Benatti 2022 EJ E-JournALL, EuroAmerican Journal of Applied Linguistics and Languages Volume 9, Issue 2, December 2022, 45-50 ISSN 2376-905X https://doi.org/10.21283/2376905X.1.9.2.286 www.e-journall.org © Benatti 2022. This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License. Recensione: Torresan, Paolo (2022). Un alfabeto di 73 lettere. Strategie per la didattica linguistica. Pearson Academy. RUBEN BENATTI Università per Stranieri di Siena Book review Received 26 August 2021; accepted after revisions 14 October 2022 ABSTRACT IT La presente recensione punta a fornire una descrizione e una valutazione critica del volume di Paolo Torresan Un Alfabeto di 73 Lettere. Strategie per la Didattica Linguistica. Nella prima sezione vengono delineati l'argomento e la struttura del lavoro, descri- vendone brevemente le tre parti che lo compongono. Nella seconda sezione vengono approfonditi i contenuti delle singole parti e i rispettivi capitoli. Nella terza sezione si individuano i possibili fruitori del libro ed infine, nella quarta e ultima sezione, si tenta una valutazione in prospettiva critica, sottolineandone i punti di forza ed eventuali criticità. Parole chiave: DIDATTICA DELLE LINGUE, METODO VS. APPROCCIO, POST-METODO, STRATEGIE DI INSEGNAMENTO E APPRENDIMENTO EN This review aims to describe and critically evaluate the volume Un Alfabeto di 73 Lettere. Strategie per la Didattica Linguistica, by Paolo Torresan. The work’s topic and structure are outlined in the first section, where book’s three parts are briefly described. The second section delves into the contents and chapters of each part of the book. In the third section, potential readers of the book are identified. Finally, in the fourth and last section of the book, a critical evaluation is attempted, highlighting strengths and possible critical points. Keywords: SECOND LANGUAGE TEACHING, METHOD VS APPROACH, POST-METHOD, TEACHING AND LEARNING STRATEGIES ES La presente reseña ofrece una descripción y una valoración crítica del libro de Paolo Torresan Un Alfabeto di 73 Lettere. Strategie per la Didattica Linguistica. En la primera sección, se presenta el tema y la estructura del trabajo, describiendo brevemente las tres partes que lo componen. En la segunda sección, se desarrollan los contenidos de las partes individuales y sus respectivos capítulos. En la tercera sección, se identifican los posibles usuarios del libro y finalmente, en la cuarta y última sección, se propone una evaluación en perspectiva crítica, destacando sus fortalezas y los puntos críticos. Palabras clave: ENSEÑANZA DE LENGUAS, MÉTODO VS. ENFOQUE, POST-MÉTODO, ESTRATEGIAS DE ENSEÑANZA Y APRENDIZAJE * Ruben Benatti, Università per Stranieri di Siena ruben.benatti@unistrasi.it BENATTI E-JournALL 9(2) (2022), pp. 45-50 46 1. Introduzione Il volume, Un Alfabeto di 73 Lettere. Strategie per la Didattica Linguistica di Paolo Torresan, costituisce uno strumento utile per una riformulazione e un aggiornamento dell'insegnamento delle lingue. Il volume è composto da tre parti per un totale di otto capitoli, e tratta molteplici aspetti teorici e pratici di glottodidattica. In particolare, come si desume dal titolo, quelli relativi alle strategie di apprendimento e insegnamento. Come viene affermato da Letizia Cingagnotto nella prefazione, “delle numerose ‘strategie’ proposte dal volume emerge il ‘filo rosso’ dell'approccio orientato all'azione, delineato dal Volume Complementare del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue del 2020” (p. 7). Il Quadro Comune vede gli apprendenti come attori sociali e la lingua come mezzo di comunicazione, non solo come insieme di regole formali. La prima parte (Capitoli 1 e 2) è sostanzialmente storica e teorica. Viene riassunta in maniera esaustiva e chiara, anche per coloro che non sono propriamente esperti del tema, la storia del concetto di metodo nella didattica delle lingue. Nella parte seconda (Capitoli 3 e 4) vengono definiti i concetti di strategia