio paziente e 
sostituire simvastatina con una diversa 
statina oppure con l’associazione exeti-
mibe/simvastatina? Un rapido esame mi 
convince che non vi sono motivi. Infat-
ti, non c’è indicazione a passare ad altra 
statina perché il mio paziente è a target 
con 20 mg di simvastatina, ha sempre 
tollerato bene questa molecola senza 
manifestare alcuna reazione avversa e 
non c’è indicazione per passare all’asso-
ciazione con l’exetimibe, anche perché 
riesce a controllare adeguatamente l’ap-
porto di colesterolo esogeno mediante la 
dieta. Altre statine o l’associazione con 
exetimibe comporterebbero un costo 
aggiuntivo ingiustificato.

Il paziente è una persona intelligente, sen-
sibile e recettiva, e dopo un lungo colloquio 
con il suo medico curante si dimostra con-
vinto che simvastatina generica va benissi-
mo nel suo caso e che dovunque si troverà 
in Italia o all’estero non avrà problemi dalla 
sostituzione di Sinvacor con una simvasta-
tina equivalente.

Caso CLInICo 3
un paziente con epilessia parziale 
(nuovo trattamento con gabapentin)

Giovane di 22 anni, sesso maschile, sof-
fre dall’età di 13 anni di epilessia parziale 
caratterizzata da crisi di intensa emicrania 
dx, accompagnata da brevi periodi di verti-
gine (20-30 sec) e quindi da percezione di 
lampi di luce e persistenza dell’immagine 
(circa 1 minuto), cecità (circa 2-3 minuti) 
nonché cefalea persistente per un giorno. 
Prima dell’inizio del trattamento antie-
pilettico tale sintomatologia si presentava 

5. mediamente ogni 10-15 giorni ed era stata 
curata con farmaci antiemicranici. Dopo 
due anni dall’esordio delle manifestazioni 
di emicrania compare una prima tipica crisi 
tonico-clonica durata circa 30-40 secondi, 
caratterizzata da deviazione del capo verso 
sinistra, irrigidimento e scosse agli arti supe-
riore e inferiore sinistri, pallore, sudorazione 
profusa, bava alla bocca e respiro stertoroso, 
seguiti da vertigine, cefalea, vomito e distur-
bi del visus.

Il paziente viene ricoverato in neurologia, 
dove, in base alle indagini cliniche e stru-
mentali, viene posta diagnosi di epilessia 
parziale. Il paziente viene quindi avviato a 
una terapia con Tegretol (carbamazepina) e 
Gardenale (fenobarbital) che, dopo ripetuti 
aggiustamenti, viene fissata alle dosi di man-
tenimento rispettivamente di 1.400 mg/die 
e di 150 mg/die. 

Dopo l’inizio della terapia sono state regi-
strate altre tre crisi epilettiche e rari episodi 
di emicrania con disturbi visivi e vertigini. Il 
paziente, che da circa due anni non presen-
tava manifestazioni cliniche riferibili all’epi-
lessia parziale, viene colto improvvisamen-
te da una nuova crisi emicranica intensa e 
improvvisa, perdita del visus e alcune scosse 
agli arti di sinistra.

Ricoverato per un controllo neurologico, 
verificato che i livelli ematici di carbama-
zepina e di fenobarbital erano nel range 
terapeutico, il neurologo decide di integrare 
la terapia farmacologica con l’aggiunta di 
Neurontin, una specialità medicinale a base 
di gabapentin [23-37]. Questa decisione 
avviene pochi mesi dopo l’introduzione in 
commercio del primo prodotto generico di 
gabapentin. Il neurologo è stato informato 
dalla farmacia del suo ospedale che per mo-
tivi economici la Commissione del Pron-
tuario Terapeutico Ospedaliero (PTO) 
aveva deciso di inserire Gabapentin Teva in 
sostituzione di Neurontin, ma questa deci-
sione l’aveva lasciato perplesso e dubbioso 
perché aveva alcuni pregiudizi sui farmaci 
generici e nello specifico temeva che l’uso 
di gabapentin generico potesse generare 
risultati terapeutici non altrettanto buoni 
come quelli che aveva potuto apprezzare 
con Neurontin nei suoi pazienti affetti da 
epilessia parziale.

Per cercare di comprendere il motivo 
della scelta della Commissione del PTO il 
neurologo chiede un colloquio con il diret-
tore della farmacia ospedaliera. Al termine 
del colloquio, durante il quale sono stati 
esaminati tutti gli aspetti critici riferibili 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

79

M. Eandi

tabella V
Prodotti generici a 
base di gabapentin 
disponibili in Italia, 
loro prezzo di 
riferimento e risparmio 
rispetto al prodotto di 
marca a vantaggio del 
SSN

denominazione ditta
Prezzo 
al ssn

9/5/07 (€)

Prezzo riferimento 
per il ssn 

15/6/07 (€)

risparmio 
per il ssn 

(€)

