EuroAmerican Journal of Applied Linguistics and Languages Volume 10, Issue 1, July 2023, 39-57 ISSN 2376-905X http://doi.org/10.21283/2376905X.1.10.1.2746 www.e-journall.org © Scibetta 2023. This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License. 39 Oscillando tra sinofobia e sinofilia: un’analisi del discorso mediatico sui cinesi in Italia ai tempi del Covid ANDREA SCIBETTA Università per Stranieri di Siena Received 19 March 2023; accepted after revisions 22 June 2023 ABSTRACT IT Questo contributo ha l’obiettivo di presentare un’analisi qualitativa condotta su un corpus di 48 testi giornalistici, raccolti da quotidiani italiani (n = 24) e giornali e/o portali web per cinesi d’oltremare residenti in Italia (n = 24). Il focus principale dell’analisi riguarda l’impatto della pandemia da COVID-19 sulle vite dei cinesi e dei sinodiscendenti in Italia. Il framework metodologico dello studio assume una connotazione triplice. Innanzitutto viene enfatizzato un approccio misto, che mette in relazione la Grounded Theory (Charmaz, 2006) e la Qualitative Content Analysis (Ji & Eun, 2014). Lo strumento usato per mettere in pratica tale approccio è il software multifunzionale Nvivo 11, un programma che finora è stato adoperato in diversi settori della conoscenza, come la sociologia, la psicologia e l’etnografia (Pacifico & Coppola, 2010). Infine, per quanto riguarda il processo di etichettatura dei nodi concettuali codificati attraverso Nvivo, un’ulteriore prospettiva è stata presa in considerazione, ovvero quella dei Chinese Discourse Studies (Shi-xu, 2014). I risultati dell'analisi contribuiscono ad interpretare, da varie angolature, diversi aspetti dell'impatto del Covid-19 sulla vita di cinesi e sinodiscendenti in italia. Parole chiave: CHINESE DISCOURSE STUDIES, GROUNDED THEORY, ANALISI QUALITATIVA DEL DISCORSO, PANDEMIA COVID-19 EN This article introduces a qualitative analysis of a corpus of 48 articles, gathered from Italian newspapers (n = 24) and newspapers and/or web portals addressed to Chinese expatriates residing in Italy (n = 24). The main topic of the analysis concerns the impact of the COVID-19 pandemic on the lives of Chinese expatriates and people of Chinese descent in Italy. The methodological framework brings together Grounded Theory (Charmaz, 2006) and Qualitative Content Analysis (Ji & Eun, 2014), using the multidimensional software Nvivo 11, a methodological instrument which has so far been mainly applied in sociology, psychology, and ethnography (Pacifico & Coppola, 2010). Additionally, a further methodological perspective, Chinese Discourse Studies (Shi- xu, 2014), has been taken into consideration in the labeling of conceptual nodes coded through Nvivo. The results contribute to a deeper understanding, from multiple perspectives, of how Covid-19 impacted on the lives of Chinese people and people of Chinese descent in Italy. Key words: CHINESE DISCOURSE STUDIES, GROUNDED THEORY, QUALITATIVE CONTENT ANALYSIS, COVID-19 ES Esta contribución tiene como objetivo presentar un análisis cualitativo realizado sobre un corpus de 48 textos periodísticos, recopilados de diarios italianos (n = 24) y periódicos y/o portales web para chinos residentes en Italia (n = 24). El tema principal del análisis alude al impacto de la pandemia de COVID-19 en la vida de los chinos y sinodescendientes en Italia. El marco metodológico del estudio asume un enfoque mixto, que relaciona la Grounded Theory (Charmaz, 2006) y el Qualitive Content Analysis (Ji & Eun, 2014). La herramienta utilizada para poner en práctica este enfoque es el software multifuncional Nvivo 11, programa que hasta el momento ha sido empleado en diversos campos del conocimiento, como la sociología, la psicología y la etnografía (Pacifico & Coppola, 2010). Finalmente, en el proceso de etiquetado de los nodos conceptuales codificados a través de Nvivo, se ha tenido en cuenta otra perspectiva, la de los Chinese Discourse Studies (Shi-xu, 2014). Los resultados contribuyen a una comprensión más profunda, desde múltiples perspectivas, de cómo el Covid-9 impactó en la vida de las personas chinas y de ascendencia china en Italia. Palabras clave: ESTUDIOS DEL DISCURSO CHINO, GROUNDED THEORY, ANÁLISIS CUALITATIVO DE CONTENIDO, PANDEMIA DE COVID-19 * Andrea Scibetta, Università per Stranieri di Siena scibetta@unistrasi.it http://www.e-journall.org/ SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 40 1. Introduzione Lo scoppio della pandemia da COVID-19 in Cina e la sua rapida diffusione a livello endemico in ogni parte del pianeta ha comportato una situazione emergenziale epocale, accompagnata quasi subito da una vera e propria ondata di sinofobia e atteggiamenti di aperto razzismo, talvolta sfociati in violenze fisiche, in molte aree di insediamento di cinesi d’oltremare (Gao, 2022 inter alia). Per dare un’idea della portata di tale irrigidimento nei confronti di cinesi/sinodiscendenti nel mondo, basti pensare che l’undicesima conferenza mondiale della International Society for the Study of Chinese Overseas (ISSCO) è stata dedicata unicamente al tema “Diasporic Futures: Sinophobia, Techno-Political Strife, and the Politics of Care”1. Come in tanti altri contesti, anche in Italia si è assistito ad una proliferazione di atteggiamenti razzisti nei confronti delle persone cinesi in concomitanza con lo scoppio della pandemia e, soprattutto, con i primi casi di COVID in Lombardia, in Veneto e in tutto il resto del paese. Varie studiose hanno analizzato da vicino, con una certa rapidità, l’impatto negativo della pandemia su cinesi e sinodiscendenti in Italia, sia da un punto di vista delle eteropercezioni e delle rappresentazioni sociali nei loro confronti, nonché della loro stigmatizzazione come “portatori di virus” (Stafutti, 2020), sia per quanto riguarda la perdita di visibilità e di voce da parte di queste persone in relazione alla loro produzione artistico-culturale con l’arrivo del virus (Pedone, 2020). I temi legati alla sinofobia e agli atteggiamenti razzisti e discriminatori nei confronti di cinesi e sinodiscendenti, sia sul piano verbale che su quello fisico, non sono nuovi nella società italiana (cfr. Atzori, 2021; Bai, 2021; Candido, 2021; inter alia). A tali atteggiamenti si accostano spesso rappresentazioni sociali (Moscovici, 2005) derivanti da un discorso mediatico dominante che tende a stereotipare negativamente o a stigmatizzare gruppi di cittadini stranieri, contribuendo a costruire immagini distorte dell’alterità (cfr. in particolare Van Dijk, 1991 in merito all’apparato teorico alla base dei fenomeni razzisti nella stampa). Per quanto riguarda, nello specifico, la stretta interrelazione tra media e trasmissisone di rappresentazioni sociali connotate negativamente (e potenzialmente razziste) sui cinesi in Italia, si rimanda a Zhang (2019), con particolare riferimento al discorso (tanto pervasivo quanto poco fondato giuridicamente) sull’esistenza di mafie cinesi in Italia, e ai dibattiti pubblici sulla presunta concorrenza sleale delle imprese cinesi in particolare nel distretto tessile di Prato. A tale proposito si reputa interessante prendere in considerazione anche la categoria del “razzismo democratico” (Faso, 2008; Lunaria, 2017), che rispecchia quell’atteggiamento, di carattere più o meno velatamente discriminatorio, di alcuni giornalisti (indipendentemente dall’orientamento politico di riferimento del loro giornale) nei confronti di questioni che riguardano l’immigrazione e la presenza di persone di altre nazionalità in Italia, e che fanno riferimento ad una rete semantica di concetti, come quelli di “etnia” o “culture altre”, che incentivano distorsioni percettive, esacerbando una retorica del “noi vs. loro” già forte nell’opinione pubblica (cfr. a tale proposito anche Gallissot, Kilani, & Rivera, 2001). Per quanto concerne in modo particolare il tema della sinofobia con l’arrivo del COVID, anche nel discorso politico e in quello mediatico si sono colti subito i riflessi di un irrigidimento nei confronti della Cina e dei cinesi d’oltremare. Un numero rilevante di articoli di quotidiani italiani, infatti, a partire dal mese di gennaio 2020 si è concentrato da un lato a minimizzare episodi di sinofobia che hanno coinvolto anche volti famosi (è diventata celebre in questo senso la battuta razzista di Buffon ad un tifoso cinese il 15 febbraio 2020: “Hai il Corona eh, ti guardo eh? (…) “Cazzo sei di Wuhan?”)2; dall’altro lato la stampa si è spesso dedicata ad alimentare una visione di “mistero” attorno alle “comunità cinesi” in Italia, guardate allo stesso tempo con ammirazione e con sospetto per essere riuscite a contenere il contagio (emblematico è il titolo del Corriere della Sera “Coronavirus, le “armi magiche” di Pechino: perché i negozi cinesi hanno chiuso per primi”, del 12 marzo 2020)3. Tali rappresentazioni, tuttavia, riflettono distorsioni percettive tutt’altro che nuove nei confronti di cinesi e sinodiscendenti: come riportato da numerosi studiosi, e come già anticipato sopra, infatti, il discorso 1 Per avere maggiori informazioni sulle sessioni tematiche e sui principali temi trattati (ultima consultazione: giugno 2023), si veda il materiale al link https://issco.site/conferences. 