e approccio. Viene proposta una classificazione delle varie strategie e si presentano alcuni principi base nella progettazione di corsi, lezioni e attività. La terza parte infine (Capitoli 5, 6, 7 e 8), la più applicativa, è dedicata a presentare concretamente diversi tipi di strategie e attività utili da mettere in pratica in classe. Le basi teoriche a cui l'autore fa riferimento sono diverse: da Bloom, a Prabhu, a Nunan, a Kumaravadivelu, fino ad arrivare agli ideatori del Lexical Approach (Lewis, 1993, 1997; Willis, 1990) e alle sue applicazioni per l'italiano (Cardona, 2004, 2005). Secondo la prefazione, se il linguaggio rappresenta il pensiero, le strategie proposte da Torresan contribuiscono, se appropriatamente utilizzate in classe, a “far vedere” i processi di apprendimento e insegnamento. Ciò permette di creare un'atmosfera più entusiastica e dunque più favorevole per gli apprendenti aumentandone la motivazione e la partecipazione. Conclude il lavoro un glossario esplicativo dedicato ai termini tecnici utilizzati nel volume. Ciò contribuisce a rendere il volume facilmente fruibile anche ai non specialisti. 2. Contenuti singoli capitoli La prima parte (Capitoli 1 e 2), come già accennato, rappresenta una sorta di introduzione storico- teorica. Nel primo capitolo viene riassunta l'evoluzione del metodo nell'insegnamento linguistico, distinguendo i concetti di metodo e approccio; successivamente viene illustrato il rapporto gerarchico dall'approccio al metodo (Anthony, 1963). In base a tale modello, l'approccio rappresenta il livello massimo di astrazione, che si concretizza nelle proposte didattiche dei vari metodi. L'autore sottolinea poi che nel post metodo il concetto di approccio è cambiato: “il nuovo concetto di approccio non ha bisogno di “incarnarsi”, di cristallizzarsi cioè in una formula chiusa (un metodo): vale piuttosto come schema aperto a cui gli insegnanti si ispirano per confezionare loro stessi una serie di tecniche” (p. 15). L'autore sembra dunque riferirsi al metodo come a un modello a cui rifarsi piuttosto che a un insieme di procedure da seguire con precisione. Successivamente viene introdotto il concetto di “post-metodo”, concepito come una vera e propria filosofia “che nutre ogni sospetto verso ogni possibile formula” (p. 16); l'autore evidenzia come esso si ponga in esplicito contrasto con la nozione stessa di “metodo”, proponendo una distinzione sempre meno rigida tra teoria e pratica. Il lavoro spartiacque, riguardo al post-metodo, viene individuato dall'autore in Prabhu (1990). Nel secondo capitolo invece viene presentata una serie di proposte che possono ricadere nel “post- metodo”: – il Dogme Approach (un approccio comunicativo che scoraggia l'utilizzo di libri di testo e punta sulla conversazione tra insegnante e apprendenti); – l'approccio di H.D. Brown (secondo il quale chi parla una L2 sviluppa anche un nuovo modo di pensare e agire); – il Principled Communicative Approach di Dörnyei (il cui scopo è l'efficacia comunicativa; si basa sul principio di learning by using, sull'utilizzo di materiali autentici e si focalizza sul significato anziché sulla forma); – l'approccio neurolinguistico (si basa sull'acquisizione di una competenza implicita, simile a quella dei bambini, sull'insegnamento project-based, su strategie didattiche interattive in situazioni autentiche e sul learning by doing); – l'approccio globale (parte da una visione, appunto, globale, prima di focalizzarsi sui dettagli e suggerisce di lavorare su pattern invece che su regole); RECENSIONE: UN ALFABETO DI 73 LETTERE E-JournALL 9(2) (2022), pp. 45-50 47 – l'approccio di E. Macaro (che punta a incentivare la comunicazione orale sia dai livelli più bassi e privilegia lo sviluppo di abilità alla didattica delle competenze linguistiche). Per ognuno di questi, e in base alle caratteristiche peculiari di ognuno, nella summenzionata tabella vengono citate le basi teoriche, l'approccio verso gli apprendenti (ad es. il ruolo