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DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index 
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Proposte di sviluppo e innovazione per il sistema delle startup 

italiane: il ruolo di InnovUp e il Scaleup Act 
Matteo Beccuti1*, Giorgio Ciron1 

 

*Autore di contatto - matteo.beccuti@envipark.com 

1 Environment Park, Torino, Italia. 
 
 
Abstract

L’articolo analizza lo sviluppo del sistema startup in Italia attraverso una revisione della letteratura, un 

confronto con il contesto europeo e un focus sulle novità legislative introdotte dallo Scaleup Act del 2024. 

Viene discusso il ruolo strategico di InnovUp e l’impatto economico delle startup innovative, con proposte 

per il potenziamento degli ecosistemi di innovazione glocali. 
 

Parole chiave: Startup innovative; Ecosistema dell’innovazione; Scaleup act 2024; Startup Act 2012

1. Introduzione 
 
Negli ultimi due decenni, l’ecosistema delle startup è emerso come uno dei principali motori di 
innovazione, trasformazione economica e rinnovamento imprenditoriale nei paesi avanzati. In questo 
scenario globale, l’Italia ha intrapreso un percorso di riconfigurazione normativa e istituzionale per 
colmare un ritardo storico nella promozione dell’imprenditorialità innovativa. A partire dallo Startup Act 
del 2012, fino alle più recenti misure contenute nello Scaleup Act del 2024, il legislatore ha 
progressivamente strutturato un insieme di strumenti volti a incentivare la nascita, la crescita e la 
competitività delle startup innovative. 
Tuttavia, nonostante i progressi normativi e l’aumento delle startup iscritte al Registro delle Imprese, il 
sistema italiano continua a scontare limiti strutturali – tra cui una scarsa propensione al rischio, un accesso 
limitato a capitali di crescita e una frammentazione degli attori dell’innovazione – che lo rendono meno 
competitivo rispetto ad altri ecosistemi europei. In particolare, il cosiddetto scaleup gap, ovvero la 
difficoltà delle startup italiane a evolversi in imprese mature e internazionalizzate, rappresenta ancora oggi 
una delle principali criticità del sistema. 
Alla luce di queste dinamiche, il presente contributo si propone di analizzare in chiave multidimensionale 
l’evoluzione del sistema delle startup italiane, con particolare attenzione al ruolo delle politiche pubbliche, 
delle reti di supporto e degli attori intermedi. Dopo una revisione della letteratura e delle principali 
definizioni teoriche, l’articolo si sofferma sull’impianto normativo introdotto dallo Startup Act e sulle 
successive innovazioni legislative previste dallo Scaleup Act, approvato nel 2024. In questo contesto, 
viene valorizzato il ruolo strategico svolto da InnovUp, associazione di riferimento per l’ecosistema 



 
 

 
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italiano dell’innovazione, nella promozione di proposte legislative, nella creazione di connessioni tra 
territori e nell’accesso ai programmi europei. 
Attraverso un’analisi integrata di dati ufficiali, report istituzionali e fonti accademiche, il lavoro intende 
offrire una panoramica critica sulle sfide e le opportunità del sistema italiano, evidenziando il valore 
economico e sociale delle startup innovative, nonché la necessità di politiche multilivello capaci di 
coniugare crescita, sostenibilità e internazionalizzazione. Il contributo si chiude con una riflessione sulle 
prospettive future, proponendo traiettorie di sviluppo per favorire una governance dell’innovazione più 
coesa e orientata all’impatto. 
 
2. Revisione della letteratura 
 
2.1 Evoluzione del concetto: definizioni e cornice teoriche 
Partendo da un quadro descrittivo del concetto di start up e dalla letteratura di riferimento a livello 
internazionale e poi nazionale, si arriva a presentare quali sono gli strumenti di finanziamento messi a 
disposizione e la normativa attuale di riferimento in Italia in merito alle startup, alle startup innovative e 
il loro rispettivo posizionamento. Nello specifico, si approfondiranno le novità introdotte dallo Scaleup 
Act del 2024 e i cambiamenti strutturali rispetto al precedente Startup Act del 2012. Successivamente, gli 
autori propongono, sulla base delle fonti citate, possibili spunti di riflessione, opportunità di sviluppo e 
prospettive future di promozione di driver ecosistemici innovativi, sottolineandone i fattori di successo e 
le criticità. 
È innanzitutto importante sottolineare come la letteratura sul tema delle startup sia estremamente vasta e 
in continua espansione, costantemente arricchita da nuovi volumi, studi e contributi presentati in 
conferenze internazionali. Proprio per questa complessità e ricchezza, non esiste un’opera che raccolga in 
modo esaustivo e condiviso tutti gli aspetti teorici legati al fare impresa nelle startup italiane (Frasson, 
2025). Tuttavia, uno dei testi di riferimento più riconosciuti e utilizzati, sia in ambito accademico sia nella 
pratica durante la fase di company creation, è il manuale di Alexander Osterwalder e Yves Pigneur del 
2010, intitolato Business Model Generation: A Handbook for Visionaries, Game Changers, and 
Challengers. Il volume, frutto della collaborazione di oltre 400 professionisti provenienti da 45 paesi, è 
ampiamente adottato nelle università come base per lo sviluppo di case study e per l’insegnamento del 
metodo Business Model Canvas, uno strumento fondamentale per apprendere e sperimentare l’arte di 
creare un’impresa (Frasson, 2025).  
Tra le diverse modalità di classificazione e interpretazione del concetto di startup, la definizione formulata 
nel 2012 da Steve Blank, imprenditore di riferimento della Silicon Valley, secondo cui “una startup è 
un’organizzazione temporanea progettata per cercare un modello di business scalabile e ripetibile” (Blank 
et al., 2012, p. 17), costituisce un punto di riferimento teorico essenziale. Essa evidenzia la dimensione 
esplorativa e sperimentale che caratterizza queste organizzazioni nella fase iniziale del loro ciclo di 
sviluppo. In un contesto più nazionale, secondo la Treccani, il termine startup si riferisce alla “fase iniziale 
di avvio delle attività di una nuova impresa, di un’impresa appena costituita o di un’impresa che si è 
appena quotata in borsa”1.  
Risulta maggiormente complicato, invece, definire in modo univoco le startup innovative. Con l’obiettivo 
di promuovere la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolare giovanile, 

