European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 1 Proposte di sviluppo e innovazione per il sistema delle startup italiane: il ruolo di InnovUp e il Scaleup Act Matteo Beccuti1*, Giorgio Ciron1 *Autore di contatto - matteo.beccuti@envipark.com 1 Environment Park, Torino, Italia. Abstract L’articolo analizza lo sviluppo del sistema startup in Italia attraverso una revisione della letteratura, un confronto con il contesto europeo e un focus sulle novità legislative introdotte dallo Scaleup Act del 2024. Viene discusso il ruolo strategico di InnovUp e l’impatto economico delle startup innovative, con proposte per il potenziamento degli ecosistemi di innovazione glocali. Parole chiave: Startup innovative; Ecosistema dell’innovazione; Scaleup act 2024; Startup Act 2012 1. Introduzione Negli ultimi due decenni, l’ecosistema delle startup è emerso come uno dei principali motori di innovazione, trasformazione economica e rinnovamento imprenditoriale nei paesi avanzati. In questo scenario globale, l’Italia ha intrapreso un percorso di riconfigurazione normativa e istituzionale per colmare un ritardo storico nella promozione dell’imprenditorialità innovativa. A partire dallo Startup Act del 2012, fino alle più recenti misure contenute nello Scaleup Act del 2024, il legislatore ha progressivamente strutturato un insieme di strumenti volti a incentivare la nascita, la crescita e la competitività delle startup innovative. Tuttavia, nonostante i progressi normativi e l’aumento delle startup iscritte al Registro delle Imprese, il sistema italiano continua a scontare limiti strutturali – tra cui una scarsa propensione al rischio, un accesso limitato a capitali di crescita e una frammentazione degli attori dell’innovazione – che lo rendono meno competitivo rispetto ad altri ecosistemi europei. In particolare, il cosiddetto scaleup gap, ovvero la difficoltà delle startup italiane a evolversi in imprese mature e internazionalizzate, rappresenta ancora oggi una delle principali criticità del sistema. Alla luce di queste dinamiche, il presente contributo si propone di analizzare in chiave multidimensionale l’evoluzione del sistema delle startup italiane, con particolare attenzione al ruolo delle politiche pubbliche, delle reti di supporto e degli attori intermedi. Dopo una revisione della letteratura e delle principali definizioni teoriche, l’articolo si sofferma sull’impianto normativo introdotto dallo Startup Act e sulle successive innovazioni legislative previste dallo Scaleup Act, approvato nel 2024. In questo contesto, viene valorizzato il ruolo strategico svolto da InnovUp, associazione di riferimento per l’ecosistema European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 2 italiano dell’innovazione, nella promozione di proposte legislative, nella creazione di connessioni tra territori e nell’accesso ai programmi europei. Attraverso un’analisi integrata di dati ufficiali, report istituzionali e fonti accademiche, il lavoro intende offrire una panoramica critica sulle sfide e le opportunità del sistema italiano, evidenziando il valore economico e sociale delle startup innovative, nonché la necessità di politiche multilivello capaci di coniugare crescita, sostenibilità e internazionalizzazione. Il contributo si chiude con una riflessione sulle prospettive future, proponendo traiettorie di sviluppo per favorire una governance dell’innovazione più coesa e orientata all’impatto. 2. Revisione della letteratura 2.1 Evoluzione del concetto: definizioni e cornice teoriche Partendo da un quadro descrittivo del concetto di start up e dalla letteratura di riferimento a livello internazionale e poi nazionale, si arriva a presentare quali sono gli strumenti di finanziamento messi a disposizione e la normativa attuale di riferimento in Italia in merito alle startup, alle startup innovative e il loro rispettivo posizionamento. Nello specifico, si approfondiranno le novità introdotte dallo Scaleup Act del 2024 e i cambiamenti strutturali rispetto al precedente Startup Act del 2012. Successivamente, gli autori propongono, sulla base delle fonti citate, possibili spunti di riflessione, opportunità di sviluppo e prospettive future di promozione di driver ecosistemici innovativi, sottolineandone i fattori di successo e le criticità. È innanzitutto importante sottolineare come la letteratura sul tema delle startup sia estremamente vasta e in continua espansione, costantemente arricchita da nuovi volumi, studi e contributi presentati in conferenze internazionali. Proprio per questa complessità e ricchezza, non esiste un’opera che raccolga in modo esaustivo e condiviso tutti gli aspetti teorici legati al fare impresa nelle startup italiane (Frasson, 2025). Tuttavia, uno dei testi di riferimento più riconosciuti e utilizzati, sia in ambito accademico sia nella pratica durante la fase di company creation, è il manuale di Alexander Osterwalder e Yves Pigneur del 2010, intitolato Business Model Generation: A Handbook for Visionaries, Game Changers, and Challengers. Il volume, frutto della collaborazione di oltre 400 professionisti provenienti da 45 paesi, è ampiamente