dell'autonomia, la gestione dell'ansia, ecc.), il ruolo di alcune componenti del linguaggio (ad esempio la grammatica), il ruolo e l'atteggiamento dell'insegnante, ecc. Il volume concepisce l'insegnante come soggetto estremamente flessibile, non legato strettamente ad una teoria e/o ad un metodo specifici. Come si può leggere in quarta di copertina, tra le qualità che distinguono l'insegnante vi è la capacità di adattare materiali e tecniche in funzione della classe che ha davanti. Per fare questo è importante saper riconoscere e manipolare elementi minimi, qui chiamati "strategie", dando forma ad attività via via diverse ed efficaci per allenare diverse competenze (…). La descrizione di ogni strategia è preceduta da una stringa che accenna alle funzioni alle quali essa si accompagna ed è arricchita da attività pratiche a cui ispirarsi (…) l'idea alla base del volume è che anziché aderire a un preciso metodo didattico, sia possibile attingere a diversi metodi creandosene uno proprio: ogni insegnante può trovare nel testo uno stimolo a crearsi un proprio stile sia nell'insegnamento in senso stretto che nel modo di “vivere” nel gruppo- classe”. Risulta dunque chiaro come l'autore voglia incoraggiare gli insegnanti non solo a raggiungere una padronanza delle strategie proposte, rese molto chiare dalla stringa di descrizione delle funzioni, ma a raggiungere una propria autonomia nell'adattare e manipolare le strategie proposte, oltre a crearne di nuove. Ciò viene anche riassunto nella prefazione di Castagnotto: “nell'era del “post-metodo” in cui ci troviamo, non è dunque possibile adottare un unico approccio didattico” (p. 7). Dopo aver presentato, nella prima parte, diversi modelli teorici e riflessioni interessanti, nella seconda (Capitoli 3 e 4) viene definito il concetto di strategia e i principi teorici da tenere presente nella progettazione di una didattica basata su di esse. L'autore dà una definizione di strategia nel Capitolo 3: “Chiamiamo “strategia didattica” un piano d'azione che l'insegnante escogita per ottimizzare l'apprendimento. Esso può riflettere il comportamento spontaneo di uno studente (strategia di apprendimento) o dipendere da decisioni che pertengono al docente (strategie d'aula)” (p. 44). Citando la fondamentale ricerca di Oxford (1990), l'autore fa notare come gli studenti più strategici sono sempre quelli più rapidi nell'apprendimento. Per aiutare i meno veloci, è necessario: “1. Stimolare un atteggiamento esplorativo; 2. ampliare il ventaglio di strategie di apprendimento a disposizione; 3. affinare la competenza metacognitiva, ovvero la capacità di riflettere sul proprio modo di imparare” (p. 45). Il Capitolo 4 è dedicato agli aspetti di progettazione. Prima viene delineato il profilo dell'insegnante strategico, sottolineandone la creatività e l'autonomia; in seguito si entra nella fase più propriamente dedicata al processo di progettazione, durante il quale, secondo l'autore, i parametri che orientano l'insegnante (e che nel capitolo in oggetto vengono definite) sono l'accettabilità, la coerenza intrinseca, estrinseca e interna, la coesione interna ed esterna, l'efficacia, l'armonia, la chiarezza, l'accessibilità, il controllo ed infine il valore aggiunto. La terza parte (Capitoli 5-8) è dedicata ad un dettagliato compendio delle strategie didattiche ed è la parte più consistente del libro. Per questo motivo, i lettori e le lettrici che si aspettano di ricevere suggerimenti strettamente applicativi e pratici, non resteranno delusi/e. Vengono forniti ulteriori spunti tramite la descrizione e classificazione delle strategie didattiche presentate. Anche gli aspetti psicologici, psicolinguistici e neurolinguistici vengono tenuti in conto e possibilmente utilizzati come giustificazione teorica delle attività suggerite. Le differenze cross linguistiche, cioè la distanza tra L1 e L2, e le differenze culturali, forse non vengono prese molto in considerazione rispetto ad altri lavori di questo tipo, a