 
1 Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. 



 
 

 
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nell’autunno del 2012 il governo italiano ha adottato una normativa (DL 18 ottobre 2012, n. 179, 
convertito con modificazioni dalla Legge 221 del 17 dicembre 2012) per inquadrare questa categoria. 
Secondo la normativa, si intende “la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni 
o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema 
multilaterale di negoziazione che rispettino requisiti specifici”2 (dei requisiti si dirà oltre nel paragrafo 2). 
Le start up innovative sono quindi imprese caratterizzate dall’elevato grado di innovatività (hi-tech, 
software, biotecnologie, ecc.) e che operano in questi settori (di cui si dirà oltre nel paragrafo 3). 
Originariamente utilizzato in ambito informatico, il termine ‘startup’ è stato adottato anche nel linguaggio 
economico, riferendosi alla fase iniziale di una nuova impresa nata nel settore internet o delle tecnologie 
dell’informazione. Come osserva Villani “Solitamente le giovani imprese in fase iniziale presentano un 
rischio più elevato rispetto a quelle già consolidate sul mercato, ma questo rischio esalta sia le prospettive 
di guadagno sia la possibilità di perdite dovute ad una limitata quantità di risorse sia umane sia finanziarie” 
(Villani, 2019, cit. in Canavesio, 2023, p. 6). Il risultato di queste azioni vede spesso le startup soccombere 
nel tentativo di sviluppare un prodotto o un servizio per i quali si crede possa esserci un’ampia richiesta 
di mercato, laddove invece, “la maggior parte di queste operazioni su piccola scala non sono sostenibili 
nel lungo periodo, senza ulteriori sovvenzioni da parte di soggetti finanziari quali Venture Capitalist”3.  

2.2 Ricognizione e posizionamento rispetto al contesto europeo 
Il Consiglio dei ministri UE, sulla base del Programma Nazionale di Riforma del 2012 aveva rivolto 
all’Italia un forte invito alla promozione di attività imprenditoriali giovanili, che includessero una forte 
componente innovativa (European Commission, 2022). Fino ad allora, infatti, l’imprenditoria innovativa 
in Italia non era mai stata regolata da una disciplina specifica. Le conseguenze derivanti da questa assenza 
normativa sono ancora oggi riscontrabili.  
Secondo quanto riportato nell’European Innovation Scoreboard 2022, a cura della Direzione Generale per 
la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea, il livello di innovazione dell’imprenditoria italiana 
ha raggiunto il 90% della media UE, posizionando il paese al sedicesimo posto nella classifica generale 
(European Commission, 2022). Tuttavia, nel contesto attuale, l’Italia continua a manifestare un 
significativo gap innovativo rispetto ad altri paesi europei. In particolare sempre lo stesso report del 2022 
colloca l’Italia al diciottesimo posto per quanto riguarda l’efficacia dell’ecosistema delle startup 
tecnologiche finanziate tramite capitale di rischio da Venture Capitalist e Business Angel (European 
Commission, 2022). 
Le ragioni di tale gap sono da ricercarsi sia nella ritardata introduzione della normativa sulle startup 
innovative, sia nelle carenti infrastrutture tecnologiche, nella presenza limitata di Business Angel e fondi 
di Venture Capitalist, sia nella consolidata tendenza del sistema produttivo italiano a frammentarsi in una 
moltitudine di piccole e medie imprese, che faticano a sostenere gli elevati costi – fisiologici – associati 
ad attività di ricerca e innovazione (Frasson, 2025).  
Un riflesso diretto di questa situazione si osserva considerando il numero di startup “unicorno” presenti 
sul territorio nazionale. Con tale termine, coniato nel 2013 da Aileen Lee, fondatrice del fondo di venture 
capital Cowboys Ventures, ci si riferisce ad imprese operanti nel settore delle tecnologie che abbiano una 

 
2 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/Art25-dl179-2012.pdf. 
3 Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. 