2Si veda l’articolo del Corriere della Sera del 15/02/2020 al link: https://www.corriere.it/sport/20_febbraio_15/buffon- battuta-cinese-coronavirus-fa-indignare-web-edb332ec-4fe5-11ea-a036-d715f3c65007.shtml (ultima consultazione: giugno 2023). 3 https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_12/virus-armi-magiche-pechino-perche-negozi-cinesi-hanno-chiuso-primi- 64d7b092-648a-11ea-90f7-c3419f46e6a5.shtml (ultima consultazione: giugno 2023). https://issco.site/conferences https://www.corriere.it/sport/20_febbraio_15/buffon-battuta-cinese-coronavirus-fa-indignare-web-edb332ec-4fe5-11ea-a036-d715f3c65007.shtml https://www.corriere.it/sport/20_febbraio_15/buffon-battuta-cinese-coronavirus-fa-indignare-web-edb332ec-4fe5-11ea-a036-d715f3c65007.shtml https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_12/virus-armi-magiche-pechino-perche-negozi-cinesi-hanno-chiuso-primi-64d7b092-648a-11ea-90f7-c3419f46e6a5.shtml https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_12/virus-armi-magiche-pechino-perche-negozi-cinesi-hanno-chiuso-primi-64d7b092-648a-11ea-90f7-c3419f46e6a5.shtml OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 41 mediatico dominante italiano è da molti anni intriso di stereotipi negativi e pregiudizi nei confronti di queste persone (cfr. Chu, 2019; Zhang, 2017, 2019; inter alia). Allo stesso tempo, da parte cinese emerge in modo sempre più deciso un discorso mediatico e, soprattutto, politico teso ad enfatizzare una retorica della guerra che contrappone la Repubblica Popolare al COVID, all’interno della quale il “modello cinese” di prevenzione dal virus viene individuato come l’unico possibile e in grado di salvare l’umanità (cfr. Zhao, 2020 inter alia). Questa politicizzazione della lotta al COVID (rafforzata dalla cosiddetta “Zero COVID policy” inaugurata e portata avanti con insistenza da Xi Jinping fino al mese di dicembre 2022), si ripercuote tuttora sulle relazioni internazionali della Repubblica Popolare (Costantino, 2020), nonché sulle stesse rappresentazioni artistico-letterarie legate alla pandemia da parte di cittadini cinesi (cfr. Fumian, 2020; Picerni, 2020 inter alia). 2. Lo studio condotto: il dataset e l’impianto metodologico Lo scopo di questo contributo è quello di descrivere i principali passaggi di un’analisi qualitativa, condotta su un corpus di articoli giornalistici di quotidiani italiani di larga diffusione e di giornali e portali web per migranti cinesi in Italia, finalizzata a studiare l’impatto provocato dallo scoppio e dagli sviluppi della pandemia sulla vita sociale di cinesi e sinodiscendenti in varie parti del paese. Ulteriori obiettivi collaterali si focslizzano sull’analisi del discorso mediatico in relazione alle interrelazioni simboliche fra i cinesi in Italia e la loro madrepatria, sia per quanto riguarda il sostegno della Repubblica Popolare ai connazionali all’estero (in particolare sotto forma di aiuti forniti a questi ultimi e anche al sistema sanitario italiano) sia per ciò che concerne l’influenza esercitata da un discorso pubblico dominante in Cina, che pone in primo piano la retorica della “via cinese” della lotta al COVID come migliore modello di riferimento (Fumian, 2020). 2.1. Struttura e caratteristiche principali del dataset Il corpus collezionato e analizzato è composto da un totale di 48 testi giornalistici, 24 dei quali provengono da quotidiani di larga diffusione in Italia e 24 da giornali/portali di informazioni rivolti a persone cinesi/sinodiscendenti in Italia. Per quanto riguarda le sue caratteristiche generali, si tratta di un corpus interamente scritto, sincronico, bilingue, comparabile (per temi trattati nelle varie fonti, per numero di parole contenute nei due sotto-corpora e per il perioro temporale di riferimento), e contrastivo, formato da testi interi di carattere giornalistico, che sono stati poi codificati secondo una prospettiva principalmente corpus-driven (Riccio 2016, p. 19;per i dettagli sulla codifica rimandiamo al paragrafo. 3). Si tratta inoltre di un corpus relativamente rappresentativo per l’obiettivo generale dell’analisi, ovvero quello di indagare sull’impatto della pandemia sulla vita sociale, individuale e sulle percezioni delle/sulle persone cinesi/sinodiscendenti residenti in Italia. Bisogna specificare, comunque, che l’analisi qui proopsta non ha pretese di esaustività né di generalizzabilità delle conclusioni da essa derivate, anche se contribuisce a fornire interessanti spunti di riflessione sia per lo studio dei media sia per le implicazioni legate al temi indagati. Nello specifico, i testi in lingua italiana sono stati raccolti da La Repubblica (n = 6), La Stampa (n = 6), Il Corriere della Sera (n = 6) e La Nazione (n = 6), mentre quelli in lingua cinese fanno riferimento a Yidali shijie Zhongguo意⼤利世界中国, noto al pubblico italofono anche come Cina in Italia (n = 8), Ouzhou lianhe shibao 欧洲联合时报, noto in italiano come Il tempo Europa-Cina (n = 8) e dal portale di notizie web Yidali xinwen wang 意⼤利新闻⽹ (n = 8). La tiratura dei quotidiani italiani sopra menzionati è nota, così come la loro diffusione a livello nazionale; per quanto riguarda i giornali/portali di informazione cinesi consultati, al momento della selezione tutti gli articoli raccolti erano stati consultati da alcune migliaia di lettori, in qualche caso anche più di 10.000, dimostrando quindi a loro volta una discreta circolazione. Tutte e tre le fonti in cinese, infatti, vantano una diffusione storica tra i migranti cinesi in Italia. Nello specifico, il primo dei tre rappresenta l’edizione italiana di China Newsweek, periodico edito da China News, che conta 40 milioni di visualizzazioni al giorno. Cina in Italia nacque nel 2001 come periodico multitematico in lingua cinese e si attestò rapidamente tra le fonti più consultate dai cinesi in Italia. Nel 2007 la rivista diventò bilingue e negli ultimi anni, attraverso la costruzione e l’aggiornamento continuo del suo sito web, permette una vasta diffusione delle notizie quotidiane fra cinesi, sinodiscendenti e non solo. Anche Il tempo Europa-Cina e Yidali xinwen wang rappresentano due punti di riferimento per l’accesso alle informazioni locali da parte di persone sinofone in Italia: il primo naque in versione cartacea nel 1999, mentre il secondo venne inaugurato nel 2004 come portale di notizie riguardanti sia il contesto italiano sia quello cinese. SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 42 La lunghezza totale del sotto-corpus in lingua italiana ammonta a circa 12.300 parole, mentre quello in lingua cinese conta un totale di 19.100 caratteri. Si specifica che il cinese è una lingua che processa i contenuti testuali per numero di caratteri, non per numero di parole (il concetto di “parola” nella lingua cinese è una importazione recente, introdotta sostanzialmente con l’inizio del periodo “coloniale” a metà XIX secolo). Considerando comunque che nel cinese standard contemporaneo più del 70% delle parole sono bisillabiche (Abbiati, 2017), in questo caso è possibile fare una proporzione fra numero complessivo di parole del sotto- corpus italiano e numero complessivo di caratteri del sotto-corpus cinese per dedurre che