dimostrazione che le strategie suggerite dall'autore mirano ad avere un valore “univoco”, cioè ad essere applicabili e adattabili ad ogni tipologia di apprendenti. L'autore suddivide le strategie presentate secondo diverse tipologie: 1) strategie generative di comportamenti negli studenti, suddivise in strategie cognitive, linguistiche, metacognitive, regolative, dinamiche e a mediazione sociale; le prime tre “riecheggiano le note HOTS (Higher Order Thinking Skills) e LOTS (Lower Order Thinking Skills) di Bloom (Bloom et al. 1956)” (prefazione, p. 8); le strategie regolative riguardano “il complesso di azioni che agiscono sulla sfera emotiva, sollecitando emozioni positive ai fini BENATTI E-JournALL 9(2) (2022), pp. 45-50 48 dell'apprendimento” (p. 207); le strategie dinamiche e a mediazione sociale riguardano uno dei quattro modes of communication del Volume Complementare del QCER: la mediation; 2) strategie relative alla gestione di materiali e risorse, riguardanti la selezione dei materiali ed eventualmente le loro modifiche; 3) strategie relative alla comunicazione del docente, che forniscono preziosi suggerimenti sul modo con cui l'insegnante può comunicare con i discenti, in modo da stimolarne la motivazione e la capacità di lavorare in modo autonomo; 4) strategie applicate alla prestazione degli studenti, che riguardano la verifica e la valutazione, una parte essenziale del lavoro dell'insegnante: vengono dati suggerimenti per verificare se e quanto gli apprendenti hanno assimilato. Ognuna di queste categorie è divisa in numerose sottocategorie per ognuna delle quali vengono presentati corrispondenti esempi di attività, su cui non ci si può dilungare in questa sede ma che possono coprire tutti i bisogni che un insegnante si può trovare a dover soddisfare in un percorso didattico. Come già menzionato, i destinatari, in particolar modo studenti e insegnanti, potranno cogliere sia riferimenti teorici legati alle pratiche didattiche, sia suggerimenti concreti, esposti in maniera ben strutturata. Concludiamo questo paragrafo con due esempi di strategie. La prima (strategia 69) fa parte della sezione dedicata alle strategie relative alla comunicazione del docente; la seconda (strategia 48) è compresa tra quelle alla gestione di risorse e materiali. La strategia 69 è chiamata “Raccontare storie” e riguarda il modo di presentare storie e stimolarne la creazione (favole, aneddoti, lunghi racconti, fino ai monologhi del Total Physical Response). In particolare, si possono rielaborare in classe storie note sfruttando la gestualità e il tono di voce; infine vengono proposti due diversi modi di creare un racconto improvvisato, tecnica che l'autore considera poco sfruttata in classe. Come per ogni sezione o strategia, il capitolo propone interessanti suggerimenti bibliografici di approfondimento. La parte dedicata a questa strategia comprende anche paragrafi dedicati all'uso delle immagini, all'anticipazione del lessico, fornire glosse, ecc. Si sottolinea inoltre che questa strategia fa parte del Capitolo 8, dedicato interamente alla comunicazione del docente: affronta aspetti come il controllo del parlato, della comunicazione non verbale, su come suscitare un certo impatto emotivo sugli studenti e su come motivare le proprie scelte didattiche. La strategia 48, intitolata “Gestire l'accessibilità dei testi”, contiene invece una serie di suggerimenti che mirano a facilitare la comprensione. Ad esempio, il docente può agire sull'impaginazione del testo (lettura a zig zag o a gimcana). Oppure il docente può proporre una lettura “a blocchi”, invitando gli studenti a porre particolare attenzione a determinate parole. Altra tecnica può essere quella di indicare le domande di comprensione a lato del capoverso, anziché alla fine del test. Quelli sopra citati sono solo due degli innumerevoli suggerimenti pratici disseminati nel libro. Nel prossimo paragrafo si individueranno i possibili destinatari del lavoro. 