Confezione: 50 cps rigide 100 mg

Neurontin Pfizer 12,01 6,60 5,41 

Gabapentin ABC ABC Farmaceutici 6,60 6,60 -

Gabapentin Allen Allen 6,60 6,60 -

Gabapentin Doc Doc Generici 6,60 6,60 -

Gabapentin EG EG 6,60 6,60 -

Gabapentin Fidia Fidia Farmaceutici 6,60 6,60 -

Gabapentin Hexal Hexal 6,60 6,60 -

Gabapentin Merck Merck Generics 6,60 6,60 -

Gabapentin Pliva Pliva Pharma 6,60 6,60 -

Gabapentin Ratiopharm Ratiopharm 6,60 6,60 -

Gabapentin Sandoz Sandoz 6,60 6,60 -

Gabapentin Teva Teva Pharma 6,60 6,60 -

Gabapentin Winthrop Winthrop Pharmaceuticals 6,60 6,60 -

Gabapentin Molteni Molteni e C. 6,60 6,60 -

Confezione: 50 cps rigide 300 mg

Neurontin Pfizer 37,98 20,88 17,10 

Gabapentin ABC ABC Farmaceutici 20,88 20,88 -

Gabapentin Allen Allen 20,88 20,88 -

Gabapentin Doc Doc Generici 20,88 20,88 -

Gabapentin EG EG 20,88 20,88 -

Gabapentin Fidia Fidia Farmaceutici 20,88 20,88 -

Gabapentin Hexal Hexal 20,88 20,88 -

Gabapentin Merck Merck Generics 20,88 20,88 -

Gabapentin Pliva Pliva Pharma 20,88 20,88 -

Gabapentin Ratiopharm Ratiopharm 20,88 20,88 -

Gabapentin Sandoz Sandoz 20,88 20,88 -

Gabapentin Teva Teva Pharma 20,88 20,88 -

Gabapentin Winthrop Winthrop Pharmaceuticals 20,88 20,88 -

Gabapentin Molteni Molteni e C. 20,88 20,88 -

Confezione: 30 cps rigide 400 mg

Neurontin Pfizer 25,14 13,82 11,32 

Gabapentin ABC ABC Farmaceutici 13,82 13,82 -

Gabapentin Allen Allen 13,82 13,82 -

Gabapentin Doc Doc Generici 13,82 13,82 -

Gabapentin EG EG 13,82 13,82 -

Gabapentin Fidia Fidia Farmaceutici 13,82 13,82 -

Gabapentin Hexal Hexal 13,82 13,82 -

Gabapentin Merck Merck Generics 13,82 13,82 -

Gabapentin Pliva Pliva Pharma 13,82 13,82 -

Gabapentin Ratiopharm Ratiopharm 13,82 13,82 -

Gabapentin Sandoz Sandoz 13,82 13,82 -

Gabapentin Teva Teva Pharma 13,82 13,82 -

Gabapentin Winthrop Winthrop Pharmaceuticals 13,82 13,82 -

Gabapentin Molteni Molteni e C. 13,82 13,82 -



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

80

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

all’introduzione di gabapentin generico, il 
neurologo si dimostra pienamente soddi-
sfatto e non ha più alcuna riserva a utilizzare 
Gabapentin Teva nel caso di questo pazien-
te difficile. Egli infatti ha compreso che:

il prodotto generico Gabapentin Teva 
è una fedele riproduzione del prodot-
to di marca Neurontin, sia per dosaggi 
disponibili sia per caratteristiche delle 
formulazioni orali;
gabapentin generico è stato giudicato 
equivalente a Neurontin in base a uno 
studio di bioequivalenza media, dal qua-
le si può dedurre che l’efficacia clinica 
e la tollerabilità dei due prodotti non 
dovrebbe essere praticamente differente 
come risultato medio in una popolazio-
ne di pazienti;
il test di bioequivalenza media non ga-
rantisce che i due prodotti, Neurontin e 
generico, inducano un risultato terapeu-
tico equivalente nello stesso paziente. 
Questo fatto è motivo di preoccupazione 
quando si tratta di farmaci che apparten-
gono ad alcune categorie terapeutiche, 
come gli antiepilettici o gli antiaritmici, 
e la loro zona di maneggevolezza è stret-
ta. In letteratura vi sono segnalazioni di 
questo tipo [40-45]. È ragionevole porsi 
il problema se, in corso di trattamento 
antiepilettico, la sostituzione di Neuron-
tin con un equivalente prodotto generi-
co possa comportare qualche problema 
pratico al paziente, come una variazione 
sensibile dei livelli plasmatici, la necessità 
di aggiustare le dosi e anche il rischio di 
crisi epilettiche;
il problema, tuttavia, non si pone quando 
il prodotto generico viene usato fin dal-
l’inizio. Nel caso in esame, Gabapentin 
Teva verrebbe usato non in sostituzione 
di Neurontin ma in aggiunta ad altri 
due antiepilettici, Tegretol e Gardenale, 
che sono risultati non più sufficienti a 
prevenire le crisi epilettiche. La dose di 
gabapentin deve comunque essere otti-
mizzata per questo paziente, indipen-
dentemente dall’usare il Neurontin o il 
Gabapentin Teva;
prescrivere Gabapentin Teva consente 
di far risparmiare al SSN una somma 
significativa, corrispondente al 45% del 
prezzo di Neurontin. 

Recentemente è stato introdotto sul mer-
cato pregabalin con il marchio Lyrica e il 
neurologo, sollecitato dalla visita dell’infor-
matore scientifico della ditta produttrice, è 

1.

2.

3.

4.