le parole dei due sotto-corpora sono pressoché equivalenti numericamente. Al fine di verificare in modo più puntuale tale comparabilità numerica, si è ottenuto un ulteriore riscontro dell’equivalenza caratteri cinesi – parole italiane attraverso una traduzione in italiano dell’intero sotto-corpus cinese tramite il programma DeepL4: da tale operazione deriva che il numero di parole italiane ottenute con la traduzione ammonta a 11.932, ovvero una mole estremamente vicina a quella del sotto-corpus italiano corrispondente. Per quanto riguarda i criteri adottati per selezionare l’intero corpus in modo affidabile e per rendere comparabili i due sotto-corpora, specialmente in relazione agli obiettivi di analisi, si sono presi in considerazione i seguenti aspetti: – periodo temporale: si è scelto concentrarsi su avvenimenti e questioni che vanno dallo scoppio dei primi casi di COVID in Italia fino a tutta la seconda ondata, quindi indicativamente dal mese di febbraio a dicembre 2020. – Aspetti della pandemia su cui è stato posto il focus. I temi trattati sono equamente rappresentati in entrambi i sotto-corpora e, nello specifico, riguardano i seguenti ambiti: l’impatto del COVID sulle attività lavorative dei cinesi in Italia (n = 5 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 5 fonti nel sotto-corpus cinese); la pervasività del virus e i comportamenti virtuosi in termini di auto-isolamento e di adozione a livello informale di misure preventive da parte dei cinesi in Italia (n = 5 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 5 fonti nel sotto-corpus cinese); report periodici relativi alla pervasività del contagio in particolare in zone dove risiedono molte persone cinesi (n = 5 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 5 fonti nel sotto-corpus cinese); le donazioni solidali da parte della Repubblica Popolare Cinese verso l’Italia e i cinesi d’oltremare e il ruolo attivo delle persone cinesi in Italia nella promozione e nella distribuzione di tali donazioni (n = 4 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 4 fonti nel sotto-corpus cinese); il racconto di episodi di sinofobia e atteggiamenti di razzismo o violenza nei confronti di cinesi in Italia in concomitanza con lo scoppio della pandemia (n = 3 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 3 fonti nel sotto-corpus cinese); le assenze da scuola dei bambini cinesi o sinodiscendenti e le implicazioni relative alla loro carriera scolastica e ai loro rapporti interpersonali (n = 2 fonti nel sotto-corpus italiano e n = 2 fonti nel sotto-corpus cinese). – Criterio della pluralità geografica. Al fine di ottenere una fotografia il più possibile rappresentativa dell’impatto della pandemia sui cinesi in Italia, sono state selezionate notizie relative a diversi contesti geografici con una considerevole presenza storica di cittadini della Repubblica Popolare, ovvero Prato, Roma, Milano, Torino, Napoli e Padova, ma sono state prese in considerazione anche altre località urbane minori, principalmente localizzate in Piemonte, in Emilia-Romagna e in Toscana. La Tabella 1 riassume le informazioni più importanti inerenti al corpus raccolto. 4 DeepL è un software online che consente di svolgere traduzioni automatiche da una lingua di partenza a una lingua di arrivo, anche direttamente con caricamento di file Word o PDF, con un alto grado di affidabilità. OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 43 Tabella 1 Schema riassuntivo delle principali caratteristiche del corpus Caratteristiche principali Sotto-corpus in italiano Sotto-corpus in cinese N. articoli consultati 24 24 Quotidiani/portali di informazioni consultati La Repubblica (n = 6), La Stampa (n = 6), Il Corriere della Sera (n = 6), La Nazione (n = 6). Yidali shijie Zhongguo意⼤利世界中 国 (n = 8), Ouzhou lianhe shibao欧洲 联合时报, (n = 8), Yidali xinwen wang 意⼤利新闻⽹ (n = 8). N. parole/caratteri del sotto-corpus 12.300 parole 19.100 caratteri (11.932 parole ottenute con la traduzione in italiano del sotto- corpus in questione). Obiettivi dell’analisi Indagare sull’impatto della pandemia sulla vita sociale, individuale e sulle percezioni delle/sulle persone cinesi/sinodiscendenti residenti in Italia Periodo temporale di riferimento Febbraio-dicembre 2020. Aspetti della pandemia analizzate Impatto COVID su attività lavorative dei cinesi in Italia; pervasività del virus e comportamenti virtuosi dei cinesi in Italia; report periodici sul contagio in zone dove risiedono molte persone cinesi; donazioni solidali da parte della Repubblica Popolare Cinese verso l’Italia e i cinesi d’oltremare; episodi di sinofobia e atteggiamenti di razzismo o violenza nei confronti di cinesi in Italia; assenze da scuola di bambini cinesi o sinodiscendenti. Contesti geografici considerati Prato, Roma, Milano, Torino, Napoli e Padova e località urbane minori in Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana. 2.2. L’impianto metodologico alla base dello studio Come citato nella sezione precedente, l’analisi condotta sul corpus raccolto riflette un approccio principalmente corpus-driven, poiché per buona parte dei processi di codifica è stato usato un metodo induttivo, elaborando ipotesi a partire direttamente dai dati. Tuttavia, si ritiene opportuno precisare che quello utilizzato è un approccio misto, che mette in comunicazione paradigmi metodologici diversi e complementari, in parte basati anche su una prospettiva deduttiva. I costrutti teorico-metodologici di riferimento per tale approccio misto si rifanno alla Grounded Theory (Charmaz, 2006), alla Qualitative Content Analysis, da un punto di vista sia induttivo che deduttivo (Mayring, 2000), e per quanto riguarda in particolare i processi di labeling dei nodi concettuali codificati, al filone dei Chinese Discourse Studies (Shi-xu, 2014). La Grounded Theory, ovvero la prospettiva che riflette in modo più consistente un approccio induttivo e corpus-driven, venne introdotta da Glaser e Strauss (1967) come “the discovery of theory from data— systematically obtained and analyzed in social research” (p. 1). Come sottolineato nei vari documenti elaborati dal Grounded Theory Institute, infatti, “Grounded Theory is an inductive methodology. Although many call Grounded Theory a qualitative method, it is not. It is a general method. It is the systematic generation of theory from systematic research. It is a set of rigorous research procedures leading to the emergence of conceptual categories. (…) Grounded Theory can be used with either qualitative or quantitative data”. (Grounded Theory Institute, 2013). La Grounded Theory si presenta quindi come un metodo di analisi che parte dai dati, grazie al quale la teoria stessa si costruisce, si negozia e si ridefinisce attraverso la codifica dei dati stessi. Inizialmente venne usata per analisi di tipo sociologico, ma successivamente ha raggiunto una vasta gamma di applicazioni, che vanno dalla psicologia all’antropologia, dall’educazione alla etnolinguistica (Bazeley & Jackson, 2013). Negli ultimi anni, in particolare grazie a Charmaz (2006), si è affermata in seno alla Grounded Theory una corrente ispirata ad un approccio socio-interazionale, con la quale è stato messo in discussione il decentramento del ricercatore, enfatizzando invece un suo maggiore coinvolgimento, anche insieme ai partecipanti, nel caso di corpora basati su interviste, nella costruzione della teoria. Questa versione “moderata” della Grounded Theory, che presuppone l’inclusione di un margine di soggettività del ricercatore nell’analisi, è quella presa in considerazione nel presente studio. SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 44 Per fornire un esempio di applicazione del paradigma della Grounded Theory al processo di codifica, i due nodi nominati “Resilienza dei cinesi in Italia” e “Strategie per ripensare attività lavorative cinesi in Italia” (entrambi afferenti al tree node “Pandemia e impatto sulla vita sociale”, come vedremo nel prossimo Par.) emergono in modo implicito dall’analisi stessa, senza alcuna ipotesi formulata a priori da parte del ricercatore in relazione a questi due aspetti. L’altro pilastro su cui poggia l’impianto metodologico del presente studio è