 
 

 
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valutazione superiore al miliardo di euro4. La metafora dell’unicorno è facilmente intuibile: entrambe le 
creature risulterebbero essere più uniche che rare. Non a caso, sulla base degli elementi citati, il divario 
tra l’Italia e gli altri paesi europei è evidente: dei 150 unicorni europei, solo 4 sono nati e cresciuti in Italia 
(Yoox, Depop, Scalapay e, di recente, Satispay5). Numeri ben diversi da quelli relativi al Regno Unito 
dove, fino alla Brexit, se ne contavano 44, mentre in Germania se ne contano 29, e in Francia 25 (Frasson, 
2025).  
Le cause di questo fenomeno possono essere ricondotte a una pluralità di fattori: differenze nei contesti 
legislativi, amministrativi, culturali e imprenditoriali, così come una maggiore o minore facilità di accesso 
ai mezzi finanziari. Come già evidenziato, uno degli aspetti che rende particolarmente complesso operare 
nel settore dell’innovazione è rappresentato dagli elevati costi associati alle attività innovative e dai rischi 
imprenditoriali ad esse connessi.  
Tendenzialmente, le attività svolte dalle startup sono immateriali e ad alto rischio intrinseco. Il loro esito 
è quindi spesso incerto, in quanto basato sull’esplorazione di nuovi mercati, sull’introduzione di prodotti 
e servizi inediti e sulla creazione di beni di cui non è ancora nota la reale appetibilità da parte del mercato6. 
Il cuore pulsante di una startup – specialmente di quelle operanti in settori high-tech o farmaceutici – è 
certamente l’attività di ricerca e sviluppo. Le neoimprese che non dispongono di adeguate risorse 
finanziarie si vedono costrette a ridurre gli investimenti in nuovi progetti: ciò comporta la perdita di 
opportunità di crescita e una riduzione del potenziale dell’azienda.  
Il capitale umano e il livello di istruzione rappresentano fattori critici per la nascita e il consolidamento 
delle startup innovative: elementi non sempre facilmente reperibili nel panorama imprenditoriale italiano 
(Frasson, 2025). 
Il problema principale può essere così riassunto: in Italia, eccellenza scientifica e innovazione non 
procedono di pari passo. Infatti, sebbene il Paese si posizioni bene a livello internazionale per numero di 
pubblicazioni scientifiche in ambito accademico e di ricerca, ottiene risultati più modesti in termini di 
brevetti industriali e di competitività nei settori ad alto tasso di innovazione (Carnazza, 2017).  
In questo quadro generale, appare evidente la necessità di implementare anche a livello nazionale un 
pacchetto normativo specifico e strutturato per le startup innovative, in grado di sostenere in modo 
coerente il loro sviluppo lungo tutte le fasi del ciclo di vita.  
 
3. Le novità legislative dello Scaleup act 2024 rispetto allo Startup act 2012 
 
L’art. 25 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 
ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano una nuova nozione specifica di impresa: la start-up 
innovativa (Tabella 1). In favore di questa tipologia di imprese è stato predisposto un vasto corpus 
normativo che prevede nuovi strumenti e misure di vantaggio che incidono sull’intero ciclo di vita 
dell’azienda, dall’avvio alle fasi di espansione e maturità7. Il comma 2 dell’art. 25 stabilisce anche i criteri 

 
4 Fonte: https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di-
dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20dollari%20o%20pi%C3%B9. 
5 Fonte: https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di-
dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20dollari%20o%20pi%C3%B9. 
6 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf.  
7 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_2019.pdf.  

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf


 
 

 
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che le imprese devono rispettare per poter ottenere lo status di startup innovativa. Secondo il dettato 
normativo, alle misure agevolative possono accedere le società di capitali, costituite anche in forma 
cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato 
regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, e che sono in possesso dei seguenti requisiti 
così descritti in tabella n.18. 
 
Tabella 1: Definizione di startup innovative e requisiti 

Requisito Descrizione sintetica 
Anzianità dell’impresa Impresa costituita da non più di 5 anni. 
Sede legale o operativa Residente in Italia o in altro Paese UE, purché con sede 

produttiva o filiale in Italia. 
Limite di fatturato Fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro. 
Non quotazione Non quotata in mercati regolamentati né in sistemi multilaterali 

di negoziazione. 
Divieto di distribuzione utili Statutario divieto alla distribuzione degli utili. 
Origine dell’impresa Non derivante da fusione, scissione o cessione di ramo 

d’azienda. 
Oggetto sociale Innovazione tecnologica come finalità esclusiva o prevalente 

dell’attività. 
Infine, deve rispettare almeno uno dei seguenti tre requisiti: 
Spesa in R&S Spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore 

tra fatturato e costi di produzione. 
Personale qualificato Almeno 1/3 del personale con dottorato, dottorandi o ricercatori, 

oppure 2/3 con laurea magistrale. 
Proprietà intellettuale Titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o 

software registrato. 
Fonte: elaborazione a cura degli autori da Ministero dello Sviluppo Economico (2019). Documento 
disponibile al link: 
https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_20
19.pdf. 
 
