Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l’autorizzazione scritta dell’editore. assistenza infermieristica 34 emergency care journal em er ge nc y ca re jo ur na l - o rg an iz za zi on e, cli ni ca ,r ice rc a • A nn o II nu m er o III • G iu gn o 20 06 • w w w .e cj .it Sempre più spesso capita di incontrare nelle corsie degli ospedali persone appartenenti a culture diver- se dalla nostra. Ciò comporta vari problemi, da quel- li legati alla non comprensione e alle difficoltà di co- municare fino a situazioni più problematiche dove il nostro agire o le nostre aspettative si scontrano con valori, credenze e stili di vita del nostro paziente. La conoscenza e la comprensione delle culture dei no- stri utenti/pazienti diventa importante e fondamenta- le dove il concetto di salute e di assistenza varia da una cultura a un’altra. Già nei primi anni ’60 del secolo scorso, la teorica M. Leininger studiò e fondò l’assi- stenza infermieristica transculturale, in cui viene san- cito con forza che nella pratica clinica l’infermiere de- ve tener conto delle credenze culturali, dei compor- tamenti di cura e dei valori degli individui, delle fa- miglie e dei gruppi al fine di fornire un’assistenza in- fermieristica efficace, soddisfacente e idonea. Anche all’interno dei Servizi di Pronto Soccorso si sta assistendo all’importante fenomeno della multi- culturalità, fenomeno che porta gli infermieri e tutto il personale sanitario ad affrontare e gestire alcuni problemi, quali: • la lingua: relazionarsi con persone che hanno una lingua diversa dalla nostra ha effetti nella cura che sono facilmente comprensibili; • la diversa cultura: la scala di valori, credenze e stili di vita del paziente può essere in contrasto con quella dell’infermiere e si può verificare quello che viene definito dalla Leininger “shock culturale”, che si con- figura quando un individuo è disorientato o incapa- ce di rispondere appropriatamente a un’altra perso- na o situazione, perché gli stili di vita sono diversi e non familiari. Lo shock culturale lascia una sensazio- ne di impotenza, disperazione e confusione; • il diverso concetto di salute: in alcuni stranieri il concetto di salute è sicuramente diverso dal nostro, così come il concetto di prevenzione e di cura. L’obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere co- me il fenomeno multiculturalità sia presente all’inter- no del Pronto Soccorso dell’ASL 12 di Biella. Metodi Per comprendere come il fenomeno multiculturalità sia presente nel Dipartimento di Emergenza e Accet- tazione dell’ASL 12 di Biella sono stati elaborati alcuni dati forniti dal CED (Centro Elaborazione Dati) relati- vi ai passaggi delle persone straniere, dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2004, senza alcuna limitazione di età o sesso. Questi dati, oltre a fornirci indicazioni su come il fenomeno sia presente nel Dipartimento di Emergenza e Accettazione, ne descrivono la dimen- sione anche all’interno dell’intero presidio ospedaliero. Infatti non bisogna dimenticare che il Pronto Soccor- so è la “porta di ingresso” verso altri servizi quali Ra- diologia, Pediatria, Ostetricia Ginecologia, ma anche verso altre specialità mediche e chirurgiche. Immigrati in Pronto Soccorso: accogliere, capire, curare SINTESI Negli ultimi anni la presenza di pazienti stranieri all’interno dei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione è aumentato compor- tando vari problemi, dalla non comprensione e difficoltà di comu- nicare fino a situazioni più problematiche dove il nostro agire o le nostre aspettative si scontrano con valori, credenze e stili di vita del paziente. Obiettivo di questo articolo è quello di descrivere tale realtà