rappresentato dalla Qualitative Content Analysis (QCA), uno strumento usato principalmente per analizzare “the content of media text to enable similar results to be established across a group of text coders” (Priest, Roberts, & Woods, 2002, p. 35). Differentemente dalla Grounded Theory, dalla QCA emerge una dimensione maggiormente soggettiva nell’interpretazione dei dati, che deriva dalla suddivisione di questo approccio in una dimensione induttiva e in una dimensione deduttiva, cui si può far riferimento in modo integrato ed organico. Secondo un’accezione generale, infatti, la QCA viene definita “a research method for subjective interpretation of the content of text data through the systematic classification process of coding and identifying themes or patterns” (Hsieh & Shannon, 2005, p. 1278). In seno alla QCA si predilige una prospettiva induttiva quando la conoscenza pregressa relativa al fenomeno studiato è limitata o frammentaria (Elo & Kyngäs, 2008), mentre si adotta una prospettiva deduttiva quando l’obiettivo dell’analisi è quello di validare/confermare un approccio teorico già esistente, oppure quello di manipolare in un una nuova cornice contestuale dati precedentemente raccolti (Cho & Lee, 2014). Per fornire un esempio di codifica secondo la QCA, il nodo denominato “Sinofobia e diffidenza da attività cinesi” (v. Par. 3) riflette un approccio deduttivo, poiché convalida una ipotesi già presente ancor prima di condurre l’analisi. L’ultima delle tre prospettive teorico-metodologiche che compongono l’approccio misto di cui ci si è avvalsi per condurre l’analisi è quella dei Chinese Discourse Studies (Shi-xu, 2014), un promettente filone di studi emerso nell’ambito dei più vasti Cultural Discourse Studies (ivi), il cui obiettivo principale è quello di assumere una prospettiva interpretativa il più possibile decentrata rispetto ai criteri etnocentrici e anglocentrici che dominano e guidano la maggior parte dei lavori di discourse analysis, sia nel Global North che nel Global South, come riflesso di dinamiche neo-coloniali di condizionamento della conoscenza. Come sottolinea Shi-xu (2014), infatti, “mainstream discourse analysis, as well as communication studies, is basically Western and in many respects Westcentric (…) Cultural Discourse Studies have yielded deeper, novel and practicable insights into culture-specific realities on the one hand and broadened and enriched international scholarly understanding on the other (p. 21)”. Nello specifico, i Chinese Discourse Studies sfidano l’anglocentrismo da un’altra prospettiva, quella della cosiddetta Sinosfera, con i suoi universi simbolici e semiotici di riferimento. Attraverso tale paradigma si rivendica la necessità di condurre discourse studies riguardanti il mondo cinese evitando di replicare schemi interpretativi di stampo anglosassone o occidentalista, e allo stesso tempo di fare uso di categorie di analisi più aderenti a impianti concettuali vicini alla tradizione cinese. Con le parole di Shi-xu (2014), infatti, “a culturally more concrete and particular paradigm of discourse studies directed at contemporary Chinese culture and society, vis-à-vis the rampant Westcentric, neo- colonialist ways of understanding China as well as blind application and reproduction of such knowledge (pp. 193-4)”. I Chinese Discourse Studies vengono quindi intesi in questa sede come uno strumento efficace in particolare nel processo di labeling dei nodi codificati, per rifuggire dalla tentazione di cadere nell’essenzialismo culturale e da meccanismi di orientalizzazione (Dervin & Machart, 2013). Due esempi rappresentativi di labeling secondo la prospettiva dei Chinese Discourse Studies sono dati dai nodi “Elogio della/orgoglio per la Zhongguo wenming中国⽂明 (“civiltà/civilizzazione cinese”, concetto con connotazioni specifiche e intriso di determinati aspetti simbolici in relazione al discorso politico mainstream, in particolare nell’era di Xi Jinping, n.d.a.)” e “Richiamo a responsabilità huaren华⼈” (laddove per rivolgersi ai migranti si usa la parola huaren, che sottende l’idea di “cittadino cinese a tutti gli effetti”, con la carica simbolico- affettiva che ne consegue, in contrapposizione al termine più diffuso per connotare in modo neutro i cinesi d’oltremare, ovvero huaqiao华侨, “migrante cinese”). Lo strumento che ha permesso di svolgere il processo di analizzare dell’intero corpus è il software per l’analisi testuale NVivo 11 (Bazeley & Jackson, 2013; Leech & Onwuegbuzie, 2011), ovvero un programma multifunzionale con il quale è possibile codificare il corpus attraverso la costruzione di nodi concettuali gerarchici (tree nodes con i relativi child nodes) fino ad uno stato di apparente saturazione, secondo la prospettiva del researcher-denoted coding (Baralt, 2011; Hadley, 2017): tale prospettiva presuppone un ruolo preminente del ricercatore nella costruzione delle gerarchie di nodi, che vengono ricavate dal costrutto teorico OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 45 che emerge durante l’analisi stessa, come riflesso dell’applicazione di metodologie di stampo induttivo, come quella che si rifà alla Grounded Theory (Charmaz, 2006). Inoltre, secondo tale paradigma, il processo di codifica non procede in modo lineare ma in modo circolare, poiché per monitorare le interrelazioni tra i nodi e la corenza interna di ognuno di essi è necessario svolgere revisioni costanti, che consentono di eliminare e uniformare nodi superflui (perché riscontrati in un numero troppo esiguo di testi o di riferimenti nei testi), o concettualmente troppo simili a nodi già esistenti. La codifica finale rispecchia quindi una serie di criteri di coerenza dettati dalla ricorrenza e dalla consistenza dei nodi codificati e gerarchizzati; anche la costruzione di tree nodes è rappresentativa della visione che porta il ricercatore a ricondurre sotto un medesimo “ombrello concettuale” nodi che trattano questioni più o meno specifiche, ma affini tematicamente. Per controllare ogni singolo step dell’analisi, con l’obiettivo di garantire un grado di accuratezza e affidabilità nel monitoraggio delle codifiche, è stato usato un apposito coding journal, corredato da memos e appunti inseriti in concomitanza di passaggi specifici nelle varie fonti o nei vari nodi, attraverso i quali sono stati annotati i diversi passaggi intercorsi. Sulla base dell’analisi svolta secondo i criteri esposti sopra, quindi, sono stati quindi codificati 62 nodi diversi, riuniti in quattro tree nodes che mettono a fuoco le macro-tematiche oggetto dell’analisi e che verranno illustrati nel prossimo paragrafo. Tutti i testi sono stati quindi analizzati più volte, con livelli di coding density che spesso dimostrano la possibilità di codificare più nodi in concomitanza di una medesima espressione o di un medesimo paragrafo (si veda la Figura 1 come esempio di coding density di un testo in cinese del quotidiano Yidali shijie Zhongguo, o Cina in Italia). Figura 1. Esempio di coding density di un testo di un articolo tratto da Yidali shijie Zhongguo, o “Cina in Italia” Come verrà mostrato nei paragrafi seguenti, oltre ad aver condotto una codifica di tutti i testi raccolti, il corpus è stato interrogato attraverso queries di varia tipologia, in particolare attraverso il matrix coding, tecnica che ha permesso di comparare più fonti (o più gruppi di fonti) in base a particolari parametri (come ad esempio la ricorrenza e il numero di rifermenti a determinati nodi), o attraverso la text frequency. SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 46 3. Analisi dei dati L’analisi condotta sul corpus raccolto, svolta secondo i criteri menzionati nel paragrafo 2, ha consentito di codificare un totale di 62 nodi, radunati in quattro tree nodes principali, denominati “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨 (‘migranti cinesi’, n.d.a.)”, “Dinamiche di visibilità, prestigio e legame con la madrepatria”, “Gestione e sviluppi della pandemia” e “Pandemia e impatto sulla vita sociale”, e che riflettono appunto i macro- temi ai quali è stata dedicata maggiore attenzione. Il totale di references, ovvero porzioni più o meno lunghe di testo codificate in relazione ai 62 nodi, ammonta