3. Destinatari I destinatari del lavoro in esame non sono solo insegnanti di italiano L2, ma anche linguisti e insegnanti di lingue in generale, oltre che studenti e appassionati di problematiche glottodidattiche, che vengono guidati alla scoperta di 73 strategie didattiche estremamente utili per stimolare determinati comportamenti nei discenti, per ricavare spunti su come usare materiali e risorse, sulla gestione della classe e sulla valutazione. L'inquadramento teorico delle prime due parti del libro consente di fornire buone basi a chi si interessa di educazione linguistica, oltre a fornire numerosi spunti per successivi approfondimenti. Nella terza parte invece, la vasta gamma di strategie presentate costituisce un bagaglio di strumenti per la didattica delle lingue in generale e dell'italiano in particolare (va notato che l'autore in alcuni casi adatta certe strategie e attività originariamente proposte, dai loro ideatori, per la lingua inglese). Da tutto ciò ogni insegnante di lingua può trarre ispirazione sia per conseguire gli obiettivi linguistici specifici di ogni corso, sia per aumentare la motivazione e fornire adeguati feedback agli apprendenti. Da una prospettiva prettamente pratica, il valore del volume è dato in particolare dalla diretta applicabilità, sia dal punto di vista degli insegnanti che degli apprendenti, delle strategie proposte. Sia RECENSIONE: UN ALFABETO DI 73 LETTERE E-JournALL 9(2) (2022), pp. 45-50 49 insegnanti che discenti possono diventare più consapevoli dei processi che vengono innestati nel percorso di apprendimento di una lingua e nell'applicazione di determinate strategie. 4. Conclusioni Gli scopi fondamentali del volume possono considerarsi indubbiamente raggiunti, sia dal punto di vista teorico che da quello pratico. I temi principali affrontati nel libro forniscono un prezioso supporto non solo per chi insegna italiano come L2, ma per chiunque sia interessato a tematiche e metodologie glottodidattiche. Il quadro teorico viene introdotto in maniera estremamente chiara, fornendo anche spunti importanti per chi volesse approfondire il campo in oggetto, mentre la parte più squisitamente pratica presenta numerose attività applicabili in vari contesti, stimolando anche chi lavora sul campo a prendere spunto per sviluppare nuove varianti “personali” delle attività e tecniche presentate. Le diverse parti del libro possono sia fungere da base di partenza per nuove ricerche sul campo dell'acquisizione linguistica e della metodologia didattica, che da “manuale per l'insegnante” da cui si potranno trarre spunti per adattare le diverse attività ai più svariati contesti educativi. Come già accennato, il valore pratico del volume sta nella grande varietà delle strategie e attività proposte e nella loro semplicità applicativa. Ciò rende il lavoro estremamente “flessibile” e di grande utilità sia per gli insegnanti che per gli apprendenti. Un unico appunto può riguardare il fatto che la bibliografia è disponibile solo inquadrando il codice QR nell'indice con la myapp della Casa Editrice Pearson. Forse una sezione nel volume dedicata interamente alla bibliografia sarebbe stata una scelta migliore e avrebbe contribuito a rendere il volume più agevole da utilizzare, specialmente nel caso di insegnanti non particolarmente a loro agio con le nuove tecnologie digitali. Riferimenti Anthony, Edward (1963). Approach, method, technique. English Language Teaching, 17, 63-67. Bloom, Benjamin S., Engelhart, Max, Furst, Edward J., Hill, Walter H., & Krathwohl, David R. (1956). Taxonomy of educational objectives, handbook I: The cognitive domain. David McKay Co Inc. Cardona, Mario (2004). Apprendere il lessico di una lingua straniera. Aspetti linguistici, psicolinguistici e glottodidattici. Adriatica Editrice. Cardona, Mario (2005). Applicazioni dell'approccio lessicale nell'insegnamento dell'italiano L2. Babylonia, 3/05, 19-23. Lewis, Michael (1993). The lexical approach. Language Teaching Publications. Lewis, Michael (1997). Implementing