all’interno del Pronto Soccorso di Biella, in quanto il fatto di conoscere un fenomeno permette di affrontarlo meglio. Alberto Dal Molin, Michela Grosso*, Antonella Petterino° Infermiere Medicina e Chirurgia D’Urgenza, Ospedale degli Infermi di Biella *Coordinatore Infermieristico SC Nefrologia e Dialisi, Ospedale degli Infermi di Biella °Coordinatore infermieristico SC Medicina e Chirurgia d’Accettazione d’Urgenza e 118, Ospedale degli Infermi di Biella Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l’autorizzazione scritta dell’editore. assistenza infermieristica 35 em er ge nc y ca re jo ur na l - o rg an iz za zi on e, cli ni ca ,r ice rc a • A nn o II nu m er o III • G iu gn o 20 06 • w w w .e cj .it La decisione di prendere in esame i passaggi di tutti gli stranieri anziché solo quelli relativi agli extraco- munitari è nata dalla consapevolezza che anche nei confronti dei primi ci possono essere situazioni pro- blematiche, non tanto legate alla diversa cultura, ma soprattutto dovute a problemi di comprensione e co- municazione. Infatti in una recente tesi di laurea do- ve la candidata ha analizzato la relazione d’aiuto al- l’interno del Dipartimento di Emergenza e Accetta- zione dell’ASL 12 tra infermiere e persona di diversa cultura è emerso che il problema maggiormente in- contrato è la lingua, seguito dalla diversa cultura. I passaggi di persone straniere sono stati 2372 e di questi veniva richiesto data di accettazione, sesso, da- ta di nascita, nazionalità, sintomatologia riferita al triage e codice di gravità. Risultati Dimensione del fenomeno nel Pronto Soccor- so dell’ASL 12 di Biella Nell’anno 2004 il totale di persone assistite all’inter- no del presidio di Emergenza e Accettazione è stato di 42.427, di cui 2372 (pari al 5,59%) stranieri. Dalla Figura 1 emerge chiaramente come la quasi to- talità (circa 94,41%) delle persone curate e assistite al Pronto Soccorso dell’ASL 12 sia italiana. Da un’ana- lisi poco attenta si può concludere che il fenomeno è scarsamente presente, ma se si osserva il dato grezzo (2372) e lo si divide per i giorni presenti in un anno, si arriva a determinare che ogni giorno si ha il passag- gio di circa 6 o 7 persone non italiane. La presenza di pazienti stranieri durante l’anno si mantiene pressoché costante, tranne che nel mese di agosto durante il quale si è assistito a una diminu- zione di circa 50 unità rispetto gli altri mesi; ciò po- trebbe essere dovuto al rientro nel Paese di origine per le ferie estive. Nel mese di novembre invece si può notare un sensibile aumento, di circa 30 unità (Figura 2). Caratteristiche degli stranieri visitati in Pronto Soccorso Dei 2372 stranieri, 1228 sono maschi e 1144 sono femmine (Figura 3). Del totale degli stranieri che hanno richiesto cure sa- nitarie al Pronto Soccorso, 374 hanno un’età inferiore Italiani Stranieri 5,59% 94,41% Fig. 1 - Circa il 95% dei pazienti visitati in Pronto Soccorso nel 2004 erano italiani. Femmine Maschi 48,30% 51,70% Fig. 3 - Il sesso maggiormente rappresentato fra gli stranieri è quello dei ma- schi, anche se la differenza è minima. Fe bb ra io Se tt em br e N ove m br e D ic em br e 250 200 150 100 50 0 Gen na io M ar zo Apr i le Ago st o G iu gn o M ag gi o Lu gl io O tt obr eFig. 2 - Durante l’anno la presenza di pazienti stranieri all’interno del Pronto Soccorso si è mantenuta stabile ad ec- cezione dei mesi di agosto e novembre. Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l’autorizzazione scritta dell’editore. a 3 anni, 370 hanno un’età fra 3 e 14 anni, 608 hanno un’età tra 14 e 30 anni, 880 hanno un’età compresa tra 30 e 50 anni, mentre 121 hanno un’età tra 50 e 70 anni e 19 hanno un’età superiore a 70 anni (Figura 4). Le fasce di età mettono in evidenza che 714 richieste di cura sono per utenti dell’età pediatrica fino all’ado- lescenza e rappresentano circa 1/3 dei passaggi in Pronto Soccorso, l’altro grande gruppo è rappresen- tato dalla fascia di età tra i 30 e 50 anni, tanto che l’età media è 25,77 (DS 16,83), pertanto si tratta di una popolazione giovane. Dall’analisi dei dati è emerso che ci sono 75 diversi Paesi di provenienza. Quelli maggiormente rappre- sentati sono il Marocco con 1250 passaggi, che rap- presentano il 52,698% del campione, l’Albania con 243 passaggi (10,244%) e la Romania con 137 (5,775%). Sommando le percentuali di questi tre Paesi si arriva al 68,717%, quindi più della metà di tutto il campione analizzato. Il restante 31,283% dei passaggi è proveniente da 72 Paesi diversi, alcuni dei quali naturalmente sono scarsamente rappresentati. Il continente da cui arrivano più stranieri è l’Africa (1407), seguito dall’Europa (596), dall’Asia (204), dall’America del Sud (97) e infine dal Centro e Sud America (19). Non risultano passaggi di stranieri provenienti dal- l’Oceania (Figura 5). Caratteristiche delle prestazioni erogate in Pronto Soccorso agli stranieri Analizzando i codici di gravità attribuita dall’infer- miere al triage emerge come i codici bianchi (even- ti privi di ogni carattere di urgenza e risolvibili presso altri presidi) siano la maggioranza, raggiun- gendo il 62,015% del totale, mentre i codici verdi (eventi privi di carattere di urgenza, ma per i quali il ricorso in Pronto Soccorso è pertinente) sono il 36,382%, i codici gialli (eventi con carattere di ur- genza, per cui ci si può aspettare una modificazio- ne repentina dei parametri vitali) rappresentano l’1,603%. Non si sono avuti nel 2004 codici rossi (eventi con carattere di emergenza, in cui i parame- tri vitali sono alterati) relativi a pazienti stranieri (Figura 6). Da un confronto delle percentuali dei codici d’ur- genza tra italiani e stranieri (Figura 7) si nota che non esiste una particolare differenza tra i due grup- pi nei codici verdi, mentre nei codici bianchi vi è una differenza di 4,61%: questo potrebbe essere do- vuto alla difficoltà degli stranieri di ricorrere a fonti di cura alternative al Pronto Soccorso. La differenza tra stranieri e italiani nei codici gialli (3,45%) è dif- ficile da spiegarsi. Sarebbe interessante poter valu- tare se tale differenza sia dovuta a un’alterata stima di gravità da parte dell’infermiere del triage, dovuta a una difficoltà di comprensione. La difformità po- trebbe anche essere legata alla diversa importanza data ad alcuni sintomi quali il dolore toracico, che porta nella maggior parte delle volte gli italiani in Pronto Soccorso, in quanto ormai è conoscenza co- mune che questa sintomatologia possa mascherare un infarto del miocardio, mentre così potrebbe non essere negli stranieri. Anche questo dato non può essere confermato. I sintomi maggiormente riferiti al triage dagli stranie- ri rientrano nella categoria “Persona indisposta”. Questa categoria viene utilizzata per tutte quelle sin- tomatologie che non si possono collocare nei sinto- mi predefiniti (allergia, cardiopalmo, dispnea ecc.) e che normalmente hanno un livello di urgenza molto 374 370 608 880 121 19 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 tra 0 e 3 anni tra 3 e 14 anni tra 14 e 30 anni tra 30 e 50 anni tra 50 e 70 anni tra 70 e 100 anni Fig. 4 - Il grafico mette in evidenzia la distribuzione per fasce di età degli stranieri visitati al Pronto Soccorso dell’ASL 12 di Biella. 