a 1.252: si specifica che, come è ben visibile dalla coding density del testo in lingua cinese riportato nella Figura 1, molto spesso è stato possibile codificare una stessa reference anche con due o più nodi (lo stesso titolo dell’articolo della Figura 1 è stato codificato con tre nodi diversi, i quali rappresentano il risultato di tre angolature interpretative diverse dell’estratto). Il tree node “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨” (Figura 2) si compone di un totale di 15 child nodes disposti in due livelli gerarchici, per un totale di 388 references: i child nodes “Percezioni e distorsioni”, “Sinofilia” e “Sinofobia” sono infatti child nodes di primo livello e a loro volta generano ulteriori sotto-nodi più specifici e coerenti con le tematiche cui essi si riferiscono. Il child node “Riferimenti ad atteggiamenti di condanna comportamenti di cinesi in Italia”, invece, viene definito free node, poiché non genera ulteriori sotto- nodi da esso dipendenti. Il focus principale di questo macro-nodo ruota intorno alle attitudini, sia negative che positive, alle percezioni e alle distorsioni rappresentative nei confronti dei cinesi residenti in Italia durante il periodo analizzato. Particolarmente numerosi sono gli episodi di sinofobia, talvolta sfociati in atteggiamenti di palese razzismo e/o di violenza fisica e verbale, riportati in special modo nel sotto-corpus italiano; rispetto a questi ultimi, invece, sono numericamente minori, anche se sempre piuttosto consistenti, i riferimenti che rispecchiano un atteggiamento di sinofilia e di elogio di comportamenti virtuosi dei cinesi in Italia. Il nodo “Percezioni e distorsioni”, invece, fa principalmente riferimento a ipergeneralizzazioni e rappresentazioni stereotipate dei cinesi in Italia, o direttamente da parte di giornalisti italiani (che molto spesso, ad esempio, insistono su una retorica intrisa di pregiudizi della “comunità cinese chiusa”, da cui deriva una percezione di continuo e ingiustificato sospetto e mistero), oppure da parte della popolazione locale. Figura 2. Articolazione interna del tree node “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨” Il tree node “Dinamiche di visibilità, prestigio e legame con la madrepatria” (Figura 3) raccoglie un totale di 12 altri nodi, con tre child nodes di primo livello (“Retorica della lotta al COVID”, “Riconoscenza verso la Cina” e “Sistemi valoriali legati alla Sinosfera”) che generano ulteriori sotto-nodi e due free nodes (“Legame con la madrepatria” e “Riferimento a collegamenti aerei con la Cina”), per un totale di 135 references. In questo macro-nodo l’attenzione viene principalmente rivolta alle interazioni simboliche fra huaqiao e madrepatria, nonché all’impatto esercitato dalla Repubblica Popolare Cinese su cinesi e sinodiscendenti all’estero, in termini di creazione e diffusione di un modello vincente di lotta al COVID, cui vengono connessi “sistemi valoriali” legati alla Sinosfera (e in particolare alla retorica e al discorso politico dell’era di Xi Jinping, cfr. Fumian, 2020). Vengono altresì inclusi in questo tree node riferimenti ad espisodi di elogio dell’altruismo cinese e di riconoscenza da parte delle istituzioni italiane nei confronti degli aiuti provenienti dalla Repubblica Popolare. OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 47 Figura 3. Articolazione interna del tree node “Dinamiche di visibilità, prestigio e legame con la madrepatria” Il tree node “Gestione e sviluppi della pandemia” (Figura 4) è composto da 19 ulteriori nodi, tre dei quali sono child nodes di primo livello (“Andamento contagi”, “Gestione pandemia” e “Percezioni legate a gestione pandemia”), che generano tutti ulteriori sotto-nodi più specifici, per un totale di 338 references. Il principale focus qui è sulle traiettorie tracciate dagli sviluppi della pandemia, sia da un punto di vista di gestione politica a livello top-down sia per quanto riguarda alcune diffuse percezioni legate allo scoppio e al protrarsi dei contagi. In particolare, nel nodo “Andamento contagi” ci si riferisce alle variazioni nel numero di contagiati in Italia, in Cina e fra i cinesi in Italia, nonché alla pervasività del virus durante le principali ondate; il nodo “Gestione pandemia” fa principalmente riferimento ad una dimensione politica, a livello transnazionale, nazionale e locale, cui spesso si accosta una comparazione tra la condotta istituzionale virtuosa da parte della Repubblica Popolare nella gestione dei contagi entro i propri confini e nella solidarietà con le altre aree del mondo colpite dal virus; il nodo “Percezioni legate a gestione pandemia”, invece, va ad indagare sulla dimensione percettiva, da parte di cinesi e sinodiscendenti in Italia, e da parte del resto dell’opinione pubblica italiana, nei confronti della gestione istituzionale della pandemia. SCIBETTA © Scibetta 2023. This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License. 48 Figura 4. Articolazione interna del tree node “Gestione e sviluppi della pandemia” OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO © Scibetta 2023. This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License. 49 Il tree node “Pandemia e impatto sulla vita sociale” (Figura 5), infine, raccoglie 13 ulteriori child nodes e il maggior numero di references codificate, ovvero 391. Nello specifico, questo macro-nodo ha 5 sotto-nodi di primo livello, tre dei quali danno origine ad ulteriori child nodes (“Impatto e motivo e psicologico”, “Mondo del lavoro”, “Scuola e istruzione”) e due dei quali sono free nodes (“Impatto pandemia su vita sociale” e “Resilienza dei cinesi in Italia”). Il focus principale di questo tree node è sui vari aspetti della vita sociale, emotiva e psicologica sui quali è stato esercitato un particolare impatto dalla pandemia da COVID. Innanzitutto, si fa particolare riferimento ad una dimensione individuale da una prospettiva emotiva e psicologica (in modo specifico per quanto concerne sia la continua e ripetuta paura del contagio, sia una visibile propensione alla solidarietà verso i connazionali e verso la società locale) e anche da una prospettiva di interazione degli individui all’interno dei macro-contesti sociali. Si dedica altresì particolare attenzione all’impatto, spesso negativo, esercitato dal virus sia sulle attività lavorative di cinesi e sinodiscendenti in Italia e sulla frequenza scolastica dei figli, ma anche alla capacità di resistere alle difficoltà attraverso il mutuo soccorso e la ricerca di specifiche vie per rispondere in modo proattivo all’emergenza epocale causata dalla pandemia. Figura 5. Articolazione interna del tree node “Pandemia e impatto sulla vita sociale” 4. Risultati preliminari e implicazioni Alla luce di quanto illustrato precedentemente in merito alle fasi di articolazione dell’analisi, in questo paragrafo verranno mostrati e discussi alcuni tra i risultati principali ottenuti attraverso specifiche indagini condotte sul corpus. Innanzitutto, nella Tabella 2 vengono riportati i nodi che sono stati rintracciati nella maggior parte di fonti e che riportano i numeri più alti di references. Per ogni nodo viene riportata una reference di esempio dal sotto-corpus di lingua italiana e una dal sotto-corpus in lingua cinese (con l’aggiunta di una traduzione letterale in italiano). Il nodo codificato nel maggior numero di articoli (21) e rintracciato nel maggior numero di references (87) è quello denominato “Paura del contagio”, e fa particolare riferimento alla sensazione di timore di contrarre il virus, legata a specifiche circostanze o prolungata nel tempo, da parte di persone cinesi in Italia. Tale nodo emerge in modo bilanciato in entrambi i sotto-corpora e dimostra quanto sia stato pervasivo questo stato d’animo fin dallo scoppio dei primi casi di COVID in Italia. Il secondo nodo più codificato (19 fonti e 56 references) è quello denominato “Sinofilia ed elogio comportamenti virtuosi cinesi in Italia” e riassume una serie di considerazioni positive espresse sia dall’opinione pubblica italiana nei confronti della grande responsabilità di cinesi/sinodiscendenti nella prevenzione dal virus, sia da parte di cinesi residenti in Italia nei confronti della