5.

tentato di sostituire gabapentin con prega-
balin nei suoi pazienti affetti da epilessia 
parziale e anche nei pazienti affetti da dolore 
neuropatico [46-57]. La Commissione del 
PTO ha inserito pregabalin nella lista dei 
farmaci disponibili, ma il neurologo desi-
dera approfondire l’argomento e ricerca in-
formazioni autorevoli e indipendenti, prima 
di assumere qualsiasi decisione. Inoltre ha 
preso coscienza del fatto che il SSN, mentre 
rimborsa sempre sia gabapentin che prega-
balin quando prescritti come antiepilettici, 
ne limita invece il rimborso ai casi di nevral-
gia post-herpetica e di neuropatia diabetica, 
quando prescritti come analgesici, secondo 
quanto prescritto dalla nota AIFA n. 4.

dIsCussIone

La normativa sui cosiddetti farmaci “ge-
nerici”, oggi indicati anche col termine di 
“equivalenti”, è stata introdotta in Italia da 
pochi anni. Il primo riferimento normativo 
esplicito risale, infatti, alla Legge Finanziaria 
del ’96 (n. 549 del 28/12/1995) e alla suc-
cessiva Legge n. 425 del 8 agosto 1996, con 
le quali venivano definite le caratteristiche 
tecniche di questa categoria di prodotti far-
maceutici, venivano indicati i criteri di for-
mazione del loro prezzo con la prescrizione 
di uno sconto minimo del 20% rispetto al 
prodotto di marca, e veniva introdotto ti-
midamente il criterio della sostituibilità da 
parte del farmacista. 

La Legge Finanziaria ’98 (n. 449 del 
27/12/1997) riconfermava la riduzione di 
almeno il 20% rispetto al prezzo della cor-
rispondente specialità medicinale, come 
condizione per ottenere la rimborsabilità del 
generico, e inoltre imponeva una progressiva 
riduzione del prezzo (20% in 4 anni) per le 
specialità medicinali a base di principi attivi 
per i quali sia scaduta la tutela brevettuale, 
autorizzate anteriormente alla data di entra-
ta in vigore della Legge.

Il mercato dei generici, tuttavia, si è svi-
luppato progressivamente solo a partire dal 
2001, in seguito all’introduzione delle nor-
me previste dalla Legge Finanziaria 2001 
(n. 388 del 23/12/2000) e dalla successiva 
Legge 405 del 16 novembre 2001 che sta-
bilivano che, quando vi fosse un generico, 
il SSN avrebbe dovuto rimborsare solo il 
prezzo di riferimento del farmaco più basso 
tra quelli dei generici disponibili, e obbli-
gava il farmacista a sostituire il prodotto di 
marca prescritto con un prodotto generico 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

81

M. Eandi

salvo nei casi di dichiarata insostituibilità 
sulla ricetta medica e/o di disponibilità del 
paziente a pagare la differenza di prezzo con 
il prodotto di marca. 

Nei primi 9 mesi del 2006 il mercato dei 
farmaci fuori brevetto, ossia della somma de-
gli equivalenti e dei prodotti di marca “gene-
ricati”,  ha raggiunto la quota del 25% circa 
in termini di DDD e del 13,1% in termini 
di spesa farmaceutica, con un incremento 
dell’8,5% rispetto al 2005 (Rapporto OsMed 
gennaio-settembre 2006). Questo risultato 
è dovuto prevalentemente allo scadere del 
brevetto di importanti molecole, i cui pro-
dotti di marca hanno per lo più allineato il 
prezzo a quello dei generici per mantenere 
le alte quote di mercato che detenevano. 
Questa dinamica dei prezzi al ribasso, tutta-
via, limita lo sviluppo del settore industriale 
dei genericisti puri e finisce per favorire la 
grande industria farmaceutica.

In ogni caso, l’introduzione dei generici 
ha comportato un grande beneficio econo-
mico per il SSN e anche per il paziente, nei 
casi in cui deve pagarsi il farmaco. Infatti, 
la scelta del generico realizza su vasta scala 
il criterio farmacoeconomico previsto dalla 
tecnica “minimizzazione dei costi” e con-
sente di realizzare significativi risparmi a 
parità di risultati: con i risparmi conseguiti 
in questi anni il SSN ha potuto finanziare, 
almeno in parte, l’introduzione di farmaci 
innovativi [1]. 

L’introduzione dei generici, tuttavia, non 
è stata senza conseguenze sulla professione 
medica a causa, soprattutto, della sfiducia 
diffusa tra i pazienti, e spesso anche tra gli 
operatori sanitari, nei confronti di questa 
categoria di prodotti farmaceutici e della 
mancanza di una adeguata informazione e 
formazione tecnica su questo argomento.

In questo lavoro abbiamo esemplificato 
alcuni dei problemi che un medico di Me-
dicina Generale o un medico specialista può 
trovarsi a dover affrontare quando prescrive 
un farmaco del quale esistono prodotti equi-
valenti in commercio.