596 204 1407 19 97 49 0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 Europa Asia Africa America nord-centrale America sud Non indicato Oceania 0 Fig. 5 - Il grafico mette in evidenzia i Paesi di provenienza degli stranieri. L’Africa è il continente maggiormente rappresentato. assistenza infermieri- 36 em er ge nc y ca re jo ur na l - o rg an iz za zi on e, cli ni ca ,r ice rc a • A nn o II nu m er o III • G iu gn o 20 06 • w w w .e cj .it Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l’autorizzazione scritta dell’editore. assistenza infermieristica 37 em er ge nc y ca re jo ur na l - o rg an iz za zi on e, cli ni ca ,r ice rc a • A nn o II nu m er o III • G iu gn o 20 06 • w w w .e cj .it basso. I sintomi maggiormente inseriti nella categoria “Persona indisposta” sono febbre, tosse, nausea e pro- blemi ginecologici. Alcune ricerche eseguite in altre città hanno inoltre evidenziato un’associazione tra problemi psichici, stati d’ansia e stranieri. Dall’analisi dei dati presi in esame, l’1,3% dei passaggi è dovuto a stati d’ansia, problemi psichici o tentativi anticonservativi. Que- sto dato però deve essere considerato fortemente sot- tostimato in quanto molti stati d’ansia che giungono al triage con sintomi specifici vengono inseriti come tali, e non come stato d’ansia. Conclusioni L’analisi dei dati forniti dal CED ci ha permesso di comprendere meglio come il fenomeno multicultura- lità sia presente all’interno del Pronto Soccorso di Biella. Questo contributo apre scenari che devono es- sere esplorati e non è da considerarsi esaustivo del te- ma affrontato, anche per necessità di sintesi, ma in ogni caso ha evidenziato alcuni punti di criticità nei quali varrebbe la pena di investire, ad esempio: • esiste una diversa valutazione da parte degli stra- nieri di alcune sintomatologie? Conoscerle potreb- be spiegare meglio la differenza dei codici gialli ne- gli stranieri rispetto agli italiani; • esiste una differenza significativa nella distribuzio- ne dell’ansia negli stranieri rispetto agli italiani? Peraltro non è stato esplorato il sentire degli infermie- ri nell’approccio multiculturale. Dai dati emerge chiaramente che quotidianamente gli infermieri di Pronto Soccorso si possono trovare a ge- stire casi legati alla diversa cultura, tutto ciò in un contesto dove la frenesia e il dover rispondere in tem- po rapido ai bisogni di salute possono portare ad at- teggiamenti in cui si fa prevalere sull’altro il proprio modo di essere, le proprie credenze e i valori. Inoltre i dati raccolti ci dicono che le culture di cui varrebbe la pena conoscere specifici elementi sanita- ri sono quella marocchina, albanese e rumena per- ché maggiormente presenti nei passaggi in Pronto Soccorso. Tuttavia dai dati non sembra emergere una diversa necessità di bisogni di salute rispetto agli italiani. Concludendo si può affermare che per meglio affron- tare il problema multiculturalità è necessario: • che gli infermieri comprendano e riflettano su co- me la struttura della società vada modificandosi. La presenza di popolazioni giovani in un’area ter- ritoriale come la nostra, costituita da popolazione che invecchia, rappresenta uno stimolo allo svilup- po delle competenze, permettendo di rispondere al meglio ai bisogni della collettività; • che gli infermieri comprendano i valori culturali specifici dei loro pazienti e che ciò diventi impor- tante bagaglio di conoscenze da esprimere nell’at- to di cura; • che l’infermiere si consideri elemento fondamenta- le nello sviluppo multiculturale della società, per le competenze che porta nel suo ruolo e per il mandato che gli deriva dal Codice deontologico. Infatti l’art. 2.4 recita: «L’infermiere agisce tenen- do conto dei valori religiosi, ideologici ed etici, nonché della cultura, etnia e sesso dell’individuo». L’infermiere di Pronto Soccorso spesso è la prima figura sanitaria che lo straniero incontra e sicura- mente sarà un altro infermiere che lo accoglierà nelle corsie. 