adottato nelle università come base per lo sviluppo di case study e per l’insegnamento del metodo Business Model Canvas, uno strumento fondamentale per apprendere e sperimentare l’arte di creare un’impresa (Frasson, 2025). Tra le diverse modalità di classificazione e interpretazione del concetto di startup, la definizione formulata nel 2012 da Steve Blank, imprenditore di riferimento della Silicon Valley, secondo cui “una startup è un’organizzazione temporanea progettata per cercare un modello di business scalabile e ripetibile” (Blank et al., 2012, p. 17), costituisce un punto di riferimento teorico essenziale. Essa evidenzia la dimensione esplorativa e sperimentale che caratterizza queste organizzazioni nella fase iniziale del loro ciclo di sviluppo. In un contesto più nazionale, secondo la Treccani, il termine startup si riferisce alla “fase iniziale di avvio delle attività di una nuova impresa, di un’impresa appena costituita o di un’impresa che si è appena quotata in borsa”1. Risulta maggiormente complicato, invece, definire in modo univoco le startup innovative. Con l’obiettivo di promuovere la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolare giovanile, 1 Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 3 nell’autunno del 2012 il governo italiano ha adottato una normativa (DL 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla Legge 221 del 17 dicembre 2012) per inquadrare questa categoria. Secondo la normativa, si intende “la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione che rispettino requisiti specifici”2 (dei requisiti si dirà oltre nel paragrafo 2). Le start up innovative sono quindi imprese caratterizzate dall’elevato grado di innovatività (hi-tech, software, biotecnologie, ecc.) e che operano in questi settori (di cui si dirà oltre nel paragrafo 3). Originariamente utilizzato in ambito informatico, il termine ‘startup’ è stato adottato anche nel linguaggio economico, riferendosi alla fase iniziale di una nuova impresa nata nel settore internet o delle tecnologie dell’informazione. Come osserva Villani “Solitamente le giovani imprese in fase iniziale presentano un rischio più elevato rispetto a quelle già consolidate sul mercato, ma questo rischio esalta sia le prospettive di guadagno sia la possibilità di perdite dovute ad una limitata quantità di risorse sia umane sia finanziarie” (Villani, 2019, cit. in Canavesio, 2023, p. 6). Il risultato di queste azioni vede spesso le startup soccombere nel tentativo di sviluppare un prodotto o un servizio per i quali si crede possa esserci un’ampia richiesta di mercato, laddove invece, “la maggior parte di queste operazioni su piccola scala non sono sostenibili nel lungo periodo, senza ulteriori sovvenzioni da parte di soggetti finanziari quali Venture Capitalist”3. 2.2 Ricognizione e posizionamento rispetto al contesto europeo Il Consiglio dei ministri UE, sulla base del Programma Nazionale di Riforma del 2012 aveva rivolto all’Italia un forte invito alla promozione di attività imprenditoriali giovanili, che includessero una forte componente innovativa (European Commission, 2022). Fino ad allora, infatti, l’imprenditoria innovativa in Italia non era mai stata regolata da una disciplina specifica. Le conseguenze derivanti da questa assenza normativa sono ancora oggi riscontrabili. Secondo quanto riportato nell’European Innovation Scoreboard 2022, a cura della Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea, il livello di innovazione dell’imprenditoria italiana ha raggiunto il 90% della media UE, posizionando il paese al sedicesimo posto nella classifica generale (European Commission, 2022). Tuttavia, nel contesto attuale, l’Italia continua a manifestare un significativo gap innovativo rispetto ad altri paesi europei. In particolare sempre lo stesso report del 2022 colloca l’Italia al diciottesimo posto per quanto riguarda l’efficacia dell’ecosistema delle startup tecnologiche finanziate tramite capitale di rischio da Venture Capitalist e Business Angel (European Commission, 2022). Le ragioni di tale gap sono da ricercarsi sia nella ritardata introduzione della normativa sulle startup innovative, sia nelle carenti infrastrutture tecnologiche, nella presenza limitata di Business Angel e fondi di Venture Capitalist, sia nella consolidata tendenza del sistema produttivo italiano a frammentarsi in una moltitudine di piccole e medie imprese, che faticano a sostenere gli elevati costi – fisiologici – associati ad attività di ricerca e innovazione (Frasson, 2025). Un riflesso diretto di questa situazione si osserva considerando il numero di startup “unicorno” presenti sul territorio nazionale. Con tale termine, coniato nel 2013 da Aileen Lee, fondatrice del fondo di venture capital Cowboys Ventures, ci si riferisce ad imprese operanti nel settore delle tecnologie che abbiano una 2 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/Art25-dl179-2012.pdf. 3 Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 4 valutazione superiore al miliardo di euro4. La metafora dell’unicorno è facilmente intuibile: entrambe le creature risulterebbero essere più uniche che