Abbiamo scelto tre casi clinici emblema-
tici sia per la storia del paziente sia per le 
caratteristiche del farmaco da usare. La di-
sponibilità del generico pone al medico pro-
blemi nuovi di natura deontologica, etica e 
sociale: egli, nel prendersi cura del paziente, 
è sollecitato a privilegiare, quando possibile, 
la prescrizione e l’uso dei farmaci generici; 
ma decidere di usare un generico comporta 
di valutarne i rapporti rischio-beneficio e 
costo-beneficio e di soddisfare contempo-

raneamente il criterio di beneficialità per 
il paziente e quello di equità sociale verso 
tutti gli altri pazienti che appartengono alla 
stessa comunità. La descrizione dei tre casi 
clinici è servita per illustrare come un medico 
dovrebbe affrontare il problema dei farmaci 
generici e soprattutto cosa dovrebbe sapere 
e cosa dovrebbe fare.

La prescrizione consapevole e tecnica-
mente corretta di un generico richiede che 
il medico abbia completa conoscenza non 
solo delle norme vigenti ma anche di alcu-
ne problematiche tecnico-scientifiche nel 
campo della biofarmaceutica e della farma-
cologia clinica.

Secondo le norme vigenti ogni medico, 
compresi gli ospedalieri e gli specialisti, 
è tenuto a prescrivere il generico in tutti 
i casi in cui questa scelta non comporti 
un minor beneficio o un maggior rischio 
per il proprio paziente. Attualmente non 
sono previste sanzioni per il medico che 
non rispetti questa norma, ma ripetu-
tamente sono state avanzate proposte 
per rendere obbligatoria la scelta del 
prodotto generico, sottraendo al medi-
co la sua specifica facoltà di prescrivere 
liberamente i farmaci. Oggi il medico 
ha ancora la facoltà di impedire che il 
farmacista sostituisca la prescrizione di 
un prodotto di marca con un generico, 
ma deve esprimere questa volontà scri-
vendo sulla ricetta “insostituibile” con la 
controfirma.
Il medico, nel prescrivere un generico, 
può indicare non solo il nome del farma-
co (esempio lansoprazolo cpr 30 mg) ma 
anche il nome della ditta (es. Teva) che 
detiene l’AIC. Se il medico, nella sua pre-
scrizione, omette di specificare il titolare 
dell’AIC, il farmacista può dispensare 
qualsiasi altro generico corrispondente 
per composizione a quanto prescritto 
dal medico o richiesto dal paziente. In-
dicare il nome della ditta è importante 
per la continuità terapeutica con lo stesso 
prodotto generico. Purtroppo, il sistema 
distributivo italiano (grossisti e farma-
cie) e i relativi interessi economici non 
sempre riescono a garantire la continuità 
terapeutica con lo stesso generico. Infatti, 
spesso alcuni generici di specifiche ditte 
risultano transitoriamente o territorial-
mente non disponibili nella catena distri-
butiva e il farmacista dispensa il prodotto 
che ha nello scaffale o quello che ha ac-
quistato con il maggior sconto. 

1.

2.



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

82

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

I prodotti generici vengono autorizzati 
dall’agenzia nazionale (AIFA) o euro-
pea (EMEA) con procedure abbreviate. 
Infatti per i prodotti generici non sono 
richieste ulteriori ricerche di tossicologia 
e di farmacologia preclinica, essendo il 
prodotto costituito da un principio attivo 
già definito sotto il profilo farmaco-tos-
sicologico dal detentore del brevetto. Il 
dossier registrativo di un generico con-
tiene invece la documentazione com-
pleta inerente lo sviluppo galenico e in 
particolare le caratteristiche delle mate-
rie prime utilizzate come principi atti-
vi e come eccipienti con i relativi Drug 
Master Files, il processo di produzione, 
le prove di stabilità e di riproducibilità 
tra lotti, nonché i test di dissoluzione in 
vitro per le forme solide orali. Per quan-
to riguarda la documentazione clinica, 
nessuna prova è richiesta se il prodotto 
è per uso endovenoso o è sotto forma 
di una soluzione per uso orale. Pratica-
mente in tutti gli altri casi, salvo alcune 
eccezioni che non possiamo discutere 
in questa sede, ogni prodotto generico 
viene sottoposto a un test di bioequiva-
lenza che ha lo scopo di dimostrare che 
il prodotto generico induce una esposi-
zione sistemica (AUC, Cmax e tmax) me-
diamente non inferiore o non superiore 
del 20% rispetto alla esposizione indotta 
dal prodotto originatore [1,58]. Si noti 
che questa differenza in più o in meno 
del 20% non riguarda la dose di principio 
attivo presente in ogni unità farmaceu-
tica, ma riguarda i parametri con i quali 
si valuta la biodisponibilità o esposizione 
sistemica del prodotto in funzione del-
la via di somministrazione. Nel caso di 
alcune tipologie di prodotto (es. patch 
transcutaneo, compresse colon-delivery 
per uso topico, colliri, ecc.) può essere 
necessario ricorrere a confronti clinici 
diretti, non potendo il test di bioequi-
valenza fornire l’informazione necessaria 
per definire l’equivalenza terapeutica tra 
generico e suo originatore. Lo sviluppo 
complessivo di un dossier registrativo 
di un prodotto generico richiede tempi 
e risorse economiche decisamente infe-
riori rispetto allo sviluppo di un nuovo 
farmaco. Per questo motivo il prodotto 
generico può e deve avere un prezzo in-
feriore al prodotto originatore. D’altra 
parte il prodotto di marca, quando finisce 
la protezione brevettuale, ha abbondan-
temente ammortizzato i costi per lo svi-

