Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science 78 Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science | 07 | 2017 | Pompas R. ISSN 2384-9568 Renata Pompas Michel Pastoureau ha presentato, come aveva promesso, il quarto libro della serie dedicata alla storia dei colori nella società occidentale: “Rosso. Storia di un colore” (pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie, € 32,00). Il libro è nel consueto formato (cm. 23 x 23), ha 216 pagine a colori e, come sempre, è completato da una ricca iconografia che permette una lettura parallela al testo; la stampa è accurata e le belle immagini sono ad alta definizione. I quattro capitoli descrivono il colore rosso da diversi punti di vista. “Colore Primo” illustra le materie coloranti. “Il Colore Preferito” e “Un Colore Contestato” analizzano alcuni significati simbolici tra i più pregnanti, nei diversi secoli. “Un Colore Rischioso?” riguarda invece l’uso sociale del rosso nella vita mondana e negli emblemi politici. Il rosso è il primo colore a essere riconosciuto, nominato e ad avere una ricchissima simbologia. Pastoureau è anzitutto uno storico (insegna alla “École pratique des hautes études en sciences sociales“ della Sorbona) e come tale affronta le diverse problematiche collegate al colore rosso dal punto di vista sociale. Dice infatti lo studioso che “Le questioni relative al colore hanno un carattere strettamente culturale (perciò) ogni storia del colore deve essere prima di tutto un storia sociale (…) che evidenzi come in qualunque società per quanto riguarda il colore la funzione primaria è la tassonomia: classificare, accostare, contrapporre, gerarchizzare”. Nel capitolo “COLORE PRIMO. Dalle origini alla fine dell’antichità” Pastoureau descrive le materie coloranti, i loro usi civili e REVIEW Michel Pastoureau “Rosso. Storia di un colore” Michel Pastoureau presented, as he had promised, the fourth book of his series dedicated to the colour’s history in Western society: “Red. History of a color” (published in Italy by Ponte alle Grazie. € 32,00). The book is in the usual format (cm. 23 x 23), with 216 colour ed pages and, as always, it is completed by a rich iconography, that allows a parallel reading of the text, the printing of it is accurate, the images are beautiful and on high-definition. The four chapters describe the red color from different points of view. “First Colour” illustrates the dyestuffs. “The Favourite Colour” and “A Challenged Colour” analyse some symbolic meanings among the most meaningful. “A Risky Colour?” concerns its social use in the worldly life and in the political emblems. Red is the first color to be recognized, named and to have a rich symbolism. Pastoureau is first of all an historian (he teaches at the “École pratique des hautes études en sciences sociales” of the Sorbonne) and as such he addresses the various issues related to the red colour, from the social point of view. In fact, the author writes that “The issues of color have a strictly cultural nature (so) every color history have to be, first and foremost, a social history (…), that shows how in any society the primary function of colour is the taxonomy: to classify, juxtapose, contrast, prioritize”. In the chapter “COLOR FIRST. From the beginning to the end of antiquity” Pastoureau describes the dyestuffs, its civil and religious customs and their dyeing applications, accompanied them with curious anecdotes; among them the fun 79 Cultura e Scienza del Colore - Color Culture and Science | 07 | 2017 | Michel Pastoureau “Rosso. Storia di un colore” ISSN 2384-9568 religiosi e le loro applicazioni tintorie, accompagnandole da curiosi aneddoti; tra questi la divertente caricatura teatrale del barbaro germanico: “un uomo “gigantesco, obeso, riccio, rubicondo e rosso di capelli”. Nel capitolo ”IL COLORE PREFERITO. VI- XIV secolo” il rosso è analizzato nella simbologia cristiana, dove ricopre il ruolo di fuoco ora purificatore e ora distruttore, di preziosissimo sangue di Gesù, ma anche di sangue dell’impurità femminile. Un rosso che connota imperatori, re e feudatari. Simbolo dell’amore, della gloria e della bellezza, ma anche della lussuria e del peccato. Non poteva mancare il rosso nell’araldica, campo di studi in cui Pastoureau è specialista. Nel capitolo “UN COLORE CONTESTATO. XIV-XVII secolo” l’autore mostra la condanna sociale del rosso in quanto colore dei quattro vizi capitali, marchio d’infamia di prostitute e di reietti, abolito nei colori liturgici dal Protestantesimo. Il capitolo “UN COLORE RISCHIOSO? XVIII- XXI secolo” inaspettatamente si apre con la storia della moda e diffusione del rosa - come colore sostanza e nome -, prosegue con la tossicità delle sostanze cosmetiche del passato e si conclude con il significato politico del rosso e la sua presenza negli emblemi e nelle bandiere. Pastoureau conclude scrivendo che, pur non essendo più in testa alle preferenze dell’Occidente è il colore che: “rimane insuperato sul piano simbolico”. Un libro ricco e stimolante in cui spesso gli argomenti si sovrappongono e distribuiscono nei vari capitoli con intricati rimandi. theatrical caricature of the Germanic barbarian, a man: “huge, obese, curly, with red-faced and red hair.” In the chapter “THE FAVORITE COLOR. VI- XIV century” the red colour is analysed in Christian symbolism, where he held the role of fire sometimes purifier and sometimes destroyer, of the precious blood of Jesus, but also that of female impurity blood. Red connotes also emperors, kings and feudal lords. It is the symbol of love, glory and beauty, but also of lust and sin. The presence of red in heraldry could not missed, the field of studies in which Pastoureau is a specialist. In the chapter “A DISPUTED COLOR . XIV-XVII century” the author shows the social condemnation of the red, because of the color of the four deadly sins, stigmatization of prostitutes and outcasts, that was abolished in the liturgical colors of Protestantism. The chapter “A RISKY COLOR? XVIII- XXI Century” unexpectedly opens with the history of fashion and circulation of a pink - like color, substance and name -, it continues with the toxicity of cosmetic substances of the past and ends with the political significance of the red and its presence in emblems and flags. Pastoureau concludes writing that, although no longer topped the preferences of the West society, it is the color that “remains unsurpassed on the symbolic level.” A rich and stimulating book, in which the topics are often overlapped and distributed in the various chapters, with intricate cross references.