rare. Non a caso, sulla base degli elementi citati, il divario tra l’Italia e gli altri paesi europei è evidente: dei 150 unicorni europei, solo 4 sono nati e cresciuti in Italia (Yoox, Depop, Scalapay e, di recente, Satispay5). Numeri ben diversi da quelli relativi al Regno Unito dove, fino alla Brexit, se ne contavano 44, mentre in Germania se ne contano 29, e in Francia 25 (Frasson, 2025). Le cause di questo fenomeno possono essere ricondotte a una pluralità di fattori: differenze nei contesti legislativi, amministrativi, culturali e imprenditoriali, così come una maggiore o minore facilità di accesso ai mezzi finanziari. Come già evidenziato, uno degli aspetti che rende particolarmente complesso operare nel settore dell’innovazione è rappresentato dagli elevati costi associati alle attività innovative e dai rischi imprenditoriali ad esse connessi. Tendenzialmente, le attività svolte dalle startup sono immateriali e ad alto rischio intrinseco. Il loro esito è quindi spesso incerto, in quanto basato sull’esplorazione di nuovi mercati, sull’introduzione di prodotti e servizi inediti e sulla creazione di beni di cui non è ancora nota la reale appetibilità da parte del mercato6. Il cuore pulsante di una startup – specialmente di quelle operanti in settori high-tech o farmaceutici – è certamente l’attività di ricerca e sviluppo. Le neoimprese che non dispongono di adeguate risorse finanziarie si vedono costrette a ridurre gli investimenti in nuovi progetti: ciò comporta la perdita di opportunità di crescita e una riduzione del potenziale dell’azienda. Il capitale umano e il livello di istruzione rappresentano fattori critici per la nascita e il consolidamento delle startup innovative: elementi non sempre facilmente reperibili nel panorama imprenditoriale italiano (Frasson, 2025). Il problema principale può essere così riassunto: in Italia, eccellenza scientifica e innovazione non procedono di pari passo. Infatti, sebbene il Paese si posizioni bene a livello internazionale per numero di pubblicazioni scientifiche in ambito accademico e di ricerca, ottiene risultati più modesti in termini di brevetti industriali e di competitività nei settori ad alto tasso di innovazione (Carnazza, 2017). In questo quadro generale, appare evidente la necessità di implementare anche a livello nazionale un pacchetto normativo specifico e strutturato per le startup innovative, in grado di sostenere in modo coerente il loro sviluppo lungo tutte le fasi del ciclo di vita. 3. Le novità legislative dello Scaleup act 2024 rispetto allo Startup act 2012 L’art. 25 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano una nuova nozione specifica di impresa: la start-up innovativa (Tabella 1). In favore di questa tipologia di imprese è stato predisposto un vasto corpus normativo che prevede nuovi strumenti e misure di vantaggio che incidono sull’intero ciclo di vita dell’azienda, dall’avvio alle fasi di espansione e maturità7. Il comma 2 dell’art. 25 stabilisce anche i criteri 4 Fonte: https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di- dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20dollari%20o%20pi%C3%B9. 5 Fonte: https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di- dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20dollari%20o%20pi%C3%B9. 6 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf. 7 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_2019.pdf. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 5 che le imprese devono rispettare per poter ottenere lo status di startup innovativa. Secondo il dettato normativo, alle misure agevolative possono accedere le società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, e che sono in possesso dei seguenti requisiti così descritti in tabella n.18. Tabella 1: Definizione di startup innovative e requisiti Requisito Descrizione sintetica Anzianità dell’impresa Impresa costituita da non più di 5 anni. Sede legale o operativa Residente in Italia o in altro Paese UE, purché con sede produttiva o filiale in Italia. Limite di fatturato Fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro. Non quotazione Non quotata in mercati regolamentati né in sistemi multilaterali di negoziazione. Divieto di distribuzione utili Statutario divieto alla distribuzione degli utili. Origine dell’impresa Non derivante da fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda. Oggetto sociale Innovazione tecnologica come finalità esclusiva o prevalente dell’attività. Infine, deve rispettare almeno uno dei seguenti tre requisiti: Spesa in R&S Spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra fatturato e costi di produzione. Personale qualificato Almeno 1/3 del personale con dottorato, dottorandi o ricercatori, oppure 2/3 con laurea magistrale. Proprietà intellettuale Titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o software registrato. Fonte: elaborazione a cura degli autori da Ministero dello Sviluppo Economico (2019). Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_20 19.pdf. Il possesso dei requisiti obbligatori definiti dall’art. 25 del D.L. 179/2012 consente all’impresa di ottenere lo status di startup innovativa. Tale qualifica giuridica dà accesso a un insieme articolato di misure di sostegno previste dallo Startup Act del 2012, pensate per accompagnare le startup lungo tutto il ciclo di vita e così descritte in tabella n.2: Tabella 2: Misura di sostegno Startup Act del 2012 Misura di sostegno Descrizione sintetica Definizione normativa di startup innovativa Qualificazione giuridica fondata su requisiti di età, oggetto sociale, dimensioni e innovatività. Agevolazioni fiscali per investitori Detrazioni e deduzioni fiscali a favore di investimenti in equity nelle startup innovative. 8 Fonte: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_2019.pdf. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 6 Esonero da imposte e diritti camerali Esenzione da imposta di bollo e diritti camerali per alleggerire i costi amministrativi iniziali. Accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI Corsia preferenziale di accesso alla garanzia pubblica per facilitare l’ottenimento di credito bancario. Facilitazioni per lavoro flessibile e stock option Uso agevolato di contratti flessibili e strumenti di partecipazione come stock option e work for equity. Semplificazione della procedura di liquidazione Procedura di chiusura semplificata rispetto al fallimento ordinario, con riduzione degli oneri. Supporto all’internazionalizzazione (ICE, Invitalia) Programmi di accompagnamento all’estero in collaborazione con ICE e Invitalia per l’espansione internazionale. Creazione sezione speciale nel Registro delle Imprese Registro speciale per garantire trasparenza, tracciabilità e accesso alle misure di sostegno dedicate. Fonte: elaborazione a cura degli autori da Ministero dello Sviluppo Economico (2019). Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative%2007_20 19.pdf. In risposta alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la rete InnovUp (di cui si dirà oltre nel capitolo III) ha promosso una serie di nuove proposte racchiuse nello Scaleup Act (sotto forma di articolato di cui è possibile vedere l’iter nella figura n.1) mirate all’ampliamento delle agevolazioni fiscali, alla semplificazione amministrativa e al rafforzamento degli strumenti di sostegno alle startup deep-tech e green che possano adeguarsi meglio alle nuove sfide della sostenibilità e dell’innovazione di lungo periodo rispetto al precedente decreto organico Startup Act. Figura 1. Revisione della normativa e predisposizione dello Scaleup Act sotto forma di articolato Source: InnovUp. Per ulteriori informazioni consultare il sito web: https://innovup.net European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 7 Queste misure vengono approvate con voto favorevole della Camera nel dicembre 2024 sottolineando la necessità di superare quel “scaleup gap” così riassunte in tabella 39: Tabella 3: Startup Act 2012 e Scaleup Act 2024 Caratteristica Startup Act (2012) Scaleup Act (2024) Obiettivo Favorire la nascita e lo sviluppo iniziale delle startup innovative. Facilitare la crescita e la scalabilità delle startup verso il mercato globale. Durata delle agevolazioni 5 anni di permanenza nel registro delle startup innovative. Estensione fino a 9 anni con criteri progressivi. Focalizzazione Creazione e incubazione. Crescita, internazionalizzazione e attrazione investimenti. Incentivi per investitori Agevolazioni fiscali per chi investe in startup. Maggiore detrazione fiscale per investimenti in Scaleup. Ruolo degli incubatori Riconosciuti solo gli incubatori fisici. Inclusione di acceleratori e venture builder. Internazionalizzazione Non prevista specificamente. Incentivi per l’espansione nei mercati esteri. Accesso al credito Fondi pubblici e garanzie per startup. Maggiori incentivi per venture capital e co-investimenti. Fonte: elaborazione a cura degli autori da Camera dei deputati (2024). Documento disponibile al link: https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memor ia.PUBBLICO.ideGes.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. 4. Le startup innovative in Italia e il loro impatto economico sociale Attraverso il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è possibile consultare l’ultimo report aggiornato al 2024 in grado di offrire un'analisi dettagliata sull'evoluzione, le caratteristiche e il trend d’impatto economico di queste realtà imprenditoriali e l'accesso al credito da parte di startup innovative, incubatori certificati e PMI innovative, evidenziando l'efficacia delle misure di supporto finanziario. Al 31 dicembre 2023, le startup innovative regolarmente iscritte alla relativa sezione speciale del Registro Imprese ammontano a 13.394 (Figura n.2). Complici le interruzioni nelle catene del valore globali ed il notevole aumento dei costi dell’energia determinati dalle mutate condizioni geopolitiche, nel 2023 l’ecosistema delle startup ha registrato una leggera e fisiologica flessione (-6,1% rispetto al 2022). Se guardiamo al quinquennio conclusosi nel 2023, la crescita del sistema è stata molto significativa: tra il 2019 e il 2023 le startup innovative sono aumentate quasi del 23%. 