3. luppo e realizzato notevoli utili; pertanto 
la ditta può allineare il prezzo a quello 
dei generici, neutralizzando in gran parte 
la concorrenza. 
Le materie prime utilizzate nella for-
mulazione dei generici sono reperibili 
sul mercato internazionale presso di-
versi produttori a prezzi sensibilmente 
differenti, possono avere caratteristiche 
chimico-fisiche diverse (polimorfismo, 
granulometria, solubilità) e differen-
ti profili quali-quantitativi dei residui 
e delle impurezze, ma tutte devono 
corrispondere a un Drug Master File 
depositato e tutte devono rispettare i 
requisiti minimi previsti dalla Farma-
copea Ufficiale.
La Farmacopea stabilisce dei limiti 
stringenti relativi alla variabilità della 
quantità di principio attivo misurato, sia 
rispetto al valore nominale dichiarato, sia 
da lotto a lotto.
Il test di bioequivalenza, e in genere 
tutto lo sviluppo di un generico, viene 
effettuato in confronto con il prodot-
to originatore che deteneva il brevetto. 
Nessun confronto diretto è richiesto tra i 
differenti generici di uno stesso origina-
tore, sicché non vi è alcuna garanzia che 
due o più generici di uno stesso prodotto 
di marca siano tra loro equivalenti [1]. 
Nonostante ciò la sostituzione tra gene-
rici avviene regolarmente, aumentando 
notevolmente la confusione e il disagio 
tra i pazienti.
Il test di bioequivalenza media, in base 
al quale si valuta in modo surrogato 
l’equivalenza terapeutica del generico e 
del prodotto originatore, così come i test 
di equivalenza terapeutica diretta, per la 
loro intrinseca struttura tecnica, non pos-
sono garantire che il prodotto generico 
produca effetti terapeutici equivalenti in 
ogni singolo paziente. Per raggiungere 
questo tipo di conoscenza occorrerebbe 
realizzare test di bioequivalenza indi-
viduale, più indaginosi e costosi, non 
richiesti dalle attuali normative interna-
zionali [59,60]. Questo limite del test di 
bioequivalenza non ha né può avere al-
cuna rilevanza pratica quando il generico 
viene utilizzato come terapia a se stante 
di breve durata e anche quando viene 
usato fin dall’inizio in terapie croniche. 
Al contrario può avere qualche impatto 
negativo quando il generico venga intro-
dotto come sostituzione di un equiva-

4.

5.

6.

7.



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

83

M. Eandi

lente prodotto di marca o di un analogo 
generico, specialmente nel caso in cui 
il principio attivo presenti una ristretta 
zona di maneggevolezza e l’uso riguardi 
indicazioni terapeutiche problematiche 
come l’insufficienza cardiaca, l’epilessia, 
le aritmie, le psicosi, ecc. Diverse segnala-
zioni sono state pubblicate in letteratura. 
Per un esame sintetico si consiglia di leg-
gere le rassegne di Dighe [61], Murphy 
[62] e Meredith [63].
La conoscenza approfondita delle ca-
ratteristiche farmacocinetiche, farma-
codinamiche e cliniche del farmaco che 
si intende utilizzare è indispensabile 
per comprendere gli eventuali proble-
mi correlabili alla variabilità biofarma-
ceutica introdotta dai prodotti generici. 
Analogamente la conoscenza del profilo 
di efficacia e di tollerabilità del farmaco 
è indispensabile per comprendere come 
scegliere e gestire il prodotto generico 
in funzione delle caratteristiche fisiopa-
tologiche (età, sesso, patologie, fattori di 
rischio, ecc.) dei singoli pazienti.

Nella flow-chart conclusiva è stato rias-
sunto il tema del “cosa fare quando prescrivo 
un farmaco” nell’ipotesi che di questo farma-
co esista un prodotto generico:

ci si deve chiedere se esiste un generico 
e, se non lo si sa, lo si può verificare sulle 
liste di trasparenza aggiornate periodica-
mente dall’AIFA e disponibili in Inter-
net al sito www.agenziafarmaco.it;
nel caso si intenda prescrivere un far-
maco ancora coperto da brevetto ma 
appartenente a una classe farmacologi-
ca composta da altre molecole con un 
analogo profilo rischio-beneficio, come 
gli inibitori di pompa protonica (PPI) o 
le statine, può essere opportuno e con-
veniente verificare se tra questi vi sia-
no molecole fuori brevetto e se vi siano 
generici disponibili. Nel caso dei PPI e 
delle statine questa condizione si verifica, 
perché rispettivamente lansoprazolo e si-
mvastatina sono disponibili anche come 
prodotti generici. Pertanto, in molti casi 
il medico potrebbe optare per la prescri-
zione di lansoprazolo o di simvastatina al 
posto di uno dei farmaci di marca, ancora 
protetti dal brevetto e più costosi, elencati 

8.

1.

