Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science 6102/14 | Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science ‘Scrivere con la luce’ è il titolo della trilogia, pubblicata da Electa, che Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar per la fotografia, ha dedicato alla Luce, al Colore e agli Elementi. Un insieme di testi ricchi di spunti e di riflessioni che corredati da un apparato iconografico splendido e sontuoso, sondano i misteri della visione, attraverso l’ esperienza personale, maturata in tanti anni di lavoro e di vita, e quella catturata nei testi dei filosofi, nelle teorie degli scienziati, nelle opere dei pittori, negli scatti della fotografia dove luce e oscurità si relativizzano e, uscendo dall’assolutezza senza luogo dell’inizio del tempo, diventano oggetti di percezione, generando nel loro dialogo, colori, ombre e forme. Ed è ancora la luce che torna con i suoi aspetti simbolici a raccontare la storia dei Fori Imperiali nel progetto per la loro illuminazione affidatogli dal comune di Roma e realizzato insieme a sua figlia Francesca Storaro, affermata architetto e lighting designer; l’obiettivo era quello di realizzare un impianto di illuminazione artistica permanente della porzione iniziale dei Fori: il Foro di Augusto, il Foro di Nerva e il Foro Traiano. L’intuizione creativa di Storaro, nominato Ambasciatore dell’immagine di Roma sua città natale, si fonda come sempre sul rapporto tra luce e colore: legame fisico ed emozionale inscindibile. Attraverso il suo sguardo si accendono i riflettori su 150 anni di storia del glorioso impero romano, scanditi dalla modulazione della luce che crea un ponte tra passato e presente, rendendo eterna la materia antica. Nella presentazione avvenuta il 16 settembre 2014 con la partecipazione delle autorità cittadine, Vittorio Storaro ha narrato in Campidoglio, con un trasporto quieto e coinvolgente, il progetto luministico che percorre la gloria della civiltà romana e si rende palpabile attraverso un uso sapiente e consapevole della luce che, innalzandosi dalla terra al cielo, scende nuovamente in modo diffuso a simboleggiare la “pax romana’’ che unifica i territori. La forza del progetto sta nel non aver isolato e messo in risalto soltanto i monumenti principali, ma di aver coinvolto anche i fondali come attori non protagonisti, essenziali e decisivi per le suggestioni d’insieme. La luce non è drammatica o enfatica ma morbida, soffice e soffusa per generare stupore e compiacimento. Il Foro di Augusto La divina gloria di Roma dell’epoca augustiana, fondamento di civiltà, di pace, di prosperità e di abbondanza è alla base della simbologia illuministica di questo Foro. La luce è pensata come l’onda della saggezza e della conoscenza che sale dai gradini del tempio di Marte Ultore, con una grande intensità luminosa, si espande nell’area circostante attenuandosi e arriva ad abbracciare, con toni lunari, neutri, morbidi e uniformi, tutto il perimetro della muraglia che lo circoscrive. (Figura 1) Il Foro di Nerva Cambia l’ispirazione storica e cambia la qualità e la direzione delle luci. Per questo foro, che ha segnato la transizione tra due imperatori Domiziano e Nerva, le luci orientate dal basso verso l’alto si concentrano nel luogo dove sorgeva il tempio di Minerva. Al di sopra della linea muraria una seconda serie di luci, caratterizzate dalla stessa unitarietà illuministica, diffonde il suo chiarore in modo uniforme sul A cura di Daniela De Biase Lia Luzzatto RECENSIONI Scrivere con la luce 62 Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science | 02/14 Figura 1 - Ideazione luministica del foro di Augusto Figura 2 - Ideazione luministica del foro di Nerva Figura 3 - Ideazione luministica del foro di Traiano 6302/14 | Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science suolo al centro del foro. (Figura 2) Il Foro di Traiano Le luci si concentrano sulla Colonna Traiana, voluta dall’Imperatore per celebrare la vittoria sui Daci e rende leggibile il racconto delle sue epiche gesta, scolpito nei rilievi che si sviluppano in modo elicoidale dalla base alla sommità. La colonna viene così ad essere un centro di luminosità che si irradia nello spazio a lei vicino. Altre fonti luminose, orientate dal basso verso l’alto, fanno sorgere dall’oscurità le colonne parallele che determinano la Basilica Ulpia la cui pavimentazione si giova della luce circostante e di quella di una serie di proiettori. (Figura 3) In un’intervista rilasciata al Sole 24 ore Vittorio Storaro motiva la scelta, la disposizione e l’andamento del suo progetto illuministico con queste parole: «Le nuove luci sui Fori sono state concepite cercando di raccontare, attraverso l’illuminazione stessa, i concetti legati alla vita e alle gesta dei vari imperatori. Per Augusto ho pensato a un’illuminazione che nasce dal basso come un sole che sorge sul mondo allora conosciuto grazie alla conoscenza e alla civiltà di Roma. Per Nerva ho voluto sottolineare la fase di transitorietà del periodo con una serie di luci assiali che sottolineano la stasi di questa porzione di Foro. Infine per Traiano, il conquistatore che ha esteso l’Impero alla sua massima estensione storica, le luci si concentreranno sulla colonna, come attratte con un moto circolare, con due cerchi concentrici, dall’imponente colonna centrale. Ma ogni singola colonna del Foro di Traiano sarà illuminata, non solo il celebre monumento centrale». Lighting Design Il sapiente lavoro di Francesca Storaro, renderà compiuto il progetto e metterà finalmente nella “giusta” luce una parte dell’ineguagliabile patrimonio archeologico romano, affinché il visitatore possa ammirare in maniera nuova e più coinvolgente i monumenti rispetto alla visione diurna. La carica emozionale con cui il sole al tramonto, con le sue ombre portate, riveste le rovine imperiali continuerà nelle ore notturne così da creare un incanto ininterrotto che accompagnerà l’immaginario dei visitatori sui sentieri della Storia. L’elevata efficienza e luminosità, la lunga durata, il risparmio energetico e non ultimo le dimensioni compatte che consentono di integrarli nelle strutture architettoniche sono alcuni dei motivi essenziali che hanno suggerito a Francesca Storaro la scelta tecnica dei Led. I corpi illuminanti sono infatti dotati di LED dai binning accuratamente selezionati in modo da garantire un flusso luminoso e una resa cromatica diversificata per le diverse esigenze e caratteristiche del progetto. Per creare la luce orientata Francesca Storaro ha pensato di utilizzare dei corpi illuminanti in cui si impiegano particolari sistemi di proiezione come narrow spot, spot, flood, wide flood, wallwasher a luce bianca calda o neutra, con diverse classi di potenza, che garantiscono un’alta precisione progettuale. Una volta montati i proiettori saranno gestiti da un sistema di controllo DALI o DMX, che permetterà di regolare l’intensità luminosa degli apparecchi a LED (possono essere “dimmerati” con continuità dal 100% all’1% senza effetti negativi su caratteristiche come la tonalità di luce e la resa cromatica) rendendo possibile la programmazione di diversi scenari luminosi così che la luce arrivi a riscrivere il linguaggio dell’architettura antica.