the lexical approach: Putting a theory into practice. Language Teaching Publications. Oxford, Rebecca (1990). Language learning strategies: What every teacher should know. Heinle & Heinle Publishers. Willis, Dave (1990). The lexical syllabus. A new approach in language teaching. Collins. BENATTI E-JournALL 9(2) (2022), pp. 45-50 50 Ruben Benatti, Università per stranieri di Siena ruben.benatti@gmail.com IT Ruben Benatti è assegnista di ricerca presso l'Università per Stranieri di Siena sul tema dell'insegnamento della lingua inglese ad apprendenti non vedenti e ipovedenti tramite approccio contrastivo. Ha conseguito un MA in Linguistica presso l’Universitá del Piemonte Orientale e un PhD in Linguistica e Didattica della Lingua Italiana a Stranieri presso l’Universitá per Stranieri di Siena. Negli ultimi tre anni e mezzo è stato Lettore di lingua italiana all'Università di Szeged, presso la quale ha tenuto anche corsi di psicolinguistica, sociolinguistica e comunicazione interculturale. È stato assegnista di ricerca presso l'Università del Piemonte Orientale dove ha insegnato lingua italiana ed è stato responsabile e coordinatore degli esami di Certificazione CILS. Ha tenuto corsi di lingua e cultura italiana presso l'Università di Padova e i Politecnici di Milano e Torino. È stato lettore e insegnante di italiano in vari Istituti e Università, in Serbia, Turkmenistan, Australia, Cina e Guatemala. Attualmente tiene corsi di italiano online per The Really Great Teachers Company e collabora come IT Service & Consultancy presso Tata Consultancy Services a Budapest. EN Ruben Benatti is a postdoctoral researcher at the Università per Stranieri di Siena, where he studies English language teaching for blind and visually impaired learners using a contrastive approach. He completed his MA in Linguistics at the Universitá del Piemonte Orientale and his Ph.D. in Linguistics and teaching Italian as a second language at the Università per Stranieri di Siena. For the last three and a half years, he was a lecturer of Italian as a second language at the University of Szeged, where he also held courses in psycholinguistics, sociolinguistics and intercultural communication. As part of his post doc activity at the Università del Piemonte Orientale, he taught Italian and was responsible for and coordinator of the CILS certification exams. He also taught courses in Italian language and culture at the University of Padua and at the Polytechnic institutes of Turin and Milan, and he was a lecturer and teacher of Italian in several institutes and universities in Serbia, Turkmenistan, Australia, China, and Guatemala. He currently teaches online courses in Italian for The Really Great Teachers Company and collaborates with IT Service & Consultancy at Tata Consultancy Services in Budapest. ES Ruben Benatti es investigador postdoctoral en la Università per Stranieri di Siena, donde estudia la enseñanza del inglés a aprendientes invidentes utilizando un enfoque contrastivo. Tiene una Maestría en Lingüística de la Universitá del Piemonte Orientale y un Doctorado en Lingüística y Didáctica de la Lengua Italiana para Extranjeros de la Universidad para Extranjeros de Siena. En los últimos tres años y medio ha sido profesor de italiano como lengua extranjera en la Universidad de Szeged, donde también ha impartido cursos de psicolingüística, sociolingüística y comunicación intercultural. Como parte de su actividad postdoctoral en la Universitá del Piemonte Orientale, enseñó italiano y fue responsable y coordinador de la certificación CILS. Ha impartido cursos de lengua y cultura italianas en la Universidad de Padua y en los institutos Politécnicos de Milán y Turín. Ha sido lector y profesor de italiano en varios institutos y universidades de Serbia, Turkmenistán, Australia, China y Guatemala. Actualmente imparte cursos de italiano en línea para The Really Great Teachers Company y colabora como IT Service & Consultancy en Tata Consultancy Services en Budapest.