Il possesso dei requisiti obbligatori definiti dall’art. 25 del D.L. 179/2012 consente all’impresa di ottenere 
lo status di startup innovativa. Tale qualifica giuridica dà accesso a un insieme articolato di misure di 
sostegno previste dallo Startup Act del 2012, pensate per accompagnare le startup lungo tutto il ciclo di 
vita e così descritte in tabella n.2: 
 
Tabella 2: Misura di sostegno Startup Act del 2012 

Misura di sostegno  Descrizione sintetica 
Definizione normativa di startup innovativa Qualificazione giuridica fondata su requisiti di età, oggetto 

sociale, dimensioni e innovatività. 
Agevolazioni fiscali per investitori Detrazioni e deduzioni fiscali a favore di investimenti in equity 

nelle startup innovative. 

 
8 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_2019.pdf. 



 
 

 
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Esonero da imposte e diritti camerali Esenzione da imposta di bollo e diritti camerali per alleggerire i 
costi amministrativi iniziali. 

Accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le 
PMI 

Corsia preferenziale di accesso alla garanzia pubblica per 
facilitare l’ottenimento di credito bancario. 

Facilitazioni per lavoro flessibile e stock option Uso agevolato di contratti flessibili e strumenti di partecipazione 
come stock option e work for equity. 

Semplificazione della procedura di liquidazione Procedura di chiusura semplificata rispetto al fallimento 
ordinario, con riduzione degli oneri. 

Supporto all’internazionalizzazione (ICE, 
Invitalia) 

Programmi di accompagnamento all’estero in collaborazione 
con ICE e Invitalia per l’espansione internazionale. 

Creazione sezione speciale nel Registro delle 
Imprese 

Registro speciale per garantire trasparenza, tracciabilità e 
accesso alle misure di sostegno dedicate. 

Fonte: elaborazione a cura degli autori da Ministero dello Sviluppo Economico (2019). Documento 
disponibile al link: 
https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_20
19.pdf. 
 
In risposta alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la rete InnovUp (di cui si dirà 
oltre nel capitolo III) ha promosso una serie di nuove proposte racchiuse nello Scaleup Act (sotto forma 
di articolato di cui è possibile vedere l’iter nella figura n.1) mirate all’ampliamento delle agevolazioni 
fiscali, alla semplificazione amministrativa e al rafforzamento degli strumenti di sostegno alle startup 
deep-tech e green che possano adeguarsi meglio alle nuove sfide della sostenibilità e dell’innovazione di 
lungo periodo rispetto al precedente decreto organico Startup Act.  
 
Figura 1. Revisione della normativa e predisposizione dello Scaleup Act sotto forma di articolato 

Source: InnovUp. Per ulteriori informazioni consultare il sito web: https://innovup.net 

 



 
 

 
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Queste misure vengono approvate con voto favorevole della Camera nel dicembre 2024 sottolineando la 
necessità di superare quel “scaleup gap” così riassunte in tabella 39: 
 

Tabella 3: Startup Act 2012 e Scaleup Act 2024 
Caratteristica Startup Act (2012) Scaleup Act (2024) 

Obiettivo Favorire la nascita e lo sviluppo iniziale 
delle startup innovative. 

Facilitare la crescita e la scalabilità 
delle startup verso il mercato globale. 

Durata delle agevolazioni 5 anni di permanenza nel registro delle 
startup innovative. 

Estensione fino a 9 anni con criteri 
progressivi. 

Focalizzazione Creazione e incubazione. Crescita, internazionalizzazione e 
attrazione investimenti. 

Incentivi per investitori Agevolazioni fiscali per chi investe in 
startup. 

Maggiore detrazione fiscale per 
investimenti in Scaleup. 

Ruolo degli incubatori Riconosciuti solo gli incubatori fisici.  Inclusione di acceleratori e venture 
builder. 

Internazionalizzazione Non prevista specificamente. Incentivi per l’espansione nei mercati 
esteri. 

Accesso al credito Fondi pubblici e garanzie per startup. Maggiori incentivi per venture capital e 
co-investimenti. 

Fonte: elaborazione a cura degli autori da Camera dei deputati (2024). Documento disponibile al link: 
https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memor

ia.PUBBLICO.ideGes.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. 
 