ricezione positiva di indicazioni provenienti dalla madrepatria sulle buone pratiche per contenere il contagio. Anche questo nodo è stato codificato in modo abbastanza equo in entrambi i sotto- corpora, anche se emerge in modo più evidente nei testi in lingua cinese. Al terzo posto troviamo “Impatto pandemia sulla vita sociale” (18 fonti, 52 references), che mostra quanto siano state forti le conseguenze (in genere negative) della pandemia sulla vita sociale delle persone cinesi/sinodiscendenti in Italia. Tale impatto SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 50 spesso si misura anche in relazione alla paura della pervasività del contagio e alla sua capacità di compromettere i rapporti sociali, lavorativi e addirittura la fiducia in istituzioni locali come le scuole dei figli (come dimostra appunto il nodo “Pandemia e assenze da scuola”, codificato in 9 fonti e 44 references). Un nodo fortemente codificato, peraltro soltanto nel sotto-corpus di giornali italiani, è quello denominato “Retorica delle comunità” (17 fonti, 48 references): esso mette in luce un atteggiamento intriso di pre-comprensioni e stereotipi da parte dei giornalisti italiani, secondo molti dei quali esistono “comunità cinesi” coese, che si comportano in modo univoco e che spesso sono “chiuse” e “misteriose”. Tale approccio, molto diffuso nel discorso mediatico relativo ai cinesi in Italia, purtroppo spesso rischia di alimentare (più o meno implicitamente) rappresentazioni sociali distorte nell’opinione pubblica nei confronti di queste persone. Un ultimo nodo che ha ricevuto molte codifiche (10 fonti, 45 references), in particolare nel sotto-corpus italiano, è quello chiamato “Episodi di sinofobia”, con il quale emergono narrazioni di episodi di violenza verbale o fisica nei confronti di cinesi/sinodiscendenti, poiché sospettati di essere portatori e diffusori del virus in Italia: un tema emerso drammaticamente anche in altri contesti globali, come negli Stati Uniti, come anticipato nel Par. 1. Tabella 2 Nodi maggiormente codificati, con esempi dal sotto-corpus in italiano e dal sotto-corpus in cinese (con traduzione in italiano) Nome nodi Numero fonti Numero codifiche Esempio in italiano Esempio in cinese Paura del contagio 21 87 Coronavirus, la Chinatown spettrale di Prato. "Qui tutti in casa abbiamo paura". “我们华⼈都会尽可能地避免外出,但 其他⼈却好像什么事都没发⽣⼀样,照 常出⾏,这让我们感到⾮常害怕”。 (ITA: “Noi cinesi cerchiamo di evitare di uscire, ma altre persone si comportano come se nulla fosse, escono come di solito, e questo ci mette molta paura”). Sinofilia ed elogio comportamenti virtuosi cinesi in Italia 19 56 Smentita l’ipotesi che i cinesi di Prato da settimane abbiano iniziato una fuga verso la madrepatria per fare ricorso a un vaccino sperimentale, l’unica spiegazione al fenomeno dell’immunità è quella del lockdown applicato alla perfezione. 市⻓说:“在中国新年过后,⼤量的华 ⼈从中国返回普拉托,但是他们严格遵 守了隔离规定,他们⾃我隔离,留在家 中。 (ITA: “Il sindaco ha detto: ‘Dopo aver trascorso il capodanno in Cina, molte persone cinesi sono tornate a Prato, ma hanno osservato in modo severo le regole di isolamento. Si sono messe in autoisolamento e sono rimaste a casa”). Impatto pandemia su vita sociale 18 52 Coronavirus, la Chinatown spettrale di Prato. "Qui tutti in casa abbiamo paura". 疫情暴发,不少国家关闭学校,开启⽹ 课模式,⽽⼀些地区仍在线下授课。 ⽆论哪种模式,对海外华⼈家⻓来说, 都是⼀个不⼩的挑战。 (ITA: “Con lo scoppio della pandemia molti paesi hanno chiuso le scuole e hanno iniziato a fare didattica online, ma in alcune zone si continua a insegnare offline. Indipendentemente dal modello (didattico), secondo i genitori cinesi all’estero ciò rappresenta una grande sfida”). Retorica delle comunità 17 48 La preoccupazione maggiore era che tra le comunità cinesi all’estero e le comunità locali si creassero conflitti, scoppiassero tensioni. /// OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 51 Episodi di sinofobia 10 45 Psicosi coronavirus, cinese aggredita a Torino: “Hai il virus, vai via o ti ammazzo”. 昨天北⽅出现了⼏起对华侨侮辱甚⾄暴 ⼒的事件,意⼤利的传染源虽然还没找 到,但绝⼤多数⼈坚信病毒来⾃中国。 (ITA: “Ieri nel Nord (Italia, n.d.t.) si sono verificati diversi episodi di insulti e persino violenze contro migranti cinesi. Nonostante l’origine del contagio in Italia non sia stata ancora rintracciata, la maggior parte delle persone crede fermamente che il virus provenga dalla Cina”). Pandemia e assenze da scuola 9 44 Oltre il 90 per cento delle famiglie cinesi residenti in Italia hanno paura di mandare i loro figli a scuola e li terranno a casa. 送孩⼦上学,孩⼦每天出⼊校园,接触 外界环境,感染疫情的⻛险让家⻓担 忧。 (ITA: “Il fatto di accompagnare i figli a scuola, che i bambini ogni giorno entrino fra le mura di scuola e si trovino in un ambiente esterno di contagio, e il rischio di essere infettati preoccupa i genitori”). Fra le analisi svolte, si ritiene opportuno riportare alcuni risultati derivanti da matrix coding queries ottenute incrociando la frequenza di codifiche di specifici nodi in relazione a giornali diversi oppure in relazione ai due sotto-corpora. La prima matrix coding query qui presentata (Tabella 3) è quella che si riferisce al confronto relativo al numero di codifiche dei nodi che fanno capo al tree node “Sinofobia” (a sua volta child node del macro-nodo “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨”). Tali nodi riguardano diversi aspetti legati alla sinofobia, che vanno dalla semplice narrazione di atteggiamenti razzisti o di violenza alla condanna aperta verso di essi. Dalla query emerge che, mentre gli articoli de La Stampa in particolare, ma anche de La Repubblica e del Corriere della Sera, dedicano attenzione alla narrazione di questi aspetti, negli articoli de La Nazione sono scarsi o addirittura assenti i riferimenti ad episodi di sinofobia, nonché alla condanna nei confronti di tali atteggiamenti. Tabella 3 Matrix coding query condotta sui nodi relativi alla sinofobia Un’altra matrix coding query condotta (Tabella 4) riguarda le codifiche relative alle varie articolazioni del tree node “Percezioni e distorsioni” (dentro il macro-nodo “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨”), sempre nei vari quotidiani italiani. In questo caso l’attenzione è rivolta in particolare al linguaggio utilizzato dai diversi giornali, più o meno intriso di generalizzazioni e di elementi di “razzismo democratico” (uno stile discorsivo che, di solito in modo involontario, può richiamare o produrre atteggiamenti di velato razzismo, cfr. Faso, 2008), di pregiudizi e falsi miti nei confronti di cinesi/sinodiscendenti in Italia, nonché di retoriche del “mistero” e delle “comunità coese e chiuse” citate precedentemente. Ancora una volta il primato di codifiche spetta agli articoli de La Nazione, che tendono quindi a caratterizzarsi come testi più intrisi di visioni stereotipate e di rappresentazioni distorte dei cinesi; decisamente più equilibrati in questo senso sembrano invece essere gli articoli de La Repubblica e La Stampa, anche se la rappresentazione iper-semplificata della/e “comunità cinese/i” sembra essere un tratto trasversale alle varie testate. Giornale Condanna episodi sinofobia Episodi sinofobia Minimizzazione episodi sinofobia Racconto atteggiamenti razzisti o violenza Sinofobia e diffidenza da attività cinesi Corriere 4 8 1 2 7 Nazione 0 2 0 2 2 Repubblica 4 6 2 6 5 La stampa 9 24 0 17 2 SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 52 Tabella 4 Matrix coding query condotta sui nodi relativi a percezioni e distorsioni dei giornalisti italiani Giornale Generalizzazioni e razzismo democratico giornalisti Pregiudizi e falsi miti nei confronti dei cinesi Retorica mistero Retorica comunità Corriere 6 1 3 14 Nazione 10 6 12 17 Repubblica 0 9 3 6 La Stampa 2 10 0 11 Una terza matrix coding query, i cui risultati sono mostrati nella Tabella 5, riguarda invece il confronto relativo al numero di codifiche del nodo “Sinofilia ed elogio comportamenti virtuosi cinesi in Italia” (anch’esso interno al macro-nodo “Attitudini nei confronti degli huaqiao华侨”), sempre in relazione ai quattro quotidiani italiani qui presi in considerazione. Dalla query emerge che La Nazione, il giornale che è meno incline a raccontare e condannare episodi di sinofobia, paradossalmente è quello in cui trovano maggiore spazio riferimenti legati a comportamenti