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ejall-3479	Berchio, Giulia	Recensione: Hiratsuka, Takaaki (2024). Native-speakerism and trans-speakerism. Entering a new era. Cambridge University Press.	2025	6	.pdf	application/pdf	3878	108	31	Cita, a questo proposito, l’esempio di Rivers (2018), il quale afferma che le categorie estreme esistono solo nella mente di chi crede in queste BERCHIO E-JournALL, 12(2) (2025), pp. 84-89 86 distinzioni, e sottolinea come il proprio pensiero si trovi in contrasto con quest’ultimo: secondo Hiratsuka, infatti, appartenere alla categoria delle/dei parlanti non native/i dell’inglese permette in realtà di percepire in modo netto la distinzione tra le due categorie “native/i” vs “non native/i”, visibile già a partire dalla letteratura scientifica sul tema, dove è più folta la presenza di fonti sulle/sui parlanti native/i. Vengono sollevate, poi, altre criticità, in particolare relativamente alle strategie che le/i parlanti native/i metterebbero in atto per distogliere l’attenzione dal tema della discriminazione di parlanti non native/i dell’inglese negando, di fatto, l’esistenza di esigenze specifiche da parte di questa categoria e la difficoltà che essa incontra nell’ottenere un reale riconoscimento. . 84-89 88 dell’insegnamento delle lingue, alle e ai quali la ricerca, come rilevato dalla revisione della letteratura sul tema, non aveva finora dedicato uno spazio adeguato. Tuttavia, seppur l’autore sia riuscito a elicitare, da un lato, il loro malcontento nei confronti dell’egemonia del native-speakerism e, dall’altro, a individuare gli elementi che permetterebbero di raggiungere un riconoscimento maggiore (puntare di più sulla consapevolezza interculturale, sulla professionalizzazione delle e degli insegnanti e sul concetto di Global Englishes), rimane il dubbio relativo al se e al quanto tempestivamente l’augurio di un cambio di paradigma possa essere tradotto in azioni concrete.	cache/ejall-3479.pdf	txt/ejall-3479.txt