9 Fonte: https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideG es.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 8 Figura 2. Andamento del numero di startup innovative nel corso del quinquennio 2019-2023 Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONEANNUALE_2024-finale.pdf A livello geografico, oltre il 35% delle startup innovative risiede nell’Italia Nord-occidentale, con la Lombardia in testa tra tutte le regioni (27,7% sul totale nazionale). Significativa è anche la presenza di startup nel Mezzogiorno, con un dato complessivo in crescita rispetto allo scorso anno: più di un’impresa su quattro, infatti, opera al Sud. In particolare, è la Campania che vanta il numero più rilevante (quasi 1.500), con un incremento del 4,6% rispetto al 2022. Da segnalare il calo delle startup presenti nel Nord- est, con l’Emilia-Romagna capofila. Infine, è cospicuo anche il bacino delle startup residenti nell’Italia centrale, con il Lazio che guida il gruppo con quasi il 13% del totale nazionale (Figura 3). European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 9 Figura 3: Startup innovative distinte per ripartizione territoriale e regione Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. Per quanto riguarda i settori di attività economica, la scelta preponderante delle imprese rimane invariata rispetto al 2022: più della metà delle startup ha un’attività che rientra nella sezione Ateco “J - Servizi di informazione e comunicazione” (Figura 4) per un totale di 6.983 imprese, tra le quali 5.575 si occupano di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 10 Figura 4: Startup innovative distinte per settori di attività economica Ateco 2007 Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 11 Riguardo ai requisiti di innovatività (Figura 5), nel corso del 2023 sono state 7.982 le startup innovative che hanno dichiarato di possedere solo il primo requisito (15% del maggiore tra costo e valore totale della produzione in attività di ricerca e sviluppo), 2.657 solo il secondo (gruppo formato per 2/3 da personale in possesso di laurea magistrale oppure per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di esperienza in attività di ricerca certificata). È interessante evidenziare la crescita delle startup che sono dotate solo del terzo requisito (impresa depositaria o licenziataria di privativa industriale oppure titolare di software registrato), che nel 2023 ammontano a 2.156; mentre rimangono sostanzialmente stabili le startup che posseggono il secondo e il terzo requisito. Figura 5: Requisiti di innovatività delle Startup innovative Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. Infine, con riferimento al valore della produzione, sono 8.823 (il 65,9% del totale) le startup innovative per cui è disponibile l’ultimo dato aggiornato, ricavato dai bilanci dell’anno precedente (2022 in questo caso). Tali startup innovative hanno realizzato complessivamente un valore della produzione pari a circa 2,17 miliardi di euro. I dati indicano una costante crescita nel valore delle start up italiane: difatti, sebbene il numero delle startup sia diminuito di circa il 7% rispetto al 2022, il valore medio della produzione è comunque aumentato del 5,6%. È interessante notare in tal senso il contributo alla crescita delle classi con valore della produzione superiore a 1 milione, che migliorano globalmente sia come numero di startup che come valore della produzione espresso in milioni di euro. In particolare, i dati sui bilanci 2022 mostrano una crescita di circa il 10% del valore della produzione nelle due classi “da 1 a 2 milioni” e “da 2 a 5 milioni”. Tale incremento è ancora più consistente nelle due classi successive: “da 5 a 10 milioni” e “da 10 a 50 milioni” rispettivamente del 35,8% e del 63,2% (Figura 6). Analizzando, invece, il numero di startup innovative si osserva che la classe più consistente, con una presenza di 5.388 imprese - in leggera flessione rispetto all’anno precedente - equivalenti a circa il 61% del totale, è quella con un fatturato compreso fra 1 e 100 mila euro. Da rimarcare la positiva crescita del numero di startup innovative presenti nelle classi con valore della produzione superiore a 1 milione, che passano complessivamente da 441 a 483, con un eccellente risultato. In particolare, la classe “da 1 a 2 milioni” di valore della produzione incrementa di 25 startup e la classe “da 2 a 5 milioni” di valore della produzione aumenta di 6 startup. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 12 Positive anche le performance delle classi “da 5 a 10 milioni”, con un incremento del 66% - da 15 a 25 startup innovative - e “da 10 a 50 milioni”, con un incremento del 33% - da 3 a 4 startup innovative. Figura 6: Prevalenza giovanile, femminile e straniera nelle Startup innovative Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Documento disponibile al link: https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. 