responsabili e virtuosi delle persone cinesi in Italia, nell’adozione su iniziativa personale di strategie di prevenzione dal contagio al momento dello scoppio della pandemia, nel mantenimento di bassi livelli di infezioni fra connazionali e nelle molteplici iniziative di solidarietà anche verso la società italiana (diversi sono infatti i riferimenti alle donazioni volontarie di dispositivi di protezione). Tabella 5 Matrix coding query condotta sul nodo “sinofilia ed elogio comportamenti virtuosi cinesi in italia” Giornale Occorrenze Corriere 4 Nazione 16 Repubblica 6 La Stampa 11 I risultati delle ultime due matrix coding queries qui riportati riguardano comparazioni tra i due interi sotto-corpora. La prima delle due (Tabella 6) ha come focus l’analisi della numerosità di codifiche relative ad alcuni child nodes dei macro-nodi “Dinamiche di visibilità, prestigio e legame con la madrepatria” e “Gestione e sviluppi della pandemia”. L’obiettivo è quello di misurare la consistenza con cui emergono nei due sotto- corpora elementi retorici tipicamente legati ad un discorso mediatico e politico teso ad avvalorare, da un lato, il modello cinese di lotta al virus come modello vincente, e dall’altro lato a richiamarsi a meccanismi discorsivi che rimandano all’idea della guerra ad un nemico comune, il COVID appunto. Come si evince dalla Tabella 6, per tutti i nodi analizzati si riscontra un forte squilibrio nel numero delle codifiche a favore dei giornali/portali di informazione in lingua cinese, che tendono molto spesso ad impostare il discorso sulla prevenzione del virus in termini di “guerra ad un nemico comune”. In questa guerra la Cina, con le sue politiche restrittive di contenimento del contagio, associate ad un “universo valoriale” che si richiama principalmente al concetto cinese di wenming ⽂明 (“civiltà”, si veda la sezione 2.2.), viene rappresentata come il migliore modello possibile di lotta. OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 53 Tabella 6 Matrix coding query condotta su alcuni nodi dipendenti dai macro-nodi “dinamiche di visibilità, prestigio e legame con la madrepatria” e “gestione e sviluppi della pandemia” Giornali Retorica del virus nemico comune Retorica della guerra contro il COVID Elogio della - orgoglio per la 中 国⽂明 Richiamo a responsabilità 华⼈ Presunta superiorità Cina gestione della pandemia italiani 2 3 0 2 3 cinesi 10 9 12 28 15 L’ultima delle matrix coding queries qui presentate (Tabella 7) incrocia il numero di codifiche relative ad alcuni specifici child nodes appartenenti ai macro-nodi “Attitudini nei confronti degli huaqiao 华侨” e “Gestione e sviluppi della pandemia”, comparando nuovamente i testi in italiano con quelli in cinese. In questo caso si va a indagare quanto siano pervasivi i discorsi sugli episodi di sinofobia (e la loro condanna) e quelli sulla sinofilia, sia relativamente all’elogio di comportamenti virtuosi di cinesi in Italia sia per quanto riguarda gli aiuti solidali offerti alla popolazione italiana da questi ultimi o direttamente dalla Repubblica Popolare. Se nel sotto-corpus in lingua italiana abbondano i riferimenti ad episodi di sinofobia (n = 40) avvenuti nei confronti di cinesi/sinodiscendenti in Italia in particolare allo scoppio della pandemia, questo aspetto tende a passare in secondo piano nel sotto-corpus in lingua cinese (n = 6). In quest’ultimo, invece, maggiore attenzione viene dedicata alle questioni degli aiuti solidali della Cina e dei cinesi all'Italia o ai connazionali, o dell’elogio di comportamenti responsabili adottati da molti cinesi in Italia per contenere il contagio. Ciò potrebbe essere paradossalmente legato alla volontà, da parte cinese, di preservare la cosiddetta mianzi ⾯⼦ (“faccia”, intesa appunto in modo analogo all’accezione goffmaniana di “immagine sociale”, cfr. Pan, 2000) nella cornice di questa emergenza epocale, prediligendo rappresentazioni che rafforzano il prestigio della Cina e dei cinesi e tentando di minimizzare la portata simbolica di episodi negativi ascrivibili ad un sentimento anti-cinese. Il concetto di mianzi, in particolare, è molto importante nella cultura dominante cinese, sia a livello interpersonale sia a livello istituzionale: definirlo unicamente come un gioco di equilibrio tra dinamiche di contegno e deferenza (Goffman, 1956) appare limitante, poiché esso ha una relazione molto forte con un sistema di pensiero, quello confuciano, che ha condizionato la vita sociale dei cinesi per più di duemila anni e che ancora riesce a giocare una forte influenza anche nel mondo della politica e delle relazioni internazionali della Repubblica Popolare (Scarpari, 2015). Preservare la mianzi, quindi, diventa fondamentale per il singolo perché contribuisce a mantenere un’immagine sociale positiva e rassicurante, e per l’intero Paese perché concorre a trasmettere un’idea di società “armoniosa” (per riprendere un termine caro sia all’ex presidente Hu Jintao sia all’attuale Xi Jinping). Tabella 7 Matrix coding query condotta su specifici nodi dei tree nodes “attitudini nei confronti degli 华侨” e “gestione e sviluppi della pandemia” 5. Possibili applicazioni didattiche del presente studio Alla luce dell’analisi esposta e dei risultati discussi sopra, appare utile soffermarsi sulle varie possibili applicazioni didattico-pedagogiche che possono scaturire dal presente studio. Si reputa infatti interessante ipotizzare attività didattiche, con vari gradi di complessità e con vari livelli di articolazione interna, sia per apprendenti sinofoni di italiano sia per apprendenti italofoni di cinese. Infatti, lavorando sulla testualità, e in particolare sul genere del testo giornalistico, si possono innanzitutto stabilire punti di connessione e di differenza tra il modo di costruire e articolare un discorso scritto in italiano e in cinese; si possono altresì verificare analogie e diversità nell’uso di determinati stili (come il Giornali Condanna episodi di sinofobia Episodi di sinofobia Aiuti solidali della Cina e dei cinesi all'Italia o ai connazionali Organizzazione o contributo aiuti da parte di huaqiao 华侨 Sinofilia ed elogio comportamenti virtuosi cinesi in Italia italiani 17 40 14 11 37 cinesi 5 6 17 10 16 SCIBETTA E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 54 cosiddetto stile spezzato, che sempre più caratterizza i testi di molti articoli giornalistici italiani e che impone usi interpuntivi e meccanismi di coerenza e coesione testuali molto particolari, cfr. Palermo, 2013). A partire da tali possibili piani di comparazione, rimanendo su una prospettiva di analisi dell’intero testo, si possono sollecitare gli apprendenti a fare inferenze sui diversi meccanismi logico-concettuali (livello della coerenza) e di architettura del testo (livello della coesione) che governano gli articoli di giornale in italiano e in cinese. In relazione ai testi analizzati è poi possibile lavorare su vari livelli: quello interfrasale, andando per esempio a intercettare la frequenza di determinati connettori interfrasali in italiano oppure la tendenza alla giustapposizione di frasi in cinese, la quale implica un conseguente carico interpretativo per il lettore, che deve inferire i legami logico-semantici tra la frase principale e le coordinate o le subordinate (Banfi, 2003); a livello frasale, per intercettare i punti di maggiore densità informativa all’interno di una frase, differenziando le frasi in termini di marcatezza sia a livello sintattico sia a livello pragmatico (verificando, ad esempio, quanto spesso compare la struttura tema-commento nei testi cinesi, cfr. Arcodia & Basciano, 2016); a livello lessicale, al fine di consolidare determinati campi lessicali relativi a temi di particolare attualità (come appunto, in questo caso, quello relativo alla diffusione endemica del COVID-19). Tali attività possono essere svolte in momenti diversi dell’unità didattica, a seconda degli obiettivi e delle operazioni cognitive che il docente intende sollecitare negli apprendenti: ci si può avvalere quindi di tecniche didattiche diverse, con cui si possono organizzare attività di motivazione/avvicinamento al testo/ai testi, analisi, sintesi, riflessione ed eventualmente verifica (per uno sguardo d’insieme sulle varie tipologie di tecniche didattiche, sia in relazione alle varie fasi delle unità didattiche sia in relazione alle diverse possibili articolazioni di unità didattiche/unità di lavoro/unità di apprendimento, si rimanda a Danesi, Diadori, & Semplici, 2018). La comparazione di testi giornalistici in italiano e in cinese, infine, può essere utile anche a lavorare in profondità su abilità e competenze nel campo della traduzione testuale, sia da un punto di vista linguistico sia da un punto di vista legato alla trasposizione nella lingua di arrivo di contenuti di carattere socio-culturale o legati a specifici discorsi politici o settoriali (Shei & Gao, 2018). 