2.

rispettivamente nelle Tabelle II e IV. È 
preciso dovere del medico far risparmiare 
il SSN e il paziente, ove possibile;
bisogna considerare se la prescrizione 
riguarda l’inizio di una nuova terapia 
oppure è la continuazione di una terapia 
già in atto. Nel primo caso il prodotto 
generico non presenta problemi diffe-
renti dal prodotto di marca: infatti, anche 
nel caso si tratti di un farmaco difficile 
da utilizzare, le strategie da seguire, ad 
esempio nell’individualizzare la posolo-
gia, sono identiche e il farmaco generico 
offre le stesse garanzie di qualità di un 
farmaco di marca;
nel caso la prescrizione riguardi la con-
tinuazione di una terapia bisogna con-
siderare se l’eventuale sostituzione del 
prodotto di marca con il generico possa 
causare problemi nella gestione della sa-
lute del paziente, modificando anche solo 
temporaneamente il livello di efficacia o 
di tollerabilità o riducendo la compliance 
del paziente;
nel caso in cui non vi siano controin-
dicazioni all’uso di un generico, si deve 
informare il paziente che gli si prescrive 
un generico ovvero che, pur prescriven-
dogli un prodotto di marca, il farmacista 
potrà sostituirlo con un generico, a meno 
che non sia disponibile a pagare l’even-
tuale differenza di prezzo. Nel contesto 
è necessario spiegare in modo sempli-
ce che cosa sia un prodotto generico e 
rassicurare il paziente del fatto che non 
potrà avere alcuna conseguenza negativa 
dall’uso di un generico;
ci si deve accertare che il paziente ab-
bia ben compreso, sia convinto e abbia 
fiducia nel farmaco generico, non di-
mostri alcun segno di ansia, non riduca 
la compliance e dia il suo consenso alla 
prescrizione del generico.

Solo al termine di questo percorso il me-
dico ha tutti gli elementi essenziali e indi-
spensabili per attuare una scelta razionale e 
ponderata tra il prescrivere un generico, un 
prodotto di marca senza alcuna indicazione 
oppure un prodotto di marca con l’indica-
zione “insostituibile”.

3.

4.

5.

6.



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

84

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

BIBLIoGraFIa

1. Eandi M, Della Pepa C. I farmaci “generici” in Italia: opportunità di ricerca e sviluppo di prodotti 
di qualità a prezzi competitivi. Farmeconomia e percorsi terapeutici 2003; 4: 65-76

2. Langtry HD, Wilde MI. Lansoprazole: an update of its pharmacological properties and clinical 
efficacy in the management of acid-related disorders. Drugs 1997; 54: 473-500 

3. Freston JW, Rose PA, Heller CA, Haber M, Jennings D. Safety profile of lansoprazole: the US 
clinical trial experience. Drug Safety 1999; 20: 195-205

4. Matheson AJ, Jarvis B. Lansoprazole: an update of its place in the management of acid-related 
disorders. Drugs 2001; 61: 1801-33 

FLow-Chart Per La PresCrIzI0ne dI un FarMaCo GenerICo

Esiste un prodotto
generico del farmaco

che intendo prescrivere?

NON SO

SI
Il farmaco è presente nella lista
di trasparenza dei generici?

In alternativa potrei prescrivere
un altro farmaco della stessa
classe, ugualmente utile ma
più conveniente,di cui esista

un generico?

Inizio oppure continuo
la terapia con il farmaco
che intendo prescrivere?SI

NO

Prescrivo
il prodotto di marca

SINO

Il farmaco ha una ristretta
zona di maneggevolezza?

NO

La sostituzione del prodotto
di marca con un generico

potrebbe modificare l’efficacia?

NO

Continuo la terapia

La sostituzione del prodotto
di marca con un generico

potrebbe modificare la sicurezza?

Inizio la terapiaNO

SI

SI

La sostituzione del prodotto
di marca con un generico
potrebbe modificare la
compliance del paziente?

NO

Spiego cos’è un prodotto
generico e le normative vigenti.
Il paziente accetta il generico?

NO

SI

Il paziente è disposto a pagare
la differenza per avere
il prodotto di marca?

Dichiaro sulla ricetta
“Insostituibile” SI

Prescrivo il generico
o il prodotto di marca senza

altre disposizioni
NO

SI

SI SI



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

85

M. Eandi

5. Freston JW, Jackson RL, Huang B, Ballard ED. Lansoprazole for maintenance of remission of 
erosive oesophagitis. Drugs 2002; 62: 1173-84 

6. Croom KF, Scott LJ. Lansoprazole: in the treatment of gastro-oesophageal reflux disease in 
children and adolescents. Drugs 2005; 65: 2129-35

7. Mauro VF, MacDonald JL. Simvastatin: a review of its pharmacology and clinical use. DICP 
Ann Pharmacother 1991; 25: 257-64

8. Mauro VF. Clinical pharmacokinetics and practical applications of simvastatin. Clin Pharmacokinet 
1993; 24: 195-202

9. Plosker GL, McTavish D. Simvastatin: a reappraisal of its pharmacology and therapeutic efficacy 
in hypercholesterolaemia. Drugs 1995; 50: 334-63

10. Lennernäs H, Fager G. Pharmacodynamics and pharmacokinetics of the HMG-CoA reductase 
inhibitors: similarities and differences. Clin Pharmacokinet 1997; 32: 403-25

11. Schectman G, Hiatt J. Dose-response characteristics of cholesterol-lowering drug therapies: 
implications for treatment. Ann Intern Med 1996; 125: 990-1000

12. Scandinavian Simvastatin Survival Study Group. Randomised trial of cholesterol lowering in 
4.444 patients with coronary heart disease: the Scandinavian Simvastatin Survival Study (4S). 
Lancet 1994; 344: 1383-9