5. Il ruolo di Innovup come connettore innovativo nell’ecosistema italiano InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem è l’associazione nazionale che rappresenta l’intero ecosistema dell’innovazione italiano, una piattaforma di dialogo e sviluppo a sostegno della competitività imprenditoriale e tecnologica del paese10. Nata nel 2020 dalla fusione tra Italia Startup e APSTI – Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, aggrega attori eterogenei, per un totale di 450 associati, tra cui startup, PMI innovative, incubatori, acceleratori, corporate, fondi di investimento, università, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni11. La missione di InnovUp mira a promuovere la crescita, l’internazionalizzazione e la sostenibilità dell’innovazione italiana, attraverso attività di advocacy, policy-making, la costruzione di reti multilivello e la realizzazione di eventi di sensibilizzazione e networking. L’associazione funge da “hub sistemico”, favorendo connessioni tra attori pubblici e privati, tra territori e centri decisionali, tra imprese e capitale di rischio. Il suo posizionamento strategico come 10 Fonte: https://www.innovup.net/. 11 Il numero degli associati è stato ottenuto attraverso il conteggio sul sito delle singole categorie così suddivise: abilitatori (50), Abilitatori crowdfunding (10), Centri di innovazione (71), Centri di innovazione - startup studio (9), Corporate (14), Scaleup/PMI innovativa(67), Startup Seed(229). European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 13 interlocutore istituzionale è riconosciuto sia a livello nazionale – MIMIT, il MEF e CDP Venture Capital – sia a livello europeo, nell’ambito di reti quali Startup Europe e European Startup Network (European Startup Network, Members list12. Nel contesto post-pandemico, il ruolo di InnovUp ha acquisito ulteriore centralità. In risposta alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’associazione ha promosso proposte mirate all’ampliamento delle agevolazioni fiscali, alla semplificazione amministrativa e al rafforzamento degli strumenti di sostegno alle startup deep-tech e green. 6. Iniziative e opportunità per promuovere ecosistemi di innovazione glocali Negli ultimi anni, la promozione di ecosistemi di innovazione è emersa come priorità strategica per numerosi paesi europei, in risposta alle sfide legate alla transizione digitale, alla sostenibilità e alla competitività globale. Tali ecosistemi si configurano come sistemi complessi in cui interagiscono attori pubblici e privati (tra cui imprese innovative, università, centri di ricerca, enti pubblici territoriali, fondi di investimento e organizzazioni intermediarie) accomunati dall’obiettivo di generare, trasferire e valorizzare conoscenza in chiave imprenditoriale. All’interno di questo quadro, in Italia, si è assistito a una crescente diffusione di iniziative nazionali e transnazionali volte a favorire la connessione tra nodi locali e reti europee, contribuendo alla strutturazione di infrastrutture abilitanti per l’innovazione13. Parallelamente all’evoluzione normativa, hanno preso forma iniziative multi-livello orientate alla costruzione di reti di collaborazione tra territori, imprese e centri di ricerca, sia a livello nazionale (con il PNRR e gli Ecosistemi dell’Innovazione) sia a livello europeo (con Horizon Europe, EIC Accelerator, Digital Europe)14. In questo scenario, gli attori intermedi quali associazioni di categoria, consorzi, hub tecnologici e reti di rappresentanza, svolgono un ruolo decisivo nel mettere in relazione politiche, attori locali e opportunità sovranazionali15. Un caso emblematico in tal senso è rappresentato da InnovUp, soggetto collettivo che opera da interfaccia tra ecosistemi regionali e reti europee dell’innovazione. Pur non essendo un’agenzia pubblica né un ente di programmazione, InnovUp si configura come un attore con funzione di policy broker, capace di aggregare informazioni, istanze e risorse provenienti da diversi livelli istituzionali e imprenditoriali. Tra il 2022 e il 2024, InnovUp ha attivato una serie di azioni di advocacy e di connessione internazionale, partecipando a piattaforme come European Startup Nations Alliance (ESNA), Allied for Startups, European Startup Network,IASP, EBN, EBAN ed EuroCrowd16 (Figure 7 e 8). 12 Fonte: https://europeanstartupnetwork.eu/members/. 13 Fonte: https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/docs/2021-2027/horizon/wp-call/2021-2022/wp-10- european-innovation-ecosystems_horizon-2021-2022_en.pdf. 14 Fonte: https://innovup.net/. 15 Fonte: https://innovup.net/wp-content/uploads/2024/10/Mappatura-Piani-regionali-df.pdf. 16 Fonte: https://innovup.net/wp-content/uploads/2024/10/Mappatura-Piani-regionali-df.pdf. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 14 Figura 7: Panoramica degli Eventi e networking di InnovUp Fonte: https://innovup.net/. Figura 8: Panoramica degli Eventi e networking di InnovUp https://innovup.net/ European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 15 Fonte: https://innovup.net/. Tali attività vanno lette come strumenti di costruzione di capitali relazionali e istituzionali, fondamentali per sostenere gli attori locali nei processi di internazionalizzazione e nella partecipazione a programmi europei (riferimento Figura 9). In particolare, le iniziative di InnovUp mirano a creare ponti tra startup italiane e policy europee, facilitando l’accesso a bandi, acceleratori, investitori internazionali e piattaforme di conoscenza17. In questa direzione, l’associazione ha anche promosso manifesti programmatici (3), open letters (6) position paper (10) volti a orientare le politiche pubbliche verso una maggiore attenzione alla dimensione scaleup, alla mobilitazione di capitale privato e all’integrazione tra innovazione e transizione verde e digitale. Figura 9: Roadmap attività europee InnovUp 2024 Fonte: https://innovup.net/. Un altro aspetto centrale riguarda la promozione di infrastrutture relazionali e territoriali per l’innovazione, attraverso il supporto a ecosistemi locali e alla creazione di reti tra abilitatori (incubatori, acceleratori, competence center). L’azione di attori come InnovUp, in sinergia con fondi come CDP Venture Capital, mira a superare la frammentazione che caratterizza il tessuto innovativo italiano, favorendo la contaminazione tra filiere produttive tradizionali e nuove traiettorie tecnologiche18. In questo quadro, la connessione con programmi transnazionali diventa cruciale per valorizzare le specificità locali in un'ottica glocale (globale + locale). L’esperienza italiana mostra come le opportunità offerte da strumenti europei (Horizon Europe, EIC, Startup Europe) possano essere effettivamente colte solo 17 Fonte: https://innovup.net/innovup-dieci-mosse-per-rendere-litalia-una-startup-nation/. 18 Fonte: https://www.cdpventurecapital.it/resources/cms/documents/CDP_VC_Bilancio_2023.pdf. https://innovup.net/ https://innovup.net/ European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 16 attraverso la presenza di strutture intermedie capaci di tradurre le policy in pratiche, facilitando l’accesso, la connessione e la capitalizzazione delle risorse disponibili sempre più su una logica di integrazione multilivello, tra attori pubblici, privati e associativi. In questo scenario, il ruolo degli attori di rete InnovUp appare centrale non solo per rappresentare l’ecosistema, ma per abilitare concretamente le sue traiettorie di sviluppo in una dimensione transnazionale. 7. Conclusioni La conclusione di questa ampia disamina sul mondo delle startup italiane, tra evoluzione normativa, contesto europeo e dinamiche ecosistemiche, consente di restituire un quadro articolato ma coerente sullo stato dell'innovazione imprenditoriale nel Paese. In primo luogo, appare evidente come la costruzione di un ecosistema favorevole alla nascita e alla crescita delle startup abbia rappresentato una risposta politica e legislativa a un ritardo sistemico dell’Italia nel supportare l’imprenditorialità innovativa. L’introduzione dello Startup Act nel 2012 ha segnato un passaggio chiave nel riconoscimento formale di una nuova tipologia di impresa, la startup innovativa, definita sulla base di precisi requisiti anagrafici, economici, tecnologici e organizzativi. Questo impianto normativo ha avuto il merito di strutturare un primo insieme di misure di sostegno integrate, come l’esonero da oneri fiscali e camerali, l’accesso semplificato al Fondo di Garanzia, incentivi per investitori in equity, nonché meccanismi di remunerazione flessibile del lavoro tramite stock option. Tuttavia, l’esperienza maturata nel decennio successivo ha mostrato i limiti di un impianto normativo centrato soprattutto sulla fase di avvio, trascurando le esigenze di accompagnamento nella fase di crescita delle imprese. Il cosiddetto "scaleup gap" è infatti emerso come uno degli ostacoli principali allo sviluppo dell’innovazione in Italia: molte startup, pur superando le fasi iniziali, non riescono a trasformarsi in imprese mature competitive a livello internazionale, spesso a causa di barriere legate alla scarsità di capitali, all’accesso limitato ai mercati esteri e alla frammentazione del sistema di supporto. In questo scenario si inserisce lo Scaleup Act del 2024, concepito per rispondere alle criticità emerse e completare il percorso avviato con lo Startup Act. Le misure introdotte con questo nuovo quadro normativo puntano ad ampliare le agevolazioni fiscali, rafforzare il ruolo degli incubatori certificati, sostenere le imprese deep-tech e green, semplificare i processi di internazionalizzazione e attrarre capitale umano e finanziario, anche estero. A differenza del precedente impianto, il focus non è più solo sull’avvio dell’attività, ma sul consolidamento e l’espansione, con strumenti mirati a sostenere la transizione da startup a scaleup. Parallelamente, i dati quantitativi aggiornati al 2024 testimoniano una fase di consolidamento dell’ecosistema italiano: a fronte di una lieve flessione numerica delle startup (-6,1%), si osserva un incremento del valore medio della produzione (+5,6%), a conferma di una crescente solidità e maturità del tessuto imprenditoriale innovativo. Particolarmente rilevante è l’aumento delle startup con valore della produzione superiore al milione di euro, che testimonia una maggiore capacità di generare impatto economico e occupazionale. Permangono tuttavia elementi di criticità strutturale, tra cui la