6. Considerazioni conclusive L’analisi qualitativa illustrata in questo articolo ha permesso di gettare uno sguardo, seppur parziale, sull’impatto della pandemia da COVID-19 sulla vita sociale di cinesi e sinodiscendenti in Italia. I risultati discussi nel paragrafo 4, in particolare, hanno consentito di individuare una serie di temi comuni ricorrenti sia negli articoli italiani che in quelli cinesi, spesso però illustrati e interpretati/interpretabili attraverso letture diverse. Tra questi temi, il principale è rappresentato dalla paura del contagio e dalla percezione di pervasività del virus, questioni che producono tuttora tra i cinesi d’oltremare sensazioni di insicurezza diffusa nell’intraprendere le varie relazioni sociali (sono ad essi collegati, infatti, i nodi che riguardano le assenze da scuola e le difficoltà nell’organizzazione del lavoro). Ulteriori temi emersi in modo preponderante dall’analisi sono quelli legati ad atteggiamenti sia di sinofobia della popolazione locale verso cinesi/sinodiscendenti, sia di sinofilia ed elogio (soprattutto da parte della stessa stampa e delle istituzioni) nei confronti di comportamenti virtuosi di questi ultimi e degli aiuti provenienti dalla Repubblica Popolare. Nello specifico, in riferimento alla fase dello scoppio della pandemia, vi è nel sotto-corpus dei quotidiani italiani un focus maggiormente marcato sul racconto di episodi di sinofobia, razzismo e violenza, che tuttavia non trova piena corrispondenza negli articoli in cinese. In questi ultimi, infatti, la tendenza è quella verso la minimizzazione di tale tematica, accompagnata da una maggiore attenzione verso l’altruismo dei cinesi e gli aiuti solidali. Come anticipato nel paragrafo 4, ciò può essere dettato dalla volontà di preservare la mianzi (“faccia”) dei cinesi all’estero, fornendo una narrazione rassicurante, insieme ad un’immagine forte della Repubblica Popolare come modello vincente di lotta contro un nemico comune dell’umanità. Notevoli differenze si riscontrano altresì nella lettura più o meno stereotipata e/o intrisa di pregiudizi degli effetti della pandemia sui cinesi d’oltremare da parte dei vari quotidiani italiani. Si prenda come esempio il numero di codifiche per i nodi “Percezioni e falsi miti nei confronti dei cinesi” e “Retorica del mistero” (v. Tabella 4), che danno un’idea dei diversi approcci dei giornalisti delle diverse testate nei confronti della presenza di cinesi/sinodiscendenti in Italia. Allo stesso tempo, tuttavia, è interessante osservare che il quotidiano italiano maggiormente interessato da riferimenti che riportano atteggiamenti inclini agli stereotipi e alle generalizzazioni (o addirittura a fenomeni di “razzismo democratico”) da parte dei giornalisti, ovvero La OSCILLANDO TRA SINOFOBIA E SINOFILIA: UN’ANALISI DEL DISCORSO MEDIATICO E-JournALL, 10(1) (2023), pp. 39-57 55 Nazione, oscilla anche verso l’enfatizzazione dell’elogio di comportamenti virtuosi dei cinesi. Si tratta quindi di un approccio che tende a polarizzare le attitudini verso i cinesi in Italia, alternando visioni potenzialmente negative a visioni edulcorate, come se fosse sottesa l’idea di rispecchiare quella doppia faccia dell’essenzialismo culturale in chiave orientalista (Said, 1978; Squarcini, 2006), che nell’ “Oriente” intercetta appunto allo stesso tempo una fonte di fascinazione e un luogo simbolico per affermare una pretesa di superiorità dell’ “Occidente”. Infine, per quanto riguarda il sotto-corpus cinese, si rintraccia in modo ben visibile un fortissimo legame con la madrepatria e con una onnipresente retorica del “modello cinese” come unico modello possibile ed efficace di lotta al COVID. Si tratta di un’aderenza ai dettami del Partito che trova una motivazione anche in virtù del fatto che questi giornali o portali web ricevono finanziamenti dalla Repubblica Popolare, e che pertanto sono chiamati ad allinearsi il più possibile con un discorso politico sempre più pressante e propagandistico. Considerando che in proprio nell’affermazione appena riportata sopra si può inevitabilmente rintracciare un bias della ricerca, si reputa opportuno mettere in evidenza anche i limiti che questo studio presenta. Innanzitutto, come già sottolineato nella sezione 2.1., poiché il corpus raccolto ammonta ad un numero ristretto di testi, le implicazioni tratte dall’analisi qui proposta non possono avere pretese di esaustività né di generalizzabilità. Tuttavia, auspicando di poter ampliare il corpus raggiungendo un numero di testi maggiormente rappresentativo, si ritiene che le conclusioni dello sudio contribuiscano comunque a fornire interessanti spunti di riflessione, sia per lo studio dei media dei e sui cinesi in Italia, sia per le implicazioni legate alle principali tematiche oggetto di indagine. Un ulteriore limite è rappresentato dai diversi stili retorici con i quali vengono redatti i testi giornalistici nel contesto italiano e in quello cinese/sinofono: se è vero che nel modo di argomentare in cinese spesso si sottendono significati e concetti in modo implicito, è altrettanto vero che in tal caso il processo di codifica diventa più complesso e rischia inevitabilmente di trascurare riferimenti e nodi concettuali che possono essere soltanto intuiti “tra le righe” del testo. In conclusione, come sottolineato nel paragrafo. 5, si reputa interessante l’uso che si può fare del corpus raccolto anche in chiave didattico-pedagogica. Comparare articoli in italiano e in cinese su temi analoghi, come quelli qui illustrati, può aiutare a stabilire analogie e differenze nell’organizzazione logico-concettuale (coerenza) e nell’architettura (coesione) di un testo giornalistico nelle due lingue, a costruire una serie di reti terminologiche bilingui itliano-cinese (in questo caso, ad esempio, in relazione al COVID e al suo impatto sulla società) e a preparare il terreno per tradurre un testo da una lingua all’altra, osservandone le possibili variazioni inerenti all’organizzazione del discorso, ai meccanismi di visibilità e di ripresa di un tema, nonché agli elementi funzionali alla deissi personale, spaziale e temporale. Riferimenti bibliografici Abbiati, Magda (2017). La scrittura cinese nei secoli. Dal pennello alla tastiera. Carocci. 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EN Andrea Scibetta is a researcher in Chinese language and literature at the Università per Stranieri di Siena, where he got a PhD in 2017 in Linguistics and Italian as a Second Language Teaching with a dissertation about Chinese students’ development of pragmatic skills in L2 Italian. His scientific interests concern Chinese language teaching and promotion, multilingual education, and Chinese learners’ acquisition of Italian as a Second Language. ES Andrea Scibetta es investigador de lengua y literatura chinas en la Università per Stranieri di Siena, donde obtuvo un doctorado en 2017 en Lingüística y Didáctica de la Lengua Italiana para Extranjeros con una tesis sobre el desarrollo de competencias pragmáticas en italiano L2 por parte de los estudiantes sinófonos. Sus intereses de investigación son la enseñanza y difusión de la lengua china, la enseñanza plurilingüe y la adquisición del italiano por parte de los sinófonos. https://sinosfere.com/2020/06/13/stefania-stafutti-noi-rimaniamo-pandemia-e-comunita-cinesi-in-italia/ https://sinosfere.com/2020/06/13/stefania-stafutti-noi-rimaniamo-pandemia-e-comunita-cinesi-in-italia/ https://doi.org/10.1080/1354571X.2017.1321935 https://doi.org/10.3828/jrs.2019.4 http://www.bjreview.com/