4. Le startup innovative in Italia e il loro impatto economico sociale 
 

Attraverso il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è possibile consultare l’ultimo report 
aggiornato al 2024 in grado di offrire un'analisi dettagliata sull'evoluzione, le caratteristiche e il trend 
d’impatto economico di queste realtà imprenditoriali e l'accesso al credito da parte di startup innovative, 
incubatori certificati e PMI innovative, evidenziando l'efficacia delle misure di supporto finanziario. Al 
31 dicembre 2023, le startup innovative regolarmente iscritte alla relativa sezione speciale del Registro 
Imprese ammontano a 13.394 (Figura n.2). Complici le interruzioni nelle catene del valore globali ed il 
notevole aumento dei costi dell’energia determinati dalle mutate condizioni geopolitiche, nel 2023 
l’ecosistema delle startup ha registrato una leggera e fisiologica flessione (-6,1% rispetto al 2022). Se 
guardiamo al quinquennio conclusosi nel 2023, la crescita del sistema è stata molto significativa: tra il 
2019 e il 2023 le startup innovative sono aumentate quasi del 23%. 

 
 
 

 
9 Fonte: 
https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideG
es.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. 



 
 

 
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Figura 2. Andamento del numero di startup innovative nel corso del quinquennio 2019-2023 

 
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONEANNUALE_2024-finale.pdf 

A livello geografico, oltre il 35% delle startup innovative risiede nell’Italia Nord-occidentale, con la 
Lombardia in testa tra tutte le regioni (27,7% sul totale nazionale). Significativa è anche la presenza di 
startup nel Mezzogiorno, con un dato complessivo in crescita rispetto allo scorso anno: più di un’impresa 
su quattro, infatti, opera al Sud. In particolare, è la Campania che vanta il numero più rilevante (quasi 
1.500), con un incremento del 4,6% rispetto al 2022. Da segnalare il calo delle startup presenti nel Nord-
est, con l’Emilia-Romagna capofila. Infine, è cospicuo anche il bacino delle startup residenti nell’Italia 
centrale, con il Lazio che guida il gruppo con quasi il 13% del totale nazionale (Figura 3). 

 

 

 

 

 

 



 
 

 
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Figura 3: Startup innovative distinte per ripartizione territoriale e regione 

 

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. 

Per quanto riguarda i settori di attività economica, la scelta preponderante delle imprese rimane invariata 
rispetto al 2022: più della metà delle startup ha un’attività che rientra nella sezione Ateco “J - Servizi di 
informazione e comunicazione” (Figura 4) per un totale di 6.983 imprese, tra le quali 5.575 si occupano 
di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse. 

 

 



 
 

 
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Figura 4: Startup innovative distinte per settori di attività economica Ateco 2007 

 

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. 



 
 

 
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Riguardo ai requisiti di innovatività (Figura 5), nel corso del 2023 sono state 7.982 le startup innovative 
che hanno dichiarato di possedere solo il primo requisito (15% del maggiore tra costo e valore totale della 
produzione in attività di ricerca e sviluppo), 2.657 solo il secondo (gruppo formato per 2/3 da personale 
in possesso di laurea magistrale oppure per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di 
esperienza in attività di ricerca certificata). È interessante evidenziare la crescita delle startup che sono 
dotate solo del terzo requisito (impresa depositaria o licenziataria di privativa industriale oppure titolare 
di software registrato), che nel 2023 ammontano a 2.156; mentre rimangono sostanzialmente stabili le 
startup che posseggono il secondo e il terzo requisito. 

Figura 5: Requisiti di innovatività delle Startup innovative 

 

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. 

Infine, con riferimento al valore della produzione, sono 8.823 (il 65,9% del totale) le startup innovative 
per cui è disponibile l’ultimo dato aggiornato, ricavato dai bilanci dell’anno precedente (2022 in questo 
caso). Tali startup innovative hanno realizzato complessivamente un valore della produzione pari a circa 
2,17 miliardi di euro. I dati indicano una costante crescita nel valore delle start up italiane: difatti, sebbene 
il numero delle startup sia diminuito di circa il 7% rispetto al 2022, il valore medio della produzione è 
comunque aumentato del 5,6%. È interessante notare in tal senso il contributo alla crescita delle classi con 
valore della produzione superiore a 1 milione, che migliorano globalmente sia come numero di startup che 
come valore della produzione espresso in milioni di euro. In particolare, i dati sui bilanci 2022 mostrano 
una crescita di circa il 10% del valore della produzione nelle due classi “da 1 a 2 milioni” e “da 2 a 5 
milioni”. Tale incremento è ancora più consistente nelle due classi successive: “da 5 a 10 milioni” e “da 
10 a 50 milioni” rispettivamente del 35,8% e del 63,2% (Figura 6). Analizzando, invece, il numero di 
startup innovative si osserva che la classe più consistente, con una presenza di 5.388 imprese - in leggera 
flessione rispetto all’anno precedente - equivalenti a circa il 61% del totale, è quella con un fatturato 
compreso fra 1 e 100 mila euro. Da rimarcare la positiva crescita del numero di startup innovative presenti 
nelle classi con valore della produzione superiore a 1 milione, che passano complessivamente da 441 a 
483, con un eccellente risultato. In particolare, la classe “da 1 a 2 milioni” di valore della produzione 
incrementa di 25 startup e la classe “da 2 a 5 milioni” di valore della produzione aumenta di 6 startup. 