persistente distanza rispetto ai benchmark europei, evidenziata dal basso numero di Scaleup e di imprese unicorno, e da una minore diffusione di strumenti di finanziamento evoluti come il venture capital. In questo contesto, si conferma la centralità di attori intermedi come InnovUp, capaci di svolgere una funzione di mediazione tra istanze territoriali, policy nazionali e programmi europei. La loro attività di advocacy, networking e accompagnamento ai European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 17 bandi europei è risultata decisiva per migliorare l’accesso delle imprese italiane alle opportunità internazionali e per sostenere la costruzione di ecosistemi locali di innovazione. La direzione auspicabile, anche in linea con le indicazioni della Commissione Europea, è quella di una governance multilivello dell’innovazione, capace di connettere politiche pubbliche, capitale privato, università e centri di ricerca, in un’ottica sistemica. I modelli più avanzati di sviluppo imprenditoriale non si limitano infatti alla sola offerta di incentivi, ma puntano alla costruzione di ambienti abilitanti, in cui l’interazione tra attori, la circolazione della conoscenza e la contaminazione tra settori costituiscono i veri driver della competitività. In conclusione, l’Italia si trova oggi in una fase di transizione matura, in cui le sfide dell’innovazione richiedono una capacità di visione integrata, una governance più coesa e strumenti flessibili ma strutturati. Lo Scaleup Act rappresenta un passo in avanti in questa direzione, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità del sistema-paese di attuarlo in modo sinergico, superando le frammentazioni e promuovendo una cultura dell’innovazione realmente diffusa. In tal senso, il futuro delle startup italiane dipenderà dalla capacità collettiva di tradurre il potenziale in performance, e di valorizzare l’innovazione non solo come eccezione, ma come parte integrante del modello di sviluppo nazionale. European Journal of Social Impact and Circular Economy - ISSN: 2704-9906 DOI: 10.13135/2704-9906/12056 Published by University of Turin http://www.ojs.unito.it/index.php/ejsice/index EJSICE content is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License This article is not subject to double-blind peer review and is part of the Practitioners Perspective section for 2025. 18 Bibliografia e Sitografia Blank, S., Blank, S. G., & Dorf, B. (2012). The startup owner’s manual: The step-by-step guide for building a great company. K&S Ranch. Camera dei deputati. (2024). Memoria pubblica – IdeGes. https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memo ria.PUBBLICO.ideGes.47445.11-10-2024-15-04-50.962.pdf. CDP Venture Capital. (2023). Bilancio 2023. https://www.cdpventurecapital.it/resources/cms/documents/CDP_VC_Bilancio_2023.pdf. Commissione Europea. (2022). Le strategie di innovazione delle startup innovative: Un’indagine ad hoc. European Innovation Ecosystems – Horizon Work Programme 2021-2022. https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/docs/2021-2027/horizon/wp-call/2021- 2022/wp-10-european-innovation-ecosystems_horizon-2021-2022_en.pdf. Carnazza, P. (2017). Le strategie di innovazione delle startup innovative: Un’indagine ad hoc. Quaderni di ricerca sull’artigianato, (2). https://doi.org/10.12830/87483 Engage. (2025). Aziende unicorno: il fenomeno delle startup da un miliardo di dollari. https://engage.it/brand-e-aziende/aziende-unicorno-il-fenomeno-delle-startup-da-un-miliardo-di- dollari.aspx#:~:text=Nel%202013%20Aileen%20Lee%2C%20fondatrice,miliardo%20di%20doll ari%20o%20pi%C3%B9. Directorate-General for Research and Innovation (European Commission), Hollanders, H., Es-Sadki, N., & Khalilova, A. (2022). European innovation scoreboard 2022. Publications Office of the European Union. https://data.europa.eu/doi/10.2777/309907 InnovUp (2024). Homepage. https://innovup.net/. InnovUp. (2024). Dieci mosse per rendere l’Italia una startup nation. https://innovup.net/innovup-dieci- mosse-per-rendere-litalia-una-startup-nation/. Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, “Definizione di start up” https://www.treccani.it/enciclopedia/startup_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/. Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2012). Art. 25 del D.L. 179/2012. https://www.mimit.gov.it/images/stories/Art25-dl179-2012.pdf. Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2020). Policy per le startup innovative – aggiornamento 2020. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/POLICY-STARTUP-agg20.pdf. Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2024). Relazione annuale 2024. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/RELAZIONE_ANNUALE_2024-finale.pdf. Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2019). Slide policy startup innovative (07/2019). https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Slide%20policy%20startup%20innovative% 2007_2019.pdf. Frasson, L. (2025). Le startup innovative: Il rispetto del requisito di innovazione e di alto valore tecnologico. https://thesis.unipd.it/handle/20.500.12608/48276