1,60% 36,38% 62,02% 0,50% 5,05% 37,04% 57,41% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Italiani Stranieri 0,00% Rosso Giallo Verde Bianco Fig. 7 - Il grafico mette a confronto i codici di urgenza degli italiani con quelli degli stranieri. 1471 863 38 0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 Cod. bianco Cod. verde Cod. giallo Cod. rosso 0 Fig. 6 - Il grafico descrive la distribuzione dei codici di urgenza nel campio- ne di stranieri. Il codice bianco è quello maggiormente rappresentato. Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l’autorizzazione scritta dell’editore. assistenza infermieri- 38 em er ge nc y ca re jo ur na l - o rg an iz za zi on e, cli ni ca ,r ice rc a • A nn o II nu m er o III • G iu gn o 20 06 • w w w .e cj .it Bibliografia di riferimento Corona A, Benetazzo D. La relazione d’aiuto tra infermiere e perso- na di diversa cultura. Difficoltà relazionali riscontrate pres- so: DEA, 118 e Medicina D’Urgenza dell’Ospedale degli Infermi ASL 12 Biella. Proposte di intervento. Tesi Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” (Novara), anno 2003-2004. Leininger M, McFarland M. Infermieristica transculturale: concetti, teo- rie, ricerca e pratica. Casa editrice Ambrosiana, Milano, 2004. Nuchi M, Ledonne G. All’università degli Studi di Milano il corso: Intro- duzione all’Infermieristica transculturale. Infermiere Informazione 2004; 5-6: 42-46. Wesley RL. Modelli e Teorie Infermieristiche. Summa, Padova 1993. ABSTRACT In the last years the presence of foreign patients inside Emer- gency Departments is increased, this means many problems, like misunderstanding, communication difficulties and more problematic situations when, our work or our expectations meet the values sideboards and life style of our patients. This article purpose is to describe this phenomenon inside Biella Emergency Departments, because if you know a situation you can solve it better. HANDBOOK DELL’URGENZA IN MEDICINA seconda edizione Curatori Mauro Fallani Direttore Unità Operativa Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgen- za Azienda Sanitaria Regionale Unica Marche, Zona Territoriale 3 Fano Paolo Mulè, Paolo Groff Dirigenti medici Unità Operativa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Azienda Ospedaliera Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna Gianni Zironi Dirigente medico Unità Operativa di Medicina Interna Bolondi Azienda Ospe- daliera Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna Nicola Binetti Dirigente medico Unità Operativa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Azienda Ospedaliera Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna L'urgenza richiede una rapido processo culturale che porti a formulare una diagnosi e conseguentemen- te gli atti terapeutici idonei. Di qui l'utilità di avere a mente, o in tasca, schemi sintetici che favoriscano tale processo, specie quando la materia in oggetto è in continuo progredire. Questo tascabile, in bilico fra sintesi e completezza, offre una guida alle possibili azioni da compiere per diagnosticare ed affronta- re le patologie dell'urgenza, offrendo anche dei farmaci utilizzabili gli schemi di somministrazione e le indicazioni essenziali. SCHEDA TECNICA • formato 14 x 18 cm • 176 pagine • 115 tabelle DESTINATARI Medici di Medicina d'Urgenza, Accettazione e Pronto Soccorso PREZZO DI LISTINO € 21,00 COME ACQUISTARE CEDOLA ALLEGATA: compilare e spedire a C.P. 3232 - Via Marsigli - 10141 Torino TELEFONO: 011.37.57.38 FAX: 011.38.52.750 E-MAIL: cgems.clienti@cgems.it SITO INTERNET: http://www.cgems.it/?art=54793