 
 

 
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Positive anche le performance delle classi “da 5 a 10 milioni”, con un incremento del 66% - da 15 a 25 
startup innovative - e “da 10 a 50 milioni”, con un incremento del 33% - da 3 a 4 startup innovative. 

 

Figura 6: Prevalenza giovanile, femminile e straniera nelle Startup innovative 

 

 Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. 

5. Il ruolo di Innovup come connettore innovativo nell’ecosistema italiano 
InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem è l’associazione nazionale che rappresenta l’intero 
ecosistema dell’innovazione italiano, una piattaforma di dialogo e sviluppo a sostegno della competitività 
imprenditoriale e tecnologica del paese10. Nata nel 2020 dalla fusione tra Italia Startup e APSTI – 
Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, aggrega attori eterogenei, per un totale di 450 
associati, tra cui startup, PMI innovative, incubatori, acceleratori, corporate, fondi di investimento, 
università, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni11. La missione di InnovUp mira a promuovere la 
crescita, l’internazionalizzazione e la sostenibilità dell’innovazione italiana, attraverso attività di 
advocacy, policy-making, la costruzione di reti multilivello e la realizzazione di eventi di sensibilizzazione 
e networking. L’associazione funge da “hub sistemico”, favorendo connessioni tra attori pubblici e privati, 
tra territori e centri decisionali, tra imprese e capitale di rischio. Il suo posizionamento strategico come 

 
10 Fonte: https://www.innovup.net/. 
11 Il numero degli associati è stato ottenuto attraverso il conteggio sul sito delle singole categorie così suddivise: abilitatori 
(50), Abilitatori crowdfunding (10), Centri di innovazione (71), Centri di innovazione - startup studio (9), Corporate (14), 
Scaleup/PMI innovativa(67), Startup Seed(229). 



 
 

 
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interlocutore istituzionale è riconosciuto sia a livello nazionale – MIMIT, il MEF e CDP Venture Capital 
– sia a livello europeo, nell’ambito di reti quali Startup Europe e European Startup Network (European 
Startup Network, Members list12. Nel contesto post-pandemico, il ruolo di InnovUp ha acquisito ulteriore 
centralità. In risposta alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’associazione ha 
promosso proposte mirate all’ampliamento delle agevolazioni fiscali, alla semplificazione amministrativa 
e al rafforzamento degli strumenti di sostegno alle startup deep-tech e green. 
 
6. Iniziative e opportunità per promuovere ecosistemi di innovazione glocali 
Negli ultimi anni, la promozione di ecosistemi di innovazione è emersa come priorità strategica per 
numerosi paesi europei, in risposta alle sfide legate alla transizione digitale, alla sostenibilità e alla 
competitività globale. Tali ecosistemi si configurano come sistemi complessi in cui interagiscono attori 
pubblici e privati (tra cui imprese innovative, università, centri di ricerca, enti pubblici territoriali, fondi 
di investimento e organizzazioni intermediarie) accomunati dall’obiettivo di generare, trasferire e 
valorizzare conoscenza in chiave imprenditoriale. All’interno di questo quadro, in Italia, si è assistito a 
una crescente diffusione di iniziative nazionali e transnazionali volte a favorire la connessione tra nodi 
locali e reti europee, contribuendo alla strutturazione di infrastrutture abilitanti per l’innovazione13. 
Parallelamente all’evoluzione normativa, hanno preso forma iniziative multi-livello orientate alla 
costruzione di reti di collaborazione tra territori, imprese e centri di ricerca, sia a livello nazionale (con il 
PNRR e gli Ecosistemi dell’Innovazione) sia a livello europeo (con Horizon Europe, EIC Accelerator, 
Digital Europe)14. In questo scenario, gli attori intermedi quali associazioni di categoria, consorzi, hub 
tecnologici e reti di rappresentanza, svolgono un ruolo decisivo nel mettere in relazione politiche, attori 
locali e opportunità sovranazionali15. Un caso emblematico in tal senso è rappresentato da InnovUp, 
soggetto collettivo che opera da interfaccia tra ecosistemi regionali e reti europee dell’innovazione. Pur 
non essendo un’agenzia pubblica né un ente di programmazione, InnovUp si configura come un attore con 
funzione di policy broker, capace di aggregare informazioni, istanze e risorse provenienti da diversi livelli 
istituzionali e imprenditoriali. Tra il 2022 e il 2024, InnovUp ha attivato una serie di azioni di advocacy e 
di connessione internazionale, partecipando a piattaforme come European Startup Nations Alliance 
(ESNA), Allied for Startups, European Startup Network,IASP, EBN, EBAN ed EuroCrowd16 (Figure 7 e 
8). 
 