13. Heart Protection Study Collaborative Group. Effects of cholesterol-lowering with simvastatin 
on stroke and other major vascular events in 20.536 people with cerebrovascular disease or other 
high-risk conditions. Lancet 2004; 363: 757-67

14. Pedersen TR, Kjekshus J, Pyorala K, Olson AG, Cook TJ, Musliner TA et al. Effect of simvastatin 
on ischemic signs and symptoms in the Scandinavian Simvastatin Survival Study (4S). Am J 
Cardiol 1998; 81: 333-5

15. Pyörälä K, Ballantyne CM, Gumbiner B, Lee MW, Shah A, Davies MJ et al. Reduction of 
cardiovascular events by simvastatin in nondiabetic coronary heart disease patients with and 
without the metabolic syndrome: subgroup analyses of the Scandinavian Simvastatin Survival 
Study (4S). Diabetes Care 2004; 27: 1735-40

16. Briel M, Studer M, Glass TR, Bucher HC. Effects of statins on stroke prevention in patients 
with and without coronary heart disease: a meta-analysis of randomized controlled trials. Am J 
Med 2004; 117: 596-606 

17. Heart Protection Study Collaborative Group. MRC/BHF Heart Protection Study of cholesterol 
lowering with simvastatin in 20.536 high-risk individuals: a randomised placebo-controlled trial. 
Lancet 2002; 360: 7-22

18. Cheung BMY, Lauder IJ, Lau CP, Kumana CR. Meta-analysis of large randomized controlled 
trials to evaluate the impact of statins on cardiovascular outcomes. Br J Clin Pharmacol 2004; 
57: 640-51

19. Cholesterol Treatment Trialists’ (CTT) Collaborators. Efficacy and safety of cholesterol-lowering 
treatment: prospective meta-analysis of data from 90.056 participants in 14 randomised trials 
of statins. Lancet 2005; 366: 1267-78

20. Wei L, Ebrahim S, Bratlett C, Davey PD, Sullivan FM, MacDonald TM. Statin use in the 
secondary prevention of coronary heart disease in primary care: cohort study and comparison 
of inclusion and outcome with patients in randomised trials. BMJ 2005; 330: 821-4

21. Briel M, Schwartz GG, Thompson PL, de Lemos JA, Blazing MA, van Es GA et al. Effects 
of early treatment with statins on short-term clinical outcomes in acute coronary syndromes: a 
meta-analysis of randomized controlled trials. JAMA 2006; 295: 2046-56

22. Pedersen TR, Faergeman O, Kastelein JJ, Olsson AG, Tikkanen MJ, Holme I et al. High-dose 
atorvastatin vs usual-dose simvastatin for secondary prevention after myocardial infarction: the 
IDEAL study: a randomized controlled trial. JAMA 2005; 294: 2437-45

23. Goa KL, Sorkin EM. Gabapentin: a review of its pharmacological properties and clinical potential 
in epilepsy. Drugs 1993; 46: 409-27

24. Stewart BH, Kugler AR, Thompson PR, Bockbrader HN. A saturable transport mechanism 
in the intestinal absorption of gabapentin is the underlying cause of the lack of proportionality 
between increasing dose and drug levels in plasma. Pharm Res 1993; 10: 276-81

25. Ramsay RE. Clinical efficacy and safety of gabapentin. Neurology 1994; 44: S23-S30
26. Andrews CO, Fischer JH. Gabapentin: a new agent for the management of epilepsy. Ann 

Pharmacother 1994; 28: 1188-96
27. Chadwick D. Gabapentin. Lancet 1994; 343: 89-91
28. UK Gabapentin Study Group. Gabapentin in partial epilepsy. Lancet 1990; 335: 1114-7



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

86

La prescrizione e l’uso dei farmaci “equivalenti”

29. Sivenius J, Ylinen A. Double-blind study of gabapentin in the treatment of partial seizures. 
Epilepsia 1991; 32: 539-42

30. Sivenius J, Ylinen A, Kalviainen R, Riekkinen PJ Sr. Long-term study with gabapentin in 
patients with drug-resistant epileptic seizures. Arch Neurol 1994; 51: 1047-50 

31. Ojemann LM, Wilensky AJ, Temkin NR, Chmelir T, Ricker BA, Wallace J. Long-term treatment 
with gabapentin for partial epilepsy. Epilepsy Res 1992; 13: 159-65

32. US Gabapentin Study Group. Gabapentin as add-on therapy in refractory partial epilepsy: a 
double-blind, placebo-controlled, parallel-group study. Neurology 1993; 43: 2292-8 

33. US Gabapentin Study Group. The long-term safety and efficacy of gabapentin (Neurontin®) as 
add-on therapy in drug-resistant partial epilepsy. Epilepsy Res 1994; 18: 67-73 

34. Anhut H, Ashman P, Feuerstein TJ, Sauermann W, Saunders M, Schmidt B. International 
Gabapentin Study Group. Gabapentin (Neurontin) as add-on therapy in patients with partial 
seizures: a double-blind, placebo-controlled study. Epilepsia 1994; 35: 795-801 

35. Anhut H et al. Long-term safety and efficacy of gabapentin (Neurontin) as add-on therapy in 
patients with refractory partial seizures. J Epilepsy 1995; 8: 44-50 