 
 
 
 
 
 

 
12 Fonte: https://europeanstartupnetwork.eu/members/. 
13 Fonte: https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/docs/2021-2027/horizon/wp-call/2021-2022/wp-10-
european-innovation-ecosystems_horizon-2021-2022_en.pdf. 
14 Fonte: https://innovup.net/. 
15 Fonte: https://innovup.net/wp-content/uploads/2024/10/Mappatura-Piani-regionali-df.pdf. 
16 Fonte: https://innovup.net/wp-content/uploads/2024/10/Mappatura-Piani-regionali-df.pdf. 



 
 

 
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Figura 7: Panoramica degli Eventi e networking di InnovUp 

 

Fonte: https://innovup.net/. 

Figura 8: Panoramica degli Eventi e networking di InnovUp 

 

https://innovup.net/


 
 

 
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Fonte: https://innovup.net/. 

Tali attività vanno lette come strumenti di costruzione di capitali relazionali e istituzionali, fondamentali 
per sostenere gli attori locali nei processi di internazionalizzazione e nella partecipazione a programmi 
europei (riferimento Figura 9). In particolare, le iniziative di InnovUp mirano a creare ponti tra startup 
italiane e policy europee, facilitando l’accesso a bandi, acceleratori, investitori internazionali e piattaforme 
di conoscenza17. In questa direzione, l’associazione ha anche promosso manifesti programmatici (3), open 
letters (6) position paper (10) volti a orientare le politiche pubbliche verso una maggiore attenzione alla 
dimensione scaleup, alla mobilitazione di capitale privato e all’integrazione tra innovazione e transizione 
verde e digitale. 

Figura 9: Roadmap attività europee InnovUp 2024 

 

Fonte: https://innovup.net/. 

Un altro aspetto centrale riguarda la promozione di infrastrutture relazionali e territoriali per 
l’innovazione, attraverso il supporto a ecosistemi locali e alla creazione di reti tra abilitatori (incubatori, 
acceleratori, competence center). L’azione di attori come InnovUp, in sinergia con fondi come CDP 
Venture Capital, mira a superare la frammentazione che caratterizza il tessuto innovativo italiano, 
favorendo la contaminazione tra filiere produttive tradizionali e nuove traiettorie tecnologiche18. In questo 
quadro, la connessione con programmi transnazionali diventa cruciale per valorizzare le specificità locali 
in un'ottica glocale (globale + locale). L’esperienza italiana mostra come le opportunità offerte da 
strumenti europei (Horizon Europe, EIC, Startup Europe) possano essere effettivamente colte solo 

 
17 Fonte: https://innovup.net/innovup-dieci-mosse-per-rendere-litalia-una-startup-nation/. 
18 Fonte: https://www.cdpventurecapital.it/resources/cms/documents/CDP_VC_Bilancio_2023.pdf. 

https://innovup.net/
https://innovup.net/


 
 

 
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attraverso la presenza di strutture intermedie capaci di tradurre le policy in pratiche, facilitando l’accesso, 
la connessione e la capitalizzazione delle risorse disponibili sempre più su una logica di integrazione 
multilivello, tra attori pubblici, privati e associativi. In questo scenario, il ruolo degli attori di rete InnovUp 
appare centrale non solo per rappresentare l’ecosistema, ma per abilitare concretamente le sue traiettorie 
di sviluppo in una dimensione transnazionale. 

7. Conclusioni 
La conclusione di questa ampia disamina sul mondo delle startup italiane, tra evoluzione normativa, 
contesto europeo e dinamiche ecosistemiche, consente di restituire un quadro articolato ma coerente sullo 
stato dell'innovazione imprenditoriale nel Paese. In primo luogo, appare evidente come la costruzione di 
un ecosistema favorevole alla nascita e alla crescita delle startup abbia rappresentato una risposta politica 
e legislativa a un ritardo sistemico dell’Italia nel supportare l’imprenditorialità innovativa. L’introduzione 
dello Startup Act nel 2012 ha segnato un passaggio chiave nel riconoscimento formale di una nuova 
tipologia di impresa, la startup innovativa, definita sulla base di precisi requisiti anagrafici, economici, 
tecnologici e organizzativi. Questo impianto normativo ha avuto il merito di strutturare un primo insieme 
di misure di sostegno integrate, come l’esonero da oneri fiscali e camerali, l’accesso semplificato al Fondo 
di Garanzia, incentivi per investitori in equity, nonché meccanismi di remunerazione flessibile del lavoro 
tramite stock option. 
Tuttavia, l’esperienza maturata nel decennio successivo ha mostrato i limiti di un impianto normativo 
centrato soprattutto sulla fase di avvio, trascurando le esigenze di accompagnamento nella fase di crescita 
delle imprese. Il cosiddetto "scaleup gap" è infatti emerso come uno degli ostacoli principali allo sviluppo 
dell’innovazione in Italia: molte startup, pur superando le fasi iniziali, non riescono a trasformarsi in 
imprese mature competitive a livello internazionale, spesso a causa di barriere legate alla scarsità di 
capitali, all’accesso limitato ai mercati esteri e alla frammentazione del sistema di supporto. 
In questo scenario si inserisce lo Scaleup Act del 2024, concepito per rispondere alle criticità emerse e 
completare il percorso avviato con lo Startup Act. Le misure introdotte con questo nuovo quadro 
normativo puntano ad ampliare le agevolazioni fiscali, rafforzare il ruolo degli incubatori certificati, 
sostenere le imprese deep-tech e green, semplificare i processi di internazionalizzazione e attrarre capitale 
umano e finanziario, anche estero. A differenza del precedente impianto, il focus non è più solo sull’avvio 
dell’attività, ma sul consolidamento e l’espansione, con strumenti mirati a sostenere la transizione da 
startup a scaleup. 
Parallelamente, i dati quantitativi aggiornati al 2024 testimoniano una fase di consolidamento 
dell’ecosistema italiano: a fronte di una lieve flessione numerica delle startup (-6,1%), si osserva un 
incremento del valore medio della produzione (+5,6%), a conferma di una crescente solidità e maturità 
del tessuto imprenditoriale innovativo. Particolarmente rilevante è l’aumento delle startup con valore della 
produzione superiore al milione di euro, che testimonia una maggiore capacità di generare impatto 
economico e occupazionale. 
Permangono tuttavia elementi di criticità strutturale, tra cui la persistente distanza rispetto ai benchmark 
europei, evidenziata dal basso numero di Scaleup e di imprese unicorno, e da una minore diffusione di 
strumenti di finanziamento evoluti come il venture capital. In questo contesto, si conferma la centralità di 
attori intermedi come InnovUp, capaci di svolgere una funzione di mediazione tra istanze territoriali, 
policy nazionali e programmi europei. La loro attività di advocacy, networking e accompagnamento ai 



 
 

 
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bandi europei è risultata decisiva per migliorare l’accesso delle imprese italiane alle opportunità 
internazionali e per sostenere la costruzione di ecosistemi locali di innovazione. 
La direzione auspicabile, anche in linea con le indicazioni della Commissione Europea, è quella di una 
governance multilivello dell’innovazione, capace di connettere politiche pubbliche, capitale privato, 
università e centri di ricerca, in un’ottica sistemica. I modelli più avanzati di sviluppo imprenditoriale non 
si limitano infatti alla sola offerta di incentivi, ma puntano alla costruzione di ambienti abilitanti, in cui 
l’interazione tra attori, la circolazione della conoscenza e la contaminazione tra settori costituiscono i veri 
driver della competitività. 
In conclusione, l’Italia si trova oggi in una fase di transizione matura, in cui le sfide dell’innovazione 
richiedono una capacità di visione integrata, una governance più coesa e strumenti flessibili ma strutturati. 
Lo Scaleup Act rappresenta un passo in avanti in questa direzione, ma la sua efficacia dipenderà dalla 
capacità del sistema-paese di attuarlo in modo sinergico, superando le frammentazioni e promuovendo 
una cultura dell’innovazione realmente diffusa. In tal senso, il futuro delle startup italiane dipenderà dalla 
capacità collettiva di tradurre il potenziale in performance, e di valorizzare l’innovazione non solo come 
eccezione, ma come parte integrante del modello di sviluppo nazionale. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
 

 
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Bibliografia e Sitografia 
Blank, S., Blank, S. G., & Dorf, B. (2012). The startup owner’s manual: The step-by-step guide for 

building a great company. K&S Ranch. 
Camera dei deputati. (2024). Memoria pubblica – IdeGes. 
https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memo
ria.PUBBLICO.ideGes.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. 
CDP Venture Capital. (2023). Bilancio 2023. 
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Commissione Europea. (2022). Le strategie di innovazione delle startup innovative: Un’indagine ad hoc. 

European Innovation Ecosystems – Horizon Work Programme 2021-2022. 
https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/docs/2021-2027/horizon/wp-call/2021-
2022/wp-10-european-innovation-ecosystems_horizon-2021-2022_en.pdf. 

Carnazza, P. (2017). Le strategie di innovazione delle startup innovative: Un’indagine ad hoc. Quaderni 
di ricerca sull’artigianato, (2). https://doi.org/10.12830/87483 

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https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di-
dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20doll
ari%20o%20pi%C3%B9. 

Directorate-General for Research and Innovation (European Commission), Hollanders, H., Es-Sadki, N., 
& Khalilova, A. (2022). European innovation scoreboard 2022. Publications Office of the 
European Union. https://data.europa.eu/doi/10.2777/309907 

InnovUp (2024). Homepage. https://innovup.net/. 
InnovUp. (2024). Dieci mosse per rendere l’Italia una startup nation. https://innovup.net/innovup-dieci-

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Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, “Definizione di start up”  
https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. 
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2020. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf. 
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Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2019). Slide policy startup innovative (07/2019). 

https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%
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Frasson, L. (2025). Le startup innovative: Il rispetto del requisito di innovazione e di alto valore 
tecnologico. https://thesis.unipd.it/handle/20.500.12608/48276 
 