36. Baulac M, Cavalcanti D, Semah F, Arzimanoglou A, Portal JJ. Gabapentin add-on therapy with 
adaptable dosages in 610 patients with partial epilepsy: an open, observational study. Seizure 
1998; 7: 55-62

37. Appleton R, Fichtner K, LaMoreaux L, Alexander J, Halsall G, Murray G et al. Gabapentin 
as add-on therapy in children with refractory partial seizures: a 12-week, multicentre, double-
blind, placebo-controlled study. Epilepsia 1999; 40: 1147-54 

38. Welty TE, Pickering PR, Hale BC et al. Loss of seizure control associated with generic 
substitution of carbamazepine. Annal Pharmacother 1992; 26: 775-7

39. Besag FMC. Is generic prescribing acceptable in epilepsy? Drug Saf 2000; 23: 173
40. Schnur W. Potential hazards of generic antidepressants in the elderly. Am Fam Physician 1995; 

51: 48
41. Reiffel JA. Formulation substitution and other pharmacokinetic variability: unappreciated 

variables affecting antiarrhythmic efficacy and safety in clinical practice. Am J Cardiol 2000; 85: 
46D

42. Hope KA, Havrda DE. Subtherapeutic INR values associated with a switch to a generic warfarin. 
Ann Pharmacother 2001; 35: 183

43. Lesser RP, Krauss G. Buy some today: can generics be safely substituted for brand-name drugs? 
Neurology 2001; 57: 571-3

44. Hendeles L, Hochhaus G, Kazerounian S. Generic and alternative brand-name pharmaceutical 
equivalents: select with caution. Am J Hosp Pharm 1993; 50: 323-9

45. Bell K. Prescription drugs: the problem with substitution. Aus Fam Physician 1994; 23: 2373
46. Backonja M, Beydoun A, Edwards KR, Schwartz SL, Fonseca V, Hes M et al. Gabapentin for the 

symptomatic treatment of painful neuropathy in patients with diabetes mellitus: a randomized 
controlled trial. JAMA 1998; 280: 1831-6 

47. Morello CM, Leckband SG, Stoner CP, Moorhouse DF, Sahagian GA. Randomized double-
blind study comparing the efficacy of gabapentin with amitriptyline on diabetic peripheral 
neuropathy pain. Arch Intern Med 1999; 159: 1931-7 

48. Backonja M, Glanzman RL. Gabapentin dosing for neuropathic pain: evidence from randomized, 
placebo-controlled clinical trials. Clin Ther 2003; 25: 81-104 

49. Wiffen PJ et al. Gabapentin for acute and chronic pain. Available in the Cochrane Database of 
Systematic Reviews; Issue 3. Chichester: John Wiley, 2005 

50. Rowbotham M, Harden N, Stacey B, Bernstein P, Magnus-Miller L. Gabapentin for the 
treatment of postherpetic neuralgia: a randomized controlled trial. JAMA 1998; 280: 1837-42 

51. Rice ASC, Maton S. Gabapentin in postherpetic neuralgia: a randomised, double blind, placebo 
controlled study. Pain 2001; 94: 215-24 

52. Singh D, Kennedy DH. The use of gabapentin for the treatment of postherpetic neuralgia. Clin 
Ther 2003; 25: 852-89 

53. Shneker BF, McAuley JW. Pregabalin: a new neuromodulator with broad therapeutic indications. 
Ann Pharmacother 2005; 39: 2029-37 

54. Miller R, Frame B, Corrigan B, Burger P, Bockbrader H, Garofalo E et al. Exposure-response 
analysis of pregabalin add-on treatment of patients with refractory partial seizures. Clin Pharmacol 
Ther 2003; 73: 491-505 



Clinical  Management  Issues   2007; 1(2)
©SEEd Tutti i diritti riservati

87

M. Eandi

55. Arroyo S, Anhut H, Kugler AR, Lee CM, Knapp LE, Garofalo EA et al. Pregabalin add-on 
treatment: a randomized, double-blind, placebo-controlled, dose-response study in adults with 
partial seizures. Epilepsia 2004; 45: 20-7 

56. Elger CE, Brodie MJ, Anhut H, Lee CM, Barrett JA. Pregabalin add-on treatment in patients 
with partial seizures: a novel evaluation of flexible-dose and fixed-dose treatment in a double-
blind, placebo-controlled study. Epilepsia 2005; 46: 1926-36 

57. Hamandi K, Sander JW. Pregabalin: a new antiepileptic drug for refractory epilepsy. Seizure 
2006; 15: 73-8 

58. Nation RL, Sansom LN. Bioequivalence requirements for generic products. Pharmacol Ther 
1994; 62: 41-55 

59. Anderson S, Hauck WW. Consideration of individual bioequivalence. J Pharmacok Biopharm 
1990; 18: 259-73 

60. Hauck WW, Anderson S. Individual bioequivalence: what matters to the patient. Stat Med 1991; 
10: 959-60

61. Dighe SV. A review of the safety of generic drugs. Transpl Proc 1999; 31: 23S-24S
62. Murphy JE. Bioequivalence and other unresolved issues in generic drug substitution. Arch Intern 

Med 1999; 159: 429-33 
63. Meredith P. Bioequivalence and other unresolved issues in generic drug substitution. Clin Ther 

2003; 25: 2875-90


